La quotazione oro in periodi di grande tensione come quello attuale è il termometro più affidabile per comprendere l’andamento economico finanziario del momento.
Sono ormai anni che la situazione internazionale vive di tensioni ed emergenze di ogni genere, già dal periodo della guerra dei dazi tra Cina ed Usa il prezioso metallo giallo era tornato a centro dell’interesse di investitori piccoli e grandi.
Alle tensioni internazionali per i dazi si è aggiunta la successiva crisi da lockdown che nel marzo 2020 ha portato le borse ad uno dei crolli più drammatici della storia.
Nei giorni successivi al crollo del marzo 2020 la quotazione oro ha cominciato ad aumentare di prezzo in modo costante fino ad agosto quando il prezzo aureo raggiunse l’attuale massimo storico ben oltre i 2000 dollari oncia.
D’altronde le crisi cicliche che si sono ripetute in tempi sempre più ravvicinati dall’inizio del nuovo millennio hanno abituato non solo i normali investitori ma anche sempre più risparmiatori a ricorrere al prezioso metallo giallo per difendere il valore del proprio denaro.
Monete e lingotti anche di piccole misura vengono accantonati al posto di contanti o altri asset da investimento, un modo che mette al riparo il denaro dalle crisi e dall’inflazione e che allo stesso tempo permette una facile monetizzazione del suo valore in qualsiasi momento grazie ad attività come questo compro oro Firenze.
Un trend che potrebbe sembrare anacronistico rispetto alle svariate possibilità che la finanza moderna mette a disposizione ma che è viene perseguito anche dalle autorità istituzionale come le banche centrali dei vari stati che accumulano e custodiscono gelosamente ingenti riserve auree.
Evidentemente la finanza stessa non si fida dei propri strumenti di investimento se il prezioso metallo giallo è utilizzato dai principali attori del sistema finanziario come i grandi fondi di investimento che non rinunciano ad importanti quote di oro.