Giorno: 1 Aprile 2021

  • La guida di Mondoflex nella scelta del copripiumino perfetto

    A tinta unita o a fantasia, in cotone o in flanella? La scelta del copripiumino perfetto per la camera da letto non è sempre così immediata perché le opzioni sono davvero tante. Mondoflex ha da darvi alcuni consigli utili per scegliere il copripiumino perfetto per le vostre esigenze, per la stagione e per il vostro stile di arredamento.

    Milano, aprile 2021. Scegliere il piumino più adatto alle proprie necessità non è semplice, è vero. Pensavate che la scelta del copripiumino fosse più scontata? Tutt’altro! Il copripiumino è un articolo di biancheria da casa indispensabile per la camera da letto, perché oltre a proteggere il piumino, ha anche una funzione decorativa

    Mondoflex – azienda italiana leader nella vendita di materassi, letti, divani, poltrone ortopediche, reti e guanciali – è pronta a darvi alcuni preziosi consigli per orientarvi in questa scelta, che parte da diverse considerazioni.

    Il copripiumino ideale: attenzione alla stagionalità e ai materiali

    Se è vero che il copripiumino serve anche ad abbellire e decorare la stanza da letto, lo stile, tuttavia, non è l’unico criterio da tenere in considerazione per individuare quello più adatto. La scelta tra copripiumini in tinta unita o con fantasie multicolori e motivi floreali di grande eleganza viene solo per ultima, o quasi.

    Per scegliere il copripiumino bisogna prima di tutto tenere conto della stagionalità: di solito il piumino è utilizzato per lo più durante i mesi autunnali e invernali, ma va da sé che in funzione del periodo in cui lo si utilizza, anche la scelta del materiale del copripiumino sarà diversa. Infatti, parlando di materiali, bisogna considerare che ciascuno di questi avrà un grado di calore diverso: quelli in lino e in cotone sono i più freschi e traspiranti, adatti dunque alle mezze stagioni o a chi non è particolarmente freddoloso, mentre i copripiumini in flanella sono i più indicati per le temperature più rigide, quando la colonnina di mercurio precipita vertiginosamente e si ha bisogno di riposare al caldo. 

    Ma non finisce qui: per chi cerca invece eleganza e raffinatezza, l’ideale è puntare su materiali di pregio come il percalle di cotone o il satin, con effetto lucido. Chi, invece, desidera optare per una soluzione che permette di dire addio al ferro da stiro dovrà allora orientarsi su fibre sintetiche, come la microfibra di poliestere.

    Oltre ai materiali, vanno tenute in considerazione le misure del copripiumino: infatti, queste vanno di pari passo con quelle del piumino a cui viene associato. Una piazza e mezzo, singolo o matrimoniale, ciascun copripiumino infatti ha le sue dimensioni. In realtà, dal momento che il copripiumino deve poter contenere comodamente il piumone, sarà meglio che la misura del copripiumino sia leggermente maggiore: per coprire gli angoli e adattarsi con armonia al letto, il copripiumino dovrebbe misurare circa 30 o 40 cm in più.

    E per i colori? Via libera alle proprie preferenze, prediligendo tinte accese se si vuole dare un nota di colore alla stanza da letto e tonalità neutre se si cerca un effetto elegante e un tocco di classe. 

  • Giornata Mondiale dell’Attività Fisica: “Ogni movimento conta!”

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Attività Fisica, che si terrà il prossimo 6 aprile su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), ATS Pavia promuove il decalogo “Ogni movimento conta!”. Obiettivo, incentivare a svolgere una regolare attività fisica a beneficio dello stile di vita e della propria salute, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 e i provvedimenti restrittivi per fronteggiarla che hanno determinato una limitazione del movimento e dell’attività fisica e una sedentarietà, in alcuni casi, forzata e prolungata come nel caso dello smart working e della didattica a distanza.

    L’emergenza pandemica dovuta alla diffusione mondiale dell’infezione da coronavirus ha portato a restrizioni che non devono far abbassare l’attenzione, anche in questa situazione, al mantenimento di un sano stile di vita per evitare che, una volta usciti dall’emergenza, ci ritroviamo a fare i conti, individualmente e come popolazione, con un incremento di tutte quelle malattie (diabete, malattie cardiovascolari, tumori e malattie respiratorie croniche) che sono favorite o aggravate da comportamenti scorretti. Per vivere bene e in buona salute occorre adottare alcune semplici ma sane abitudini cercando di essere attivi il più possibile per mantenerci in salute e per migliorare le difese immunitarie spiega il direttore generale Mara Azzi.

    ATS Pavia celebra quindi la giornata mondiale dell’attività fisica dedicando alla popolazione un decalogo di buone abitudini contro la sedentarietà, da seguire anche durante l’emergenza da Covid 19. Pur restando a casa, infatti, ATS Pavia raccomanda di mantenersi attivi, svolgendo regolare attività fisica, praticando giardinaggio o bricolage, preferendo le scale all’ascensore, evitando di stare seduti più di 2 ore di seguito, anche durante lo smart working o la didattica a distanza.

    “Non è necessario allenarsi per le Olimpiadi o per la Maratona sono i piccoli movimenti quotidiani e una attività fisica regolare e costante che fanno la differenza, soprattutto se si parte da zero. La sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio per numerose patologie, così come il sovrappeso e l’obesità. Ciascuno di noi può essere un esempio e trasmettere ai propri familiari l’importanza di mantenere uno stile di vita sano e attivo. Ricordiamoci infine, che l’attività fisica ha un grande pregio: non ha né genere, né età” conclude Azzi.

    Per informazioni: www.ats-pavia.it

    DECALOGO

     “OGNI MOVIMENTO CONTA, AD OGNI ETA’

     ATS Pavia raccomanda di svolgere una regolare attività fisica a beneficio dello stile di vita e della propria salute, nonostante il Covid-19. Questi consigli sono adatti e “fanno bene” ad ogni età!

    • Uno stile di vita sano e attivo protegge da numerose patologie e contribuisce al benessere fisico e mentale. Se sei un adulto, pratica almeno 30 minuti di attività fisica, se sei un bambino o un adolescente, 60 minuti!
    • Camminare è il modo più semplice per mantenerti in forma e per migliorare la tua salute.
    • Per vivere più a lungo, muoviti! Anche in smart working non stare più di due ore di seguito seduta/o, allunga le gambe, cambia posizione e svolgi attività in piedi (ad esempio quando parli al telefono). Anche le attività quotidiane come il giardinaggio o il bricolage sono azioni semplici che fanno bene alla salute, soprattutto in età avanzata.
    • Utilizza frequentemente le scale, se puoi evita l’uso dell’ascensore e delle scale mobili.
    • Gioca attivamente con i tuoi figli: si pratica attività fisica anche giocando.
    • Divertiti! Scegli attività che ti mettano di buon umore, e che non siano “un peso”. Passeggia con il cane, balla, pratica yoga o attività simili che producono benefici sia fisici che mentali.
    • Se parti da zero, poniti obiettivi concreti e realizzabili. Non devi allenarti per le Olimpiadi! Inizia ad utilizzare le scale o a spostarti a piedi e in bicicletta quando è possibile.
    • Sii un esempio: se sei attiva/o trasmetterai ai familiari l’importanza di uno stile di vita sano e attivo.
    • L’attività fisica non ha né genere, né età: pratica lo sport o l’attività che ami, senza il timore di pregiudizi.
    • OGNI MOVIMENTO CONTA! Sostituisci il tempo trascorso seduta/o con delle attività fisiche, anche di bassa intensità: interrompi ogni 30 minuti i periodi nei quali stai in posizione seduta facendo 2-3 minuti di attività, come brevi camminate o piegamenti sulle gambe. Aumenta i passi quotidiani e svolgi almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana. Evita la sedentarietà: è un nemico da combattere!
  • È online la mostra “Armonie poetiche” di Daniela Rum

    Daniela Rum è protagonista in mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con le sue opere di grande potenza suggestiva. La mostra è collocata all’interno di una piattaforma web permanente, che accoglie un circuito selezionato di esponenti contemporanei all’insegna del motto simbolico trainante #lartenonsiferma. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni di commento sulla produzione artistica della Rum, nei confronti della quale nutre sincera ammirazione. In particolare ha dichiarato: “Insieme a Daniela abbiamo pensato di intitolare questa mostra in modo molto mirato, designandola -Armonie poetiche- proprio per dare il massimo risalto alla componente di suadente poesia, a quell’accento di lirismo aulico che risulta molto permeante e molto avvolgente fin dal primo sguardo e aumenta l’enfasi emotiva e l’afflato emozionale, completando in modo perfetto la sfera sostanziale e contenutistica. Daniela è una donna davvero sensibile, che possiede una profonda empatia intuitiva. Questa caratteristica di grande pregio contribuisce a farle cogliere e a farle carpire un coacervo e un corollario di spunti e di rimandi di riferimento, che vengono immessi dentro la narrazione e implicano un’impronta aggraziata e soave di armoniosa poesia dei sensi. Questa particolare dimensione evocativa e rievocativa intesa in chiave aulica viene a sua volta compenetrata da messaggi e significati insiti, che Daniela colloca all’interno dell’orchestrazione compositiva con abile e sapiente proporzione e accurata misura, affinché venga sempre mantenuto un equilibrato bilanciamento d’insieme. La sua formula di tendenza figurale è dunque concepita come una sorta di speciale stratificazione visionaria, dove accanto alla prospettiva reale e realistica viene associato un intreccio alchemico di essenza intrinseca, che vede in primo piano anche il fattore psichico e concettuale. Arte di poesia e arte di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo. Arte di ricerca e arte di riflessione, che si protende verso una condivisione a largo raggio e cerca un rapporto e un contatto di approccio continuo e costante con lo spettatore, per instaurare e stabilire un dialogo arricchente e costruttivo, che non si limita soltanto a una partecipazione marginale e superficiale a latere, ma cerca invece un approdo di scambio e di confronto autentico, dinamico, reattivo, recettivo, percettivo. Daniela artista dal guizzo vivace e intriso di sentimento e di pathos riesce dunque a trasferire dentro le opere una poetica espressiva intima e intimista e al tempo stesso capace di essere accolta e compresa in profondità”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/armonie-poetiche-daniela-rum/

  • FÒREMA CREA IL “PATENTINO” PER I BATTERI CHE PULISCONO LE CALDAIE INDUSTRIALI

    Bonaka Italia, azienda di Pordenone, ha acquisito i diritti per la distribuzione europea di un innovativo brevetto biotecnologico russo: al posto dell’acido, nelle tubature adesso si immette un cocktail di venti batteri che mangiano calcare e sporco. È stato possibile grazie alla divisione Chemicals dell’ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova

    Per raccontare la storia di come i batteri siano capaci di pulire le tubature degli impianti industriali tocca fare un passo indietro nel tempo. Serve tornare al periodo della guerra fredda, quando la Russia studiò un nuovo metodo naturale per ripulire i propri impianti civili e militari riducendo l’approvvigionamento di sostanze chimiche: i batteri.
    Sono passati decenni e quelle tecnologie sperimentali sono state perfezionate e diventate brevetti industriali che stanno per rivoluzionare per sempre il mondo della pulizia delle grandi caldaie civili, scambiatori di calore, sistemi di riscaldamento e degli impianti industriali in genere. In pratica, quella selezione di lactobacilli (simili a quelli dello yogurt) viene immersa in una soluzione liquida, i lactobacilli immessi nelle tubature “mangiano” lo sporco prima di venir rilasciati nell’ambiente senza causare danni a flora e fauna, perché fuori dalle condizioni ambientali muoiono immediatamente.
    Ebbene, a Pordenone, e precisamente nella sede del Parco Tecnologico, è stata fondata una start up innovativa, Bonaka Italia, guidata dal ceo Marco Bortolus, che a livello europeo ha l’esclusiva per importare e vendere il “cocktail” di batteri russi, è il prodotto a base batterica “Bonaka Prom”. Per gli addetti ai lavori è una rivoluzione storica. Fino ad oggi, si usano infatti acidi per pulire il calcare e le incrostazioni che inquinano e danneggiano le tubature. I batteri, invece, semplicemente scompaiono.
    Prima però di poter entrare nel mercato, Bonaka Italia ha chiesto a Fòrema, ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, di poter ottenere il “patentino” per farlo. Se ne è occupato Michele Checchin, direttore della divisione Chemicals, che dopo un anno di lavoro è riuscito a presentare un dossier tecnico composto da consulenze e pareri di diversi enti. “Dovevamo chiarire se i batteri erano un potenziale rischio e sancire le modalità con cui possono essere usati”, spiega Checchin. “Fòrema ha proceduto con la definizione delle norme applicabili in merito all’immissione sul mercato nazionale del prodotto, individuando gli obblighi normativi attualmente vigenti in Unione Europea e quelli applicabili nel caso particolare, valutando gli eventuali rischi chimici e biologici derivati dall’uso per lavoratori, consumatori e ambiente. Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo progetto che valorizza un cambiamento ecosostenibile nei processi di pulizia industriale. Per Fòrema, un risultato eccellente, che dimostra come le competenze dell’ente possano fungere da acceleratori rendendo possibile l’avvio di imprese innovative tutelandole e accompagnandole nel processo di conformità del prodotto”.
    La Bonaka Italia adesso sta lavorando coi manutentori di grandi impianti industriali per spiegare loro il nuovo modello, che presto si diffonderà nel mercato italiano prima di raggiungere quello europeo. “In Russia persino Gazprom usa questi batteri – spiega Bortolus – che nascono in una cultura a base di lattosio e durante il processo di fermentazione dell’acido lattico secernono dei metaboliti, che sono microparticelle di acidi naturali che poi disgregano i componenti minerali nei sedimenti, senza intaccare plastica o ferro o rovinare impianti. Per tradurlo con delle informazioni pratiche: chi deve pulire tubature prolunga fino a tre volte la vita degli impianti. Ma non solo: ripristina e mantiene la loro efficienza originale, abbattendo considerevolmente le emissioni di anidride carbonica. Il tutto in modo ecologico ed in linea con le direttive del “green deal” della Comunità Europea”.

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO
    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.
    BONAKA PROM è un innovativo composto liquido biotecnologico a base batterica, sicuro, efficiente ed ecologico, destinato alla pulizia interna ed il recupero di attrezzature termiche e sistemi tecnologici industriali da fanghi, incrostazioni e depositi di origine organica, minerale ed ossidativa. Una volta inserita la soluzione personalizzata di Bonaka Prom nell’impianto o nell’attrezzatura in diluizione a circuito chiuso e a temperatura controllata i batteri (lactobacilli) che lo compongono generano oltre 30 tipi di metaboliti (acidi organici) che disgregano in modo selettivo unicamente i sedimenti, senza aggredire i metalli, gomme o stoppie e rilasciano un film idrofobo protettivo. A trattamento ultimato, sarà sufficiente svuotare e risciacquare l’impianto senza alcun post-trattamento di passiva-zione e smaltendo le acque di risulta (dipendentemente dai materiali disgregati) secondo le normative vigenti. L’area di applicazione della tecnologia è piuttosto ampia, poiché consente di pulire praticamente qualsiasi apparecchiatura e sistema tecnologico e termico da fanghi, calcare e depositi di calcare. Può essere utilizzato in attrezzature per caldaie e centrali termiche di varie capacità e potenze; boiler, tubazioni e scambiatori di calore industriali di vario tipo; impianti di riscaldamento e approvvigionamento idrico per grandi edifici; attrezzature per raffinerie di petrolio; attrezzature di lavorazione termica per il settore alimentare.

  • Finanza: il profilo professionale di Claudio Machetti

    Classe 1958, manager di Enel Claudio Machetti vanta anche esperienze professionali pregresse presso Banco di Roma e Ferrovie dello Stato Italiane.

    Claudio Machetti manager Gruppo Enel

    Claudio Machetti: esperienze formative e primi incarichi professionali

    Nato nel 1958 a Roma, Claudio Machetti opera attualmente in qualità di manager del Gruppo Enel. Entrato nella multinazionale dell’energia come Responsabile dell’Area Finanza, oggi è a capo della Divisione Global Trading, che si occupa di gestire il portafoglio integrato della società operando su tutti i mercati all’ingrosso, sia fisici che finanziari, relativi alle commodity energetiche. Diplomato in studi classici al “Tito Lucrezio Caro” di Roma, prosegue il suo percorso formativo laureandosi in Statistica presso l’Università “La Sapienza”. È il 1983 quando ha inizio l’iter che lo porterà in Enel. La sua prima esperienza è a Milano, dove viene assunto come impiegato in una delle filiali del Banco di Roma. Successivamente torna a Roma, passando alla Direzione Centrale. Qui Claudio Machetti si specializza nell’analisi finanziaria dei gruppi industriali italiani più importanti, sviluppando competenze anche nel settore Equity.

    Claudio Machetti: l’ingresso in FS Italiane e la carriera in Enel

    L’esperienza di Claudio Machetti presso il Banco di Roma continua: nel 1990 viene nominato Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, incarico che ricoprirà per due anni. Nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane come Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Il percorso in FS Italiane dura 8 anni: il manager arriva a ricoprire il ruolo di Direttore della Finanza Operativa e allo stesso tempo è uno dei fautori della nascita di Fercredit, società captive di servizi finanziari, diventandone anche Amministratore Delegato. I successi ottenuti gli consentono di passare al Gruppo Enel. Dopo i primi anni da Responsabile dell’Area Finanza, nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario della multinazionale. Contemporaneamente contribuisce alla nascita di Enelfactor ed Enel Insurance, fa parte di diversi importanti CdA (Terna, Wind, Endesa) ed è Presidente sia di Fopen che di Fondenel. Successivamente (2014), dopo 5 anni a dirigere la Divisione Risk Management, arriva ai vertici della Global Trading Business Line del Gruppo, è Amministratore Unico di Enel Global Trading Spa, braccio operativo della Business Line. Dal 2016 al 2018 Claudio Machetti è anche Presidente di Fondenel, il Fondo Pensione dei dirigenti del Gruppo.

  • Parchi divertimento: filo diretto con Garavaglia per pianificare le riaperture

    “I bambini e le loro famiglie non vedono l’ora di tornare a divertirsi nei nostri parchi e noi siamo pronti ad accoglierli in totale sicurezza. Le attività si svolgono all’aperto, con ampi spazi a disposizione e sotto il controllo di personale preposto, a differenza di quanto può accadere nelle aree gioco dei parchi pubblici o, più semplicemente, per strada. Contingentiamo gli ingressi per evitare ogni rischio di assembramento e abbiamo predisposto severi protocolli di sicurezza che hanno già ampiamente dimostrato la loro efficacia lo scorso anno”. Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG) esprime con queste parole la posizione del comparto, che in Italia conta circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici ed acquatici.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Per essere operative – prosegue Ira – le nostre strutture hanno bisogno di almeno 6 settimane di preavviso: lunedì 29 marzo, in occasione del Consiglio Direttivo di Federturismo, abbiamo nuovamente incontrato il Ministro Massimo Garavaglia che ha sottolineato la sensibilità di tutto il Governo verso le problematiche dei parchi permanenti. Ci aspettiamo quindi a breve termine indicazioni adeguate in merito alle prospettive di riapertura per le nostre aziende”.

    La riapertura dei parchi, fermi da ottobre, permetterebbe di ridare ossigeno al settore, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni che registrano perdite fino all’80%. Tolti i big player facenti già capo a gruppi multinazionali, il comparto è costituito da centinaia di realtà che non hanno voce, pur giocando un ruolo importante nell’ambito dell’economia del territorio. Nel 2019 i parchi permanenti hanno generato un giro d’affari di 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti. Cifre che salgono rispettivamente a 1 miliardo di euro e 60.000 occupati considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e altre voci collaterali. Nel 2020, il 20% dei parchi ha rinunciato completamente alla stagione, con una perdita di 10.000 posti di lavoro e 5 realtà italiane sono passate sotto il controllo di gruppi di investimento stranieri.

    “Un altro nodo da sciogliere – conclude Ira – è quello dei ristori: le imprese turistiche hanno la possibilità di accedere a forme di finanziamento a tasso agevolato e lunga scadenza che per noi sarebbero di vitale importanza. Il Ministro Garavaglia, che ringrazio per la disponibilità, ha annunciato che sta studiando l’emissione di mini-bond e ha riconosciuto la legittimità della nostra richiesta di passare sotto la competenza del Turismo, garantendo che si attiverà per valutare i necessari interventi sul piano tecnico normativo”.

    I dati dei parchi divertimento

    Con 20 milioni di visitatori italiani nel 2019, 1.5 milioni di visitatori stranieri e 1.1 milioni di pernottamenti in hotel, l’industria dei parchi divertimento gioca un ruolo essenziale nel sistema dell’offerta turistica del Paese; ciononostante, ad oggi i parchi divertimento sono inseriti nella categoria “Circhi e Spettacoli Viaggianti” e fanno capo ai Beni Culturali.

  • Nasce il contest RiarrangiaRiz

    Apre il contest con le musiche di Riz Ortolani: riscoprire un grande autore per guardare al futuro della musica

    Nasce il contest RiarrangiaRiz: Dopo il successo di ARRANGIAMI!, il contest organizzato lo scorso anno in occasione dei 100 anni di Casa Bixio, nasce  ora RiarrangiaRiz, un concorso pensato per riscoprire la musica e la straordinaria creatività del grande compositore  Riz Ortolani, autore di  colonne sonore e canzoni celebri in tutto il mondo. Questo nuovo appuntamento  voluto dalla Fondazione Riz Ortolani e dalla famiglia del grande compositore, si svolgerà sotto la direzione artistica di Renato Marengo e con la  collaborazione del  MEI – Meeting Etichette Indipendenti diretto da Giordano Sangiorgi, e con il Patrocinio di Siae e di Nuovo Imaie.

    Il Contest è aperto a musicisti e arrangiatori dai 18 ai 35 anni e consiste proprio nell’arrangiare – con il giusto equilibrio tra originalità e rispetto della versione di Riz Ortolani – un brano all’interno di una rosa di 35 composizioni del grande Maestro. Le iscrizioni partiranno dal 5 Aprile e saranno ad accesso totalmente gratuito Tutte le informazioni ed il regolamento sono pubblicate sul sito www.riarrangiariz.it. Ai finalisti verrà offerta – come per la precedente edizione del concorso – l’opportunità di incontrare alcuni importanti addetti ai lavori del settore. Il vincitore porterà a casa anche un contributo il denaro. Un brano fra i finalisti verrà inoltre inserito all’interno della colonna sonora del film di Marco Dentici Riz Ortolani – Armonie e Dissonanze.

    Il contest, infatti, è strettamente connesso con un’altra importante operazione culturale di riscoperta: il biopic Riz Ortolani –  Armonie e Dissonanze per la regia di Marco Dentici (prodotto da Stemo Production e Fenix Entertaiment) che ripercorre, fra documentario e fiction, la vita del grande musicista i cui brani sono stati eseguiti dai maggiori artisti del mondo come: Frank Sinatra, Gerry Mulligan, da Katyna Ranieri, in seguito moglie e musa sodale  nella produzione artistica, Aretha Franklin, Andy Williams, Nat King Cole, tanto per citarne alcuni.

    Inoltre fuori concorso ed in via di definizione, il Premio Speciale Cafim per Riz offerto dal Presidente di Cafim Italia Claudio Formisano alla composizione per  banda musicale italiana su musica di Riz Ortolani,in collaborazione con  il  Tavolo Permanente delle Federazioni Bandistiche Italiane, diretto da Giorgio Zanolini, e dei Conservatori Italiani.

    Oltre ai partner istituzionali, mediapartner sono: SIAE, NUOVOIMAIE, MEI, Roma Cinema, Produzioni Cinematografiche Stemo e Fenix, Classic Rock e Vinile, Cinecorriere, ColonneSonore, Cafim, Tavolopermanente Bande Italiane  e dei programmi Classic Rock on Air in radio, della  piattaforma Web TV SoundTrack City  e altri media partner del settore.

    Ecco i 35 brani di Riz Ortolani messi a disposizione per il Contest RiarrangiaRiz:

    1. Oh my love (da Addio zio Tom)  feat. Katyna Ranieri
    2. Africa Addio – main theme 
    3. Aiutami a sognare 
    4. Cannibal Holocaust. Main theme 
    5. Confessione di un commissario al Procuratore della Repubblica 
    6. Unforgettable love (Fantasma d’amore)
    7. Flying Clipper Ouverture, incl. “Wherever you may go” feat. Katyna Ranieri   
    8. Dolce è sentire (Fratello Sole Sorella Luna) feat. Andrea Bocelli
    9. Modelle in blu (“More” da Mondo Cane) instr.
    10. I giorni dell’ira 
    11. Il Cuore altrove
    12. Il sorpasso
    13. Forget domani (da The yellow Rolls Royce) feat. Katyna Ranieri    
    14. La Piovra 1
    15. Till love touches your life (da Madron) feat. Shirley Bassey
    16. Ma quando arrivano le ragazze
    17. More (da Mondo Cane) feat. Katyna Ranieri
    18. Poker d’Assi (La rivincita di Natale)
    19. Teresa la ladra
    20. The Yellow Rolls Royce 
    21. Una gita scolastica
    22. Girolimoni instr. (Caro nome mio)
    23. Tuareg
    24. Have Faith (da Flying Clipper) feat. Katyna Ranieri
    25. Incontro con Chiara 
    26. Fantasma d’amore 
    27. Quei giorni insieme a te (Non si sevizia un paperino) feat. Ornella Vanoni
    28. Yellow pijama (La ragazza dal pigiama giallo) feat. Amanda Lear
    29. Blue Iace – feat. Frank Sinatra
    30. Banditi a Milano instr. (Strange word) 
    31. La freccia nera
    32. La cava di marmo, coro (La Primavera di Michelangelo)
    33. La settima alba (The seventh dawn)
    34. Now and then (The yellow Rolls Royce) feat. Katyna Ranieri  
    35. Giallo napoletano
  • Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia

    Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e il profilasi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far aumentare o diminuire alcuni costi? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che Facile.it ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.  Ecco cosa è emerso.

    Cosa è successo ai mutui

    In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

    Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il tasso fisso è tornato a crescere; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’1,35%, vale a dire l’8,9% in più rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.

    Più stabile, invece, l’andamento del tasso variabile, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’1,08% rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

    Cosa è successo all’RC auto

    Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a 464,09 euro, era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020.

    Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,44%.

    Cosa è successo alle bollette di luce e gas

    Analizzando l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la corrente elettrica di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a 47,59 euro al mese, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

    Se si guarda alla bolletta del gas, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a 87,62 euro al mese, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.

    Anche guardando l’andamento dei prezzi nel mercato tutelato emerge un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.

    Cosa è successo ai prestiti personali

    Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto in un aumento dei tassi di interesse e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.

    Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici sono tornati a scendere arrivando, a marzo 2021, a 6,44%.

    Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa

    Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della mobile non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l’importo medio è stabile a circa 13 euro al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).  Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.

    Guardando alle tariffe relative al servizio di internet casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un rincaro del 5,3%. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.

    Cosa è successo ai conti correnti

    Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it non sono stati rilevati cambiamenti significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.

    Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti) e favorire i pagamenti con carta tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l’apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.

    Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.  Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di disincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.

    Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi

    Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei mutui, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.

    L’andamento delle tariffe RC auto è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

    Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di telefonia mobile e fissa offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.

     

     

     

     

    *  RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Mutui: media dei Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021

    Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.

    Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

    Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.

    Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.

  • SostituzionSostituzione infissi? Per gli italiani l’artigianalità è la prima sceltae infissi? Per gli italiani l’artigianalità è la prima scelta

    “Se dovesse sostituire i suoi infissi di casa, a chi si rivolgerebbe e verso quale marca di serramenti?” È questa la domanda rivolta a un campione di 1164 italiani rappresentativo della popolazione attiva nel corso di una ricerca di mercato condotta da Mikeline Research. Un quesito, la cui risposta non lascia spazio alle interpretazioni: per gli italiani il top resta la scelta artigianale, ma la presenza di agevolazioni fiscali come ad esempio il Superbonus 110% condiziona, e non poco, la gerarchia delle preferenze.

    In linea di massima, 6 italiani su 10 si affiderebbero ai grandi brand nel caso decidessero di cambiare i serramenti se avessero l’opportunità di accedere al Superbonus 110%. Una scelta dettata più dall’esigenza di ammortizzare i costi che dal desiderio. Questi brand, infatti, appaiono meglio strutturati per consentire l’accesso alle agevolazioni, vuoi anche per le massicce campagne pubblicitarie messe in atto.

    Ma, numeri alla mano, i primi dieci di essi non riescono a superare la quota del 30% sul mercato degli infissi. E sì perché, secondo l’indagine, la preferenza maggiore è rivolta alle produzioni artigiane, ovvero il 34,1% degli intervistati. I fattori per cui gli italiani preferiscono i produttori artigiani non dipendono solo dalla convenienza in termini economici, ma soprattutto dalla prossimità sul territorio, con oltre 30 mila piccole-medie imprese nell’intero Paese.

    In altri termini, conoscere gli artigiani che operano in questo settore e il loro metodo di lavorazione nella realizzazione di serramenti e finestre in legno, rappresenta ancora un fattore sinonimo di garanzia e qualità per gran parte degli italiani.

  • Tutela del patrimonio culturale: la Reggia di Caserta dice addio ai trattamenti chimici

    Il processo di conservazione del patrimonio artistico-culturale continua senza sosta alla Reggia di Caserta, dove l’azione corrosiva di polvere e tarli non cessa di mettere a repentaglio gli innumerevoli pezzi di antiquariato custoditi al suo interno. Per questo, la dirigenza della più grande residenza reale d’Europa ha deciso di accantonare definitivamente qualsiasi trattamento antitarlo chimico,  optando per la tecnologia intelligente a difesa di tavoli, sedie, poltrone, arazzi, tappeti e librerie: una camera anossica.

    Si tratta di un macchinario che opera attraverso un generatore di azoto e, pertanto, di uno strumento in grado di conservare manufatti in perfette condizioni di stabilità atmosferica e igrometrica anche per lunghi periodi.

    Essendo inerte, l’azoto è un gas capace di salvaguardare il patrimonio non solo da fenomeni ossidativi e dalla polvere, bensì dagli sbalzi di umidità e, soprattutto, da microorganismi come i tarli del legno. Ma la camera anossica è un’ottima soluzione altamente ecosostenibile anche contro le tarme, ingolosite dagli infiniti tendaggi presenti, tra arazzi, tappeti e tessuti vari, nonché contro i già noti “pesciolini d’argento”, ovvero quei piccoli insetti che amano cibarsi di materiali cartacei come libri, pergamene e tele dall’incommensurabile valore storico.

  • La chiesa di Sant’Eligio Maggiore Napoli

    La chiesa di Sant’Eligio Maggiore è una delle chiese di epoca angioina più antiche della città di Napoli. Situata a ridosso della piazza dove si svolgeva l’antico mercato della città, Piazza Mercato, ancora oggi è considerata uno scrigno dove è custodita la storia della città di Napoli.

    La costruzione della chiesa di Sant’Eligio risale al 1270. La zona che oggi conosciamo come detto sopra, come Piazza Mercato, un tempo era chiamata Campo Moricino. Luogo avvolto anche da tristezza dato che li, a pochi passi, e anni prima, era stato decapitato il giovane Corradino di Svevia, per opera di tre cavalieri francesi al seguito di Carlo I d’Angiò. Carlo d’Angiò divenuto sovrano di Napoli, fece costruire questa chiesa che inizialmente venne dedicata ai santi Eligio, Dionigi e Martino. Alla chiesa venne affiancato un ospedale e l’intero complesso godette della protezione e dei privilegi reali, prima con Giovanna I d’Angiò e dopo sia con Giovanna II d’Angiò ed Alfonso d’Aragona.

    Nel XVI secolo il vicerè Don Pedro de Toledo, decise di fondare un educandato femminile, chiamato conservatorio per le vergini, dove le ragazze erano istruite al servizio infermieristico nel vicino ospedale. Sul finire del XVI alle attività benefiche dell’educandato e dell’ospedale si aggiunse l’attività di banco pubblico.

    Proprio a questo periodo si fanno risalire i primi interventi di restauro con il rifacimento del soffitto ad opera di Nicolò di Tommaso e il posizionamento dell’organo realizzato da Giovanni Francesco Donadio e da Giovanni Mattia. Nel 1863 l’architetto Orazio Angelini trasformò il soffitto quattrocentesco.

    Il complesso monumentale venne colpito e danneggiato gravemente dal violento bombardamento del 4 novembre del 1943, il restauro fatto alcuni decenni dopo, riportò la chiesa all’originaria linea gotica.

    Molto particolare è l’ingresso della chiesa, attraverso un imponente portale strombato di fattura gotica francese. Si trova nel lato destro della chiesa, essendosi persa la funzione di portale principale a seguito delle stratificazioni strutturali.

    L’arco quattrocentesco  di Sant’Eligio è avvolto da mistero e leggenda. Si innalza su due piani a collegare il campanile della chiesa con un edificio vicino. Sul primo piano è inserito un orologio, sotto si trovano due testine che raffigurerebbero una fanciulla di nome Irene Malarbi e il duca Antonello Caracciolo.

    Pare che il Caracciolo nobiluomo perfido e senza scrupoli, innamorandosi follemente della fanciulla che lo respingeva, fece condannare ingiustamente il padre della fanciulla. Solo in un modo il Caracciolo avrebbe salvato l’uomo, con la resa ai propositi del duca della bella Irene.

    La ragazza con il cuore distrutto accettò, e il padre venne liberato. Ma la famiglia di lei chiese giustizia a Isabella di Trastàmara, figlia del sovrano Ferdinando II d’Aragona, ottenendo come condanna lo sposalizio riparatore della giovane da parte del Caracciolo e la sua successiva morte per decapitazione.

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  • Erika Giannusa . Errore Mondiale

    in promozione radiofonica  e sulle piattaforme digitali il singolo della cantautrice 

    “Errore mondiale” (testo e musica di Erika Giannusa, arrangiamento di Erika Giannusa e Simone del Freo) è una canzone d’amore che racconta con disincanto ed ironia una sua esperienza autobiografica: si tratta di una relazione d’amore con una differenza di età, fatta rivivere attraverso le parole ed i ricordi.

    Il testo della canzone nasce di getto, dopo aver sognato la canzone nella sua interezza ,  ed essersi recata immediatamente al pianoforte per scriverla. Questo testo è quasi una metabolizzazione di un suo vissuto, fatta a distanza di molti anni dall’evento.
    Proprio perché  ha un immaginario onirico, questa canzone si evolve come un flusso di coscienza; come un transfert di sensazioni incontrollate che nella musica assumono un ordine.

    Dice Erika: “Non ho cercato di raffinare l’idea di partenza del testo, perché ho trovato che contenesse un insieme  di emozioni diverse e contrastanti che forse a mente lucida non avrei saputo rendere altrettanto bene che come appena sveglia da un sogno: C’è la nostalgia, Il sarcasmo, la consapevolezza, la disillusione, la freschezza di un amore ingenuo ma al tempo stesso passionale, la delusione dopo la fine di un amore”.

    In questo testo ci sono veramente molte delle frasi che si è  sentita pronunciare, ma ci sono anche delle sue supposizioni su come queste stesse frasi che venivano rivolte a lei, potessero essere rivolte ad altre persone e venire “riciclate”, riutilizzate con poca originalità o poche variazioni sul tema .
    Per questo ha cercato di ironizzare, chiamando il Lui della canzone  “Poeta Montale” ma denominandolo al tempo stesso “Errore Mondiale”. Ha scelto Montale come poeta da nominare nella sua canzone, solamente per le alliterazioni e le assonanze che il suo nome aveva con la parola mondiale.
    Naturalmente l’espressione comunemente usata è  “Errore madornale”, ma ha voluto renderla più ridicola modificandola, esasperandola e dandole un carattere di universalità: Il suo modo di ridere di se stessa e degli altri,  a scopo catartico.

    Il Lui della canzone è una personificazione dell’Errore che diventa duplice perché sempre commesso da ambo le parti, quando una relazione d’amore termina.
    Come potrà rilevare qualche appassionato di poesia, questa canzone contiene diverse figure retoriche: ecco perché è stato per Erika naturale pensare di citare il nome di un poeta, ed ecco perché ritene che le canzoni possano essere un’altra forma di poesia, forse quella che oggi è più  apprezzata e conosciuta.

    https://www.facebook.com/Erika-Giannusa-106106794357365/

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  • Penso che il sogno di ogni sposa sia sentirsi speciale nel suo giorno

    Momenti speciali
    Mia nonna ha letto una preghiera irlandese durante la cerimonia e ho chiesto a mia sorella e alla cugina di Tyler di fare alcune letture.

    Penso che il sogno di ogni sposa sia sentirsi speciale nel suo giorno. Sentirsi speciali significa dirlo con leggerezza. Mi sono sentita una regina dei mostri! Discorsi, auguri, amore e tutto il divertimento che abbiamo avuto, ho lasciato così tanto amore e apprezzamento per mio marito, i miei amici e la mia famiglia.

    Il mio matrimonio è stato così speciale che ho costretto tutti i miei amici a lasciare il lavoro e le grandi città per una settimana per venire in montagna. Abbiamo fatto escursioni, rafting, paintball e passeggiate a cavallo. Mi è piaciuto avere tutti lì per partecipare a tutte le fantastiche attività che il Montana aveva da offrire.

    Il giorno del matrimonio è stato fantastico perché 60 di noi avevano appena trascorso la settimana divertendosi, il matrimonio stesso è stata la ciliegina sulla torta di un viaggio perfetto. Per questo motivo abiti da cerimonia in pizzo, è stato molto più rilassato e ho potuto rilassarmi e divertirmi.

  • Moonbooty, Aldebaran Records ristampa in vinile il primo album di Katzuma

    È disponibile da venerdì 26 marzo “Moonbooty – Music from the motion picture”, il primo album di Katzuma, progetto a cui Deda -pseudonimo di Andrea Visani- si è dedicato dal 2004 in poi.

    Dopo aver contribuito a plasmare il suono dell’Hip-Hop italiano oldschool durante tutti gli anni novanta, legando il suo nome a realtà come Isola Posse All Stars, Sangue Misto, Neffa & i messaggeri della dopa e Merda & Melma, il musicista ravennate ha prodotto come Katzuma tre album e svariati singoli che documentano la sua passione per la musica black a 360 gradi.

    Moonbooty – Music from the motion picture” è il primo di questa serie: un disco monumento del sampling e della cultura del beatmaking nel senso stretto del termine. La produzione è frutto di una meticolosa ricerca di sample che, esplorando le radici della black music, restituisce all’ascoltatore un tripudio di funk soul, dove fiati, cori, percussioni e chitarre guardano al jazz con lucida consapevolezza.

    Undici tracce che vedono le linee vocali affidate a Sean Martin, Gloria T e Dre Love, e fluttuano morbide tra loop e migliaia di campionamenti pazientemente selezionati dall’autore.

    Questa pubblicazione in vinile poi, assume un senso ancora più importante perché risultano introvabili le poche copie in cd e 12’’ stampate nel 2004, ma soprattutto perché il disco non è presente in alcuna piattaforma digitale. Per sopperire a questa mancanza, Aldebaran Records ha previsto 300 copie numerate a mano in doppio vinile nero 180 gr. Audio rimasterizzato da Deva all’Amnesiac Studio, con cover soft touch con dettagli in finitura lucida e colore interno. Per i primi cento acquirenti un poster autografato da Deda in omaggio.

  • È DASH IL PRODOTTO PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI

    LA CLASSIFICA BEST BRANDS ITALY PREMIA DASH ASSEGNANDOGLI IL PRIMO POSTO NELLA CATEGORIA BEST PRODUCT BRAND 2021. E L’ICONICO MARCHIO DI P&G ITALIA SI FA STRADA ANCHE NEL CAMPO DELLA SOSTENIBILITÀ, ENTRANDO NELLA TOP 10 DEI BEST SUSTAINABILITY BRANDS.

    È arrivato per la prima volta in Italia nel 1965. Da allora, Dash è entrato a far parte della vita quotidiana di milioni di persone, diventando un prodotto iconico che ha saputo rinnovarsi nel tempo, accompagnando l’evoluzione delle famiglie italiane con nuovi prodotti, nuovi packaging, nuove campagne di comunicazione. Ed è per questo che oggi sale sul podio della sesta edizione di Best Brands Italia, la classifica che premia i brand che più si sono distinti in varie categorie. Dash conquista il gradino più alto del podio della categoria Best Product Brand 2021, la classifica delle marche di prodotto, e arriva in finalissima per la categoria Best Sustainability Brand, novità assoluta di quest’anno, dedicata ai prodotti che hanno saputo distinguersi in termini di sostenibilità.

    I risultati sono stati svelati ieri sera durante la serata condotta in live streaming dagli studi Rai da Filippa Lagerback e rispecchiano quanto emerso dall’indagine realizzata da GfK Italia su un panel rappresentativo di 3.000 persone attraverso la formula di interviste online con dialogatore. La rilevazione è stata effettuata tra novembre e dicembre 2020 su 38 categorie merceologiche coinvolgendo 247 brand. Sono state considerate due dimensioni: il “successo della marca” – quindi, il mercato, il legame con il cliente e il posizionamento del prezzo rispetto alla media – e lo “share of soul”, ovvero la notorietà del brand (brand awareness), il potenziale di cross-selling (sia nella propria che in altre categorie di prodotto), il legame emozionale con la marca (la brand relationship) e la brand experience.

    La convinzione su cui si basa la classifica di Best Brands è, infatti, che i legami affettivi siano importanti tanto quanto i legami commerciali e che una forte relazione con le persone generi un successo più vero e duraturo. Per questo, le marche vengono valutate sia da un punto di vista numerico, in termini di investimenti, ma anche per i valori emotivi che li legano ai loro consumatori. Un aspetto che per Dash è stato da sempre prioritario, diventando negli anni un fedele alleato delle famiglie italiane.

    «Sono passati più di 50 anni da quando Dash è arrivato per la prima volta in Italia. Da allora, e ancora oggi, è un prodotto di famiglia per milioni di italiani e vincere il primo premio come Best Product Brands lo dimostra. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio. Siamo riusciti a creare e a mantenere nel tempo con i nostri consumatori un rapporto basato sulla fiducia e su una forte continuità di valori. L’abbiamo fatto adottando nuove formulazioni, nuovi formati e nuovi linguaggi, che ci hanno permesso di rispondere in maniera efficace alle loro esigenze di cura del bucato. Ma l’abbiamo fatto anche realizzando azioni concrete a sostegno delle comunità in difficoltà. Dash è stato infatti il primo marchio, con le iniziative Missione Bontà di quasi 35 anni fa, a portare in Italia il concetto di quello che oggi chiamiamo “purpose marketing”, coinvolgendo i consumatori nella realizzazione di tante iniziative concrete. Impegno che abbiamo rinnovato durante l’ultimo anno, segnato dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria, attraverso il progetto Dash e Totti per l’Ospedale Spallanzani di Roma di cui siamo molto orgogliosi e che ci ha consentito di donare apparecchiature mediche per rafforzare la terapia intensiva. Siamo convinti, infatti, che sia fondamentale per un brand saper essere al fianco dei propri consumatori nelle tante sfide quotidiane, piccole e grandi, con concretezza, affidabilità e autenticità» dichiara Veronica Spreafico, Direttore Marketing della categoria cura del bucato di P&G in Italia.

    Ripercorrere la storia di Dash significa rivivere molta storia d’Italia. Una narrazione collettiva che parte con il mitico fustino proposto da un giovanissimo Mike Bongiorno, primo indimenticabile testimonial del marchio, e diventato a tutti gli effetti “uno di famiglia”. Una volta terminato il detersivo, infatti, il fustino veniva riutilizzato come porta giocattoli, magari foderato con stoffe o carte coloratissime. Erano i tempi del bucato che “più bianco non si può”. Un pay-off diventato un vero e proprio tormentone. Così come è accaduto con lo “Scambio impossibile” di due fustini di un normale detersivo per uno di Dash, proposto da Paolo Ferrari, tra gli anni ’70 e ’80. Una pubblicità che ha fatto la storia, tanto che Dash l’ha rilanciata alla fine degli anni 2000, in veste rinnovata, con Fabio De Luigi.

    Ma la storia di Dash è segnata anche da grandi innovazioni che per primo ha introdotto in Italia. Basti pensare alle nuove confezioni rettangolari al posto di quelle cilindriche, che rispondevano alle nuove esigenze di spazio nelle abitazioni, o al Dash Liquido, più moderno perché più adatto ai lavaggi a basse temperature sempre più diffusi. La grande innovazione è stata nel 2010 con il lancio, per primi, dei detersivi per bucato monodose, le Dash Ecodosi, poi diventate Dash PODS 3in1 nel 2014, il primo detersivo liquido monodose che offre 3 azioni in un unico prodotto: pulito, protezione e brillantezza dei tessuti. Una vera rivoluzione – ulteriormente migliorata nel 2019 con le Dash Pods Allin1 – che “ha fatto gol” nel cuore di milioni di italiani anche grazie al coinvolgimento di un campione indiscusso e amatissimo come Francesco Totti nella campagna “Io Pod, e tu?” caratterizzata da uno stile ironico e frizzante, tutto giocato sulle metafore calcistiche.

    La vicinanza di Dash ai suoi consumatori si è sempre espressa non solo attraverso performance di prodotto imbattibili, ma anche con iniziative concrete in ambito sociale.

    E non poteva che essere così anche nell’anno difficilissimo della pandemia. Proprio con Francesco Totti, Dash ha infatti lanciato sin da marzo 2020 una raccolta fondi a favore dell’Ospedale Spallanzani di Roma, Istituto Nazionale per le malattie infettive. Obiettivo: supportare l’Ospedale nella realizzazione di nuove camere di terapia intensiva, dotandole di tutti i macchinari necessari. Grazie alla campagna, sono stati donati 15 apparecchi per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti e una serie di strumentazioni, apparecchiature e materiali di prima necessità per la rianimazione e la terapia intensiva dei malati di Covid-19 ricoverati presso l’Ospedale.

    Dash si impegna, inoltre, per generare un impatto positivo anche in termini ambientali. Anche per questo ha conquistato un posto nella Top Ten della categoria Best Sustainability Brand di Best Brands Italy 2021. Le Dash PODs sono infatti un detersivo pratico che garantisce un pulito impeccabile, anche a basse temperature, senza sprechi e sovradosaggi, e sono disponibili anche in un formato “bag” che riduce la plastica utilizzata per l’imballaggio per ogni lavaggio.

    Inoltre, Procter & Gamble, con Dash, Lenor e altri marchi di P&G per la cura del bucato, si impegna per ridurre l’impiego di plastica negli imballaggi del 30% in tutta Europa entro il 2025. E, solo con il marchio Dash, ridurrà la plastica negli imballaggi in Italia di 1.350 tonnellate all’anno. Infine, Dash si impegna ad utilizzare materiale riciclato post-consumo (PCR) nei propri imballaggi (già oggi le bottiglie di Dash Liquido contengono fino al 50% di PCR) e punta alla riciclabilità totale dei propri packaging entro il 2022.

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Fairy®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo e in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni visita il sito https://it.pg.com e segui gli account Facebook, Linkedin, Youtube.

  • Local marketing e proximity marketing spiegati da Spada Media Group

    Gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, spiegano due strategie di marketing molto importanti per il successo di un business.

    Milano, marzo 2021 – In un mercato sempre più complesso, anche le strategie di marketing sono diventate più articolate. Tra le più importanti, il local e il proximity rivestono un ruolo decisivo per garantire il successo di un business. Lo confermano anche gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, i quali hanno scelto di illustrare in modo semplice e chiaro la differenza tra queste due strategie di marketing, che se all’apparenza possono sembrare simili, in realtà sono molto diverse tra loro.

    Il local marketing, sottolineano i professionisti di Spada Media Group, ha il fine ultimo di attrarre i clienti in store, focalizzando dunque le strategie di marketing all’interno di un’area geografica relativamente ampia, che può essere per esempio la città o il quartiere dove è fisicamente ubicato il negozio. Scopo del local marketing, che può essere pianificato mediante l’utilizzo di diversi strumenti, dalla pubblicità tradizionale, come le affissioni, al marketing digitale, come una campagna sui social network, è creare una solida base di clienti che gravitano attorno all’area dove è presente una determinata attività.

    Il proximity marketing, invece, si articola all’interno di un campo d’azione molto più limitato, anche di poche decine di metri quadrati. Mentre per il local marketing anche la pubblicità tradizionale può rappresentare un valido ausilio, il proximity marketing ha bisogno della tecnologia. Obiettivo di queste strategie di marketing, infatti, è dialogare con il potenziale cliente direttamente tramite lo smartphone, in modo da creargli un’offerta personalizzata in base al luogo in cui si trova. Ciò è possibile, spiegano gli esperti di Spada Media Group, avvalendosi di specifici tools, come per esempio le tecnologie di eye tracking o di audio prossimità, che permettono di inviare all’utente notifiche push riguardanti un’attività che è presente proprio nel luogo in cui si trova. Un’interessante sfida per il marketing del futuro, che permetterà di proporre offerte ad hoc e geolocalizzate.

     

    Spada Media Group

    Viale Ercole Marelli 132, Sesto San Giovanni (MI)
    Tel. +390224308560
    Email [email protected]
    www.agenziaspada.com 

  • NOVA PEDIATRICA UNA CLINICA DENTALE PER LE FAMIGLIE DI TORINO

    Nova Pediatrica è una bella struttura odontoiatrica di Torino, sita in Via Cellini 22, a pochi passi dall’Ospedale Molinette e dalla fermata METRO Carducci-Molinette. Puo’ senza dubbio essere considerata una struttura d’eccellenza nell’ambito dell’odontoiatria privata a livello italiano. Ideata e diretta dal Dr. Enrico Antonucci Ferrara si configura come una “Family Dental Clinic”, cioè come una struttura vocata ad operare sulle esigenze odontoiatriche della famiglia, dai 10 mesi d’età ai 100 anni! Abbiamo chiesto al Dr. Antonucci Ferrara, qual’è la mission di Novapediatrica Family Dental Clinic? “Puntiamo molto sulla prevenzione e riteniamo che ogni bambino come ogni adulto, con il nostro aiuto, possa raggiungere una buona salute orale e mantenerla per tutta la vita.


    Ci impegnamo ogni giorno affinchè tutti i pazienti di Nova Pediatrica, possano riportare una positiva esperienza di cura. Siamo in grado di diminuire la percezione dell’ansia che impedisce al paziente di sentirsi sereno e “in buone mani”, senza necessariamente ricorrere nè alla sedazione nè ad altri sistemi diversi dall’instaurare un rapporto solido e credibile col paziente. All’occorrenza siamo in grado di fornire anche quel tipo di aiuto, ma nessuno, bambino o adulto che sia, ha la stessa personalità o lo stesso stile di apprendimento. Riuscire a capire i pazienti è una nostra prerogativa per raggiungere un risultato di cura soddisfacente e nel rispetto dei requisiti di una buona odontoiatria. Ci preme arrivare al risultato attraverso la reciproca consapevolezza del percorso da affrontare, che deve essere chiaro al paziente come a noi operatori.Solo attraverso la condivisione il paziente diventa parte attiva dell’esperienza di cura. E’ questo che fa la differenza. Noi facciamo il tifo per i pazienti e e i pazienti per noi. Si vince o si perde insieme. Per esperienza vissuta, ogni volta che si crea quella magia di sentirsi parte di un gruppo, che condivide intenti ed emozioni, vinciamo sempre, per loro e per noi.” Vi dedicate anche ai pazienti disabili? “Si certo e ne facciamo un vanto. Siamo orgogliosi di poter prestare la nostra opera a pazienti con bisogni speciali.”

    In che senso, mi spieghi meglio.

    “Attraverso la dedizione nella cura dei bambini e delle persone con bisogni speciali, abbiamo appreso come rendere migliore l’esperienza di cura anche ad adulti e ad anziani. Siamo abituati non solo ad ascoltare verbalmente il paziente, ma anche a leggere e comprendere cio’ che gli sguardi, il linguaggio del corpo, le pause, i toni e i gesti esprimono.Per questo da 30 anni rappresentiamo un punto di riferimento per tante famiglie.”

    Diceva che la prevenzione è un punto di forza di Nova Pediatrica: cosa intendeva?
    “In accordo con le linee guida dell’AAPD (American Academy of Pediatric Dentistry), che prevedono un’adeguata informazione sui comportamenti che i genitori devono adottare sin dal compimento del primo anno di età, siamo organizzati per accogliere i piccolissimi pazienti con tutti i comfort a misura di bambino, (fasciatoio per la visita e per il cambio dei pannolini, lettino, scalda-biberon, giochi adatti all’età, smaltitore ecologico anti-odorante di pannolini usati, etc.), che consentono di ospitare in serena sicurezza anche i piccolissimi pazienti. La prevenzione precoce è compito di un genitori ben istruito.”

    Ma a Nova Pediatrica vi occupate anche di implantologia, vero?

    “Certamente, mi occupo personalmente dell’implantologia che eseguiva esclusivamente con la tecnica comput-guidata, che consente di inserire gli impianti senza aprire un lembo chirurgico, garantendo assenza di dolore prima e dopo l’intervento e una pronta guarigione in assenza di ferite con una riduzione drastica del rischio di mancata integrazione ossea dell’impianto.”

    Ringraziamo allora il Dr. Enrico Antonucci Ferrara per aver ideato un centro odontoiatrico che si occupa della famiglia a tutto tondo. A Torino mancava un posto così completo. Nova Pediatrica merita davvero almeno una visita virtuale: provate a guardare questi link (https://www.novapediatrica.net/virtual-tour e https://www.novapediatrica.net/come-raggiungerci) e……avrete voglia di andare anche voi!

  • Con i 50 anni del GTIN, GS1 celebra la digitalizzazione del commercio mondiale e guarda ai codici a barre di nuova generazione

    31 marzo 2021 – Cinquant’anni fa, il 31 marzo 1971, i leader dei più grandi nomi del commercio si unirono e trasformarono per sempre l’economia globale sviluppando il Global Trade Item Number (noto come “GTIN”). Questo codice numerico identifica in modo univoco ogni singolo prodotto ed è il cuore del codice a barre GS1, lo standard di filiera più importante della storia. Oggi, nel mondo, il codice a barre:

    • Viene scansionato sei miliardi di volte al giorno.
    • È presente su 100 milioni di prodotti.
    • È usato da due milioni di aziende.

    «Questa è una delle grandi storie non raccontate nella storia dell’economia moderna. Mezzo secolo fa, degli agguerriti concorrenti si sono riuniti, hanno messo da parte le loro differenze e hanno ridisegnato in meglio il commercio globale sviluppando il GTIN, che a sua volta ha portato direttamente alla creazione del codice a barre. Mentre celebriamo questo importante traguardo, invitiamo le aziende a collaborare ancora una volta per soddisfare le esigenze dell’economia del XXI secolo implementando rapidamente nuove tecnologie, inclusi codici a barre di nuova generazione ricchi di dati» ha affermato Kathy Wengel, vicepresidente esecutivo & chief global supply chain officer di Johnson & Johnson e presidente del consiglio direttivo di GS1.

    Lo storico incontro del 1971 si svolse a New York City e includeva leader dei più grandi brand di generi alimentari, vendita al dettaglio e beni di consumo dell’epoca, tra cui Heinz, General Mills, Kroger e Bristol Meyer.

    Questi leader decisero di creare un sistema per identificare in modo univoco ogni singolo prodotto, chiamandolo Global Trade Item Number o GTIN. Con grande lungimiranza, valutarono che il GTIN potesse avere un impatto positivo anche oltre il negozio di alimentari – dai magazzini alle sale riunioni – e che potesse aumentare la velocità e l’efficienza delle transazioni e dei processi, dalle catene di approvvigionamento alle esperienze dei consumatori. E durante la riunione decisero di continuare a innovare insieme per creare un sistema a vantaggio sia delle imprese che dei consumatori. Decenni dopo, la BBC ha definito il risultato una delle “50 cose che hanno reso l’economia globale”.

    «Dagli incontri dei visionari fondatori di GS1 alla prima scansione di un barcode al supermercato Marsh, i primi anni Settanta sono stati estremamente eccitanti e stimolanti. Sono onorato di aver fatto parte di qualcosa di così benefico per il nostro mondo e di aver visto tante aziende unire le forze e allearsi per il bene comune. Ora è tempo che una nuova generazione di leader del settore scelga nuove forme di standard che avranno il potere di trasformare il business per i prossimi cinquant’anni» ha affermato Tom Brady, uno degli ingegneri che hanno sviluppato e installato il sistema di scanner utilizzato da Marsh Supermarket per scansionare il primo codice a barre con GTIN nel 1974.

    Gli standard GS1 come il codice a barre continuano a contribuire a rendere fluida la grande complessità del moderno business globale, in modo rapido, efficiente e sicuro, semplificando tutti i tipi di processi della catena di approvvigionamento in quasi tutti i settori in tutto il mondo. Ma i consumatori richiedono informazioni sui prodotti sempre maggiori e sempre più affidabili: occorre portare i codici a barre a un livello superiore.

    GS1 sta infatti lavorando ai codici a barre di prossima generazione (come i QR code), che possono contenere molte più informazioni, possono essere utilizzati per fornire ai consumatori informazioni affidabili e rimodellare il commercio globale. Il loro utilizzo, ad esempio, può indicare ai consumatori se un prodotto contiene allergeni o se è biologico e informare sulla sua impronta ambientale. In definitiva, fornisce ai consumatori un maggiore livello di fiducia e lealtà verso i prodotti che acquistano.

    «Collaborazione, visione e innovazione sono i valori che continuano a guidare l’evoluzione degli standard creati da GS1 per rispondere alle sfide del terzo millennio» afferma Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy. «Oggi come 50 anni fa, in GS1 le imprese lavorano insieme per sviluppare standard e soluzioni in grado di fornire informazioni sui prodotti ancora più utili e accurate, per rendere più efficienti gli scambi di merci e di dati e garantire trasparenza, soddisfazione, sicurezza e fiducia ai consumatori, in tutto il mondo».

    Per approfondimenti, guarda il video dedicato ai 50 anni del GTIN.

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    Con i 50 anni del GTIN, GS1 celebra la digitalizzazione del commercio mondiale e guarda ai codici a barre di nuova generazione

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • RC auto: in Lombardia premi medi in calo del 15%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Lombardia sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 353,59 euro, vale a dire il 15% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Lombardia costa, in media, 63 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +0,78%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree lombarde.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Como, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 18,23% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Lecco con un calo del 16,58%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Varese, dove il premio medio è sceso del 16,26% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda troviamo le province di Milano (-15,86%), Lodi (-15,54%), Pavia (-15,47%), Monza Brianza (-14,55%) e Bergamo (-14,26%).

    Chiudono la classifica la provincia di Sondrio, dove la tariffa media è scesa del 13,99% rispetto a febbraio 2020, quella di Cremona (-13,62%), quella di Mantova (-12,74%) e quella di Brescia, area dove il premio medio è sceso del 10,35% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province della Lombardia più costose si posizionano, al primo posto Pavia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 370,82 euro, seguita da Milano (361,46 euro) e Como, con un premio medio pari a 357,22 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata, seppur lievemente, a salire in molte province lombarde.

    I rincari sono stati registrati in provincia di Bergamo dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 2,57%, seguita da Brescia (+2,32%), Milano (+1,11%), Como (+0,94%), Lodi (+0,60%) e Varese (+0,35%).

    Se, invece, da gennaio a febbraio 2021 i premi medi sono rimasti sostanzialmente stabili nelle province di Mantova e Pavia, variati rispettivamente del +0,07% e del -0,06%, la curva dei premi è rimasta in discesa nella provincia di Monza Brianza (-0,56%), Lecco (-1,13%), Cremona (-2,87%) e Sondrio (-5,25%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Il “Mese del meccanico”: Castrol invita a premiare le officine e i meccanici preferiti

    • Il “Mese del meccanico”: Castrol invita gli automobilisti a candidare il meccanico o l’officina preferita nell’ambito di una nuova campagna di rilevanza nazionale  
    • Parteciperanno all’estrazione dei premi sia i clienti che propongono la candidatura di un meccanico o un’officina, sia i meccanici che risulteranno vincitori. Tra i premi anche un’esperienza virtuale unica ed esclusiva di Formula 1.
    • Le candidature sono già aperte. Per partecipare: castrol.it/cliente

    Castrol ha lanciato il “Mese del Meccanico”, un’importante nuova campagna che ha come obiettivo quello di celebrare la competenza e l’impegno delle officine indipendenti e dei meccanici che hanno dimostrato la loro intraprendenza, anche in un momento particolarmente difficile come quello della pandemia.

    L’iniziativa invita gli automobilisti a candidare il proprio meccanico o la propria officina preferiti, al fine di conferire loro il meritato riconoscimento, contribuendo così ad aumentare la loro visibilità. I clienti dovranno solo indicare a Castrol chi desiderano candidare, motivando la loro scelta.

    Parteciperanno all’estrazione dei premi sia i clienti che propongono la candidatura di un meccanico o un’officina, sia i meccanici che risulteranno vincitori e avranno l’opportunità di aggiudicarsi una serie di premi, tra cui anche un’esperienza virtuale unica ed esclusiva di Formula 1.

    La campagna ha anche visto il coinvolgimento degli Ambassador Castrol per gli sport motoristici: Esteban Ocon, il pilota di F1™, Petter Solberg, il pilota di rally e rallycross, e Alex Marquez, il pilota di superbike, che hanno contribuito a lanciare il “Mese del meccanico” attraverso i canali social, invitando i propri followers a partecipare all’iniziativa.

     Le candidature sono già aperte. Per partecipare: castrol.it/cliente

    La collaborazione con le officine indipendenti

    Castrol offre alle officine indipendenti non solo un’ampia gamma di lubrificanti di alta qualità, apprezzati sia dalle case automobilistiche sia dagli automobilisti, ma anche validi programmi a supporto – tra cui spiccano la formazione e il marketing –, che aiutano le officine a ottimizzare l’efficienza e rendere un migliore servizio alla clientela.

    Castrol è stata scelta da molti dei principali produttori di veicoli a livello mondiale per il primo riempimento in fabbrica dei nuovi veicoli e per il supporto offerto nel post-vendita. Nell’ultimo decennio, i lubrificanti Castrol sono stati utilizzati per il primo riempimento su oltre un terzo delle auto nuove vendute in Europa (38%; dati LMC Automotive dal 2010 al 2019). Inoltre, sono oltre il 70% dei principali produttori di automobili a scegliere i liquidi per trasmissione Castrol per il primo riempimento in fabbrica (contratti di primo riempimento OEM Castrol e dati sulla produzione di veicoli).

  • Come e quando arieggiare il prato

    Il prato è un qualcosa che abbellisce qualsiasi giardino e che ovviamente richiede una certa manutenzione. L’areazione del prato è a tal proposito una delle attività più importanti per mantenere il manto erboso in buona salute. A chi d’altronde non piace avere un prato ben curato, considerando anche che è una risorsa in grado di aumentare il valore di qualsiasi casa?

    Ma cosa significa esattamente arieggiare il prato? Quando farlo? Approfondiremo questo argomento di seguito.

     

    Cosa è la areazione  del prato?

    Per quanto si cerchi di mantenere l’erba in buone condizioni, nel tempo possiamo vedere che questa presenta delle macchie di vegetazione secca e in eccesso che dovremmo eliminare. Questi problemi non sono solo legati all’estetica del prato, ma potrebbero produrre anche alcuni inconvenienti alla sua salute da considerare. Per questo motivi bisogna tenerne conto sia nella fase di manutenzione che progettazione giardini.

    Quando si arieggia l’erba, ciò che si fa è favorire l’aerazione delle radici, assicurandosi che l’erba possa crescere come previsto. Inoltre, viene aggiunta anche della materia organica per rendere il terreno più fertile, così che l’erba riceva tutti i nutrienti necessari per poter proliferare e proseguire il suo sviluppo.

    La areazione è un processo di raschiatura superficiale del suolo, che ha lo scopo di eliminare quanto più feltro è possibile. Quando parliamo di feltro, ci riferiamo ad uno strato sottile (tra 1 e 2 centimetri di spessore) che si forma nella zona della superficie dove si trova l’erba. Questa massa è composta da resti di radici, terra e foglie che si sono accumulate.

    Il problema dell’accumulo di questa massa è che impedisce in un certo modo il passaggio alle radici di acqua, aria e compost. Inoltre, crea condizioni favorevoli per lo sviluppo di funghi.

    Con il processo di aerazione (metodo che consiste nel realizzare piccoli fori nel terreno), il terreno viene ossigenato fino a una profondità di circa 10 cm. Sebbene il processo di aerazione rompa un po’ il feltro, non è un processo così efficace come la scarificazione .

     

    Quando arieggiare il prato?

    Non possiamo arieggiare il prato quando vogliamo, ma il momento migliore va studiato. In generale, il periodo migliore per arieggiare i prati è solitamente la primavera, il periodo dell’anno in cui, sta per arrivare il picco vegetativo. In autunno si consiglia di ripetere l’operazione. Ciò sarà fondamentale, non solo consigliato, se si è formato molto feltro nel corso dell’inverno, ad esempio perché è un terreno argilloso, o altri fattori.

  • La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re

    Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • La funzione cromoterapica della pittura di Daniel Mannini

    All’interno del multiforme e plurisensoriale codice espressivo dell’arte contemporanea, certamente la funzione del colore riveste un ruolo formale e sostanziale di primo piano e supporta in modo incisivo l’artista a far emergere elementi e componenti di primaria portata e rilevanza associandosi anche al concetto molto attuale e molto profondo di cromoterapia. In merito a queste significative considerazioni riflessive, la Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune interessanti connotazioni, che appartengono al modus pingendi di Daniel Mannini e ne elevano qualitativamente la dimensione concettuale contenutistica oltre che estetica. Al riguardo ha spiegato: “Daniel utilizza il colore con piena consapevolezza e con un criterio ben consolidato di orchestrazione scenica progettuale, che prevede un’alchimia bilanciata ed equilibrata di associazioni tonali e di fusioni cromatiche. Attraverso questo intreccio colorato Daniel trova un proprio stile personale, una propria cifra comunicativa soggettiva. Inoltre, stabilisce contestualmente un criterio di visionarietà ricollegabile e riconducibile alla funzione cromoterapeutica e a tutti quei benefici mentali, psichici, psicologici e spirituali scaturiti e derivanti dalle preziose risorse e potenzialità, che il colore ci offre. Ecco dunque che Daniel nel suo fare pittorico sempre coerente e maturo riesce a infondere un paradigma di significati ancora più incisivi, riesce ad attribuire alla narrazione compositiva un’ulteriore valenza plurima e riesce a creare e ad alimentare un’atmosfera di contorno ancora più permeante, più suggestiva, più penetrante. Per Daniel il colore è sinonimo di vita, di movimento, di pulsione e di vibrazione del cuore, di tumulto e di moto dell’anima, che si riflette e si rispecchia nella modulazione strutturale di matrice astratta, che suscita un immediato coinvolgimento nel fruitore e si appoggia a un prorompente e sferzante fermento onirico, ad un incalzante guizzo fantasioso e fantastico, ad una speciale profusione immaginifica. Questa mescolanza diventa estremamente affascinante e intrigante per lo spettatore. Il colore parla, il colore sussurra, il colore grida, il colore racconta e si racconta. Così Daniel nella sua ricerca di sperimentazione coglie e accoglie nella tavolozza cromatica come uno scrigno magico, come un tesoro inestimabile e ne utilizza al meglio le combinazioni e le declinazioni, sfruttando anche in modo ottimale le gradazioni più accese e marcate e alternandole con quelle più tenui e delicate, imprimendo quei giochi chiaroscurali di luci e ombre che offrono una ricercata e aggraziata raffinatezza d’insieme. Il colore per Daniel è il suo distintivo -tocco d’artista- che lo rende davvero molto accattivante e ne innalza il talento creativo”.