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  • Rallenta il calo dei prezzi medi di vendita degli immobili in Italia: -0,6% in sei mesi

    Segnali che fanno tirare un primo sospiro di sollievo, quelli relativi al mercato immobiliare nel primo semestre dell’anno: i segni restano negativi, ma il calo dei prezzi del comparto residenziale sembra prossimo ad arrestarsi e a ridare stabilità all’intero settore. È questo il primo dato emerso nell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo al primo semestre del 2013.
    Se a livello nazionale il prezzo medio degli immobili in vendita è diminuito del 3,2% su base annua (da giugno 2012 a giugno 2013), la contrazione dello 0,6% nella prima parte dell’anno porta a leggere con meno apprensione del solito i dati sul mattone.
    «Prosegue la flessione dei prezzi in tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it – ma le città con più di 250.000 abitanti e gli immobili in vendita nel Nord del Paese aiutano a tenere questa contrazione sotto l’1%. A settembre 2013 il prezzo medio ponderato degli immobili residenziali italiani si è assestato intorno ai 2.700 € per metro quadro».
    Nord, Centro e Sud, grandi e piccole città
    Analizzando i dati relativi alle macro aree del Paese, il primo semestre dell’anno ribalta i risultati della rilevazione precedente: se erano state le regioni meridionali quelle che avevano difeso meglio il valore immobiliare nel 2012, sono adesso le regioni del Nord ad avere la flessione più bassa del semestre (-0,1%), mentre nel Centro Italia la diminuzione è stata distribuita in parte nei sei mesi (-0,8%) ed in parte nell’anno (-3,5%).
    In numeri: a giugno per l’acquisto di un appartamento al Nord si sono spesi in media 2.768 €/mq, al Centro 3.328 €/mq; al Sud 2.093 €/mq.
    Interessante rilevare come anche le città più grandi (quelle oltre 250.000 abitanti) siano riuscite, nel corso dell’anno, ad arrestare la contrazione dei prezzi: per loro il primo semestre segna una generale stazionarietà (-0,1%), mentre il confronto con un anno fa rivela come i prezzi siano calati del 3,0%. Discorso diverso per i capoluoghi di provincia con meno di 250.000 abitanti: qui il calo semestrale è stato più forte (-1,4%), fenomeno che fa il paio con il -3,6% del confronto con giugno 2012.
    Affitti e Compravendite, domanda e offerta
    La bella notizia del semestre è legata alla crescita della domanda di immobili: tanto le domande di compravendita quanto quelle di locazione tornano a salire. Dopo una flessione iniziata nello scorso semestre e proseguita fino ad aprile 2013, da maggio si è registrata una netta inversione di tendenza della domanda locativa, cresciuta del 9% nell’ultimo semestre; più regolare la domanda di immobili in vendita, che è cresciuta lentamente, ma in modo costante (+7% nel semestre). Questo incremento si spiega anche con la presenza di una parte di domanda non soddisfatta negli ultimi anni, che si è sommata alla nuova domanda. Le rilevazioni sono in perfetta linea con i dati più recenti sui mutui per acquisto casa: anche qui, per quel che riguarda gli ultimi due mesi, si è sottolineata una leggera ripresa della domanda di finanziamento.
    Per quel che concerne l’offerta (sia essa di locazione o di vendita), la crescita iniziata ad ottobre 2012 è proseguita senza sosta: nel primo semestre del 2013 gli indici dell’offerta in vendita e in locazione sono cresciuti rispettivamente del 5% e di oltre il 12%. Va detto, tuttavia, che la disponibilità sul mercato di immobili in vendita resta di molto superiore a quella di immobili in locazione, data la scarsa propensione degli Italiani ad affittare una loro proprietà: evidentemente, la tradizionale diffidenza degli italiani a locare sta lasciando spazio ad un maggior bisogno di mettere a reddito gli immobili, bisogno che si unisce ad un accresciuto timore per quel che riguarda le tasse da pagare sugli immobili sfitti.
    Le più care e le meno costose
    Per quanto riguarda i prezzi medi richiesti per l’acquisto di un appartamento nei nostri capoluoghi di regione, i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, relativi a settembre 2013, non riservano grosse sorprese: le città capoluogo più care sono quelle d’arte. Pur con un forte calo rispetto ad un anno fa Roma è ancora prima (3.970€, -8,1% nell’anno, -4,4% nel semestre); la città supera Firenze, che si ferma a 3.772€ al metro quadro (-4,5% nell’anno, -2,9% nei sei mesi). A seguire troviamo Milano che, registrando una flessione dei prezzi del 2% nell’anno e dell’1,3% nel primo semestre, arriva a 3.660€.
    Le meno care, invece, sono Catanzaro (1.273€ al mq, in flessione del 12,1% nel primo semestre 2013) e Perugia (1.651€ per mq, con prezzi in calo del 2,8% nel corso del primo semestre).
    La città capoluogo di regione che segna, nell’ultimo anno, la crescita maggiore dei prezzi richiesti per gli appartamenti è L’Aquila (+5,7%), quella che ha subito la contrazione maggiore, invece, è Venezia (-12,8%), trainata dalla forte diminuzione dei prezzi di Mestre.

  • Vendesi cinema italiano

    Nella settimana in cui il cinema italiano (ma non solo) si mette sotto i riflettori, grazie all’edizione numero 70 del Festival del Cinema di Venezia, si torna a parlare del magico mondo delle sale cinematografiche, che da tempo soffrono di una crisi tanto profonda da chiamare in causa il settore immobiliare. Il portale Immobiliare.it (www.immobiliare.it) ha analizzato il suo database di oltre 800 mila annunci, scoprendo che le sale cinematografiche in vendita non sono più una rarità, ma sempre più si vendono online.
    A Milano, ad esempio, è in vendita l’ex cinema Maestoso: sul mercato da diversi anni, è pronto a trasformarsi in una nuova attività commerciale che, magari, ne sfrutti l’insonorizzazione su tutti i lati dell’edificio. Grande ben 1900 metri quadri, potrebbe essere frazionato e destinato a più attività commerciali in contemporanea. Il bene è in saldo: la cifra iniziale, di 1.750.000 euro, si è ormai ridotta a soli 795.000 euro.
    A Roma, nel quartiere africano, è in vendita un ex-cinema da 750 posti e grande oltre 1800 mq. L’immobile è in ottime condizioni e potrebbe tornare in pochissimi passi ai fasti di un tempo, benché esista già il via libera del Comune di Roma al cambio di destinazione d’uso (50% commerciale, 50% attività culturale). Le trattative per la vendita sono riservate.
    A Latina, invece, è in vendita lo storico cinema Giacomini: in pieno centro è possibile rilevare un immobile di oltre duemila metri quadri. Difficile pensare che il compratore sceglierà di puntare al business della cinematografia, piuttosto è probabile che diventi un centro commerciale, una palestra o che dia spazio ad attività commerciali diverse. Prezzo? Circa quattro milioni di euro.
    La svendita delle sale cinematografiche è un fenomeno non solo delle città: a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) è in vendita l’ex cinema Maya: un immobile di oltre mille metri quadri dotato anche di uffici e giardino. La cifra è un vero affare: bastano 650mila euro per accaparrarselo. Ne serviranno molti di più, 1.100.000 euro, per acquistare l’ex cinema Golden di Legnano (MI): composto da 1.100 metri quadri su due livelli, e dotato di ampio parcheggio, potrebbe, secondo il venditore, trasformarsi in una discoteca, in un supermercato, una palestra, una sala giochi e, perché no, persino in una chiesa.
    Non manca, poi, chi ha già trasformato il cinema in strutture del tutto nuove, magari frazionando gli ampi spazi che un tempo erano necessari per le proiezioni: ad Altedo, frazione del comune di Malalbergo (BO) l’ex cinema del paese è ora una villa di pregio (in vendita), dotata di ogni comfort, con travi a vista e luminosi soppalchi. Diversi sono poi gli esempi di vecchi cinema ormai divisi in più unità immobiliari, e messi sul mercato in maniera indipendente.
    È pronto da tempo a trasformarsi in un supermercato uno dei locali più chiacchierati della città di Brescia: parliamo del noto cinema Ideal, regno delle pellicole “hard”. I film a luci rosse al cinema non hanno più seguito, sostituite dall’home video prima e da internet poi, così l’immobile – che era di proprietà di un imprenditore dell’hard “mentore” anche di Moana Pozzi e Cicciolina – è sul mercato e disponibile a trasformarsi in un complesso residenziale o, alla peggio, in un centro commerciale.

  • Mercato immobiliare: Sud cauto, ma al Nord (e tra le donne) torna la fiducia

    Il secondo trimestre del 2013 continua a segnare un ritorno di fiducia nei confronti del mercato immobiliare, con il Nord Italia più ottimista; secondo l’analisi di Immobiliare.it, se a livello nazionale la percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa è pari al 56% (era il 51% a luglio 2012), tra le regioni del Nord la percentuale arriva addirittura al 58%. Le regioni del Sud, di contro, sono molto più “tiepide”: lì la percentuale resta ferma al 53%.

    Questo è il dato più significativo ad emergere dall’analisi di Immobiliare.it sull’indice di fiducia dei consumatori (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php), uno strumento che monitora trimestralmente come cambia la percezione degli Italiani circa l’andamento del settore; si interpreta il “sentiment” del mercato analizzando le risposte di un campione di oltre 5.000 utenti del sito che, avendo nei tre mesi precedenti effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, hanno mostrato interesse verso il tema mattone.

    «Come per la rilevazione del primo trimestre, anche a metà del 2013 emerge una buona consapevolezza che questo sia un momento interessante per chi punta ad investire nel real estate – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.ite la differenza di “ottimismo” tra Nord e Sud è diretta conseguenza delle difficoltà che le diverse aree del nostro Paese stanno vivendo in questi anni di crisi. Segnaliamo altresì che resta forte, e costante, l’idea che vendere ciò che già si possiede sia una scelta poco previdente, viste le difficoltà a trovare un acquirente e il rischio di non ricavare quanto auspicato.»

    Se rimane stabile rispetto al 2012 la percentuale degli italiani che pensano non sia un buon momento per vendere casa (74,6% a luglio 2013 vs 74% a luglio 2012), quelli convinti del contrario sono il 12,3% del totale; l’8,7% degli intervistati, invece, preferirebbe attendere un altro anno per vendere.

    Rispetto allo scorso anno, aumentano di ben 7 punti percentuali gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto: per il 28,4% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici mesi, per potersi muovere in un contesto economico più sereno.

    Interessante notare che l’opinione delle donne è molto più schierata rispetto a quella del campione maschile: non è il momento per liberarsi di un immobile per ben l’80% del campione (mentre per gli uomini la percentuale è solo del 72%), a pensarla in maniera opposta è solo l’8% dell’universo femminile. Di contro, sul versante dell’acquisto, sono convinte che sia il momento giusto per investire ben il 62% delle donne, contro un più moderato 54% del campione maschile.

    Per quel che concerne, invece, l’idea dell’evoluzione prezzi degli immobili gli italiani sembrano avere le idee chiare: il 57,4% del campione intervistato è convinto che questi caleranno ancora (era 51% dodici mesi fa). Se non si rilevano differenze di percezione dal punto di vista dell’appartenenza territoriale, più interessanti sono le variazioni in base al sesso: per il 59% degli uomini i prezzi caleranno (solo il 53,6% delle donne la pensa allo stesso modo), mentre le donne dimostrano un atteggiamento più cauto, visto che tra loro si fa alta la percentuale di coloro che prefigurano una certa stabilità dei prezzi (quasi il 30%).

    Segnaliamo, in ultimo, che per oltre il 9% del campione la contrazione dei prezzi degli immobili si è già conclusa, le cifre degli immobili torneranno a gonfiarsi.

  • Valeria Marini e Dario Argento: nelle loro case gli italiani non vivrebbero

    Le case dei vip riempiono le pagine dei giornali e rappresentano un sogno ad occhi aperti per tutti i comuni mortali. Ma vivremmo davvero in una casa “famosa”? È questa la domanda che Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader dell’immobiliare online, ha fatto agli italiani, indagando sui gusti della nazione in fatto di case vip.

    Dal sondaggio – condotto su un campione di 5.000 utenti del sito – emerge che il 52% degli italiani vivrebbe volentieri nella casa in cui ha vissuto un personaggio famoso. Vuoi per il valore aggiunto che un proprietario celebre offrirebbe all’immobile, vuoi per l’orgoglio di aver diviso il proprio tetto con un vip, vuoi ancora per la possibilità di ambire al lusso riservato a pochi, ma le case dei personaggi più famosi fanno davvero gola.

    Ma a casa di chi vorrebbero vivere gli italiani? Al primo posto troviamo uno dei geni della storia del nostro Paese, Leonardo da Vinci: vivere nella sua abitazione rappresenterebbe davvero una nota d’orgoglio, oltre che la certezza di abitare in un pezzo di storia della nostra cultura. Se la storia è al primo posto, al secondo posto vi è la fiction: è la casa di Salvo Montalbano – il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri e della fiction TV – a trovarsi sul podio delle case preferite. In effetti, offre un panorama mozzafiato e intrighi a portata di mano: quale cocktail migliore? Al terzo posto, la casa di Silvio Berlusconi: non è chiaro se si tratti di Palazzo Grazioli o Villa Certosa, ma evidentemente agli italiani interessano il lusso e il prestigio di certi immobili.

    Seguono, nella classifica delle case più ambite, la Casa Bianca – significherebbe essere il presidente degli Stati Uniti, cosa volere di più? – e quella in cui vivono Francesco Totti e Ilary Blasi (perché di certo è dotata di un’area relax e fitness degna di una Spa). Tra le case più ambite, quella di Carlo Cracco – forse per la sua cucina – Buckingham Palace, la residenza di Elisabetta d’Inghilterra, la casa di Roberto Bolle, quella di Madonna e quella della regina della TV italiana, Raffaella Carrà.

    Dove, invece, gli italiani non vivrebbero mai? Quel che emerge tra i nomi citati è che gli italiani non amano il kitsch: è la casa di Valeria Marini quella più “temuta”, forse per via dello stile troppo da bambola a cui la soubrette ci ha abituati. Secondo in classifica è il regista Dario Argento, temendo che la sua abitazione sia costruita come se fosse il set di uno dei suoi film dell’orrore. In terza posizione c’è Bruno Vespa, forse per paura di ritrovarsi davanti al portone dei politici alla ricerca della “Terza Camera”.

    Tra i nomi presenti in classifica troviamo Beppe Grillo – magari la Rete lo spia anche a casa – la coppia composta da Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, Paolo Limiti e Barbara d’Urso. Teatro di troppi litigi, e quindi poco desiderabile, la casa di Al Bano e Loredana Lecciso. Tra i nomi più invisi anche quello di Teo Mammuccari e quello di Licia Colò: paura di trovare in casa qualche animale selvatico?

    Tuttavia, sono pochi quelli disposti a pagare di più pur di vivere in una casa che ha segnato la vita di un personaggio celebre: solo il 24% del campione, la maggioranza dei quali chiuderebbe un occhio (arrivando a pagare anche il 10% in più rispetto al valore di mercato dell’immobile) solo qualora il vip in questione fosse davvero meritevole di questo sacrificio. Per il 76% degli italiani, invece, non c’è vip che tenga. Nota di colore: le donne si rivelano più disinteressate degli uomini al mondo delle celebrità, tra loro infatti questa percentuale supera l’80%.

    Chi non considera con piacere l’idea di vivere nella casa che ha dato i natali o in cui ha vissuto una celebrità è chiaro nelle motivazioni: per il 43% la casa deve avere il massimo della privacy ed un passato così ingombrante non la garantirebbe di certo; il 35%, invece, non vorrebbe associare la propria vita a quella di un personaggio famoso, mentre il 21% un passato così “ingombrante” non permetterebbe di modificare l’immobile a proprio piacimento.

    Di seguito le tabelle riassuntive:

    Nella casa di quale personaggio famoso vorresti vivere?

    Leonardo da Vinci

    26%

    Salvo Montalbano

    17%

    Silvio Berlusconi

    15%

    La Casa Bianca

    12%

    Francesco Totti-Ilary Blasi

    8%

    Carlo Cracco

    6%

    Elisabetta d’Inghilterra

    6%

    Roberto Bolle

    4%

    Madonna

    3%

    Raffaella Carrà

    1%

    Nella casa di quale personaggio famoso non vivresti mai?

    Valeria Marini

    24%

    Dario Argento

    19%

    Bruno Vespa

    13%

    Beppe Grillo

    10%

    Flavio Briatore-Elisabetta Gregoraci

    9%

    Paolo Limiti

    7%

    Barbara d’Urso

    7%

    Al Bano-Loredana Lecciso

    5%

    Teo Mammuccari

    3%

    Licia Colò

    2%

  • Immobiliare.it, in collaborazione con Nokia, lancia la app per Windows Phone

    Immobiliare.it continua nella sua strategia di innovazione e di investimento nel settore mobile lanciando l’app che permette la ricerca immobiliare anche su piattaforma Windows Phone, in collaborazione con Nokia (http://www.immobiliare.it/mobile/windowsphone/). Immobiliare.it è stato identificato da Nokia come portale di riferimento in Italia per la ricerca immobiliare: la collaborazione ha portato allo sviluppo di un’app creata per la piattaforma Windows Phone e ottimizzata per la gamma Nokia Lumia.

    «Siamo felici che Nokia abbia scelto noi come partner per la ricerca di immobiliare – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it. – L’applicazione ha già riscosso un’ottima accoglienza presso gli utenti, con una valutazione media di 4,5 su un massimo di 5. Guardiamo con grande attenzione alle potenzialità che la piattaforma Windows Phone sta dimostrando».

    L’applicazione di Immobiliare.it permette la ricerca degli immobili sulla base delle caratteristiche impostate, la visualizzazione della posizione su mappa, delle foto, dei dettagli, e offre la possibilità di contattare l’agenzia immobiliare o il privato che propone l’immobile. La versione appena lanciata permette anche la condivisione degli annunci grazie alle Live Tile; inoltre, è possibile visualizzare i nuovi annunci per le ricerche salvate direttamente su Start.

    «La collaborazione con Immobiliare.it rientra nella nostra strategia di offrire applicazioni con contenuti e servizi di qualità ai clienti Nokia in Italia – ha dichiarato Frangino Lucarini, partner manager Nokia – e l’accoglienza dimostrata dai nostri clienti all’applicazione dimostra che stiamo andando nella giusta direzione».

    Quel che è certo è che la ricerca immobiliare si sta spostando sempre più su dispositivi mobili: nel mese di maggio oltre il 25% degli accessi giornalieri su Immobiliare.it è stato effettuato da smartphone e tablet, tramite applicazioni o sito web mobile, con punte superiori al 35% nel weekend.

    Con il lancio dell’app per Windows Phone, Immobiliare.it espande ulteriormente la propria presenza su piattaforme mobili: con oltre 800.000 download e più di 16.000 recensioni con una valutazione media superiore a 4,5 su 5, è il riferimento in Italia per la ricerca di immobili anche attraverso smartphone e tablet.

  • Estate 2013: giugno in Emilia Romagna, luglio e agosto in Puglia

    Vacanze low cost, vacanze in Italia. È questo il trend che emerge leggendo le prenotazioni per l’estate in arrivo: Casevacanza.it (www.casevacanza.it), portale di Gruppo Immobiliare.it rivolto agli affitti turistici, ha analizzato le prenotazioni effettuate per il periodo estivo, scoprendo che chi è interessato ad una casa vacanza per i prossimi mesi ha già scelto dove andare, in Salento e Romagna in primis.

    «Analizzando la domanda di affitti a breve termine per i mesi di giugno, luglio e agosto – ha dichiarato Francesco Lorenzani, responsabile di Casevacanza.itsono già evidenti le mete scelte da chi ha optato per questa tipologia di struttura ricettiva, sempre più in voga tra gli Italiani: si privilegiano le località marittime, facilmente raggiungibili in auto o treno e con proposte di relax per tutta le età.»

    Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Liguria: sono queste le regioni in cui si concentra la domanda di case vacanza. Offerte turistiche differenti per rispondere a bisogni che cambiano in base al mese in cui si viaggia. Perché chi va in vacanza a giugno cerca cose diverse rispetto a chi si sposta a Ferragosto.

    Nel dettaglio, a giugno è l’Emilia Romagna la Regione che ha ricevuto il maggior numero di prenotazioni: Riccione la località in assoluto più ambita, seguita da Cattolica e Rimini. Porto Cesareo e Gallipoli (entrambe in provincia di Lecce) sono rispettivamente seconda e terza località nella classifica di giugno, ma rappresentano un’eccezione per la Puglia, che brilla di più ad estate inoltrata. Bene la Toscana: fra le trenta località con più prenotazioni troviamo San Vincenzo (Livorno), Follonica e Castiglione della Pescaia (Grosseto), oltre a località della Versilia come Lido di Camaiore, Viareggio e Marina di Pietrasanta (Lucca). Tante le prenotazioni per la Liguria: le città più richieste sono Diano Marina (IM), Loano e Varazze (SV).

    A luglio, invece, si assiste a una sostanziale parità tra Puglia ed Emilia Romagna: Gallipoli è la meta più ricercata, superando Riccione che in questo mese è seconda per numero di prenotazioni. Bene anche le località di Porto Cesareo, Vieste (sul Gargano) e Otranto (LE). Quarta è San Teodoro (OT), una delle località più suggestive della Sardegna. Ancora buoni risultati per Follonica, ma anche cittadine marchigiane come Numana, San Benedetto del Tronto e Senigallia.

    Ad agosto però non c’è partita, è il Salento la meta prediletta dagli italiani e l’analisi di Casevacanza.it lo dimostra: fra le prime trenta località per volumi di prenotazioni sette si trovano a Sud della Puglia. Gallipoli non ha rivali, raccogliendo, da sola, oltre il 6% delle richieste di case vacanza arrivate al sito per tutto il mese. Più di quelle raccolte da Porto Cesareo (seconda) e da San Teodoro (terza) insieme. Ad agosto si pensa anche al mare della Sardegna ed ecco che tra le località con più prenotazioni troviamo anche Villasimius (CA) e Alghero (SS), punti fermi del turismo dell’isola. Bene anche le Marche (San Benedetto del Tronto in primis) e la Romagna (Riccione su tutte).

    Le case vacanza, intanto, piacciono sempre di più: «garantendo prezzi più bassi anche del 50% e offrendo una maggiore autonomia rispetto agli hotel – spiega Lorenzani – sono ormai entrate nelle abitudini degli italiani che in tempi di crisi devono risparmiare su tutto. Per questa struttura ricettiva sembra confermata l’abitudine all’early booking, vale a dire la prenotazione anticipata di parecchie settimane: dopo la moda del last minute, la tendenza a organizzarsi per tempo risulta quella dominante.»

    In ultimo, una curiosità: per i tre mesi considerati le trenta località di volta in volta più prenotate non raccolgono oltre il 35% delle richieste. Segno – oltremodo positivo – che larga parte del territorio nazionale è oggetto di interesse da parte degli italiani in vacanza.

    Di seguito la classifica delle quindici località che hanno raccolto il maggior numero di richieste di prenotazione per l’estate 2013:

    Gallipoli (Lecce)
    Porto Cesareo (Lecce)
    Riccione (Rimini)
    San Teodoro (Olbia-Tempio)
    San Vito Lo capo (Trapani)
    Cattolica (Rimini)
    Follonica (Grosseto)
    Vieste (Foggia)
    San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
    Numana (Ancona)
    Senigallia (Ancona)
    Otranto (Lecce)
    Villasimius (Cagliari)
    Castiglione della Pescaia (Grosseto)
    Rimini (Rimini)

  • La crisi morde e gli italiani cercano case più piccole

    Negli ultimi anni i bisogni degli italiani relativamente alla propria casa hanno subito significative trasformazioni e prova di ciò sono i mutamenti avvenuti nelle ricerche di immobili. Secondo un’analisi condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it) su un campione di oltre un milione e mezzo di annunci, in soli sei anni i metri quadri ricercati dai potenziali acquirenti si sono ridotti, mediamente, del 10%.

    Concentrandoci sulle metropoli italiane si nota come, confrontando la superficie media di un immobile richiesto in acquisto nel 2013 con uno del 2007, a Milano si è passati da 87 metri quadrati a 76; a Roma la riduzione è stata ancora maggiore, passando dai 91 metri quadrati ricercati mediamente nel 2007 ai 75 del 2013.

    «È innegabile che la principale spinta a rivedere le proprie esigenze di spazio sia stato il crescente costo degli immobili e la difficoltà di accedere al credito – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itma va considerato anche che la riduzione delle planimetrie delle case è avvenuta per una crescente razionalizzazione degli spazi, operata tanto negli immobili di nuova costruzione quanto nelle ristrutturazioni di quelle già esistenti.»

    Se si confrontano una planimetria tipo del 2013 con una del 2007 si vede non solo come l’unione di cucina e salotto e la scomparsa dei corridoi siano ormai due dati di fatto, ma anche come le camere da letto siano diventate sempre più piccole (mediamente oggi non più di 14 metri quadri la principale e non più di 9 le altre), fino a non riuscire a contenere altro se non il letto o poco più; spariscono specchiere, armadi in camera e, in alcuni casi, persino i comodini, sostituiti da parti studiate ad hoc nelle strutture dei letti.

    È cambiata anche la tipologia di immobile cercato: le famiglie italiane sono passate dal vivere in un quadrilocale ad abitare in un trilocale. Sempre tenendo come focus le grandi città di Milano e Roma, nel 2007 il 33% degli immobili acquistati erano quadrilocali e solo il 15% trilocali; nel 2013 ben il 26% degli immobili richiesti diventa trilocale raggiungendo la stessa quota del quadrilocale (27%). Nuove case implicano nuove esigenze: anche per un trilocale si pretendono due bagni. Ovviamente, entrambi più piccoli del bagno unico del passato.

    La domanda guida l’offerta immobiliare ed anche i costruttori si stanno adattando alle nuove richieste: «Diversi professionisti conclude Giordano – hanno iniziato ad utilizzare le banche dati dei portali per verificare la congruenza della loro offerta con le domande nella zona, facendo valutazioni sui tagli abitativi e arrivando anche a rimodulare le divisioni pensate nelle prime fasi progettuali.». Già, perché oggi, per essere venduta, la casa è meglio sia modulabile. E con tanti bagni.

  • I Francesi cercano casa a Roma, gli Inglesi puntano a Milano

    Gli stranieri, lo sappiamo, amano l’Italia e spesso vogliono anche comprar casa nella nostra nazione; meno noto, tuttavia, è che il loro interesse si focalizza su aree diverse in base alla loro provenienza. Secondo le rilevazioni di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), leader di settore con oltre 800.000 annunci di vendita e affitto nel nostro Paese, e del suo partner internazionale LuxuryEstate.com, le ricerche dirette verso il Belpaese da cittadini non residenti in Italia si orientano su città diverse, con peculiarità interessanti e qualche punto fermo imprescindibile.

    I siti hanno messo sotto la lente le ricerche compiute dall’estero verso l’Italia da gennaio 2013 ad oggi e scoperto quelle che sono le mete più ambite da parte degli stranieri che pensano di comprare o affittare un immobile da noi. Com’era prevedibile, Roma è in assoluto la provincia in cui si dirige il maggior numero di stranieri: il 9% delle ricerche punta alla capitale, quasi il doppio delle domande convogliate sulla provincia seconda in classifica, Como che, a pari merito con Milano, raccoglie il 5% di tutte le ricerche effettuate dall’estero. Seguono poi Verona e Imperia (entrambe al 3%).

    Ma da quali Stati arriva il maggior numero di ricerche? Dalla Germania, innanzitutto, con una percentuale del 17%; a seguire dalla Svizzera, con il 14%, e dalla Gran Bretagna (10%). Non mancano, tra le prime 15 nazioni per numero di ricerche, sorprese come il Brasile, la Slovacchia e la Slovenia: anche qui, evidentemente, è forte l’interesse per gli investimenti sul mattone italiano.

    È nelle preferenze mostrate dagli stranieri, tuttavia, che troviamo gli elementi più interessanti: se i Tedeschi non sorprendono, orientandosi prevalentemente tra le province di Verona, Roma e Brescia, i nostri cugini francesi amano Roma e Milano, ma non disdegnano località marittime come quelle in provincia di Imperia. Gli Inglesi, che da sempre fanno dell’Italia una meta privilegiata per gli investimenti immobiliari, puntano a Milano e Roma, seguite da Imperia, La Spezia e Bari.

    I Russi, invece, si confermano interessati a località di prestigio: Oristano, Roma e Venezia rappresentano le province più cliccate. Milano, pur tanto visitata dai ricchi russi in tempo di saldi, è solo quarta nella classifica delle ricerche. Alcune curiosità: la provincia più ambita dai cittadini dei Paesi Bassi è quella di Forlì-Cesena, per gli Svedesi è Palermo, per i Norvegesi è Asti, per i Danesi è Trento, per gli Irlandesi è quella di Monza-Brianza.

    Spostandosi fuori dall’Europa il quadro cambia ancora: tra i cittadini degli Stati Uniti, ad esempio, la provincia più richiesta è quella di Vicenza, chiaramente per via della base militare dell’Esercito degli Stati Uniti di Camp Ederle. Seguono poi le province di Ragusa, Isernia e Firenze. Le indagini immobiliari compiute dai cittadini argentini, invece, indicano Roma come meta ideale, forse per merito dell’elezione di un loro connazionale al soglio pontificio. Anche i Canadesi puntano a Roma, che è seguita da Cosenza, Grosseto, Milano e Benevento. Scelte poco turistiche, queste, che fanno pensare ad una immigrazione di ritorno più che a specifici investimenti lucrativi. Tra i risultati più curiosi: la provincia più ambita nelle ricerche provenienti dalla Turchia è Arezzo, dall’Australia è Como, dall’Indonesia è Firenze, dall’Algeria è Parma, dal Messico è Lecce.

    «Oggi il 2% di chi punta all’acquisto di un immobile in Italia non è residente nel nostro Paese – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it e rilevare questo interesse da parte degli stranieri è un fattore positivo che fa bene al nostro mercato immobiliare. Quel che è importante è che, da Nord a Sud, tutta l’Italia rientra nei gusti e nei progetti di investimento delle altre nazioni del mondo, non solo i tradizionali luoghi del turismo e degli affari».

    Se ci si concentra solo sugli immobili di pregio, però, il quadro cambia: il mercato del lusso vede la presenza straniera salire ad oltre il 9%. Stando alle rilevazioni di LuxuryEstate.com (http://it.luxuryestate.com) – specializzato in immobili di prestigio – la ricerca di immobili si concentra su Roma e Milano, innanzitutto, seguite dalla zona delle colline toscane, la provincia di Genova (Santa Margherita Ligure in primis), Cortina d’Ampezzo (BL) e la Costa Smeralda (OT).

  • Immobili: in un anno i prezzi medi di vendita calano del 4,2%

    Il mercato immobiliare italiano continua a soffrire ma se i primi mesi del 2013 non invertono la tendenza, quantomeno la arrestano in molte parti d’Italia. Questa è la prima conclusione a cui è giunto l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo non solo al secondo semestre 2012, ma anche al primo bimestre del 2013. Mentre a livello nazionale il prezzo medio degli immobili è diminuito del 4,2% su base annua, e del 2,6% su base semestrale, grandi e piccoli centri hanno evidenziato importanti differenze: «La flessione dei prezzi è stata comune su tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ma nei comuni con oltre 250.000 abitanti la contrazione è stata del 6,5%, quasi doppia rispetto al -3,8% registrato nei centri con meno di 250.000 residenti». Nord, Centro e Sud Analizzando i dati relativi alle macro aree del Nord, del Centro e del Sud Italia, è evidente come la diminuzione dei prezzi richiesti per la vendita degli immobili sia stata maggiore nel Meridione. Qui, su base annua, il calo è stato pari al 7%, vale a dire più del doppio di quanto non sia stato nel Centro Italia (-3,3%) e comunque superiore anche rispetto al Settentrione, dove la diminuzione annuale è stata del 5%. Concentrandosi sul solo secondo semestre, invece, le differenze si fanno meno nette, ed è al Nord che i prezzi diminuiscono in maniera maggiore. Nelle regioni settentrionali gli ultimi sei mesi dell’anno hanno fatto registrare una flessione pari al 3,1%, mentre il Centro Italia ha chiuso il semestre con un -1,7% e le regioni del Sud con un -2,5%. I prezzi più alti per comprare casa sono stati richiesti, a dicembre 2012, in Centro Italia (2.665 €/al metro quadrato), mentre quelli più bassi al Sud (1.790€/al metro quadrato). Affitti e Compravendite Sia le domande di compravendita sia quelle di locazione diminuiscono ancora e, come rilevato già nel semestre scorso, continua a crescere l’interesse per gli affitti rispetto alle compravendite: nel corso del secondo semestre, infatti, il calo delle domande di compravendita è stato pari al 15%, quello delle domande di affitto all’11%. Al contrario, l’offerta immobiliare continua a crescere e, pur avendo subito un leggero calo nel mese di ottobre 2012, è aumentata in maniera pressoché costante fino a dicembre; anche gennaio e febbraio 2013 fanno registrare incrementi rispetto ai medesimi periodi dell’anno precedente, sia pure inferiori alla chiusura del 2012. Gli italiani, notoriamente popolo restio a concedere in affitto le proprie case, stanno però cambiando lentamente idea o, forse, fanno di necessità virtù. Ecco quindi che, in generale, in tutto il 2012 e nel primo bimestre 2013 la crescita dell’offerta di immobili in affitto è stata superiore a quella dell’offerta degli immobili in vendita nella misura del 6%; va detto tuttavia, che la disponibilità di immobili in vendita sul mercato italiano rimane superiore a quella degli immobili in affitto. Le più care e le meno costose Secondo i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, nell’ultimo mese del 2012 le città più care d’Italia sono state quelle d’arte: in tutte il prezzo medio di vendita è stato superiore ai 4.000€ al metro quadro. Roma è prima con 4.742€ al metro quadro, seguita da Venezia (4.330€), Siena (4.175€) e Firenze (4.150€). Rimane fra le città più costose anche Milano (4.179€). Le meno care, invece, sono tutti capoluoghi di provincia del Sud e con una popolazione residente inferiore ai 250.000 abitanti: Caltanissetta (1.125€), Reggio Calabria (1.230€) e Vibo Valentia (1.240€). I prezzi nel primo bimestre 2013 Se il quadro del 2012 è chiaro, i primi mesi di 2013 che segnali stanno dando? «Le realtà che hanno vissuto flessioni forti dei prezzi – continua Lodigiani sembrano essere avviate su una linea di maggior tranquillità». I prezzi nelle città con oltre 250.000 abitanti appaiono quasi in stallo con una diminuzione, nel primo bimestre del 2013, di appena lo 0,6%; meglio di quanto rilevato nei comuni con meno di 250.000 residenti, dove il dato arriva a -1%. Medesimo discorso anche per le macro aree italiane: il Centro Italia, fino ad oggi più restio ad abbassare i prezzi, nei primi due mesi del 2013 ha fatto registrare una contrazione degli importi richiesti pari all’ 1,6%. Dato molto più forte rispetto sia al -0,6% del Nord sia al -0,2% del Sud. Le variazioni nei 20 capoluoghi di regione Ecco di seguito le variazioni di prezzo al metro quadro rilevate nei 20 capoluoghi di regione italiani:

    Regione
    Città
    Var. II Sem 2012
    Var. Anno 2012
    Var. I bimestre 2013

    Abruzzo
    L’Aquila

    -0,1%

    0,6%

    -0,2%

    Basilicata
    Potenza

    -3,6%

    -1,3%

    0,2%

    Calabria
    Catanzaro

    2,4%

    -2,2%

    -8,6%

    Campania
    Napoli

    -0,2%

    -5,7%

    0,0%

    Emilia R.
    Bologna

    -3,4%

    -8,1%

    -1,8%

    Friuli V.G.
    Trieste

    -4,1%

    -0,1%

    0,0%

    Lazio
    Roma

    -3,0%

    -4,0%

    0,0%

    Liguria
    Genova

    -1,4%

    -2,1%

    -3,0%

    Lombardia
    Milano

    -1,1%

    -2,9%

    0,0%

    Marche
    Ancona

    -2,9%

    -1,0%

    -2,9%

    Molise
    Campobasso

    -4,1%

    -4,6%

    0,1%

    Piemonte
    Torino

    -1,8%

    -3,3%

    0,0%

    Puglia
    Bari

    -3,8%

    -5,2%

    -0,3%

    Sardegna
    Cagliari

    -10,9%

    -12,7%

    0,5%

    Sicilia
    Palermo

    -1,6%

    -9,0%

    -4,1%

    Toscana
    Firenze

    -2,8%

    -4,8%

    0,0%

    Trentino A.A.
    Trento

    -1,4%

    -1,7%

    -1,9%

    Umbria
    Perugia

    -5,4%

    -6,9%

    -3,5%

    Valle d’Aosta
    Aosta

    -9,8%

    0,4%

    -0,2%

    Veneto
    Venezia

    -2,6%

    -10,4%

    -0,5%

  • Immobiliare.it lancia la ricerca geolocalizzata touch-screen per Android

    Immobiliare.it continua nella sua strategia di innovazione lanciando anche su piattaforma Android la tecnologia di ricerca geolocalizzata touch-screen che, prima in Europa, rende disponibile ai suoi utenti. L’impegno di Immobiliare.it per la diffusione della ricerca in mobilità è stato ampiamente apprezzato dagli utenti che hanno consentito al Gruppo, guidato da Carlo Giordano, di superare i 600.000 download per le app rese disponibili fino ad oggi (iPhone, iPad e Android) e, di questi, ben 100.000 sono i download degli utilizzatori del sistema Android (http://www.immobiliare.it/mobile/android/).

    Già presentata alcuni mesi fa per il sistema iPhone, la nuova versione mobile oggi disponibile anche per Android consente agli utenti di cercare gli immobili disegnando autonomamente sullo schermo del proprio smartphone l’area di interesse nella mappa cittadina, senza essere in alcun modo vincolati alle divisioni di quartiere o circoscrizione.

    L’applicazione di Immobiliare.it, sviluppata interamente dallo staff tecnico interno all’azienda, è la prima in Europa e la seconda al mondo a permettere una ricerca di questo tipo ed è il frutto di un lavoro iniziato più di un anno fa.

    «La ricerca geolocalizzata» ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it «è sempre più usata da chi cerca casa in vendita o in affitto. Grazie al nostro team tecnico, e facendo tesoro dei consigli degli utenti e della nostra esperienza, siamo riusciti a creare un prodotto innovativo che offre un vero aiuto a chi è impegnato nella ricerca di una nuova abitazione.».

    Il focus di Immobiliare.it verso la ricerca su mappa, che ha portato al lancio della app presentata oggi per Android, è nato con l’obiettivo di consentire un nuovo tipo di ricerca focalizzato non sui soliti parametri di comune e zona, ma sull’area geografica, di certo più corrispondente al reale modo di ricerca di un immobile.

    Immobiliare.it ha da sempre investito in maniera significativa nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e ha saputo creare applicazioni molto apprezzate dal pubblico: con oltre 600.000 download e più di 13.000 recensioni con una valutazione media superiore a 4,5 stelle su 5, è diventato il riferimento in Italia per la ricerca di immobili anche attraverso smartphone e tablet.