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  • Le polizze auto di Siena sono le più economiche della Toscana

    Per un giovane neopatentato toscano che comincia la sua scalata alle classi di merito per l’assicurazione auto, risiedere a Siena piuttosto che a Massa Carrara comporta una differenza di prezzo della sua polizza di oltre il 50%. Nella regione, infatti, risulta piuttosto ampia la forbice dei prezzi per l’RC auto che si registra nelle dieci province. Questo è quanto emerso dal focus sulla RC auto in Toscana realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari.

    Per ciascuna delle dieci province toscane, Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista*.

    Per tutte e tre le classi di merito esaminate i premi più alti si concentrano tra le province di Massa Carrara, Prato e Pistoia. Per i neopatentati di Massa, ad esempio, il premio medio è di 2.095 euro l’anno, oltre il doppio di quello che i giovani sono chiamati a corrispondere a Siena per assicurare la loro auto (959 euro). Il premio della città del Palio è davvero esiguo rispetto alla media regionale e lo stacco dal secondo in classifica, ossia i 1.182 euro di Grosseto, ammonta a più di 200 euro. Sopra la soglia dei 2.000 euro sono anche i premi in quattordicesima classe delle province di Pistoia e Prato.

    Guardando al secondo profilo preso in analisi da Facile.it, Prato e Massa Carrara sono nuovamente sul podio delle province più care (rispettivamente 560 e 526 euro in media). Siena si conferma la provincia più economica e offre una media di polizze auto pari a 267 euro; segue Arezzo con premi medi annui di 310 euro.

    Se si parla di automobilisti virtuosi che si sono conquistati con la loro diligenza la prima classe di merito, Prato è la provincia con i premi più elevati della Toscana (588 euro annui), mentre sul podio della convenienza troviamo nuovamente Siena con una media di 248 euro, seguita da Arezzo e Grosseto dove le polizze si fermano a 298 euro.

  • A Torino premi superiori alla media regionale in tutte le classi di merito

    Per un giovane neopatentato del Piemonte che vuole cominciare la sua scalata alle classi di merito per l’assicurazione auto, la provincia in cui risiede può portarlo a un risparmio sul premio che supera i 550 euro. Nella regione, infatti, che pure vanta prezzi medi più bassi di molte altre zone d’Italia, risulta piuttosto ampia la forbice dei prezzi per l’RC auto che si registra nelle otto province. Questo è quanto emerso dal focus sulla RC auto in Piemonte realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari.

    Per ciascuna delle otto province piemontesi, Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista*.

    Per tutte e tre le classi di merito esaminate i premi più alti si concentrano nella provincia di Torino. Per i neopatentati del capoluogo, ad esempio, il premio medio è di 1.469 euro l’anno, esattamente 555 euro meno della media più bassa della regione che si è registrata a Cuneo (914 euro annui). Anche nella provincia di Asti i neopatentati non possono certo lamentarsi, pagando un premio medio annuo di 918 euro. Nella classifica delle province più care Novara è sempre seconda a Torino: per l’ultima classe di merito la media provinciale è di 987 euro.

    Guardando al secondo profilo preso in analisi da Facile.it, Torino e Novara sono nuovamente sul podio delle province più care (rispettivamente 395 e 287 euro in media), ma insieme a Novara arriva al secondo posto Alessandria con la stessa media. A premiare le donne automobiliste in quarta classe con le polizze più economiche della regione è la provincia di Vercelli che garantisce un premio medio di 228 euro.

    Se si parla di automobilisti virtuosi che si sono conquistati con la loro diligenza la prima classe di merito, Torino si conferma la provincia più cara con premi che richiedono in media 377 euro all’anno. Novara è nuovamente sul secondo gradino del podio con polizze da 246 euro. A far risparmiare gli automobilisti più attenti sono le province di Cuneo (176 euro), Asti (194 euro) e Vercelli (199).

  • I neopatentati milanesi sono i più penalizzati della Lombardia

    Per un giovane neopatentato della Lombardia che vuole cominciare la sua scalata alle classi di merito per l’assicurazione auto, la provincia in cui risiede può portarlo a un risparmio sul premio che tocca quasi i 250 euro. Nella regione, infatti, che pure vanta prezzi medi più bassi di molte altre zone d’Italia, risulta piuttosto ampia la forbice dei prezzi per l’RC auto che si registra nelle dodici province. Questo è quanto emerso dal focus sulla RC auto in Lombardia realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari.

    Per ciascuna delle dodici province lombarde, Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista*.

    Per i più virtuosi, ossia quelli che si trovano nella prima classe di merito, i premi più alti si concentrano nella provincia di Milano, dove si registra una media di 279 euro. A poca distanza segue Brescia, con un premio medio di 260 euro. Sono i residenti nella provincia di Sondrio quelli che possono reputarsi i più fortunati di tutta la Lombardia, visto che la loro polizza costa mediamente 198 euro.

    Guardando al secondo profilo preso in analisi da Facile.it, Milano è nuovamente sul podio delle province più care (291 euro in media), ma risulta seconda a Como dove il premio medio arriva a 305 euro. Le più fortunate (visto che il secondo profilo analizza la situazione di automobiliste donne) sono ancora una volta a Sondrio, la provincia con il premio medio più leggero che ammonta mediamente a 218 euro. Tra le più basse, anche le polizze del mantovano che hanno una media di 230 euro.

    Se si parla di giovani che si affacciano al mondo delle polizze auto non si possono di certo reputare fortunati quelli che vivono nel Milanese, visto che si trovano a pagare il premio più alto della regione (1.140 euro). Ma il distacco della provincia di Monza-Brianza, la seconda più cara per i neopatentati, è davvero esiguo ed è di solo un euro, visto che il premio medio è risultato essere di 1.139 euro. Vivendo nella provincia di Lecco, i giovani riescono a risparmiare quasi 250 euro sulla loro polizza e pagano il premio per la quattordicesima classe più basso della Lombardia (893 euro). La seconda in ordine di risparmio è la provincia di Cremona, ma lo stacco dal record di Lecco è notevole visto che il premio medio registrato è di 959 euro.

  • Rc auto: Puglia e Campania sono le regioni dove si richiedono i premi più alti

    Quando si parla di RC auto, si sa, il Sud è la parte del nostro Paese in cui i premi sono più alti, ma anche all’interno del Mezzogiorno le differenze tra città e città sono sensibili, persino se si prende in esame lo stesso profilo di automobilista. Per i più virtuosi, per esempio, vivere a Taranto piuttosto che a Enna significherebbe dover pagare un premio RC auto più che doppio. Questo quanto emerso dal focus sulla RC auto nel Sud Italia realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari, che ha evidenziato come Puglia e Campania siano le regioni con i premi RC auto più alti del Paese.

    Le cinque regioni di riferimento per lo studio sul Mezzogiorno condotto dal comparatore sono state: Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia. Per ciascuna di esse Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista* e registrando le variazioni di prezzo nelle diverse province.

    Nel Mezzogiorno il costo inferiore per gli automobilisti virtuosi (vale a dire quelli in prima classe di merito) è stato registrato ad Enna (290 euro) a Taranto quello maggiore (714 euro). È pugliese anche la provincia che conquista il secondo posto nella classifica delle più care per questo profilo di automobilisti, Foggia, dove il premio arriva a 684 euro.

    Quando si parla di giovani, invece, è in Campania che l’Osservatorio ha rilevato le tariffe più care con Caserta addirittura in cima alla classifica nazionale per i premi più alti legati alla quattordicesima classe, con una media di 3.061 euro. A poca distanza, troviamo le polizze per i neopatentati di Napoli, dove bisogna corrispondere 2.998 euro. Possono, invece, sentirsi privilegiati i giovani di Matera, provincia in cui si registrano i premi più bassi del Sud, fermi a 1.325 euro. A seguire ecco ancora una volta Enna, una delle province più economiche di tutto il Meridione, con 1.387 euro.

    RC auto in Puglia

    I neopatentati di Lecce saranno felici di sapere che possono considerarsi i più fortunati della regione: per loro i premi RC auto sono risultati i più bassi in Puglia, fermandosi a una media di 2.178 euro all’anno. A seguire troviamo le polizze in quattordicesima classe della provincia di Barletta-Andria-Trani in cui si pagano 2.271 euro. Nelle altre quattro province pugliesi i premi arrivano a 2.656 euro. Anche per il secondo tipo di profilo Lecce si è rivelata la provincia più economica del Tacco d’Italia con un premio medio di 518 euro all’anno; mentre la più cara è risultata Bari, dove si raggiungono i 752 euro. Guardando al profilo più virtuoso, Lecce cede il primato della convenienza a Brindisi (502 euro), mentre Taranto si rivela la più salata per i conti in prima classe con un premio annuo di 713 euro.

    RC auto in Calabria

    In Calabria, per tutti e tre i profili che Facile.it ha analizzato, la provincia in assoluto meno cara è Cosenza. I giovani cosentini entrano nel mondo RC auto con un premio medio annuo di 2.055 euro, senz’altro invidiati dai corregionali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che invece devono sborsare 2.378 euro. Minore, seppur consistente, la differenza tra chi paga meno e chi più nel secondo profilo preso in esame: 394 euro a Cosenza e 668 a Vibo Valentia. Anche i più virtuosi vedono oscillare i loro premi all’interno della Regione tra la provincia più cara (Crotone, 646 euro) e quella più economica (Cosenza, 368 euro).

    RC auto in Campania

    Alla Campania spetta la maglia nera per i costi RC auto. Dall’Osservatorio di Facile.it è emerso che, per quanto riguarda la categoria dei neopatentati, le province più care d’Italia si concentrano nella regione con un primo posto nazionale per Caserta (3.061 euro annui) e un secondo posto per Napoli (2.998 euro). Come Cosenza per la Calabria, anche in Campania un’unica provincia è risultata essere la più economica per tutti e tre i profili presi in esame nello studio: Benevento. I neopatentati di quest’area si trovano a pagare oltre 900 euro in meno dei giovani casertani, arrivando a un premio di 2.137 euro. Per quanto riguarda il profilo degli automobilisti che pagano la polizza della prima classe di merito, a Benevento i premi si fermano a 418 euro, ma arrivano a 679 se ci spostiamo a Salerno, la provincia più cara della regione per i più meritevoli. Per il secondo profilo, come detto, Benevento rimane la migliore con 437 euro di media annuale, laddove all’opposto troviamo ancora Salerno dove si paga il premio più alto di 770 euro.

    RC auto in Basilicata

    Nella regione di Matera e Potenza, la prima risulta essere la provincia più economica in assoluto, su tutti e tre i profili che Facile.it ha osservato. Le differenze di prezzo sono consistenti soprattutto per il profilo dei neopatentati che a Matera hanno bisogno soltanto di 1.325 euro per pagare il loro premio annuo, mentre a Potenza devono mettere sul piatto ben 2.075 euro. Più contenute le differenze degli altri due profili (vedi tabella).

    RC auto in Sicilia

    La differenza dei premi medi annui tra i neopatentati agrigentini e quelli di Enna è decisamente rilevante: 2.535 euro contro 1.387 euro, oltre 1.000 euro di distacco tra la prima e l’ultima provincia siciliana nella classifica dei premi più cari. Anche in Sicilia una sola provincia risulta essere la più economica per i tre profili ed è appunto Enna, dove anche chi è in quarta classe (vedi secondo profilo analizzato) paga i premi più bassi dell’Isola, ovvero 302 euro l’anno. Al primo posto per i prezzi più alti di questo profilo c’è Messina con 542 euro. La città dello Stretto è la più cara anche per gli automobilisti più diligenti che devono sborsare una media di 519 euro l’anno contro i soli 290 di Enna.

  • Facile.it: le famiglie italiane spendono 607 euro all’anno per l’uso del cellulare

    Gli italiani, si sa, sono grandi amanti della telefonia cellulare tanto che ogni famiglia, escludendo il traffico effettuato con abbonamenti aziendali, spende in media 607 euro all’anno: a fare i calcoli è stato Facile.it, comparatore leader del mercato italiano da poco attivo anche nel mercato della telefonia mobile (http://www.facile.it/telefonia-tariffe-cellulari.html).

    Secondo l’indagine resa nota dal portale, nonostante il grande sviluppo degli abbonamenti anche per il settore privato le ricaricabili continuano a rappresentare poco meno dell’80% del mercato. Chi consulta il sito perché vuole cambiare operatore è però più attratto dalle offerte di abbonamento: nel 37% dei casi cerca un contratto che includa anche l’ultimo modello di smartphone, ammortizzando su un periodo di 24 mesi un risparmio medio di 150 euro.

    Chi vuole cambiare operatore solitamente cerca la migliore tariffa non solo per sé, ma anche per gli altri componenti del suo nucleo familiare, ha una spesa annua più alta rispetto alla media nazionale (705 euro) e dichiara di passare al cellulare, per le sole chiamate in uscita, oltre 5 ore al mese.

    A cercare una migliore tariffa per il proprio cellulare sono in misura maggiore gli uomini (59%) e i residenti nel Nord Italia, mentre l’età media di chi vuole cambiare operatore è di 41 anni.

    Facile.it ha anche messo in evidenza come, nonostante la grande diffusione delle app di messaggistica gratuita, gli SMS continuino ad essere utilizzati e, mediamente, se ne continuino a mandare 4 ogni giorno. Importante anche la navigazione da cellulare: chi cerca un nuovo operatore telefonico ha un consumo pari a 0,93 GB di dati al mese.

    In ultimo qualche curiosità: fra chi è alla ricerca di una tariffa migliore, oltre uno su tre possiede più di un telefono cellulare, il 17% ha anche un tablet e il 6% è attualmente legato alla tariffa proposta da un operatore “virtuale” come Poste Mobile o Fastweb Mobile.

  • Prestiti: cresce del 22% in due anni l’importo richiesto per viaggi e vacanze

    Ora che il caldo è arrivato e le scuole hanno chiuso in quasi tutte le regioni, gli italiani pensano alle vacanze che in molti faranno grazie ad un prestito. Secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio sul credito al consumo condotto da Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), negli ultimi due anni gli importi richiesti per questo tipo di finanziamento sono cresciuti del 22% passando dai 4.100 euro medi del 2012 ai 5.300 euro delle richieste presentate in Italia fra il 01/12/2013 e il 31/05/2014.

    Chi sceglie di ricorrere ad un finanziamento per non rinunciare alle vacanze pianifica una restituzione alquanto lunga: per estinguere il debito occorreranno mediamente tre anni e mezzo e, ogni mese, si dovrà pagare una rata di circa 118 euro.

    A colpire, nei dati resi pubblici da Facile.it e Prestiti.it, è anche come chi richiede un prestito per pagare viaggi e vacanze sia molto più giovane di chi, in Italia, ricorre di solito al credito al consumo. A fronte di un’età media di 41 anni fra chi sottoscrive prestiti personali, se ci si limita alla sola finalità viaggi e vacanze l’età scende a 38 anni.

    Sommando questo dato a quello dello stipendio medio dichiarato in fase di presentazione della domanda (1.500 euro) è facile ipotizzare che buona parte delle vacanze finanziate, in toto o in parte, grazie ad un prestito siano lune di miele, ma visto l’importo comunque non elevatissimo della richiesta media, tanti sono anche i viaggi, per così dire, familiari e a corto raggio.

    Se da Lombardia e Lazio arrivano numericamente il maggior numero di richieste di prestiti per pagare le ferie (rispettivamente queste due regioni veicolano il 22% ed il 17% delle richieste totali), è la Liguria quella in cui, percentualmente, nell’ultimo semestre le richieste di finanziamento per viaggi e vacanze hanno inciso in maniera più forte (1,19% del totale prestiti richiesti nella regione).

    A livello nazionale, si evidenzia ancora nell’osservatorio, il peso proporzionale dei prestiti per viaggi e vacanze sul totale del credito al consumo richiesto in Italia continua a crescere e se nel 2012 queste richieste corrispondevano allo 0,7% del totale, negli ultimi sei mesi sono state pari allo 0,87% con un incremento che, sia pure su basi piccole, evidenzia un trend di crescita notevole (24%).

  • Facile.it torna in TV per rispondere alle nostre “domande esistenziali”

    Facile.it (www.facile.it), il comparatore assicurativo leader in Italia, porta in televisione il suo sesto ciclo di spot che, come tutti i precedenti, porta la firma dell’agenzia creativa PicNic (www.sitodipicnic.com).

    Conclusa la fortunata serie di spot che vedevano protagonista una tipica famiglia italiana intenta a destreggiarsi nella giungla delle polizze e dei consumi domestici grazie a Facile.it, in questo nuovo concept cambiano ambienti e personaggi. Al centro dello spot ci sono adesso le grandi domande che segnano la vita di ogni persona: da “C’è vita oltre la Terra?” alla temutissima “Papà, come nascono i bambini?”. Se ad alcuni di questi interrogativi è difficile rispondere, quando ci si chiede come risparmiare sulla polizza auto, la risposta arriva immediatamente ed è ormai un tormentone: “Facile.it, Facile.it, Facile.it”. La campagna partirà l’11 giugno e il flight di lancio andrà in onda sulle reti Mediaset, Rai, La7 e Discovery per quattro settimane.

    Per la realizzazione di questo spot, Facile.it si è affidato ancora una volta alla direzione creativa di Niccolò Brioschi di PicNic e ha scelto una regia d’autore con i fratelli Luca Lucini (regista cinematografico di Tre Metri Sopra il Cielo e Amore, Bugie e Calcetto) e Marcello Lucini, firma di svariati spot pubblicitari di enorme successo.

    «Questo nuovo spot ci permette di garantire continuità alla nostra presenza in televisione e a mantenere un dialogo costante con i nostri utenti – ha dichiarato Marco Giorgi, Responsabile Marketing di Facile.it. – Sono oltre 5 milioni gli italiani che hanno scelto Facile.it per l’assicurazione e le bollette e abbiamo voluto allargare l’orizzonte dei nostri spot, aggiungendo non solo tutti i dispositivi su cui oggi Facile.it è disponibile (PC, smartphone, app e tablet) ma anche nuovi ambientazioni in cui è facile immedesimarsi

    «Insieme a Facile.it abbiamo accettato la sfida di uscire da una serie fortunatissima di spot per rimanere in TV con una nuova veste – ha spiegato Niccolò Brioschi direttore creativo della campagna e partner di PicNic. – Lo spot è stato realizzato in due formati, uno da 30’’ e uno da 15’’, entrambi ispirati dai grandi interrogativi che tutti prima o poi ci troviamo ad affrontare nella vita

    Girato a Palma di Maiorca, lo spot è prodotto da The Big Mama. Giada Sidoti ne è producer, direttore della fotografia è Cesare Danese. Federica Guidolin è il copywriter e Riccardo Colombo l’art director.

    La campagna di Facile.it sarà declinata anche su YouTube – con una pianificazione pre-roll focalizzata sulle trasmissioni di carattere sportivo – e si aggiungerà alla tradizionale attività di pubblicità sul web dell’azienda, che conferma la sua presenza continuativa sui principali portali web e siti internet in target.

    Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

  • Mutui: cala ancora l’erogato medio, -10% rispetto a sei mesi fa

    Mentre i dati sul numero di erogazioni di mutuo da gennaio ad oggi avevano fatto tornare il sorriso, quando oggetto d’esame sono gli importi erogati, la situazione è meno rosea: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it e Facile.it rispetto a sei mesi fa la cifra che gli italiani sono riusciti ad ottenere dalle banche è calata; l’erogato medio ad aprile 2014 è stato di 106mila euro, dieci punti percentuali in meno rispetto alla rilevazione fatta ad ottobre 2013.

    L’analisi tanto delle richieste di mutuo quanto degli erogati registrate nello scorso aprile dai portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha messo in luce l’aumento del divario tra quanto gli italiani chiedono e quanto riescono effettivamente ad ottenere dalle banche, ormai giunto al 20% (era solo dell’8% ad ottobre). La richiesta media è salita del 7%: si punta ad ottenere 132mila euro, contro i 123mila dello scorso ottobre; l’erogato medio, di contro, è calato del 10%, fermandosi a poco più di 106mila euro.

    Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile scende drasticamente, passando dal 52% al 44%.

    «Nonostante i confortanti dati dell’ABI, che mostrano un aumento nel numero delle erogazioni di mutuo nel primo trimestre dell’anno – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda – gli italiani che aspirano a un finanziamento per comprare casa ottengono meno di quanto chiedano e devono pertanto attingere ai propri risparmi. Va detto, ad ogni modo, che in questo quadro pesa la ripresa della surroga, da cui consegue tanto l’abbassamento del valore medio delle erogazioni quanto il calo del loan to value.»

    Il mutuo prima casa

    Questo il quadro complessivo, ma cosa accade prendendo in considerazione solo richieste ed erogazioni di mutui prima casa? Mentre salgono gli importi richiesti – si passa da 129.000 a 138.000 euro in sei mesi (+6%) – cala la cifra media erogata, che passa da 129.000 a 117.000 euro (-10%). Mentre il divario tra richiesta ed erogazione si allarga (i due numeri divergono del 17%) la percentuale finanziata scende al 55% (era al 62% nella rilevazione precedente). Questo calo è dovuto, in parte, al leggero aumento del valore medio degli immobili acquistati attraverso il finanziamento per la prima casa (+2% rispetto a sei mesi fa). Stabile a 24 anni la durata media del mutuo prima casa richiesto, cresce a 22 quella del mutuo erogato.

  • Cresce del 10% in due anni il ricorso alla cessione del quinto dello stipendio

    Negli ultimi sei mesi le cessioni del quinto dello stipendio sono state più di un quarto delle richieste di prestiti presentate in Italia, crescendo di oltre 10 punti rispetto a due anni fa e arrivando a rappresentare il 26,8% del totale (erano il 16,4% a maggio 2012). Il dato arriva dall’osservatorio periodico sulla cessione del quinto condotto da Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it) che hanno analizzato oltre 40.000 richieste di finanziamento presentate fra novembre 2013 e aprile 2014.

    «Il numero di chi richiede la cessione del quinto – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.itè in leggero ma continuo aumento perché, come ormai molti sanno, è l’unica forma di finanziamento accessibile anche a chi ha subito protesti o ha ritardato a restituire le rate di prestiti o mutui, caso sempre più comune negli ultimi anni».

    L’importo medio che si cerca di finanziare con la cessione del quinto dello stipendio è però sensibilmente inferiore rispetto a quello richiesto due anni fa. Se nella rilevazione di maggio 2012 i richiedenti puntavano ad ottenere 20.000 euro, oggi vogliono poco più di 17.000 euro. Appena inferiore l’età media del richiedente: oggi 43 anni, 44 nella rilevazione di due anni fa.

    Le donne chiedono mediamente importi più bassi degli uomini (15.500€ vs 17.500€) a fronte di differenze di stipendio proporzionali (1.300€ vs 1.600€). Quasi uguale l’età del richiedente di sesso maschile e di quello di sesso femminile (43 vs 44).

    Nell’analizzare la pratica di cessione del quinto le finanziarie considerano non solo il profilo del richiedente, ma anche quello del suo datore di lavoro. Un dipendente pubblico o uno statale, quindi, possono essere avvantaggiati proprio perché impiegati presso un’azienda meno a rischio di insolvenza.

    Nonostante questo, a presentare percentualmente il maggior numero di richieste di cessione del quinto nel periodo analizzato sono stati i dipendenti privati (58,6%), mentre i dipendenti pubblici rappresentano il 22% dei richiedenti e i pensionati il 16% .

    A richiedere gli importi più alti per la cessione del quinto sono stati i residenti in Sicilia (20.000€ la richiesta media) seguiti dai cittadini del Trentino Alto Adige (19.500€) e della Sardegna (19.000€). Sono 8 le regioni italiane con richieste più alte della media: oltre alle tre già citate anche Umbria, Calabria, Puglia, Campania e Lazio.

  • Prestiti personali: in Sicilia più di 1 su 5 li richiede per bisogno di liquidità

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Sicilia questo strumento continua a rappresentare un àncora di salvezza per chi ha bisogno di liquidità. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it) ha analizzato le richieste di prestito dei siciliani nell’ultimo semestre e ne è risultato che il 21% di chi ha indicato la finalità precisa del finanziamento lo stava facendo per un bisogno di disponibilità liquida nell’immediato. Dallo studio è emerso che l’importo medio richiesto in Sicilia rimane invariato rispetto allo scorso semestre (11.000 euro) e perfettamente in linea con la media nazionale.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini della Sicilia nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 76% di chi cerca di ottenere un finanziamento, dato superiore alla media nazionale che si è fermata al 74%. I 43 anni di età media del richiedente in Sicilia, sono il dato più alto che si sia registrato in Italia, dove invece la media rimane di 41.

    Si sono ridotti, anche se di poco, i tempi del rimborso che, dalle 66 rate mensili che servivano ai siciliani nello scorso semestre, sono passati a 65.

    Tra chi ha indicato una finalità precisa per il prestito, le motivazioni più ricorrenti in Sicilia, dopo la liquidità, sono la volontà di comprare un’auto usata e quella di ristrutturare casa (19%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Enna e Agrigento, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 12.500. Invece a Ragusa, gli importi richiesti sono i più bassi della Sicilia e rimangono fermi a 10.000 euro.