Fitodepurazione: utilizzi, manutenzione, vantaggi, svantaggi

Oltre ad un trattamento delle acque reflue in ambito domestico fino a 2000 abitanti, la fitodepurazione può essere utilizzata anche per:

– Scarichi irregolari come quelli che provengono da hotel, campeggi, rifugi e villaggi turistici.

– Reflui in uscita da impianti di acquacoltura

– Da aziende zootecniche

– Da caseifici

– Da cantine di prodizione di vini.

– Dalle acque da dilavamento stradale.

– Da percolati provenienti da miniere e discariche

– Da deviazioni di corsi d’acqua eutrofizzati.

Questi impianti non richiedono una manutenzione macchinosa, l’unica attuata, infatti, è quella del controllo dello scarico attraverso delle analisi chimiche, secondo le norme dettate dalla legge. Una eventuale altra manutenzione che va considerata è quella dello svuotamento periodico delle vasche a monte del sistema. Le piante, invece, se scelte nei periodi giusti e collocate in modo corretto, non devono mai essere sostituite.

I vantaggi dell’adottare un impianto di fitodepurazione sono tanti, tra cui:

– I costi minimi sia per la sua costituzione che per la manutenzione.

– La completa assenza di odori sgradevoli e insetti fastidiosi ( i sistemi a flusso sommerso garantiscono un totale abbattimento della carica patogena, causa dei cattivi odori).

– La creazione di habitat verdi, all’interno dei centri urbani, al posto degli impianti di depurazione tradizionali fatti in cemento.

– Il riutilizzo delle acque depurate per l’irrigazione.

– L’assenza quasi totale di apparecchiature elettromeccaniche.

Gli svantaggi si attestano su solo due fronti:

– Sulla necessita di spazi maggiori rispetto ai depuratori tradizionali.

– L’eventuale acquisto di queste aeree.

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