Comunicato stampa LAV 2 ottobre 2007
TRE ORSI
TROVATI MORTI NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: SOSPETTO AVVELENAMENTO. LA
LAV CHIEDE A MINISTRI INTERNO E POLITICHE AGRICOLE PIU’ MEZZI E UOMINI
CONTRO EMERGENZA CRIMINALITA’ A DANNO DI ANIMALI.
“Il
fenomeno degli avvelenamenti di animali è una vera e propria emergenza
criminale, purtroppo diffusa in alcuni ambienti, come quello dei cacciatori, dei
pastori e dei cercatori di tartufi: chiediamo ai Ministri dell’Interno e
delle Politiche Agricole di garantire maggiori mezzi e uomini alle sezioni specializzate
del Corpo Forestale dello Stato che sul territorio svolgono un complesso e
sempre più richiesto lavoro”. Questo
l’appello di Massimo Vitturi,
responsabile LAV settore caccia e fauna selvatica, alla notizia del
ritrovamento di tre orsi senza vita, per sospetto avvelenamento, nel Parco
nazionale d’Abruzzo.
“E’
necessario rafforzare il sistema di controlli sulla vendita di veleni, facilmente
reperibili in commercio, e il cui spargimento a fini criminali rappresenta
anche un vero e proprio pericolo pubblico che deve essere contrastato con la
massima severità – prosegue Massimo
Vitturi – Gli orsi sono peraltro animali particolarmente protetti:
la loro uccisione è un crimine commesso non solo a danno degli animali,
ma anche a danno dell’ambiente e di tutti i suoi abitanti.”
La LAV ha affidato al suo
Ufficio Legale la valutazione dell’opportunità di costituirsi
parte civile contro i presunti responsabili dell’uccisione dei tre orsi,
nel caso le indagini dovessero confermare tale ipotesi. Ricordiamo che la legge
157/92 in materia di protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, per
l’uccisione di orsi prevede l’arresto da 3 mesi a 1 anno e
l’ammenda fino a 6 mila euro.
2 ottobre 2007
Ufficio stampa LAV 06
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Maria Falvo
Resp.le Ufficio Stampa LAV
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