COMUNICATO STAMPA LAV
CAVALLI VIVISEZIONATI ALL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA. LA LAV
DIFFIDA L’UNIVERSITA’ DAL SOPPRIMERE GLI ANIMALI E NE CHIEDE
L’AFFIDAMENTO.
La LAV ha
diffidato, tramite l’avvocato Giovanni Adamo, il Responsabile
dell’Unità di Ricerca del Dipartimento Clinico Veterinario
dell’Università degli Studi di Bologna, prof. Cesare Galli, nonché il
Direttore dello stesso Dipartimento, prof. Paolo Famigli Bergamini, dal
sopprimere tre cavalli sottoposti ad una sperimentazione presso lo Stabulario
della Facoltà di Medicina Veterinaria, sotto la diretta responsabilità del
prof. Alessandro Spadari. L’Associazione, forte di qualificati pareri
tecnici che indicano “non necessaria” tale soppressione, tanto da
far ipotizzare la sussistenza degli estremi, quantomeno oggettivi, del reato di
uccisione di animali previsto dal Codice penale, chiede l’affidamento dei
tre cavalli al termine della sperimentazione.
Titolo del
discutibile esperimento effetuato è “Isolamento e caratterizzazione di
cellule mesenchimali di cavallo da midollo osseo e tessuto adiposo:
possibile utilizzo di un modello di lesioni tendinee”. In pratica
consiste nell’indurre artificialmente, mediante un “apposito”
intervento chirurgico, una lesione tendinea in cavalli sani e nel riparare la
stessa con cellule staminali prelevate dagli stessi animali.
Allo scopo di
verificare la riparazione e lo stato dei tendini interessati, il protocollo
sperimentale prevede la soppressione degli
animali, allo scopo del prelievo dei tendini stessi. I tre
cavalli verrebbero dunque a fare parte del numero di quei circa 912.000 animali uccisi in un anno in Italia nelle
pratiche di “sperimentazione”. Gli stabilimenti
utilizzatori di animali a fini sperimentali sono 98 in Emilia Romagna, seconda Regione in Italia dopo la
Lombardia.
La LAV, da sempre
impegnata per l’abolizione della vivisezione, pratica scientificamente
inattendibile ed eticamente inaccettabile, dopo avere accuratamente esaminato
la documentazione amministrativa e scientifica inerente all’esperimento,
ne rigetta la conclusione (soppressione dei
cavalli) in quanto
assolutamente non necessaria.
Le conclusioni
della LAV si fondano sui pareri tecnici
sottoscritti dal Dirigente Medico Veterinario dott. Enrico Moriconi e dal
Medico Chirurgo dr. Stefano Cagno, che esprimono perplessità circa la metodica
proposta di soppressione dei cavalli per potere eseguire un esame
cito-istologico
dei tendini, sede
della lesione. Infatti: ”lo stesso
risultato – vale a dire la valutazione delle caratteristiche cito-istologiche
di tessuti di organi interni – può essere ottenuto con una biopsia o al limite
più biopsie, qualora il ricercatore voglia valutare le condizioni dei tendini
in più punti. Negare l’utilità a tale scopo delle biopsie significherebbe
negare la stessa utilità delle biopsie nella medicina umana, dove, ovviamente,
i pazienti non sono soppressi per fare l’esame”.
Lo stesso Ministero
della Salute, nell’autorizzare l’esperimento, aveva peraltro
suggerito che dovesse “essere valutata
con attenzione l’eventuale reimmissione dei soggetti nella loro filiera
zootecnica di provenienza.”
La LAV rileva
altresì come per un esperimento analogo all’Università
degli Studi di Pisa, vi è stata la piena
riabilitazione degli animali coinvolti.
Stando così le
cose, la soppressione degli animali potrebbe configurarsi come ingiustificata
e, nel caso si verificasse, integrerebbe la fattispecie prevista dall’art. 544 bis del Codice Penale (Uccisione di animali),
secondo cui “Chiunque, per crudeltà o senza
necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione
da tre mesi a diciotto mesi.”
Unitamente alla
diffida, la LAV ha presentato istanza di
affidamento dei tre cavalli, come previsto dalle norme in vigore.
Commenta la Dott.ssa Roberta Bartocci, biologa e responsabile
nazionale LAV Settore Vivisezione: “A prescindere da considerazioni etiche, è in primis da un punto di vista meramente scientifico che
l’ esperimento in corso sui cavalli a Bologna rappresenta in maniera esemplare
una
concezione e di una pratica obsolete di scienza. I metodi alternativi
alla sperimentazione animale esistono e in molti casi hanno già completamente
sostituito l’utilizzo degli animali. Attualmente è in corso la petizione, che è
possibile firmare sul nostro sito www.lav.it, in cui
chiediamo al Governo italiano di attuare concretamente il proprio Programma a
favore dei metodi sostitutivi all’uso di animali a fini sperimentali”.
“Ci troviamo nuovamente di fronte ad un caso di vera e
propria strumentalizzazione di animali, con i soli possibili effetti della
produzione di pubblicazioni e del conseguimento di avanzamenti di carriera
– conclude Annamaria Pisapia, coordinatrice
regionale LAV Emilia Romagna– Rigettiamo
moralmente, oltre che scientificamente, questo tipo di “ricerca” e
la affidiamo al giudizio dell’opinione pubblica, che siamo certi,
condividerà l’orrore da noi provato nel constatare le crudeltà commesse
nei confronti di animali ‘colpevoli’ solamente di non potersi
difendere. Ai cittadini chiediamo altresì di attivarsi e appoggiare la nostra
richiesta di affidamento. Salviamo
questi cavalli, che hanno già sofferto abbastanza!”
9.11.2007
LAV Ufficio Stampa
Emilia Romagna: tel. 338 53 63 357, email: [email protected]
LAV Ufficio Stampa
Sede Nazionale: tel. 06-4461325, www.lav.it
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