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  • Commissariati chiusi, Maruccio contro l’inganno sicurezza di Alemanno

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Chiediamo al Ministero dell’Interno di rivedere i provvedimenti di accorpamento perché è inammissibile che questa destra illusionista faccia sparire interi presidi di polizia”

    Roma – L’imminente chiusura dei commissariati di polizia nei quartieri di Porta Pia e di Torpignattara, che vanno ad aggiungersi ad altri presidi romani già soppressi, ha sollevato accese polemiche sul tema della sicurezza. L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, intervenuto su questa vicenda ha così commentato: “Sulla promessa di una città più sicura il centrodestra ha cavalcato la cronaca per poi ottenere risultati elettorali a livello nazionale e comunale. Vinte le elezioni il problema della sicurezza si è magicamente risolto da solo e le città, Roma in testa, sono adesso delle oasi felici, dove non c’è neanche più bisogno dei presidi di quartiere delle forze dell’ordine. Solo leggendo la realtà in questi termini – dichiara ironico Maruccio – si può concepire la chiusura dei commissariati di Montesacro, Fregene, Porta del Popolo, Centocelle, della caserma di Tor Bella Monaca, e probabilmente quella di Torpignattara. Tutti accorpamenti che, come quello del settimo municipio dove l’unico presidio rimasto è il Prenestino, a Tor Tre Teste, oltre a diffondere il senso di insicurezza, creano disagi ai cittadini anche per la richiesta di documenti. Zone ad alta densità abitativa, con un elevato tasso di microcriminalità, si vedono private del commissariato per ragioni difficilmente spiegabili ai cittadini. Infatti, i vertici comunali si guardano bene dal sollevare la questione”.

    Sui metodi da adottare per contrastare questo stato di cose l’assessore regionale non ha dubbi: “Noi ci associamo alla protesta dei cittadini e chiediamo al Ministero dell’Interno di rivedere i provvedimenti di accorpamento. Perché è inammissibile che questa destra illusionista, oltre a far scomparire sul nascere il poliziotto di quartiere, che nessuno ha mai visto a parte in televisione, ora faccia sparire interi commissariati, fregandosene della sicurezza dei cittadini”.

  • Buche e demagogia a Roma, il monito di Maruccio

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “I soldi per le opere stradali ci sono già, ma la propaganda che azzera gli impegni della Giunta regionale è davvero odiosa e intollerabile”

    Roma – “Cominciamo col dire che i soldi ci sono. Mi riferisco ad un problema di stretta attualità come quello delle buche, o per meglio dire, delle voragini che si sono aperte in tutte le strade di Roma e anche su molte consolari, tra cui la Pontina. La Giunta regionale ha stanziato lo scorso febbraio, e fino al 2011, 140 milioni di euro a salvaguardia del tessuto urbano negli enti locali, tra cui 500 cantieri nei municipi di Roma. A questi fondi, si aggiungono altri 80 milioni di euro del programma triennale straordinario per opere pubbliche locali, tra cui strade e reti fognarie, e altri 51 milioni di euro per interventi sull’illuminazione pubblica, la sicurezza e la manutenzione. Non buttiamola dunque sulla mancanza di risorse”. L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, affronta con decisione il tema della sicurezza sulla rete viaria capitolina, snocciolando una serie di cifre relative ai fondi già destinati alla manutenzione e al rifacimento del manto stradale.

    “Va bene essere in campagna elettorale – avverte perentorio Maruccio –, capisco che si aumentino i toni della polemica, ma la strumentalizzazione a fini di propaganda che azzera gli impegni e il lavoro di una amministrazione come la Regione è davvero odiosa e intollerabile. Prendiamo ad esempio il Comune di Roma che dice che i fondi non ci sono, non intervenendo e incancrenendo così il disservizio. Risultato: gli interventi tardano a causa di stalli istituzionali e di rimbalzi di competenze del tutto incomprensibili agli occhi dei cittadini che ogni giorno rischiano la vita, o alla meglio un esaurimento nervoso, in auto o in moto”.

    “Il mio impegno guarda ai fatti”, scandisce l’assessore regionale affermando inoltre: “Ognuno faccia la propria parte con senso di responsabilità. La Regione, attraverso l’Astral, deve completare il ‘Piano 100% sicurezza’ per l’ammodernamento, l’adeguamento e l’ampliamento di grandi e piccole strade regionali, provinciali e comunali. Per questo dico che dobbiamo continuare il nostro importante lavoro perché è impostato bene, attraverso metodi partecipativi e criteri di ecosostenibilità. Però, prima di tutto dobbiamo renderlo pubblico e diffidare delle false demagogie”.

  • Lazio digitale, i progetti di Maruccio per migliorare una Regione già innovativa

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici illustra gli obiettivi conquistati e quelli da raggiungere per lo sviluppo di internet, wireless e banda larga

    Roma – “Bene ha fatto qualche mese fa la Regione Lazio, tramite la Filas, a stanziare 13 milioni di euro in bandi pubblici per la realizzazione del Distretto Tecnologico Culturale, un progetto a sostegno dell’innovazione e dello sviluppo di internet veloce, del wireless e della banda larga, rivolto alle imprese del territorio”. Così Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, sottolinea le attività svolte dalla Pisana nell’ambito della digitalizzazione e dell’informatizzazione dei servizi sul suolo laziale. E aggiunge: “La rivoluzione tecnologica che interessa la nostra epoca ci consegna, infatti, strumenti nuovi e potentissimi che possono essere utilizzati per valorizzare settori chiave della nostra economia regionale, come il turismo e i beni culturali. Ma non possiamo fermarci qui. L’obiettivo successivo da accrescere nei prossimi anni e quello di estendere tali strumenti anche nei campi del welfare, dei servizi alla persona, della semplificazione amministrativa e dell’e-commerce. Una cultura internet diffusa a tutti i livelli, insomma, per realizzare un modello nuovo di Regione come società digitale in evoluzione e al passo col mondo. Non si tratta di un sogno. Il lavoro è stato già impostato. Io stesso – tiene a precisare Maruccio – da assessore alla Tutela dei Consumatori ho avviato il processo di ampliamento della banda larga per garantire, entro il 2011, la copertura di quasi tutto il territorio laziale (95%) e consentire il collegamento ad internet veloce a cittadini e imprese. Ora dobbiamo difendere e portare avanti i nostri progetti”.

  • Europa e Regioni, secondo Maruccio cooperazione fondamentale anche per il Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Necessario investire sfruttando i nuovi accodi per la collaborazione internazionale che l’UE sta mettendo a disposizione delle amministrazioni locali”

    Roma – “Guardare all’Europa per coglierne le migliori opportunità di sviluppo per il nostro territorio”. È questo l’invito esplicito che Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, rivolge direttamente alla politica italiana, troppo spesso ripiegata su sé stessa e poco favorevole ad abbracciare una visione d’insieme di più ampio respiro.

    “Non solo regolamenti e direttive da applicare – continua Maruccio argomentando le sue idee –, ma anche risorse da investire sfruttando i nuovi accodi per la cooperazione internazionale che l’UE sta mettendo a disposizione per le amministrazioni locali. A partire dal Fondo di sviluppo per la cooperazione tra regioni (FESR) e i programmi Interreg, l’Unione europea sta infatti attribuendo agli enti locali un’importanza sempre maggiore per la promozione di iniziative dirette verso la coesione economica e lo sviluppo equilibrato del territorio. Non possiamo, dunque, non approfittare di queste possibilità. Anzi, dobbiamo sfruttarle in pieno per far avanzare la nostra regione nei settori della conoscenza, della competitività, dell’occupazione, della sostenibilità ambientale, delle politiche sociali e della crescita economica”.

    Poi, analizzando quanto di buono è stato fatto finora e quanto ancora si debba fare per il futuro, l’assessore regionale illustra un percorso politico da compiere inderogabilmente nella prossima legislatura: “La Regione Lazio – afferma –, che in questi anni ha già dato prova di una buona governance nel coniugare disposizioni comunitarie e strategie di sviluppo, deve continuare ad approfittare dei progetti di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale che la includono, sulla base della sua posizione geografica e per altre prerogative, utilizzando al meglio gli strumenti finanziari e di programmazione messi a disposizione dall’UE. Per questo è auspicabile un rafforzamento del dialogo politico tra diversi attori internazionali, nazionali, regionali, locali, imprese e cittadini. Un dialogo che dovrebbe avere come fine ultimo il superamento dei conflitti, la realizzazione di soluzioni condivise, la promozione di opportunità di sviluppo comuni, la distribuzione dei costi e benefici. Proprio come insegna l’Europa unita”.

  • Crescita, sviluppo e turismo, gli obiettivi di Maruccio per il litorale laziale

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Si può fare molto stimolando le attività sul territorio, migliorando le infrastrutture e il sistema della mobilità, promuovendo le visite turistiche”

    Roma – “La costa laziale gode di buona salute e questa è una notizia che fa piacere. Dal Rapporto 2010 presentato ieri da Litorale spa emergono dati positivi per residenti (+11%), edilizia e occupazione. Anche arrivi e presenze turistiche aumentano (rispettivamente +24% e +19%) con 1,2 milioni di visitatori solo nel 2007, e 700 mila presenze in visita ogni anno presso i luoghi di cultura. Bene ha fatto, dunque, la Regione Lazio ad approvare lo scorso ottobre il Fondo straordinario per lo sviluppo economico locale del litorale destinato a 22 comuni costieri più 2 isolani con uno stanziamento di 55 milioni di euro entro il 2011. Soldi da utilizzare per migliorare le infrastrutture, il sistema della mobilità e il recupero delle aree degradate”. È questa la via indicata dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, per promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio naturale della fascia costiera laziale. A tal proposito Maruccio ricorda che “l’offerta turistica di questa area deve adeguarsi alle sue straordinarie potenzialità, soprattutto nel comparto strategico della nautica. Ma molto si può fare anche stimolando le attività sul territorio: dagli accordi con musei e teatri cittadini ai bandi pubblici rivolti in via prioritaria a imprese di giovani, con requisito l’età media 35 anni, per finanziare nuovi progetti a tema”.

    “Nel Lazio – conclude l’assessore regionale proponendo la sua ricetta politica per il territorio – serve infatti un turismo del ‘fare’ con una spinta sempre più marcata verso il futuro, per crescere in una regione contraddistinta da dinamismo, capacità innovative e un mercato del lavoro realmente riformato”.

  • Campi nomadi, Maruccio contesta le soluzioni di Alemanno

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il sindaco di Roma si limita a spostare le famiglie rom invece di risolvere il problema”

    Roma – “Altro che concertazione e dialogo. Il piano nomadi, con cui Alemanno ha provveduto allo sgombero del campo rom Casilino 900, la dice lunga sul modo di trattare la questione immigrazione da parte del sindaco di Roma. Le comunità rom vengono infatti sbrigativamente evacuate in diversi centri senza che per questi altri campi, già saturi, siano stanziati fondi adeguati e senza coordinamento con gli operatori sociali, le associazioni umanitarie e le amministrazioni municipali che operano sui territori, come ad esempio al campo di via dei Gordiani, nel municipio VI. Risultato: sradicamento, frammentazione parentale, sovraffollamento, disagi, malcontento e allarme sociale”. Duro affondo di Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, sulle soluzioni adottate da Gianni Alemanno dopo la recente chiusura del Casilino 900.

    Le critiche di Maruccio al primo cittadino della Capitale proseguono prendendo in considerazione altri aspetti fondamentali di questa delicata vicenda: “Famiglie rom trattate come pedine in una scacchiera, di qua e di là, per dare seguito a promesse elettorali attraverso una strategia vergognosa: quella che si propone di riversare il problema ad altri, in altri luoghi, meglio ancora se nei territori della provincia romana, o più in là, cosicché il problema e la competenza passano ad altre amministrazioni quali la Provincia di Roma e la Regione Lazio. Che dire: in tema di immigrazione l’approccio dovrebbe essere innanzitutto umanitario. La sicurezza sociale può conseguire solo da politiche improntate a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità di sussistenza. Per ora, invece – tuona polemico Maruccio –, assistiamo solo a ping-pong politici ed elettorali”.

  • Maruccio sottolinea l’importanza delle aree naturali protette del Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Mi impegnerò affinché questo inestimabile patrimonio ambientale benefici di una gestione efficiente per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio”

    Roma – “Nel Lazio si contano 13 parchi regionali, 20 riserve naturali regionali, circa 8 monumenti naturali regionali, senza considerare i parchi nazionali, le riserve dello Stato e via dicendo. Questo inestimabile e variopinto patrimonio ambientale fa sì che la nostra sia una regione in cui si trova rappresentato più o meno il 50% della biodiversità presente in Italia. Bisogna considerare che l’esistenza di queste riserve naturali è fondamentale anche per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Evidenze statistiche testimoniano, per l’appunto, il contributo delle aree naturali protette allo sviluppo locale e rilevano come il patrimonio rurale venga di volta in volta valorizzato, riscoperto, inventato con la sollecitazione di questi siti. Detto altrimenti, le attività di tutela delle aree protette permettono di intervenire nei settori della conservazione dei beni culturali e paesaggistici, nel recupero delle tradizioni e delle identità locali, nei modelli di sviluppo socio-economico sostenibile. Da non dimenticare, infine, che il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali favorisce la permanenza sul territorio delle popolazioni, in particolare di quelle giovanili e femminili”. È quanto sostiene, nella sua accurata analisi dei beni paesaggistici naturali e del territorio laziale, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici.

    “Per questi motivi – aggiunge esponendo i suoi propositi – mi impegnerò affinché le aree protette della nostra regione beneficino di una gestione efficace ed efficiente, per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio con il coinvolgimento, a livello decisionale e operativo, dei residenti. Una riqualificazione che avrà come perno lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali e la promozione dell’agriturismo e dell’eco-turismo. La collocazione all’interno dei parchi risulta, infatti, conveniente per la valorizzazione dell’immagine dell’azienda agricola e dei suoi prodotti, nonché per le potenzialità di vendita e consumo determinate dai flussi turistici. Sono altresì convinto che l’offerta agrituristica debba valorizzare la funzione ricreativa, sociale e culturale dell’azienda agricola, anche attraverso la riscoperta della cultura enogastronomica regionale”.

    A conclusione del suo discorso, Vincenzo Maruccio, ricorda come la ‘Voce del verbo fare’ sia indispensabile “affinché il nostro sistema delle aree naturali regionali sostenga progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; favorisca l’occupazione e la formazione di figure professionali nel campo dei beni ambientali; supporti le comunità rurali per la creazione di musei e per il restauro di centri storici ed edifici di valore artistico e culturale; incrementi le capacità e le competenze dei locali per rispondere alle esigenze legate alla ricettività turistica”.

  • Le proposte di Maruccio contro l’usura

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Un terzo dei commercianti attivi nel Lazio avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. È necessario incentivare azioni di prevenzione di questo malaffare”

    Roma – “I commercianti del Lazio si rivolgono agli usurai, segnale evidente della difficoltà sempre maggiore di far quadrare i conti a fine mese. Ma l’usura, purtroppo, non è un fenomeno diffuso solo al livello delle imprese, perché ci sarebbero anche 70 mila famiglie nel Lazio che correrebbero lo stesso rischio a causa della stretta creditizia delle banche e dei bilanci familiari sempre più in rosso”. Lo dichiara preoccupato Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, che poi, valutando i notevoli danni connessi al fenomeno, spiega: “Come emerge dal rapporto di ‘Sos Impresa Lazio’, l’associazione nata alcuni anni fa proprio per opporsi al racket e alla criminalità organizzata, un terzo dei commercianti attivi nel Lazio, pari a 26 mila titolari di negozi, avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. L’usura si starebbe estendendo anche ad artigiani, professionisti, dipendenti pubblici e pensionati. Per un giro d’affari, solo per il commercio, stimato in non meno di 2,3 miliardi di euro tra interessi pagati ed altre utilità”.

    Quanto alle possibili soluzioni da adottare l’assessore Maruccio afferma: “Occorre una revisione della legge regionale contro l’usura, con l’introduzione di una ‘Rete Regionale di Sportelli Anti-usura’ in grado di sostenere progetti volti a favorire uno sviluppo economico e sociale libero da condizionamenti illegali. Bisogna, infatti, prevenire il fenomeno anche attraverso l’ascolto dei soggetti a rischio, dei casi di ‘sovra indebitamento’ e sviluppare nel cittadino il concetto di buon uso del denaro. Insomma, è necessario innanzitutto incentivare e sostenere azioni di prevenzione di questi episodi di malaffare. Successivamente sarà indispensabile mettere in campo programmi di attività diretti a contrastare l’illegalità e ad appoggiare concretamente i soggetti usurati o potenziali vittime del reato di usura, attraverso processi volti all’integrazione e al reinserimento sociale”.

  • Residenze Sanitarie Assistenziali, le cose da fare secondo Maruccio

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA laziali, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”

    Roma – “Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono strutture residenziali extraospedaliere gestite da soggetti pubblici o privati e accreditate dalla Regione Lazio”, spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, che poi aggiunge: “I destinatari dei servizi sono persone adulte o anziane con diversi livelli di dipendenza per i quali non è necessario il ricovero ospedaliero, ma neppure è possibile la loro permanenza a casa: necessitano di interventi di riabilitazione funzionale o mentale, sono portatori di patologie stabilizzanti di natura fisica, psichica, sensoriale mista. Per queste persone le RSA offrono ospitalità permanente. Una realtà variegata, che nella nostra regione presenta numeri importanti: 6.000 utenti già ricoverati, circa 8.000 in lista di attesa, mediamente 3-5 anni, oltre 600 strutture fra RSA e socio-assistenziali, oltre 12.000 addetti in tutto. Trattandosi di servizi di natura sia sociale sia sanitaria, la ripartizione dei costi e delle competenze attualmente è sostenuta al 50% dalla quota sociale e al 50% da quella sanitaria. La quota sanitaria, indipendentemente dal reddito del paziente, è completamente a carico della Regione Lazio, mentre la quota sociale richiede un contributo da parte dell’utente, aiutato dai Comuni per i redditi inferiori a euro 13.000 ISEE. In concreto, il costo per le famiglie si aggira in una quota compresa fra 1.600 e 2.000 euro al mese, cifre non alla portata della maggior parte dei congiunti”.

    “Dunque un problema serio che richiede numerosi interventi, primo fra tutti quello che tenda a creare equità reddituale – argomenta Maruccio, avanzando una serie di proposte concrete per sanare questa situazione –. Sarebbe opportuno, inoltre, che la Regione versasse i fondi relativi alla quota sanitaria direttamente alle strutture, senza passare per i Comuni, velocizzando l’iter ed evitando di gravare sulle famiglie, che si trovano spesso ad anticipare dei capitali. Sarebbe poi necessaria una maggiore flessibilità nella ripartizione delle quote di spesa tra aspetto sociale e sanitario, valutandolo caso per caso a seconda dei problemi reali dei pazienti: un meccanismo che farebbe subito risparmiare il 30% della spesa pubblica, con maggiore vantaggio per le famiglie. Infine, si dovrà puntare su corsi di qualificazione per il personale, con l’obiettivo di creare occupazione e migliorare l’offerta sociale. Ovviamente lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA della regione, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”.

  • Under 35, per Maruccio non solo “bamboccioni”

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio analizza la condizione giovanile attuale e dichiara: “Mi impegnerò per garantire un futuro di crescita ai ragazzi di oggi”

    Roma – “La piaga che maggiormente affligge la nostra generazione è sicuramente legata alla mancanza di lavoro e quindi anche di opportunità di crescita personale oltre che professionale. Sarei un politico vecchio stampo se assicurassi ai miei potenziali elettori under 35 posti di lavoro certi. Mi impegnerò sicuramente a cercare un modo concreto volto a combattere la precarietà, lo stesso varrà per tutti i giovani che si vedono costretti ad aprire ditte individuali per poter lavorare. Non ritengo giusto che siano proprio questi ultimi, già ‘abbandonati’ dallo Stato, a dover rimetterci maggiormente – non sono infatti previste coperture finanziare per periodi di assenza per infortuni, malattie o maternità –, sarà quindi mia cura proporre disegni di legge che agevolino questa strada che vede coinvolti sempre più giovani”. Interviene così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, sul tema sociale di grande attualità che concerne i bisogni e le esigenze delle nuove generazioni, di fronte ai problemi del lavoro e, in generale, delle condizioni di vita.

    “Altra piaga che affligge la nostra regione, soprattutto la città di Roma, è quella legata ai canoni di locazione sempre più alti per case che a volte sono dei tuguri”, prosegue Maruccio analizzando un’altra delicatissima questione. “Voglio intervenire sul tetto massimo – dice –, il tanto amato equo canone per intenderci. Spesso dietro ragazzi che si trasferiscono nella Città Eterna per motivi di studio ci sono i genitori, chi più e chi meno facoltosi. E per chi non ha la fortuna di avere una famiglia facoltosa o ne ha una molto povera – in quest’ultimo caso ci sono ‘le borse di studio’ –? Poi c’è la componente di ragazzi laziali e non che per motivi personali decidono di non proseguire gli studi buttandosi nel mondo lavorativo. Partendo dal presupposto che ritengo assurdo che si possano arrivare a pagare anche 700 euro per una camera singola in appartamenti in cui si vive in quattro, cinque o più con un solo servizio, reputo tale anche il discorso degli affitti in nero. Per combattere sia il fenomeno dei canoni alti, sia del nero sui medesimi, voglio proporre un’agevolazione fiscale per i locatori che rispetteranno il tetto massimo stabilito. Un giovane che oggi arriva a guadagnare 1.000 euro, e può reputarsi fortunato, come può pagare affitti esorbitanti? Mi impegnerò – conclude l’assessore regionale – per far sì che i ragazzi di oggi possano non essere più come ‘qualcuno’ che decide per noi ci vuole, ossia ‘bamboccioni’, garantendo loro un futuro di crescita”.