Comunicato stampa LAV 4
giugno 2007
IL GOVERNO ITALIANO VUOLE APRIRE LA CACCIA ALLO STORNO,
SPECIE PROTETTA.
LAV: INACCETTABILE E CONTRARIO AGLI IMPEGNI ELETTORALI.
Il
Governo italiano si appresta a presentare un’istanza, rivolta all’Unione
Europea, per richiedere di inserire lo storno (sturnus vulgaris) tra le specie
cacciabili, questo almeno stando alla risposta del Sottosegretario per le Politiche
agricole, alimentari e forestali, on. Boco, ad un’interpellanza urgente
formulata da Forza Italia.
Il
motivo che secondo il Governo giustificherebbe tale richiesta, risiede nei
presunti danni che lo storno arrecherebbe alle colture olivicole. Danni non
quantificati nell’interpellanza, ma agitati come uno spauracchio, arrivando a
sostenere che vi sono casi in cui raggiungono punte del 50% del prodotto!
Lo
storno è una specie protetta dalla normativa nazionale ed europea: queste
prevedono che, in casi del genere, sia possibile provvedere al contenimento
numerico degli animali, avvalendosi in prima istanza di metodi ecologici,
ovvero incruenti. Naturalmente questa possibilità non viene menzionata nella
risposta a firma dell’onorevole Boco. Stravolgendo la procedura, si vuole
passare subito alle "vie di fatto", ovvero all’intervento armato ad
opera dei cacciatori.
"La
strada imboccata dal Ministro De Castro per bocca del Sottosegretario verde
Boco è molto chiara e, calpestando quanto scritto a pagina 153 del programma
elettorale del Governo Prodi, non si discosta da quella percorsa dal Governo
che l’ha preceduto. Cosa ne pensa il Ministro verde dell’Ambiente Pecoraro
Scanio? – dichiara Massimo Vitturi responsabile del settore
caccia e fauna selvatica della LAV – La richiesta di inserire una
specie protetta nella lista degli uccelli cacciabili, spiana la strada a una
deriva filo-venatoria del Governo in carica. Da oggi chiunque, agitando lo
spauracchio dei danni all’agricoltura, potrebbe chiedere di aprire la caccia a
specie protette dando il via ad una vera e propria deregulation
venatoria.”
Presso
l’Unione Europea è già pendente una procedura d’infrazione nei confronti
del nostro Paese per la violazione della normativa sulla caccia in deroga. Se
il Governo procederà su questa linea, sarà inevitabile che il nostro Paese sarà
messo nuovamente sul banco degli imputati, con conseguenze che ricadranno su
tutti i cittadini, compresi gli agricoltori i cui interessi l’onorevole Boco
sostiene di voler difendere.
Quando
il Sottosegretario afferma che lo storno è responsabile di procurare danni
all’agricoltura, dimentica che lo stesso uccello è estremamente ghiotto della
larva del bruco americano (Hyphantria cunea) responsabile, questo sì, di gravi
danni alle colture e al verde pubblico.
"Il rischio concreto – conclude la LAV – è che in futuro, per contenere i danni
apportati dalle larve del bruco americano, non più contenute dalla predazione
dello storno, assisteremo a un incremento dell’uso di fitofarmaci che poi
troveremo inevitabilmente nel nostro cibo".
4 giugno 2007
Ufficio stampa LAV
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