COMUNICATO LAV (CON EMBARGO). GALLINE, LAV: UOVA FUORILEGGE DA NUOVI IMPIANTI. APPELLO A MINISTRO SALUTE: CONFERMARE STOP GABBIE BATTERIA DA 2012. 8 E 9 MARZO LAV IN PIAZZA (WWW.LAV.IT) *** EMBARGO AL 7 MARZO ORE 12 ***

****EMBARGO FINO AL 7 MARZO 2008 – ORE 12****

Comunicato stampa LAV di venerdì 7 marzo 2008 –

GALLINE, LAV: FUORILEGGE GRAN PARTE UOVA DA NUOVI IMPIANTI, NONOSTANTE
CENSURA COMMISSIONE UE. VIOLATI STANDARD DI ARRICCHIMENTO GABBIE E
DENSITA’ D’ALLEVAMENTO. APPELLO A MINISTRO SALUTE, PETIZIONE DA
FIRMARE AI TAVOLI LAV L’8 E 9 MARZO IN 350 piazze:
NUOVO GOVERNO MANTENGA BANDO GABBIE DI BATTERIA DA 2012.

Sono fuorilegge, in Italia, gran parte delle uova di
gallina prodotte dai nuovi impianti
in funzione dal febbraio del
2006: nonostante la censura della Commissione Europea, nel nostro Paese sono
sistematicamente violati gli standard di
arricchimento delle gabbie
delle galline (nido, lettiera,
dispositivi per accorciare le unghie) e la densità
d’allevamento
, con gravi conseguenze per il benessere di
questi animali. La denuncia è della LAV che sabato
8 e domenica 9 marzo
sarà presente nelle piazze
delle principali città d’Italia con centinaia di tavoli informativi, per
invitare i cittadini a firmare la petizione
rivolta al nuovo Governo
affinché si impegni a confermare la data del 1° gennaio 2012 per la
messa al bando delle gabbie di batteria per le galline ovaiole
,
secondo quanto stabilito dalla Direttiva UE 74/99 e dal Decreto Legislativo
267/03, ma ora incredibilmente rimessa in discussione.

Questa
mattina l’Associazione ha protestato davanti al Ministero della Salute, a
Roma, rivolgendo un appello al Ministro Livia
Turco
affinché mantenga gli impegni assunti dall’Italia su
questa materia nel 1999, ma che il sottosegretario
alla Salute Gianpaolo Patta
ha
scelto invece di rinnegare chiedendo il rinvio della data del 2012
,
sebbene appena nove giorni prima – durante un incontro con la LAV – avesse
espresso l’impegno a rispettare tale data. Tale rinvio rappresenta un
regalo all’industria avicola che dal 1999 ad oggi, nonostante i tanti
fondi pubblici percepiti, non ha fatto nulla per riconvertire le gabbie come
imposto dalle norme. Migliaia di adesioni alla protesta della LAV stanno
giungendo in queste ore via internet.

“Il Governo non può fare marcia indietro rinnegando una posizione
già assunta: comunichi alla Commissione UE di sostenere l’applicazione
della Direttiva
74/1999 esprimendo parere contrario a qualsiasi posticipo
del bando delle gabbie di batteria dopo il 2012 – dichiara Roberto
Bennati, vicepresidente della LAV
– Inoltre, faccia
partire al più presto un Piano nazionale sui controlli, relativo
all’applicazione degli standard previsti dalla Direttiva, al momento
ampiamente disattese. In
“gioco” c’è la vita di 50 milioni di galline, gran parte
delle quali sottoposte a un sistema d’allevamento intensivo tra i più
crudeli. Gli italiani, che ogni anno acquistano più di 12 miliardi di uova,
hanno il diritto di vedere applicata questa normativa faticosamente
conquistata, e il diritto a non acquistare uova di fatto fuorilegge. A loro
chiediamo di venire ai nostri tavoli per firmare la petizione, di non
acquistare uova con il codice “3” e di preferire le uova di
galline allevate con sistemi alternativi alle gabbie (a terra, all’aperto
o bio). Per orientarli a una scelta più consapevole, distribuiremo una
Guida-pratica che spiega come sono etichettare le uova.”

Attraverso
le loro scelte d’acquisto, i consumatori possono sostenere la fine
dell’allevamento delle galline nelle strette gabbie di batteria, dove lo
spazio a disposizione di una gallina è ridotto ad appena 25 cm, e non supera i 35 cm (550 cm2) circa per le gabbie “arricchite”,
impedendo movimenti e comportamenti naturali.

“Due mesi fa la Commissione UE ha confermato
l’importante scadenza del 2012 prevista dalla Direttiva per
l’abolizione delle gabbie di batteria, proprio a causa dei gravi problemi
di salute per le galline in questo tipo di allevamento – continua Roberto Bennati – La Commissione
ha effettuato dettagliate analisi d’impatto scientifico ed economico al
fine di valutare i problemi di benessere delle galline ovaiole e il costo della
riconversione dalle gabbie di batteria ad altri sistemi, con risultati
inequivocabili circa la sostenibilità di tale riconversione. L’indagine
della Commissione UE Eurobarometro, ha evidenziato che il benessere delle
galline ovaiole è stato ritenuto insufficiente dal 58% degli intervistati e il
57% dei cittadini dell’UE si dichiarano disposti a pagare di più per le uova
provenienti da un sistema di produzione rispettoso del benessere degli
animali.”

L’etichettatura
delle confezioni di uova da galline allevate in gabbia
non
reca la prevista dicitura chiaramente leggibile e in evidenza
, e le
rappresentazioni grafiche di galline “felici nell’aia”
rappresentano una frode al consumatore,
ingenerando la convinzione che tali uova derivino da galline allevate libere e
all’aperto.

La LAV chiede quindi che sia imposto ai produttori di uova di galline
allevate in gabbia il rispetto di un’indicazione del metodo di
allevamento delle galline riportato chiaramente e a caratteri evidenti sulle
confezioni,
come già avviene per le uova prodotte da sistemi
alternativi alle gabbie, per un’informazione completa e trasparente.

Ricordiamo che le uova
devono essere etichettate secondo il metodo di allevamento delle galline,
identificato con un codice impresso su ciascun uovo e con diciture sulle
confezioni. Sono immesse in commercio quattro
tipologie di uova:


ALLEVAMENTO BIOLOGICO – UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “0”:
le galline possono godere di spazi
all’aperto e densità minime d’allevamento maggiori e, cosa
importante, mai in gabbia. Le galline in questo caso sono anche alimentate con
mangimi di provenienza biologica.

– ALLEVAMENTO ALL’APERTO – UOVA
IDENTIFICATE CON IL CODICE “1”:
le galline possono
razzolare all’aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno
protetto dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento
possono essere deposte sul terreno o nei nidi. La densità all’esterno di
questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2.

– ALLEVAMENTO A TERRA – UOVA IDENTIFICATE CON IL
CODICE “2”:
le galline vengono allevate in capannoni
all’interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno
l’accesso all’esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi.
La densità di questo allevamento sono di 4 galline su ogni 1 m2.

– ALLEVAMENTO IN GABBIA – UOVA IDENTIFICATE CON
IL CODICE “3”:
le galline sono rinchiuse in gabbie
disposte in file da 4 a 6, all’interno di capannoni chiusi, con
ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di
circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro
trasportatore che automaticamente le raccoglie.

Nel 2006 in Italia sono state allevate 51.532.000 galline (40.458.000 in allevamenti
razionali e 11.074.000 in allevamenti rurali) e sono state prodotte 12 miliardi e 835 milioni di uova (+0,4% rispetto al
2005), sono state esportate 128 milioni di uova in guscio, 8.096 tonnellate di
uova pastorizzate e 7.130 tonnellate di albume. Il consumo totale di uova nel
nostro Paese è stato pari a 12 miliardi e 725 milioni di uova (+0,8% rispetto
al 2005). Ogni
italiano ha consumato 219 uova (1 uovo in più rispetto al 2005). (Fonte LAV 2008)

Sabato 8 e domenica 9 marzo in 350 piazze
d’Italia
sarà possibile sostenere questa campagna della LAV
firmato la petizione rivolta al Governo; sarà disponibile una Guida pratica sul sistema di etichettatura delle uova e si potrà portare
a casa l’uovo di cioccolato della LAV (con una donazione minima di 10
euro) realizzato con ingredienti e sorprese equo e solidali. L’elenco delle piazze
è disponibile su www.lav.it o si può
telefonare allo 06 4461325.

Allegati:

– Dossier LAV “40 milioni di
galline prigioniere nelle gabbie di batteria”

– tabella codice uovo

– foto.

Disponibile filmato

7 marzo 2008

Ufficio stampa LAV 06
4461325 – 3290398535 339 1742586 www.lav.it

****EMBARGO FINO A VENERDI’ 7 MARZO 2008 ORE 12****

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.