COMUNICATO LAV. CAVALLI, BLITZ CONTRO CORSE CLANDESTINE. LAV: ILLECITO DA PUNIRE COME REATO ASSOCIATIVO, BUSINESS DA 1 MLD DI EURO. NECESSARIA LEGGE A TUTELA DEGLI EQUINI.

Comunicato stampa LAV

CAVALLI,
VASTA OPERAZIONE CONTRO CORSE CLANDESTINE: 20 PERSONE DENUNCIATE, 39 CAVALLI
SEQUESTRATI.

LA LAV:
ILLECITO DA PUNIRE COME REATO ASSOCIATIVO. UN BUSUNESS DA 1 MLD DI EURO.
NECESSARIA UNA LEGGE A TUTELA DEGLI EQUINI.

La LAV plaude alla
brillante operazione della Guardia di Finanza di Pescara che, con il supporto
del Corpo Forestale dello Stato, ha smascherato un vasto giro di gare
clandestine di cavalli e di scommesse illegali: il blitz, avvenuto
nell’area industriale tra Città Sant’Angelo e Elice (Pescara), ha
portato al sequestro di 39 cavalli, e all’identificazione di 100 persone
tra le quali 20 sono state denunciate per organizzazione di competizioni non
autorizzate di animali, esercizio abusivo di attività di gioco e di scommessa,
e associazione per delinquere. Si
tratta di rom, non solo di Pescara ma anche di altre località, tra cui Roma,
Napoli, Campobasso, Foggia, Ancona, Avezzano, Sulmona e Giulianova, che
facevano arrivare i cavalli a Città San’Angelo per le gare, organizzate su
circuiti improvvisati e pericolosi per l’incolumità dei cavalli e degli spettatori.

“Chiediamo
scrupolosi accertamenti per verificare se i cavalli sono stati sottoposti a
doping e maltrattati – dichiara Ciro Troiano,
responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia
– Le corse clandestine
andrebbero punite come reato associativo: gli strumenti giuridici con la legge
189/04 contro il maltrattamento di animali ci sono. Come molti casi hanno
dimostrato, è pacifico che dietro le corse si nascondono gruppi criminali
consolidati formati da pregiudicati e, in alcuni casi, affiliati ai clan e in
alcune zone d’Italia le corse clandestine di cavalli risultano in mano ad
etnie rom che sono in stretto contatto con clan della camorra e della
mafia: queste attività illecite, quindi, meriterebbero, la massima attenzione
investigativa. Un altro aspetto che risalta è la scarsa applicazione da parte
della polizia giudiziaria delle disposizioni della legge 189/04 che puniscono
in modo severo chiunque organizza “competizioni non organizzate di animali
che possono metterne in pericolo l’integrità fisica”; tra tali
competizioni rientrano anche le corse clandestine di cavalli: è una vistosa
mancanza che va al più presto sanata. Inoltre, la LAV chiede di riconoscere gli
equini come animali d’affezione e di varare una legge specifica di
tutela, oggi ancora mancante in Italia”.

Secondo i dati
dell’Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV, le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica
si confermano i campi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare
sempre di più il suo interesse: un “settore”, quello delle corse,
che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro. Nel 2006 sono state bloccate dalle forze
di polizia 7 corse illegali, sequestrati 143
cavalli, denunciate 273 persone e 53 arrestate
. Inchieste che hanno
portato anche al sequestro di un ippodromo, 3 maneggi e oltre 10mila confezioni
di farmaci e sostanze vietate usate per dopare gli animali coinvolti, drogati e
costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani,
spesso all’imbrunire o di notte. E il doping, oltre che nelle gare
clandestine, e in molte gare ufficiali, si è dimostrato essere frequentemente
utilizzato anche nelle corse su circuiti cittadini, come i palii e le corse
associate a feste padronali, ad opera delle stesse organizzazioni malavitose
che gestiscono le gare clandestine.

29 ottobre 2007

Ufficio stampa LAV
064461325 – 3391742586 www.lav.it

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