In esclusiva per Rilevato un possibile tentativo di phishinh proveniente da “mvno.mvnonews.net” MvnoNews.Net, l’intervista all’Amministratore Delegato di Tele2 Andrea Filippetti. qui di seguito i contenuti dell’intervista:

- Redazione MvnoNews: Da anni Tele 2 è tra i leader
in Europa come operatore mobile virtuale e tra i primi a chiedere
l’apertura del mercato ai Mvno anche in Italia. Dal 2005 ad oggi, cos’è
cambiato? - Andrea Filippetti: non è cambiato molto. Siamo
partiti con una denuncia all’Antitrust [vedi articoli precedenti] e ad
oggi siamo all’ennesimo slittamento (di trimestre in trimestre) giusto
per evitare una decisione. E’ cambiato – invece – che nel frattempo
l’Authority sta cercando di persuadere gli operatori affinchè si arrivi
ad accordi di Mvno e che Vodafone in seguito alla denuncia
dell’Antitrust ha risposto “aprendo” ad eventuali accordi commerciali
entro il 31 marzo. Di fatto per ora ci sono solo dichiarazioni di
accordi ma nulla di concreto. - Redazione MvnoNews: in Europa quella dei Mvno è
una realtà ormai consolidata, in Francia addirittura in pochissimo
tempo sono nati molti operatori virtuali. C’è anche Tele2, che insieme
a Virgin Mobile è già sul “podio”.. come numero di clienti attivi.
Quale è stata la formula vincente per il mercato francese? - Andrea Filippetti: in Francia, un intervento
politico ha consentito la nascita dei Mvno già dal 2004. Tele 2 è
operativa nel mercato della telefonia mobile francese da poco più di un
anno, con già un suo brand molto forte riconoscibile per le tariffe
migliori sul fisso e internet e proponendo la stessa strategia –
vincente – nel mobile, ottenendo dei buoni successi in termini di
clienti raggiunti. - Redazione MvnoNews: molti Mvno in Europa usano la
formula del traffico incluso – a “forfait” – dove pagando un contributo
mensile, si usufruisce di un quantitativo di minuti di chiamate al
giorno. Pensa che tale formula sia innovativa e possa attecchire nel
mercato italiano? - Andrea Filippetti: io penso che tendenzialmente
gli operatori mobili virtuali in Italia, quelli veri, quelli che
entreranno direttamente sul mercato “reale”, non partiranno prima del
2008. Parliamo di entrata nel mercato molto tardiva rispetto al resto
dell’Europa e in un mercato in cui la penetrazione è del 140/150% delle
SIM. Calcoli che in Francia, in fase di partenza, la penetrazione era
di circa il 70%. Quindi molto dipenderà dalle strategie marketing di
ogni singolo operatore ma sopratutto dagli accordi commerciali che si
riusciranno a fare. Oggi l’Mvno è talmente in ritardo in Italia che per
permettere una entrata di successo e a beneficio dei consumatori, ci
devono essere accordi commerciali orientati al costo. Mi aspetto che
l’Authority faccia un passo verso l’obbligatorietà dell’Mvno in Italia,
per superare il ritardo clamoroso che abbiamo in questo Paese. Non
entreremo sicuramente come Mvno a qualunque costo, questa è la mia
presa di posizione. Entreremo a fronte di condizioni che ci permettano
di offrire il miglior prezzo sul mercato. - Redazione MvnoNews: questo 2007 sembra essere
l’anno della svolta. Vodafone dopo i “no tassativi”, pare finalmente
aver capito che non può fare a meno di aprire la sua rete ai Mvno.
Qualcuno sostiene essere una mossa tardiva per evitare eventuali
pesanti multe dell’Antitrust: lei di che parere è? - Andrea Filippetti: Tardivo più che a Vodafone lo
riferirei al mercato italiano. In Europa ci sono solo tre mercati che
non hanno operatori mobili virtuali: Italia, Spagna e Portogallo. In
Spagna tra l’altro è stata sancita dall’Authority l’obbligatorietà dei
Mvno, cosa che non è successa in Italia. L’Authority italiana
ufficialmente non ha ancora preso una posizione e, per quanto riguarda
Vodafone, è chiaramente una risposta all’istruttoria aperta
dall’Antitrust. Il mercato in Italia è estremamente maturo e
consolidato e il paradosso che si crea è che le condizioni per entrare
in questo mercato sono talmente difficili che siamo interessati ad
entrarci come operatori virtuali soltanto con condizioni orientate al
costo, altrimenti prenderemmo in giro i consumatori. Siamo davanti ad
una finta liberalizzazione: una liberalizzazione con 4-5 anni di
ritardo non è una liberalizzazione. - Redazione MvnoNews: è notizia di questi giorni che
Coop partirà come Mvno entro l’estate, appoggiandosi a quanto pare alla
rete di Tim. A distanza di pochi mesi dal lancio di Coop, non si sa se
come ESP o come MVNO dovrebbe seguirgli a ruota Conad. Con che
tempistiche pensate (se lo farete) di entrare nel mercato italiano come
Mvno? - Andrea Filippetti: Tele 2 come già accennato, non
entrerà nel mercato italiano a qualunque costo. Non conosco le
condizioni con cui entreranno Coop e Conad.. so che sono due business
completamente diversi. In Europa esistono operatori telefonici che
fanno gli operatori virtuali e poi le grandi catene di distribuzione
che fanno gli operatori virtuali. L’operatore telefonico entra in un
mercato che è suo, con una sua infrastruttura e offre spesso anche
convergenza tra fisso e mobile. Nella grande distribuzione, la
telefonia mobile è una delle tante cose che vendono tra alimentari,
elettrodomestici etc etc.. Ad oggi non ho una data di partenza: tutte
le proposte commerciali a cui siamo andati incontro non hanno portato
risultati significativi che garantiscano il nostro posizionamento e un
ritorno sul mercato e un ritorno del business plan. La posizione
“ufficiale” degli operatori tradizionali e nello spacifico Telecom (che
abbiamo citato all’Antitrust) è che Tele 2 vuole costi troppo bassi. Credo che l’unico modo sia che l’Autorità lo imponga .. imponga Mvno orientati al costo, come succede nella telefonia fissa!
Altrimenti non esiste nessuno spazio per nessun operatore mobile
virtuale che voglia avere un ritorno di questo business. Oggi, le
uniche condizioni che hanno un senso, è un orientamento al costo se
vogliamo veramente aprire il mercato. Se invece la strategia è aprire
il mercato solamente a chi non da fastidio (Coop, Conad, Auchan,
Carrefour.. che non potranno mai fare numeri enormi) o dimostrare che
gli Mvno non possano funzionare, allora questo forse è l’alibi giusto. - Redazione MvnoNews: il mercato della telefonia
mobile italiana secondo alcuni sarebbe già saturo. Che probabilità di
successo ha un Mvno in Italia e a quale quota di mercato può ambire?
Che numeri si aspetterebbe da Tele 2 nel mobile? - Andrea Filippetti: c’è lo spazio per gli operatori
mobili virtuali anche in Italia. In tutti i mercati in cui gli
operatori virtuali sono entrati, hanno preso una quota totale che va
dal 5 al 10%. Lo spazio esiste, sono le condizioni che oggi non
esistono nel nostro Paese. Comunque parliamo di una percentuale e di un
mercato abbastanza grosso. Per Tele 2 mi aspetterei una quota di
mercato tra il 2 e il 4%, sempre – ripeto – che ci siano le condizioni
per poter partire nel modo giusto come vorremmo. - Redazione MvnoNews: un’ultima domanda un po’
“maliziosa”. Da quale operatore vorrebbe vedere arrivare il maggior
numero di clienti o di “mnp” se preferisce? - Andrea Filippetti: le dico.. da quale ne vorremmo
vedere di meno.. e cioè quello che ci ospita.. poi, un cliente è un
cliente, quindi può venire da qualsiasi altro operatore. Certo, abbiamo
uno studio che ci dice da quale operatore potremmo andare a prendere
più clienti però, essendo studi interni, ce li teniamo per noi per il
momento.. o almeno fino al lancio..

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