“INSTRUMENTUM DEI” IL CONCERTO DEGLI ANGELI FESTIVAL D I MUSICA ANTICA – XX EDIZIONE

“INSTRUMENTUM DEI” Il concerto degli Angeli FESTIVAL DI
MUSICA ANTICA – XX EDIZIONE



L’orchestra degli angeli della Chiesa
di S.Giorgio di Salerno



Domenica 23
verrà inaugurata la XX edizione del Festival di Musica Antica, promosso
dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola .Concerto-Conferenza a cura di
Tiziana Mancini e Olga Chieffi con la partecipazione dell’AnticA
Consonanza



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il prestigioso traguardo delle venti edizioni, il Festival di Musica Antica,
promosso dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola, sostenuto dalla
Provincia e dal Comune di Salerno. Il tema scelto per questo cartellone è
“Musica per una città medioevale, Salerno”, ma l’anteprima che il pubblico andrà
a vivere domenica 23 dicembre, alle ore
20,30, nel Complesso di Santa Sofia
è dedicato all’Orchestra degli Angeli
della Chiesa barocca di San Giorgio. La serata verrà inaugurata da due
interventi, il primo dedicato all’iconografia degli angeli musici, tenuto dalla
storica dell’arte Tiziana Mancini,
il secondo che avrà quale tema la renaissance degli antichi strumenti musicali,
sarà, invece, svolto dal critico musicale Olga Chieffi.


Se
Tiziana Mancini si soffermerà, con il supporto di proiezioni sugli otto angeli
presenti nella chiesa di San Giorgio, gemme del ciclo di affreschi che, tra il
1674 e il 1675, portò a compimento Angelo Solimena lungo la navata centrale, il
secondo intervento tratterrà di iconologia musicale, illustrando gli strumenti
suonati dagli angeli, dal liuto al cornetto, dal monocordo alla tromba, sino
alla tiorba, alla viola da gamba, all’arpa, all’organo positivo e alla viola da
braccio.


Un
intervento, questo, che vedrà la collaborazione degli strumentisti dell’AnticA Consonanza che schiererà Guido Pagliano al flauto e alla viola
da gamba, Ermeneziano Lambiase alla
spinetta, Gabriele Rosco al
calascione e alla viola da braccio, Francesca Turano al liuto e
all’arciliuto, ai quali si unirà la voce di Renata Fusco. Il programma prevede una
Passacaglia tratta dal libro quarto
di chitarrone, datata 1640 del fiammingo Johannes Hieronymus Kapsberger, il quale si
battezzò da sé “Giovanni Geronimo Tedesco della Tiorba” in riferimento alla sua
bravura ed alla sua fama di suonatore di quello strumento, in cui si rivela un
notevole rappresentante della monodia in Italia, seguita da variazioni anonime
su due ground, due bassi ostinati che evocano uno una passacaglia, l’altro una
ciaccona, tratte dal “The division
flute”
del 1706, affidate al flauto di Guido Pagliano, in cui conosceremo il
suono del dulcimer, suonato a mo’ di monocordo per poi procedere con una Chiaccona in partite variate di Alessandro Piccinini, che vedrà
protagonista Francesca Turano all’arciliuto. Renata Fusco entrerà in scena per
regalarci la Cantata sopra
l’arcicalascione
di Giuseppe
Porsile
, ai suoi tempi tra i maggiori
protagonisti dell’affermazione della scuola napoletana nel mondo, una pagina che
offre l’occasione per scoprire uno strumento oggi assolutamente desueto come il
calascione, che accompagna la voce di soprano secondo una prassi molto diffusa
in passato nel sud d’Italia, iniziandoci ad uno dei


segreti della canzone napoletana, che non è soltanto nella
vocalità morbida nella sua vena melanconica e ornata alla maniera orientale, ma
anche negli strumenti che accompagnano, suadenti nella loro espressività,
affidata al plettro, in cui apprezzeremo il senso assai spiccato dei
limiti della coloratura virtuosistica e un’attenzione per la sottolineatura
musicale del testo e “Chi vidde più
lieto
e felice di me?” di Bellerofonte Castaldi in cui l’autore libera la briglia alla fantasia e si permette passaggi
difficili o sorprendenti – mai dando la minima indicazione né di tempo, né di
frase, né di ornamento, né di dinamica all’esecutore “perché chi havrà giuditio
per sonare sicuro questa intavolatura l’havrà ancora per cosî fatti rimansugli”.
Che tradotto in linguaggio esplicito più o meno suona: “Che i cretini restino
lontani dalla mia musica”, un’aria, questa, che è un intero dramma in miniatura,
nella quale due personaggi, un uomo e una donna, prima s’innamorano, poi si
disputano per gelosia quindi si ritrovano, sotto lo sguardo di Amore, che alla
fine d’ogni strofa ironizza. A chiudere la serata sarà un florilegio di Tarantelle dell’abate gesuita Athanasius Kircher, il quale nel 1630
si reca in Puglia per fare delle ricerche su alcune antiche terapie musicali
legate al culto di Dioniso, pubblicando poi a Roma nel 1641 con il titolo De arte
magnetica il risultato dei suoi studi sul tarantismo
e la Carpinese, danze chiaroscurali,
da ballare in equilibrio sulla sottile linea di confine tra gioia e dolore, tra
salute e malattia, tra pazzia e ragione. Uno spazio angusto, limitato dal breve
raggio di un giro armonico ossessivo ed ipnotico, capace tuttavia di ospitare un
intero universo, un mondo in cui la vita e la morte colpiscono veloci e
implacabili come il morso di un insetto.



Ingresso Gratuito
Info.:328/0503066


Ufficio
Stampa
Cell.:347/8814172



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