Tag: sicurezza

  • Nuove CPU Intel Core2Duo 2,8GHz per il Turbo NAS TS-809 Pro di QNAP


    Taipei, Taiwan – QNAP Systems Inc., uno dei principali produttori al mondo di dispositivi “Linux-embedded” per la video sorveglianza (NVR), l’archiviazione di rete (NAS) e lettori di rete multimediali (NMP) ha annunciato oggi il potenziamento del Turbo NAS TS-809 Pro grazie all’introduzione dei processori Intel Core2Duo da 2,8GHz in sostituzione dei precedenti modelli da 2,4GHz.

    A proposito del Turbo NAS TS-809 Pro
    Il Turbo NAS TS-809 Pro è un avanzato server per l’archiviazione di rete con supporto fino a 8 dischi SATA. E’ il primo NAS al mondo che adotta un sistema di fissaggio dei dischi verticale con supporto “hot-swap”, con una capacità massima di archiviazione apri a 16TB, 2 interfacce di rete gigabit, RAID di livello 0, 1, 5, 6, 5+Spare, “Online RAID Capacity Expansion” e “Online RAID Level Migration”, servizio iSCSI target con “Thin Provisioning” (semplifica l’allocazione dello spazio sul server) , cifratura AES a 256bit, blocco degli IP indesiderati , l’invio di SMS o email di avvertimento nel caso in cui vi siano imminenti problemi ad uno o più dei dischi di sistema ed il supporto fino a 4 telecamere IP per la video sorveglianza di rete.
    Grazie all’aggiornamento del processore con il modello Intel Core2Duo 2,8GHz, il TS-809 Pro è al momento uno dei più potenti server NAS sul mercato, ideale per un utilizzo intensivo delle avanzate funzionalità di archiviazione e di backup all’interno delle reti aziendali.

    Maggiori informazioni sul TS-809 Pro sono disponibili al seguente link: http://www.qnap.com/pro_detail_feature.asp?p_id=109

    Disponibilità
    Le nuove versioni del Turbo NAS TS-809 Pro dotate di CPU Intel Core2duo da 2,8GHz sono disponibili da subito per tutti i TS-809 Pro in spedizione ai partner QNAP.

    Per sapere dove acquistare i prodotti QNAP in Italia potete visitare il seguente link:
    http://www.qnap.com/Wheretobuy_country.asp?country=IT

    Chi è QNAP
    QNAP Systems Inc., fondata nel 2004 è uno dei principali produttori al mondo di dispositivi “Linux-embedded” per la video sorveglianza (NVR), l’archiviazione di rete (NAS) e lettori di rete multimediali (NMP). QNAP offre ai propri clienti soluzioni affidabili e ad alte prestazioni per l’archiviazione e per il backup oltre che dispositivi all’avanguardia nel campo della video sorveglianza. QNAP progetta, sviluppa e produce non solo l’hardware ma anche il software dei propri prodotti, garantendo la massima affidabilità, scalabilità e semplicità d’installazione ed utilizzo. QNAP è una multinazionale con sede a Taipei, Taiwam, con uffici in Cina e negli USA.

    Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.qnap.com

    Contatti
    Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.qnap.com o contattare l’ufficio stampa CyberMedia Marketing scrivendo a [email protected]
    Per informazioni commerciali o per sapere come divetnare distributori QNAP potete scrivere a [email protected]

  • Geekblog


    Geek Blog si occupa principalmente di hi-tech, download, software e sicurezza.

  • Il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. Perché?


    La cronaca riporta un numero sempre crescente di incidenti sul lavoro spesso mortali altre volte con conseguenze meno gravi ma pur sempre traumatiche sia sul piano fisico che psichico.
    La ragione di questi incidenti viene spesso imputata (e frequentemente è così) ad inadeguatezza degli ambienti di lavoro che non garantiscono i parametri minimi di sicurezza per i propri dipendenti. In altre occasioni, invece, gli incidenti sono il frutto del mancato rispetto di norme di sicurezza e dell’utilizzo dei cosiddetti DPI – dispositivi di protezione individuali. Ma perché se esistono e sono disponibili degli strumenti per proteggersi e per evitare di incorrere in inutili rischi, i lavoratori non ne fanno uso?
    Posto che la percezione del rischio è un fenomeno del tutto individuale, per cui ciascuno di noi percepisce il medesimo evento con sfumature di pericolosità diverse, è frequente incontrare lavoratori che decidono di non utilizzare i DPI in quanto considerati fastidiosi, inutili o esagerati per la tipologia di lavoro svolta.
    E’ probabile che sia fastidioso indossare un caschetto di plastica o una tuta ignifuga, ma il disagio non sembra poter essere l’unico fattore che porta a scegliere di rischiare e di non proteggersi a fronte di un pericolo.
    Il tema del controllo, spiega la dott.ssa Penati psicologa del Centro FerrariSinibaldi, può aiutarci a dare una risposta a questo interrogativo. Essere coinvolti in prima persona in un’attività (a maggior ragione se questa è di tipo manuale e prevede un contatto fisico e diretto con gli strumenti di lavoro) porta l’individuo a credere di avere su di essa piena padronanza, un totale controllo degli effetti e delle conseguenze delle proprie azioni. 
    Questo meccanismo è dimostrato dal fatto che ci si preoccupa di più per l’integrità altrui che non per la propria. Un esempio tratto dalla quotidianità può essere quello dell’ansia che accompagna l’attesa di una persona che sta affrontando un lungo viaggio in automobile. Un minimo ritardo può portare a pensare che la persona abbia avuto qualche problema, generando in colui che attende tensione emotiva e agitazione.
    Di contro, quando la persona è nei panni di colui che è in ritardo tende a minimizzare l’evento e a non comprendere perché gli altri si preoccupino per lui proprio perché è consapevole di quanto sta avvenendo e ne ha il pieno controllo. Sugli altri, sul lavoro e sulle azioni altrui non è possibile esercitare un controllo diretto con la conseguente percezione di impotenza e minaccia di pericolo. La percezione del controllo elimina quindi quella del rischio e pertanto le campagne di sensibilizzazione e di formazione tradizionalmente basate sull’informazione al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione non sono sufficienti, nemmeno quando gli incidenti e le tragedie ne testimoniano l’utilità.
    Il Centro FerrariSinibaldi sta sperimentando un protocollo pratico di formazione che, come sostiene la dott.ssa Penati, permette di rendere tangibile e concreta la percezione del rischio e di aumentare l’adesione alle norme di sicurezza.

  • EUROPA e INDIA: il panorama politico internazionale sul tema della protezione dei dati


    Sono due tra le più grandi democrazie del mondo, ancorate al loro ricco passato e nello stesso tempo proiettate verso il futuro, unioni di stati che comprendono lingue, religioni e culture differenti. Europa ed India sono un esempio unico di storia e valori condivisi e non c’è da stupirsi che abbiano di recente trasformato la loro secolare relazione in una partnership privilegiata. Componenti essenziali della partnership euro-indiana sono i comuni obiettivi politici – combattere il terrorismo, risolvere i più gravi conflitti internazionali e regionali, cooperare contro la povertà e i disastri naturali – e un forte legame economico, che ha portato l’Unione Europea ad essere il più grande investitore straniero e il principale partner commerciale dell’India.
    Il 24 e 25 settembre 2009, il progetto europeo RISE (Rising pan-European and International Awareness on Biometrics and Security Ethics) promuove un evento di alto livello a New Delhi organizzato dal Data Security Council of India (DSCI), per affrontare temi come la sicurezza, la privacy e la protezione dei dati. Principale obiettivo dell’evento è quello di sostenere il dialogo internazionale tra i due paesi su queste delicate e tanto attuali tematiche.
    Negli ultimi anni l’India ha giocato un ruolo chiave nell’economia internazionale. L’outsourcing (letteralmente, esternalizzazione di alcune fasi del processo produttivo) è uno dei settori che hanno maggiormente contribuito alla grande crescita economica indiana. L’India rimane una delle destinazioni preferite delle società europee e statunitensi che fanno outsourcing, soprattutto nel settore dell’informatica. In linea con la crescita di questo mercato, sono tuttavia cresciute anche le preoccupazioni sulla sicurezza dell’enorme flusso internazionale di dati. La necessità di un accordo con il governo indiano sugli standard per la protezione dei dati e il rispetto della privacy sembra dunque essere di cruciale importanza al fine di sostenere lo sviluppo di uno dei principali settori dell’economia indiana.
    Ma la protezione dei dati non riguarda soltanto l’outsourcing. E’ di pochi giorni infatti la notizia che il governo indiano ha deciso di avviare il progetto UID (Unique Identification) che avrò lo scopo di assegnare ad ogni cittadino una Carta d’Identità Nazionale che, tra le altre informazioni personali, conterrà anche i suoi dati biometrici. Il progetto UID è uno dei maggiori programmi di identificazione collettiva mai organizzati, e vedrà coinvolti 1.2 miliardi di cittadini. “Per la prima volta avremo la possibilità di dare un’unica identità ai nostri cittadini. Avremo la possibilità di trasformare il nostro Paese”, sottolinea Nandan Nilekani, nominato dal governo a capo del progetto. Le carte di identificazione biometriche serviranno a dare un’identità sicura anche a chi oggi non esiste per lo Stato, e si spera possa essere uno strumento in più nelle mani del governo per la lotta contro la criminalità e il terrorismo. Tuttavia, molti mettono in guardia sulla grave minaccia che questo progetto potrebbe portare alla privacy e sicurezza di milioni di persone, visto la grande quantità di dati personali presenti in un unico e immenso database.
    L’evento organizzato dal Consorzio RISE si svolgerà presso l’HOTEL TAJ PALACE, New Delhi il 24 & 25 settembre 2009. Tra gli speakers, parteciperanno autorità europee, statunitensi e indiane e importanti esponenti del mondo accademico e dell’industria operanti nel settore delle tecnologie di identificazione e della protezione dei dati.

    Per maggiori informazioni, si prega di contattare:
    Silvia Venier [email protected]
    Segreteria del progetto RISE
    Centro per lo studio della Scienza, Società e Cittadinanza (CSSC) – Roma
    Nikhil Chachra [email protected]
    Organizzatore del Meeting di New Delhi
    Data Security Council of India (DSCI) – New Delhi

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    Il progetto RISE
    RISE (Rising pan-European and International Awareness on Biometrics and Security Ethics) è un progetto finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di svolgere un’azione di supporto alle politiche europee esplicitamente dedicata alla biometria e alle tecnologie per la sicurezza. Il progetto, lanciato il 1 marzo 2009 e di durata triennale, segue le due precedenti iniziative (i due progetti BITE – www.biteproject.org – e HIDE – www.hideproject.eu ) che hanno dato il via al dialogo internazionale tra Europa e Stati Uniti su etica e biometria, culminato nelle due conferenze internazionali di Bruxelles nel 2005 e Washington nel 2006. RISE vuole continuare questo dialogo ed ampliarlo all’emergente continente asiatico, portando all’organizzazione della terza Conferenza Internazionale di Hong Kong nel gennaio 2010.
    Il progetto RISE vede coinvolti nove partner, tra università e centri di ricerca europei, statunitensi ed asiatici, coordinati dal Centro per lo studio della Scienza, Società e Cittadinanza (CSSC) di Roma.
    Per ulteriori informazioni, visitare il sito internet del progetto: www.riseproject.eu.

  • La tecnologia al servizio della sicurezza sul lavoro: applicazioni innovative per abbigliamento, calzature e accessori


    Milano 14 luglio 2009

    Convegno “SICUREZZA NEI CANTIERI –
    “LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI”

    W.L Gore & Associates, impegnata da anni con la Divione Tecnica Tessile nella ricerca di soluzioni all’avanguardia in tema di protezione dei lavoratori, ha contribuito a realizzare un nuovo ambizioso progetto per garantire la sicurezza nei cantieri.

    Insieme a nomi di prestigio del settore tecnico professionale, come Jolly Scarpe spa e FM Research ha progettato una nuova tecnologia in grado di verificare a distanza e in tempo reale, l’utilizzo da parte del lavoratore di tutte le misure necessarie alla sua sicurezza sul lavoro. Il nuovo sistema prevede l’applicazioni di sensori inseriti nell’abbigliamento, nelle calzature e negli accessori (casco – imbragatura) che trasmettono ad una centrale operativa lo stato di “indossato o non indossato” dell’operatore.
    L’intento è quello di fornire materiali “intelligenti” al fine di prevenire gli incidenti nei cantieri ma anche di aumentare comfort e protezione durante tutta l’attività.

    Il progetto è stato presentato lo scorso 14 maggio al Circolo della Stampa durante il convegno “SICUREZZA NEI CANTIERI – LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI” organizzato dall’Associazione Culturale Prevenzioneincenditalia, durante il quale sono intervenuti qualificati esponenti esperti in materia di Sicurezza.
    Presente per la Divisione TECNICA TESSILE – di W.L. GORE & Associati, il Dott. Luca Provolo Responsabile Divisione Tecnica Tessile Italia.
    L’occasione è stata quella di illustrare a tutti i partecipanti le direttive imposte dal Decreto Legislativo 81/08 “TESTO UNICO DELLA SICUREZZA” oltre alle opportunità e gli incentivi che la legge prevede per le imprese che investono in protezione.

    Gore, che ha sempre ha proposto un ampia gamma di prodotti in membrana GORE-TEX® e WINDSTOPPER® ad alte prestazioni in grado di migliorare le condizioni di lavoro, rinnova e conferma il suo impegno nella ricerca di soluzioni altamente tecnologiche idonee ad un uso specifico nell’ambito professionale a protezione del lavoratore.

    GORE-TEX®, GORE-TEX® GUARANTEED TO KEEP YOU DRY™, GORE® e loghi sono marchi registrati della W.L.Gore & Associates
    Per informazioni: Ufficio Stampa SPORT W.L. Gore & Associati Slalom Milano tel.02 58309584 [email protected]

  • Acqua “E’ Ora” ed etilometri per sensibilizzare i giovani sui pericoli degli alcolici


    Torino, 5 giugno 2009 – Ieri sera, all’incontro su sicurezza stradale e infrastrutture organizzato dal Pdl (svoltosi a partire dalle ore 20.30 al Patio Club di corso Moncalieri 346/14), dal titolo “Se Guidi non Bevi. Se Bevi non Guidi” e alla discoteca La Rotonda al parco del Valentino, sono stati distribuiti degli etilometri e le bottigliette d’acqua “E’ Ora” di Claudia Porchietto.
    Si tratta di un’iniziativa della candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino, Claudia Porchietto, che intende così sensibilizzare i giovani sui rischi che si corrono mettendosi alla guida sotto gli effetti dell’alcol.
    All’incontro al Patio Club saranno presenti, tra gli altri, i sottosegretari Bartolomeo Giachino e l’on. Guido Crosetto, il sen. Aldo Scarabosio, l’on. Mario Valducci, il sen. Enzo Ghigo, l’on. Vito Bonsignore (vice capogruppo al Parlamento europeo del PPE) e l’on. Agostino Ghiglia.

    “Ogni anno nel nostro Paese migliaia di persone perdono la vita in incidenti stradali – ha aggiunto Claudia Porchietto – e, solo nella nostra provincia, nel 2007, secondo una statistica Istat, i decessi e i feriti a causa di incidenti sono stati 11.459, di cui il 59% su strade provinciali. Di questi, secondo le statistiche mediche, il 20% possono essere riferiti a situazioni legate all’eccesso di alcool. E’ quindi prioritario far capire ai nostri giovani che guidare dopo aver bevuto troppo è molto pericoloso. La Provincia, su questo problema, si deve impegnare a fornire collegamenti sicuri, con strade che siano in perfette condizioni. Tramite la collaborazione con le scuole guida, poi, è possibile dare un impulso verso una migliore educazione stradale. Detto ciò, rimane prioritario mantenere sempre alto il controllo sull’abuso di alcolici”.

  • Claudia Porchietto, candidata alle elezioni Provinciali di Torino: costruire il futuro


    Claudia Porchietto, candidata di Pdl, Lega Nord e delle altre formazioni di centrodestra alla Presidenza della provincia di Torino, interviene sul tema del cambiamento e sulla necessità di ridare respiro alla progettualità: “Molti pensano che un ente come quello della provincia abbia un ruolo strettamente operativo ed hanno perfettamente ragione. Ma quello che non è chiaro a tutti, invece, è il fatto che per gestire la pragmaticità di un ente in un momento di cambiamento epocale come quello che stiamo vivendo, sono necessari spirito di iniziativa, atteggiamento creativo e capacità di visione. E’ assolutamente necessario ritornare a costruire il futuro in modo che il nostro non sia più ‘il territorio del passato’ e delle occasioni perdute, dove chi amministra naviga a vista mentre i cittadini vedono un lento e inesorabile declino. E’ necessario tornare a credere nelle nostre capacità, ispirandoci a quelle persone e a quelle aziende che, nate e cresciute nella nostra provincia, ottengono successi in tutto il mondo. Aiutando concretamente chi ha voglia di fare e di emergere, la nostra provincia andrà riportata al posto che le spetta in Italia e in Europa”. Claudia Porchietto conclude: “Credo che mettere in piedi una buona amministrazione che guidi il torinese al di fuori della crisi, lo prepari al momento della riscossa dei mercati e tracci un percorso di rilancio a lunga scadenza sia un progetto complesso ma realizzabile, soprattutto se si scommetterà sul grande patrimonio aziendale e manifatturiero locale, sulla competenza tecnologica unita alle strategie di sistema, sulla creazione di filiere di eccellenza in terreni come l’aerospazio, le energie ecocompatibili, le nuove tecnologie, l’ambiente e i trasporti”.

  • Claudia Porchietto, al voto per la provincia di torino: innovazione per portare più lavoro insieme ad un cambiamento di mentalità da parte di tutti


    “Il digital divide investe ancora molte aree della provincia di Torino; questa è la triste realtà di una delle province più avanzate d’Europa” afferma Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alle elezioni amministrative; con il solito piglio deciso che l’ha caratterizzata durante questa campagna elettorale, affonda ancora di più, chiarendo: “ho espresso il mio parere nei riguardi anche degli elettori: la politica cambierà se anche da parte loro ci sarà un atteggiamento più moderno, progettuale, creativo. Faccio un esempio: in molte zone ove la banda larga è presente, sono molto basse le richieste di connessione da parte della cittadinanza. E’ chiaro che in questo momento di grande crisi, per uscire dal tunnel, è necessario uno sforzo congiunto di tutti unitamente ad un forte cambiamento di mentalità e ad una maggiore condivisione, ricercando l’innovazione e tentando di essere più creativi in ogni momento della giornata. E crederci: i miracoli si fanno con il sudore della fronte, con un atteggiamento mentale votato alla positività e con la passione”.

  • Protesta della Celere, l’attacco di De Pierro


    Roma – “Da parte nostra giunge ai poliziotti in agitazione la massima espressione di solidarietà.” Queste le prime parole del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia della protesta dei poliziotti del reparto Mobile di Roma a poche ore dal G8. Prosegue e attacca De Pierro: “Queste sono le prime conseguenze, e temo che molte ne verranno ancora alla luce, dovute a scelte politiche miopi e sconsiderate adottate dall’esecutivo in carica. Se riflettiamo su ciò che è stato fatto in un anno di quello che essi considerano un buon governo ad una disamina attenta e lontana dall’occhio mistificatore dei media asserviti al regime, emergono numerose contraddizioni che si rincorrono dando vita a un mero spettacolo da circo. Una campagna elettorale condotta su una presunta sicurezza inesistente ma che non è migliorata nonostante i numerosi proclami demagogici inizia a mettere a nudo ora l’incapacità gestionale di questi signori, politicanti e vacanzieri da villeggiatura istituzionale. Da un lato si è sbandierato un pericolo sicurezza e dall’altro contemporaneamente si sono tagliate ingenti risorse al comparto specifico, salvo poi organizzare la carnevalata dei militari per strada. Ancora più grave è l’aver congegnato un’abile campagna per ingenerare paure immotivate nella gente per poi servire il piatto forte della Lega vale a dire le ronde che spesso sono proprio i poliziotti a dover scortare e difendere”. Questo il polemico attacco del presidente dell’Italia dei Diritti a sostegno delle rimostranze della Celere il cui dissenso è ancora più significativo perché viene da un sindacato d’ispirazione di centrodestra di recente costituzione che ha provocatoriamente minacciato lo sciopero, normalmente vietato alle forze dell’ordine, per straordinari non pagati da mesi e turni massacranti. Proprio su questo tema l’affondo di De Pierro: “Siamo al teatrino: il mondo ride di noi ma gli organi mediatici accantonano questi problemi e ci offrono in pasto i gossip del premier. Cerchiamo di essere seri, la politica è una cosa troppo importante per lasciarla gestire a questi individui che si mostrano sul proscenio. La sicurezza dei cittadini deve essere garantita dallo Stato, non da ronde improvvisate che sono l’espediente che rivela l’incapacità gestionale, è ora di legittimare il lavoro delle Forze dell’ordine che sono gli unici apparati preposti e in grado di garantire l’incolumità della gente. Quindi – conclude De Pierro – aboliamo la mascherata dei soldati per strada perché non siamo in Colombia. Soffochiamo la vocazione ludica dei leghisti abolendo le ronde e restituiamo dignità e compensi adeguati agli operatori di polizia stanziando fondi più consistenti e aumentando il personale magari andando ad attingere nella folta schiera di raccomandati parcheggiati negli uffici burocratici. E’ ora che il Ministro Maroni dia una risposta seria alle forze di polizia che rappresenta istituzionalmente oppure dovremmo pensare che la loro sorte non gli stia poi così a cuore visto che sulla sua fedina penale, contraddizione tutta italiana, campeggia la macchia di una condanna per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale? ”.

  • Alla Vedani Carlo Metalli il “Premio Ambiente e Innovazione”


    Il 25 marzo, presso il Circolo della Stampa di Milano, la sezione lombarda di ANTA onlus ha presentato – con il patrocinio della Regione Lombardia – la prima edizione del “Premio Ambiente e Innovazione”. L’ANTA, Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente, nata nel 1987, promuove diverse iniziative a carattere locale, nazionale e internazionale e in questa occasione ha premiato l’impegno della Vedani Carlo Metalli nella salvaguardia dell’ambiente.
    Il premio è stato istituito per dare un riconoscimento alle aziende che si contraddistinguono in maniera concreta nella promozione e nella sensibilizzazione dei temi di efficienza energetica, riciclo e innovazione. La Vedani Carlo Metalli ha ottenuto questo importante riconoscimento grazie all’impegno costante nella realizzazione di impianti sempre più all’avanguardia per la difesa dell’ambiente, oltre che per la promozione di progetti educativi per insegnare agli alunni delle scuole elementari l’importanza del riciclo dell’alluminio nella salvaguardia del territorio.
    I criteri di selezione per l’assegnazione del premio sono stati i seguenti:
    • Produzione e consumi nell’ambito della sostenibilità ecologica;
    • Utilizzo di energie alternative;
    • Rispetto del protocollo di Kyoto per la produzione delle emissioni inquinanti;
    • Attuazione di comportamenti, politiche e protocolli per il rispetto dell’ambiente;
    • Ricerca e innovazione per il rispetto degli obiettivi di Kyoto.
    Il presidente della sezione regionale dell’ANTA Maurizio Santolini spiega: “Lo scopo del premio è incentivare tutti i soggetti pubblici e privati all’impegno per risolvere la crisi energetica e ambientale che l’Italia sta vivendo”. A ritirare il premio era presente Fabio Tordera, CFO della Vedani, storica azienda nata a Milano più di cento anni fa, che afferma: “Siamo molto soddisfatti di ricevere questo riconoscimento, ci dimostra che stiamo andando nella direzione giusta per la tutela dell’ambiente. Questo impegno può sembrare gravoso in tempi di difficoltà economica come quelli attuali, ma noi non abbiamo intenzione di abbandonare il nostro percorso nel momento in cui l’ambiente ne ha più bisogno”.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.