Giorno: 3 Settembre 2020

  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: il webinar sulle tendenze in Italia e in Europa

    Da trent’anni impegnato nella ricerca e nella divulgazione sul fenomeno del bere, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool ha organizzato un webinar in cui diversi esperti si sono confrontati sui dati del rapporto OMS-HBSC 2017-2018.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, Contel: “Lieve riduzione del consumo tra i più giovani”

    Lo scorso 8 luglio, sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, è andato in onda un webinar dal titolo “Giovani e alcool: 4 anni di tendenze in Italia e in Europa”. L’evento, moderato dal Segretario Generale Michele Contel, ha visto la partecipazione di tre esperti: il tema affrontato sono stati i risultati dell’ultimo rapporto internazionale “Spotlight on adolescent health and well-being”, pubblicato a maggio di quest’anno dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Lo studio, che ha coinvolto oltre 200mila ragazzi in età scolare di 45 Paesi, è un’indagine strutturale che offre un quadro d’insieme sulla salute e il benessere dei giovani, con un focus sulle dipendenze. “Più di un terzo dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’arco della vita, ma in Italia il dato è leggermente più alto – ha affermato Contel – Tuttavia, nel periodo dell’indagine, che va dal 2014 al 2018, si registra una lieve riduzione generale del consumo”. Secondo Carlo Buzzi, Professore Ordinario all’Università di Trento e Coordinatore Scientifico dell’Istituto di Ricerca IARD, trattandosi di un fenomeno multifattoriale è difficile trovare una causa univoca rispetto alla diminuzione del bere tra gli adolescenti: “In generale si avverte un ritardo nel contatto con l’alcool. È cambiata la rappresentazione dello sviluppo adolescenziale: si è passato da un debutto precoce ad una posticipazione delle esperienze, e la stessa cosa si registra ad esempio con il consumo di cannabis”. Una valutazione confermata dal fatto che il consumo e gli episodi di ubriachezza tendono a impennarsi dopo i 15 anni. Durante il seminario promosso dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool si è parlato anche di comunicazione e prevenzione: “Il limite è che gli adulti tendono a costruirne una “omogeneizzante”: le ricerche con l’Istituto IARD hanno mostrato la presenza di tratti culturali molto divergenti. Da una parte il consumo di alcol come un comportamento desiderabile a prescindere, dall’altra chi tende a giustificare il bere moderato sminuendo gli effetti negativi e infine una terza tendenza che stigmatizza il consumo di alcolici in ogni sua forma. Se la comunicazione rimane univoca – ha spiegato Buzzi – si escluderanno sempre dei gruppi e questo è un problema da valutare e risolvere”.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: storia e mission

    Nato nei primi anni ’90 a Roma, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è un’associazione impegnata nello studio scientifico del fenomeno del consumo di alcol tra i ragazzi. Attraverso raccolte dati, analisi e ricerche, si propone di divulgare approfondimenti e informazioni multidisciplinari sui temi della produzione, consumo e abuso di bevande alcoliche. Il fenomeno viene valutato da una comunità aperta di ricercatori ed esperti che studiano gli aspetti socio-antropologici, psico-sociali, epidemiologici ed economici della relazione tra bevande alcoliche, individui e società. Una complessità che viene affrontata, dunque, non solo sotto il profilo della prevenzione e dei rischi legati alla salute: il nucleo centrale della metodologia applicata è costituito infatti dalle scienze umane e sociali. Per questo l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool promuove una cultura del bere responsabile ispirata a principi sia scientifici che umanistici, sviluppando strategie che coinvolgono sia la popolazione che l’industria delle bevande alcoliche, i policy makers e i mass media.

  • Presentato A VISO APERTO, il docufilm girato nelle zone più colpite dal Covid

    Una storia raccontata, e soprattutto affrontata, con coraggio: “A Viso Aperto”. Si chiama così il docu-roadmovie firmato da Ambrogio e Luigi Crespi e presentato questa mattina a Milano, in anteprima nazionale. Un viaggio in cinque città del nord Italia – Cremona, Crema, Brescia, Milano e, ovviamente, Bergamo -, per fotografare un Paese in guerra contro Covid-19.

    Con immagini in presa diretta, “A Viso Aperto” è l’unico film girato nelle zone più colpite dalla pandemia mentre il virus impazzava, in quei mesi tra febbraio e maggio 2020 che mai l’Italia e il mondo intero dimenticheranno. Mesi che hanno messo a dura prova anche chi, per natura, è portato a non arretrare mai. Proprio come i bergamaschi che durante l’emergenza sanitaria hanno mostrato tutta la loro resilienza e il loro spirito solidaristico.

    Il documentario entra, infatti, anche nell’ospedale realizzato a Bergamo grazie al lavoro congiunto di volontari, tra tifosi atalantini, alpini e oltre 300 aziende artigiane, altamente specializzate, chiamati a raccolta da Confartigianato Bergamo. Muratori, carpentieri, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas ed elettricisti specializzati che hanno lavorato per quasi 20.000 ore, creando dal nulla e in tempi record, un vero e proprio ospedale con 142 posti letto, 72 dei quali destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi stava uscendo dalla fase critica del Covid-19. Un gioco di squadra che ha visto insieme gli artigiani di Confartigianato e dell’Associazione Nazionale Alpini, i volontari di Emergency, i sanitari dell’esercito russo e, ovviamente, il personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che ha garantito la direzione medica, infermieristica, tecnica e gestionale del presidio. Tutti determinati ad aiutare una città messa sotto assedio da un nemico invisibile eppure potentissimo.

    «“Il cantiere della vita” è così che chiamo il lavoro che abbiamo fatto in quei giorni. Da una semplice e-mail è partita una sfida che ha coinvolto centinaia di artigiani. Ognuno di noi era responsabile di una zona e con grande determinazione abbiamo portato a casa il risultato. Basti pensare che in 26 ore abbiamo dato tre mani di bianco su quasi 30 mila metri quadri di spazio. Un’esperienza che nessuno di noi dimenticherà mai» – commenta Giacinto Giambellini, Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo.

    Così, nel documentario, immagini di lavori frenetici e di corsie piene si alternano a riprese di strade deserte e silenziose. Strade risvegliate solo da sirene improvvise di ambulanze, tutte dirette nello stesso luogo. Un luogo di cura e accoglienza in cui ha lavorato senza sosta il personale dell’Ospedale di Bergamo che, da un giorno all’altro e primo tra tutti, ha dovuto affrontare la marea inarrestabile dei contagi.

    «Rivivere questi momenti nel documentario è stato molto emozionante. Sembrava che il Covid-19 fosse qualcosa di lontano da noi, un virus che aveva attaccato solo un’area della Cina. E invece, in pochissimo tempo ci siamo ritrovati ad avere l’ospedale pieno di persone: e non codici verdi, ma malati bisognosi di ossigeno. Sono stati momenti incredibili, una valanga che il nostro Paese ha dovuto affrontare per primo, ma di fronte alla quale non ci siamo arresi» – dichiara Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale dell’ASS Papa Giovanni XXIII.

    “A Viso Aperto” è, infatti, una storia individuale, fatta di tanti volti e tante voci – ammalati, familiari, imprenditori, medici, volontari -, ma al tempo stesso una storia collettiva tenuta insieme da valori solidi e radicati nel territorio. «Non potevamo non rispondere al grido di aiuto che veniva dalla nostra terra perché la gente come noi non molla mai – conferma Sergio Rizzini, Direttore Generale della Sanità Alpina dell’Associazione Nazionale Alpini –Sapevamo che l’ospedale avrebbe dato speranza e aiuto concreto a tante persone e per questo la soddisfazione quando l’abbiamo terminato è stata grandissima. La stessa che proviamo oggi, a distanza di mesi, nel rivedere quelle immagini».

    “Mai avremmo immaginato di dover impegnarci in una missione umanitaria in Italia. Eppure è stata la logica conseguenza dell’esperienza che abbiamo maturato in tanti anni, con i protocolli messi a punto con Ebola e la gestione degli ospedali a 360 gradi. Il documentario mi ha fatto rivivere quei primi giorni di aprile, quando siamo arrivati a Bergamo e insieme agli alpini, agli artigiani e al Papa Giovanni XXIII abbiamo contribuito a organizzare un ospedale dal nulla. Siamo contenti di aver potuto contribuire in un momento così difficile per le nostre comunità” ha dichiarato Rossella Miccio, Presidente di Emergency.

    Resilienza. Passione. Determinazione. Forza. Sono emozioni che emergono con chiarezza dal reportage dei fratelli Crespi che dopo aver inquadrato l’emergenza sanitaria, si concentra anche sulle sue conseguenze socio-economiche. Con la consapevolezza che c’è un’Italia da ricostruire, un’Italia più lenta – forse – e anche per questo più autentica. Un Paese che avrà molti problemi da affrontare e che dovrà farlo, ancora una volta, “A Viso Aperto”.

    Il documentario sarà presentato il 9 settembre a Bergamo, alle ore 18.30, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, e il 10 settembre a Venezia, tra gli eventi del Fuori Salone della 77°edizione della Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia.

  • Comefare.com per imparare a fare…tutto!

    Oggi capita a tutti di non saper fare qualcosa in particolare, per il quale si rende necessario imparare rapidamente così da poter soddisfare la propria necessità del momento. Parliamo ad esempio di operazioni bancarie di ogni tipo, riparare qualcosa in casa o comunque fare della manutenzione o terminare operazioni anche piuttosto complesse che riguardano dispositivi elettronici e comunque di largo utilizzo.

    Si tratta di semplici pratiche quotidiane che non è detto siamo tutti in grado di portare a termine correttamente, e bisogna comunque considerare che c’è sempre una prima volta per fare pratica, prima di poter effettuare determinate operazioni in autonomia.

    Per tutte queste pratiche, oggi siamo abituati ad effettuare una ricerca su internet su siti che propongono appunto guide ed istruzioni per poter fare un po’ di tutto. Oggi tra i più interessanti siti di questo tipo vi è comefare.com, sito che presenta delle categorie facili da navigare e da individuare all’interno delle quali è possibile trovare guide specifiche che spiegano come fare tutto ciò di cui si ha bisogno.

    Dalla burocrazia ai lavori di casa, dalla gestione del denaro al tempo libero, dalle ricette di cucina alla salute, giusto per citare alcuni esempi. Qui dunque l’utente interessato può trovare le guide di cui ha bisogno per risolvere i quesiti che lo interessano da vicino, e quindi riuscire a risolvere ogni tipo di problematica dovesse presentarsi.

    A detta degli utenti le guide di comefare.com sono davvero pertinenti e consento effettivamente di risolvere le problematiche individuali, per cui la prossima volta che dovessi avere necessità di fare qualcosa e scoprire di non sapere esattamente da dove iniziare, su come fare.com puoi trovare ciò di cui hai bisogno per riuscire a portare a termine ogni tipo di operazione o pratica.

  • Il circolo infinito dell’acciaio: il contributo di Gruppo Riva

    Gruppo Riva mette l’acciaio al centro di una strategia di sviluppo sostenibile: dai rottami riciclati al prodotto finito, un materiale alla base del concetto di economia circolare.

    Gruppo Riva

    Dal commercio agli “end of waste”, la genesi di Gruppo Riva

    Nel 1954, in pieno Dopoguerra, Emilio e Adriano Riva fondarono la “Riva & C.”, società nata per commercializzare rottami di ferro per le acciaierie del territorio bresciano. Da quell’iniziativa nasce poco dopo Gruppo Riva, con il primo stabilimento produttivo situato a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Inizia così la storia di quella che oggi è una multinazionale della siderurgia: dopo anni di crescita costante, grazie soprattutto all’introduzione di nuove tecniche produttive, la società si espande nei mercati esteri (Canada, Francia, Germania, Belgio, fino a raggiungere la Cina). Attualmente conta oltre 5.000 dipendenti e 21 stabilimenti ed è uno dei primi operatori siderurgici a livello europeo. La produzione dell’acciaio avviene esclusivamente attraverso forni elettrici alimentati da rottami riciclati definiti “end of waste”. Una scelta che sta alla base della strategia di sviluppo sostenibile messa in campo da Gruppo Riva, che sfrutta tutta la riciclabilità dell’acciaio.

    Le proprietà dell’acciaio e il ruolo nell’economia di Gruppo Riva

    Una storia di oltre 50 anni lega Gruppo Riva alle caratteristiche dell’acciaio: un materiale riciclabile al 100% e che può essere riutilizzato all’infinito, dato che durante i processi di lavorazione non perde alcuna delle sue proprietà. In Italia vengono riciclati in media circa 20 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno: un dato che secondo Federacciai mette il Paese al primo posto in Europa per il riciclo. Ma l’Italia ha anche un altro primato, ossia quello della produzione di acciaio mediante forni elettrici. Forni che utilizzano rottami per realizzare un prodotto totalmente nuovo, in un ciclo che può essere infinito, considerate le qualità del materiale. Ecco perché l’acciaio si inserisce perfettamente nella filosofia di economia circolare che Gruppo Riva sta portando avanti nel rispetto dei requisiti dello sviluppo sostenibile: prodotti che mantengano il più a lungo possibile le loro proprietà, riduzione di energia impiegata nei processi ma soprattutto riduzione delle emissioni inquinanti.

  • Fly Walk®, il supporto plantare ultrasottile per la camminata sportiva e il Nordic Walking

    Dalle conoscenze anatomiche e biomeccaniche di Corazza Srl, nasce Fly Walk®, il supporto plantare ultrasottile hi-tech per chi pratica trekking, camminate o nordic walking, pensato per coniugare prevenzione e performance e consentire a ogni sportivo di incrementare le proprie prestazioni in maggior sicurezza

     

    Rispetto ad altri sport, camminata sportiva e Nordic Walking appaiono esenti da infortuni. Tuttavia anche in queste discipline che non prevedono balzi o scatti repentini, l’appoggio del piede è sottoposto a stress che nel lungo periodo, medializzando sulle articolazioni e legamenti, potrebbero portare a fastidi, dolori o stati di affaticamento. Per questa ragione è determinante l’utilizzo di calzari adeguati così come di un supporto plantare in grado di distribuire in modo corretto carichi e forze, con il giusto sostegno e supporto nell’ammortizzare la rullata nell’appoggio del piede a terra durante i suoi lunghi tragitti.

    Fly Walk®, della Corazza Srl, è nato per rispondere a queste esigenze. L’esperienza maturata in più di 50 anni di attività nel settore ortopedico, così come l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico, hanno permesso all’azienda di Molinella (BO) di realizzare un supporto plantare ultrasottile di ultima generazione con l’obiettivo di supportare adeguatamente lo sportivo nel raggiungimento di elevate prestazioni, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Vola verso i tuoi obiettivi è il payoff scelto per evidenziare le potenzialità di Fly Walk® che con equilibrio coniuga i concetti di prevenzione e performance. Sono due, infatti, le componenti principali che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende la risposta molto reattiva e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber. Una combinazione di fattori che consente di prevenire traumi, causati da inattività prolungata e scarso allenamento, e overuse alle strutture corporee che accrescono il rischio di infortuni a lungo termine.

    Unisex e adatto a qualsiasi età, la qualità di Fly Walk® si riflette anche in altre caratteristiche e, in particolar modo, nei materiali utilizzati che ne fanno un prodotto innovativo e hi-tech. Rivestito con microfibra ceramico termoregolatore, ha un’elevata capacita assorbente che assicura una totale vaporizzazione dell’ umidità, creando igiene e un’atmosfera sana e asciutta. È anti–odore, ipoallergenico e presenta una forte resistenza alla lacerazione e allo sfregamento, oltre che essere lavabile a 95°.

    Grazie alla capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, Fly Walk® si pone come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance, valori che sono il traguardo di un percorso non comune, il risultato di un’esperienza cinquantennale e che in particolar modo negli ultimi anni, ha visto Corazza crescere fino a diventare leader di settore.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. Oggi, a distanza di oltre 50 anni l’azienda guidata da Violetta Corazza, supportata da un team femminile di donne coese e motivate, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • L’Università di Bergamo riparte dal Lazzaretto con i test di Medicina

    Al Lazzaretto di Bergamo spazi estesi e 800 banchi appositamente distanziati ospitano da oggi, 3 settembre, i test d’ingresso di Medicina, dal 16 i test di Scienze della Formazione Primaria e dal 22 i test per gli insegnanti di sostegno. Attesa per il 30 settembre la cerimonia di consegna dei diplomi ai laureati nelle sessioni di marzo/aprile e luglio 2020, in presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha detto: “Bergamo simbolo della crisi che abbiamo vissuto. Vogliamo dare il via alla ripartenza in una città simbolo della lotta al Covid”.

     

    Con 744 candidati alla Facoltà di Medicina, distanziati e in sicurezza al Lazzaretto, luogo simbolico che rappresenta una delle pagine più difficili della storia, quando nel 1630 si diffuse la terribile epidemia che causò solo nel territorio orobico più di 55 mila morti, si apre oggi, giovedì 3 settembre, la cittadella dell’Università di Bergamo con un settembre ricco di appuntamenti accademici.

    L’idea di adibire il quadrilatero storico di Piazzale Goisis a sede universitaria provvisoria è venuta al Rettore Remo Morzenti Pellegrini che spiega: “Il problema più urgente da risolvere era appunto dove collocare gli iscritti al test di Medicina del 3 settembre, garantendo il distanziamento ma anche l’accessibilità. Avendo già in calendario una serie di iniziative per la ripresa dell’anno accademico, abbiamo deciso di partire da questa esigenza per ripensare gli altri appuntamenti in programma. L’Univer­sità è chiamata oggi a ricordare l’importanza di tornare ad educare e a ricordare che la cono­scenza è lentezza, riflessione e pazienza. In questi mesi abbia­mo costruito un nuovo rapporto con gli studenti, dialogando con loro e ascoltando le loro espe­rienze. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati e la di­dattica a distanza da sola non ba­sta, non solo per le Università”.

    I test di Medicina del 3 settembre fanno da apripista a una serie di appuntamenti e iniziative, tra cui i test d’ingresso di Scienze della Formazione Primaria (16 settembre) e i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno di 1° grado (22, 24, 29 settembre e 1° ottobre).

    Inoltre, per il 30 settembre è in programma la cerimonia di consegna pubblica dei diplomi delle lauree conseguite a distanza nel periodo tra marzo e luglio da circa 500 studenti, che avverrà con la partecipazione del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che nell’occasione inaugurerà l’anno accademico.

    Tra il 4 e il 16 settembre il Lazzaretto ospiterà anche uno sportello informativo per i neo-iscritti e una postazione del Cus; mentre dal 22 al 29 saranno accolte le matricole dei corsi di laurea triennali, dipartimento per dipartimento. Due proposte indirizzate a chi ha da poco terminato il percorso di studi e a chi è in procinto di iniziarlo.

    La volontà di adottare temporaneamente il Lazzaretto come spazio universitario, resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bergamo, manifesta l’impegno di riprendere con sempre più attività e lezioni in presenza fisica, dove possibile, nel rispetto delle distanze imposte dalle norme anti Covid. Perché Bergamo non si arrende, anche quando si parla di istruzione.

  • Lampade 100% Made in Italy con Braga Illuminazione

    Azienda di riferimento per la produzione di lampade e lampadari Made in Italy, Braga Illuminazione ha la sua sede a Brescia, ma spedisce e commercia i propri prodotti in tutto il mondo. L’azienda, infatti, che vanta un’esperienza di oltre trent’anni nel settore dell’illuminazione, produce lampade al 100% Made in Italy con materie prime di qualità e dal design unico, che vengono apprezzate sia dal mercato italiano sia da quello estero. Negli ultimi anni, in particolare, l’azienda ha esportato i propri prodotti in Germania, Francia, Belgio, Austria, Cuba e Giappone.

     

    Materiali di qualità e produzione Made in Italy per le lampade Braga

     

    Il segreto del successo di Braga Illuminazione sta proprio nella capacità dell’azienda, complice la trentennale esperienza nel settore, di unire sinergicamente materie prime di altissima qualità con la tradizione che da sempre contraddistingue l’artigianato Made in Italy. La produzione di ogni singola lampada, infatti, è seguita dal personale dell’azienda con una grande attenzione e cura per ogni dettaglio, dalla fase iniziale di progettazione a quella finale di finitura, potendo offrire al cliente lampade con un design curato e funzionale. Per rispondere a ogni esigenza pratica o stilistica del cliente, inoltre, Braga realizza artigianalmente lampade su misura, per incontrare anche i gusti dei clienti più esigenti.

    I materiali, che vengono selezionati con cura e sottoposti a rigidi test per il controllo della qualità, spaziano dal metallo all’ottone, dal vetro di Murano ai cristalli Swarowski, per soddisfare ogni esigenza estetica e stilistica degli acquirenti. Vengono inoltre utilizzate, nella realizzazione dei lampadari, anche materiali pregiati come la ceramica e la foglia oro e argento, che viene applicata nella verniciatura finale, eseguita in azienda, che costituisce un elemento di differenziazione di Braga Illuminazione.

    Diversi tipi di lampada per diverse esigenze

     

    A seconda delle esigenze dell’ambiente che si desidera illuminare l’azienda propone diverse soluzioni che coniugano stile, funzionalità, qualità e design unico. Perfette per illuminare le abitazioni private, gli uffici e perfino gli hotel, Braga propone lampade e lampadari a led di ogni genere: applique da muro e da soffitto, lampade da tavolo e da soffitto, plafoniere e sospensioni. Essendo pensati per l’installazione in diversi ambienti, sono lampade dal design molto semplice e lineare, che si adattano senza problemi a qualsiasi stile, dal più classico al più moderno. L’ampio assortimento di prodotti potrà sicuramente soddisfare le diverse esigenze dei clienti, che potranno scegliere tra diversi modelli di lampade in ceramica, lampade classiche o moderne e lampade a led. Tutte le lampade a led vengono studiate in collaborazione con i più importanti fornitori italiani di led, garantendo un’elevata qualità del prodotto finale, che raggiunge standard elevati in termini di performance e innovazione. Questo tipo di lampada rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata, che garantisce la massima efficienza luminosa pur mantenendo un basso consumo energetico e una lunga durata della lampadina, risultando quindi una scelta vantaggiosa sotto ogni punto di vista. La gamma di prodotti led offerta da Braga Illuminazione è estremamente ampia e comprende diversi modelli di led a incasso, led a parete, led a soffitto, led a sospensione, led da tavolo e led da terra, tutti realizzati secondo la tradizione artigiana in materiali di alta qualità.

  • NANCO “MARCINELLE” è il nuovo singolo del cantautore abruzzese che ricorda il disastro nella miniera belga

    Il brano, arrangiato dal direttore d’orchestra Enrico Melozzi, racconta la storia del bisnonno dell’artista che fu protagonista del tragico evento e di tutti gli altri minatori italiani coinvolti.

    A ridosso dell’anniversario del disastro di Marcinelle, avvenuto la mattina dell’8 agosto1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio, il cantautore Nanco presenta un brano che rende omaggio all’accaduto e ai tanti lavoratori immigrati italiani che ne furono protagonisti, proprio come il suo bisnonno:  

    «Penso sempre al mio bisnonno, al suo fiatone nel salire le scale, ai suoi occhi neri come il carbone che era andato a scavare in Belgio, tanti anni fa, quando gli immigrati eravamo noi. Questa canzone vuole ricordare la storia sua e degli altri minatori, compresi quelli che morirono nel disastro di “Marcinelle” l’8 agosto 1956». Nanco

    Nota particolare: la realizzazione del singolo annovera artisti di origine abruzzese. Oltre il teramano Nanco infatti, il brano vede coinvolto nell’arrangiamento il fondatore e direttore dell’“Orchestra Notturna Clandestina” Enrico Melozzi, anche lui di Teramo. La cover grafica è invece un’opera di Massimo Carulli, originario di Scerni (CH). 

     

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    Radio date: 31 luglio 2020 

    Autoproduzione 

     

    BIO

    Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, nasce a Teramo il 15 marzo 1975. L’esordio è nel giugno 1994 quando partecipa come interprete alla manifestazione canora Castrocaro tenutesi a Sarnano (MC).
    Nell’ottobre 2013 Nanco si affaccia all’universo cantautorale italiano, adottando lo pseudonimo di NANCO, ironicamente mutuato dal nome di Ninco Nanco, brigante e luogotenente di Carmine Crocco durante l’opposizione all’annessione da parte dei Savoia del Regno delle due Sicilie.

    Nel corso dell’estate 2014, il cantautore partecipa all’edizione 2014 del Cantagiro con il brano “Amsterdam”, durante la quale, superate varie selezioni regionali, raggiunge la finalissima di Fiuggi. Il 15 marzo 2015 Nanco vince il Premio speciale della giuria, per l’originalità del testo e dell’inedito (con Amsterdam) al ventesimo Festival dell’Adriatico Premio “Alex Baroni”. Il 30 luglio 2015 Nanco è finalista al “Percoto canta 2015” con “Per ogni lacrima”.  Nel marzo 2016 il cantautore autoproduce l’album “Acerrimo” che vede la partecipazione di Goran Kuzminac alla chitarra acustica. Il disco arriva tra i finalisti del Premio Tenco nella categoria “miglior opera prima” di quello stesso anno. L’omonimo singolo viene inserito nel film “Timballo” che vede la partecipazione fra gli altri di Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franeked. Il successivo brano “Carolina e la pioggia” è semifinalista al premio “Pierangelo Bertoli” 2016. Nel giugno 2017 il singolo “Ti Invito In Abruzzo” è finalista al “Premio Fabrizio De Andrè 2017”. tenutosi l’anno successivo a Roma presso l’Auditorium parco della Musica. Dall’agosto 2017 Nanco condivide il palco con Sara Ricci: entrambi saranno impegnati nella commedia “Per Bacco” portata in tutta Italia attaverso un tour itinerante. il 12 gennaio 2018 Nanco apre lo spettacolo di Vincenzo “Cinaski” Costantino, “Bukowski vs. Waits”. Successivamente l’artista apre il concerto di Francesco De Gregori a Civitella del Tronto (TE), quello di Giorgio Canali a Pescara e condivide il palco con Filippo Graziani. 

    Il 19 novembre 2019 esce “Dentro”, brano electropop in collaborazione con Giorgio Ciccarelli (ex/sioux ed ex Afterhours). Dopo un lungo periodo di silenzio, il 31 luglio 2020 arriva in radio il nuovo singolo “Marcinelle”, realizzato in collaborazione del maestro Enrico Melozzi, già fondatore dell’Orchestra Notturna Clandestina e direttore d’orchestra a Sanremo per Achille Lauro e i Pinguini Tattici Nucleari. 

     

    Contatti e social 

    Fb www.facebook.com/nancofficial/

    Canale Yt https://www.youtube.com/user/solblend

    Instagram https://www.instagram.com/ninonanco/?hl=it

    Spotify https://open.spotify.com/artist/5oPvW6rjdHgi7oNoYUHlYB

     

  • FULVIO EFFE:“ANCORA” è il nuovo singolo del cantautore alessandrino che anticipa l’album “Punto” di prossima uscita

    Dopo una lontananza dalla musica durata 9 anni (nei primi 2000 apre i tour di Irene Grandi e degli Stadio con la sua ex band Mivanez), l’artista torna ora con una ballad pop sull’amore non vissuto.

    “Ancora” parla di un amore non vissuto. Un sentimento intenso, profondo, resistente ma mai esplorato nel reale: «il non vivere le situazioni ci porta inevitabilmente a “pensarci di più”, proprio perché le domande che ci poniamo, i “se e ma”, ci fanno pensare e ripensare in maniera ancora più intensa a “quello che sarebbe stato se…”» – spiega l’artista. Il messaggio del brano invita a trovare dentro di sé la forza e il coraggio di cambiare, lasciando andare quello che non funziona più. 

    “Ancora” è una ballad dal sapore fresco ed estivo che farà parte del disco “Punto”, in uscita il prossimo autunno – «Perché punto? Perché il punto rappresenta la fine di ogni frase, ma anche l’inizio di “ogni dopo”, il punto è rappresentato da un cerchio, la forma geometrica per eccellenza. Il punto ha un significato estremamente semplice quanto intenso». Fulvio Effe

    Alle registrazioni del brano hanno collaborato Matteo Cerboncini, Matteo Foresto e Paolo Bruno. Il mixaggio è stato effettuato da Francesco Salvadeo, e tutta la produzione è stata seguita dall’etichetta discografica di cui Fulvio è titolare: EFFE MUSIC. Il video è stato realizzato da GASTON STUDIO e la regia è stata curata dallo stesso Fulvio Effe. Nel clip compaiono i musicisti della band: Gianluca Vaccarino – chitarra, Matteo Foresto – batteria e Daniele Focante – basso. 

    Radio date: 24 luglio 2020

    Pubblicazione album: settembre 2020

    Etichetta: EFFE MUSIC

     

    BIO

    Fulvio Zangirolami, in arte Fulvio Effe, nasce ad Acqui Terme (AL) il 5 aprile del 1984. Muove i suoi primi passi nel mondo della musica dall’età di 16 anni quando, affascinato da una vecchia chitarra del padre, inizia ad avvicinarsi allo strumento. Nello stesso anno fonda la band Mivanez, gruppo con il quale in pochi anni, riuscirà a raggiungere importanti traguardi come le due vittorie all’Accademia di Sanremo (2005 e 2006), la vittoria al Festival di Saint Vincent nel 2006 e le aperture dei tour di Irene Grandi e degli Stadio (rispettivamente nel 2006 e 2007). Nel 2007 pubblica coi Mivanez, il primo singolo dal titolo “Andata e ritorno” mentre nel 2011 esce il suo primo EP da solista dal titolo “Io non ho paura di amarti”. Dal 2013 al 2017 Fulvio porta in giro per tutto il nord Italia uno spettacolo anni ‘90 con la cover band EFFETTO 90. Parallelamente diventa performer di Radio Number One portando live nelle piazze un format da lui presentato. Fonda una scuola di musica, l’Alexandria Music School, sede certificata TRINITY e ABRSM, scuola che vanta collaborazioni con musicisti ed insegnanti di assoluto livello del panorama musicale italiano. Produce dischi per altri artisti, realizza spot pubblicitari per grosse aziende (ENPA, GLASSDRIVE etc), fonda Gaston Studio, una società che si occupa di produzione video e gestione immagine curando, in prima persona, produzioni video di decine di artisti. Nel 2020 pubblica, dopo 9 anni di assenza nel mercato discografico, “L’istante di un brivido”, brano dedicato al padre scomparso nel 2018. Alla registrazione del brano partecipano musicisti di spicco nazionale come Luca Colombo, storico chitarrista dell’orchestra del Festival di Sanremo. Il 24 Luglio dello stesso anno esce “Ancora”, il secondo singolo tratto dall’album “Punto”, in uscita a settembre 2020.

     

    Contatti e social

    FB: https://www.facebook.com/fulvioeffezangirolami/

    IG: https://www.instagram.com/fulvio_effe/

    SITO: www.effemusic.com

  • BRUNO CARUSO “RISPETTO A PRIMA” il nuovo singolo del cantautore pop-rock romano d’adozione

    L’intensa canzone registrata all’Eckosound di Roma, omaggia la forza di chi sa rialzarsi difronte agli imprevisti che mettono a rischio il proprio percorso di vita.

    “Rispetto a prima” è una dedica nei confronti di chi ha combattuto o sta combattendo una battaglia contro un male invisibile, ma anche per quelle persone che restano vicine a chi è in questa condizione, con l’incertezza che tutto possa ritornare o con l’amara constatazione che alcune battaglie non sono state vinte.

    Il brano autoprodotto è stato scritto dallo stesso Bruno Caruso, arrangiato insieme a Roberto Picerni e registrato presso gli studi della Eckosound in Roma. Hanno partecipato alle registrazioni: Camillo Arberini alla batteria, Simone di Leo al basso, Dario Benedetti alle chitarre, mix e master di Mauro Pala.  

     

    Autoproduzione

    Radio date: 10 luglio 2020 

     

    BIO

    Bruno Caruso nasce in Germania da genitori emigranti, ma cresce in Calabria. Si avvicina alla musica fin da bambino iniziando a studiare prima pianoforte e poi chitarra. Successivamente sente l’esigenza di comporre la propria musica e decide così di trasferirsi a Roma (dove attualmente vive), per fondare la sua prima band come frontman/vocalist, i Dukin Hash, con cui si esibisce in diversi locali della capitale. Dopodiché forma un secondo gruppo, la cover band di musica rock italiana “342-Trequattrodue”. Il suo chiodo fisso resta però comporre la propria musica, esigenza che lo porta a concentrarsi esclusivamente sulle sue produzioni, la prima delle quali, “Aria”, viene pubblicata il 20 settembre 2018. Il brano è il primo estratto dall’album di debutto in lavorazione e prossimo all’uscita. L’11 gennaio 2019 esce in radio il singolo “Con un brivido”, il successivo 5 luglio esce il terzo singolo “Qualcosa da Dire”. A distanza di un anno, il 10 luglio 2020, arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo “Rispetto a prima”. 

     

    Contatti e social

     

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  • Formazione e Sicurezza Lavoratori a Brescia

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    I corsi di formazione per la sicurezza dei lavoratori tenuti dai nostri tecnici/avvocati qualificati presso la nostra sede o direttamene presso le aziende, permettono di accrescere le conoscenze dei compiti e dei rischi, nell’ottica di una riduzione del rischio infortuni all’interno di ogni azienda.

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  • Ladri allontanati in live dal Custode Virtuale BOR

    Ladri allontanati in live: Domenica scorsa, 30 agosto 2020 alle 13.30 circa, una banda di ladri a bordo di un veicolo scuro, approfittando della calura estiva che rendeva improbabile la presenza sul posto di guardiani, è arrivata sul retro di una nota azienda del napoletano con l’intento di introdursi al suo interno.

    Scesi dall’auto i quattro malintenzionati, dopo aver brevemente perlustrato l’area, si sono avvicinati al cancello d’ingresso alla ricerca di un punto favorevole per scavalcare e di attrezzi da lavoro e beni lasciati incustoditi.

    Ignoravano di essere osservati dal Custode Virtuale che, connesso in tempo reale in partnership con DSS Security dalla propria postazione della piattaforma tecnologica BOR, ha rilevato precocemente l’anomalia e ha avviato i protocolli di emergenza concordati con il cliente, costringendoli alla fuga prima che potessero arrecare danni alla struttura e sottrarre beni di valore.

    La vigilanza privata arrivata sul posto ha constatato l’assenza di danni. Continua a leggere >>

  • Al parco Le Cornelle un nuovo fiocco rosa

    Fiocco rosa al Parco Faunistico Le Cornelle. Lo scorso 02 Luglio è nato un raro esemplare di pantera nera. Il nome? Tutto da scegliere, con la possibilità per chiunque vorrà dare la propria preferenza, di partecipare dal 3 al 10 settembre al contest sulla pagina Facebook del Parco.

     La cucciola, figlia della coppia di pantere nere Richard (9 anni) e Kala (7 anni), sorellina minore di Leyla, nata nel 2017 e di Moon e King, i due cuccioli nati nel Parco lo scorso anno, e ora ospitati presso la struttura belga Le Monde Sauvage, fin dai primi giorni di vita ha manifestato un carattere fiero e combattivo, molto simile a quello della madre Kala.

    Il cucciolo di Pantera, ancora in attesa di nome, pesa 3,2 kg e gode di ottima salute, è infatti costantemente monitorata dai veterinari del Parco che in questo primo periodo di vita controllano il cucciolo quotidianamente per verificare la crescita e lo stato di salute della piccola.

    La nascita della pantera è un evento raro che, replicato negli anni, sottolinea come le condizioni di vita ottimali degli animali al Parco diano la possibilità di creare i presupposti per l’affiatamento e l’allevamento da parte dei genitori di nuovi cuccioli. Come in natura, la madre si occuperà del cucciolo per un periodo di massimo due anni, al fine di garantirne una corretta crescita psicofisica, per poi poter essere trasferita in un’altra struttura zoologica e creare la propria famiglia. Le pantere infatti possono raggiungere e superare i 20 anni e nell’arco della loro vita possono avere dalle 8 alle 10 gravidanze.

    Con il suo manto scuro e lucido, la pantera nera o Panthera pardus è la regina della giungla, un felino che è la variante nera del leopardo africano. La pantera è un formidabile cacciatore che tende agguati nascosta tra i cespugli o sugli alberi.