NUOVE FRONTIERE ONLUS: MENSILE NOVEMBRE 2007

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Nuove Frontiere onlus

Se riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta già cambiando

Mensile n.5

25 novembre 2007

In questo numero

·    Editoriale

·    Petizione popolare per la difesa del diritto di istruzione dei minori

·    Adozioni nazionali

·    In quei piccoli mondi

·    Sostieni Nuove Frontiere

·    SOS risorse naturali in esaurimento

·    Quel treno per Yuma

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www.nuovefrontiere.net  

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Editoriale

Dopo un mese di pausa ritorniamo con una nuova veste grafica, che crediamo più piacevole ed accattivante.

Questa nuova stagione 2007/2008 è partita decisamente con il piede giusto:

·         un incremento sensibile degli associati che arrivano quasi ad 800;

·         un incremento sensibile della mailing list che supera oramai i 7000 utenti cui inviamo newsletter e mensile;

·         il primo articolo sul Sole24ore di Beatrice Dalia;

·         la prima intervista su RomaUno in cui abbiamo potuto spiegare le ragioni di una petizione in difesa dei minori.

Adesso ci aspetta un tour de force per una riforma delle adozioni, dei loro tempi e modi, che completerà a nostro avviso una revisione legislativa a tutela dei minori atta a far sì che situazioni di sfruttamento e di disagio vengano sradicate dal nostro territorio. Sempre con RomaUno verrà prossimamente organizzata una trasmissione sul tema.

Lanciamo però un appello che, fin quando è stato possibile, abbiamo evitato: Nuove Frontiere onlus ha bisogno del vostro sostegno e appoggio anche economico per riuscire a portare avanti proposte e progetti. Ad oggi abbiamo un passivo che, sebbene non eccessivo,  non potrà essere sostenuto ancora a lungo. Se condividi mission e progetti, sostienici.

Noi quello che diciamo facciamo , datecene la possibilità.

                                                                                                                    Gabriele Felice

Petizione popolare per la difesa del diritto di istruzione dei minori

La difesa del diritto di istruzione esige una riorganizzazione del sistema giuridico che parta soprattutto dalle riflessioni sullo status giuridico dei minori.

 

Occorre, infatti, stimolare la coscienza sociale assopita sull importanza dei diritti fondamentali della persona umana, sull importanza del concetto di uomo e sulla necessità socio-individuale di investire sulla formazione e sulla cultura.

Occorre far tesoro degli errori del passato, trasformandoli in pillole di saggezza per costruire un futuro migliore. La società si costruisce attraverso l istruzione intesa come trasmissione di conoscenze. L istruzione è un diritto individuale, ma è soprattutto un patrimonio universale che va difeso con adeguati strumenti giuridici.

L art 731 codice penale risulta inadeguato a tutelare il diritto d istruzione, inteso come diritto fondamentale della persona umana ex art 2 della Costituzione Italiana. La norma risulta essere, inoltre, inadeguata a contrastare il fenomeno della dispersione ed evasione scolastica, non tutela il diritto dei minori a ricevere un adeguata istruzione atta a sviluppare la propria personalità, ma essendo collocata fra le contravvenzioni concernenti l attività sociale della p.a. , tutela l interesse statale all istruzione dei minori. L art 731 c.p. tutela, quindi, solo un aspetto della complessa fattispecie in esame, non considera che l istruzione è innanzitutto un diritto inviolabile dell individuo, oltre un dovere di solidarietà economica-sociale. Sarebbe, pertanto, più appropriato tutelare due beni giuridici: l interesse statale all istruzione dei minore e il diritto soggettivo alla costruzione della propria personalità.

Occorrebbe, inoltre, tutelare la libertà individuale del minore, mettendolo al riparo da abusi di autorità o da atti diretti ad annientare la sua personalità individuale, e, prevedendo sanzioni come quelle degli art 600 e ss cp. (reclusione e multa), soprattutto in presenza di situazioni in casi di sfruttamento del minore in attività illecite. L art 731 c.p., da un lato, tutela l obbligatorietà dell istruzione inferiore (sancito dall art 34 Cost), garantisce al minore la frequenza di un certo numero di anni ed evita che incurie familiari o bisogni economici spingano le stesse a espropriare il minore del suo diritto di istruzione; dall altro lato, invece, vanifica il diritto in oggetto prevedendo i giusti motivi e l irrogazione di una multa di massimo ¬ 30. Non è con una sanzione economica che si convincono i genitori a vigilare che i figli vadano a scuola.

E necessario, pertanto, almeno inasprire le sanzioni, ovvero prevedere l irrogazione della reclusione e/o di una multa invece della semplice ammenda; abrogare l inciso giusti motivi ( in quanto un interpretazione estensiva del termine vanificherebbe l obbligo sanzionato) ed introdurre la sospensione della patria genitoriale ai sensi dell art 34 c.p , in quanto il genitore che non vigila o non manda il minore a scuola, viola i doveri previsti dalla Costituzione agli articoli 2 e 30, doveri ribaditi anche dall art 147 c.c., e creando un grave pregiudizio al minore. Bisogna predisporre un adeguato assetto legislativo con strumenti che possano realmente incidere, e mobilitare risorse umane e finanziarie al fine di supportare ed aiutare scuola, famiglia ed istituzioni contro il fenomeno dell evasione. Per anni i bambini sono stati considerati non come persone, ma come res di proprietà dei genitori, privi di diritti. Sono state sottovalutate le esigenze della personalità del minore. Minori picchiati, sfruttati, trascurati dai genitori, umiliati, incompresi, privati della propria identità. Ne consegue che la tutela del minore viene affidata esclusivamente ai genitori, ed in caso di inerzia, si vanifica qualsiasi tutela astrattamente predisposta. Questo clima culturale è presente anche nel nostro codice penale scritto negli anni 30. Il legislatore, infatti, si preoccupò di tutelare più l istituzione familiare nel suo insieme, che la regolarità delle relazioni familiari tra i singoli membri di essa. Il minore veniva considerato in una posizione subordinata all interno di un nucleo che aveva forti poteri su di lui. Inoltre, le norme a tutela dei diritti dei minori sono sparse nel codice penale, alcune (come quello dell articolo in oggetto), sono rubricate nella sezione delle contravvenzioni, e non nei delitti contro la persona.

Sarebbe opportuno che le varie fattispecie, che vedono il minore vittima del comportamento delittuoso, fossero, invece, raggruppate in unico e specifico capo del codice penale dedicato ai reati in danno ai minori . Nel caso in cui sorgano dei contrasti o i genitori dimentichino la loro funzione di guida nel processo di sviluppo del figlio, l ordinamento giuridico, anche a livello costituzionale, riconosce che il diritto del minore è incomprimibile, perché attiene ai diritti fondamentali della persona, e considera il correlativo diritto dei genitori subordinato all adempimento dei doveri necessari allo svolgimento della funzione. Il riconoscimento della famiglia come comunità naturale ai sensi dell art 2 Cost., libera di autoregolarsi, non può essere identificato con l autarchia, in cui trovano legittimazione tutte le prevaricazioni di un membro sull altro. Il riconoscimento dei diritti della famiglia sono subordinati all adempimento dei inderogabili doveri di solidarietà familiare. I poteri che l ordinamento conferisce nell ambito familiare non sono, infatti, funzionali al personale ed egoistico interesse dei singoli membri, ma costituiscono strumenti per lo sviluppo della comunità e delle singole personalità che la compongono. Pertanto, se vi sono distorsioni nelle relazioni familiari che compromettono lo sviluppo dei soggetti che la compongono, lo Stato deve intervenire a tutela dei diritti del singolo da tutte le onnipotenze prevaricatorie. Tale intervento non si configura come una ingerenza sopraffattrice sulla legittima autonomia privata, ma come attuazione del precetto costituzionale che riconosce le formazioni sociali e i loro diritti. La promozione dei diritti fondamentali della persona, e non l annientamento degli stessi, costituisce la condicio sine qua non del riconoscimento.

L esigenza di tutelare in modo attivo tali diritti è il movente della presente petizione, che si propone di realizzare una tutela piena e trasversale dei diritti dei minori.

                                                                                                          Valeria Caputo

Adozioni nazionali

La disciplina delle adozioni è attualmente regolamentata dalla L. 149/2001 che ha modificato la precedente legge 184 del 1983.

I punti salienti della riforma possono essere sintetizzati:

–  abolizione degli orfanotrofi;

– valutazione degli anni di convivenza;

– aumento della differenza di età tra adottante e adottando;

– possibilità di conoscere i genitori naturali;

– dichiarazione di adattabilità del minore.

Analizziamo nel dettaglio le novità introdotte dalla Riforma delle adozioni del 2001: l abolizione degli orfanotrofi comporta la creazione e l inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato, che abbia sede preferibilmente nel luogo più vicino a quello in cui stabilmente risiede il nucleo familiare di provenienza. Per i minori di età inferiore a sei anni l’inserimento può avvenire solo presso una comunità di tipo familiare. ( art. 2 c. 2 L. 149/2001).

Gli  orfanotrofi sono stati quindi sostituiti da affidamenti in famiglia e comunità, ma solo fino al 31 dicembre 2006 mentre a partire dal 2007 entrambi sono stati sostituiti dalle case famiglia. 

La Riforma all art. 6  ha altresì previsto  che l ‘adozione e’ consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto. I coniugi devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare. L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando .

Tale termine di tre anni può essere ridotto laddove i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni accertato dal Tribunale per i Minorenni.

Riguardo la differenza di età  è stabilito che l’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando ( la precedente normativa fissava tale limite in quaranta anni), con la possibilità di deroga in caso di danno grave per il minore . In ogni caso non è preclusa l’adozione quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni.

Ai medesimi coniugi è altresì consentito di procedere a più adozioni anche con atti successivi, ma costituisce criterio preferenziale ai fini dell adozione l aver già adottato un fratello dell adottando o la richiesta di adottare più fratelli nonché la disponibilità dichiarata di adottare minori portatori di handicap.

Requisito imprescindibile e irrinunciabile è il possesso delle capacità di educare, istruire e mantenere il figlio adottivo.

Diventa più facile adottare bambini con più di 12 anni e portatori di handicap accertato. In questi casi, secondo quanto previsto dalla legge 104/1992, Stato, Enti e Regioni possono intervenire, nei limiti delle disponibilità finanziarie del loro bilancio, con specifiche misure economiche, eventualmente anche con misure di sostegno alla formazione e all inserimento sociale, fino alla maggiore età degli adottandi.

Nel caso specifico il minore deve essere sentito se ha tra i 12 e i 14 anni (e anche se ha meno di 12 anni in ragione delle sue capacità di discernimento) e deve prestare il suo consenso all’adozione se ha più di 14 anni.

L’adozione è preceduta da una dichiarazione di adottabilità  del minore.

Lo stato di adottabilità del minore è dichiarato dal Tribunale per i Minorenni quando:

– i genitori e i parenti convocati per constatare lo stato di abbandono non si presentano, senza un giustificato motivo;

– l’audizione degli stessi dimostra il persistere della mancanza di assistenza morale e materiale e la non disponibilità ad ovviarvi;

– le prescrizioni impartite per garantire al minore assistenza morale, mantenimento, istruzione ed educazione sono rimaste inadempiute per responsabilità dei genitori.

Il decreto di adottabilità (disposto dal Tribunale per i minorenni) è notificato per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti entro il 4° grado e al tutore, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre reclamo presso il tribunale che ha pronunciato lo stato di adottabilità entro trenta giorni dalla notificazione.

Non appena il decreto di adottabilità diviene definitivo, il cancelliere del Tribunale per i minorenni può trascrivere lo stato di adottabilità del minore sul registro tenuto presso la cancelleria del Tribunale stesso.

I coniugi che intendono procedere all adozione di un minore devono presentare ad uno o più Tribunali per i Minorenni, dandone comunicazione a tutti  i Tribunali precedentemente aditi, specificando se sussiste anche la disponibilità ad adottare fratelli o portatori di handicap.

La domanda ha validità tre anni (non più due) e allo scadere del termine può essere rinnovata.

A corredo della domanda possono essere presentati diversi documenti tra cui: certificato di nascita dei richiedenti; stato di famiglia; certificati economici  (mod.101 o mod. 740 oppure busta paga); certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti.

La presentazione della domanda comporta l apertura di un fascicolo presso il Tribunale per i Minori che dà il via ad una indagine sociale sulla coppia (da concludersi entro 120 giorni e prorogabile una sola volta), per valutarne l’idoneità.

Per questo il Tribunale ricorre ai servizi socio-assistenziali degli enti locali insieme alle aziende sanitarie locali e ospedaliere.

Sulla base delle indagini effettuate il Tribunale  sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda, quella più idonea per il minore.

Il provvedimento di affidamento preadottivo è disposto con ordinanza, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti dei richiedenti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici ed in alcuni casi anche il minore di età inferiore.

Nel corso dell’affidamento sarà svolta dal tribunale un’attività non solo di controllo ma anche di sostegno.

L’affidamento preadottivo può essere revocato in presenza di gravi difficoltà.

Il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, decorso un anno dall’affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, il pubblico ministero, il tutore e coloro che abbiano svolto attività di vigilanza o di sostegno, verifica che ricorrano tutte le condizioni previste dal presente capo e, senza altra formalità di procedura, provvede sull’adozione con sentenza in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all’adozione. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all’adozione nei confronti della coppia prescelta.

Con l’adozione cessano i rapporti dell’adottato con la famiglia di origine e

l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti ed il loro cognome.

L’adottato, raggiunta l’età di venticinque anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici. Può farlo anche raggiunta la maggiore età, se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. L’istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza.

Appare evidente che l intento del legislatore che ha posto in atto la Riforma del 2001 è quello di uno snellimento della procedura. Ma questo almeno per ora solo sulla carta.

Infatti, nonostante la modifica, bisogna ancora scontrarsi con la costante e implacabile burocrazia che nel nostro Paese blocca qualsiasi tipo di procedura allungandone i tempi in anni se non in decenni.

Peccato che anche nel caso specifico non si riesca a scavalcare la burocrazia e a concedere al minore quel diritto alla famiglia   baluardo della legge 184/1993 lasciando ancora una volta  le famiglie affidatarie e i minori stessi nell angoscia a che la procedura non si completi e che quindi l affidamento non si trasformi in adozione, negando pertanto quel diritto ad un infanzia felice che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini.

                                                                                                                                Neria Mancini

In quei piccoli mondi

In quei piccoli mondi in cui i bambini vivono la loro esistenza nulla viene percepito così acutamente come l ingiustizia (Charles Dickens Grandi Speranze ).

Oggi si assiste ad una tragica condizione del mondo contemporaneo: un indifferenza nei fatti senza precedenti verso i bambini.

 

Le loro condizioni sono peggiorate quasi ovunque, nel mondo persino negli Stati Uniti dove i bambini compaiono in cifre rilevanti fra i senza casa, fra i vagabondi, fra i malati di AIDS, fra i drogati, fra il personale assoldato dalla microcriminalitá e dove c è povertà strutturale sono diventate, come abbiamo visto, disperate.

Anche in Italia le cose non è che vadano meglio, anzi. Senza voler sparare cifre, la realtà è sotto gli occhi di tutti, agli angoli delle strade, in metropolitana, sugli autobus, nei supermercati&

Realtà che prima sembravano relegate a Paesi del Terzo mondo oggi sono fuori casa nostra.

E accaduto e accade in Brasile come in India ed in altre decine di Paesi, dove vi sono milioni di bambini allo sbando, vittime di ogni scontro sanguinoso per qualsiasi ragione, militare, politica, di polizia o altro ancora.

Il Libano, la Bosnia ed il Burundi ieri hanno visto l eccidio di decine di migliaia di bambini, non meno di come accade oggi in Palestina od in Cecenia.

Il compito delle Nazioni Unite come delle organizzazioni non governative in questo campo mostra un immensa sproporzione fra le condizioni dei bambini e le risorse dell ente, tra la richiesta, la speranza e le possibilità di intervento.

Un oscura malattia dell anima sembra logorare la fibra morale del mondo: è da qui che nasce una tendenza a perseguitare, sfruttare, abbandonare i bambini.

Per gli enti preposti sono tuttalpiù il tema preferito di generiche esortazioni e il loro problema è regolarmente dimenticato nei programmi politici, negli interventi, nelle azioni.

I governi deboli abbandonano i bambini per inerzia e incapacità.

I governi forti hanno sempre altro da fare.

I Paesi poveri non hanno risorse.

I Paesi ricchi, non hanno memoria, non hanno occhi e, a volte, si sarebbe tentati di dire, non hanno cuore.

Le rivoluzioni riuscite spendono per procurarsi altra potenza, altra forza fisica.

Quelle non riuscite affondano con un elevatissimo carico di vittime.

Gruppi etnici, culturali, militari, religiosi, si scambiano messaggi di morte, col sistema del terrore, del bombardamento, dell assedio, e le vittime sono sempre e prima di tutto i bambini.

Mi chiedo come si faccia a invertire una così drammatica realtà tra tante disattenzioni e tanta ignavia.

Non c è un solo governo che abbia un piano sulla sofferenza dei piccoli, portando idee e mezzi, per il soccorso dei propri figli e di quelli degli altri.

I bambini di fatto non contano, non hanno diritti, ma si possono mandare a combattere, si possono abusare sessualmente o far sparire facilmente, li si può mandare a mendicare o a spacciare droga, a compiere piccoli furti o a prostituirsi.

Per ovviare a tutto questo la comunità internazionale si è dotata di carte e convenzioni dense di speranze e di promesse.

Che queste fragili vite continuino a venire spazzate via sotto i nostri occhi, con nostra piena consapevolezza dei rimedi possibili, è insieme il più grande scandalo e la più  grande sfida etica dei nostri giorni.

Abbiamo i mezzi per intervenire, eppure dopo 50 anni di progresso, ampie zone del mondo in via di sviluppo stanno facendo passi indietro verso la povertà a causa della recessione mondiale e del crescente indebitamento che obbliga molti PVS a tagliare drasticamente la spesa sociale. Lo stesso avviene da noi dove nonostante le emergenze si tende a spendere sempre meno in welfare e quello che si spende spesso si spende male.

E di questo stato di cose è l infanzia a pagare il prezzo.

Quando gli effetti di questo processo divengono visibili nel ritorno all aborto clandestino, nella diminuzione del numero di iscritti nella scuola, nell aumento del numero di bambini sfruttati ed abusati, allora è venuto il momento di abbandonare le reticenze degli ambienti economici e di dire che ciò che accade è un oltraggio contro l umanità.

Noi non ci stiamo e per questo proponiamo e proporremo una petizione che abbinata ad una riforma del procedimento di adozione, cui stiamo lavorando, mira a dare una famiglia degna di questo termine al minore in condizioni di disagio.

                                                                                                                       Gabriele Felice

Sostieni Nuove Frontiere

Cari amici si avvicina la fine dell anno ed è tempo di bilanci.

Un bilancio sicuramente positivo per l attenzione avuta dai cittadini in occasione della Notte Bianca della Solidarietà e quotidianamente con le attestazioni di apprezzamento e di stima per le battaglie che stiamo portando avanti e per i progetti che abbiamo in animo di realizzare.

Ma dopo tanti sforzi Nuove Frontiere onlus, finalmente operativa e pronta a promuovere con fatti concreti l integrazione tutelando tutti i minori, gli immigrati e le donne alle prese con una gravidanza difficile residenti nel territorio di Roma e provincia, rischia di dover chiudere a causa di un passivo sempre più oneroso. Basterebbe una donazione anche piccola per fare fronte all emergenza. 

Personalmente ho abbracciato con entusiasmo questa realtà perché è nel suo dna il desiderio di cambiare questo Paese sempre più alle prese con una crisi che non è soltanto economica, ma sociale, civile e politica.  Per questo Nuove Frontiere vuole essere anche un laboratorio di idee atte a migliorare la promozione sociale per la integrazione, la difesa dei minori e l aiuto alle donne, per lo più ragazze, alle prese con una gravidanza difficile.

Tra le attività avviate sottolineiamo in particolare la campagna “Per l’istruzione firma la petizione“, gli sportelli on-line per donne in gravidanza in difficoltà e gli extra-comunitari che vogliono usufruire di una consulenza legale, il laboratorio delle idee (da completare con ulteriori attività) Ma questo è solo l inizio e non vogliamo fermarci qui.

Abbiamo quindi bisogno del vostro aiuto per continuare ad incrementare il numero di iniziative e l efficacia di quelle già esistenti. Come? Se siete dei privati attraverso un vaglia sul ccp (N. 75144824, Intestato a: Associazione Nuove Frontiere, Via Aldo Banzi 135 – 00128 Roma), se siete un azienda acquistando il diritto a comparire sulla nostra newsletter e rivista e sul sito di nuove frontiere. La community di nuove frontiere è infatti in continua crescita (fra numero utenti sito, associati e iscritti alla community, tocchiamo i 7000).

Noi restiamo come sempre a vostra completa disposizione per qualsiasi informazione necessaria.

                                                                                                                       Donika Lafratta

SOS risorse naturali in esaurimento

Sono ben lieta di poter scrivere per un organizzazione umanitaria quale è Nuove Frontiere, il cui obiettivo prioritario  è quello di porre attenzione e attivarsi in difesa del mantenimento e in molti casi dell acquisizione di valori comuni che sono, o dovrebbero essere alla base dell ordinamento democratico e che riguardano la tutela dei diritti di minori, donne e immigrati.

E necessario prendere coscienza , che attualmente questa fascia della popolazione rappresenta l anello più debole della società. Tuttavia,è mio parere includere in questo anello debole la salvaguardia ambientale, ormai gravemente compromessa.

Da sempre ho prestato  un attenzione particolare alle problematiche connesse all ambiente, questo perché l ho sempre considerato un Patrimonio inestimabile, donatoci in eredità dai nostri padri e dato in prestito da chi verrà dopo di noi. Parlare di ambiente in generale sarebbe complesso, poiché concerne molti settori. E invece, mia intenzione  porre l attenzione sulla questione rifiuti; fonte di accese discussioni che poi sono subito assopite. Mi accorgo, che la popolazione è ancora poco sensibile a tale problema e ancor più preoccupante è che non lo consideri come tale. Ci troviamo di fronte ad una vera emergenza, già più volte denunciata dai vari TG e quotidiani. Siamo arrivati al punto in cui, ormai le discariche sono incapaci di contenere i rifiuti e per cui a breve sarà oggettivamente problematico trovare i siti presso i quali poterli depositare. Ma aldilà del problema logistico, è interessante sottolineare, come praticando la Raccolta Differenziata dei Rifiuti si determini un risparmio delle risorse naturali nonché economiche.

Alla crescita dello sviluppo produttivo, e quindi dei consumi è associata una crescita dei rifiuti prodotti. Il mio invito è quello di non gettarli indistintamente, ma separarli poiché, attraverso il processo di riciclo questi divengono un importante risorsa da riutilizzare. Ciò significa, innanzitutto bloccare lo sfruttamento irrazionale delle risorse di cui disponiamo, ma che non sono illimitate nel tempo. Oltretutto, una non corretta gestione dei rifiuti determina gravi fenomeni di inquinamento, compromettendo aria,acqua e suolo. Non va dimenticato poi, che lo sviluppo economico e l aumento dei consumi che è avvenuto nel secolo scorso hanno portato benessere per larghi strati della popolazione, determinando però dall altra parte l affermarsi di disuguaglianze sociali ed economiche sia tra le varie nazioni , che tra la popolazione interna a queste. Riguardo ciò, mi è doveroso ricordare che il 20% della popolazione mondiale utilizza più dell 80% delle risorse naturali disponibili, mentre un altro 20% rimane in condizioni di totale povertà. La conseguenza di ciò, è che i paesi più poveri dovranno in futuro accedere ad una maggiore quota di risorse per garantire alle proprie popolazioni salute ed eguaglianza sociale e questo concorrerà a degradare ancora di più l ambiente.

Cerchiamo da subito noi stessi, con piccole azioni quotidiane ad assumere comportamenti che mirino a tutelare l ambiente, come differenziare i rifiuti e risparmiare energia. Prendiamo coscienza che ciò è necessario se vogliamo continuare a vivere su questo splendido pianeta, che è la Terra.

                                                                                                                    Laura Buccioli

Quel treno per Yuma

Nel 1957 uscì , per la regia di Delmer Daves il film  Quel treno per Yuma   titolo originale 3:10 to Yuma . Protagonisti Glenn Ford nella parte del bandito Ben Wade e Van Heflin nella parte del contadino e suo malgrado sceriffo Dan Evans.

All epoca si trattava di un film abbastanza originale sia per la trama sia per la scelta di non girarlo a colori ma in bianco e nero. A differenza dei western standard americani imbastiti su storie semplici e miti della frontiera, 3:10 to Yuma   narrava una vicenda più complessa, tutta costruita   sul lato psicologico e sostenuta da una forte tensione con un taglio decisamente dark. L incipit era nel più puro stile western, una diligenza corre nel deserto dell Arizona, anno 1880, in sottofondo un motivo (che sarà poi il refrain del film) del famoso cantante Frankie Laine, un gruppo di banditi tende l agguato bloccando con una mandria il mezzo. Ben Wade feroce assassino senza scrupoli e la sua banda sono i responsabili, la mandria è invece quella di Dan Evans piccolo agricoltore in gravi difficoltà economiche che assiste impotente alla rapina insieme ai due figli.  Scorto dai banditi non può scappare e dal primo dialogo tra i due s individua il filo conduttore del film, il rapporto tra due opposti, un bandito apparentemente calmo e educato ma capace di terribili nefandezze ed un contadino onesto ma oppresso dai debiti, causa che lo porterà in seguito ad accettare, a pagamento, il pericoloso incarico di scortare Wade (catturato) al treno che deve portarlo al penitenziario di Yuma. L impresa che Dan dovrà compiere è quasi impossibile, per vari motivi egli rimane solo e la banda di Wade capeggiata dall altrettanto crudele Charlie Prince li circonda, la tragedia incombe nella cittadina di Contention. Barricato in una stanza d albergo, Dan stringe convulsamente in mano l orologio che batte inesorabile il tempo, mentre Wade di fronte a lui in manette, lo apostrofa beffardamente non puoi fermare il tempo schiacciando l orologio , alle 15 un fischio lontano avverte l arrivo del treno e Dan deve uscire col suo prigioniero per fare quel mezzo miglio che li porterà alla stazione, verso la morte o la salvezza. Questa la trama del film originale, il remake di James Mangold, pur ricalcandone l ordito lo stravolge nella parte conclusiva. Il regista reinventa 3: 10 to Yuma con grandi e spettacolari sparatorie, come l assalto iniziale alla diligenza che qui diventa blindata e addirittura munita di mitragliatrice Gatling , caricaturizza alcuni personaggi come il vicecapobanda Prince, cattivissimo e sadico, propone un Ben Wade interpretato da Russel Crowe, sotto la veste di un abilissimo diavolo, maestro non solo di sparatorie ma altrettanto e forse più, insidioso plagiatore di donne ed uomini su cui è in grado d esercitare il suo ambiguo fascino. Ed è proprio Russel Crowe che con la faccia angelica ben esprime la doppiezza di demone con qualcosa in fondo di buono. Gran parte del film si sostiene su di lui. Onestissima l interpretazione di Christian Bale nella parte del contadino eroe suo malgrado, da citare nel cast anche  Peter Fonda nella parte di Byron McElroy, odioso sgherro ammazzato da Wade e infine Logan Lerman, un attore adolescente nella parte di William, figlio maggiore di Evans. Quest ultimo personaggio, appena accennato  nel film originale, è invece determinante nella remake di Mangold, regista pressoché sconosciuto da noi, è autore di numerose serie televisive negli USA ed alcuni film come Walk the Line (la storia del cantante Johnny Cash) e Identity un thriller del 2003.

Pur essendo un film in cui c è mestiere siamo lontani dalle atmosfere dei grandi capolavori e dei grandi inimitabili maestri del western del calibro di Sam Peckinpah.

                                                                                                                          Luciano Alberghini

 

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