Secondo una recente indagine condotta da eFinancialCareers.it, il portale leader anche in Italia nel settore della ricerca di figure professionali in ambito bancario, finanziario e assicurativo, con molti settori (dalle banche all’auto) ancora nel mezzo del guado diversi analisti e recruiter consigliano di puntare su infrastrutture ed energia, se si guarda alla crisi dal punto di vista del mercato del lavoro.
Esaurito rovinosamente il boom petrolifero che ha visto il greggio superare i 140 dollari lo scorso luglio, per diversi operatori è ora di puntare sulle fonti alternative, in ambiti di lavoro come il trading. “Va bene sia l’energia tradizionale che quella alternativa, come l’eolico, il solare e le energie rinnovabili. Ci sono spazi soprattutto nell’ambito del trading in quasi tutti i maggiori gruppi che operano in Italia, sia italiani che esteri”, dice Sergio Zanetta, associate partner di Proper Transearch.
Altro settore che sta dimostrando una notevole tenuta “anti-ciclica”, in grado di sfidare la recessione, sembra essere quello delle infrastrutture: “Regge l’impatto della crisi ed è una nicchia interessante – dice Carlo Caporale di Robert Half International – soprattutto se si punta sulle aziende di media dimensione con forte esposizione internazionale”.
Nonostante le difficoltà del M&A, n questo momento alle prese con scarsità di funding e investitori molto prudenti, le imprese “mid-market” potrebbero vivacizzare fusioni e acquisizioni in un mercato sicuramente difficile” afferma Franco Agopyan, un esperto dello studio Chiomenti, che si aspetta un’attenzione degli operatori M&A sulle piccole e medie imprese “non necessariamente finanziate a leva”. L’esperto legale prevede infatti “operazioni di minoranza (growth capital, anche mediante aumenti con emissione di privilegiate o strumenti finanziari partecipativi), su società mid market, su società quotate, distressed, di add-on (di piccola taglia) per partecipate”.
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