Sono circa duemila gli
specializzandi, giovani laureati in
medicina ed iscritti alle diverse
specializzazioni post-laurea, che
hanno manifestato sotto il
Ministero del Lavoro contro
l’aumento dell’aliquota contributiva
dal 17 attuale al 24% per
rimpinguare le casse dell’Inps. La
controproposta è tenere l’aliquota
al 17% e optare per l’Enpam quale
ente previdenziale.
“È una misura iniqua quella
adottata dal ministero del Lavoro –
sostiene Massimiliano Trapani, del
Segretariato italiano medici e specializzandi – che serve solamente per rimpinguare le
casse dell’Inps”.
In Italia sono circa trentamila gli specializzandi e mediamente lo stipendio è di 1.700
euro, di cui però il 35-40% se ne va “per la doppia tassazione – osserva Trapani – tra
Inps e Enpam: oltre l’aspetto economico c’è anche un discorso di qualità che
rivendichiamo in relazione all’inserimento sul mercato del lavoro”.
E a sostegno della lotta degli specializzandi si è mosso il presidente dell’Ordine dei
medici e odontoiatri di Roma, Mario Falconi, secondo cui “gli specializzandi sono degli
sfruttati, mal pagati, sottoposti ad orari di lavoro massacranti e per di più beffati oggi da
una doppia contribuzione per cui con una mano gli si danno dei soldi e con l’altra gli
vengono tolti”.
La critica severa di Falconi riguarda anche la “qualità del lavoro dei trentamila
specializzandi in Italia. “Se questo Paese non è all’altezza di saper investire
adeguatamente su questi giovani, sugli specializzandi in particolare, per i quali oltre che
saper essere conta e molto il saper fare, non va da nessuna parte”. E non a caso molti
dirigono la loro attenzione ai Paesi europei, come ad esempio la Spagna, oppure sono
direttamente arruolati nei vari ospedali inglesi dove senza problemi possono conseguire
la loro specializzazione.
“Dopo cinque anni di specializzazione – aggiunge Falconi – a questi giovani va assicurato
un adeguato livello di qualità nel sapere già fare il proprio lavoro”. Insomma, una lotta
sia sul versante economico “no alla doppia contribuzione” ma anche sul versante del
lavoro per una adeguata preparazione che coniughi il sapere, la conoscenza, con il fare.
Alla fine è stata raggiunta una tregua. Il ministero ha infatti assicurato che manderà in
tempi brevi una lettera all’Inps, al ministero dell’Economia e a quello dell’istruzione,
chiedendo di ‘congelare’ il pagamento dell’aliquota previdenziale finchè non sarà presa
una decisione finale. “Il direttore generale del ministero del Welfare, delegato alla
previdenza – spiega Riccardo Casadei, presidente di Federspecializzandi – dopo aver
discusso con noi tutti i vari punti del contratto, che andranno valutati con un tavolo
congiunto, ci ha promesso la sospensione degli effetti della circolare Inps”. La vertenza
resta aperta.
(16 dicembre 2008)
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