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  • Emissione di formaldeide: conoscere il legno per realizzare mobili d’arredo a regola d’arte.

    Da alcuni anni il mercato mondiale di mobili e pannelli in legno si deve confrontare con il delicato tema dell’emissione di formaldeide e delle sostanze organiche volatili, c’è pertanto l’esigenza di approfondire le conoscenze relative alle fonti di inquinamento indoor.
    Per i produttori di materie prime e prodotti finiti, coniugare il livello estetico delle finiture dei mobili e degli arredamenti per interni con l’attenzione alla salute dell’utilizzatore finale, è diventato pertanto un obiettivo fondamentale da perseguire. L’accresciuta sensibilità verso queste problematiche e le conseguenti prese di posizione anche da parte dei diversi Governi nazionali, richiama spontanea l’attenzione sull’importante ruolo che ha in questo contesto il Catas di San Giovanni al Natisone, riconosciuto in tutto il mondo per l’efficacia di un’attività di ricerca e controllo nella sicurezza del mobile a 360°, partendo dalle materie prime, per passare alla loro lavorazione, fino al prodotto finito in uso, nonchè alle indagini ambientali.

    Inquinamento indoor
    La valutazione della qualità dell’aria e dei parametri climatici e biologici negli ambienti domestici, civili e di lavoro (uffici, banche, scuole, ecc.) è uno dei servizi più recenti messi a punto dal nuovo reparto Ambiente del Catas.
    L’emissione di formaldeide è certamente l’esempio più noto di un composto che si può sprigionare dai mobili presenti nelle abitazioni, negli uffici, nelle scuole ed in altri locali di soggiorno. E per questa sostanza sono già stati individuati dei metodi di prova e dei limiti che consentono la verifica dell’idoneità di un prodotto per il mercato. Il caso della formaldeide è specifico sia per la sua pericolosità (classificata cancerogena dallo IARC), sia per il fatto che le quantità che i mobili liberano all’interno degli ambienti di vita possono effettivamente superare i limiti di legge stabiliti in molti Stati europei ed extraeuropei.
    La formaldeide non è tuttavia l’unica sostanza emessa dai mobili in quanto i materiali con cui sono realizzati possono contenere diversi composti volatili che nel tempo si liberano gradualmente nell’ambiente in cui gli stessi sono collocati.
    Le vernici in particolare, che siano esse a base solvente, all’acqua o di tipo fotoreticolabile, contengono sempre come ingredienti nelle loro formulazioni delle sostanze volatili.

    Attività di controllo sui mobili
    I test sui mobili d’arredamento vengono realizzati tanto per verificare la rispondenza con i criteri qualitativi del produttore quanto per soddisfare le normative vigenti e le certificazioni di qualità a livello nazionale, europeo ed internazionale.
    Il Catas impiega fra gli altri dei particolari robot (bracci antropomorfi) che stanno gradualmente sostituendo le macchine elettro-meccaniche. L’utilizzo di questo tipo di robot risulta oggi indispensabile soprattutto per il controllo degli attuali sistemi di apertura e chiusura di ante e cassetti (come il push to open o soft closing), meccanismi molto particolari che prevedono una serie di movimenti continui da parte dell’utilizzatore e che il braccio antropomorfo può tranquillamente simulare con una semplice programmazione.

    Certificazione di prodotto
    La certificazione di prodotto verifica la conformità di un prodotto ai documenti normativi e alle specifiche tecniche. L’istituto friulano rilascia una certificazione con il proprio marchio: il Catas Quality Award (CQA) che viene applicato alle materie prime (pannelli grezzi a base di legno e cicli di verniciatura), ai semilavorati (pannelli nobilitati, profili lamellari per finestre), ai componenti (superfici di mobili domestici, ante da cucina) e ai mobili (letti e materassi, sedie per ufficio).

    “Una conoscenza più approfondita delle effettive emissioni di formaldeide e delle sostanze organiche volatili da parte dei mobili prodotti in Italia – afferma il direttore generale del Catas, Andrea Giavon – potrebbe essere un primo obiettivo da raggiungere per tutto il settore del legno-arredo. Da queste indagini i produttori di mobili italiani potrebbero far nascere eventuali strategie commerciali comuni per valorizzare le specificità dei prodotti nazionali proprio in termini ambientali o di sicurezza del prodotto”.

  • Cambio ai vertici del Catas
, l’istituto di prove, ricerca e certificazione prodotto d’arredamento

    Approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2010 e rinnovati i vertici del Catas, l’istituto di prove, ricerca e certificazione prodotto d’arredamento, di San Giovanni al Natisone. Roberto Snaidero, nominato alla presidenza della Federlegno-arredo passa il testimone a Michele Bressan, un giovane imprenditore di San Giovanni al Natisone.

    Classe 1970, Michele Bressan è presente nell’azienda di famiglia che opera nell’ambito dei trasporti ferroviari. Presidente dal 2005 del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Associazione piccole imprese di Udine, componente del cda del Consorzio Friuli Formazione e del Comitato imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Udine, in questi anni ha maturato l’esperienza necessaria per cogliere il testimone di un ruolo al quale intende imprimere impulso e propositività. “Nel congratularmi con Roberto Snaidero per la prestigiosa carica alla presidenza nazionale della Federlegno arredo, afferma Bressan, desidero ringraziare l’assemblea per la fiducia accordatami. Essere alla presidenza del Catas – aggiunge – rappresenta per me una grande sfida per proseguire nel processo di sviluppo del maggiore istituto per la ricerca e la certificazione di prodotto nell’arredamento, il quale punta a diventare sempre più punto di riferimento per le aziende anche nel settore agroalimentare e ambientale”.

    Il neo presidente sarà affiancato dai consiglieri Franco Buttazzoni e Matteo Tonon (nuovi vicepresidenti), Elsa Bigai, Luciano Di Bernardo, Franco Di Fonzo, Mauro Manassero, Luciano Snidar, Angelo Speranza (amministratore delegato) e Fabiano Zuiani.

    Nonostante la ripresa economica sia ancora molto lenta, il bilancio 2010 del Catas è positivo: il valore del fatturato è di oltre 4,5 milioni di euro. “In un momento congiunturale di particolare difficoltà, i risultati del Catas si confermano estremamente positivi – commenta l’amministratore delegato Angelo Speranza. Nel corso di questo esercizio abbiamo proseguito la politica di potenziamento e rinnovamento della struttura produttiva al fine di migliorare l’efficacia e efficienza dei servizi offerti alla clientela. Fondamentale è stato per noi allargare la sfera d’azione, implementare i servizi e ampliare il programma formativo, sempre allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico delle imprese nel settore.”

    Il 2010 è stato il primo esercizio durante il quale Catas ha operato sia nel settore istituzionale del legno-arredo che in quello dell’agroalimentare e dell’ambiente, dopo il conferimento dell’azienda speciale ambiente della Camera di Commercio di Udine (socio principale di Catas). “Questo inserimento ha permesso di introdurre importanti innovazioni – spiega Speranza – come raggruppare i servizi offerti nel settore legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale”.

    Il core business di Catas si conferma essere comunque sempre quello delle prove, che nel corso dell’anno sono state più di 29.500 con un incremento rispetto all’esercizio precedente del 9,1%. “Un chiaro segnale – sottolinea il direttore generale Andrea Giavon – di come le aziende puntino sempre più verso una qualificazione del prodotto”. Ma buono risulta anche l’incremento registrato dal dipartimento dell’agroalimentare, che con 8.050 campioni analizzati registra un + 8%. Questo settore tratta in particolare campioni riguardanti acqua, alimenti, cereali, distillati, emissioni in atmosfera, monitoraggi ambientali indoor, rifiuti e vini. Le analisi sul vino rappresentano quasi il 42% di tutti i campioni trattati dal laboratorio, le emissioni circa il 16% e la microbiologia l’11,9% seguiti da acqua e alimenti con circa il 9% ciascuno. Interessante anche l’incremento del comparto chimico, soprattutto per l’apporto delle prove sulla formaldeide. A tal proposito è particolarmente importante il riconoscimento californiano per la certificazione dei prodotti destinati a quel Paese.

    La certificazione di prodotto d’arredamento rimane uno degli obiettivi fondamentali dell’istituto il quale si propone alle aziende come strumento di innovazione tecnologica, rimanendo sempre a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, che nazionale ed internazionale. La filosofia di Catas è crescere insieme con le aziende e trasferire il più possibile il know how necessario per favorire lo sviluppo. Il Catas conta oggi 1656 clienti di cui 1148 abbonati, distribuiti per il 70% del fatturato tra Veneto, Friuli e Lombardia e per il 23% all’estero.

  • Anche il Catas a sostegno dell’Italian Workshop Desig

    26 maggio 2011 – Mancano pochi giorni all’avvio della prima edizione dell’italian Workshop Design, l’iniziativa che dal 5 al 10 giugno prossimi vedrà come protagonisti 8 giovani designer internazionali provenienti da altrettante nazioni diverse che sotto la guida di 3 maestri italiani del disegno – Carlo Colombo, Matteo Ragni e Studio Blumer – parteciperanno al Workshop “Design Woodmaking: Chairs and More” per confrontarsi con 24 aziende italiane del Distretto della Sedia e sviluppare altrettanti nuovi progetti in legno.

    Diverse le aziende del territorio che aderiscono al progetto, tra cui il Catas, il più grande istituto di prove e certificazione legno arredo con sede a San Giovanni al Natisone, che metterà a disposizione di questi giovani designer tutto il know how tecnico, l’esperienza e la competenza nel settore.

    La vera forza dell’iniziativa, organizzata dall’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale della Sedia (ASDI SEDIA società consortile) e dall’Istituto Nazionale del Commercio Estero (ICE) in collaborazione con il magazine INTERNI, sta negli obiettivi: sviluppare nuovi concetti per stimolare le aziende del territorio a interpretare la materia legno, sia per la tradizionale produzione di sedute, sia per concepire nuovi prodotti ed entrare così in segmenti di mercato oggi inediti.
    I talenti del disegno internazionale selezionati per il Workshop sono Demet Bilici (Turchia), David Ericsson (Svezia), Krystain Kowalski (Polonia), Susan Verheijen (Olanda), Behnam Farahpour (Libano), Sebastian Herkner (Germania), Jaroslav Jurica (Repubblica Ceca) e Emanuele Magini (Italia).
    Il programma dell’evento sarà arricchito dai “focus sui mercati esteri” a cura dei responsabili degli uffici ICE dei paesi coinvolti, che interverranno, sia in occasione della giornata di inaugurazione prevista il 5 giugno a Buttrio, sia nel corso del workshop il lunedì mattina, per approfondire le potenzialità e le caratteristiche dei mercati, fornendo elementi utili alle aziende del distretto per una strategia di marketing efficace.
    Ma non sarà una settimana esclusivamente per addetti ai lavori: dal 5 al 10 giugno eventi, presentazioni e degustazioni coinvolgeranno tutto il territorio del Distretto.
    Si comincia domenica 5 giugno con ESPOSIZIONE 24X8, quando designers e aziende si presenteranno al pubblico, lunedì 6 sarà la volta del primo incontro IWD &, serate di dialogo sul design con Carlo Colombo, Matteo Ragni e Studio Blumer. LUX, esplorerà il rapporto tra luce, legno e plastica nella suggestiva ambientazione della Rocca Bernarda, mentre mercoledì in DISTRICT 7 i sette distretti industriali del Friuli Venezia Giulia esporranno le loro eccellenze, dai coltelli alle tecnologie digitali, passando per i prodotti dell’agroalimentare. Giovedì 9 maggio sarà la volta in cui il design incontrerà il vino in WINE & DESIGN, nella splendida cornice di Villa Cabassi di Corno di Rosazzo, gli architetti Vudafieri e Severino approfondiranno i legami esistenti tra progettazione, design e il mondo dell’enologia.
    Durante la settimana sarà possibile inoltre visitare gli showroom delle aziende del Distretto della Sedia che hanno aderito agli “Aperitivi Show it” (Billiani, Tonon, Interior Beltramini) e scoprire l’eccellenza del design regionale con l’esposizione dell’ADI FVG presso l’Ipsia Mattioni Tecnologie e Architetture del Legno.
    Tutti gli eventi sono aperti al pubblico e sarà pertanto una preziosa opportunità sia per gli operatori nazionali del settore, sia per quanti siano affascinati dal mondo del design e dell’arredo.
    Aggiornamenti e news sull’evento saranno consultabili sul sito web istituzionale della manifestazione (www.italian-workshop-design.it) e sulla Fan Page Facebook (www.facebook.com/italian.workshop.design).
    L’evento è realizzato con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Turismo FVG, con la partecipazione di Api, Confartigianato Udine, Confindustria Udine, Confcommercio Udine, CNA, l’Istituto di certificazione legno arredo CATAS , l’IPSIA, l’ADI FVG, con il patrocinio della Provincia di Udine e della Camera di Commercio di Udine, con il sostegno della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, della Banca di Cividale e della Banca di Manzano.

  • “Emissione di formaldeide. Istruzione per l’uso”, convegno Catas

    Programmato per giovedì 12 maggio dalle ore 14 alle 18.30 nella sede dell’Istituto di prove e ricerca Catas di Lissone, in via Braille, 5 – Monza Brianza, un corso di formazione dedicato al tema della formaldeide.
    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato europeo e mondiale sia dei pannelli in legno che dei mobili. La formaldeide è infatti una sostanza pericolosa, considerata una delle fonti responsabili dell’inquinamento indoor, dannosa per la salute dell’uomo per i suoi possibili effetti a breve ed a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio.
    L’accresciuta sensibilità verso questi temi ha portato una presa di posizione da parte di diversi Governi nazionali, con l’emanazione di specifiche leggi. Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali italiano, attraverso apposito Decreto, ha regolamentato la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati che prodotti finiti, contenenti formaldeide.

    Per fare chiarezza su questa complessa situazione che si sta determinando a livello globale, durante il seminario verranno dunque illustrate tutte le principali novità sul tema dell’emissione di formaldeide, sulle ultime disposizioni previste sia dal Decreto Italiano che dalla Legislazione USA, richiamando inoltre l’attenzione sul ruolo del Catas relativamente a questi provvedimenti che, oltre a difendere la salute del consumatore, tutelano le aziende italiane dalla concorrenza sleale.

    I relatori saranno i dott. Andrea Giavon e Franco Bulian responsabili Catas.
    Per maggiori informazioni relativamente al programma e alle modalità di iscrizione contattare lo 0432.747241 oppure scrivere a [email protected].
    Programma dei lavori:
    ore 14.00 Benvenuto e inizio lavori
    ore 14.15 Le tappe della lotta alle emissioni indoor: dalla Germania alla California, passando per l’Italia
    ore 14.45 Il D.Lgs. Italiano rende obbligatorio l’E1
    ore 16.15 La certificazione CARB – California Air Resources Board
    ore 17.00 Dibattito

  • Certificazione legno-arredo: bilancio positivo per il Catas

    Nonostante la ripresa economica sia ancora molto lenta, è molto positivo il bilancio 2010 del Catas Spa, uno dei maggiori istituti in Italia nel campo della ricerca, prove e certificazione nel legno-arredo, con sede a San Giovanni al Natisone. Ne parliamo con il presidente dell’Istituto, Roberto Snaidero.
    Come valuta il bilancio attuale del Catas e come sta rispondendo questa struttura a fronte della crisi che attraversa l’economia e il settore legno arredo?

In un momento congiunturale di particolare difficoltà i risultati del Catas si confermano estremamente positivi.
    Fondamentale è stato per noi allargare la sfera d’azione, implementare i servizi, ampliare il programma formativo e proporre nuovi progetti, sempre allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico delle imprese nel settore. Attualmente in Catas sono impiegati una quarantina di dipendenti tra i quali ricercatori di alto livello, laureati in chimica, ingegneria e matematica, a testimonianza dell’elemento fortemente innovativo che sta alla base del successo dell’azienda. L’istituto nel 2010 ha sottoposto a controllo oltre 29 mila campioni, l’8% in più rispetto allo scorso anno. Un chiaro segnale di come le aziende puntino sempre più verso una qualificazione del prodotto.
    Il conferimento, da parte della Camera di Commercio di Udine (socio principale di Catas) di un ramo della società condotto dall’Azienda Speciale Ambiente, ha permesso di introdurre importanti innovazioni. “Come raggruppare i servizi offerti nel settore legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale – spiega Snaidero -, creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale. Nella logica di accrescere i servizi in questo settore – annuncia – stiamo avviando una partnership anche con il Parco Alimentare di San Daniele del Friuli”.

    Che ruolo ha la sensibilità green per lo sviluppo del settore?
    La sostenibilità ambientale e la qualità dei prodotti sono sempre più elementi di competitività per la filiera del legno-arredo. Oggi più che mai sono sempre più le aziende che si orientano verso una tendenza di economia verde che consente di rispondere ad un mercato in rapida evoluzione e che riconosce un valore aggiunto ai prodotti di qualità concepiti secondo criteri di sviluppo sostenibile. Le aziende possono pertanto svilupparsi e imporsi sui mercati che guardano proprio alla sostenibilità come requisito fondamentale.
    Il nostro istituto lavora in prima linea verso la sostenibilità dell’edilizia. E’ infatti associato al Green Building Council, ente no profit titolare del sistema di rating Leed per la sostenibilità degli edifici. Catas è, inoltre, il primo Istituto in Italia ad essere stato riconosciuto quale ente autorizzato alla certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno (CARB).
    Tutte le prove sono condotte in conformità alle norme europee (EN) e internazionali (ISO), e nazionali (UNI, DIN, BS, NF, ASTM, ANSI, etc.). A queste si aggiungono quelle effettuate secondo capitolati specifici richiesti dal cliente.

    Quali sono le principali innovazioni e novità in programma al Catas? Progetti inediti? Ampliamenti e nuove partnership?
    Con il lavoro di certificazione il nostro Istituto si propone come strumento di innovazione tecnologica e per completare l’offerta alle imprese stiamo lavorando sull’integrazioni con altri laboratori di province limitrofe. Diversi sono inoltre i laboratori che chiedono di poter collaborare con noi. Stiamo avviando collaborazioni anche con altri paesi depositari di materie prime per un controllo direttamente alla fonte e per certificare i prodotti che arrivano nel nostro paese.

    Il conferimento da parte della Camera di Commercio – il principale socio di Catas- di un ramo della società condotto dall’Azienda Speciale Ambiente, ha permesso di raggruppare i servizi offerti nel settore certificazione legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale, creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale. Nella logica accrescere i servizi in questo settore stiamo avviando una partnership anche con Il Parco Alimentare di San Daniele del Friuli.
    Com’è il rapporto tra Catas e tessuto produttivo?
    Direi ottimo. Il Catas è costantemente a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, che a livello nazionale ed internazionale. La nostra filosofia è di crescere assieme alle aziende e di trasferire il più possibile il know how necessario per favorire lo sviluppo. In questo senso è molto importante la collaborazione che abbiamo in corso con la Federlegno-Arredo che con il suo supporto ci ha permesso di ampliare la presenza nei mercati oltreconfine.
    Grazie alla presenza ai tavoli internazionali attorno ai quali si definiscono le metodologie di prova, Catas può fornire direttamente tutte le attrezzature per testare la sicurezza, la durata e la resistenza dei mobili. Non una semplice fornitura, ma una vera e propria garanzia di una corretta esecuzione secondo gli standard internazionali. Catas ha fornito la sua expertise per la realizzazione del L.A.V.A. (Laboratorio Applicazione Vernici e Adesivi) del Polo Tecnologico di Pordenone e ha avviato un progetto per creare una scuola professionale e un centro prove specializzato per il controllo della filiera in Camerun.
    Diverse attività dal laboratorio agroalimentare alla formazione? Quante aziende si avvalgono della vostra struttura e per quali specifiche esigenze? 
Abbiamo 1656 clienti di cui 1156 abbonati.
    Le attività che Catas svolge si riferiscono principalmente alle prove su materiali e prodotti: prove fisico-meccaniche ed analisi chimiche, analisi delle emissioni di sostanze nocive da prodotti, prove di resistenza, durata e sicurezza su mobili e componenti, prove di resistenza di geotessili, prove di resistenza, durata e sicurezza di ausili tecnici per disabili, prove sull’efficacia dei trattamenti biocidi sul legno, prove di reazione al fuoco, controlli analitici su alimenti e bevande, certificazione di prodotto e ancora attività normativa e formazione completa con consulenze per l’ottenimento di certificazioni ambientali (LCA, EPD) e l’assistenza sulla legislazione in materia di adempimenti ambientali (MUD).

    La formazione rappresenta una componente importante soprattutto perché consente di trasferire un know how direttamente alle azienda che possono in questo modo adempiere autonomamente agli adempimenti previsti per legge.
    Catas organizza da anni corsi di formazione, convegni e seminari tecnici per diffondere una vera cultura nella certificazione nel legno-arredo.
    Significative anche le collaborazioni che Catas ha instaurato con le scuole che formano i tecnici per l’industria del legno e del mobile (un esempio tra tutti è l’IPSIA che ha la propria sede proprio accanto a Catas) e con le facoltà scientifiche ed economiche soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei laboratori e la realizzazione di tesi di laurea a carattere tecnologico-scientifico.

    Quali sono gli investimenti in programma per il futuro prossimo?
Catas mantiene la sua forte propensione agli investimenti. Entro maggio termineranno, infatti, i lavori per il nuovo stabilimento situato accanto agli attuali laboratori e uffici dell’istituto di San Giovanni al Natisone.
    L’opera ha previsto un investimento complessivo di circa 3 milioni di Euro, con una superficie utile disposta su due piani di circa 3000 metri quadrati che ospiteranno, oltre al reparto chimico del Catas, i tecnici e le attrezzature che attualmente si trovano nel distaccamento di Pradamano.
    Un progetto che consentirà al Catas di rafforzare ulteriormente la posizione di leadership dell’ Istituto. Con il completamento di questa nuova struttura e il conseguente potenziamento del nostro reparto chimico, il Catas sarà sempre più un punto di riferimento per le aziende e per i consumatori.

  • Catas, primo in Italia e in Europa per la certificazione del legno-arredo

    San Giovanni al Natisone, 17 gen – Il Catas, il primo Istituto in Italia e in Europa per la certificazione del legno arredo nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore regionale alle Attività produttive Federica Seganti e l’assessore alle Politiche agricole Claudio Violino. Accolti dal presidente dell’azienda, Roberto Snaidero, dall’ad Angelo Speranza e dal sindaco di San Giovanni al Natisone Franco Costantini, i due assessori hanno visitato i laboratori di collaudo dell’Istituto assieme al consigliere regionale Ugo De Mattia, verificando così di persona l’efficacia di un’attività di controllo nell’ambito del legno-arredo, che tocca anche l’ambito ambientale ed agroalimentare.
    “Le imprese dei settori del legno e dell’arredo del Friuli Venezia Giulia sono tecnologicamente avanzate, con prodotti competitivi, in termini di qualità e design, a livello mondiale” ha affermato Federica Seganti, e sottolineando che “il prodotto c’è, gli imprenditori bravi anche, ora si tratta di aggredire il mercato”, l’assessore ha indicato nel Catas “una realtà che attesta la qualità della produzione regionale nel comparto del legno-arredo. Ora però – ha continuato – occorre aiutare questo sistema a migliorare la promocommercializzazione dei suoi manufatti all’estero con l’obiettivo di recuperare così mercati già noti o conquistarne altri, in modo da agganciarsi alla ripresa derivante dall’incremento della domanda estera”.
    Un quadro condiviso dal collega Violino, il quale ha esteso il concetto dicendo che con il suo lavoro di certificazione nel legno arredo, l’azienda si propone anche come strumento di innovazione tecnologica, un processo utile in tutti i settori ma ancor di più in un comparto in crisi come quello di Manzano. “Il Catas è oggi uno dei gioielli che abbiamo in questo settore – ha aggiunto Violino – ed assieme alla sua scuola di specializzazione costituisce un unicum che può rappresentare un esempio, un indicatore operativo per il Triangolo della Sedia, un’area che, dopo aver dato da vivere a tanti, è oggi alla ricerca di una nuova mission, una nuova identità industriale”.
    All’attività di controllo sui mobili, che tra l’altro il Catas svolge da vent’anni per IKEA e, per quanto riguarda le emissioni di formaldeide e piombo, per la California ed in generale per gli USA, si associa quella nel settore agroalimentare, “dove le prospettive sono buone – ha proseguito Violino – e dove stiamo investendo e cercando di arrivare ad un marchio unico di qualità regionale attraverso il coordinamento di tutti i laboratori coinvolti, dall’Università, all’Ersa, al Catas stesso”.
    Con l’obiettivo di razionalizzare i diversi interventi (l’azienda, che ha 42 dipendenti, ha sottoposto a controllo nel 2010 quasi 21 mila campioni, di cui oltre 8 mila nei settori dell’ambiente e dell’agroalimentare) si è deciso di provvedere alla costruzione di un nuovo edificio di quasi 3 mila metri quadrati che ospiterà i laboratori e gli operatori che oggi si trovano a Pradamano (un altro laboratorio ha sede a Lissone in Lombardia, ma il Catas ha contribuito a dar vita ad analoghe esperienze anche in Cile ed in Egitto).
    “La crisi si percepisce ma, per quanto ci riguarda, stiamo continuando a crescere – ha detto Roberto Snaidero – anche perchè cresce la richiesta di certificazione nel legno-arredo per una maggior qualità per le esportazioni e per questo sono in costante aumento le aziende italiane ed estere che si rivolgono a noi”.

  • Sicurezza arredamento: dal direttore generale dell’Istituto di ricerca Catas alcuni consigli per riconoscere i mobili migliori

    Nel grande mare del mercato dell’arredamento non è sempre semplice individuare la rotta giusta nei propri acquisti. Scegliere un mobile, infatti, rappresenta un investimento che deve tenere conto non soltanto delle qualità estetiche, ma anche di quelle legate ai materiali e alla sua progettazione.

    – Qual è lo scenario “qualitativo” del mercato dell’arredo oggi?
    “Lo scenario è decisamente variopinto. Negli ultimi dieci o forse venti anni lo scenario si è modificato, passando da una asserzione di qualità “neonata” e non misurata ad una definizione con connotati precisi e verificabili. Si può trovare pertanto chi fa della qualità misurata un assunto imprescindibile, chi lo dimostra con accenti diversi, chi se la mette come una maglietta, chi ha le idee confuse, chi non ne parla nemmeno. Quello che possiamo dire invece è che il trend e la corrente delle aziende del mobile sta andando a passo deciso verso un verifica della “qualità” reale e consistente con le aspettative dei consumatori, che oggi sono più informati rispetto al passato e quindi rappresentano un interlocutore sempre più attento ed esigente. Sul fronte della sicurezza sull’arredamento l’orizzonte è positivo anche se la strada da percorrere è ancora tanta”.

    – Quali sono i principali dettagli qualitativi che un consumatore può riconoscere?
    “Questo è un campo molto difficile e delicato. Diverse sono le caratteristiche “fondamentali” che costituiscono l’ossatura della qualità delle varie tipologie di arredi che ci portiamo in casa o nell’ufficio. Queste caratteristiche riguardano le finiture (la parte che vediamo e tocchiamo del mobile) a quelle che riguardano la resistenza meccanica (capacità di sopportare le forze che la persona applica ogni giorno), al suo potenziale contenuto/emissione di sostanze indesiderate e non ultimo ciò che ne sarà del mobile al termine della sua “vita lavorativa”. Per affrontare meglio questi aspetti esistono degli strumenti quali le norme tecniche volontarie che affrontano questi aspetti in modo scientifico. Queste norme rappresentano, inoltre, uno strumento per ottemperare alla legislazione quale il Codice Del Consumo che richiede un mercato fatto di prodotti sicuri. In alcuni Paesi organizzazioni governative e non governative hanno emesso per alcune tipologie di mobili, (arredo infanzia per lo più) delle guide all’acquisto di prodotti sicuri. Nel nostro paese stiamo muovendo ora i primi passi verso questa direzione”.
    – L’origine o la marca sono sempre indicatori di affidabilità?
    “L’esperienza insegna che né l’origine né la marca sono una garanzia assoluta di prestazione sicura. Tutto dipende dall’atteggiamento di cui parlavamo prima. Quello che è certo è che la “cara e vecchia Europa” è stata ed è tuttora in prima linea sul fronte della qualità e sicurezza arredamento e mobili. Proprio per questo la responsabilità di fronte a questi aspetti è, nel nostro caso, maggiore”.
    – Quali consigli possiamo dare ai lettore che si apprestano a comprare mobili e oggetti d’arredamento?
    “Ogni tipologia di mobile ha la sua particolarità in relazione alla funzione che deve svolgere. Dai dati che si raccolgono in Europa relativamente agli incidenti domestici, sappiamo che esistono arredi a cui si dovrebbe prestare una maggiore attenzione proprio per gli aspetti legati alla sicurezza sull’arredamento e sui mobili, come per esempio i lettini per bambini, seggioloni, mobili porta tv, sedie. Da non dimenticare, inoltre, il comportamento alle varie sollecitazioni fisico chimiche di un mobile, per esempio un piano di lavoro di una cucina. Per questo, come accennato prima, esistono le norme tecniche che consentono di verificare le prestazioni e definire inoltre come comunicare le necessarie informazioni per l’uso. Per i prodotti al consumo, tutto questo è inoltre disciplinato e legiferato dal già citato Codice del Consumo che richiede la presenza della scheda prodotto che riporti tutto quanto è stato verificato e necessario per una corretto uso e valutazione dell’acquisto. Richiedere la scheda prodotto è un nostro diritto come consumatori. Se poi oltre a questa, esiste l’evidenza che un ente di parte terza come un laboratorio ufficialmente accreditato, ha verificato tali prestazioni, allora l’affidabilità dell’acquisto cresce notevolmente”.

  • Catas riconosciuto dagli Stati Uniti per la certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno

    Il Catas, il più importante istituto italiano di prove e analisi nel settore legno-arredo è stato ufficialmente riconosciuto dal governo della California quale ente autorizzato al controllo e alla certificazione dei livelli di formaldeide emessa dai pannelli a base legno.
    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato mondiale sia di pannelli sia dei prodotti con essi realizzati: mobili, pavimenti, elementi d’arredo. La formaldeide è considerata, infatti, una sostanza pericolosa per la salute dell’uomo, per i suoi possibili effetti a breve e a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio.
    Lo stato della California ha introdotto nel 2009 una specifica legge, denominata ATCM (Airbone Toxics Control Measure), che limita l’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno (compensati, pannelli di particelle e pannelli di fibra). Il regolamento stabilisce che le produzioni di pannelli destinate alla California, direttamente oppure indirettamente, ad esempio come mobili, devono essere obbligatoriamente sorvegliate e certificate da un istituto esterno riconosciuto dal CARB, ovvero dall’ente governativo californiano che si occupa della qualità dell’aria (California Air Resources Board).
    Il Catas è stato quindi ufficialmente riconosciuto dal CARB quale ente terzo per la certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno sulla base di stringenti requisiti riguardanti l’imparzialità, l’accreditamento di tutte le analisi di laboratorio nonché lo svolgimento delle attività di controllo e sorveglianza presso i siti produttivi.
    A queste qualità si aggiungono le competenze sul tema formaldeide dimostrate da pubblicazioni, da corsi a livello universitario, da seminari a livello internazionale e da partecipazioni alle attività di normazione sia a livello nazionale (UNI) che internazionale (CEN e ISO).

  • Catas con il marchio CQA-Forlmaldehyde E1 risponde all’esigenza dei produttori che vogliono attestare i limiti di emissione di formaldeide

    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato mondiale sia di pannelli sia dei prodotti con essi realizzati: mobili, pavimenti, elementi d’arredo. La formaldeide è considerata, infatti, una sostanza pericolosa per la salute dell’uomo, per i suoi possibili effetti a breve e a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 10 dicembre 2008 le disposizioni per regolamentare la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati sia prodotti finiti, contenenti formaldeide.

    Il decreto stabilisce che i pannelli a base di legno e i manufatti con essi realizzati, sia semilavorati sia prodotti finiti, non possono essere immessi in commercio se la emissione di formaldeide supera il valore di 0,1 ppm (0,124 mg/m3).

    I pannelli a base di legno e i manufatti con essi realizzati immessi sul mercato devono essere accompagnati da una dichiarazione di conformità ai valori limite, predisposta dai componenti della filiera commerciale ad ogni cambiamento del manufatto che comporti potenziale aggiunta di formaldeide. In particolare, le disposizioni prevedono sanzioni per coloro che importano pannelli e manufatti non rispondenti alla valutazione di conformità, un provvedimento che, oltre a difendere la salute del consumatore, tutela le aziende italiane dalla concorrenza sleale.

    Il Catas, il più grande istituto italiano di prove e ricerca nel settore legno-arredo, rilascia il marchio CQA-Formaldehyde E1 che contraddistingue le produzioni di pannelli a bassa emissione di formaldeide rispondenti ai requisiti imposti dalle normative internazionali in materia.

    Esso si basa sul monitoraggio continuo della produzione e su prelievi periodici eseguiti dal Catas in qualità di organo esterno di sorveglianza.

    Il successo di questo sistema di certificazione è dato soprattutto dal fatto che l’osservanza delle procedure previste consente alle aziende certificate di conoscere costantemente i parametri di emissione di formaldeide relativi alla propria produzione.

    Il protocollo di controllo di prodotto Catas prevede 2 visite ispettive esterne annuali e 3 controlli interni settimanali. Oltre a questo, due volte l’anno Catas emette una relazione sull’attività di prova svolta i doppia lingua, per essere di facile lettura anche per i clienti stranieri.

    Il nuovo marchio CQA-Formaldehyde di Catas risponde all’esigenza dei produttori che vogliono attestare un’emissione di formaldeide ancora più ridotta ai limiti E1; specialmente per tranquillizzare le persone sui danni che questa emissione può provocare sull’uomo.

  • Catas, istituto specializzato in ricerca, analisi, certificazioni e prove di reazioni al fuoco, avrà presto un nuovo laboratorio in Camerun

    Catas, il più grande istituto italiano di ricerca e prove nel settore legno-arredo di San Giovanni al Natisone (Udine), ha appena siglato un protocollo d’intesa con il Ministero delle Foreste del Camerun per realizzare un laboratorio per sviluppare nuovi test, prove fisico-meccaniche, analisi e prove reazioni fuoco sul legno, e un centro di formazione che permetterà di insegnare in loco come utilizzare al meglio la materia prima. Forte del suo know-how nel settore, l’istituto friulano specializzato in prove fisico-meccaniche ed analisi chimiche sui materiali, analisi delle emissioni di sostanze nocive da prodotti, prove di resistenza, durata e sicurezza su mobili e componenti, prove sull’efficacia dei trattamenti biocidi sul legno, prove reazioni fuoco, ecc., è stato contattato direttamente dalle istituzioni del Paese africano per collaborare ad un progetto che possa diffondere una maggiore cultura nel settore della forestazione, favorendo la tutela e la gestione sostenibile. Una prima fase di consultazione con il governo camerunese si è tenuta lo scorso marzo quando una delegazione italiana ha incontrato il ministro delle Foreste e della Fauna, il Ministro del Commercio, delle Piccole Medie Imprese e il delegato del Primo Ministro. A seguire la recente spedizione a Yaunde, capitale del Cameurun, che ha portato alla firma dell’accordo. “Si tratta di un progetto molto interessante e ambizioso – ha detto Roberto Snaidero, presidente dell’Istituto friulano – che consentirà al Catas di trasferire in Camerun il proprio know-how e il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze in materia, contribuendo così allo sviluppo di uno dei Paesi chiave della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale. Il nostro istituto fornirà tutti i macchinari e le attrezzature necessari per la ricerca, i test, le prove reazioni fuocoe altro ancora – prosegue ancora Snaidero – e fornirà tutta la sua expertise nel campo della formazione con l’obiettivo di diffondere una vera cultura del legno e insegnando a utilizzare nel miglior modo possibile la materia prima. Attualmente esiste un ventaglio di opportunità che valuteremo passo per passo assieme alle istituzioni locali. A fine settembre avremo ulteriori sviluppi”.Il Camerun è la principale economia dell’Africa Centrale, Cemac, ed è uno dei nuovi mercati più promettenti. Ha una crescita del Pil del 3% all’anno e ha molte risorse naturali.