Autore: heleny

  • Trading e calcio, la Juve vince in Champions e il titolo vola in Borsa

    Il mondo del calcio e quello del trading viaggiano sempre più a braccetto. Se sono tanti i broker che hanno deciso di utilizzare i campioni del calcio come testimonial per le loro campagne di marketing, al tempo stesso il mercato dei titoli dei club riflette anche le loro prestazioni sul campo. Accade così che la vittoria ottenuta nell’andata dei quarti di finale di Champions contro il Barcellona (3-0 con doppietta di Dybala e gol di Chiellini) abbia spinto il titolo della Juve in Borsa.

    juventus titolo tradingLe azioni della Juventus Fc fanno goal quindi anche a Piazza Affari, quindi. Hanno infatti piazzato un guadagno del 4,30%, per festeggiare la schiacciante vittoria contro i catalani in Champions. Riguardo alla performance di Borsa, lo status tecnico di Juventus Fc è in rafforzamento nel breve periodo (anche in questo caso sulla scia dei risultati sportivi del club bianconero). Possiamo identificare un’area di resistenza vista a 0,5317 Euro. Il primo supporto invece è stimato a 0,5157 (vedi qui come si calcolano supporti e resistenze).

    Analisi tecnica del titolo Juve nel trading

    Da un punto di vista tecnico, possiamo ipotizzare che le azioni della Juventus saranno ancora caratterizzate da giorni di ampliamento della performance in senso rialzista. La resistenza chiave è a quota 0,5477 (occhio alla formazione di Gapping play pattern high and low). Tuttavia, proprio per quanto detto poco fa riguardo alle correlazioni con i risultati sportivi, bisognerà muoversi con molta cautela in prossimità della sfida di ritorno. Un’eventuale ribaltone dell’esito del doppio confronto potrebbe infatti avere delle implicazioni notevoli anche sulla quotazione in Borsa.

    Bisogna ricordare inoltre che l’esito della doppia sfida con i catalani produce delle implicazioni anche sul bilancio, visto che l’accesso alla prossima fase dà la certezza di incassare 11 milioni, e apre inoltre alla possibilità di ottenerne altri 15,5 se si arriva in finale e si vince la competizione (un premio di 11 milioni va anche alla squadra finalista seconda classificata).

  • Mercato delle valute, continua il valzer di euro e sterlina

    Europa e Gran Bretagna hanno cominciato il loro percorso di divisione ufficiale e formale, e questo sta incidendo anche sul mercato delle valute. Seguendo le indicazioni popolari del referendum dello scorso giugno, pochi giorni fa la premier britannica May ha dato il via ufficiale al percorso che condurrà la Gran Bretagna fuori dalla UE. Ci vorranno circa un paio di anni per completare il percorso (tanto è il termine fissato dall’articolo 50 del Trattato), ma giungere ad una intesa si preannuncia come una corsa ad ostacoli. Peraltro il termine dei due anni non è neppure reale, visto che comprende anche il tempo che servirà perché tutti i negoziati siano approvati dalle parti in causa. Bisognerà quindi raggiungere un’intesa entro 18-20 mesi al massimo, altrimenti per la Gran bretagna sarebbero guai seri.

    BCE, Brexit e gli effetti sul mercato delle valute

    mercato delle valuteIntanto Euro e sterlina continuano a muoversi a fasi alterne sul mercato valutario. La Brexit si fa sentire sulla quotazione del pound, che chiaramente risente delle prospettive più o meno cupe legate all’uscita dalla UE. Dall’altra parte invece c’è l’euro, il cui driver principale sono le parole pronunciate da Draghi in settimana, e più in generale l’atteggiamento della BCE di fronte alle prospettive economiche della Eurozona. Nonostante i miglioramenti, Draghi resta cauto e dalla EuroTower giungono messaggi improntati alla prudenza circa la fine del quantitative easing.

    E’ inevitabile che tutto ciò abbia effetto sui mercati valutari. Venerdì la coppia EUR/GBP ha dapprima tentato un rally, poi si è infranto sulla resistenza nella media mobile esponenziale dei 100 giorni (vedi qui i concetti di media mobile semplice, ponderata e esponenziale trading) per invertire la rotta.

    Secondo gli analisti, le prospettive maggiori sono però quelle di una prosecuzione del mercato intorno all’area attuale, con la media mobile esponenziale dei 200 giorni appena sotto la regione delle 0,85 sterline. La sensazione comunque è che il cross Euro-Sterlina sarà ancora difficile da trattare, pertanto, a causa dell’andamento incostante. Si osservi in proposito l’Indicatore Average True Range (ATR).

    Un’ultima considerazione va fatta però riguardo lo scenario complessivo internazionale. L’attacco USA alla Siria e l’attentato di Stoccolma, nei prossimi giorni potrebbero avere degli effetti sull’orientamento degli investitori. Occorre quindi muoversi con cautela e aspettarsi anche qualche sessione molto volatile.

  • Sterlina, ancora problemi. Secondo Deutsche Bank crollerà ancora il suo valore

    A distanza di otto mesi dal voto sulla Brexit, in Gran Bretagna si cominciano a fare due conti. E questi calcoli dicono che la popolazione si è impoverita mentre la sterlina ha perso una grossa fetta del proprio valore.  Inoltre secondo le previsioni di Deutsche Bank, andrà anche peggio in futuro.

    Il colosso tedesco prevede infatti che la discesa della sterlina potrebbe spingerla verso quota 1,05 contro il dollaro. Dal giorno del referendum, il pound ha perso circa il 18% rispetto al dollaro secondo i dati di Optionweb, broker autorizzato consob (Optionweb opinioni qui). Nei confronti dell’euro invece il calo è stato del 12%. La cosa ha avuto chiaramente forti ripercussioni sull’economia.

    I dati poco incoraggianti per la sterlina

    sterlian forexIl motivo per cui secondo Deutsche Bank il pound calerà ancora è duplice. Anzitutto risiede nella prevedibile complessità della questione Brexit, ovvero la concreta uscita dei britannici dalla UE. Ma anche del problema inflazione. Fattori questi che rendono molto deboli le prospettive della sterlina (occhi quindi a tenerne conto se utilizzate siti di mirror trading).

    Nel Regno Unito, tradizionalmente grande importatore, durante gennaio i prezzi sono cresciuti dell’1,8% secondo l’ultimo report del Office for National Statistics. Lo stesso aumento c’era stato a dicembre e poco meno era stato registrato a novembre. Si tratta dell’incremento maggiore registrato negli ultimi due anni e mezzo. Il tutto mentre i salari restano al palo.

    I fattori di preoccupazione

    Dal punto di vista commerciale, soltanto un’azienda su quattro ha evidenziato un impatto positivo sulle esportazioni. Nella maggior parte dei casi invece s’è registrato un netto calo sulle importazioni. Questo perché le imprese GB che importano devono devono fronteggiare costi maggiori. Il 68% di queste aziende ritiene inoltre che a causa della svalutazione della sterlina i costi nel prossimo anno saliranno ancora e questo le costringerà ad incrementare i prezzi di vendita. Altre aziende invece hanno usato un approccio diverso per fronteggiare la crisi. Toblerone, ad esempio, ha aumentato lo spazio tra un triangolo e l’altro delle barrette, mentre i Maltesers pesano adesso il 15% in meno.

    Il dato positivo che si può evidenziare è nel calo della disoccupazione, giunta al valore di 4,8% che è il minimo degli ultimi 11 anni. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 74,6%, un valore che non si vedeva da quarant’anni. Tuttavia solo 70mila dei nuovi occupati sono britannici, mentre ben 233mila sono stranieri.
    La cosa preoccupante però è il reddito pro capite. Secondo una ricerca della Joseph Rowntree Foundation, quasi un terzo della popolazione del Regno Unito vive con un reddito “inadeguato” e ben 4 milioni sono scivolati al di sotto della soglia del reddito minimo. In termini reali i salari sono saliti di recente solo dell’1,4 per cento, molto meno quindi della crescita che contemporaneamente si è avuta nell’inflazione.

    Il quadro complessivo resta quindi molto incerto, e i negoziati per la Brexit probabilmente peggioreranno le cose con il passare del tempo.

  • Valute, il peso è tornato a respirare dopo la fine del rally del super-dollaro

    Il peso messicano è tornato a respirare nell’ultimo periodo. I dati macro di qualche settimana fa, relativi all’inflazione, hanno dato la spinta che serviva alla banca centrale messicana per innalzare il tasso di interesse di 50 punti base, portandolo da 5,75 a 6,25. L’inflazione annua è cresciuta di recente al 4,71% dal 3,36%. Da qui la possibilità di operare una stretta monetaria che ha consentito al peso di risalire la china nel mercato delle valute. Per tutto il mese di gennaio il peso era stato sostenuto attraverso vendite massicce di dollari (anche 2 miliardi).

    Il cross Usd-Mxn nel mercato delle valute

    valute pesoIl cross Usd-Mxn subito dopo l’elezione di Trump era schizzato da quota 18,3103 fino a 20.8077. Il tutto peraltro è accaduto nel giro di pochissimi giorni (l’abbiamo visto sulla nostra piattaforma ig conto demo). Questo ha messo ulteriore pressione sull’economia del paese americano. Hanno pesato, non serve neppure ricordarlo, le dichiarazioni improntante al protezionismo del nuovo presidente degli USA, che hanno fatto da ago della bilancia più di quanto non facciano i fondamentali economici.

    Dalla fine di gennaio però il vento è cambiato, per la gioia di chi l’ha messo al centro delle proprie migliori strategie opzioni binarie 15 minuti. Il rally del dollaro ha infatti cominciato ad avvertire delle battute d’arresto. Questo perché è emerso maggiore scetticismo riguardo alle politiche che metterà in campo l’amministrazione Trump. Allo stesso tempo, i dati economici che giungevano dal Messico hanno invece spinto il peso messicano, che ha recuperato terreno. Tanto che dopo l’aumento del tasso di interesse è riuscito a toccare quota 19.6862, valori che non si vedevano da 3 mesi.

    Difficile però che al prossimo incontro della Banca centrale messicana, in programma il prossimo 30 marzo, possa esserci un nuovo rialzo dei tassi di interesse. L’istituto centrale punterà probabilmente ad avere dei dati economici che testimonino un consolidamento forte dell’economia. Soltanto dopo, eventualmente passerà all’azione. Anche perché in tutto questo va considerato l’atteggiamento della FED, che sembra pronta ad una manovra restrittiva. Ricordiamo infatti che ha messo in preventivo 3 rialzi dei tassi nel corso del 2017. Finora non ce n’è stato neanche uno.

  • Valute, grandi affari per chi ha avuto l’intuizione di puntare sul rublo russo

    Qualche tempo fa, gli analisti di Goldman Sachs suggerirono di puntare sulle così dette “Brics”. Si tratta cioè di alcune valute che non appartengono al paniere principale del Forex. Tra queste valute c’è anche il Rublo russo, che effettivamente continua a rafforzarsi nel Forex market. La scommessa rialzista quindi per il momento funziona.

    rubloQualche giorno fa il numero di posizioni long sulla divisa russa era salito di 18.202 contratti. Si tratta di un volume enorme se si pensa che le posizioni short nel frattempo sono scese a 1.437 contratti (calo del 40%). In quest’ultimo caso siamo ai minimi di due mesi. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il rublo si è rafforzato di oltre il 25 per cento contro il dollaro (USD/RUB). Si tratta della migliore performance tra le valute mondiali. Forse fin troppo forte, per poter dire che i suggerimenti che giungono sulle piattaforma possano essere segnali opzioni binarie gratis affidabili.
    Ma per quale motivo i trader stanno puntando al rialzo del rublo?

    Nella logica del carry trade c’è il principio per cui si prende in prestito una valuta con un basso tasso di interesse (che solitamente è una delle divise attinenti alle economie sviluppate) e poi viene reinvestita la somma in un asset a tasso di rendimento più elevato. Generalmente quest’ultima riguarda valute dei mercati emergenti. Proprio questo sta favorendo la spinta verso il rublo.

    Che scenario si prospetta per il rublo nel mercato delle valute

    Sul mercato valutario la divisa russa scambia vicino ai massimi di 20 mesi. Ci troviamo a un valore della coppia con il dollaro che è poco al di sotto di quota 58 secondo i dati della nostra piattaforma forex Bd swiss demo. Nei riguardi dell’euro invece siamo poco sotto quota 61. E inoltre questo rally del rublo va avanti e non sembra avere soste, nonostante la Banca centrale abbia aumentato l’acquisto di dollari a febbraio per ricostituire le riserve monetarie interne. Senza queste manovre, probabilmente il suo valore sarebbe ancora più cresciuto. Ma questo avrebbe destabilizzato gli equilibri economici della Russia.

    A questo punto molto del futuro del rublo si lega all’andamento del petrolio, una voce di ricavo molto importante. Un rublo forte non sostenuto da un forte rialzo dei prezzi del greggio minaccia di creare un grosso buco nel bilancio russo. Se i prezzi del petrolio invece scenderanno, allora il rublo potrebbe crollare nei confronti del dollaro.

  • Trading pericoloso se il guadagno viene prima del rischio

    Il mondo va sempre più di fretta e anche le forme di investimento sembra che si siano adeguate. La nuova vera frontiera del trading online infatti è oggi la negoziazione delle opzioni binarie, soprattutto quelle che hanno una scadenza estremamente ridotta. Anche soli 60 secondi.

    Il motivo per cui sono una forma di trading molto apprezzata è semplice: piacciono perché non ci vuole molto a capire come funzionano le opzioni binarie. Sono affini a una sorta di scommessa (basta decidere se investire su un evento o su quello opposto) e questo crea la falsa aspettativa che serva poco per guadagnare bene nei mercati finanziari. Soldi facili insomma. anche se non c’è niente di più falso dal momento che nel mondo dei mercati finanziari non esiste nulla di semplice. E ancora meno c’è qualcosa di facile interpretazione o previsione.

    La scelta di trading consapevole

    Quello che è facile però, è adescare i creduloni in rete e convincerli che si può guadagnare bene e in poco tempo. Specie perché in un mondo che corre a grande velocità, se dici a qualcuno che può volare in poco tempo lo colpirai. Riflettete su una cosa: se dicessimo a qualcuno “preferisci guadagnare 1000 dollari in un’ora o mille dollari in un giorno?”, tutti sceglierebbero la prima opzione. Ma nessuno penserebbe di rispondere: quanto rischio nel primo caso e quanto nel secondo?

    Il punto è proprio questo. Quando il guadagno diventa la prima scelta mentre il rischio viene ignorato, allora fare trading online diventa pericoloso. Ed è su questo che punta chi propone guadagni facili attraverso operazioni nei mercati finanziari. Punta sul fatto che vengono ignorate le variabili più importanti perché si resta abbagliati dai numeri, dal profitto.

    Ecco perché il suggerimento migliore che si può dare a chi vuole investire online è sempre quello di ponderare sempre bene sia rendimenti che rischi. Ne va dell’integrità del vostro capitale.

  • BCE, che paura: la Brexit insidia le prospettive di crescita UE

    La zona Euro continua a dover fare i conti con i tanti problemi di stabilità di crescita, ai quali si è aggiunta la questione Brexit che ha reso tutto tremendamente più complicato. La BCE continua però a vedere spiragli di luce. La ripresa dell’economia della zona euro dovrebbe infatti continuare, secondo la massima banca europea.

    A sostenerla dovrebbero essere la crescita della domanda interna e anche le stesse misure di politica monetaria della BCE. Un aiuto arriverà anche dal prezzo del petrolio, che rimane ancora relativamente basso. Con una politica di bilancio leggermente espansiva, si potrebbero vedere dei risultati positivi, anche perché il consumo è stato sostenuto da una maggiore reddito disponibile reale delle famiglie, legate a un aumento (seppure piccolo) dell’occupazione.

    I timori della BCE

    Il problema però adesso è la Brexit. L’uscita dalla UE degli inglesi ha dato una spallata forte a tutto il sistema, e nella Eurotower temono che le prospettive di crescita possano subire una forte frenata, a causa dei venti contrari derivanti dal voto inglese. I membri del Consiglio direttivo continuano a interrogarsi sull’impatto che avrà nei prossimi mesi (o anni) l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.
    Che conseguenze può ancora avere sull’Eurozona? Al momento prevale il sentimento di incertezza, visto che la portata dell’evento è talmente globale che non è possibile fare delle previsioni precise. Complessivamente, il Consiglio direttivo ha ritenuto comunque che i rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono rimasti orientati al ribasso.

    La sterlina paga la Brexit

    Intanto, i primi a risentire dell’effetto Brexit sono proprio gli inglesi. La sterlina ha perso pesantemente terreno sui mercati valutari, portandosi verso il ribasso anche l’Euro. A rafforzarsi nei confronti delle divise principali del Vecchio continente non è tanto il Dollaro americano ma soprattutto lo Yen giapponese, che continua ad apprezzarsi e si conferma così valuta rifugio per gli investitori nei momenti di difficoltà.

  • Broker Forex: la lista nera. Ecco cos’è e chi la pubblica

    Di pari passo con la diffusione presso il pubblico del trading online, purtroppo sono andati ad aumentare anche i fenomeni fraudolenti connessi ai broker forex. Si tratta di intermediari senza scrupoli che agiscono senza autorizzazione, e che purtroppo hanno trovato terreno fertile nella rete di Internet. Lì adescano investitori troppo disinvolti e poco attenti, che hanno finito per affidare loro i propri risparmi, ignari dei rischi che corrono.

    Il controllo sui broker forex

    Le attività di controllo su questi fenomeni vengono svolte a livello Nazionale e internazionale da diverse istituzioni (in Italia ad esempio se ne occupa la Consob). Una di queste è l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che per contrastare il fenomeno degli operatori forex che operano senza licenze, periodicamente pubblica degli elenchi di imprese che non possiedono un regolare permesso. La versione aggiornata prevede due liste: una per i broker di opzioni binarie e una per i broker forex, e indica i nomi dei siti web non qualificati.
    La pubblicazione ha messo in evidenza anche come questo fenomeno sia spaventosamente in crescita negli ultimi anni. Se nel luglio 2014 c’erano 32 broker forex e 77 intermediari di opzioni binarie non regolamentati, un anno dopo si è passati a 45 broker forex non regolamentati e ben 122 binari broker di opzioni. In pratica sono raddoppiati.

    L’attività della Consob

    In Italia, dal canto suo, anche la Consob ha avuto il suo bel da fare per contrastare questi fenomeni. Nel rapporto del 2015 ha messo in evidenza che almeno due terzi delle condotte di abusivismo finanziario, sono state realizzate attraverso il canale Internet. Nello stesso anno sono state condotte 147 verifiche ispettive con accertamenti e approfondimenti su 293 siti web. Sempre nel 2015 sono state adottate 118 iniziative di contrasto nei confronti dell’abusivismo e, attraverso il sito della Commissione sono state pubblicate 44 comunicazioni a tutela dei risparmiatori riferite a soggetti che, operando attraverso Internet hanno violato la normativa sull’intermediazione.

    Il consiglio, quindi, è quello di verificare e controllare sempre i broker forex con i quali si opera, verificando che dispongano dei requisiti necessari per svolgere l’attività di intermediazione finanziaria.