Il Gran Caffè La Caffettiera è uno degli storici locali di Napoli, sito in Piazza dei Martiri, nel cuore della città, a pochi passi dal mare, dalla riviera. Da alcuni anni ha aperto una sede anche a Roma, nella storica Piazza di Pietra ed ha attivato una collaborazione con il gruppo vitivinicolo Lunelli, a cui si deve la produzione Ferrari, divenendo il terzo Spazio Bollicine Ferrari, una garanzia per la clientela in termini di glamour e bontà dei prodotti. Accanto alla produzione tipica, la Caffettiera di Napoli promuove una produzione innovativa, creativa con i croissants e le bontà mignon. A pranzo è possibile fermarsi a La Caffettiera per gustare piatti sia freddi che caldi. Da alcuni mesi è attivo il servizio catering e banqueting, attraverso il quale La Caffettiera gestisce il difficile servizio di ristorazione sia per privati che per il settore pubblico.
Da sempre attenta a garantire un servizio completo alla clientela, preoccupandosi anche delle difficoltà di parcheggio al punto da attivare una convenzione con il Gran Garage di Via Cappella Vecchia attivo 24 ore su 24 ed esclusivo solo per i clienti, La Caffettiera ospita i grandi eventi organizzati da Passiodea, libera Asociazione di idee e passioni, briefing room per discutere di poesia, letteratura e dei grandi protagonisti del teatro.
Ultimo e massimo riconoscimento del locale, risiede nella pubblicazione del locale sul Gambero rosso, rivista storica dedicata alla degustazione ed ai locali, fra i bar d’Italia 2010.
Tag: caffè
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Il vero espresso Made in Italy
AromaPolti presenta sul suo sito i nuovi modelli @Espresso Crema e l’elegantissima @Espresso Suprema.
Pur conservando la semplicità e la funzionalità del suo caratteristico design minimal, @Espresso Crema riesce a rinnovarsi grazie ad una riprogettazione del corpo interno che garantisce oggi una maggiore affidabilità e tutta la qualità del Made in Italy.
L’esclusivo sistema “crema express” brevettato Polti, genera una naturale pre-infusione che, insieme ad un’adeguata pressione e ad una micro iniezione d’aria durante l’erogazione, garantisce una crema ancora più densa e compatta.Al suo fianco, in una raffinata versione “total black”, la nuova @Espresso Suprema fa il suo ingresso tra le macchine acquistabili online. Particolarmente piacevole al tatto, grazie all’elegante rivestimento soft touch, @Espresso Suprema si pone sulla linea di confine tra elettrodomestico ed oggetto di design.
La dotazione standard è particolarmente ricca di sorprese: dai kit assaggio di tutte le linee di caffè e bevande solubili, all’esclusivo libro di ricette, al pratico frullino montalatte che permette di ottenere in pochi secondi una schiuma di latte soffice e densa, per cremosi cappuccini.L’attenzione e l’esperienza nella creazione di pregiate miscele ed una macchina in grado di erogare sempre un caffè cremoso e alla giusta temperatura: queste sono le vere qualità dell’espresso italiano.
Per maggiori informazioni: www.aromapolti.com
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Venerdì 30 ottobre ore 21.00 presso la Libreria Edison il prossimo Caffè Creativo di Lab Lab
Quale ruolo per le biblioteche del futuro? Devono essere un servizio. Funzionare come una piazza, un luogo d’incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere. Le biblioteche devono cambiare ruolo e aspetto. E’ questa l’idea che Antonella Agnoli presenta nel libro “Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà” edito da Laterza. Sarà proprio lei ad aprire insieme a Marianella Sclavi e Susan George il Caffè Creativo del 30 ottobre presso il Caffè della Libreria Edison di Livorno alle ore 21.00. Alle 17.00 l’autrice invece presenterà il libro sempre presso la Libreria Edison. Anche questo Caffè si inserisce all’interno delle iniziative del Settembre Pedagogico.
Dopo trent’anni di lavoro in biblioteca e ora come consulente di architetti e di amministrazioni pubbliche in Italia e all’estero, la Agnoli nel 2001 ha fondato la biblioteca San Giovanni di Pesaro, diventata esemplare. Quando l’ha lasciata, nel 2008, su una popolazione cittadina di 96 mila abitanti, gli iscritti erano 26 mila (quasi il 30 per cento). Dopo Pesaro, Agnoli è andata a Londra, a Idea Store, una serie di biblioteche, ma non solo biblioteche, promosse da un altro italiano, Sergio Dogliani. Un punto di vista sicuramente interessante da ascoltare il suo, cogliendo dalle sue parole spunti e osservazioni per riprogettare insieme i nostri luoghi del sapere, le nostre biblioteche ed i nostri spazi dedicati alla cultura.
Il format dei Caffè Creativi è stato pensato dall’Associazione Laboratorio Labronico per favorire al massimo l’interazione tra cittadini ed esperti. Dopo un lancio di 15 minuti, ai tavoli tutti i partecipanti avranno modo di esporre proprie idee e punti di vista traducendoli in istanze progettuali da avanzare nei confronti dell’amministrazione pubblica e dei soggetti direttamente interessati nella tematica in programma. Un facilitatore per ogni tavolo stimolerà il dibattito, raccoglierà i vari punti di vista e cercherà di stimolare tutti a pensare alla tematica in maniera innovativa. “Costruire piazze del sapere: quale cultura dell’innovazione ed quali biblioteche per la cultura?”: il Caffè del prossimo 30 ottobre sarà un’occasione per confrontarsi sul tema dei luoghi del sapere e per individuare nuove strade da percorrere sia a livello di amministrazione di questi spazi, sia a livello di utilizzo degli stessi da parte dei cittadini.
Le nuove traiettorie delle biblioteche possono incontrare quelle dei centri commerciali? Si, senza però confondersi direttamente con essi e richiamandone a livello architettonico colori e giochi di luminosità, ammette la Agnoli. «Il San Giovanni è in un antico convento, e nella ristrutturazione l’abbiamo concepito come una strada coperta, un luogo di passaggio da un punto all’altro del centro storico»,. «Le sezioni al piano terra, quelle per i bambini, per l’informatica, per la musica o l’arte, sembrano dei negozi: insomma la biblioteca deve somigliare sempre meno a un ufficio dell’anagrafe e sempre più a un luogo di qualità». La biblioteca San Giovanni è aperta il sabato e la domenica. Come Idea Store a Londra. Anche se, avverte la Agnoli, «ogni biblioteca ha una storia a sé». Il primo degli Idea Store è nato a Tower Hamlets, quartiere londinese di 215 mila abitanti, per metà immigrati, provenienti in particolare dal Bangladesh. Al suo interno si può trovare un centro commerciale con caffetteria e grandi cartelli segnaletici. I risultati? «Ottimi: la media dei frequentatori di biblioteche a Londra è del 51 per cento, a Tower Hamlets è il 56»
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Ethiopia Sidamo: la culla dell’aroma
Se il caffè fosse una religione, l’Etiopia sarebbe la Terra Santa.
Gli esperti sembrano concordare sul fatto che Kaffa, la regione occidentale del paese, rappresenti il luogo d’origine della coffea, la pianta del caffè; la bevanda consumata inizialmente era una sorta di succo estratto dai semi della pianta che veniva utilizzato anche come medicinale grazie ai suoi effetti stimolanti.La diffusione del caffè ricavato dai primi processi di tostatura e macinatura, sarebbe stata favorita fortemente dalla cultura islamica ed i mercanti del tempo avrebbero trasportato le piante attraverso il Mar Rosso e dato il via alle prime piantagioni vere e proprie nel sud della penisola arabica, dove si trova l’attuale Yemen.
Esistono tuttavia altre leggende più o meno pittoresche attorno alla diffusione del caffè: la più popolare vede come protagonista un pastore di capre etiope, Kaldi, ed il suo gregge; si racconta che dopo essersi nutrite di bacche di caffè, le capre abbiano passato la notte vagabondando vivacemente e destando quindi l’interesse del pastore che mise in infusione i chicchi abbrustoliti e macinati della pianta. Un’altra credenza vuole che l’uso della bevanda sia stato diffuso dai monaci di Addis Abeba che la utilizzavano per tenersi svegli durante le lunghe veglie.
Le fantasie misteriose che avvolgono la nascita del caffè non fanno altro che dimostrare quanto profondamente questa bevanda abbia conquistato la mente ed il cuore dei suoi fan più appassionati.La raccolta del caffè in Etiopia avviene sia attraverso il metodo naturale che quello lavato; nel primo caso le drupe vengono fatte seccare completamente prima di prelevarne i chicchi, mentre nel secondo caso la polpa del frutto viene «lavata» via ed i semi vengono fatti seccare separatamente. L’obiettivo del metodo lavato, molto più dispendioso, è di eliminare da subito tutte le impurità e possibili drupe troppo mature in modo da ottenere un aroma più pulito e bilanciato.
Tra i tradizionali caffè etiopi, un posto di rilievo è occupato dal famoso Sidamo, coltivato tra i 1500 ed i 1800 metri sugli altipiani di origine vulcanica dell’omonima regione nel sud del paese, al confine con il Kenya.
Questo particolare caffè si è affermato rapidamente sia per la particolarità del gusto, che si differenzia notevolmente rispetto alle altre varietà, sia soprattutto per l’incredibile ampiezza dell’aroma; alla degustazione si coglie infatti un numero sorprendente di profumi e sapori, dalla frutta ai fiori, alle erbe aromatiche, dal cacao al miele e alla frutta secca (mandorle, nocciole, pistacchi), il tutto in un susseguirsi di sensazioni perfettamente equilibrate.Molto spesso i chicchi di Sidamo vengono utilizzati come base per le migliori miscele; AromaPolti, invece, ha voluto intrappolare la natura elegante e selvaggia di una singola piantagione in una capsula di caffè Ethiopia Sidamo al 100%.
Dopo il successo del preziosissimo Jamaica Blue Mountain, il nostro viaggio di scoperta prosegue sotto il sole dell’Africa con questo apprezzatissimo monorigine che regalerà un pizzico di avventura al vostro rituale mattutino.