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  • Immobiliare.it: dopo un mese dall’obbligo solo il 12,7% degli immobili ha un certificato energetico valido

    La strada per mettersi in regola sembra ancora lunga: secondo Immobiliare.it, a un mese dall’entrata in vigore della normativa sulla certificazione energetica solo il 12,7% degli immobili in vendita o locazione è in possesso del certificato (obbligatorio) di prestazione energetica.

    «Se nei primi giorni di gennaio – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itanalizzando gli oltre 700mila annunci presenti sul nostro sito avevamo rilevato un 4,7% di inserzioni in regola, a distanza di un mese mesi la situazione è migliorata. Le differenze tra regione e regione però sono nette e mostrano una reazione non uniforme all’introduzione della normativa.»

    Nord, Centro e Sud stanno avendo un atteggiamento diverso: nel Nord Est, ad esempio, la percentuale di annunci con certificazione energetica è salita al 18,9%, mentre a Nord Ovest è al 15,6%; al Centro Italia siamo all’8,8% e al Sud al 3,8%. Tra le province, quelle con i livelli più elevati di certificazione sono Bolzano (oltre un annuncio su quattro, il 25,6%) e Trento (22,0%), seguite a distanza da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). Roma è ferma al 5,2%, mentre il fanalino di coda dell’indagine è Palermo, che arriva allo 0,9%.

    La ragione per cui sono relativamente pochi gli immobili già in regola è da ricercare, forse, nel fatto che ad oggi l’unica regione che sanziona il mancato adempimento dell’obbligo è la Lombardia (previste multe fino a 5.000€) che, comunque, è stata costretta dalla levata di scudi dei proprietari di casa e dei professionisti di settore a mitigare l’introduzione della norma: non sono sanzionabili gli annunci che fanno riferimento ad un contratto sottoscritto entro il 31 dicembre 2011. I problemi maggiori, inutile negarlo, li hanno i privati: solo l’1,5% degli annunci pubblicati da loro è dotato di indicazione della classificazione energetica dell’immobile messo in vendita o affitto (vs il 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie).

    La rilevazione condotta da Immobiliare.it considera come validi solo gli annunci che riportino, com’è richiesto dalla normativa, sia la classe energetica sia l’indice di prestazione energetica dell’immobile: un valore, questo, che è presente solamente nell’ACE (Attestato di Certificazione Energetica). Si escludono automaticamente tutti quegli immobili che, attraverso autocertificazione, erano stati collocati direttamente nella classe G, quella peggiore in assoluto; questa procedura non è più ritenuta corretta e sta obbligando privati e agenzie a correre ai ripari. Se nei mesi scorsi gli annunci dotati di certificazione energetica erano prevalentemente di immobili nuovi, oggi, sul totale l’80,4% è usato.

    La situazione degli immobili oggi Ma qual è, oggi, lo stato degli immobili in vendita? Se il 24% appartiene alla classe C, segno di una qualità media comunque buona, una percentuale identica si trova nella classe peggiore; in questa categoria ritroviamo gli immobili più vecchi, che anche con importanti (e costosi) interventi di ristrutturazione non potrebbero comunque arrivare in classe A. Questa la classifica completa della distribuzione degli immobili certificati:

    • Classe A 14%
    • Classe B 8%
    • Classe C 24%
    • Classe D 8%
    • Classe E 9%
    • Classe F 13%
    • Classe G 24%

    «La normativa sulla classificazione energetica anticipa una richiesta comunque tassativa al momento del rogito – continua Giordano – e, quindi, più che essere un freno al mercato immobiliare, deve essere letta come uno strumento in più per l’acquirente, che sa sin da subito quello che sarà il livello medio dei consumi dell’immobile.»

    In merito all’incidenza della classificazione energetica sul costo dell’immobile va detto che è piuttosto difficile isolare questo solo aspetto rispetto alle generali condizioni dell’immobile; ad ogni modo, immobili simili ma con classi differenti possono subire un’oscillazione di prezzo di vendita che può arrivare anche al 30% a seconda che siano in classe A o G.

    Ecco di seguito la variazione di prezzo di un bilocale usato (65 mq, in zona semicentrale) a seconda della classe energetica di appartenenza:

    Città
    Classe A
    Classe B
    Classe C
    Classe D
    Classe E
    Classe F
    Classe G

    Milano
    448.000€
    389.000€
    379.000€
    362.000€
    358.000€
    351.000€
    339.000€

    Roma
    421.000€
    352.000€
    346.000€
    340.000€
    335.000€
    332.000€
    321.000€

    Torino
    329.000€
    286.000€
    280.000€
    256.000€
    255.000€
    254.000€
    244.000€

    Firenze
    394.000€
    324.000€
    315.000€
    310.000€
    308.000€
    303.000€
    292.000€

  • Immobiliare.it presenta la sua applicazione mobile per Android

    Immobiliare.it è sempre più mobile: dopo il lancio della versione del sito accessibile dagli smartphone, l’applicazione per iPhone, iPad e per Nokia, è infatti ora disponibile anche la versione per Android. L’applicazione permette di effettuare la ricerca di immobili, visualizzare le informazioni, le foto e la localizzazione nelle mappe di zona.

    È inoltre possibile ricercare gli immobili disponibili nelle zone circostanti al punto dove ci si trova e impostare una serie di parametri che raffinino la ricerca – come il prezzo, il numero di locali, la presenza di box e giardino – e di ordinare i risultati per prezzo, superficie e data di inserimento dell’annuncio.

    Immobiliare.it per Android, in più, permette il calcolo della distanza dell’immobile dalla posizione in cui ci si trova e consente di salvare nella cronologia le inserzioni che interessano, per poterle recuperare in un secondo momento.
    Una volta selezionato l’immobile che ci piace di più, è possibile contattare direttamente l’inserzionista, via telefono o email, oppure condividere l’annuncio con altri amici, per avere da loro un feedback in tempo reale.

    «Il ricorso agli smartphone e agli altri dispositivi mobile per la ricerca della casa – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itnon è sostitutivo della ricerca via web, ma assume, giorno dopo giorno, importanza maggiore. Il picco di utilizzo delle applicazioni e del sito web in versione mobile avviene nei festivi e i prefestivi, oltre che a tarda sera nelle giornate feriali. In quei momenti il traffico mobile raggiunge anche il 20% del totale, una cifra che solo 2-3 anni fa era impensabile. Il 64% delle ricerche effettuate da piattaforma mobile viene fatto tenendo conto della posizione corrente, spesso perché è fatto da zone ritenute interessanti per un possibile trasferimento».

    Con Android si completa il ventaglio di applicazioni che Immobiliare.it offre agli utenti mobile: con oltre 350.000 applicazioni iPhone, iPad e Nokia scaricate, Immobiliare.it è il leader in Italia nella ricerca immobiliare da dispositivi mobili.

    L’applicazione Immobiliare.it per Android è scaricabile a questo indirizzo: http://www.immobiliare.it/mobile/android.

  • Per fronteggiare il calo di prenotazioni, sconti superiori al 30% per le case vacanze.

    Il mercato del turismo cerca di combattere in ogni modo il calo delle prenotazioni e soprattutto le case vacanza, formula preferita da sempre più italiani, applicano sconti superiori anche al 30% per le prenotazioni last minute.

    Questa è la prima evidenza emersa dall’analisi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), principale sito italiano del settore con oltre 700.000 annunci attivi ogni giorno, che tramite i dati ricavati dal suo sito CaseVacanza.it, ha potuto tracciare un quadro preciso di questo ultimo scampolo di vacanze natalizie.

    La vacanza di due settimane, favorita dalla chiusura delle scuole, ormai è un pallido ricordo per le tasche degli italiani, e rispetto al 2010 il numero di chi ha prenotato 14 giorni di soggiorno è diminuito del 23%. Se ci si concede la settimana bianca, però, la più gettonata è quella successiva al capodanno, e per questo chi ha una casa da affittare per le vacanze cerca di contrastare la tendenza con sconti notevoli. Le offerte non mancano e il prezzo medio registrato da Immobiliare.it è inferiore del 3,5% rispetto a quello della stessa settimana dello scorso anno.

    Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Imobiliare.it: Lo scenario di incertezza economica, con vacanze di Natale strutturalmente più care ad esempio a causa dei costi crescenti dei trasporti –benzine ed autostrade- dell’abbonamento giornaliero per lo sci e delle cene fuori casa, ci ha fatto ripensare a come trascorriamo le vacanze invernali. Spesso è difficile parlare addirittura di settimana di vacanza e ci si limita a tre o quattro giorni a cavallo di Capodanno. E chiaramente cercando di risparmiare”

    Per quanto riguarda la formula del last minute, si registra un notevole aumento tanto nella domanda quanto nell’offerta e nella convenienza. In Valle d’Aosta è La Thuile la località che applica gli sconti maggiori per la settimana di capodanno (590 € per un appartamento da 4 posti letto; -31% rispetto a prima di Natale), mentre in Piemonte gli affari migliori si possono fare a Bardonecchia (470€ ; -25%). In Lombardia il ribasso medio per il last minute è del 27%, ma a Livigno si arriva anche a superare il 30% (590€).

    Anche la meta del lusso invernale per eccellenza, Cortina d’Ampezzo, si piega alla legge del last minute, ma in maniera contenuta e a fronte di una percentuale media di sconto che, in Veneto, arriva al 20%, Cortina si ferma a un -16%, rimanendo comunque cara (1.990€ a settimana per quattro persone).

    Anche in Friuli Venezia Giulia si applicano ribassi medi del 20%, mentre in Alto Adige il turismo sciistico sembra tenere meglio; qui gli sconti non superano il 19% (Val di Fiemme).

    Discorso opposto per il Trentino dove si applica uno sconto medio del 31% e in alcune località, Canazei, ad esempio, si arriva addirittura al 35%. Appena meglio a Madonna di Campiglio (34%).

    Ecco di seguito gli sconti applicati in alcune delle principali località sciistiche italiane per l’affitto di una casa vacanza con 4 posti letto nella settimana 26/12/2011 – 01/01/2012.

    Località

    Prezzo Pieno 26/12 – 01/01

    Prezzo last minute

    Sconto

    Val di Fassa (Canazei)

    750

    490

    -35%

    Madonna di Campiglio (Pinzolo)

    800

    530

    -34%

    La Thuile

    850

    590

    -31%

    Livigno

    850

    590

    -31%

    Cervinia (Valtournenche)

    850

    600

    -29%

    Courmayeur

    890

    650

    -27%

    Bormio

    800

    590

    -26%

    Bardonecchia

    630

    470

    -25%

    San Martino di Castrozza

    570

    430

    -25%

    Abetone

    550

    430

    -22%

    Civetta (Zoldo Alto)

    790

    620

    -22%

    Sestriere

    650

    520

    -20%

    Val di Fiemme (Cavalese)

    630

    510

    -19%

    Cortina d’Ampezzo

    2.380

    1.990

    -16%

    Terminillo

    360

    310

    -14%

    Alta Pusteria (Dobbiaco)

    470

    410

    -13%

  • Cresce del 16% in due anni la presenza della domotica nelle case italiane

    Gli Italiani amano sempre più la domotica, tanto che ormai quasi il 60% degli immobili di nuova costruzione ha perlomeno un elemento di automazione che permette di risparmiare fatica, ma soprattutto soldi. Già, perché secondo quanto calcolato dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), che ha analizzato gli oltre 700.000 annunci italiani pubblicati sul suo sito, a fronte di una spesa iniziale che, a seconda di quanto si voglia automatizzare può variare dai 10.000 ai 50.000 euro, il risparmio sulla bolletta può arrivare fino al 20%.

    Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, «anche nelle ricerche di immobili l’automazione di base o avanzata ha un’importanza sempre maggiore. A livello nazionale il 22% degli utenti la considera una caratteristica molto importante o indispensabile. Nelle grandi città, in cui la vita è più frenetica e il tempo da dedicare alla case è meno, si arriva addirittura al 33%

    L’automatizzazione degli ambienti del vivere quotidiano comprende elementi di domotica di base – si va dalla climatizzazione ai sistemi d’apertura e di chiusura automatica di porte, finestre, tapparelle e tende da sole – ed elementi più complessi (e quindi più costosi): parliamo di antifurti e strumenti di telesorveglianza, di coordinamento per il funzionamento degli elettrodomestici e per la distribuzione dell’energia elettrica, anche in caso di emergenza.

    Se si osservano i dati nello specifico, si può vedere come la domotica di base rappresenti il 43% delle automazioni sul territorio nazionale, mentre quella avanzata arrivi al 16%. Ancora maggiori sono i numeri delle grandi città, dove se la domotica avanzata è presente nel 18% degli immobili di nuova costruzione quella di base è presente nel 45%. Ancora meglio nelle metropoli del Nord Italia, dove le percentuali salgono rispettivamente al 21% e al 49%.

    La regione italiana più domotica, secondo l’analisi di Immobiliare.it, è il Trentino Alto Adige, dove il 78% degli immobili di nuova costruzione ha almeno un elemento di domotica di base o avanzata. A seguire si trovano la Valle d’Aosta (63%), il Veneto (61%), la Lombardia (60%) e il Piemonte (55%).

    Il Sud, invece, è ancora molto lontano dal poter vantare una giusta proporzione di immobili “intelligenti”. Solo la Sardegna supera a fatica il 15%, mentre tutte le altre aree del meridione hanno percentuali molto basse, con i picchi negativi della Basilicata (7%) e della Sicilia (11%).

  • Immobiliare.it: Il 26% degli italiani trasloca almeno quattro volte nella vita

    Vivere nello stesso appartamento per tutta la vita è qualcosa che sembra non fare più parte della cultura italiana. Secondo un’indagine condotta su oltre 5.000 rispondenti da Immobiliare.it (www.immobiliare.it), il portale immobiliare leader del settore con oltre 700.000 annunci e più di 7 milioni di visite al mese, se in media ogni italiano trasloca 2,5 volte nel corso della vita, un quarto dei nostri connazionali lo fa più di quattro e quasi il 13% addirittura sei volte o più.

    Stando alle risposte raccolte da Immobiliare.it, il 53% di chi trasloca cerca di farlo senza coinvolgere ditte o professionisti del settore, lavorando da solo o con l’aiuto di amici o parenti.

    In effetti, traslocare costa, e non solo da un punto di vista emotivo. Analizzando le varie voci di spesa legate al cambio di appartamento, Immobiliare.it ha stimato che trasferirsi all’interno di uno stesso comune costa per una famiglia di 4 persone non meno di 1.600 euro; se i casi della vita ci portano più lontano si può arrivare a spendere facilmente il doppio, mentre se il trasloco farà viaggiare i nostri scatoloni verso un altro Stato, la cifra salirà ancora, ovviamente nonostante si scelga di fare da soli.

    Chi, invece, è ricorso a dei professionisti, nel 60% dei casi, pensa di aver fatto la scelta giusta: meno pensieri, meno fatica e più probabilità di un cambiamento “indolore”. Fare da soli, infatti, aumenta la possibilità di rompere oggetti e mobili e, soprattutto, di stancarsi troppo. I pentiti del trasloco fai-da-te (il 47% del campione intervistato) lamentano in misura maggiore proprio l’eccesso di lavoro necessario per spostare tutto da soli.

    Le differenze di Regione in Regione

    Se cambiare casa più e più volte sembra ormai prassi per tutti gli Italiani, l’abitudine allo spostamento non è uniforme per tutto lo stivale. Secondo i dati di Immobiliare.it, Umbria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia sono le Regioni italiane i cui residenti cambiano, nel corso della vita, il maggior numero di case.

    In media gli Umbri fanno 3,5 traslochi nell’arco della vita, tre per Emiliano-romagnoli e Friulani. Appena due, invece, i traslochi fatti mediamente da Pugliesi e Campani. I residenti del Sud Italia risultano essere più stanziali: se oltre il 42% dei calabresi afferma di non aver mai lasciato la casa in cui è nato, la percentuale rimane ancora molto alta in Basilicata (26,10%), Molise (25%), Campania (24,80%) e Sicilia (23,90%).

    Sembrano non trovare l’abitazione della vita, invece, umbri, marchigiani e friulani. Nel loro caso la percentuale di chi ha fatto più di cinque traslochi è pari, rispettivamente al 27,5%, 17,3% e 17,10%.

    Ecco di seguito la media di traslochi fatti, nell’arco di una vita, dai cittadini di ciascuna regione italiana:

    Umbria

    3,55

    Emilia Romagna

    3,08

    Friuli Venezia Giulia

    3,04

    Lazio

    2,98

    Marche

    2,96

    Toscana

    2,87

    Liguria

    2,71

    Lombardia

    2,64

    Veneto

    2,59

    Abruzzo

    2,54

    Sardegna

    2,48

    Piemonte

    2,48

    Basilicata

    2,30

    Molise

    2,25

    Trentino Alto Adige

    2,22

    Sicilia

    2,17

    Calabria

    2,02

    Campania

    2,00

    Puglia

    1,99

    Valle d’Aosta

    n.d.

  • Anche quest’anno Immobiliare.it è il portale immobiliare più popolare

    Immobiliare.it (www.immobiliare.it), il portale immobiliare leader del settore con oltre 700.000 annunci e più di 7 milioni di visite al mese, si è aggiudicato per il quarto anno consecutivo il titolo di sito più popolare per la propria categoria, all’interno del concorso Sito Web dell’anno, creato dall’agenzia di ricerche online MetrixLab e ormai giunto alla sua quinta edizione.

    La definizione dei vincitori del concorso viene fatta in maniera diretta dagli utenti stessi.”, ha commentato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “e vedere che chi usa il sito apprezza il nostro lavoro e lo valuta in questo modo è per noi un’enorme soddisfazione.”

    I siti nominati nell’edizione del premio di quest’anno sono stati 265 in 22 categorie e sono stati raccolti quasi 126.000 voti inviati dagli utenti web tra il 10 ottobre ed il 18 novembre. Il riconoscimento attribuito ad Immobiliare.it (sito più popolare) è assegnato al sito che, tra quelli proposti nella categoria, ottiene il maggior numero di voti dal pubblico.

    “Ottenere questo premio per il quarto anno consecutivo” ha continuato Carlo Giordanone aumenta ancor di più il valore poiché rappresenta una conferma del fatto che gli utenti apprezzano i continui sforzi di innovazione che Immobiliare.it mette in atto ogni giorno.”

    Questi ultimi mesi sono stati, per Immobiliare.it, particolarmente generosi quanto a riconoscimenti ottenuti: appena una settimana fa il sito ha ricevuto il Primo Premio nella categoria Comunicazione di prodotto, una menzione speciale nel Concorso Assoluto alla XIV Edizione del Premio Assorel per le Pubbliche Relazioni con la campagna Un Vicino Terribile e una menzione speciale, sempre nello stesso concorso, per la campagna educativa Via della Sicurezza creata in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

    Immobiliare.it, sempre all’avanguardia nella creazione di contenuti e tecnologie per l’immobiliare online ha recentemente lanciato le nuove release delle sue applicazioni mobile per iPhone, iPad, iPod touch e Nokia e, prima in Italia, la possibilità per le agenzie immobiliari di rendere visibili i propri annunci anche su Facebook.

  • La nuda proprietà torna di moda: colpa della crisi?

    Va di moda la nuda proprietà: nell’ultimo anno questo tipo di vendita ha fatto registrare un incremento pari a circa il 10% rispetto all’anno precedente e, secondo l’analisi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), il più importante portale italiano del settore, sono ormai centinaia gli immobili messi in vendita online con questo tipo di operazione immobiliare.

    Un boom spiegato dalla crisi economica che può diventare un’importante opportunità di business per chi confida negli investimenti nel mattone. La nuda proprietà è, in breve, un’operazione che consente di risparmiare sul prezzo d’acquisto riservata a chi non ha necessità di abitare immediatamente nell’immobile, in quanto si acquista solo la proprietà dell’immobile ma non l’usufrutto, che rimane del venditore solitamente finché questi è in vita.

    «Se fino a un paio di anni fa vendere la nuda proprietà era un espediente per permettere ai genitori di vendere casa ai figli risparmiando sulle tasse, oppure il venditore era un anziano senza eredi – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itoggi chi decide di vendere la nuda proprietà è spinto soprattutto dalla crisi economica. Chi acquista, dal canto suo, continua a trovare nel mattone un bene di rifugio, risparmiando notevolmente rispetto al valore di mercato dell’immobile.»

    Attraverso questa operazione immobiliare si può, infatti, ridurre il prezzo di vendita della casa dal 5% fino al 40-50% rispetto alle quotazioni di mercato. Naturalmente, lo sconto è inversamente proporzionale all’età di chi vende. Vanno rilevati, inoltre, gli importanti vantaggi fiscali che la nuda proprietà comporta: dalla possibilità di richiedere le agevolazioni prima casa, alla più bassa base imponibile su cui applicare le imposte. Di contro, occorre attendere degli anni, fino alla morte dell’usufruttuario, per disporre concretamente dell’immobile. L’identikit del venditore Scorrendo le centinaia di annunci di nuda proprietà pubblicati su Immobiliare.it è possibile ricostruire l’identikit di chi sceglie di mettere in vendita la propria abitazione in nuda proprietà: si tratta di una persona anziana (sola o in coppia) che risiede in una città del Centro Nord e che mette in vendita immobili di livello medio-alto.

    Lazio (addirittura con il 41% degli annunci totali), Lombardia (14%), Toscana (12%), Liguria (11%), Piemonte (9%) ed Emilia Romagna (5%) rappresentano, insieme, ben i due terzi del totale dell’offerta nazionale. Dalla città di Roma, in particolare, arriva il 36% di tutti gli annunci di vendita per nuda proprietà, da Milano il 9%: a riprova della concentrazione dell’offerta nelle metropoli più grandi, in cui il problema di arrivare a fine del mese è senza dubbio più sentito. Per quanto riguarda l’età del venditore, dove specificato si tratta sempre di persone over 60: i più giovani hanno 65 anni, ma moltissimi sono gli ultra-ottantenni o addirittura gli ultra novantenni. Spulciando tra le offerte si trova di tutto: dall’immobile da ristrutturare al piccolo bilocale da acquistare come investimento, dalla dimora extra lusso in pieno centro città al casale in campagna. Il valore di usufrutto e nuda proprietà in questo tipo di vendita viene calcolato in base a specifiche tabelle.

    Ipotizzando in 200.000 euro il valore della piena proprietà e in 51 gli anni del venditore, l’usufrutto vale il 70% del valore della piena proprietà; vale, cioè, 140.000 euro e la nuda proprietà, specularmente, 60.000 euro. Ecco di seguito lo schema ufficiale per determinare il calcolo del valore della nuda proprietà in base all’età del proprietario dell’immobile:

    Età del beneficiario (anni compiuti)

    Coefficiente

    Valore dell’usufrutto

    Valore della nuda proprietà

    da 0 a 20

    95

    95

    5

    da 21 a 30

    90

    90

    10

    da 31 a 40

    85

    85

    15

    da 41 a 45

    80

    80

    20

    da 46 a 50

    75

    75

    25

    da 51 a 53

    70

    70

    30

    da 54 a 56

    65

    65

    35

    da 57 a 60

    60

    60

    40

    da 61 a 63

    55

    55

    45

    da 64 a 66

    50

    50

    50

    da 67 a 69

    45

    45

    55

    da 70 a 72

    40

    40

    60

    da 73 a 75

    35

    35

    65

    da 76 a 78

    30

    30

    70

    da 79 a 82

    25

    25

    75

    da 83 a 86

    20

    20

    80

    da 87 a 92

    15

    15

    85

    da 93 a 99

    10

    10

    90

  • Halloween: vendesi tomba online…ma non è uno scherzo.

    Sul web milioni di italiani cercano la loro casa, ma a quanto pare qualcuno cerca anche quella definitiva. Sulle pagine di Immobiliare.it, il più importante sito italiano di annunci immobiliari, è apparsa una curiosa inserzione; a Napoli, più precisamente nello storico cimitero di Poggioreale, è in vendita una tomba monumentale risalente al 1800 (http://www.immobiliare.it/28213518-licenze-edicola-in-vendita-Napoli.html).
    Qualcuno ha pensato che si trattasse di uno scherzo legato all’avvicinarsi di Halloween, ma non è così. Quella in vendita, 800.000 euro il prezzo richiesto, è un’edicola funeraria ristrutturata nell’ultimo decennio che, grazie a decorazioni in oro e marmi pregiati, capitelli e parti murarie scolpite a mano, secondo il proponente deve essere considerata una vera e propria opera architettonica monumentale. Non è la prima volta che si usa il web per questo genere di annunci e fino a non troppo tempo fa, sempre su Immobiliare.it, era in vendita a Biella una tomba con ben 26 loculi. In quel caso le trattative erano riservate, ma l’annuncio esplicitava che l’immobile godeva di ottima posizione con estrema visibilità.
    La giurisprudenza in materia di tombe ed eventuale loro cessione, il cosiddetto jus sepulchri, è alquanto preciso e vieta la possibilità di vendere il diritto di sepoltura. A ben guardare, infatti, ciò che si vende è il manufatto e non l’usufrutto: per godere di quello il compratore dovrà parlare con chi gestisce il cimitero. Una delle più note leggi del mercato afferma che offerta e domanda debbano incontrarsi, ed ecco che, questa volta nella sezione Immobili Commerciali del sito, c’è chi vende un’intera agenzia di pompe funebri ad Arona, in provincia di Novara. L’annuncio precisa che nell’offerta sono comprese anche le due camere ardenti. Prezzo richiesto 250.000 euro.

    Qualche anno fa Immobiliare.it mise in evidenza come fossero in vendita in tutta Italia decine di chiese sconsacrate trasformate in abitazioni, ma al di là della facile ironia fu subito evidente come la vendita online di questi immobili ne permettesse anche il recupero e la conservazione; stessa sorte probabilmente, potrebbe toccare ai monumenti funerari e alle cappelle mortuarie private, spesso vere e proprie opere d’arte, diffuse nei tantissimi cimiteri monumentali delle nostre città.

  • Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations

    MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network di portali immobiliari più utilizzato in Italia con oltre 3 milioni di annunci attivi ogni giorno, che offre servizi ad hoc per chi vuole acquistare o affittare casa e locali commerciali, ma anche soluzioni per le vacanze o semplicemente una stanza, anche in condivisione.

    A seguito di una fase di approfondimento sulle caratteristiche e l’approccio dell’agenzia,MY PR affiancherà la direzione comunicazione del Gruppo Immobiliare.it nelle attività di ufficio stampa e media relations. “Abbiamo riconosciuto in MY PR lo stile di comunicazione che sentiamo più vicino a noi”, ha dichiarato Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it “e per questo motivo sceglierli come nostri partner è stato immediato e siamo certi che la nostra collaborazione porterà entrambi a raggiungere traguardi importanti”.

    E’ motivo di soddisfazione poter lavorare al fianco di un cliente che ha un approccio di comunicazione ben delineato su tutti i mezzi ma con un dna fortemente digital osserva Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR questa azienda e il suo team di comunicazione è capace di dosare creatività e funzionalità con grande acume strategico non a caso ha ottenuto molti award nazionali e internazionali come ad esempio il Premio Assorel, o l’European Excellence Awards. A valle delle grandi competenze tecnologiche che caratterizzano l’azienda, per ottenere share of voice e una forte riconoscibilità di marca sul web e sui social media proseguiremo nel produrre contenuti capaci di determinare passaparola e interesse mediatico”.

  • Immobiliare.it diffonde l’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011

    La crisi economica si ripercuote sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare, e la prudenza prevale sulla voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli abitanti del Bel Paese si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%. L’elaborazione dell’Indice (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili. «Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – Dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili.» I risultati L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita. La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi. Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento. La fiducia di regione in regione Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione. In linea generale emerge una maggiore fiducia nel mercato immobiliare da parte dei cittadini delle regioni del Centro e del Nord Italia, con l’eccezione del Molise: Umbria (62,5%), Lombardia (52%) e Molise (50%) sono le regioni in cui, in percentuale maggiore, si ritiene sia un buon momento per comprare casa. Seguono Emilia Romagna (49,6%), Friuli Venezia Giulia (47,6%) e Toscana (46,8%). Fanalino di coda sono Calabria (25,5%), Trentino Alto Adige (34%) e Puglia (38,3%). Ecco, di seguito, il dettaglio del dato regionale relativo al giudizio sull’opportunità di vendere/acquistare casa, aggiornato al terzo trimestre 2011: è un buon momento per acquistare casa Umbria 62,50% Lombardia 52,02% Molise 50,00% Emilia Romagna 49,56% Friuli Venezia Giulia 47,56% Toscana 46,81% Marche 45,33% Valle d’Aosta 44,44% Piemonte 44,43% Lazio 43,90% Veneto 43,75% Basilicata 43,48% Liguria 42,70% Sardegna 42,67% Campania 42,46% Abruzzo 41,18% Sicilia 38,70% Puglia 38,31% Trentino Alto Adige 34,00% Calabria 25,53% è un buon momento per vendere casa Valle d’Aosta 22,22% Basilicata 21,74% Campania 16,47% Abruzzo 16,47% Puglia 14,92% Sicilia 14,78% Lazio 14,68% Sardegna 14,67% Piemonte 10,65% Toscana 10,33% Liguria 10,27% Lombardia 10,00% Trentino Alto Adige 10,00% Veneto 9,93% Emilia Romagna 9,62% Marche 8,00% Umbria 7,50% Calabria 7,45% Molise 6,25% Friuli Venezia Giulia 4,88%