LE NUOVE OPPORTUNITA’ PER LA FIERA DI FOGGIA E IL SUO TERRITORIO

Dopo i saluti all’Assesore Regionale al Welfare, Elena Gentile, e a tutte le Isituzioni presenti, il Presidente dell’Ente Fiera di Foggia, Fedele Cannerozzi, ha presentato la 34^ edizione della Fiera d’Ottobre Campionaria. Trentaquattro anni fa, la Fiera fu istituita affinché costituisse un appuntamento autunnale per la messa a punto di indirizzi e strategie, attraverso il confronto tra le Istituzioni e le categorie interessate. Una scelta dettata anche dall’esigenza di presentare a visitatori e operatori una rassegna merceologica qualificata. Con il passare degli anni questa manifestazione è stata sempre più riflesso fedele dell’economia e della società, evidenziando quindi i segni di crisi e difficoltà che non abbiano mai sottaciuto. Sullo sfondo un dibattito a livello internazionale e nazionale circa l’attualità delle fiere campionarie, da più parti ritenute superate, economicamente non valide, per taluni addirittura anacronistiche, che si interseca con quello, altrettanto decisivo, che il mutamento dello scenario globale impone al sistema produttivo nazionale e locale. Tali profonde mutazioni in corso, accentuate dalla perdurante e profonda crisi congiunturale ancora in atto, chiedono alla totalità degli attori – singoli e collettivi, economici e sociali, politici ed istituzionali – di ricercare, ciascuno nel proprio ambito, un riposizionamento, un mutamento di obiettivi, metodi e prassi che consentano di navigare ed attraversare l’oceano delle opportunità, nuove ed inedite, che il nuovo contesto offre. E allora: “Quale domanda di cambiamento si pone all’attenzione del nostro sistema produttivo?” L’allargamento dei mercati e, soprattutto, della possibilità di connessione e scambio tra civiltà ed economie (fenomeni comunemente ricondotti al concetto di “globalizzazione”) determina un confronto dialettico tra due tendenze solo apparentemente opposte: da una lato, la standardizzazione dei prodotti e dei processi produttivi in uno con la affermazione di un modello economico e sociale (quello occidentale) che, nel confronto planetario, si afferma come modello dominante; dall’altro, l’emergere di valori e asset legati alla tipicità di un territorio, che sfuggono al processo di standardizzazione e contribuiscono all’arricchimento dell’offerta globale di beni e servizi, rispondendo alla domanda di maggiore “personalità”, storia e tradizione, nei prodotti acquistati e consumati. In tale scenario e in presenza di un sistema industriale fragile quale è il nostro, la Fiera di Foggia ritiene che il legame identitario col territorio rappresenti per le nostre imprese un valore unico al mondo, ma anche il vero asset strategico nella competizione globale. Di qui la proposta che avanziamo al nostro sistema produttivo: fare della cultura il fondamento di un nuovo sviluppo economico e sociale per la nostra terra. Essa, generalmente, viene intesa come un bene immateriale che ha a che fare con l’estetica, con l’arte, con l’insieme delle conoscenze, con il nutrimento dello spirito in contrapposizione al nutrimento del corpo, all’economia. Ma la cultura alla quale pensiamo non è estranea a tutto ciò: lo comprende, ma non è definita e delimitata da esso. La cultura è il legame con la propria storia, è ciò che ci costituisce come singoli e come collettività, è ciò che ci rende speciali nell’indifferenziato universo ed è ciò che rende speciale, unica, ogni nostra realizzazione, ogni nostro prodotto. La cultura è ciò che rende appetibile sul mercato la nostra produzione artigianale, ciò che rende unici i nostri pacchetti turistici, ciò che rende irripetibili i nostri prodotti agroalimentari. La cultura è ciò che attraversa e unifica ogni sforzo imprenditoriale. Per questo non vi è nulla di più urgente, in un’ottica di medio e lungo periodo, di superare l’antinomia tra nutrimento del corpo e nutrimento dello spirito, tra cultura ed economia. Ci conforta sapere che il tema che stiamo proponendo ,oggi, al nostro sistema produttivo è al centro dell’attenzione delle politiche comunitarie. E’ del 26 settembre scorso la presentazione da parte della Commissione Europea di un documento denominato Promuovere la cultura e le professioni creative per la crescita e l’occupazione nell’Unione Europea” nel quale viene tracciata una strategia finalizzata a esprimere pienamente il potenziale dei settori della cultura e delle professioni creative dell’UE per stimolare occupazione e crescita. La sintesi e la rappresentazione di questo nostro ragionare è nelle Giornate del Territorio, fortemente volute dalla Fiera di Foggia ed organizzate in collaborazione con l’Università e gli Enti statutari. Si tratta di una manifestazione ideata per arricchire e integrare la storica rassegna autunnale, nel presupposto – lo ripeto – che cultura e tradizioni, insieme alle produzioni di eccellenza, costituiscono fattori produttivi di imprescindibile importanza strategica ed economica per la Capitanata e per il sistema Puglia nel suo complesso. Protagonisti delle Giornate del Territorio saranno tutti gli attori territoriali – i Comuni in primo luogo – impegnati nell’adeguare stile di vita ed iniziative culturali e imprenditoriali ai tempi che mutano, alle tendenze, alle innovazioni, alle nuove esigenze di cittadinanza ed alla rinnovata consapevolezza dei consumatori. Le Giornate del Territorio puntano quindi ad un rilancio basato sullo spirito di appartenenza e sul capitale di fiducia, rappresentando altresì per riportare il capoluogo dauno e l’intera Capitanata al centro delle politiche culturali con convegni workshop, tavole rotonda, laboratori didattici, dedicati anche all’archeologica, alla pianificazione urbana, agli itinerari culturali e religiosi, alla rete degli artisti. Mi sia consentito, alla conclusione di questo mio intervento, di formulare un’ultima riflessione. Credo sia giunto, ormai, il tempo di mettere mano ad una coerente e condivisa politica di promozione delle nostre iniziative imprenditoriali e del nostro territorio. Le nostre aziende avvertono l’esigenza di una azione coordinata dell’attività di promozione, che consenta di moltiplicare (e non di soffocare) le capacità di ciascuno degli attori (Fiera, Camera di Commercio, Promodaunia, Gal, organizzazioni produttive ed altri ancora). Sarebbe utile per tutti noi definire una comune “cabina di regia” che assuma il ruolo di una elaborazione unitaria delle strategie e delle azioni di promozione perché solo una forte sinergia ci può consentire di servire efficacemente il nostro territorio, soprattutto in un contesto così difficile come quello che attraversiamo. La Fiera di Foggia, con le sue competenze, le sue strutture, la sua storia, si rende disponibile, sin da ora, ad uno sforzo unitario. Non indugiamo e incamminiamoci, con coraggio, sulla strada dell’integrazione e del lavoro comune. Concludo rivolgendo un sentito e particolare ringraziamento a tutte le aziende espositrici per aver scelto ancora una volta la nostra Fiera e per il loro importante ruolo svolto in favore dello sviluppo socio-economico della Capitanata e di tutta la regione.

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