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  • Per 3 Italiani su 4 non è il momento giusto per vendere casa

    Milano, luglio 2012. La consueta indagine di Immobiliare.it su come cambia la percezione dell’andamento del mercato immobiliare registra, nel secondo trimestre 2012, un brusco aumento della percentuale degli italiani che credono che non sia il momento più adatto per vendere casa: il 74% del campione intervistato crede sia meglio tenersi stretto ciò che già possiede, temendo il pericolo di una svendita dei propri immobili.

    «In un contesto di difficoltà del settore, che negli ultimi mesi ha nuovamente registrato una forte contrazione dei volumi delle compravendite immobiliari, – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.iti piccoli proprietari italiani sono sempre più resistenti a mettere in vendita il proprio immobile, preoccupati del rischio di ricavarne meno del suo valore stimato.»

    Il dato emerge dalla pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php): uno strumento analitico creato per capire come varia la percezione degli Italiani riguardo all’andamento del mercato immobiliare. Quello che è il “sentiment” nazionale è ricavato dalle risposte di oltre 6.000 utenti, scelti perché hanno dimostrato un interesse nei confronti del tema casa, avendo nei tre mesi precedenti la rilevazione effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare.

    Una nota positiva, e solo apparentemente in controtendenza con la percezione della vendita nel settore, riguarda la propensione all’acquisto: dopo sei mesi di stallo al 45%, e un salto al 49% registrato ad aprile, adesso arriva al 52% la percentuale degli italiani che pensano che (nonostante la crisi, o forse proprio per questo motivo) sia un buon momento per comprare casa: gli ottimisti sono quindi la maggioranza, anche se il dato resta inferiore ai livelli di luglio 2011 in cui era al 54%.

    «Nonostante la contrazione dei consumi e la sempre maggiore difficoltà ad avere accesso al mutuo – continua Giordanochi guarda al mercato immobiliare sa che questo è un momento in cui è possibile fare investimenti vantaggiosi. Non siamo ancora ai livelli di ottimismo registrati un anno fa, anche per colpa del clima negativo che si è diffuso attorno all’Imu, ma la consapevolezza degli alti livelli di invenduto contribuiscono a far pensare che, per chi può, sia un’opportunità investire in modo mirato oggi nel mercato immobiliare.»

    Scende parimenti, proseguendo il trend avviato l’ultimo trimestre, la percentuale dei pessimisti, vale a dire coloro i quali ritengono sia questo un brutto momento per investire in un immobile: se ad aprile era il 18,6% scende ancora, fino al 16%. Stimiamo che, da un assoluto no, gradualmente si spostino verso gli attendisti, ovvero coloro che pensano sia meglio rimandare l’acquisto al prossimo anno. Quest’ultimi, infatti, risalgono: dal 18,3%, sono ora il 21%.

    Il miglioramento della propensione all’acquisto immobiliare è legato a doppio filo con la mutata percezione, rispetto al trimestre precedente, dell’andamento dei prezzi nel settore. Se nella rilevazione di aprile la percentuale di italiani che prevedeva una diminuzione dei prezzi di vendita era al 39,3%, l’ultima indagine segna il livello più alto mai raggiunto in un anno: per il 51% degli italiani, nei prossimi dodici mesi, comprare casa costerà di meno. Scende, di conseguenza, la quota di chi ipotizza una stabilità dei costi: è al 31,4%, mentre superava il 35% tre mesi fa.

    Le differenze regionali

    Comportamenti e percezioni differiscono anche in base alla regione italiana in cui si risiede. I più restii all’idea di vendere sono i Toscani (78,7%) ed i Veneti (77,5%), mentre i Calabresi (64,6%) e i Sardi (67,4%) si trovano, di contro, in fondo alla classifica. Se l’ultima rilevazione vedeva, invece, lo scettro dell’ottimismo in mano a Emilia Romagna e Toscana, adesso è la Lombardia la Regione in cui il sentiment è migliore: la regione arriva al 56,2%, seguita dalla Toscana che conferma il suo 56% di ottimisti. Resta in fondo alla classifica il Trentino Alto Adige, che nemmeno nel secondo trimestre dell’anno riesce a superare il 40%; d’altro canto, resta la regione in cui è più elevata l’idea che questo sia un buon momento per vendere casa.

    Qui di seguito trovate le classifiche delle Regioni italiane per quel che riguarda l’opportunità di vendere ed acquistare casa, secondo la rilevazione del secondo trimestre 2012:


    È un buon momento per comprare casa

    Lombardia

    56,2%

    Toscana

    56,0%

    Lazio

    55,2%

    Piemonte

    53,9%

    Umbria

    52,1%

    Emilia Romagna

    51,9%

    Calabria

    51,2%

    Marche

    51,1%

    Liguria

    50,2%

    Veneto

    50,1%

    Friuli Venezia Giulia

    49,5%

    Sardegna

    47,8%

    Abruzzo

    47,1%

    Sicilia

    45,7%

    Puglia

    44,8%

    Campania

    44,8%

    Trentino

    38,7%

    Non è un buon momento per vendere casa

    Toscana

    78,7%

    Veneto

    77,5%

    Lombardia

    76,2%

    Umbria

    76,1%

    Puglia

    75,4%

    Marche

    74,8%

    Friuli Venezia Giulia

    74,8%

    Liguria

    74,6%

    Lazio

    74,5%

    Trentino

    74,2%

    Piemonte

    73,9%

    Emilia Romagna

    72,6%

    Campania

    68,9%

    Abruzzo

    67,6%

    Sicilia

    67,4%

    Sardegna

    67,4%

    Calabria

    64,6%

  • Arriva l’Estate e nasce la prima App italiana per le Case Vacanza

    Da oggi anche in Italia è possibile cercare in mobilità l’alloggio ideale per le proprie vacanze. CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), il sito dedicato agli affitti turistici nato in seno al Gruppo Immobiliare.it, ha annunciato il lancio della sua applicazione per iPhone, la prima disponibile sul mercato in lingua italiana.

    Scaricabile gratuitamente tramite l’Apple Store (http://itunes.apple.com/it/app/casevacanza.it-case-vacanze/id531344617), dove gli utenti gli hanno già assegnato una valutazione superiore a 4/5, l’applicazione consente di navigare fra gli oltre 60.000 annunci disponibili in Italia e in Europa, cominciando con la selezione della meta desiderata, della sistemazione preferita (casa vacanze, B&B, agriturismo…) e delle date di arrivo e partenza.

    I risultati sono visualizzabili su mappa o lista, con foto e descrizione completa dell’immobile; gli annunci possono essere salvati fra i preferiti così come è possibile salvare i criteri di ricerca e ricevere via email le inserzioni corrispondenti. Tramite l’applicazione si può anche contattare direttamente il proponente, via telefono o posta elettronica.

    «Solo nell’ultimo anno la crescita del mobile in Italia è stata del 54% e milioni di italiani ogni mese usano le app per cercare casa o per organizzare le loro vacanze. – ha commentato Francesco Lorenzani, Responsabile CaseVacanza.it e a capo del team che ha sviluppato l’applicazione – Come leader di mercato abbiamo ritenuto importante dar loro uno strumento facile, utile e in italiano per risolvere il problema delle vacanze.»
    Dopo il rilascio della versione per iPhone, iPod touch e iPad, che arriva proprio nel momento di maggiore attenzione alla prenotazione delle ferie estive, sono allo studio ulteriori sviluppi per le altre piattaforme mobile.

  • Bunker antiatomico vendesi…online

    Piscina? Campo da tennis? Sala cinema? Tutti superati. Ora le ville extra lusso offrono altro: i bunker. Sulle pagine di Immobiliare.it, il più importante sito italiano di annunci immobiliari, nascosti in splendide ville in provincia di Pescara e Ravenna, sono in vendita addirittura due rifugi che, per esplicita dichiarazione dei proprietari, possono mettere chiunque al riparo da bombe, attacchi terroristici e persino…guerre batteriologiche. Per soli 750.000 euro si può diventare proprietari dell’immobile che si trova a Montesilvano, a pochi chilometri da Pescara (http://www.immobiliare.it/30267762-villa-in-vendita-Montesilvano.html) e che oltre a un doppio garage, una splendida vista sul mare, ben 3000 metri quadri di giardino privato e uno stabile separato per la servitù, sotto al corpo centrale della villa cela un bunker antiatomico le cui condizioni, specifica l’annuncio, sono buone. Se la possibilità di essere al riparo da attacchi atomici per voi non è abbastanza rassicurante, allora potreste decidere di orientarvi verso l’offerta disponibile a Riolo Terme, alle porte di Ravenna, dove per 1.800.000 euro si può acquistare un’ampia e lussuosa villa con parco secolare di proprietà, modernamente ristrutturata con finiture di pregio, arricchita da affreschi, dotata di ascensore interno per muoversi fra i vari livelli della casa, ma, soprattutto, di un bunker in grado di resistere ad attacchi atomici, batteriologici e chimici (http://www.immobiliare.it/21699753-villa-in-vendita-Riolo_Terme.html). In quest’area della villa, ovviamente posta al livello interrato, si accede solo dopo aver varcato la pesantissima porta in cemento armato di oltre un metro e dieci di spessore, e quando il pericolo sarà passato, potrete uscire all’aria aperta grazie al lungo tunnel sotterraneo che vi porterà all’esterno, nel parco. Vendere immobili di questo tipo non è certo facile, ma un benefit come un bunker non è da tutti e quindi, nonostante la villa di Riolo sia in vendita fin dal lontano 2007, il prezzo richiesto non è mai stato ribassato; anzi. Nell’ultimo anno è aumentato di qualche decina di migliaia di euro, in attesa dell’acquirente giusto, magari da trovare proprio online.

  • Milano, Area C: da inizio anno -18% per i prezzi di vendita di un box

    Se l’introduzione dell’Area C ha rivoluzionato il modo di vivere Milano, spingendo molti cittadini a utilizzare i mezzi pubblici invece che l’auto, le conseguenze si sono abbattute anche sul mercato dei box. Secondo Immobiliare.it (www.immobiliare.it), che ha analizzato oltre un migliaio di annunci di vendita o affitto di garage e posti macchina nella città di Milano, dall’introduzione del ticket d’ingresso nella cerchia dei Bastioni, i prezzi di vendita dei box auto collocati all’interno dell’Area C sono calati del 18%, mentre i canoni di locazione sono scesi del 10%.

    L’analisi, svolta confrontando i prezzi medi di dicembre (prima dell’introduzione della congestion charge) con quelli attuali, ha permesso di fare il punto su un settore che, tra crisi economica, rincaro della benzina e aumento dei costi RC auto, ha subito diversi scossoni. A fronte di un calo generale del 7% dei prezzi medi richiesti per l’acquisto di un box a Milano, i garage e i posti auto compresi all’interno dell’Area C hanno visto un deprezzamento maggiore: il loro -18% è decisamente significativo se confrontato con la diminuzione del 5% vissuta dai prezzi dei garage fuori dall’area di congestion charge.

    Non tutte le aree centrali, tuttavia, hanno risposto allo stesso modo al calo di interesse per il parcheggio in zona: ad esempio la rinomata zona di Corso Italia registra cali di oltre il 23% rispetto a dicembre, probabilmente anche legati alla sovra valutazione del passato. Sul fronte degli affitti, la situazione è molto simile: il canone medio richiesto per un box (con un solo posto auto) in città scende in pochi mesi di quasi l’8%, ma se fuori dell’Area C la riduzione si ferma al 6,2%, all’interno della zona con transito a pagamento il calo arriva al 10%. Anche in questo caso si notano andamenti non omogenei: la zona di Corso Europa, ad esempio, vede una contrazione pari al 14%.

    «Le conseguenze sul settore immobiliare dell’introduzione del ticket d’ingresso sono meno immediate, ma non meno interessanti degli effetti sul traffico di Milano – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. –La perdita di appeal di box e garage nelle aree soggette a pedaggio ha costretto i venditori e gli affittuari a ridurre i prezzi, pur di portare avanti le trattative; sono gli acquisti, in particolare, a risentire di più della situazione, perché nell’Area C le compravendite sono spesso finalizzate alla messa a rendita, non all’uso personale.»

  • Evviva i negozi, ma non nel mio palazzo!

    Si parla tanto di promozione del territorio attraverso il recupero dei negozi di prossimità, ma di fronte alla “convivenza forzata” con attività commerciali gli italiani storcono il naso. Secondo Immobiliare.it, che ha compiuto un’indagine su un campione di oltre 5.000 italiani alle prese con l’acquisto, la vendita o l’affitto di una casa, il 12% degli italiani ritiene che un’attività commerciale nel proprio palazzo, di qualsiasi tipo essa sia, rappresenti un problema, anziché una risorsa.

    «Le attività commerciali di piccole e piccolissime dimensioni – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.ithanno da sempre fatto da contorno alla vita quotidiana degli italiani; solo negli ultimi anni l’avvento della grande distribuzione organizzata, e decentrata in periferia, ha cambiato la struttura delle città. In questa situazione fare i conti con gli svantaggi, oltre che con i vantaggi evidenti legati all’avere attività commerciali e professionali nei pressi della propria abitazione, diventa più difficile.»

    Potendo scegliere, le attività che gli italiani vorrebbero avere nel loro palazzo sono soprattutto quelle di consulenza. Gli studi medici in primis (35%), seguiti da quelli professionali (30%): avere un avvocato, un commercialista o un notaio rappresenta un’attività che si è ben disposti a tollerare, per la tipologia di utenza, gli orari di apertura al pubblico e l’evidente comodità in caso di bisogno di un consulto. Seguono, a distanza, i supermercati (28%) e i centri estetici (23%, parrucchieri e barbieri compresi): indispensabili in caso di necessità e in grado di risolvere le quotidiane emergenze dell’ultimo minuto.

    Benaccette anche le pasticcerie – gradite dal 18% del campione, forse per il buon odore che si diffonde nel quartiere – gli asili nido (17%), indubbia risorsa per i genitori lavoratori, i bar tabacchi (17%) e i negozi di abbigliamento (15%). Evidentemente, non si tratta di strutture dalle aperture prolungate, né dalla clientela “fastidiosa”.

    La situazione si complica quando si chiede agli Italiani di indicare le attività commerciali che non vorrebbero mai avere nel proprio palazzo. Prevedibilmente sono i locali notturni a detenere il primato delle imprese più odiate, con il 61% del campione schierato contro queste attività. Rumori, clientela e orari d’apertura li rendono difficili da gestire da chi cerca, nella propria abitazione, prima di tutto la tranquillità. Nemici del silenzio sono poi le officine, detestate dal 38% del campione: meccanici, gommisti e elettrauto, nonostante la loro utilità evidente, rappresentano un vero e proprio incubo, per colpa dei rumori molesti che sono in grado di generare.

    Non solo rumori ma anche odori: sono bollate come inaccettabili le pescherie, al terzo posto della classifica con il 33% delle risposte, che addirittura precedono uno spauracchio classico della vita in condominio: i ristoranti take away (29%). Rosticcerie, paninoteche, pizzerie al trancio e venditori di kebab spaventano non solo per gli odori sgradevoli, ma anche e soprattutto per l’apertura notturna e per il rischio che il chiacchiericcio degli avventori arrivi a turbare il sonno della famiglia.

    Stupisce notare come alcune categorie commerciali ricorrano in entrambe le classifiche: gli studi medici, ad esempio, sono sia le attività commerciali meglio tollerate, sia nella decima posizione della classifica delle più odiate – segno di pareri discordanti tra chi è alle prese con la vita in condominio. Per molti, infatti, l’eccessivo andirivieni di pazienti e rappresentanti farmaceutici crea solo fastidio. Stesso discorso per gli asili nido: se sono comodi per molti (sono al sesto posto tra i preferiti), per il 12% del campione il vociare dei bambini durante il giorno può rivelarsi un incubo.

    « Gli italiani conoscono bene i vantaggi delle piccole imprese di prossimità –continua Giordanoma preferirebbero averle a “distanza di sicurezza”, per garantirsi maggiore quiete in casa.» Ecco di seguito la classifica delle attività commerciali che si preferirebbe avere nel proprio palazzo (gli intervistati potevano dare fino a 3 indicazioni):

    1

    Studi medici

    35%

    2

    Studi professionali e di consulenza

    30%

    3

    Supermercati

    28%

    4

    Centri estetici e parrucchieri

    23%

    5

    Pasticcerie

    18%

    6

    Asili nido

    17%

    7

    Bar tabacchi

    17%

    8

    Negozi di abbigliamento

    15%

    9

    Agenzie immobiliari

    15%

    10

    Lavanderie

    7%

    Questa, invece, la classifica degli esercizi commerciali che mai si vorrebbero nel proprio immobile (fino a 3 indicazioni):

    1

    Locali notturni

    61%

    2

    Officine meccaniche

    38%

    3

    Pescherie

    33%

    4

    Ristorazione take away

    29%

    5

    Falegnamerie

    26%

    6

    Ristoranti

    21%

    7

    Bed & breakfast

    13%

    8

    Asili nido

    12%

    9

    Studi veterinari

    11%

    10

    Studi medici

    5%

  • Con l’app di Immobiliare.it per iPhone la ricerca immobiliare si disegna su mappa.

    Le ricerche immobiliari mobile sono aumentate del 200% dallo scorso anno, di queste oltre il 75% è rappresentato da ricerche geolocalizzate: ecco alcuni dei numeri alla base della nuova versione dell’applicazione iPhone di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/mobile/iphone/) che, disponibile su App Store, permette agli utenti di ricercare gli immobili disegnando l’area su mappa direttamente attraverso lo schermo dell’iPhone.

    L’applicazione di Immobiliare.it, sviluppata interamente dallo staff tecnico interno all’azienda, è la prima in Europa e la seconda al mondo a permettere una ricerca di questo tipo ed è il frutto di un lavoro iniziato più di un anno fa.

    «Sin dal lancio della prima versione dell’applicazione per iPhone nel Novembre 2009» ha dichiarato Silvio Pagliani, Presidente di Gruppo Immobiliare.it «abbiamo notato che gran parte delle ricerche erano geolocalizzate. Le persone cercavano gli immobili vicini al luogo da cui si connettevano molto più di quanto ci aspettassimo. Era chiaro cosa volevano gli utenti, ma all’epoca la tecnologia sviluppata per il web non era pensata per questi scopi, così abbiamo deciso di crearla noi».

    All’inizio del 2011 è quindi iniziato il “progetto mappe”, che aveva come obiettivo quello di permettere un nuovo tipo di ricerca basato sull’area geografica, assolutamente rivoluzionario rispetto a quella tradizionale per parametri, comune e zona.

    «Come spesso accade per la tecnologia», ha continuato Pagliani, «la parte complessa è quella che non si vede. In questo caso la difficoltà era quella di creare un motore di ricerca che potesse essere utilizzato contemporaneamente da migliaia di persone con ricerche uniche, e a volte con geometrie molto complesse pur mantenendo grande velocità di risposta. E soprattutto sviluppare una nuova piattaforma utilizzabile anche sul sito web».

    Immobiliare.it ha sempre creduto nella ricerca su smartphone, impegnandosi nella creazione di applicazioni molto apprezzate dal pubblico: oltre 300.000 download e quasi 7.000 recensioni, con una valutazione media superiore a 4,5 stelle su 5 per le app sviluppate per Iphone, iPad e Android, hanno fatto di Immobiliare.it il marchio leader nel mobile del settore immobiliare italiano. La nuova versione dell’applicazione Immobiliare.it per iPhone segue il recente lancio di quella specifica per Android, per iPad e il sito mobile.

    Con questa mossa Immobiliare.it rafforza la sua leadership nella ricerca immobiliare tramite smartphone e tablet in Italia.

  • Immobiliare.it: gli italiani riprendono la via dell’ottimismo

    L’indagine di Immobiliare.it sulla percezione dell’andamento del mercato immobiliare registra nel primo trimestre del 2012 una leggera ripresa dell’ottimismo: dopo sei mesi in cui è rimasta ferma al 45%, la percentuale degli italiani che pensano che questo sia un buon momento per comprare casa sale al 49%. A luglio 2011 era al 54%, ma il tiepido segnale di ripresa fa ben sperare che il settore ritorni a muoversi. L’indice di fiducia dei consumatori (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php) è uno strumento messo in atto per monitorare periodicamente la percezione degli Italiani rispetto all’andamento del settore immobiliare; sulla base del giudizio di un campione di oltre 5.000 utenti che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, hanno dimostrato interesse al tema della casa, il portale riesce a interpretare il “sentiment” del mercato da una prospettiva privilegiata. «Sei mesi di stallo della fiducia degli Italiani – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itsono stati lo specchio della voglia di prudenza nei confronti della nostra vita, ancor prima del settore immobiliare; ma nell’ultimo semestre del 2011 il calo delle compravendite si è fermato, permettendo al mercato di riacquisire stabilità. Il nostro indice di fiducia, oggi, conferma la ripresa di una progettualità delle famiglie italiane.” Cos’è cambiato: i risultati dell’indagine Se la propensione degli italiani all’acquisto immobiliare cresce di 4 punti percentuali, l’analisi del portale rivela una conseguente riduzione di coloro che ritengono sia meglio rimandare gli investimenti al 2013 (18,3% vs 21,7%). Scende anche (ora è al 18,6%, era il 21% tre mesi prima) la percentuale dei pessimisti, che non ritengono questo un buon momento per comprare. Sul fronte della vendita si registra, di pari passo, un leggero calo della percentuale degli italiani che ritengono che non sia un buon momento per vendere. Se nelle rilevazioni di gennaio era salita al 71%, dopo tre mesi siamo al 69% (sei mesi fa eravamo al 66%). Preferirebbe attendere un anno, in attesa di giorni migliori, l’11,9% degli intervistati, più o meno come era nella rilevazione di sei mesi fa. Altro tema preso in esame da Immobiliare.it riguarda la percezione degli Italiani circa l’andamento dei prezzi degli immobili: mentre l’ultima indagine aveva registrato un forte aumento di circa dieci punti percentuali degli italiani che ritenevano plausibile un calo dei prezzi di vendita (erano il 47,4% del campione), il tiepido ottimismo riscontrato si ripercuote anche su questo criterio d’indagine, portando di nuovo questa percentuale sotto la soglia del 40% (39,3%, per la precisione). Aumentano, di contro, quelli che ipotizzano una sostanziale stabilità: sono il 35,5%, mentre a gennaio erano il 29% del campione. Le differenze regionaliNon tutta l’Italia guarda allo stesso modo i cambiamenti in corso nel mercato immobiliare. L’Umbria, che per sei mesi è stata prima in classifica in quanto a percezione positiva circa l’acquisto, pur registrando una sostanziale stabilità rispetto all’ultima rilevazione, viene superata da Emilia Romagna e Toscana: la prima arriva al 58,2%, mentre la seconda al 56,6%; entrambe guadagnano quasi sette punti in più rispetto a tre mesi fa. Brusco calo di fiducia per la Sardegna, che perde la seconda posizione in classifica e ben 12 punti. Di seguito le classifiche delle Regioni italiane circa l’opportunità di vendere e acquistare casa, aggiornate al primo trimestre 2012:

    è un buon momento per comprare casa

    Emilia Romagna

    58,2%

    Toscana

    56,6%

    Umbria

    54,6%

    Basilicata

    53, 3%

    Piemonte

    52,9%

    Lombardia

    52,3%

    Liguria

    50,9%

    Veneto

    50,2%

    Marche

    49,3%

    Lazio

    48,9%

    Sicilia

    45,1%

    Campania

    43,5%

    Calabria

    42,6%

    Puglia

    40,6%

    Friuli Venezia Giulia

    40,3%

    Sardegna

    40,0%

    Trentino

    40,0%

    Abruzzo

    29,8%

    Molise

    n.d.

    Valle d’Aosta

    n.d.

    è un buon momento per vendere casa

    Trentino

    28,0%

    Puglia

    15,0%

    Campania

    14,1%

    Sicilia

    12,2%

    Sardegna

    12,0%

    Friuli Venezia Giulia

    9,0%

    Abruzzo

    8,8%

    Calabria

    8,5%

    Liguria

    8,3%

    Lazio

    8,1%

    Piemonte

    8,1%

    Veneto

    7,9%

    Lombardia

    7,0%

    Basilicata

    6,7%

    Toscana

    5,8%

    Umbria

    5,5%

    Emilia Romagna

    5,4%

    Marche

    3,0%

    Molise

    n.d.

    Valle d’Aosta

    n.d.

  • Le difficoltà di una vacanza… diversa

    Fra pochi giorni sarà Pasqua e gli italiani partiranno per le vacanze; fra loro ci saranno anche molti dei quasi tre milioni di nostri connazionali affetti da disabilità, ma se sceglieranno di trascorrere le ferie in una casa per le vacanze dovranno cercarla con cura: secondo i dati rilevati da Immobiliare.it attraverso il suo sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it) solo il 28% delle strutture di questo tipo è in grado di accoglierli. «I disabili rappresentano il 5% della popolazione italiana, – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.itma quando si tratta dei fruitori di case vacanza la percentuale cresce arrivando al 7%; questo perché, teoricamente, è una soluzione molto adatta a chi è disabile, anche se nella pratica sono ancora troppo poche le strutture attrezzate.» Immobiliare.it ha preso in esame tanto la domanda (oltre 35.000 richieste effettuate nel segmento delle case vacanze durante le quattro settimane antecedenti la Pasqua), quanto l’offerta (più di 40.000 immobili messi in affitto parzialmente o in toto per brevi periodi) riuscendo a tracciare un quadro molto preciso. Chi è disabile raramente viaggia da solo o in coppia (8% delle richieste per appartamenti con 2 posti letto, a fronte di una media nazionale del 23%), mentre molto più spesso si muove con tutta la famiglia o, comunque, in gruppi numerosi; il 37% delle ricerche fatte da chi è costretto su una sedia a rotelle o viaggia con un portatore di handicap si concentra su soluzioni che offrano 6 o più posti letto a fronte di una media nazionale, per questo tipo di case vacanza, del 19%. Se nella vacanza normale l’optional più richiesto ad una casa presa in affitto è la piscina (23%), la vacanza per i diversamente abili impone che ci sia un parcheggio comodo (57%). Se si è disabili, spesso si va in vacanza col proprio animale e allora diventa fondamentale che la casa possa ospitare anche lui; in questo segmento aumenta del 3% la richiesta di disponibilità ad alloggiare anche i cani o, comunque, altri animali. Dal lato dell’offerta per i disabili, il primato dell’ospitalità spetta all’Emilia Romagna e nello specifico alla Riviera Romagnola, dove ben il 42% delle case vacanza è in grado di offrire ferie confortevoli a chi è affetto da disabilità motoria. Seguono a ruota il Veneto (38% sulla Costa veneziana) e la Toscana (38% sulla Costa etrusca e 36% in Versilia). Le dolenti note arrivano con i prezzi. Se è vero che in alcune zone d’Italia la presenza di elementi funzionali al soggiorno di chi soffre di disabilità motoria non implica alcun rincaro (è il caso ad esempio della costa orientale del Friuli o, ancora, della costa veneziana), in media affittare una casa vacanza attrezzata per ospitare chi si muove in sedia a rotelle costa il 5% in più, con picchi del 12% in Campania (Costiera Amalfitana) e in Calabria (Costa Viola) e dell’ 11% in Basilicata (Metaponto). Ecco, nel dettaglio, la percentuale di offerte con accesso per disabili in alcune delle località prese in esame:

    REGIONE

    AREA

    % OFFERTE ACCESSO DISABILI

    Emilia R.

    Riviera romagnola

    42%

    Veneto

    Costa Veneziana

    38%

    Toscana

    Costa Etrusca

    38%

    Friuli V.G.

    Costa Orientale

    37%

    Toscana

    Versilia

    36%

    Trentino A.A.

    Dolomiti

    32%

    Liguria

    Riviera Occidentale

    31%

    Lazio

    Circeo

    29%

    Lombardia

    Bormio

    29%

    Marche

    Riviera del Conero

    27%

    Liguria

    Cinque Terre (Riviera Orientale)

    25%

    Piemonte

    Valli Olimpiche

    25%

    Sardegna

    Villasimius – Costa Rei

    24%

    Puglia

    Salento

    23%

    Sardegna

    Costa Smeralda

    23%

    Abruzzo

    Costa Teatina e dei Trabocchi

    21%

    Puglia

    Gargano

    21%

    Sicilia

    Costa Sud

    20%

    Sicilia

    Costa Nord

    19%

    Sicilia

    Costa Orientale

    18%

    Campania

    Costiera Amalfitana

    17%

    Basilicata

    Metaponto

    17%

    Calabria

    Costa degli Dei

    16%

    Calabria

    Costa Viola

    15%

    Fonte: Ufficio Studi Immobiliare.it attraverso CaseVacanza.it

  • C’è la crisi? Vado a vivere in garage!

    Fare di necessità virtù, in tempi di crisi, è trendy. Lo sanno bene gli italiani che, secondo quanto rilevato da Immobiliare.it, sempre di più provano a riconvertire gli immobili in loro possesso pur di trovare nuovi acquirenti.

    E così il garage o il negozio diventano casa: vetrine e saracinesche spariscono e gli alti soffitti vengono sfruttati con soppalchi e eleganti scale a chiocciola. Concentrandoci sui soli locali commerciali, ben il 12% degli annunci relativi a spazi di questo tipo riporta la possibilità di riconversione in abitazione.

    «La grande distribuzione sta soffocando il commercio al dettaglio – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.ite i negozi lungo le vie cittadine perdono di interesse, con un conseguente crollo della domanda per questi locali (-12% nell’ultimo anno). Da ciò deriva la loro trasformazione in veri e propri loft cittadini, simili agli spazi industriali dismessi da cui da anni si ricavano abitazioni di pregio, ma molto più piccoli e centrali

    È il taglio medio di questi immobili (tra i 50 e i 100 mq) a renderli così appetibili: per chi compra o affitta rappresentano la possibilità di avere un bilocale con un risparmio medio di oltre il 10% sia sul prezzo a metro quadro, sia sul canone d’affitto. Non solo negozi e uffici, però: anche un garage si può trasformare in un loft.

    Ormai i box vengono realizzati nei sotterranei dei palazzi, ma quelli costruiti fino a 20 anni fa sono a livello strada e dietro alle loro saracinesche si nascondono ampi spazi, semplici da personalizzare e di facile trasformazione in ambienti di design. I numeri provano l’aumento delle conversioni di negozi e garage: tra i 700.000 annunci presenti su Immobiliare.it la presenza di loft è cresciuta nell’ultimo anno, mediamente, del 5%, con picchi del 9% a Bologna e del 7% a Torino. Le due metropoli italiane, Milano e Roma, non registrano in questo periodo grandi cambiamenti perché il processo è, per la carenza di spazi, in corso da tempo.

    Stesso trend in ascesa è registrato dalle riconversioni delle vecchie soffitte in mansarde. Questi locali, usati in passato come depositi, vengono trasformati – vista la penuria di spazi nelle zone più centrali e l’esigenza di aumentare i ricavi da parte dei proprietari – in unità abitative vere e proprie, in cui la mancanza di alcuni servizi, come l’ascensore, permette a chi compra o affitta di risparmiare tra il 10 e il 20% rispetto ad un appartamento nella stessa zona. In confronto ad un anno fa, l’offerta delle mansarde è cresciuta di quasi il 7%, con picchi nelle città di medie dimensioni come Firenze (+10%) e Parma (+9%).

    «Attenzione ai vincoli – continua Giordano che riguardano la categoria catastale dell’immobile che si intende acquistare: se si tratta di un loft, accatastato come C3, non vi si potrà prendere la residenza ed ottenere un mutuo prima casa; se parliamo di una mansarda è da verificare che ci sia l’abitabilità e tenere a mente che, per via dei tetti spioventi, i metri quadri commerciali si riducono di molto rispetto alla superficie

    La normativa per il cambio d’uso dell’immobile fa riferimento al Testo Unico dell’edilizia, ma occorre considerare i piani regolatori dei singoli comuni, che di volta in volta determinano procedure diverse per ottenere il cambio catastale. Ecco di seguito la riduzione dei prezzi di vendita e di affitto per mansarde e loft, rispetto ad un appartamento tradizionale, in un campione delle città analizzate:

    Vendita euro / mq

    Comune
    Appartamento

    Mansarda

    Loft

    Bologna
    € 3.300
    € 3.050

    -8%

    € 3.100

    -6%

    Brescia
    € 2.850
    € 2.450

    -14%

    € 2.500

    -12%

    Cagliari
    € 2.700
    € 2.200

    -19%

    € 2.400

    -11%

    Firenze
    € 4.100
    € 3.650

    -11%

    € 3.400

    -17%

    Genova
    € 2.900
    € 2.700

    -7%

    € 2.550

    -12%

    Milano
    € 4.200
    € 3.950

    -6%

    € 3.800

    -10%

    Napoli
    € 3.300
    € 2.950

    -11%

    € 2.800

    -15%

    Padova
    € 2.850
    € 2.450

    -14%

    € 2.400

    -16%

    Pisa
    € 3.400
    € 3.100

    -9%

    € 3.100

    -9%

    Roma
    € 4.800
    € 4.300

    -10%

    € 4.450

    -7%

    Torino
    € 2.650
    € 2.400

    -9%

    € 2.450

    -8%

    Verona
    € 2.500
    € 2.350

    -6%

    € 2.300

    -8%

    Affitto bilocale euro / mese

    Comune
    Appartamento

    Mansarda

    Loft

    Bologna
    € 730
    € 685

    -6%

    € 675

    -8%

    Brescia
    € 540
    € 475

    -12%

    € 465

    -14%

    Cagliari
    € 550
    € 485

    -12%

    € 450

    -18%

    Firenze
    € 840
    € 695

    -17%

    € 750

    -11%

    Genova
    € 580
    € 510

    -12%

    € 540

    -7%

    Milano
    € 840
    € 760

    -10%

    € 790

    -6%

    Napoli
    € 540
    € 460

    -15%

    € 480

    -11%

    Padova
    € 570
    € 480

    -16%

    € 490

    -14%

    Pisa
    € 630
    € 575

    -9%

    € 575

    -9%

    Roma
    € 820
    € 760

    -7%

    € 735

    -10%

    Torino
    € 590
    € 545

    -8%

    € 535

    -9%

    Verona
    € 520
    € 480

    -8%

    € 490

    -6%

  • Immobiliare.it porta in TV e online il sogno degli Italiani

    Trovare la casa che desideri è un sogno che si realizza, ed Immobiliare.it è partner giusto a cui affidarsi.Questo perché su Immobiliare.it è disponibile la più grande offerta di immobili, da privati, agenzie e costruttori. Non resta che scegliere.

    Questo è il messaggio dello spot TV e online di Immobiliare.it creato in collaborazione con l’agenzia PicNic e la casa di produzione Cow&Boys (regista Riccardo Paoletti), intitolato proprio “Il sogno che si realizza” on air in questi giorni.

    “La ricerca della casa è un momento della nostra vita molto coinvolgente perché si sceglie dove si andrà a vivere per i prossimi anni.” spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it “Purtroppo, anche alla luce del fatto che oggi la ricerca dura più di sette mesi, si trasforma in un periodo di forte stress. Immobiliare.it aiuta invece i suoi visitatori a riportarlo ad essere un sogno emozionante.”

    La ricerca coinvolge tutto il nucleo familiare ed è proprio alle famiglie ed ai giovani che Immobiliare.it ha pensato nello scegliere i canali di diffusione del filmato che, girato sulla spiaggia di Sabaudia, verrà trasmesso sulla piattaforma Sky e pubblicizzato su YouTube; due media quanto mai affini ai target di riferimento.

    Per il video si è scelto un’ambientazione surreale, quasi onirica, in cui Immobiliare.it prende vita per essere il partner ideale nella ricerca della casa e aiutare la protagonista del film a trovare l’immobile giusto per lei e la sua famiglia.

    Lo spot è molto importante anche per il mondo pubblicitario trattandosi del primo lavoro dell’agenzia PicNic che, anticipata nella sua creatività proprio dal film di Immobiliare.it, sarà presentata ufficialmente il prossimo 14 Marzo.

    Scheda Tecnica:

    Agenzia Creativa: PicNic

    Casa di Produzione: Cow&Boys

    Produttore Esecutivo: Lorenzo Borsetti Regista: Riccardo Paoletti