CHICKEN SIGNIFICA POLLO?
Dietro e dentro le crocchette dei fast food. Chicken e Pollo
sono davvero la stessa cosa? Un indagine di
http://www.bloomriot.org
Gli Stati Uniti sono i principali produttori mondiali di
pollo ed al contempo i più grandi consumatori. Questo boom
nel consumo di pollame viene attribuito solitamente
all’esplosione negli ultimi venti anni delle catene
fast food, dai Mcnuggets del McDonald’s fino al
Kentucky Fried Chicken. Nel 1992 i volatili hanno
addirittura superato le vendite di manzo ed i preparati a
base di pollo, veloci e semplici da cucinare, sono ospiti
fissi delle ghiacciaie delle famiglie americane.
Ma quali sono le condizioni poste dalle multinazionali agli
allevatori per far fronte all’enorme richiesta? Eric
Schlosser, partendo da una semplice inchiesta per conto di
Rolling Stone, ha in seguito condotto una vera e propria
indagine sull’argomento il cui frutto è
rappresentato dal bestseller “Fast Food Nation”,
edito in Italia da Marco Tropea Editore di cui potete
leggere una recensione sulla webzine indipendente
http://www.bloomriot.org.
Le ricerche dell’autore mostrano un panorama desolante
delle aziende avicole americane, ormai paragonabili a delle
catene di montaggio in cui l’animale non è niente
altro che il componente di un’operazione industriale.
La centralizzazione e l’uniformità del gusto sono
state pressoché imposte ai produttori dai principali
acquirenti, ossia McDonald’s e KFC che evitano di
rivolgersi ai piccoli produttori privilegiando i grandi
allevamenti. Ciò ha portato nel corso degli anni ’80
ad una serie di fusioni societarie nel settore che vede oggi
la presenza di otto grandi operatori che controllano il 70%
delle vendite. Il vecchio pollo intero, da trinciare a casa
è stato sostituito sul mercato dai bocconcini e cotolette
che rappresentano oggi il 90% della carne di pollo
commercializzata.
Per facilitare la produzione di tali tranci , la Tyson
Foods, uno dei principali fornitori di McDonald’s , ha
sviluppato una nuova razza dal petto insolitamente grande,
soprannominata “Mr Mc Donald”. I famosi
McNuggets sono piccoli pezzi di pollo ricostituito, tenuti
insieme da stabilizzatori e che fino a poco tempo fa
derivavano gran parte del loro sapore da una base di
estratto di carne. Gli aromi “naturali”
contenuti nelle crocchette sono a base di carne di pollo e
sono solo alcuni dei gusti “al pollo” elaborati
per brodi, patatine ed altri prodotti nelle “fabbriche
dei sapori” come la multinazionale IFF che tra
l’altro si occupa anche di essenze di profumi e che in
Italia ha tra i suoi clienti l’azienda alimentare di
Giovanni Rana.
Gli animali e gli ibridi, così come i mangimi ed i servizi
veterinari vengono forniti dalle multinazionali agli
allevatori, ridotti così a semplici esecutori.
Un pollo da carne vive circa sei settimane in un capannone
in cui la compagnia non manca: dai 20 ai 30mila animali
intasano il tunnel che li ospita, per una media di 11/18
animali al metro quadro.
Un pollo americano oggi mangia… carne di pollo! Si
tratta infatti della principale fonte di proteine animali di
gran parte dei mangimi a loro destinati. La Tyson Foods
aggiunge pelle, intestini e avanzi ai prodotti per
l’alimentazione animale destinati ai suoi allevatori e
spesso si ricorre anche agli scarti dei mattatoi. Le prove
di un possibile rischio di tale cannibalismo non esistono,
ma ciò non toglie il legittimo sospetto, soprattutto alla
luce dell’epidemia di BSE degli anni recenti.
In conclusione, è comunque auspicabile una riduzione
sensibile dell’applicazione del modello industriale
nel settore avicolo, al fine di restituire una dignità
all’animale e riportare salute e rispetto al centro
del consumo della carne.
Articolo tratto da http://www.bloomriot.org
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