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  • Cambiando classe si risparmiano mediamente 400 euro all’anno

    Risparmiare sui consumi di casa è possibile, soprattutto se si migliora la classe energetica degli elettrodomestici più usati: basta questo per risparmiare in media 400 euro ogni anno. Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html), il principale comparatore online italiano di tariffe, ha analizzato il consumo annuo medio di alcuni degli elettrodomestici più diffusi nelle nostre case calcolando quale sia il beneficio derivante dal migliorare, anche di poco, la loro classe energetica.

    Quasi 100 dei 400 euro che ogni famiglia italiana potrebbe risparmiare arrivano dalla cucina. Lo studio di Facile.it ha ipotizzato per gli elettrodomestici presenti nelle case italiane una classe energetica media di categoria B: cambiando il frigorifero con uno di classe A+ rimarrebbero in tasca 32 euro, che si potrebbero sommare ai 19 ottenuti cambiando la lavastoviglie con una in classe A. Sempre scegliendo una classe A, quindi non necessariamente la più alta, anche per il forno elettrico, si risparmierebbero altri 18 euro. Questo solo per fare alcuni esempi.

    «Nella sostituzione degli elettrodomestici spesso ci si fa scoraggiare dal prezzo del nuovo o anche dal fatto che, semplicemente, quelli che abbiamo in casa funzionino ancora bene – sostiene Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Energia di www.facile.it ma quello che non valutiamo correttamente è il costo nascosto di questi strumenti. Oggi, approfittando anche degli incentivi governativi, sostituire i vecchi elettrodomestici con altri in una classe energetica migliore può essere di grande aiuto all’economia delle famiglie».

    Uno degli apparecchi più usati nelle case italiane è il televisore: si stima che, mediamente, sia acceso per 1.500 ore in un anno. Sostituendo l’apparecchio a tubo catodico con uno di pari dimensioni, ma a LED, il consumo di KW ora andrebbe a dimezzarsi facendo risparmiare oltre 35 euro sulla bolletta. Ulteriori riduzioni sulle spese potrebbero arrivare dalla sostituzione della lavatrice: passando da una in classe B ad una in classe A+ e ipotizzando due soli cicli di lavaggio a settimana la bolletta si alleggerirebbe di circa 14 euro, destinati a crescere se i cicli di lavaggio fatti in casa sono più di quelli considerati dallo studio.

    In chiusura i risparmi maggiori. A consentire di alleggerire notevolmente la bolletta sarebbe la sostituzione del condizionatore: cambiare le macchine installando quelle di classe A++ riduce il consumo annuo a meno di un terzo del precedente, tradotto in cifre 118 euro in meno in bolletta. Basterebbe invece cambiare 14 lampadine (numero medio considerato per l’abitazione di una famiglia) – di cui 6 ad alto numero di ore di utilizzo (come quelle dei lampadari della cucina o della sala) e 8 a utilizzo medio o basso (come quelle dei bagni o delle abat-jour) – per risparmiare più di 190 euro.

  • Prestiti personali: in Lombardia cresce del 10% l’importo medio richiesto

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Lombardia negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto del 10%, oltre la crescita media nazionale che si è fermata all’8%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Lombardia sia perfettamente in linea con quella nazionale, pari a 11.000 euro, contro i 10.000 che si richiedevano sei mesi fa nella regione.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini lombardi nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 72% di chi cerca di ottenere un finanziamento, dato comunque inferiore alla media nazionale che arriva al 74%. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Lombardia si riconferma al di sotto della media italiana (41) e si ferma a 40 anni.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dalle 61 rate mensili di ottobre 2013, sono passati a 63. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, le motivazioni più ricorrenti in Lombardia sono, a pari merito, l’acquisto di un’auto usata e il bisogno di liquidità (entrambi al 24% sul totale).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Sondrio, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 13.500. A Lodi, gli importi richiesti sono i più bassi della regione e rimangono fermi a 10.500 euro.

  • Prestiti personali: in Piemonte cresce del 10% l’importo medio richiesto

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Piemonte negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto del 10%, oltre la crescita media nazionale che si è fermata all’8%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Piemonte sia perfettamente in linea con quella nazionale, pari a 11.000 euro, contro i 10.000 che si richiedevano sei mesi fa nella regione.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini piemontesi nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 71% di chi cerca di ottenere un finanziamento, dato comunque inferiore alla media nazionale che arriva al 74%. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Piemonte si allinea alla media nazionale di 41 anni.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dalle 63 rate mensili di ottobre 2013, sono passati a 65. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra i piemontesi che hanno indicato una finalità precisa per il prestito, le motivazioni più ricorrenti sono state l’acquisto di un’auto usata (25%) e il bisogno di liquidità (20%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono nella provincia di Verbanio-Cusio-Ossola, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 12.500 euro. A Cuneo e a Vercelli, gli importi richiesti sono i più bassi della regione e rimangono fermi a 10.000 euro.

  • Prestiti personali: in Emilia Romagna cresce del 10,5% l’importo medio richiesto

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Emilia Romagna negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto del 10,5%, oltre la crescita media nazionale che si è fermata all’8%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Emilia Romagna si riconfermi come quella più bassa di tutto il Paese, fermandosi a poco più di 10.500 euro, contro la media nazionale pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini dell’Emilia Romagna nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 71% di chi cerca di ottenere un finanziamento, contro un dato medio nazionale che arriva al 74%. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Emilia Romagna si riconferma al di sotto della media nazionale (41) e si ferma a 40 anni.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dalle 61 rate mensili di ottobre 2013, sono passati a 63. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Emilia Romagna è l’acquisto di un’auto usata (30% del totale), seguita dal bisogno di liquidità (19%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Ferrara, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 11.500 euro. A Piacenza, gli importi richiesti sono i più bassi della regione e rimangono fermi a 9.600 euro.

  • Prestiti personali in Campania: cresce dell’11,3% l’importo richiesto

    Nonostante sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Campania negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto dell’11,3%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Campania si fermi a poco più di 10.500, cifra che rimane comunque al di sotto della media nazionale, pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini campani nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione Campania, il 79,7% di chi cerca di ottenere un finanziamento. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Campania supera la media nazionale che si è fermata a 41 anni, raggiungendo i 43.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dai 63 mesi di ottobre 2013, sono diventati 65. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Campania è la ristrutturazione della casa (23% del totale), seguita dall’acquisto di auto usate (20%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Benevento, dove superano anche la media nazionale arrivando a 13.000 euro; segue Avellino dove se ne richiedono 11.500. A Caserta e Salerno, gli importi richiesti sono in linea con la media italiana di 11.000 euro. A chiedere cifre minori sono, invece, i cittadini residenti nel capoluogo: a Napoli la richiesta media è di 10.500 euro ed è la più bassa di tutta la regione.

  • RC auto: la crisi spinge in alto il ricorso alle coperture aggiuntive. Le richiede il 56% degli automobilisti

    In tempi di crisi la cautela non è mai troppa: sarà per questo che il 56% degli italiani alle prese con il rinnovo RC auto sceglie di richiedere una copertura aggiuntiva. A dirlo è il portale Facile.it (www.facile.it) che, analizzando un campione di oltre 1.000.000 di preventivi assicurativi arrivati negli ultimi due mesi, ha rivelato come sia ormai una consuetudine aggiungere alla polizza base ulteriori garanzie.

    «Mentre la RCA (la polizza assicurativa base) è obbligatoria per legge – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it – ciò non vale per tutte le garanzie accessorie, che assicurano il guidatore ed il veicolo in un più alto numero di situazioni. Anziché puntare al risparmio, il trend emergente sembra quello della prudenza: si spende una modica cifra oggi per evitare complicazioni domani.»

    Ma quali sono le coperture più richieste dagli italiani? È l’infortunio al conducente la garanzia accessoria più ricorrente (47,4%): pochi sanno che la normale RC auto non tutela l’assicurato alla guida del veicolo responsabile del sinistro, ma si limita a coprire i danni causati a persone o altri mezzi. A seguire troviamo l’assistenza stradale, richiesta dal 41,1% del campione censito: con un parco macchine sempre più vecchio, il rischio di rimanere bloccati mentre si viaggia è in aumento, da qui l’esigenza di prevenire, evitando la spesa per il recupero del veicolo in caso di fermo.

    Sarà che i prezzi dell’assicurazione auto subiscono variazioni notevoli in base alla regione di residenza, ma anche la propensione alla prudenza mostra lo stesso andamento: le regioni in cui è più alta la percentuale di automobilisti che richiede almeno una copertura aggiuntiva sono quelle del Nord Italia. A guidare la classifica è la Lombardia, regione in cui ben il 72% degli automobilisti sceglie di integrare la propria RC auto; a seguire, Trentino Alto Adige (66%) e Liguria (61%). Tutta la coda della classifica, invece, è occupata dalle regioni del Sud: Puglia, Calabria (15%) e Campania (16%) rivelano un minore interesse dei cittadini del meridione a far aumentare il prezzo della polizza con garanzie aggiuntive.

    Interessante notare, invece, che le differenze di comportamento tra uomini e donne, stavolta, sono davvero minime: nel dettaglio, però, le donne si mostrano più interessate alla copertura in caso di infortunio al conducente (la richiedono il 48,4% delle donne, contro il 46,7% degli uomini) e all’assistenza stradale (42,1%, contro il 40,6% del campione maschile).

    Per quanto riguarda le categorie professionali sono i dirigenti, gli agenti di commercio e gli imprenditori quelli che scelgono in misura più alta di aggiungere coperture alla RCA – forse perché passano più tempo al volante o perché hanno redditi mediamente più alti – mentre gli appartenenti alle forze armate sono il fanalino di coda, battendo persino pensionati e disoccupati.

  • Prestiti personali: torna a crescere la richiesta media, +8% nell’ultimo semestre

    Il 2014 è contraddistinto da un calo della domanda dei finanziamenti, ma gli importi richiesti sono cresciuti: l’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito sia aumentata dell’8% in sei mesi, andando a compensare il drastico calo della rilevazione precedente (-23% in un anno; -8% nel semestre). Oggi si richiedono poco più di 11.000 euro, contro i 10.000 di ottobre 2013.

    «Se gli ultimi dati del Crif – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.it e Prestiti.itpongono l’accento sul calo delle domande (a febbraio si è registrato una diminuzione del 7,9% rispetto allo scorso anno) la nostra analisi delle richieste mostra come chi abbia bisogno di un prestito cerchi di ottenere cifre comunque significative, nonostante diminuisca il reddito medio con cui rimborsarle; da ciò consegue un leggero allungamento dei tempi di restituzione».

    L’indagine, realizzata analizzando un campione di circa 40 mila domande presentate nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ci offre l’identikit del richiedente finanziamento in questi tempi di crisi: è un uomo – sono il 74% di tutto il campione – di 41 anni che ha bisogno di circa 11.000 euro e vuole rimborsare il prestito contando su uno stipendio di circa 1.600 euro mensili (erano 1.700 nel semestre precedente). La durata del finanziamento resta superiore ai cinque anni, occorreranno 64 mensilità (63 nella rilevazione di ottobre) per ripagare il prestito.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente è la liquidità (22,7% del totale), seguita dall’acquisto di auto usate (21,3%). Pressoché stabile la ristrutturazione casa (è il 14,5%, era il 15,6% nello scorso semestre), mentre va segnalato l’alto numero di richieste per il consolidamento di altri debiti già esistenti: rappresenta ormai il 14,1% di tutte le motivazioni di prestito.

    Per quanto riguarda le differenze regionali, registriamo un leggero aumento in tutto il territorio nazionale. Rispetto all’indagine condotta nell’ottobre 2013 le Regioni che hanno visto le crescite degli importi maggiori sono la Basilicata, il Lazio e il Trentino Alto Adige – con aumenti medi di circa 1500 euro – mentre, in assoluto, si conferma la tendenza che vede richieste più cospicue a Sud dell’Italia: la Sardegna primeggia anche in questo semestre (con 12.000 euro), mentre Liguria ed Emilia Romagna restano sempre in fondo alla classifica con una richiesta stabile a 9.500 euro. I lucani sono i cittadini con la richiesta dalla durata più lunga(68 mesi), mentre il Trentino Alto Adige è l’unica regione in cui l’età media al momento della richiesta è sotto i 40 anni (39, per l’esattezza).

  • Mutui: tornano a crescere le domande di surroga, frenano ancora le erogazioni

    Amata e poi odiata, le surroga del mutuo torna a destare l’attenzione degli italiani che, potendo contare su spread più bassi rispetto allo scorso anno, ricominciano a chiedere di sostituire il proprio mutuo con quello offerto da una banca diversa, che offra condizioni più vantaggiose. L’Ufficio studi del portale Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato le domande di mutuo arrivate nel periodo compreso tra settembre 2013 e febbraio 2014, scoprendo che le richieste di surroga rappresentano ormai il 13,7% del totale.

    «Questa percentuale – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’aziendaè di molto superiore a quella registrata nella rilevazione di aprile 2012, quando le domande erano solo il 9,7% ed è sintomatica di come gli italiani vorrebbero migliorare le condizioni dei finanziamenti in corso, soprattutto quando sottoscritti in periodi contraddistinti da alti spread. Non sempre, tuttavia, questo desiderio si trasforma in una sostituzione del mutuo.»

    Effettivamente, considerando lo stesso lasso di tempo, se si guarda alle erogazioni di mutuo la percentuale di surroghe rappresenta solo il 7,7% del totale.

    Dall’analisi delle domande arrivate ai siti nel periodo considerato, emerge l’identikit di un soggetto dall’età media di 41 anni, che punta ad ottenere circa 130.000 euro da rimborsare in poco più di 20 anni, a riprova del fatto che si tratta di sottoscrittori di mutui recenti, quindi con spread elevati; per quanto riguarda il tasso scelto, a prevalere è quello variabile (puro o con cap), preferito dalla maggioranza del campione (67%), mentre solo il 26% vorrebbe un tasso fisso.

    Gli importi erogati vedono una contrazione, rispetto alla domanda, di circa il 15%: il mutuo medio concesso è pari a poco più di 113.000 euro, con cui si va a rifinanziare il 43% del valore complessivo dell’immobile.

    Se questi sono i dati nazionali, cosa accade nelle diverse regioni italiane? Il desiderio di cambiare mutuo non è lo stesso in ogni zona d’Italia: le regioni in cui questa tipologia di mutuo rappresenta una fetta più alta della media dei finanziamenti che si cercano di ottenere arrivando a superare il 17% del totale, sono Abruzzo, Umbria e Sardegna; per quanto riguarda invece gli importi, le regioni da cui arrivano le richieste più cospicue sono il Lazio (131.500 euro), la Liguria (130.000 euro) e l’Emilia Romagna (129.500 euro). Importi più piccoli, di contro, nelle Marche e in Puglia.

  • Le bollette della Lombardia sono tra le più care in Italia

    Il 2013 è stato un anno duro per i lombardi alle prese con le bollette: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.620 euro, decisamente più dei 1.500 euro spesi mediamente in Italia. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che la Lombardia è la quarta regione più cara in Italia per quanto riguarda i consumi. La provincia lombarda che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Pavia (1.747 euro all’anno), mentre ha sorpreso Milano dove, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della regione (1.441 euro medi annui).

    Quanto costa il gas in Lombardia

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 1.131 euro la media regionale, a cui i lombardi hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 4,6% dei casi. Rispetto alla media nazionale che si è fermata a 990€, la spesa della Lombardia risulta tra le più alte del Paese. E questo vale per tutte le dodici province: la più cara, sempre per il gas, è risultata essere Sondrio, con una spesa media pari a 1.243 euro, mentre quella dove si è speso meno è Milano con 1.018 euro. Nonostante ciò, è proprio nel capoluogo lombardo che i cittadini hanno scelto maggiormente di rivolgersi a un altro operatore, cambiando nel 7,6% dei casi; mentre a Sondrio, nonostante la spesa più alta, si è rimasti più “fedeli” al proprio fornitore e solo il 2,8% degli utenti ha deciso di cambiare.

    Quanto costa la luce ai lombardi

    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie lombarde per l’ energia elettrica, la media è pari a 493 euro annui, al di sotto di quella nazionale che è arrivata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie lombarde che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata del 5,8%, che arriva fino al 9,8% nella provincia di Milano. Minore interesse a cambiare, ancora una volta, hanno dimostrato gli abitanti della provincia di Sondrio (4,1%). Guardando, poi, alla spesa annua media, Cremona è prima in classifica per costi elevati (548 euro annui). A spendere meno per l’energia elettrica, compensando i costi record per la fornitura di gas, sono gli abitanti della provincia di Sondrio con una media di 392 euro all’anno.

  • Le bollette dei siciliani sono tra le più economiche del Paese

    Il 2013 è stato un anno in cui i siciliani sono stati molto fortunati rispetto agli altri italiani e si sono trovati a pagare le bollette meno care del nostro Paese: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.260 euro, contro la media nazionale che è arrivata a 1.500. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che la Sicilia è la seconda regione più economica in Italia per quanto riguarda i consumi, dopo la Liguria. La provincia siciliana che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Catania (1.450 euro all’anno), mentre a Siracusa, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della Regione con 1.038 euro medi annui.
    Quanto costa il gas in Sicilia
    Come nel resto d’Italia, nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 778 euro la media regionale, a cui i siciliani hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 3,7% dei casi. I più fedeli sono stati i ragusani che hanno deciso di stipulare un nuovo contratto di fornitura elettrica solo nel 2,3% dei casi. Rispetto alla media nazionale che ha toccato i 990 euro, la spesa della Sicilia è stata la più economica del Paese dopo quella della Campania, complice il clima mite dovuto alla presenza del mare. E questo vale per tutte e nove le province: Enna, essendo molto montuosa rispetto alle altre, è risultata la più cara per il gas con una media di 950 euro, dato che ha portato gli abitanti di quest’area a cambiare maggiormente operatore rispetto ai conterranei (6,9%). Palermo è la provincia più economica con 732 euro.
    Quanto costa la luce ai siciliani
    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie siciliane per l’energia elettrica, la media è pari a 486 euro annui, anche in questo caso inferiore a quella nazionale che si è attestata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie siciliane che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata dell’8%, con picchi del 10,6% a Ragusa, dato di molto superiore al resto d’Italia dove si è scelto un nuovo operatore solo nel 6% dei casi. Per quanto riguarda l’energia elettrica la provincia più cara si è rivelata essere Catania (557 euro), mentre quella con i costi più abbordabili è stata Enna (412 euro).