Fabio De Donno – pittura fra realtà e sogno

Fabio De Donno è un artista capace di veicolare in immagini un suo mondo poetico che si concretizza sulla tela grazie ad una perfetta simbiosi fra colore e segno. Opere, le sue, dove emergono elementi che caratterizzano un impianto compositivo, individuato sempre in una profondità di sentimento e di penetrazione, nella conoscenza e nella rivelazione, in grado di svelare i contenuti all’osservatore, necessari per una immediata leggibilità.

Complessivamente, l’opera dell’artista, si presenta come un contenitore di immagini prese in prestito dal mondo reale, elaborate con grazia ed equilibro grafico – pittorico. Attraverso queste peculiarità, egli riesce a dar vita ad opere che si svelano in tutta la loro poetica, capace di visualizzare un mondo di immagini che, pur appartenendo alla realtà, ne travalicano i confini per invadere la sfera onirica, dove realtà e sogno trovano asilo.

Non sfugge all’occhio attento del fruitore l’originalità e l’autonomia nei confronti di altre esperienze artistiche, che gli consentono di individuare una propria cifra espressiva. La sua pittura è originata da un perfetto equilibrio colore – segno, dove quest’ultimo risulta fondamentale in opere costruite e impaginate con rigore professionale, dall’ampio respiro poetico, in grado di immergerci in atmosfere fiabesche. Quanto detto, non è cosa da poco, se si tiene conto che al mondo d’oggi il successo di un’artista o di una corrente, dipende dall’originalità del messaggio e dalla capacità di farlo apprezzare dal pubblico e dalla critica. L’arte di Fabio De Donno assolve pienamente tale compito.

De donno è come un equilibrista: sospeso fra terra e cielo. ci prende per mano, ci accompagna nelle sue visioni ubriache, ci investe di un’onda di cose, personaggi e animali che ci fluttuano accanto. In bilico ci affacciamo dai suoi quadri e vediamo i suoi sogni funambolici. Questi sogni attingono dalle favole che atavicamente ci portiamo dentro e diventano anche i nostri sogni. Questo mondo galleggia in una musica senza suono, in un tempo senza tempo, giocondo e fanciullo, per questo eterno e inattaccabile. Se pur fabulistico il suo stile non ammicca lezioso nè si gela in grottesche icone, ma si fa vivo e pulsante. l’equilibrista ondeggia sognante come un palloncino ma è retto dal pugno stretto di un bambino.

“Le mie rappresentazioni sono un trittico di pittura

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