Comunicato LAV, Pellicce di cani e gatti: approvato in prima lettura dal Parlamento UE stop a import e commercio. Grazie alla LAV, Italia “apripista” in Europa.

Comunicato
stampa LAV 19 giugno 2007

PELLICCE
DI CANI E GATTI: APPROVATO IN PRIMA LETTURA DAL PARLAMENTO UE IL DIVIETO DI
IMPORTAZIONE E COMMERCIO SU TUTTO IL TERRITORIO EUROPEO.

“GRAZIE
ALLE INVESTIGAZIONI DELLA LAV, L’ITALIA HA FATTO DA APRIPISTA IN EUROPA,
VIETANDO PER PRIMA TALE COMMERCIO”.

La LAV plaude al
risultato del voto odierno del Parlamento Europeo che ha approvato, in prima
lettura (il Consiglio deciderà nel mese di settembre) il divieto
all’importazione e al commercio di pelli di cani e gatti nei Paesi UE.
L’Unione Europea si unisce quindi a USA, Australia, Nuova Zelanda e
Svizzera, che avevano già bandito il commercio di tali pelli, utilizzate come
inserti nei prodotti di abbigliamento e di alcuni giocattoli.

Finora solo cinque dei 27
Paesi che compongono l’Unione avevano bandito le pellicce provenienti
dall’uccisione di cani e gatti. L’origine della proposta messa in
votazione oggi è dovuta, in parte, proprio alle pressioni esercitate da questi
Paesi, ai quali l’Italia ha fatto da “apripista” divenendo il
primo Paese UE, e secondo nel mondo dopo gli USA, ad aver imposto un bando
nazionale all’importazione e commercio di tali pelli, prima con
l’Ordinanza dell’allora Ministro della Salute Sirchia, emessa nel
2001 e rinnovata nei due anni successivi, poi con l’inserimento del divieto
nella Legge 189/04 contro il maltrattamenti agli animali.

Questa approvazione costituisce il primo
importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato i vincoli
imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale, facendo scelte etiche
nei confronti degli animali, e arrivando a bandire un intero commercio

– commenta Roberto Bennati,
responsabile LAV campagne europee
.

E’ un risultato rilevante, frutto di
anni di solleciti ed azioni che hanno visto la LAV in prima fila in Italia, in
seguito ad investigazioni ed analisi su alcuni capi di abbigliamento con parti
in pelliccia, in vendita nei Paesi Europei
ricorda ancora Bennati In Italia le analisi commissionate dalla LAV
rivelarono la presenza di pellicce di cane e gatto in capi di abbigliamento in
vendita presso alcuni grandi magazzini. Tale scoperta diede origine ad
un’ondata di indignazione dell’opinione pubblica italiana, che
portò ai provvedimenti di divieto emanati in questi anni
”.

Questo provvedimento, che
introduce anche le modalità di attuazione dei controlli alle frontiere, è la
conclusione di un processo avviato nel dicembre del 2003 con l’adozione
da parte del Parlamento UE di una Dichiarazione scritta che chiedeva il bando
del commercio di pelli provenienti dall’uccisione di cani e gatti.

Diamo atto, inoltre, al Commissario europeo
per i consumatori, Markos Kyprianou, cui va il nostro plauso per aver
confermato il suo impegno politico su questo argomento, di aver sostenuto
adeguatamente le istanze ricevute dai consumatori europei, involontari complici
di un mercato estremamente cruento –
conclude Bennati.

Il commercio di pelli
provenienti da cani e gatti, infatti, uccide, ogni anno, circa due milioni di animali in Cina, Thailandia,
Filippine e Corea (stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per
confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei
cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali
randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni
indescrivibili fino al momento dell’uccisione, tuttaltro che incruenta.

19.06.2007

Ufficio Stampa LAV
064461325 – 3290398535 www.lav.it

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