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  • Mutui: in Italia approvati solo 7 ogni 100

    Il mutuo resta affare difficile per gli italiani, ma l’impresa è decisamente più ardua in alcune regioni e più semplice in altre. Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato oltre 5.000 fra richieste di finanziamento presentate e mutui erogati nel periodo gennaio-maggio 2013, rilevando un leggero aumento della percentuale di ottenimento del finanziamento; rispetto alla rilevazione precedente si passa dal 5% al 7%: pur in salita continua ad essere molto basso il numero delle domande presentate che si concretizzerà in un mutuo casa. Questo il dato generico, che varia guardando alle regioni di residenza di chi effettua la richiesta.

    «L’analisi della distribuzione dei finanziamenti per l’acquisto della casa lungo il territorio nazionale – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda è uno specchio delle differenze tra gli italiani in termini di distribuzione di lavoro, risorse e opportunità: il Sud si trova ad avere un terzo delle già scarse possibilità di ottenere un mutuo per l’acquisto di una casa che si hanno nel Nord del Paese. Il fenomeno rappresenta la prova del fatto che l’Italia continua a viaggiare a due velocità.»

    I più avvantaggiati sono, in assoluto, i cittadini delle Marche, della Lombardia e della Liguria: qui siamo al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione prossime o superiori al 10%. Seguono, sempre con cifre più alte della media nazionale, regioni come Piemonte (8,7%), Lazio e Umbria (entrambe al 7,5%). Per trovare una regione del Mezzogiorno occorre andare oltre la metà della classifica, e scendere sotto la media italiana: in Campania ottiene il mutuo solo il 5,0% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%, mentre il fanalino di coda della classifica è rappresentato dalla Calabria, dove nemmeno 4 richieste su cento vengono accordate.

    L’età dei richiedenti: a fronte di un’età media nazionale di 39 anni, i più giovani a presentare domanda di mutuo sono i cittadini del Friuli Venezia Giulia, che hanno mediamente 37 anni quando si presentano in Banca, mentre i più attempati sono quelli di Umbria, Calabria e Campania, che provano ad ottenete il finanziamento quando hanno già compiuto 41 anni. La durata media (che a livello nazionale è di 22 anni) sale a 26 anni in Abruzzo e scende sotto i 19 anni in Toscana.

  • Prezzi RC auto: nell’ultimo trimestre aumenti superiori all’11%

    A Palermo i premi RC auto sono cresciuti fino all’11,4%, a Torino si sono ridotti anche del 13,8%, Napoli fa registrare diminuzioni che arrivano all’8,5%; poco cambia per i neopatentati e, in generale, per i giovani automobilisti italiani. Questi, in estrema sintesi, i risultati del Focus trimestrale sui costi RC auto condotto da Facile.it, sito leader nella comparazione di polizze, che ha preso in esame alcuni profili di automobilista* in 8 delle principali città italiane (Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo) confrontando le tariffe in vigore a maggio con quelle di febbraio 2013.
    «Nell’ultimo trimestre – afferma Mauro Giacobbe, Responsabile business unit assicurazioni di www.facile.it – i premi RC auto si sono mossi con due velocità. In linea generale le variazioni sono state molto più contenute rispetto alla rilevazione precedente, ma evidenziamo da un lato l’inizio di una rimodulazione al ribasso delle tariffe in vigore a Napoli e, dall’altro, un forte aumento per i profili più virtuosi a Palermo».
    L’indagine di Facile.it registra una sostanziale immobilità dei premi riservati al profilo 3, quello di giovani e neopatentati: solo Roma fa segnare un +2,5% nelle tariffe dedicate a questa tipologia di automobilista che, nelle altre città campione, o non ha subito alcuna variazione nel miglior premio disponibile o un ribasso di appena lo 0,3%.
    Le compagnie, invece, hanno imposto variazioni radicali (in positivo o in negativo in base alla città) sia al profilo maschile sia a quello femminile. Nei capoluoghi settentrionali presi a campione, al profilo maschile (profilo 1) sono stati riservati sconti tariffari in percentuali comprese fra il 3,3% di Bologna ed il 5% di Verona, con riduzioni del 4,9% a Milano. D’altro canto, e nonostante si tratti di una categoria virtuosa, i costi della copertura RC auto sono aumentati per loro del 4,2% a Firenze e addirittura dell’11,4% a Palermo. Unica eccezione nel meridione è Napoli, dove il miglior premio disponibile a maggio è inferiore dell’8,4% rispetto a quello acquistabile a febbraio.
    Per quanto riguarda i premi riservati alle automobiliste che rientrano nel profilo campione (profilo 2), Facile.it ha rilevato oscillazioni ancora più ampie. Milano e Verona non hanno registrato alcuna variazione nel miglior prezzo disponibile, mentre lo stesso è diminuito a Firenze (-2,6%), Napoli (-8,5%) e Torino (-13,8%) ed aumentato a Roma (+1,6%) e, ancora una volta, a Palermo (+8,5%).
    Dal Focus di Facile.it (la cui infografica riassuntiva è disponibile a questo indirizzo: http://www.facile.it/infografica/premi-rc-auto-a-due-velocita.html) emerge come la cresciuta età media del parco auto italiano influenzi la scelta di ricorrere o meno a coperture aggiuntive. Quella su furto e incendio, chiaramente più adatta ad auto nuove, arriva quasi a dimezzarsi passando dal 21,18% di febbraio al 12,86% di maggio; quella sull’assistenza stradale, più comune fra i veicoli circolanti da diverso tempo, continua a crescere e viene richiesto oggi da quasi il 49% degli automobilisti che vogliono completare la loro polizza auto con una copertura aggiuntiva.

    * Il Focus Facile.it ha preso in esame i prezzi disponibili sul mercato il 27/05/2013 e il 27/02/2013 per i seguenti profili:

    1) Uomo/40 anni/Diplomato/Sposato/Guida una Ford Focus 1.6 Diesel/Prima classe di merito/Nessun sinistro denunciato negli ultimi 5 anni.
    2) Donna/35 anni/Diplomata/Sposata/Guida una Opel Corsa 1.4 Benzina/Quarta classe di merito/Nessun sinistro denunciato negli ultimi 5 anni.
    3) Uomo/19 anni/Studente/Single/Guida una Fiat Punto 1.3 Diesel/Neopatentato quattordicesima classe di merito/prima assicurazione.

  • Facile.it in campagna TV con una danza propiziatoria firmata PicNic

    Facile.it (www.facile.it), il comparatore leader in Italia per le principali spese della famiglia, si ripresenta in televisione con il suo quarto spot firmato, come tutti i precedenti, dall’agenzia creativa PicNic (www.sitodipicnic.com).

    Il nuovo episodio è molto diverso da quelli già andati in onda che, tramite le esperienze dei componenti di una tipica famiglia italiana hanno portato al successo il celebre tormentone “Facile.it. Facile.it.Facile.it” insegnando ai consumatori il valore di una scelta corretta e del confronto. Nella campagna in onda da ieri e programmata sulle reti Mediaset, Rai, Sky e Discovery per quattro settimane, si parte ancora dal ramo delle assicurazioni auto.

    Una famiglia, diversa da quella protagonista degli scorsi episodi, è disperata e non sa più cosa fare per risparmiare sulla polizza auto. Scende in strada e, come una tribù indiana, si mette a fare una danza propiziatoria affinché il prezzo della polizza si abbassi. Ovviamente non funziona, falliscono nel tentativo di ridurre il prezzo e addirittura succede quello che non succede mai in questi riti…piove davvero!!!

    Ma ecco che arriva il consiglio giusto: per risparmiare su bollette e assicurazione solo una formula funziona davvero…“Facile.it. Facile.it.Facile.it”

    “Le prime creatività erano state molto apprezzate dagli utenti e sono state un valido aiuto per presentare sia noi sia il nostro modo di lavorare.”– ha dichiarato Marco Giorgi, Responsabile Marketing di Facile.it – “Facile.it nel corso degli anni è cambiato ed ha allargato il suo ramo di azione ad altri settori come i mutui, i prestiti, le tariffe di luce e gas o i conti correnti; per questo abbiamo scelto di evolvere anche il nostro stile di comunicazione.”

    “Con questo spot, realizzato nei formati 30” e 15’’ – ha spiegato Niccolò Brioschi direttore creativo della campagna e partner di PicNic – “abbiamo raccolto la sfida lanciataci da Facile.it: mettere in scena con ironia il desiderio concreto e di tutti i giorni delle famiglie italiane: risparmiare.”

    Girato a Roma, il film nasce con la direzione creativa di Niccolò Brioschi e la regia di Riccardo Paoletti. Prodotto da Cow&Boys. Lorenzo Borsetti ne è produttore esecutivo, direttore della fotografia è Alessandro Pavoni. Federica Guidolin è il copywriter e Riccardo Colombo l’art director. Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    Scheda Tecnica:

    Agenzia: PicNic

    Direttore Creativo: Niccolò Brioschi

    Casa di produzione: Cow&Boys

    Produttore esecutivo: Lorenzo Borsetti

    Regista: Riccardo Paoletti

    Direttore Fotografia: Alessandro Pavoni

    Copywriter: Federica Guidolin

    Art: Riccardo Colombo

    Post-Produzione video: Videozone

    Post-Produzione audio: Top Digital

    Musica Originale: Fabrizio Campanelli

  • Mutui: l’erogato medio risale ai valori di un anno fa

    Domanda debole e cautela delle banche “congelano” le erogazioni dei mutui: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it negli ultimi sei mesi la somma che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa è rimasta bassa, ma è perlomeno tornata ai valori di un anno fa. Ammonta a 122.000 euro l’erogato medio delle banche, in salita di 4,5 punti percentuali rispetto allo scorso semestre.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre scorso sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile 2013, si è registrata una generale stazionarietà dal punto di vista delle richieste, ed un leggero aumento per quel che riguarda le erogazioni. In particolare diminuisce, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, percentuale che passa dall’11 all’8%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile cresce di poco, passando dal 50% al 52%.

    «Gli Italiani che aspirano a un finanziamento per acquisto casa – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda hanno imparato a richiedere cifre contenute, sapendo che dovranno attingere ai propri risparmi perché il mutuo potrà coprire circa metà del valore dell’immobile. Prosegue come nel semestre precedente, poi, il paradosso per cui i prezzi degli immobili acquistati, nonostante la crisi del mattone, non sembrano ridursi: il valore medio delle case da comprare resta stabilmente attorno ai 235.000 euro».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui acquisto prima casa, lo scenario cambia. Dopo un anno di calo costante dell’ammontare richiesto, ad aprile si prende fiato: si passa da 135.000 a 137.000 euro in sei mesi (+2%). Di contro, cala la cifra media erogata, che passa da 127.000 a 125.000 euro (-2%): un gioco a somma zero che rende il settore congelato anche nel 2013. Mentre il divario tra richiesta ed erogazione si allarga (i due numeri divergono del 10%) la percentuale finanziata scende al 58% (era al 61% nella rilevazione precedente). Questo calo è dovuto, in parte, al leggero aumento del valore medio degli immobili acquistati attraverso il finanziamento per la prima casa (+3% in sei mesi).

  • Prestiti personali: crescono quelli richiesti per matrimoni e cerimonie

    Maggio è per antonomasia il mese dei matrimoni le cui spese, in periodo di crisi economica, si affrontano sempre più spesso richiedendo un prestito. Il comparatore Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html), con la collaborazione di Prestiti.it (www.prestiti.it), ha analizzato oltre 20.000 richieste di finanziamento presentate negli ultimi 6 mesi in Italia scoprendo che, se nel 2011 la percentuale rappresentata dai prestiti per i matrimoni sul totale di quelli richiesti era dell’1,7%, oggi è arrivata al 2,4%, vale a dire un incremento del 41% in appena due anni. Se è vero che proporzionalmente i prestiti finalizzati al pagamento di matrimoni e cerimonie sono cresciuti, va evidenziato come, rispetto alla rilevazione del 2011, si sia notevolmente ridotto l’importo richiesto che è passato da una media di 16.000 euro ad appena 9.000. Gli importi maggiori vengono richiesti nel Lazio (12.570 euro in media), che precede la Calabria (11.700 euro) e la Puglia (10.450 euro); prima regione del nord il Veneto, dove la richiesta media si attesta a 9.925 euro. Importi decisamente più contenuti nelle Marche, in Liguria ed in Sardegna dove non si superano i 6.000 euro. Il maggior numero di richieste per i prestiti finalizzati a matrimoni o cerimonie arriva dalla Campania che, da sola, rappresenta circa il 17% del totale; da notare come, in questa regione, i prestiti per matrimoni siano più del 4% di quelli richiesti, dato quasi doppio rispetto a quello nazionale; a seguire si trovano la Lombardia (14,7%), la Sicilia (10,8%) ed il Lazio (8,3%). A richiedere un prestito personale finalizzato al matrimonio sono principalmente dipendenti privati, ma il 6,5% di chi fa domanda è pensionato; più che a fiori d’arancio sbocciati in tarda età, però, questo è dovuto alla volontà di regalare ai propri figli un matrimonio da favola. I richiedenti più giovani sono gli umbri (30 anni), i marchigiani e i sardi (32 anni), i più anziani i lombardi (37 anni), gli abruzzesi (39,5) ed i campani (40 anni). Chi ha presentato una richiesta di prestito per matrimonio ha intenzione di restituire il finanziamento in circa 58 rate, ma dove gli importi richiesti sono maggiori anche il piano di restituzione si allunga, arrivando a sfiorare i 6 anni (Lazio; 69 mesi – Calabria; 68).

  • Punti patente, li hanno persi più di 2,5 milioni di italiani

    La patente a punti entra nel suo undicesimo anno di vita e Facile.it, comparatore leader del settore RC auto, ha calcolato che sono circa 2,8 milioni gli italiani che, nell’ultimo quinquennio, si sono visti sottrarre punti dalla patente.

    «Da una recente indagine ACI-Istat – sostiene Mauro Giacobbe, Responsabile Business Unit Assicurazioni di www.facile.it è emerso come molti italiani vorrebbero che il premio RC auto fosse legato anche ai punti della patente; in linea teorica potrebbe essere un’opzione interessante, ma allo stato attuale utilizzare il saldo punti o specifiche infrazioni alla guida come parametri di buona condotta dell’automobilista è piuttosto difficile dato che non tutte le informazioni necessarie sono facilmente reperibili o verificabili».

    Stando ai numeri emersi dall’indagine, compiuta su un campione di oltre 6,5 milioni di preventivi RC auto e moto presentati negli ultimi 12 mesi, se a livello nazionale gli automobilisti incorsi in sanzioni di gravità tale da comportare la perdita di punti sono stati il 6,3% del totale e, per i motociclisti, il 5,4%, molto peggio è andata ai patentati di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto dove hanno subito sottrazioni di punti, rispettivamente, l’8,6%, 8,3% e 8,1% dei patentati. Numeri decisamente più alti delle regioni meridionali. Solo per citare alcuni esempi, in Puglia hanno visto scendere il proprio saldo punti solo il 3,8% degli automobilisti, in Calabria il 4,15% e in Sicilia il 4,3%.

    Con l’aumentare dell’età del conducente cresce anche la sua prudenza e se fra i più giovani (18-24 anni) la percentuale di automobilisti che ha perso punti della patente è addirittura del 10,27%, fra chi ha un’età compresa tra i 25 ed i 35 anni la percentuale è pari al 6,93%, diventa il 5,97% fra i 36 e i 50 anni per diminuire ancora, 5,33%, fra gli over 50.

    Confermata anche la migliore guida delle donne. Solo il 5,7% delle automobiliste ha subito la decurtazione dei punti, fra gli uomini il dato diventa del 6,7%. Guardando al campione relativo ai motociclisti, le donne che hanno dovuto rinunciare a punti della patente sono il 4,92%, gli uomini il 5,44%. Quanto alle fasce d’età, i centauri fra i 18-24 anni hanno dovuto cedere punti nel 10% dei casi, quelli con età fra i 25 ed i 35 anni nel 5,33%, quelli fra i 36 ed i 50 nel 5,04% e, in ultimo, quelli con più di 50 anni nel 4,65% dei casi.


  • Mutui più facili per insegnanti e funzionari

    Se ottenere un mutuo è impresa ardua, non per tutte le categorie professionali la situazione è contraddistinta dalle stesse difficoltà. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, ha analizzato richieste di finanziamento e mutui erogati nel periodo compreso tra ottobre 2012 e marzo 2013, evidenziando come appena più del 5% delle domande presentate si concretizzerà in un mutuo casa.

    Questo il dato generico, che varia scendendo nel dettaglio delle professioni di chi effettua la richiesta. I più avvantaggiati sono, in assoluto, i cittadini assunti come quadri o funzionari: tra di loro la percentuale sale oltre il 14%; li seguono, poi, gli insegnanti, che vantano un 10,7% di richieste accolte. Sopra la media anche i medici (con il 7,6%), i pensionati (7%) e i dirigenti (6,6%). In perfetta media nazionale, invece, le categorie che raccolgono il maggior numero di preventivi: impiegati e liberi professionisti, lo zoccolo duro della classe media italiana, si attestano attorno il 5%. Drasticamente sotto la media, con percentuali minime, gli operai e gli appartenenti alleforze armate, rispettivamente con il 3,5% e il 4,4%.

    «Non tutti gli italiani, di fronte alla crisi, dispongono degli stessi strumenti per affrontare questa congiuntura economica – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda ed è chiaro che alcune categorie professionali possano con più agio gestire la richiesta di mutuo; desta stupore, tuttavia, che la figura dell’insegnante risulti tra le più facilitate ad ottenere il finanziamento. Evidentemente, più che gli stipendi bassi, a loro favore giocano i contratti statali e, per le banche, più sicuri.»

    Ma a quali professioni vengono erogati gli importi più elevati? I dirigenti, innanzitutto (con 140.000 euro), seguiti dai liberi professionisti (131.000 euro) e, di nuovo, gli insegnanti (129.000 euro). Operai e pensionati si trovano, di contro, in fondo alla classifica: i primi per limiti di età, i secondi per disponibilità economica e stipendi medi, si accontentano di cifre minime (rispettivamente 108.000 e 100.000 euro).

    Per quanto riguarda il loan to value, vale a dire la percentuale finanziata attraverso il mutuo sul valore totale dell’immobile, le categorie che hanno più difficoltà ad ottenere il finanziamento sono anche quelle che hanno bisogno di una percentuale maggiore. I membri delle Forze Armate chiedono e ottengono, mediamente, il 63% del valore della casa acquistata; li seguono, a stretto giro, gli operai, con il 61%, e gli impiegati (58%). Fanalino di coda nelle percentuali richieste ed ottenute – perché categorie professionali che dispongono di maggiore liquidità – sono i medici (33%), i pensionati (34%) e i dirigenti (38%).

    Sull’età media emergono poche sorprese: i pensionati sono i più anziani al momento della richiesta del finanziamento (ma tra di loro la durata del mutuo è pari a soli 16 anni), mediamente hanno 58 anni; i più giovani, di contro, sono gli operai e gli appartenenti alle Forze Armate, con 36 anni. Gli operai, poi, sono la categoria professionale contraddistinta dalla durata media più alta in assoluto: per loro occorreranno ben 28 anni per rimborsare completamente l’acquisto della casa.

    Di seguito l’elenco delle professioni in base alla percentuale di ottenimento del mutuo e in base al loan to value dell’erogato:

    Professione

    Percentuale di mutui ottenuti sul totale delle domande

    Quadro

    14,3%

    Insegnante

    10,7%

    Medico

    7,6%

    Pensionato

    7,0%

    Dirigente

    6,6%

    Libero professionista

    5,5%

    Impiegato

    5,3%

    Forze Armate

    4,4%

    Operaio

    3,5%

    Professione

    Percentuale erogata sul valore totale dell’immobile

    Forze Armate

    63%

    Operaio

    61%

    Impiegato

    58%

    Insegnante

    54%

    Libero professionista

    39%

    Quadro

    39%

    Dirigente

    38%

    Pensionato

    34%

    Medico

    33%

  • Energia: ogni famiglia spreca 200 euro all’anno

    Cuocere senza coperchio? 5€. Lasciare scorrere l’acqua calda a vuoto mentre ci si fa la barba? 36€. Rinfrescare l’ambiente col condizionatore invece che deumidificare? 85€. Questi sono solo alcuni dei costi legati alle cattive abitudini energetiche degli italiani. Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html), comparatore leader del settore, ne ha stilato un elenco, calcolando che la famiglia italiana tipo spreca, in media, 200€ l’anno tra luce e gas.

    «È ovvio che le bollette siano un problema per molti italiani – sostiene Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Energia di www.facile.itma cambiare alcune piccole abitudini potrebbe consentire risparmi notevoli. Basta riflettere, senza bisogno di rinunciare alle comodità».

    Il risparmio sulle bollette è possibile in ogni stanza della nostra abitazione. Cominciando dalla cucina, utilizzare la pentola a pressione invece di una tradizionale consentirebbe di risparmiare 8€. Poco? E che dire allora dei 23€ che si potrebbero evitare di spendere semplicemente staccando il frigo di qualche centimetro dal muro? Tenere aperto o chiudere male frigo e freezer fa sprecare ogni anno 21€,usare un piano cottura elettrico invece che uno a gas ci costa 19€, asciugare i piatti con il programma della lavastoviglie invece che naturalmente 18€, mentre scaldare il latte o fare il tè sul gas invece che nel microonde equivale a 16€ in più in bolletta. Proprio il microonde è uno dei maggiori alleati del risparmio: scongelando o riscaldando i cibi con questo elettrodomestico e non nel forno tradizionale, ad esempio, si arrivano a risparmiare 33€.

    Continuando nel nostro viaggio fra gli sprechi energetici delle case italiane, un capitolo importante è quello legato al riscaldamento. Evitare di tenerlo programmato a 20°/21°, preferendo invece una temperatura costante inferiore di un solo grado fa risparmiare 120€ all’anno, mentre spegnerlo del tutto se si va via per la settimana bianca o anche solo un week end consente di tenersi in tasca una decina di euro. Siete indecisi se sostituire il vostro scaldabagno elettrico con uno a gas? Sappiate che, a parità di utilizzo, state spendendo 176€ in più ogni anno.

    Il risparmio parte anche dai piccoli gesti, eccone alcuni che sembrano poca cosa se presi singolarmente, ma sommati rappresentano quasi 150 euro di risparmio: eliminare lostand by di alcuni elettrodomestici (microonde, lettore DVD, computer, macchina del caffè elettrica, televisore) constano 56€; programmare il condizionatore (specie nelle ore notturne) piuttosto che lasciarlo andare in modalità continua: 54€; spegnere le luci nelle stanze anche solo un’ora al giorno, quando non necessario: 30€;usare per l’albero di Natale luci a LED invece che ad incandescenza: 4€; staccare il caricatore del cellulare dalla presa una volta che il telefono ha raggiunto la carica o se il telefono non è collegato al cavo: 1,5€. Il risparmio, state attenti, si fa anche così.

    «Lo scopo della nostra ricerca– continua Rohr è quello di sensibilizzare gli italiani sull’importanza di scegliere e diventare parte attiva nella gestione dei propri costi. Se non si è soddisfatti del proprio operatore se ne deve cercare uno migliore fra i tanti presenti sul mercato e, se davvero si vuole risparmiare, basta prendere coscienza dei propri comportamenti sbagliati e usare il buon senso».

    Ecco di seguito alcuni comportamenti virtuosi e quanto ci farebbero risparmiare in un anno:

    Comportamento

    Risparmio annuale possibile

    Mantenere il riscaldamento a 19° e non a 20°/21°

    120€

    Deumidificare invece che condizionare

    85€

    Eliminare lo stand by di piccoli elettrodomestici

    56€

    Programmare il condizionatore

    54€

    Non far scorrere acqua calda a vuoto mentre si fa la doccia o la barba

    36€

    Spegnere le luci non necessarie nelle stanze

    30€

    Scongelare/scaldare nel microonde

    33€

    Staccare di 10 centimetri il frigo dalla parete

    23€

    Chiudere bene frigo e freezer

    21€

    Non asciugare i piatti con la lavastoviglie

    18€

    Usare una pentola a pressione

    8€

    Spegnere totalmente il riscaldamento quando si è via

    8€

    Coprire la pentola che bolle

    5€

    Usare luci dell’albero di Natale a LED

    4€

    Staccare il caricatore quando il cellulare è carico

    1,5€

  • La prima App per comprare polizze tramite smartphone

    Da oggi, per la prima volta in Europa, è possibile non solo confrontare, ma anche acquistare polizze Rc auto tramite smartphone. E questo grazie ad una app tutta italiana. A svilupparla e renderla disponibile agli utenti è stato Facile.it, il comparatore italiano leader del settore.

    «Siamo molto orgogliosi di essere stati i primi in Europa a sviluppare un prodotto così importante.– sostiene Marco Giorgi, Responsabile Marketing di www.facile.itAbbiamo sempre fatto dell’eccellenza tecnologica il nostro punto di forza e vista la crescente importanza delle tecnologie per smartphone e le richieste dei nostri utenti che volevano un’app che gli consentisse non solo di verificare i prezzi ma anche di acquistare, impegnarci in questo progetto era fondamentale».

    Il primo acquisto tramite app è stato fatto da un automobilista di Trevisoa soli 41 minuti dalla messa online del servizio, il secondo acquisto, un’ora dopo, da Novara.

    L’app, sviluppata integralmente da un team tutto italiano interno all’azienda, è disponibile per iPhone (http://www.facile.it/app.html) e, nei prossimi mesi, sarà creata anche la versione per Android e Windows Phone.

    Nella versione già scaricabile sull’Apple Store (https://itunes.apple.com/it/app/facile.it-confronto-assicurazioni/id558826471?mt=8) se si decide di acquistare una delle polizze di responsabilità civile offerte tramite Facile.it, si può pagare tramite carta di credito o essere messi in contatto con i consulenti di Facile.it e concludere l’acquisto telefonicamente.

    Oltre al confronto e all’acquisto delle polizze di Rc auto e moto, è possibile confrontare anche i preventivi di mutuo e prestiti personali o finalizzati, e richiedere una consulenza gratuita fino all’erogazione da parte delle principali banche e finanziarie operanti nel nostro Paese,.

    Nato nel marzo del 2009, Facile.it è ormai da tempo il leader incontrastato della comparazione Rc auto in Italia. Nello scorso mese di Marzo ha tagliato il traguardo delle 30.000 polizze vendute in un solo mese e, nel corso degli anni, ha allargato il suo raggio di azione anche al confronto di altri prodotti come mutui, prestiti, conti correnti, tariffe energia, Adsl e Pay TV.

  • Prestiti: importi più bassi e restituzioni più lunghe

    Se le banche riducono i prestiti a famiglie ed imprese, gli Italiani alle prese con i finanziamenti provano a ridimensionare le loro pretese e chiedono meno agli istituti finanziatori: secondo i risultati dell’Osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) realizzato con la collaborazione di Prestiti.it, in soli sei mesi la domanda media di prestito si è ridotta dell’11%, arrivando a 11.000 euro dai 12.500 di ottobre 2012.

    «Quello a cui assistiamo – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.itè un fenomeno complesso, interpretabile alla luce di due elementi di analisi: da un lato vi è la consapevolezza delle difficoltà nell’ottenere un finanziamento, che scoraggia gli Italiani e li induce a richiedere cifre meno elevate, dall’altro una progressiva diminuzione delle richieste di finanziamento di acquisto di automobili, legata alla sofferenza del settore automotive. I due fattori, insieme, hanno portato ad una domanda media molto inferiore rispetto alla rilevazione precedente».

    L’indagine, realizzata partendo dall’analisi di un campione di circa 40 mila richieste di finanziamento raccolte negli ultimi sei mesi, permette di identificare il profilo tipo di chi cerca di ottenere un prestito: si tratta di un uomo di 41 anni, con unostipendio medio di poco superiore ai 1.500 euro, chechiede cifre più basse rispetto al passato (11.000 vs 12.500 euro), mada restituire in più tempo (66 vs 64 mesi).

    Per quanto riguarda le motivazioni che spingono a richiedere un prestito personale, ciò che salta all’occhio in maniera evidente è il balzo compiuto dalle richieste di liquidità, che passano dal 32% al 42% del totale: 4 italiani su 10 alle prese con un finanziamento puntano non tanto all’acquisto di un bene specifico ma ad ottenere denaro contante per far fronte a più spese che si accavallano, gestire i pagamenti in corso e arrivare alla fine del mese.

    Cala anche la percentuale dei prestiti richiesti per l’acquisto di veicoli: il finanziamento per auto e moto usate passa, in sei mesi, dal 27% al 21%, quello per comprare mezzi nuovi scende dall’8% al 5%. Dati, questi, che non sorprendono se si considerano i crolli di vendita nel settore automotive.

    Aumenta di poco il divario già forte tra uomini e donne per quel che concerne la richiesta di prestiti personali: il 74% delle domande arriva dagli uomini (era il 72% sei mesi fa), contro un 26% di richieste provenienti da donne.

    Per quanto riguarda le differenze regionali, va detto che il calo degli importi medi è più forte in quelle regioni che, in passato, puntavano ad ottenere somme più alte. Se ad ottobre le Regioni con gli importi più alti erano Calabria e Sicilia (con 14.000 euro di domanda media), adesso sono Sardegna e Marche a restare in cima alla classifica, entrambe con 12.000 euro.