Sono con Gennaro Ruggiero, produttore e sceneggiatore per la Ruggiero Film Production, di cui ricordiamo alcuni lungometraggi importanti e in primis il bellissimo film “Come Lolita” con Gianluca Magni, Eva Thiam per la regia di Jaime Garcia Ruiz, e visto da oltre dieci milioni di spettatori, dalla TV ai social, poi Perché ti amo, scritto dalla moglie Angelica Loredana Anton, con Nicole Barbagallo e Riccardo Trulli per la regia di Valerio Matteu e ultimamente a Natale in prima visone TV su molte reti nazionali e regionali, il film “Il mistero dell’anello” con Angelica Loredana Anton e Gianluca Magni per la regia dello stesso Gennaro Ruggiero.
Da poco, il nostro Ruggiero, è uscito dalla brutta esperienza del Covid 19 con moglie e figlio. Facciamoci raccontare com’è stata questa triste esperienza e cosa, Gennaro Ruggiero, ci riserva per il prossimo futuro.
Ciao Gennaro, allora il Covid ha preso anche te e la tua famigliola? Come te ne sei accorto?
Si, credo di averlo contratto la sera del gran galà del Premio Cartagine il 16 ottobre scorso. Mi sono accorto che qualcosa non andava, all’incirca il 20 di ottobre scorso. Era qualche giorno che mi sentivo strano, tosse, mancanza di olfatto e man mano del gusto. Anche il bimbo e Angelica non stavano troppo bene, e abbiamo cosi chiesto alle due dottoresse di famiglia, nostra e pediatra, di farci la ricetta per il tampone. Al nostro piccolo Willy, in 24 ore fatto il tampone e in meno di altre 24 ci chiamano per dirci che era positivo, cosicchè abbiamo chiamato il nostro medico, io e mia moglie, Angelica, e in attesta del tampone abbiamo iniziato la terapia antibiotica e cortisone, oltre che paracetamolo, che ci ha prescritto la nostra bravissima dottoressa. Così dopo qualche giorno è arrivata la conferma che eravamo positivi al tampone covid, e via giù con antibiotici, a me anche a iniezioni ed eparina.
Una brutta esperienza, allora?
Si, è’ stata una brutta esperienza, più che altro di sofferenza fisica come mai l’ho avuta. Febbre alta, tosse continua, dolori in tutto il corpo come se avessi dentro un mostro che si spostava da una parte all’altra, fino a che una notte mi si sono bloccate le gambe. Il Covid 19 è terribile, credevo che fosse giunta l’ora della mia fine. Poi d’improvviso il giorno dopo il blocco delle gambe, è ricominciata la ripresa. Angelica e il bimbo, l’hanno superato tranquillamente, io ho temuto di non farcela e invece sono qui. Ancora ho strascichi, ma va abbastanza bene.
Bene. Abbiamo letto che qualche amico importante per te non ce l’ha fatta, vero?
Si, purtroppo il mio caro amico fraterno e partner in molti eventi passati e anche previsti futuri, ci ha lasciato, il caro Antenore Della Vecchia dell’agenzia Stileventi, e poi è morto anche Franco Moschetti, presidente della Fealp e del premio Colosseo d’oro, nonché padrino di mio figlio William, e poi tanti altri amici sono morti e per fortuna qualcuno ne è uscito vincente come me.
Conoscendoti, ti sarai rimesso subito a lavoro. Quali progetti e iniziative in cantiere, covid permettendo?
In realtà non ho mai smesso di lavorare, anche se semplicemente al PC. Chiaro tranne quei due o tre giorni terribili. Non potendo fare cose in presenza, ho lavorato a progetti in cartone animato 3d e 2d. Con Angelica , la sua coach e regista Claudia Cotti Zelati e il mio amico regista Ugo Cavaterra abbiamo fatto, nei limiti del possibile, tante prove per il prossimo film: Anna , una voce umana. Inoltre con mio figlio Alessandro e i miei operatori di camera, abbiamo fatto riprese video e audio in un inusuale convegno medico oftalmico, con tante precauzioni e limitazioni a Milano. Oltre ad altre cose di carattere culturale e accademico didattico con la progettazione di corsi e master da far partire appena possibile. Pochi guadagni, ma almeno non fermi. Presto, speriamo presto, di girare il film che ti ho detto, e poi subito: Le ultime notti di un sognatore; poi un thriller, videoclip e cortometraggi, e due manifestazioni prestigiose, sempre salvo covid, e cioè l’organizzazione del Premio Colosseo d’oro 5.0 in memoria di Franco Moschetti, e il Premio Cartagine con il Gen. (r.o.) Alessandro Della Posta, e quello che verrà.
Una situazione questa del covid 19 che ha creato grandi disagi a tutti e specie a voi dello spettacolo. Tue considerazioni in merito?
Noi siamo piccoli, non abbiamo la macchina organizzativa ed economica delle grandi produzioni cinematografiche e televisive, che hanno comunque fatto produzioni, e quindi ne stiamo soffrendo molto. Spero che con un pò di reale buonsenso, precauzioni e impegno di tutti ne usciamo presto. Il cinema, il teatro non può morire. Dobbiamo farcela, nel frattempo siamo in attesa di aiuti economici concreti da parte dello stato, qualcosa abbiamo avuto ma non basta per vivere. Però dico di non fermarci, non arrenderci, continuiamo a creare, inventare qualsiasi cosa ci faccia sentire vivi nel nostro mondo dell’arte dello spettacolo. Resistere, resistere e continuare a credere e ad amare il nostro lavoro. Dopo la tempesta, deve splendere il sole.
Grazie Gennaro Ruggiero, diamoci appuntamento al più presto allora, per parlare dei progetti in stato di avanzamento. Un augurio, quindi a te e tua moglie l’attrice Angelica Loredana Anton che presto vi sia consentito di ripartire con le vostre opere.
Grazie a te, e a presto.
Francesco De Luca