Intervista ad Annie Lennox

Style.it – il punto di riferimento nel web per le donne che ricercano contenuti di qualità – è live oggi con la video-intervista esclusiva a Annie Lennox, l’eclettica interprete della scena musicale internazionale, che con il progetto “Sing” – www.annielennoxsing.com – si fa protagonista e portavoce dell’emergenza dei malati di HIV in Africa. Prossima tappa del concerto: il 28 aprile a Hong Kong.

«Con la crisi globale sarà finalmente chiaro a tutti che non esiste un concetto di “noi” contrapposto a “loro”, ma che ogni cosa ha un’inevitabile ricaduta su tutti».
«So che le cose non sono semplici, ma certo per molto tempo è stata scelta la via dell’ingordigia e dell’egoismo, e ciò ha travolto l’economia».
«Quando parliamo di HIV – racconta la Lennox – parliamo di una pandemia che uccide ogni anno più 27 milioni di persone. Una tragedia enorme se si considera che si potrebbe evitare con poco: solo chi ha visto con i propri occhi, in Africa, può capire la devastazione – anche sociale- che questa malattia comporta».
«Anche la povertà non credo si possa totalmemte eliminare, ma ciascuno può aiutare a combatterla. Sono le piccole donazioni costanti della gente comune – come spiegano le ONG – a fare la differenza: ogni singolo individuo ha quindi un grande potere».

Nell’intervista la pop star parla del suo rapporto con internet, i blog e la libertà di espressione.

«Mi piace tenere un blog e avere un mio sito. Amo il fatto di riuscire ad avere un rapporto con il pubblico in maniera diretta, senza filtri, senza censura».
«Internet usato nel modo giusto è una risorsa fantastica, ma come tutte le cose ha un rovescio. Il prezzo di essere sempre connessi è spesso il distacco dal mondo reale, come se mancasse un coinvolgimento fisico tra esseri umani. Immagino, perciò, che arriverà un momento in cui qualcuno dirà: sono stufo di essere sempre solo con il mio pc! Allora la gente tornerà a incontrarsi davvero»

La versione integrale della video-intervista è disponibile nel canale Video di www.style.it.

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