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  • Prestiti, richiedenti sempre più anziani: dagli over 60 arriva il 9% delle domande

    Il credito al consumo è uno strumento che richiede tranquillità economica e sarà per questo che la percentuale di over 60 che fanno domanda di prestiti è passata, in due anni, dal 6,5 al 9% del totale delle richieste di finanziamento. È questa, in breve, la maggiore evidenza emersa dall’ultima analisi condotta dal portale Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) che, in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), ha monitorato oltre 30.000 richieste di prestito presentate in Italia nel secondo semestre 2013.

    L’aumento della fetta degli over 60 che chiedono un prestito, sul totale delle domande è comprensibile considerando che, in un periodo di crisi in cui anche i prestiti personali si fanno “piccoli”, tanto per importo quanto per numero di richieste, per questa fascia di popolazione sia più semplice chiedere ed ottenere la rateizzazione dei pagamenti. «Un lavoro stabile o la pensione – spiega Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – tranquillizzano tanto il richiedente, che può permettersi di pianificare le spese, soprattutto se ingenti, quanto le banche che, offrendo strumenti di credito come la cessione del quinto della pensione, possono dare liquidità anche a chi ha avuto, in passato, problemi di insolvenza».

    Nel dettaglio, la domanda media di prestito da parte degli italiani con più di 60 anni è piuttosto elevata: vengono richiesti 10.500 euro da restituire in un periodo di tempo abbastanza lungo, 67 mesi, equivalenti a cinque anni e mezzo. La somma richiesta e la durata si convertono in una rata mensile pari a circa 200 euro, da rimborsare con uno stipendio (o pensione, visto che l’80% del campione non lavora più) di circa 1.500 euro. Le domande arrivano nel 75% dei casi dagli uomini, a conferma di una maggiore dimestichezza con il credito al consumo da parte dell’universo maschile.

    Ma per quale motivo gli over 60 hanno chiesto un prestito nel 2013? Nel 23% dei casi, per avere liquidità da gestire come si preferisce; seguono, al secondo e terzo posto, la ristrutturazione di casa (22%) e l’acquisto di auto usate (18%). Da notare, poi, che i prestiti per le spese mediche superano il numero dei finanziamenti richiesti per comprare un’auto nuova. Curiosamente, oltre il 3% delle domande di prestito è finalizzato a matrimonio e cerimonie.

    «L’analisi delle finalità delle richieste – continua Bacca – è emblematica di come sempre di più gli over 60 che chiedono un prestito lo fanno per offrire a figli e nipoti un sostegno: in confronto alla loro precarietà lavorativa, la pensione si rivela un appiglio solido a cui riferirsi in caso di necessità».

    Per quanto riguarda le differenze tra le regioni, quelle in cui la compagine degli over 60 rappresenta una fetta più ampia dei richiedenti prestito sono la Sicilia (si arriva al 13,1%), la Campania (12,2%) e la Calabria (11,3%), mentre è ai minimi in Basilicata (5,7%) e in Emilia Romagna (5,9%). Gli importi più elevati vengono richiesti in Friuli Venezia Giulia (11.600 euro), Molise e Calabria (11.500 euro), mentre le cifre più basse le troviamo in Toscana (9.100 euro) e Basilicata (7.500 euro).

  • Mutui: cala del 4% l’erogato medio, ma il finanziamento per la prima casa cresce del 3,5%

    Nonostante le buone intenzioni e le belle notizie sul fronte della domanda di finanziamento, le erogazioni per l’acquisto di casa continuano a rimpicciolirsi, ridimensionando la crescita registrata sei mesi fa: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it ad ottobre la somma media che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa ammonta a 117.000 euro, ed il timido passo in avanti compiuto nella rilevazione di aprile (122.000 euro) non è servito ad ingranare la marcia.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre 2013 sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile, scopriamo che in sei mesi si è ridotto tanto il valore medio richiesto (-7%), quanto il valore erogato (-4%) e, anche, il valore medio dell’immobile che si intende acquistare (-5%, pari a 223.000 euro). Questa contrazione generalizzata va a ridurre, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, che passa dall’8% al 5%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile, resta stazionaria al 52%.

    «Se i dati di CRIF ci hanno fatto ben sperare, visto che per tre mesi consecutivi hanno mostrato un segno positivo davanti alla domanda di mutuo degli italiani spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda le risultanze della nostra analisi rivelano come gli italiani abbiano ormai livellato verso il basso le loro richieste di finanziamento, puntando ad immobili meno costosi. Da segnalare che, per la prima volta negli ultimi quattordici mesi, il valore medio degli immobili è sceso sotto i 230.000 euro, segno che la crisi del mattone sta facendo veramente scendere i prezzi».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, cosa cambia quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui per l’acquisto della prima casa? Dopo la leggera crescita rilevata nello scorso semestre in relazione all’ammontare richiesto, ad ottobre si cala nuovamente e si passa da 137.000 a 129.000 euro in sei mesi (-6%). La cifra media erogata, però, cresce e torna ai livelli di un anno fa, circa 127.000 euro (+2%): in breve, assistiamo ad una progressiva riduzione del divario tra richiesta ed erogazione, complice anche una migliore disponibilità delle banche, più pronte a finanziare una percentuale maggiore dell’immobile. Non a caso, il loan to value torna ai livelli di un anno fa e si assesta al 62%.

  • RC Auto, nell’ultimo anno 60mila persone hanno acquistato la loro polizza con lo smartphone

    Se è vero che il 62% di chi ha un telefono in Italia utilizza uno smartphone (fonte: Nielsen) e il mobile commerce si sta affermando sempre più come nuova frontiera degli acquisti virtuali, questa evoluzione si ripercuote anche nel comparto assicurativo: secondo il comparatore Facile.it ogni mese 5.000 italiani acquistano la propria polizza RC auto dal telefono cellulare. 60mila persone in un anno, cifra che descrive un mercato in piena ascesa.
    «Recenti indagini di settore – sostiene Mauro Giacobbe, responsabile Business Unit assicurazioni di www.facile.it – rivelano che la percentuale di italiani connessi via mobile che abbiano effettuato acquisti attraverso il cellulare è arrivata, negli ultimi mesi, al 20%: un dato molto elevato, che pone l’Italia ai vertici delle classifiche europee. Ebbene, questo trend si ripercuote anche nel mondo delle assicurazioni auto e moto, dimostrando una buona predisposizione all’uso evoluto della telefonia mobile».
    I numeri confermano la tendenza: il 16,7% dei preventivi giunti al comparatore negli ultimi tre mesi arriva da uno smartphone, mentre solo un anno fa la percentuale si fermava al 7,6%. Se guardiamo, poi, alle polizze effettivamente emesse, ben l’8% di quelle del lasso di tempo considerato sono state stipulate contemplando almeno una fase di preventivazione via mobile.
    Interessante notare che l’utilizzo del cellulare per l’acquisto della polizza è ricorrente in tutte le fasce d’età dei guidatori, pur con le dovute differenze: prevalgono, nel totale dei preventivi di RC auto via smartphone, gli utenti di età compresa tra i 31 e 45 anni, che rappresentano il 43% del totale; li seguono gli under 30, da cui arriva il 33% dei preventivi mobile.
    La distribuzione territoriale dell’utilizzo dello smartphone per acquistare la polizza RC auto rispecchia piuttosto fedelmente la densità di popolazione e i livelli di penetrazione degli smartphone: le regioni da cui provengono il maggior numero di preventivi via mobile sono la Lombardia (18%) e il Lazio (15%).
    «Le diverse app di Facile.it, così come la versione mobile del sito – continua Giacobbe – sono state sviluppate integralmente da un team tutto italiano ed interno all’azienda; le applicazioni sono le prime in Europa con pagamento integrato tramite carta di credito».

  • Prestiti personali: la richiesta media italiana si è ridotta del 23% in un anno

    Il 2013, per ciò che riguarda il mondo del credito al consumo, è contraddistinto dalla progressiva riduzione degli importi richiesti dagli Italiani. I risultati dell’Osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), realizzato analizzando un campione di circa 40 mila richieste, mostrano come la domanda media di prestito si sia ridotta del 23% in un anno, arrivando a poco più di 10.000 euro, contro i 12.500 di ottobre 2012.
    Già nello scorso marzo si era evidenziata una prima riduzione degli importi richiesti, confermata anche nell’ultimo semestre, ma l’identikit di chi intende sottoscrivere un finanziamento è mutato: la domanda di denaro alle banche resta affare da uomini – sono il 74% di tutto il campione – mentre l’età sale ancora ed arriva a 42 anni; l’importo medio, come detto, è sceso a circa 10.000 euro (erano 11.000 a marzo) mentre lo stipendio dichiarato in fase di preventivo è pari a 1.700 euro mensili. La durata del finanziamento resta superiore ai cinque anni, occorreranno 63 mensilità per ripagare il prestito.
    Il prestito si fa sempre più piccolo, quindi: questo perché, da un lato, le banche sono sempre più restie a concedere finanziamenti di importo elevato e, dall’altro, si riduce progressivamente il numero delle richieste di prestito per comprare automobili, spesa dall’importo ingente di cui, però, gli italiani sembrano poter fare a meno.
    «Anziché rispondere – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.it – come spesso accadeva in passato, alla necessità di una spesa saltuaria ma ingente, come l’acquisto dell’auto o degli arredi, la ristrutturazione di casa o l’acquisto di un piccolo immobile, nel 2013 il prestito personale serve ad ottenere liquidità, con cui far fronte alle spese più disparate».
    La percentuale di richieste di liquidità è pari al 40% del totale; le altre finalità più ricorrenti (ma in misura minore) restano l’acquisto di veicoli usati – in progressiva contrazione, visto che oggi rappresenta la motivazione addotta dal 19% del campione (solo un anno fa era il 27%) – e la ristrutturazione di casa: questa finalità, in particolare, cresce leggermente passando dal 10% al 12% del totale.
    Per quanto riguarda le differenze regionali, si registra un calo generale valido per tutto il territorio nazionale. Ad ottobre 2013 gli importi maggiori sono stati richiesti nelle regioni del Sud Italia, con la Sardegna che primeggia anche in questo semestre (come nel precedente, seppur con importo più basso). Liguria ed Emilia Romagna, invece, si trovano in fondo alla classifica con una richiesta che si ferma a circa 9.500 euro. L’età media più elevata la troviamo in Trentino Alto Adige (45 anni), mentre il prestito medio di più lunga durata lo troviamo in Molise (67 mensilità).

  • Andrea Piccioni fra i relatori del NOAH 2013

    Fra pochissimi giorni cominceranno a Londra i lavori del NOAH 2013 e in occasione della più importante fiera internazionale dedicata alle aziende Internet, l’Italia sarà rappresentata anche da Andrea Piccioni, Fondatore e Presidente di Real Web, azienda che ha seguito e finanziato la nascita di alcune delle realtà di maggior successo del web italiano come Immobiliare.it e Facile.it e ha avviato iniziative di pari successo anche in Spagna e Polonia.
    Il NOAH Conference 2013 si terrà all’Old Billingsgate Market di Londra il 13 e 14 novembre prossimi e l’intervento di Andrea Piccioni avrà luogo alle ore 10:00 del giorno di inaugurazione.

    «Ogni anno – ha dichiarato Andrea Piccioni – il NOAH conference presenta le migliori esperienze internazionali nel mondo del web; le start up più innovative, ma anche le aziende che hanno saputo creare un business di successo. È un onore rappresentare in un evento così importante l’Italia, con tutta la sua capacità creativa ed imprenditoriale.».

    NOAH Conference è un incontro dedicato agli operatori professionali in cui vengono presentate ad una platea di oltre 2.000 manager internet di alto livello e provenienti da più di 25 nazioni diverse, le principali aziende internet, tanto pubbliche quanto private. All’evento partecipano più di 80 capi di azienda che affrontano o lo stato di Internet in Europa attraverso dibattiti, interviste, tavole rotonde, presentazioni e sessioni di domane e risposte col pubblico in sala. IL tema della conferenza di quest’anno è “Quanto può diventare grande”, e si pone l’obbiettivo di definire il potenziale di alcune nicchie di mercato così come delle opportunità per aziende specifiche. Oltre ad Andrea Piccioni, fra i Relatori di quest’anno: Klaus Hommels, Oliver Samwer, Martin Enderle (Scout24), Oleg Tscheltzoff (Fotolia), Rolv Erik Ryssdal (Schibsted), Errol Damelin (Wonga), Jean-Baptiste Rudelle (Criteo), Carl Shepherd (homeaway), Stan Laurent (Photobox), Tobias Ragge (Hotel Reservation Systems), Uri Levine (Waze), Jens Begemann (Wooga), Rubin Ritter (Zalando).

    Per partecipare al NOAH Conference 2013 e assistere all’intervento di Andrea Piccioni è possibile utilizzare il codice
    NOAH13-RealWeb completando l’iscrizione attraverso il seguente link: http://www.noah-conference.com/2013/london13/registration (Il costo del biglietto per i due giorni è pari a 650 sterline + IVA). Per alcune categorie (investitori professionisti, banchieri, avvocati, giornalisti, addetti stampa o head hunters) è prevista una registrazione dedicata che va completata mandando una richiesta all’indirizzo [email protected] e menzionando esplicitamente l’interesse ad assistere alla presentazione di Real Web.

  • Giovani e indebitati: il 16% dei prestiti chiesti da chi ha meno di 30 anni

    Li chiamavano generazione 1.000 euro e adesso si scopre che, di quella cifra, buona parte viene usata per pagare i prestiti contratti prima ancora di aver compiuto 30 anni. Stando a un’indagine condotta dal comparatore Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), che ha preso in esame oltre 50.000 richieste di prestito personale presentate in Italia da gennaio a luglio 2013, i finanziamenti richiesti dagli under 30 rappresentano quasi il 16% delle domande di prestito personale (15,7%).
    Non si deve però cadere in facili moralismi e credere che i giovani italiani che chiedono un prestito personale assomiglino più alla cicala che alla formica; in realtà sembrano avere la testa sulle spalle e reagire come possono alla crisi economica che colpisce loro più di tutti.
    La stragrande maggioranza vuole un finanziamento per comprare l’auto, ma usata (31,8% dei prestiti totali richiesti) o per avere liquidità con cui affrontare spese varie, magari impreviste (16,5%). Dato poi che comprare casa è sempre più difficile, molti scelgono di ristrutturare quella in cui abitano (magari con i genitori) e allora al terzo posto fra le finalità per cui i giovani si rivolgono a banche e finanziare ecco proprio la ristrutturazione di immobili (9,3%).
    «Chi ha oggi meno di 30 anni – dichiara Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – deve fare i conti con una situazione economica molto diversa rispetto a quella vissuta dai genitori. Per fortuna, però, le nuove generazioni hanno una maggiore consapevolezza delle possibilità offerte dal credito al consumo, inteso non come strumento per condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità, ma per vivere con maggiore serenità le spese da affrontare».
    Il profilo tipo del richiedente under 30 corrisponde a quello di un uomo (75% delle domande), di 26 anni che mira ad ottenere un finanziamento pari a 9.650€. Lo stipendio medio di chi ha meno di 30 anni e vuole un prestito personale è pari a 1.470€ e la durata del piano di ammortamento che preferisce è pari a 55 rate, vale a dire 4 anni e 8 mesi.
    Non sorprende che le regioni in cui, percentualmente, le richieste di prestito presentate dagli Under 30 sono più alte siano anche quelle in cui trovare un impiego è più semplice. Così, se come detto a livello nazionale i finanziamenti ai giovani rappresentano il 15,7% del totale, in Lombardia diventano il 18,4%, in Veneto il 18,2%, in Trentino Alto Adige il 18,1% e in Piemonte il 17,1%.

  • Il 57% degli italiani non rinuncia al telefono fisso

    L’Italia è uno dei Paesi con la maggiore diffusione di telefoni cellulari, ma non ha alcuna intenzione di mandare in pensione il telefono fisso: secondo una ricerca condotta da Facile.it (http://www.facile.it/adsl.html), comparatore leader del settore, il 57% degli italiani non è disposto a rinunciare alla linea casalinga, ma a patto che abbia anche l’ADSL. Nonostante sarebbe stato lecito attendersi il contrario, in tempi di crisi economica, in base alle risposte date dal campione dei mille intervistati, chi sceglie una linea ADSL non lo fa in base al prezzo, ma alle prestazioni: cerca in primis un’alta velocità di connessione (48%) e solo in seconda battuta preferisce un operatore per la tariffa che propone (40%). Contrariamente agli stereotipi, gli italiani sono molto poco influenzabili dalle promozioni speciali e appena il 12% del campione dichiara di cambiare linea ADSL o fa il primo contratto per una pubblicità o una offerta particolare. Chi decide di sottoscrivere un contratto telefonico attivando una linea ADSL o sostituendo quella già attiva ha un’età media di 43 anni e, nel 65% dei casi, è uomo; come detto, rinunciare al telefono di casa è molto difficile, ma la connessione wi-fi diventa sempre più importante e il 43% del campione dichiara di non volerne fare a meno. Continuando a scorrere i dati ricavati dalle interviste fatte da www.facile.it nel periodo compreso fra il 30 giugno ed il 31 luglio 2013, però, si vede come ad essere influenzate dai prezzi applicati siano più le donne che gli uomini: mentre a livello nazionale fra chi sceglie un nuovo operatore ADSL solo il 35% è donna, quando si va a vedere il dettaglio di coloro che cambiano perché il contratto propone tariffe più vantaggiose l’incidenza del campione femminile è più alta, arrivando al 37%. Cambiare e confrontare conviene, questo gli italiani ormai lo hanno capito e gli operatori devono tenerne conto. Anche dalle interviste è emerso che fidelizzare un cliente è alquanto difficile; fra chi sottoscrive un contratto ADSL, il 50% ha già cambiato fornitore ed è disposto a farlo ancora se qualcuno gli offrirà prestazioni o prezzi migliori.

  • Prestare la macchina a mia suocera? MAI!

    Uno degli aspetti che vengono presi in considerazione nel formulare il prezzo di una polizza RC è se il contraente sia o meno l’unico guidatore del veicolo: a volte, per scelta o per necessità, si fa guidare la propria auto ad altri. In certi casi con serenità, in altri a malincuore. Facile.it (www.facile.it) – sito leader nella comparazione di polizze assicurative, ma anche di mutui, prestiti e tariffe energia – ha chiesto ai suoi utenti a chi, in caso di bisogno, farebbero guidare la propria auto e la risposta è stata abbastanza decisa: il partner è l’unico a cui si è disposti a cedere il volante, mentre quasi il 20% degli intervistati lascerebbe la macchina parcheggiata e chiamerebbe un taxi, piuttosto che lasciare ad altri la guida.

    Andando a scorrere il dettaglio delle risposte date dai 5.000 utenti a cui è stato inviato il sondaggio, si scopre che l’auto è percepita come uno spazio privato da non condividere: se si è disposti a chiudere un occhio per quanto riguarda il partner (risposta data nel 48% dei casi) o il proprio figlio (19%), nessun altro componente della famiglia sembra godere della stima necessaria al passaggio delle chiavi. Le differenze tra uomo e donna, poi, amplificano la questione: se il 69% delle donne indica il proprio compagno come secondo pilota ideale, la percentuale scende drasticamente quando la stessa domanda viene fatta agli uomini; solo il 45% di loro farebbe guidare la compagna e oltre il 23% dei maschi intervistati, semplicemente, non accetta che la sua auto venga guidata da altri.

    Ma chi è, in assoluto, la persona a cui non farebbero mai guidare la loro macchina? Stando al sondaggio, non esiste una risposta unica: nel 19,5% dei casi non sarebbero mai disposti a farla guidare proprio al partner, mentre per il 17% del campione sono i figli che devono stare alla larga del volante. Evidentemente, per i genitori i figli restano sempre dei bambini e la paura che distruggano l’auto o che il veicolo sia troppo potente per le loro capacità di guida, vince su ogni pensiero razionale.

    Il rapporto con la suocera non è mai semplice, fin troppo facile prevedere che siano in pochi quelli disposti a far guidare la propria vettura alla madre del partner: appena lo 0,2% degli intervistati. Molto meno netta, invece, l’opposizione nei confronti del suocero; solo il 5,5% di chi ha partecipato al sondaggio ha dichiarato che non gli farebbe mai guidare la propria auto. Forse è per il timore reverenziale che si ha nei confronti del padre del partner, ma il dato inequivocabile è che il suocero, almeno in fatto di guida, ispira più fiducia rispetto al proprio genitore: il 6% degli intervistati non farebbe mai guidare la propria auto a papà.

    E che dire di fratelli o sorelle? Anche nel loro caso la fiducia automobilistica è scarsa: quasi il 10% degli intervistati non presterebbe mai loro la macchina; esattamente la stessa percentuale riscontrata per il capo ufficio. E questo, forse, dovrebbe far riflettere sulle dinamiche (del volante) nelle famiglie italiane.

  • Prestiti e cure mediche: 6.600 euro la richiesta media in Italia

    La salute ha un costo e sono in tanti quelli che, in tempi di crisi, scelgono di rateizzare i pagamenti per le spese sanitarie: il comparatore Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) ha analizzato, in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), oltre 60.000 richieste di prestito presentate in Italia da gennaio a giugno 2013, scoprendo che i prestiti per le spese mediche rappresentano quasi l’1% delle domande di prestito personale (0,84%).

    Chiedere un finanziamento per pagare le spese mediche non sembra più così strano: se garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate per sé e i propri figli è ogni giorno più difficile – e sono tante le analisi che raccontano come si arrivi a tagliare anche sugli interventi indispensabili – non è più un’eccezione gestire le spese primarie dilazionandole nel tempo.

    Nel dettaglio, la richiesta media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: siamo a circa 6.600 euro, da restituire in un periodo di tempo particolarmente lungo, 56 mesi, quasi cinque anni. L’età media al momento della richiesta è di 44 anni, in linea con le richieste standard di credito al consumo. Stupisce, però, che la percentuale di richieste provenienti da donne sia molto più elevata del solito: se normalmente 3 domande su 4 arrivano da uomini quando parliamo di prestiti per le spese mediche il gap si riduce di parecchio. È composto da donne ben il 42% del campione analizzato.

    Per quanto riguarda la professione svolta da chi chiede un finanziamento per pagare le spese sanitarie si rileva come una domanda su due (il 53% del totale) arrivi da un dipendente privato, il 12% da un lavoratore autonomo mentre oltre il 10% da un pensionato. Lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.700 euro.

    Per quanto riguarda le differenze tra le regioni, l’incidenza di questa tipologia di finanziamento sul totale dei prestiti personali è più alta in Toscana (qui arriviamo all’1,36%) e in Abruzzo (1,33%), mentre è ai minimi in Puglia e in Sardegna (entrambe con lo 0,34%). Gli importi più alti vengono richiesti in Piemonte (9.400 euro), Liguria (8.800 euro) e Lazio (7.800 euro), le cifre più basse prevalentemente al centro-sud: Umbria (4.500 euro) e Basilicata (4.000 euro) si trovano in fondo alla classifica nazionale.

    Ma per cosa si chiede un finanziamento di questo tipo? Si va dai trattamenti di bellezza alle operazioni di chirurgia estetica, dagli impianti di ortodonzia per sé o per i figli alla gestione di terapie di lunga durata.

    «Quel che è certo – dichiara Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – è che si tratta di una risposta alla crisi, che ha visto le famiglie italiane ridurre la spesa sanitaria in maniera spesso drastica. Le ultime stime del Censis hanno rivelato che ci sono 9 milioni di italiani che non hanno potuto accedere a prestazioni sanitarie più o meno essenziali per mancanza di liquidità. Finanziare anche le spese mediche è spesso l’unica soluzione per la gestione di questi bisogni».

  • Mutui seconda casa in crescita di due punti percentuali

    In un periodo in cui il mercato dei mutui conosce cali a doppie cifre, e il dibattito sull’Imu imperversa senza freni, parlare di seconde case sembra quasi anacronistico. Eppure, il mercato di chi compra l’abitazione per le vacanze, o quella da mettere a reddito, tiene, anche se i numeri si sono rimpiccioliti rispetto al passato. È questo, in breve, il risultato dell’indagine svolta dal portale Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html): i mutui seconda casa passano, in un anno,dal 4% al 6% del totale dei finanziamenti erogati.

    «Che la percentuale di erogazioni per l’acquisto di una seconda abitazione sia in leggero aumento rispetto allo scorso anno – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda è interpretabile da un lato alla luce del calo dei prezzi del mattone, forte soprattutto in alcune zone d’Italia, e dall’altro perché resiste una piccola percentuale di italiani che non ha problemi ad ottenere un mutuo e, sfruttando la propria storia creditizia e i propri risparmi, investe ancora negli immobili.»

    L’analisi ha messo a confronto il numero delle erogazioni di mutui nel periodo gennaio-giugno2013 con quelle del primo semestre del 2012, evidenziando come – in un contesto di sofferenza del mercato – anche i mutui per l’acquisto della seconda casa vedano una riduzione tanto dell’importo richiesto quanto del valore erogato: l’importo medio che si cerca di ottenere si ferma a circa 125.000 euro, il 10% in meno rispetto al 2012, mentre il valore concesso mediamente dalle banche scende a soli 98.000 euro, ben il 18,6% in meno.

    Il mutuo accordato dalle banche andrà a coprire una percentuale che non arriva nemmeno alla metà del valore dell’immobile: il cosiddetto loan to value, il rapporto tra la cifra erogata e il valore dell’abitazione, si ferma al 47% (era il 51% un anno fa). Viste le cifre, si capisce come gli immobili oggetti di acquisto non siano certamente di lusso: anche il valore medio degli immobili si è contratto, in un solo anno, del 9%, dato che conferma l’idea si tratti di investimenti di medio livello.

    La durata dei mutui seconda casa, stando ai dati, è più bassa di un anno fa: 19 anni contro i 21 del primo semestre 2012; l’età del richiedente, invece, resta stabile: chi compra una seconda abitazione ha, mediamente, 43 anni.

    «Chi oggi compra una seconda abitazione – conclude Baccalo fa perché già dispone di liquidità, ma ha altro capitale “bloccato” sotto forma di investimenti; pertanto, preferisce chiedere un mutuo anziché svincolare azioni e obbligazioni. Il vero problema è la progressiva chiusura del mercato dei finanziamenti nei confronti di chi, invece, non ha la stessa tranquillità economica e punta piuttosto all’acquisto della sua prima casa.»