La città di Budapest è stata caratterizzata da una
lunga serie di cambiamenti e trasformazioni che hanno reso questa capitale unica
nel suo genere e fortemente connotata in ognuna delle sue parti.
Budapest rivela la sua storia in ogni punto della
città. A Buda troviamo le testimonianze del passato politico e imperiale della
città, con il Palazzo Reale e la Galleria Nazionale, compendio della storia del
popolo ungherese, segnata da sconfitte e vittorie che hanno lasciato intatto
però l’orgoglio di questo Paese. Nei pressi di Óbuda, ritroviamo invece
testimonianze romane e della prima dinastia ungherese, gli Àrpàd, mentre a Pest
scopriamo il volto contemporaneo della città, quello più moderno e attuale.
La città è stata unificata il 1 Gennaio 1873 e
Budapest è oggi una grande città mitteleuropea: il romanticismo che ancora la
pervade, la continua ricerca di una propria identità, l’orgoglioso senso di
isolamento e, allo stesso tempo, il suo impegno nel voler far parte integrante
della cultura occidentale ne fanno una città che può davvero insegnarci molto.
Lasciatevi prendere dalla sua atmosfera, aggiratevi fra le strade e le piazze
ricche di storia e di avvenimenti importanti, costeggiatela lungo il Danubio,
protagonista indiscusso della città, cedete alle lusinghe dei suoi spettacoli di
qualità e dei mille eventi culturali, crogiolatevi nelle acque delle sue
benefiche terme, famose in tutto il mondo. Budapest è davvero una città per
tutti.
Abbiamo evidenti testimonianze dell’insediamento
romano a Óbuda, dove sorgeva il campo militare e la città civile di Aquincum
(dal celtico Ak – Ink = acqua buona, abbondante). I romani vi restarono dal II
secolo d.C. al V sec. poi, accordatisi con gli Unni, lasciarono loro la
provincia della Pannonia e il nome Buda pare derivi dal nome del fratello di
Attila. Vari altri popoli occuparono la zona alla morte di Attila finché, verso
la fine del IX sec. gli Ungari o Magiari, guidati da Àrpàd conquistarono
definitivamente il territorio. Le 7 tribù magiare incorporarono, pacificamente
le popolazioni che vi trovarono (Avari e Slavi). La dinastia degli Àrpàd regnò
fino al 1300 e Stefano I nell’anno 1000, incoronato re nel giorno di Natale con
la corona mandata da Silvestro II, abbracciò la Cristianità e organizzò uno
stato centralizzato e forte protetto dalla chiesa cattolica. Né Buda né il
vicino centro di Pest erano molto sviluppati a quell’epoca. Solo dopo il 1100
artigiani e commercianti tedeschi valloni e francesi diedero a quella località
nuovi impulsi di crescita. Ma i Tartari arrestarono quello sviluppo e misero a
ferro e fuoco tutta la zona. Re Béla IV, notando che i Tartari non erano in
grado di occupare fortezze costruite in alto, dopo che questi lasciarono il
Paese (1242) fece costruire molte altre fortezze, perché non si ripetesse quello
scempio. La popolazione ungherese , che era stata sterminata, fu rimpiazzata da
coloni tedeschi. Con ogni probabilità fu a quell’epoca che l’insediamento sulla
riva sinistra del Danubio ricevette il nome tedesco di Ofen. Tale termine
significa fornace e anche la parola slava Pest ha lo stesso significato. Si può
dunque presumere che il nome le fu dato per la presenza di alcune fornaci di
calce in quella zona. Da allora l’abitato che si trovava a nord di Buda prese il
nome di Óbuda (vecchia Buda). Iniziò così l’epoca della ricostruzione, la quale
avvenne soprattutto sulla collina del Castello cinta di mura e le tre città
ripresero nuovo vigore. Ma una nuova invasione, quella turca, durata per quasi
150 anni (1541 -1686) da un lato impoverì notevolmente la popolazione ed i
centri abitati, che andarono lentamente deteriorandosi, ma dall’altro lasciò
testimonianze importanti della loro presenza con le moschee ed i bagni sfarzosi
che ancor oggi possiamo ammirare nella loro concezione originale. Inoltre molti
pascià di Buda parlavano correntemente l’ungherese mentre i re d’Ungheria, che
vivevano a Vienna, non lo conoscevano. In ogni caso quando i Turchi furono
cacciati, ancora una volta era tutto da ricostruire, le 3 città erano poco più
di un mucchio di rovine così che si spopolarono di nuovo. Siamo così giunti alla
fine del XVII sec. Gli Asburgo, da Vienna, fecero trasferire di nuovo coloni
tedeschi ed austriaci nelle zone spopolate ma la ricostruzione procedeva
lentamente in quanto l’imperatrice Maria Teresa, pur stimolando l’agricoltura,
contenne il crescente desiderio di industrializzazione nuovi arrivati per
salvaguardare gli interessi interni dell’Austria. In questo periodo (siamo nel
Settecento) l’impronta più evidente dello sviluppo si ebbe a Pest; vi sorsero
palazzi barocchi, chiese parrocchiali, si innalzarono statue, si ampliarono
piazze e strade, mentre Buda era una tranquilla cittadina ed Obuda viveva di
agricoltura.
Le mura medievali di Pest erano ormai troppo
strette e la città ben presto ebbe bisogno di maggiore spazio. Nel secolo
successivo finalmente Buda e Pest furono messe in contatto stabilmente
attraverso il Ponte a Catene, voluto da Istvàn Széchenyi, benefattore
instancabile della città e della nazione.
È questo il secolo del risveglio nazionale e
politico: Pest, la città di commercianti che fino ad allora aveva ospitato fiere
e mercati si preparava ad assumere un nuovo ruolo. Il momento lungamente atteso
arriverà nel 1848 quando nel giardino del Nuovo Museo Nazionale il 15 Marzo
scocca la scintilla: Sàndor Petofi, il maggior poeta ungherese dell’epoca
romantica, declama una delle sue liriche più infiammate, in cui esorta i suoi
connazionali alla ribellione.
È il momento giusto: scoppia la rivoluzione che
però verrà soffocata come quelle italiane dell’epoca, cosicché la lotta
proseguirà con alterne fortune. Nel 1867, economicamente fiaccati, gli ungheresi
stipularono un Compromesso con l’Imperatore e si ebbe il primo governo
dualistico, quello della Monarchia Austro-Ungarica. Anche se gli ideali borghesi
di libertà non furono soddisfatti, l’atmosfera politica si era notevolmente
raffreddata, cosicché lo sviluppo economico potè subire una nuova
spinta.
L’unificazione delle tre città poi, nel 1873,
contribuì molto alla rapida crescita della capitale e in pochi decenni Budapest
era già l’ottava città europea. Nel 1887 era già in funzione la prima linea
tramviaria e, in occasione dei festeggiamenti per il Millennio, nel 1896, anche
la prima Metropolitana dell’Europa continentale. Le più grandi imprese
industriali del Paese sorsero a Budapest a cavallo del secolo: gli stabilimenti
Weiss, lo stabilimento meccanico Ganz, il Tungsram, il cantiere navale di
Óbuda.
La città inoltre stava diventando un influente e
decisivo punto di riferimento dal punto di vista culturale, artistico e
architettonico. Ma la guerra del 1914 arrestò di nuovo le grandi speranze di
questo popolo.
Dopo la restaurazione del vecchio governo la
congiuntura riportò ancora su binari di sviluppo la città, ma la II guerra
mondiale assestò un nuovo durissimo colpo al risorgere della nazione. Il momento
più tragico fu sicuramente lo scontro fra tedeschi occupanti e sovietici che
avanzavano verso occidente. La città divenne un campo di battaglia, con la
conseguente distruzione di numerosi edifici e di tutti i ponti del Danubio. Con
la fine della guerra fu intrapresa l’ennesima ricostruzione della città.
Budapest nel 1950 aveva due milioni di abitanti ed era divisa in 22
distretti.
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Olindo Taravelli è una guida turistica che ha operato per molti anni per
diverse compagnie turistiche ed alberghiere. Divulga per hobby informazioni e
consigli su viaggi ed itinerari. Per soggiorni ed alloggi in case a
Budapest si veda il sito: http://www.flatinbudapest.com/ –
per soggiorni in appartamenti a Budapest consiglia di visitare il sito: http://appartamenti.flatinbudapest.com/
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