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  • Flavio Cattaneo e i nuovi tralicci d’autore Terna

    Flavio Cattaneo dichiara: “…diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico e ambientale” “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche.

    La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna. “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”.
    Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete.
    “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali. La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”.
    Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica.
    La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”.
    Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”.
    Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche. La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna.

    “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”. Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete. “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali.

    La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”. Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica. La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”. Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”. Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    La notizia, apparsa su Repubblica, è stata segnalata dal web magazine di Terna “Notizie tra le Linee”

  • Flavio Cattaneo esulta: per Terna è un nuovo record storico

    Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, assiste ad un nuovo primato di uno dei più importanti titoli della borsa Italiana. Da numerose sedute – scrive il Corriere della Sera del 22 dicembre -, pur senza strappi violenti, il titolo Terna cresce. E ieri non solo ha segnato in chiusura il nuovo massimo dell’anno (a 2,962 euro, +1,28), ma ha anche frantumato il record storico che risaliva al 22 maggio 2008.

    Nel corso dell’anno che sta per concludersi le azioni della società che gestisce la rete elettrica sono cresciute del 27% contro un rialzo del 17% registrato in media dalle blue-chips di Piazza Affari. Da quando sono quotate a oggi Terna ha guadagnato circa 2,5 miliardi di capitalizzazione, con un apprezzamento del 75%”. Il nuovo record storico di Terna è stato prontamente segnalato dal web magazine “Notizie tra le Linee”

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  • Flavio Cattaneo a sostegno dell’ecologia: Terna demolisce le 10 fondazioni dei tralicci dallo stagno del Parco Molentargius-Saline

    Flavio Cattaneo rimane in primo piano anche sul fronte dell’impegno ecologico ambientale gestendo in modo puntuale le demolizioni di Terna nel Parco del Molentargius. Si tratta della fase conclusiva dell’intervento in Sardegna per la rimozione di conduttori e sostegni degli elettrodotti aerei a 150 kV nel Parco “Molentargius-Saline” nell’area cagliaritana, iniziato oltre due anni fa.

    Con l’impiego di speciali elicotteri (European Aircrane Elitanker) nel giro di 48 ore sono stati eliminati dallo stagno del Parco gli 80 blocchi in cemento armato, dal peso compreso tra 4 e 7,5 tonnellate, ricavati dal frazionamento delle 10 fondazioni dei tralicci dismessi da Terna nel 2007. Per eseguire lo smantellamento dei basamenti in calcestruzzo sono state adottate tecnologie avanzate come la metodologia del ‘taglio a filo diamantato’ per ridurre al minimo l’impatto con l’ecosistema dello stagno di Molentargius, un’area protetta ricca di avifauna locale e popolata in modo specifico da tanti fenicotteri rosa che Terna, sin dall’inizio delle operazioni effettuate in Sardegna, ha voluto preservare dimostrando grande rispetto per l’ambiente e attenzione alle esigenze del territorio e della comunità.

    I lavori, partiti a metà settembre 2009 con le attività di taglio delle fondazioni prevedono, al termine della fase conclusiva, la messa a punto di idonei sistemi di imbracatura per il successivo elitrasporto dei blocchi in un’apposita zona di accumulo per lo smaltimento a discarica autorizzata dopo un’analisi chimica di alcuni campioni per la classificazione della tipologia del rifiuto. L’intervento si colloca nella strategia di sviluppo sostenibile della rete elettrica che Terna persegue da anni.

    Un’ulteriore e importante operazione ambientale che rispecchia la visione ‘sostenibile’ della Società che si traduce in un costante dialogo con le Regioni e gli enti locali e nella volontà di ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture elettriche minimizzando l’invasività della rete e prestando particolare attenzione alle esigenze del territorio e della comunità. La notizia è stata riportata da “Notizie tra le linee”, il magazine online di Terna

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  • Flavio Cattaneo consolida il rapporto tra Terna e Francia: la nuova linea aumenta la capacità del 60%

    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha ottenuto dal ministero il via libera definitivo alla razionalizzazione di 64 km di elettrodotto tra le province di Lodi e Pavia (Chignolo Po-Maleo), uno dei colli di bottiglia della rete nazionale. Il progetto per il potenziamento delle linee elettriche tra Italia e Francia viene presentato sulle pagine di La Repubblica.

    “Cresce l’alleanza tra Italia e Francia nell’elettricità. Terna ha chiesto l’autorizzazione per una nuova linea d’interconnessione da 190 km che aumenterà di 1600 Mw, cioè del 60%, le capacità delle linee tra i due confini.” Lo scrive La Repubblica spiegando che “il progetto è stato presentato al ministero dello Sviluppo Economico e il via libera dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno prossimo, tempi stretti grazie alla particolarità dell’opera che vedrà i cavi completamente sottoterra per l’intero tragitto tra le due stazioni elettriche ai due lati del confine: Piossasco, nella provincia di Torino, e Grand’Ile, in Francia, quindi passerà “sotto” le Alpi, sfruttando il traforo del Frejus”.

    L’altra novità che la renderà un progetto senza precedenti – scrive Luca Iezzi – è la scelta di seguire il più possibile il tracciato già disegnato dalle strade della zona: i 95 km del tratto italiano affiancheranno in gran parte i 66 km dell’autostrada A 32 Torino-Bardonecchia e per circa 6,3 km la galleria di sicurezza del tunnel del Frejus ancora in costruzione, infine una strada provinciale. Terna e Sitaf, la concessionaria autostradale piemontese titolare di tutti i tratti stradali coinvolti – prosegue l’articolo di Repubblica – hanno così evitato le difficoltà connesse all’impatto paesaggistico e naturalistico dei grandi elettrodotti, ma al tempo stesso si sobbarcheranno i costi e i tempi di questa scelta: per il solo tratto italiano gli ingegneri stimano 5 anni di lavoro e 540 milioni di capitali necessari (divisi al 50% tra i due soci del progetto). I lavori della parte francese, che sarà realizzata con fondi pubblici, dovrebbero valere altrettanto portando l’intero valore dell’opera a circa un miliardo di euro. Inoltre, miglioramenti sulle linee già esistenti, secondo le stime di Terna, porteranno altri 600 Mw di potenza che si aggiungeranno ai 1000 installati ex novo.

    L’Italia importa dall’estero ogni anno circa il 10% del suo fabbisogno elettrico, più di un terzo arriva dalla Francia, dal 2016, anno di conclusione dell’opera, la potenza delle linee con i transalpini diventeranno la principale “autostrada dell’elettricità” con l’Unione Europea, pareggiando quelle con la Svizzera: 4250 Mw di potenza per entrambe le linee. Terna – spiega Iezzi – ha in cantiere progetti analoghi da 1000 Mw sia con la Slovenia che con il Montenegro. Sul fronte interno la società guidata da Flavio Cattaneo ha ottenuto dal ministero il via libera definitivo alla razionalizzazione di 64 km di elettrodotto tra le province di Lodi e Pavia (Chignolo Po-Maleo), uno dei colli di bottiglia della rete nazionale, un investimento da 170 milioni che porterà risparmi per 25 milioni l’anno all’intero sistema elettrico oltre a ridurre l’impatto ambientale, grazie alla sostituzione dei tralicci attuali.

  • Flavio Cattaneo soddisfatto per gli accordi tra Terna e GdF

    Siglato oggi a Roma un accordo strategico con l’obiettivo di prevenire il rischio di infiltrazione criminale attraverso imprese esecutrici di appalti o forniture per i lavori di realizzazione delle infrastrutture della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale.

    Flavio Cattaneo esprime soddisfazione per gli accordi intrapresi tra Terna e la Guardia di Finanza in materia di sicurezza per le imprese esecutrici di appalti e forniture di lavori sulle infrastrutture della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale.

    A firmare l’intesa, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Cosimo D’Arrigo, e l’Amministratore Delegato di Terna, Flavio Cattaneo. Terna, in prima linea nello sviluppo della sicurezza aziendale integrata, investirà 6 miliardi di euro per lo sviluppo della rete nei prossimi 10 anni.

    ”Siamo molto soddisfatti di questo accordo – ha commentato Flavio Cattaneo -. Terna desidera garantire l’accesso alle procedure di gara al maggior numero di imprese possibile, secondo il principio di concorrenza, ma auspica che questo avvenga nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza attraverso un’intensa e costante collaborazione con le istituzioni. Solo attraverso azioni sinergiche e innovative come questa sarà, infatti, possibile contribuire a tenere sotto controllo la qualità, la trasparenza e l’idoneità legale dei processi di ‘supplying’ dell’azienda”.

    Il Protocollo garantirà più trasparenza nella gestione degli appalti grazie al supporto della Guardia di Finanza nel monitoraggio delle aziende che parteciperanno alle gare di appalto o forniture. Terna collaborerà con la Guardia di Finanza trasmettendo dati e informazioni sulle imprese esecutrici di appalti, subappalti, forniture con vincolo di gara europea e subcontratti e forniture ritenute ‘sensibili’ (come ad esempio: smaltimento dei rifiuti, fornitura e trasporto di terra o di calcestruzzo). Il Protocollo fa seguito a quello siglato dalla società elettrica lo scorso 30 luglio con il Ministero dell’Interno, finalizzato a prevenire e contrastare i tentativi di accessi illeciti ai sistemi informatici e di telecomunicazione che supportano le attività di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica e assicurare la protezione fisica delle infrastrutture sensibili della Rete.

    “Collaborazione e trasparenza tra Istituzioni ed Enti economici sono strumenti fondamentali per impedire l’infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e produttivo – ha affermato il Generale D’Arrigo. L’accordo di oggi accelera il passaggio di dati sensibili tra Terna e la Guardia di Finanza, migliorando l’efficacia dei presidi di prevenzione e contrasto all’imprenditoria criminale che strangola l’economia lecita di questo Paese. Le informazioni che Terna ci fornirà e che saranno elaborate operativamente dai nostri Comandi Provinciali costituiranno base di partenza per un attacco mirato all’illegalità economica e finanziaria”.

  • Flavio Cattaneo premiato da Piazza Affari: Terna in rialzo

    Flavio Cattaneo raccoglie dal mercato un altro successo per Terna. JPMorgan, in una ricerca pubblicata oggi ha migliorato la raccomandazione sul titolo da “underweight” a “overweight” e ha alzato il Target Price da 2.85 €/azione a 3.10 €/azione. Proseguono così le promozioni degli analisti dopo la presentazione dei conti di Terna.

    Risultati superiori al consensus e una nuova politica dei dividendi favorevole agli azionisti. Sono questi i principali aspetti che il mercato ha apprezzato in occasione della presentazione dei risultati dei primi 9 mesi del 2009 presentati dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. In particolare, gli analisti hanno accolto positivamente la crescita a doppia cifra di tutti i principali indici economici, grazie a maggiori ricavi, un taglio dei costi e a minori oneri finanziari nel terzo trimestre 2009.

    Tra i principali analisti che hanno rivisto al rialzo la propria valutazione su Terna in seguito alla presentazione della trimestrale, Citigroup che, in una nota, confermando la raccomandazione a BUY e il Target Price a € 3.00 sottolinea la capacità del management di conseguire risultati e sviluppare operazioni in modo organico; Santander che ha confermato la valutazione BUY e alzato il TP da €2.93 euro a €3.13; CAI Chevreux che ha mantenuto la raccomandazione invariata a 1/Selected List e alzato il target price da €3.10 a €3.15; Equita che ha mantenuto la raccomandazione invariata a Buy alzato il target price €2.94 a €3.03 e Kepler che ha alzato il target price da €3.05 a €3.10.

    Giudizio positivo anche per la nuova politica dei dividendi annunciata. Le principali banche d’affari hanno approvato soprattutto la maggiore visibilità dei dividendi per gli anni 2012 e 2013, derivante da una distribuzione dei 150 milioni aggiuntivi guadagnati con la vendita di Terna Participações. Anche l’acconto sul dividendo di 7 centesimi di euro per azione, che verrà posto in pagamento il 26 novembre, è risultato maggiore del consensus che si attendeva circa 6.2 centesimi di euro per azione con una crescita del 4% rispetto l’interim dividend 2008.

  • Flavio Cattaneo: ok degli analisti sui conti di Terna

    Flavio Cattaneo e la gestione di Terna: risultati superiori al consensus e una nuova politica dei dividendi favorevole agli azionisti. Sono questi i principali aspetti che il mercato ha apprezzato in occasione della presentazione dei risultati dei primi 9 mesi del 2009 presentati da Terna. In particolare, gli analisti hanno accolto positivamente la crescita a doppia cifra di tutti i principali indici economici, grazie a maggiori ricavi, un taglio dei costi e a minori oneri finanziari nel terzo trimestre 2009. Tra i principali analisti che hanno rivisto al rialzo la propria valutazione su Terna in seguito alla presentazione della trimestrale, Santander che ha confermato la valutazione BUY e alzato il TP da €2.93 euro a €3.13, CAI Chevreux che ha mantenuto la raccomandazione invariata a 1/Selected List e alzato il target price da €3.10 a €3.15, Equita che ha mantenuto la raccomandazione invariata a Buy alzato il target price €2.94 a €3.03 e Kepler che ha alzato il target price da €3.05 a €3.10.

    Giudizio positivo anche per la nuova politica dei dividendi annunciata. Le principali banche d’affari hanno approvato soprattutto la maggiore visibilità dei dividendi per gli anni 2012 e 2013, derivante da una distribuzione dei 150 milioni aggiuntivi guadagnati con la vendita di Terna Participações. Anche l’acconto sul dividendo di 7 centesimi di euro per azione, che verrà posto in pagamento il 26 novembre, è risultato maggiore del consensus che si attendeva circa 6.2 centesimi di euro per azione con una crescita del 4% rispetto l’interim dividend 2008.

  • Flavio Cattaneo riorganizza Terna Participações: da eredità del passato a società creatrice di valore

    In pochi mesi dall’arrivo di Flavio Cattaneo Terna ha riorganizzato le proprie attività sudamericane sotto la holding Terna Participações. Nel 2005 Terna Participações rappresentava una “diversificazione aziendale” ereditata dal passato, poco valorizzata dai mercati finanziari. Una piccola società con 2.355 km di linee e 12 stazioni di trasformazione della rete di trasmissione brasiliana.

    In pochi mesi dall’arrivo di Flavio Cattaneo Terna ha riorganizzato le proprie attività sudamericane sotto la holding Terna Participacoes e, esattamente 12 mesi dopo (27 ottobre 2006), Terna Part è approdata alla borsa di San Paolo. La quotazione serviva a far emergere il vero valore delle attività brasiliane ma soprattutto a finanziare la crescita nel Paese, senza però togliere risorse all’Italia.

    E la crescita è arrivata come annunciato per il Gruppo di Cattaneo: da novembre 2007 a maggio 2008 Terna Part ha infatti acquistato 4 aziende (GTESA, PATESA, ETAU ed ETEO), che hanno permesso di raggiungere i 3.330 km di linee (+ 36%) e 23 stazioni di trasformazione (+56%) . L’Amministratore delegato di Terna annuncia a febbraio 2009 di essere disposto a vendere la società brasiliana “al prezzo giusto”, cioè al doppio del corso del titolo in quei giorni (19 reais per unit) e Cemig offre effettivamente il famoso “prezzo giusto”, di fatto il doppio dei 19 reais di febbraio.

    Oggi Terna cede a Cemig il 66% del capitale di un’azienda, il cui valore in borsa è aumentato, in soli tre anni, del 75% (l’IBOV, l’indice della borsa di San Paolo, ha guadagnato nello stesso periodo solo il 55%) mentre gli azionisti hanno avuto un rendimento del 123,54% (si pensi che il FTSEMib ha avuto un rendimento negativo del 36%). Un bell’affare anche per Cemig che, con questa acquisizione, diventa il primo concorrente per il numero uno in Brasile, Eletrobras, e raddoppia la propria quota di mercato.

    Un’operazione apportatrice di valore per Terna che, a fronte di un valore complessivo dell’operazione di 797 milioni di euro, genera una plusvalenza di oltre 400 milioni, che verranno in parte reinvestiti per lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale e in parte ad integrazione della politica dei dividendi. L’accordo perfezionato oggi si conferma, dunque, un’operazione cosiddetta ‘win-win’, in cui Terna – che ha venduto a premio, dopo che solo 7 mesi fa aveva acquisito a sconto (perché al di sotto della RAB ) le linee ad alta Tensione dell’Enel (TELAT) – e Cemig raggiungono il punto massimo di soddisfazione per sé stesse, per gli azionisti e per i rispettivi sistemi paese.

    Non a caso già lo scorso aprile, all’annuncio dell’accordo, i principali analisti avevano dimostrato apprezzamento per l’operazione: da Unicredit a Mediobanca, da Santander a Chevreux, tutti d’accordo sul valore strategico del deal.

  • Più rete, meno costi: Flavio Cattaneo spinge l’acceleratore sugli investimenti di Terna

    Dallo sviluppo della rete elettrica 1 miliardo in meno sulla bolletta degli italiani. Più investimenti, più sviluppo, più sostenibilità, meno costi. È l’ambizione del piano di sviluppo della rete elettrica di Terna. L’azienda guidata da Flavio Cattaneo, che gestisce circa 60.000 km di linee ad alta tensione in Italia, ha messo il piede sull’acceleratore degli investimenti.

    Ammodernare le linee elettriche del Paese alleggerendo i costi di sistema e creando nuovo sviluppo, in una fase di congiuntura economica sfavorevole: è questa la sfida. Il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. I numeri confermano lo sforzo straordinario che Terna sta compiendo. 6 miliardi di euro in 10 anni per cambiare il volto della rete che trasmette l’energia in Italia, risolvendo le congestioni del mercato elettrico, connettendo le nuove fonti rinnovabili e abbattendo le perdite di energia. Grazie ad una rete più efficiente e moderna, le bollette di imprese e famiglie saranno alleggerite di 1 miliardo di euro l’anno di oneri di sistema, una volta realizzato l’ intero piano.

    Anche l’ambiente ne beneficerà, con 5 milioni di tonnellate di CO2 in meno l’’anno e 1.200 km di vecchie linee smantellate a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti, con l’implementazione dei 10 progetti per lo sviluppo sostenibile. In attesa dei risultati di medio/lungo termine, la corsa per la rete del futuro è già iniziata.

    E i risultati sono tangibili. Terna, infatti, negli ultimi 4 anni ha triplicato gli investimenti, dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008. Questo ha reso possibile la realizzazione, dal 2005 ad oggi, di 1.000 km di nuove linee con 10 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche. 1,5 miliardi è il valore degli interventi oggi in costruzione e 2 sono i miliardi di euro pronti ad essere “cantierati” appena ricevute le autorizzazioni necessarie.

    Tra questi vi sono 6 progetti prioritari, dal valore di 1,6 miliardi, in attesa di rapida autorizzazione da 2/3 anni. Il loro “via libera” metterebbe in moto il lavoro di circa 1.000 imprese fornitrici ed esecutrici, che a loro volta alimentano un significativo indotto.

    6 grandi direttrici ad altissima tensione che riguardano il nord come il sud del Paese: nuovo collegamento Lodi – Pavia (Elettrodotto a 380 kV Chignolo Po (PV) – Maleo (LO)), nuovo collegamento fra Padova e Venezia (Elettrodotto a 380 kV Camin (PD) – Dolo (VE) – Fusina (VE)), nuovo collegamento fra Puglia e Campania (Elettrodotto a 380 kV Foggia-Benevento), nuovo collegamento fra le Province di Udine e Gorizia (Elettrodotto a 380 kV Udine Ovest-Redipuglia (GO)), nuovo collegamento fra Piemonte e Lombardia (Elettrodotto a 380 kV Trino (VC) – Lacchiarella (MI)), nuovo collegamento fra Sicilia e Calabria (elettrodotto a 380 kV Sorgente (ME) – Rizziconi (RC)).

    I nulla osta che attende Terna contribuirebbero a ridare slancio al cantiere Italia e permetterebbero di migliorare l’impatto ambientale della rete. La loro realizzazione garantirebbe da subito una riduzione di 1 milione di tonnellate/anno di CO2 (1/5 del totale previsto dall’intero piano), lo smantellamento di 800 km di linee e l’interramento di 230 km, a fronte della realizzazione di 500 km di nuove linee aree.

    Più investimenti, più sviluppo, più sostenibilità, meno costi. È l’ambizione del piano di sviluppo della rete elettrica di Terna. L’azienda guidata da Flavio Cattaneo, che gestisce circa 60.000 km di linee ad alta tensione in Italia, ha messo il piede sull’acceleratore degli investimenti. Ammodernare le linee elettriche del Paese alleggerendo i costi di sistema e creando nuovo sviluppo, in una fase di congiuntura economica sfavorevole: è questa la sfida. Il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. I numeri confermano lo sforzo straordinario che Terna sta compiendo. 6 miliardi di euro in 10 anni per cambiare il volto della rete che trasmette l’energia in Italia, risolvendo le congestioni del mercato elettrico, connettendo le nuove fonti rinnovabili e abbattendo le perdite di energia. Grazie ad una rete più efficiente e moderna, le bollette di imprese e famiglie saranno alleggerite di 1 miliardo di euro l’anno di oneri di sistema, una volta realizzato l’ intero piano. Anche l’ambiente ne beneficerà, con 5 milioni di tonnellate di CO2 in meno l’’anno e 1.200 km di vecchie linee smantellate a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti, con l’implementazione dei 10 progetti per lo sviluppo sostenibile. In attesa dei risultati di medio/lungo termine, la corsa per la rete del futuro è già iniziata. E i risultati sono tangibili. Terna, infatti, negli ultimi 4 anni ha triplicato gli investimenti, dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008. Questo ha reso possibile la realizzazione, dal 2005 ad oggi, di 1.000 km di nuove linee con 10 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche.

  • Flavio Cattaneo: dallo sviluppo della rete un miliardo di Euro in meno in bolletta

    10 anni di liberalizzazione: risparmi per il sistema energetico di 10 miliardi l’anno. “Buon compleanno liberalizzazione. Il mercato della concorrenza compie dieci anni” esordisce così Jacopo Giliberto in un ampio articolo dal Sole 24 Ore di oggi dedicato, per l’appunto, all’importante “ricorrenza”.

    Ma come ogni rivoluzione – scrive il giornalista nel riportare le conclusioni del convegno sul tema presso l’Università Bocconi – quella dell’energia è costellata di difficoltà. Soprattutto è mancata una politica energetica che abbia dato le direttive di fondo, gli obiettivi condivisi da raggiungere. Così, senza alcun programma che delineasse agli investitori gli obiettivi da traguardare, Terna ha ricevuto richieste di connessione per nuove centrali alimentate da fonti rinnovabili “per centomila megawatt”, osserva Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna.

    Centomila megawatt: più dell’intera quantità di centrali mai realizzate in Italia in tutta la sua storia elettrica fin da quando nel 1883 fu realizzata a Milano la centrale di Via Santa Radegonda, la prima in Europa. Secondo Flavio Cattaneo le congestioni sulle linee di alta tensione ci costano in bolletta 1,5 miliardi in più. Se Terna riuscisse a sbloccare gli elettrodotti, noi consumatori risparmieremmo un miliardo, “al netto dei 450 milioni di costi necessari per costruire le linee. Il problema è che molte delle nuove centrali sono state costruite in luoghi inadatti, là dove lo permettevano i sindaci più avveduti, e aumentando la congestione sulla rete”.

    Uno dei problemi – scrive Giliberto – è il fatto che per costruire una minicentrale solare “si seguono le stesse normative che vanno bene per pitturare un garage”, osserva Simone Mori dell’Enel. Per dirla con Antonio Costato, vicepresidente della Confindustria, “la liberalizzazione ha creato grandi aspettative che sono state soddisfatte sul piano delle produzione di energia, ma non ha funzionato sull’allocazione dei capitali e degli investimenti”.

    Conferma Tullio Fanelli, commissario dell’Autorità dell’energia: “In particolare nel settore del gas non siamo messi bene né in termini di sicurezza degli approvvigionamenti né in termini di concorrenza”.