Categoria: Sport

  • MARATONA DU MONT BLANC, ESORDIO “TRA LE STELLE”. A LA THUILE (AO) FESTEGGIANO ITALIA E BELGIO

    La Thuile (AO) oggi ha festeggiato la prima edizione della Maratona du Mont Blanc

    Luca Maestroni ed Edith Vanden Brande sono re e regina del percorso granfondo di 105 km

    Nella mediofondo successi per Matteo Teppex e Daniela Passalacqua

    Alla “prima” anche la scialpinista Pellissier, la fondista Geniun e il valdostano Remo Brocard

    Ha 23 anni, vive a Massa Carrara e alla sua prima granfondo, in Valle d’Aosta, ha già fatto faville. È Luca Maestroni, vincitore del percorso “lungo” della Maratona du Mont Blanc, la granfondo su strada che oggi ha festeggiato la 1.a edizione. A fare compagnia a Maestroni, ai vertici della gara femminile è stata la belga Edith Vanden Brande, mentre l’albo d’oro della mediofondo lo hanno firmato il valdostano Matteo Teppex e la spezzina Daniela Passalacqua.

    Per la giornata d’esordio la Maratona du Mont Blanc ha radunato 700 appassionati in griglia, un numero davvero significativo per una prima edizione. Mescolati tra i partecipanti c’erano molti volti noti del panorama sportivo, come il presidente dell’FCI regionale Natale Dodaro e l’esperto granfondista Remo Brocard, papà della fondista Elisa. E a proposito di sport invernali, stamattina a La Thuile si sono presentate in tenuta ciclistica anche due atlete del circo bianco, la scialpinista Gloriana Pellissier e la fondista Magda Genuin.

    La voglia di sport oggi viaggiava a mille a La Thuile, alle 9,00 l’esplosione di adrenalina col via e con un variopinto serpentone di concorrenti che partiva alla volta della località termale Prè Saint Didier, vero punto d’inizio della corsa, dopo l’andatura a velocità controllata.

    Da quel punto in poi bando agli indugi, e ad animare la corsa ci pensavano immediatamente i due toscani Luca Maestroni e Tommaso Cecchi, autori della prima “passerella” della gara, un guizzo subito ridimensionato dal gruppetto di testa della corsa, che li agganciava e raggiungeva poco dopo.

    La tabella di marcia proponeva poi la salita verso Cerellaz, prima fatica di giornata. Seppur considerata meno selettiva rispetto ad altri punti del percorso, questa ascesa celava nei suoi 5 km pendenze attorno al 7%, con una costante ascesa “spacca gambe” spalmata su una lunga serpentina di stretti tornanti. Il biellese Michel Chocol usciva allo scoperto, sferrando l’attacco in salita, ma i due scalatori Maestroni e Cecchi erano pronti a riacciuffarlo poco dopo.

    Dopo essere arrivati allo scollinamento di Cerellaz (1.254 metri), i mediofondisti cominciavano a scendere verso Saint Pierre, per dirigersi poi a Sarre e ad Aymavilles, sotto l’occhio vigile del castello cittadino. I due portacolori del team Edilcase, Matteo Teppex e Cristiano Bo, hanno optato per il bivio della gara “corta”, dettando il ritmo sul resto del gruppo e in particolare sugli inseguitori Masetti, Luboz, Seletto e Stacchetti. L’ultima parte di gara era un tripudio di fatica, con la salita tutta tornanti da Pre Saint Didier a La Thuile, dove il gioco di squadra della Edilcase decideva le sorti della mediofondo. Uno sguardo veloce tra i due “scalatori” era sufficiente per lanciare in volata Teppex, con Bo staccato a controllare lo spezzino Marco Masetti. Al traguardo il pubblico di La Thuile ha potuto così festeggiare l’atleta di casa Teppex, primo in 2h28’50’’, mentre il 2° e 3° gradino del podio se lo sono giocati in volata Marco Masetti dell’Asd Serravalle e il torinese Bo, finiti nell’ordine.

    Ha parlato ligure la mediofondo femminile, con la vittoria della forte Daniela Passalacqua (2h46’08’’), che ha staccato di oltre 2’ la padovana Sabrina Zogli e di 11’ la novarese Sabrina De Marchi. Hanno scelto la mediofondo anche la Genuin e la Pellissier, classificate rispettivamente al 4° e 5° posto.

    Dopo la divisione dei due percorsi a Cerellaz, per i granfondisti iniziava una delle fatiche più “epiche” del programma odierno, ovvero quella della strada “dei Salassi”. Un nome scelto non a caso, e per i granfondisti è stato un vero e proprio salasso di energie lungo circa 8 km, fino alla località di Verrogne a quota 1.595 metri.

    Superate Sarre e Morgex, a dettare il ritmo c’era il duo formato dai toscani Luca Maestroni e Tommaso Cecchi, poi riacciuffati da un gruppetto di 7 elementi, tra cui Paolo Castelnovo e altri atleti desiderosi di centrare la vittoria come il valdostano Enea Belli, il lombardo Fabrizio Casartelli e il biellese Michel Chocol. Quest’ultimo dava una scossa alle fasi finali, con una fuga decisa, lanciata prima di imboccare la salita finale del Colle San Carlo (1.971 m), poi però la stanchezza e la fame avevano il sopravvento e ai vertici tornavano Maestroni e Cecchi in compagnia del milanese Castelnovo.

    Nell’ultimo km della salita del Colle San Carlo Luca Maestroni scatenava il proprio attacco decisivo per ipotecare la vittoria, iniziando a mettere da parte un vantaggio sempre più corposo che lo portava al traguardo circa mezzo minuto prima del 2° classificato, Tommaso Cecchi, con il tempo finale di 3h37’37’’. Il podio lo ha chiuso il lombardo Paolo Castelnovo, provato soprattutto dalla selettiva salita finale, mentre si è piazzato 4° Fabrizio Casartelli.

    Al femminile c’era una donna da battere, e si è confermata ancora una volta inafferrabile. La belga Edith Vanden Brande (3h57’54’’), recente vincitrice della Maratona delle Dolomiti, non ha lasciato possibilità di replica alle avversarie: la seconda classificata, la torinese Olga Cappiello, è arrivata con un ritardo di 14’, mentre è salito a circa 20’ quello della novarese Cristina Leonetti, 3.a e frenata da problemi meccanici.

    Un esordio decisamente ben riuscito, merito dell’organizzazione puntuale del Velo Club La Thuile Asd, che ha potuto contare sul supporto della Regione Valle d’Aosta, delle Funivie Piccolo San Bernardo Spa, delle istituzioni locali e dei vari sponsor, tra cui Skoda, Brux, Enervit, Beta e Scott. Un plauso anche ai numerosi volontari dei comuni interessati dalla corsa ciclistica, che hanno presidiato gli incroci e i vari punti del percorso.

    Bilancio positivo per la prima Maratona du Mont Blanc, pronta a rilanciare con l’edizione numero 2 il prossimo anno, per regalare una giornata di grande sport e divertimento, da non perdere.

    Info: www.maratonadumontblanc.com

    Classifiche Percorso Granfondo:

    Maschile:

    1) Maestroni Luca Asd Lunezia Cycling Team 03:37:37; 2) Cecchi Tommaso Team Pissei – Asd Montevettolini 03:38:04; 3) Castelnovo Paolo Isdc Team Pezzetti 03:38:33; 4) Casartelli Fabrizio Team Pianeta Bici 03:42:27; 5) Chocol Michel Asd Free Bike 03:43:21; 6) Orsi Gabriele Team Pianeta Bici 03:45:21; 7) Lunghi Michele Asd Domobike Dlf Domo 03:45:37; 8) Botasso Alberto Asd Gs Passatore 03:47:01; 9) Castelanelli Alessandro Team Pianeta Bici 03:49:21; 10) Droz Yuri Team Cinelli Glass’ngo 03:49:21

    Femminile:

    1) Vanden Brande Edith Individuale 03:57:54; 2) Cappiello Olga Individuale 04:12:07; 3) Leonetti Cristina Team Cinelli Glass’ngo 04:17:59; 4) Fiorani Roberta Cicli Spreafico Veloplus 04:24:37; 5) Bertelli Francesca Gs Pedale Bagnolese 04:27:10; 6) Bianco Silvia Asd C.C. Piemonte 04:36:37; 7) Mazzari Simona Asd Vivo 04:39:40; 8) Macedo Abregu Juana Paola Gs Amspo 04:39:55; 9) Zrnova Lucie Individuale 04:42:56; 10) De Col Barbara Gs Alpilatte B.R.Pneumatici Zane’ 04:43:48

    Classifiche Percorso Mediofondo:

    Maschile

    1) Teppex Matteo Team Edilcase 05 02:28:50; 2) Masetti Marco Asd Serravalle 02:29:06; 3) Bo Cristiano Team Edilcase 05 02:29:08; 4) Luboz Mattia Gs Cicli Benato 02:29:37; 5) Stacchetti Matteo Cicli Lucchini.Com 02:30:26; 6) Seletto Alain Polisportiva Castiglionese 02:34:59; 7) Fessia Filippo Team Guru Planet X Selleitalia 02:35:00; 8) Battaglia Marco Asd Lunezia Cycling Team 02:35:41; 9) Vergani Gabriele Cicli Di Lorenzo Di Monza 02:35:43; 10) Zanellato Riccardo Team Chiappucci Asnaghi Cucine 02:35:45

    Femminile

    1) Passalacqua Daniela Asd Serravalle 02:46:08; 2) Zogli Sabrina Gs Alpilatte B.R.Pneumatici Zane’ 02:48:30; 3) De Marchi Sabrina Asd Bike Adventures 02:57:10; 4) Genuin Magda Tinky Ladies Pinarello 02:57:16; 5) Pellissier Gloriana Gs Cicli Benato 03:02:26; 6) Fossati Laura Individuale 03:03:37; 7) Marchetti Elisa Sport Club Genova 1913 03:07:22; 8) Scaglione Paola Team Edilcase 05 03:07:23; 9) Rosset Lorenzina Team Cinelli Glass’ngo 03:07:23; 10) Macchi Claudia Gs Rea Ambiente 03:11:17

  • IL CASAGRANDE CHE NON TI ASPETTI. LESSINIA BIKE “SORPRESA” PER ZOLI E LONGO

    Michele Casagrande conquista la 14.a edizione della gara organizzata dall’SC Ala

    Sui Monti Lessini il veneto sorpassa a sorpresa Zoli e Longo, che sembravano i favoriti

    Michela Benzoni non ha rivali nella gara femminile

    Freddo e pioggia non hanno impedito lo spettacolo tra gli alpeggi dei Monti Lessini

    Ti aspetti Yader Zoli o Tony Longo, che avevano duellato per gran parte della gara, invece sotto lo striscione d’arrivo spunta per primo Michele Casagrande che, zitto zitto, torna sotto negli ultimi 500 metri e sorprende tutti. É lui il vincitore della 14. Lessinia Bike, gara andata in scena questa mattina a Sega di Ala tra freddo e pioggia, mentre al femminile ad esultare è Michela Benzoni, quando il sole squarciava le nubi.

    Il tempo, in questa quarta tappa di Trentino MTB non è stato sicuramente clemente con i numerosi partecipanti (oltre mille gli iscritti) alla spettacolare competizione organizzata dall’SC Ala, ma i bikers sono stati più forti anche delle intemperie ed hanno allineato le proprie ruote grasse allo start: la gara (43 km complessivi per un dislivello di 1.400 metri) è scattata alle 10.30 in punto, sotto una fastidiosa pioggia.
    Pronti via, e c’è subito il colpo di scena. I primi (ossia tutti, o quasi, i big) sono infatti costretti ad un fuori programma off road: dopo pochi minuti di gara sbagliano il percorso e devono tagliare sull’erba per rimettersi in carreggiata. Un intoppo che fa perdere ai primi della classe solo un paio di secondi, nulla di più. Intanto, dopo i primi chilometri, sono due i bikers che dimostrano subito di fare sul serio. Ci stiamo riferendo al romagnolo Yader Zoli del Gs Torpado e al trentino Tony Longo del Tx Active Bianchi (ma tra i più attivi c’è anche Daniele Mensi), i quali prendono in mano l’iniziativa e transitano davanti a tutti sul Monte Cornetto: ad inseguirli, un terzetto, tra cui c’è anche un altro dei superfavoriti, Martino Fruet. Ma la sua gara durerà poco. Il trentino, infatti, rompe la catena e deve gettare la spugna.

    La gara perde uno dei grandi protagonisti, ma ne trova un altro, Michele Casagrande, portacolori dell’Elettroveneta Corratec, il primo degli inseguitori e già vincitore a Sega di Ala nel 2009. Ma non è ancora il suo momento. Per ora, infatti, a dettare legge sono sempre Zoli e Longo, primi anche sulla vetta più alta della gara, ovvero il Monte Castelberto con i suoi 1760 metri. Fra gli alpeggi, il vantaggio dei due battistrada sembra rassicurante. Dietro, infatti, Casagrande e Daniele Mensi sono più lontani, con Christian Cominelli, Nicholas Pettinà e Luca Braidot ancora più attardati. E intanto anche Juri Ragnoli (Gs Scott) incappa in un problema tecnico, risolto con l’aiuto del compagno di squadra Pierluigi Bertelli, che sacrifica la sua ruota anteriore e la cede al compagno in difficoltà. Così può dunque proseguire la sua (rin)corsa ai primi.

    A Malga Cornafessa, ossia ai -5 dal traguardo, sono sempre in due al comando: Longo e Zoli, i quali sembrano non avere più rivali. Longo teme il recupero di Zoli e insieme “sognano” il gradino più alto del podio, ma è solo un’illusione, perché proprio negli ultimissimi chilometri di gara accade l’incredibile. In discesa, infatti, Casagrande va giù “a tutta”, torna sotto e a 500 metri li aggancia e allunga, lasciando di sasso i due rivali.

    Una grande azione, quella del veneto, che si presenta tutto solo al traguardo, chiudendo in 1h54’52”. Zoli si deve accontentare del secondo posto, staccato di nove secondi, con Longo che completa il podio. “In salita Zoli e Longo andavano di più – spiega il vincitore di giornata, che una settimana fa era arrivato terzo agli Italiani di cross country a Peio – e sinceramente non avrei mai pensato di riuscire a recuperare, visto che ho scollinato con un minuto e mezzo di ritardo. In discesa ho tentato il tutto per tutto e sono riuscito a riprenderli proprio nel finale. Appena li ho visti ho dato tutto ed è andata decisamente bene. Ho avuto anche un po’ di fortuna, perché lì davanti non si sono accorti del mio ritorno”. Che sia andata così lo confermano i suoi avversari. “Onestamente non mi aspettavo il ritorno di Michele – dice Zoli – comunque sono contento e oggi non mi aspettavo di essere in condizione. É stata una bella sorpresa”.

    “Ci tenevo a vincere – commenta il primierotto Longo – e ho provato ad andare via in salita. In cima avevamo un bel vantaggio, però inaspettatamente in discesa Casagrande è riuscito a colmare il gap e a riprenderci. Questo posto sul podio non è da buttare, anzi, però puntavo alla vittoria, visto che ero in casa, in Trentino”. Ai piedi del podio è finito Christian Cominelli, quarto davanti a Daniele Mensi del Gs Scott, un altro dei grandi protagonisti di questa fredda, ma bella giornata (“scaldata” anche dal calore del pubblico, che non è mancato).

    Al contrario di quanto accaduto nella gara maschile, la vittoria di Michela Benzoni nella 43 km femminile non è mai stata in discussione. La lombarda dell’Asd Lissone ha corso sempre da sola, coprendo il tracciato in 2h28’52”. Dietro di lei è giunta Stefania Zanasca del Trek Stihl Torrevilla, seconda con un distacco di 8 minuti, con Anna Ferrari che è finita al terzo posto.

    Va così in archivio anche la 14. edizione, organizzata impeccabilmente dall’SC Ala guidata da Luigi Zendri. La Lessinia Bike, inoltre, era valida anche come quarta prova del circuito Trentino MTB, Garda Challenge e Prestigio.

    Info: www.lessiniabike.it

    DOWNLOAD IMMAGINI TV:

    http://www.broadcaster.it/trentino-mtb/evento/26/

    Classifiche:

    Maschile:

    1) Casagrande Michele Elettroveneta Corratec 01:54:52.80; 2) Zoli Yader Gs Torpado Surfing Shop Sport Promotion 01:55:01.80; 3) Longo Tony Tx Active Bianchi 01:55:04.30; 4) Cominelli Cristian Tx Active Bianchi 01:59:27.30; 5) Mensi Daniele Gs Scott Racing Team 02:00:21.10; 6) Pettina’ Nicholas Elettroveneta Corratec 02:01:09.45; 7) Braidot Luca Gruppo Sportivo Forestale Asd 02:01:33.10; 8) Antonello Giacomo Giant Italia Team 02:02:46.30; 9) Ragnoli Juri Gs Scott Racing Team 02:04:09.54; 10) Zamboni Andrea Asd Petrolvilla – Bergner Brau 02:06:01.40

    Femminile:

    1) Benzoni Michela Lissone Mtb Asd 02:28:52.90; 2) Zanasca Stefania Trek Stihl Torrevilla Mtb 02:36:59.10; 3) Ferrari Anna Elettroveneta Corratec 02:39:48.70; 4) Bergamini Rosita Mtb Tutti In Bici 02:42:02.20; 5) Zocca Lorena L’ Arcobaleno Carraro Team 02:42:24.60; 6) Cerati Mariangela Team Colnago Us Filago Arreghini Esercito 02:42:29.60; 7) Fusetti Federica Mtb Tutti In Bici 02:42:32.20; 8) Cattoni Manuela Team Energy Bike 02:54:23.90

  • AD ARCO (TN) ORO E BRONZO TEAM SPEED ALLA RUSSIA. A SORPRESA SUL PODIO ANCHE L’UCRAINA

    Debutta all’IFSC Climbing World Championship di Arco (TN) la Team Speed

    La Russia piazza sul podio le sue due squadre e centra oro e bronzo

    Medaglia d’argento a sorpresa per la squadra Ucraina1, i cinesi “solo” quarti

    Bene anche le squadre azzurre, tutte e due oltre il muro delle qualifiche

    Adrenalina a fiumi al Climbing Stadium di Arco (TN), dove oggi all’IFSC Climbing World Championship ha debuttato la Team Speed, la disciplina di velocità a squadre. Pochi secondi per studiare le pareti, poi in alto alla massima velocità, uno dopo l’altro. Questo il “succo” della nuova disciplina mondiale, che oggi ha in parte confermato e in parte “stravolto” i pronostici pre gara.

    Tra le certezze c’è il predominio russo nella velocità, celebrato oggi dalla medaglia d’oro vinta dal team Russia2, composto da Sergey Sinitsyn, Evgenii Vaitsekhovskii e Kseniia Alekseeva, e dal bronzo vinto dal team Russia1, squadra d’acciaio composta dal neo detentore del record del mondo (6’’37) Sergey Abdrakhmanov, da Stanislav Kokorin e Natalia Titova.

    Una sorpresa è stata invece l’argento guadagnato dalla squadra Ucraina1, con Danylo Boldyrev, Yaroslav Gontaryk e Anastasiya Savisko, che ha battuto contro le aspettative l’armata della Russia1.

    Una gara emozionante e giocata spesso sul filo di lana, che non ha lesinato colpi di scena negli scontri tra le 19 squadre in lizza. Il primo è arrivato quando la squadra polacca si è giocata il passaggio alle qualificazioni, con un’eliminazione istantanea dovuta alle due false partenze infilate dalla campionessa europea Edyta Ropek, probabilmente frenata in vista della gara che conta, per lei, di domani, mentre dalle qualifiche erano promossi senza problemi i due team azzurri, Italia1 (Sara Morandi, Gianluca Sirotti, Leonardo Gontero) e Italia2 (Michel Sirotti, Michela Facci e Stefano Ghisolfi).

    Dopo le qualifiche era delineato definitivamente il tabellone della fasi finali, che prevedeva scontri ad eliminazione diretta. Senza alcun problema passavano avanti le due squadre russe e ucraine e ovviamente la squadra cinese, composta dall’iridata e detentrice del record del mondo Cuilian He, insieme a Yuhang Zhang e all’altro iridato Qixin Zhong, defraudato pochi giorni fa del proprio record di 6’’40 da Abdrakhmanov.

    La serata ha riservato un altro colpo di scena, stavolta per i nostri azzurri di Italia2, passati di turno alle spese del forte team del Venezuela, stoppato dalla fuoriuscita della “punta” Lucelia Blanco, bello anche il successo (contro l’Indonesia) della prima squadra azzurra.

    Giunti ad otto squadre i giochi iniziavano a farsi “scottanti”, soprattutto per l’Italia abbinata ai due top team mondiali, Italia1 in sfida diretta contro Russia1 e Italia2 contro la Cina. Davvero ottimo l’avvio di gara di Italia 1 con Gontero, che batteva sul tempo singolo il russo Kokorin, l’ansia metteva però in crisi la Morandi che perdeva terreno, concedendo il recupero e, quindi, la vittoria ai russi. Agli azzurri va comunque il merito di aver centrato la “top8”, con un bel 6° posto.

    Dopo la vittoria dell’Ucraina sul Kazakistan e di Russia2 su Ucraina2, toccava agli azzurri di Italia2 chiamati a sfidare il “colosso” della Cina. La Cina partiva subito a tutta, ma la He toppava clamorosamente lo stop del tempo mancando il pulsante, e sembrava regalare all’Italia la “chiave di volta” per la vittoria. Purtroppo anche la Facci cadeva nello stesso errore, e la sfida era tutta da rifare. Dopo un altro errore e una nuova partenza, alla terza “scalata” la Cina centrava il passaggio di turno lasciando l’Italia al 7° posto, e tutto era pronto per la fase decisiva a quattro, con Russia1, Ucraina1, Russia2 e Cina. Ed è stato proprio nello scontro semifinale tra Russia2 e Cina che lo squadrone di Sinitsyn & Co. ha centrato il tempo più basso, stabilendo così il record iridato di squadra a 24’’52.

    Ucraina1 batteva inaspettatamente Russia1, che si doveva accontentare del bronzo contro la Cina, mentre i portacolori ucraini accedevano alla finalissima contro Russia2. La sfida finale è stata un concentrato di tensione, con le due squadre costrette a ripartire per tre volte, in tutti i casi la Russia si è sempre spinta in vantaggio, meritando di diritto la vittoria con tre navigati campioni, Sergey Sinitsyn, Evgenii Vaitsekhovskii e Kseniia Alekseeva.

    Grande il successo per il debutto iridato della team speed, oggi in tarda serata continua l’assegnazione dei titoli iridati con la finale lead femminile. Domani tornano in campo i velocisti con le gare speed (qualificazioni a partire dalle 14,30), mentre per la disciplina lead ci saranno le semifinali e finali maschili, rispettivamente alle 16,30 e alle 22,00.

    Info: www.arco2011.it

    Classifiche:

    1) RUSSIA, RUS 2 (Sinitsyn Sergey, Alekseeva Kseniia, Vaitcekhovskii Evgenii) 25.80; 2) UCRAINA, UKR 1 (Boldyrev Danylo, Savisko Anastasiya, Gontaryk Yaroslav) 26.44; 3) RUSSIA, RUS 1 (Kokorin Stanislav, Titova Natalia, Abdrakhmanov Sergey) 25.42; 4) CINA, CHN (Zhang Yuhang, He Cuilian, Zhong Qixin) 26.13; 5) UCRAINA, UKR 2 (Yurko Oleksiy, Bud Gusaim Oleksandra, Styenkovyy Maksym) 27.02; 6) ITALIA, ITA 1 (Gontero Leonardo, Morandi Sara, Sirotti Gianluca) 29.31; 7) ITALIA, ITA 2 (Ghisolfi Stefano, Facci Michela, Sirotti Michel) 33.21; 8) KAZAKISTAN, KAZ 1 (Molchanov Alexey, Kuznetsova Tamara, Devyaterikov Artyom) 27.97; 9) INDONESIA; 10) GERMANIA; 11) USA; 12) VENEZUELA; 13) INDONESIA; 14) ECUADOR; 15) GEORGIA; 15) UNGHERIA; 15) IRAN; 15) KAZAKISTAN; 15) POLONIA

    Broadcast:

    http://www.broadcaster.it/

  • “REGINE” LEAD IN PARETE AD ARCO (TN) SCELTE LE OTTO SEMIFINALISTE DEL MONDIALE

    Semifinali lead in scena all’IFSC Climbing World Championship di Arco (TN)

    Austria, Corea, Slovenia e Stati Uniti in sfida nella finale di stasera

    In semifinale oggi c’era l’azzurra Jenny Lavarda, 14.a assoluta

    Stasera alle 22,00 si assegnano i titoli “rosa” di specialità

    Jain Kim, la grazia femminile e orientale vola in parete e da sola contrasta l’agguerrito squadrone austriaco. La semifinale della “lead”, disputata oggi pomeriggio ad Arco (TN), doveva regalare un grande spettacolo, e così è stato.

    L’IFSC Climbing World Championship ha designato le migliori 8 specialiste della lead, chiamate a concorrere stasera per il titolo iridato nella “finalissima rosa”. La coreana è salita per ultima delle 26 qualificate ed è stata… la prima a sfiorare il top, solo sfiorato perché il suo mignolo non ha retto allo sforzo dopo aver agganciato con tenacia ben 56 prese. Ma per la graziosa climber coreana la prima posizione in semifinale è un severo allarme per l’agguerrito squadrone austriaco, che ha piazzato in finale cinque delle sue otto atlete. Jain Kim porta ancora impresso nella mente il successo dello scorso anno al Rock Master, ed è pronta a ricevere un altro tsunami di applausi, giusto a festeggiare i 25 anni della gara arcense, ma soprattutto è pronta a trasformare l’argento del 2009 in metallo pregiato.

    La campionessa del mondo in carica Johanna Ernst, la già due volte iridata Angela Eiter e le tre talentuose Christine Schranz, Katharina Posch e Magdalena Röck sono le cinque donne dalle dita e dai muscoli d’acciaio che stasera dovranno difendere la bandiera biancorossa contro la coreana, ma sono pronte all’appello ai piedi della parete del Climbing Stadium anche la slovena Mina Markovic e la statunitense Sasha Digiulian. In questo sport non esiste il gioco di squadra, ognuno può contare solo sulle proprie forze, ma occorre concentrazione per interpretare la via verso il top e la medaglia. Oggi pomeriggio i tracciatori sono stati severi, la via della finale sarà ancora più impegnativa, vale un titolo mondiale.

    Ha sperato per un po’ l’azzurra Jenny Lavarda di finire in finale, ma con lo scorrere del tempo le migliori l’hanno scalzata dal range delle prime otto (14.a). Infatti la gara è entrata nel vivo nella parte finale, quando in parete sono arrivate le ragazze austriache. Prima è toccato alla ventitreenne Christine Schranz, 5.a al Rock Master di Arco nel 2010. Le minuscole prese della parete sono state poi domate dall’arrampicata veloce e decisa di Katharina Posch, che a soli diciassette anni mostra di avere la stoffa della campionessa, così come la sua coetanea e connazionale Magdalena Röck, ottima nelle qualifiche e oggi 2.a miglior performer in parete.

    Il finale di gara è stata una vera e propria apoteosi in verticale, avviata dall’iridata Ernst (3.a) che, dopo aver aggirato in un modo tutto suo l’ostacolo del “tetto”, ha dato una firma tutta personale al proprio ingresso in finale, battendo di una presa anche la sua “collega” Angela Eiter (4.a), un po’ delusa per la verità, e sul suo viso dietro le quinte si è vista scendere qualche lacrima di sconforto.

    Il vero trionfo è stata la scalata della coreana Jain Kim, argento ai Campionati del Mondo di Qinghai del 2009 e unica oggi a sfiorare con mano il top della difficilissima via, che nessuna delle atlete in gara è riuscita a chiudere.

    In finale si piazzano così due climbers del podio iridato 2009 (Ernst e Kim), mentre resta fuori dai giochi la nazionale francese, già orfana della forte Dufraisse (“persa” alle qualifiche) e oggi stoppata alla 15.a piazza con la Durif. Escluse anche la russa Chereshneva, le forti slovene Gros e Vidmar e la giapponese Kobayashi.

    Prima delle competizioni, il Climbing Stadium di Arco oggi ha festeggiato la candidatura olimpica dell’arrampicata sportiva, con la conferenza dell’IFSC che ha presentato l’ingresso del climbing nella short-list per le Olimpiadi 2020. In questa occasione il presidente dell’IFSC Marco Maria Scolaris ha annunciato la creazione di un team specificamente dedicato alla rincorsa del “sogno olimpico”.

    Per sapere chi sarà la regina 2011 della lead iridata bisognerà attendere la finale di stasera, in programma alle 22,00 e in diretta su Rai Sport 2 con il commento di Gianfranco Benincasa.

    Il menu di oggi prevede anche il debutto iridato della Team Speed, la staffetta a squadre di velocità, in scena con le finali alle ore 20.00, anche queste trasmesse “live” in tv.

    Info: www.arco2011.it

    Classifiche:

    1.) Kim Jain (KOR) 56-; 2.) Röck Magdalena (AUT) 53-; 3.) Ernst Johanna (AUT) 52-; 4.) Eiter Angela (AUT) 51-; 5.) Posch Katharina (AUT) 49+; 6.) Markovic Mina (SLO) 49-; 7.) Schranz Christine (AUT) 47+; 8.) Digiulian Sasha (USA) 47-; 14.) Lavarda Jenny (ITA) 43-;

    Broadcast:

    http://www.broadcaster.it/

  • Body building e l’importanza di una dieta equilibrata

    Chi pratica body building si trova ad avere bisogno di una dieta specifica. È in primo luogo attraverso un’alimentazione estremamente curata che si raggiungono i migliori risultati. L’esercizio fisico, infatti, non è che una faccia della medaglia: il fisico si cura non solo attraverso lo sforzo ma anche e in buona parte per mezzo di uno stile di vita basato su un’alimentazione oculata. Bisogna capire che la dieta è strettamente connessa con la prestazione atletica. Sarebbe impensabile tentare di raggiungere i massimi risultati senza aver anticipatamente formulato delle regole da seguire sul piano dell’alimentazione. Appurata la fondamentale importanza di una dieta specifica, il body builder deve essere affiancata dai più adatti integratori alimentari ed integratori energetici. Tali integratori alimentari body building non devono essere scelti a caso, ma è importante che siano in armonia con il tipo di allenamento che si è deciso di seguire. In linea di massima si può dire che lo zinco gioca un ruolo nella sintesi del testosterone, ormone fondamentale per il body builder anche perché aiuta a mantenere in salute la prostata. C’è poi il magnesio, basilare per la contrazione dei muscoli e la stimolazione del sonno, una cosa utile dopo gli sforzi intensi. E ancora, il calcio, minerale che sovente registra carenze in chi pratica sport. Una ottima fonte per l’approvvigionamento di calcio sono i latticini ma anche alimenti di origine vegetale, come ad esempio le mandorle. Infine non bisogna scordare gli antiossidanti: chi pratica sport ne ha maggiore bisogno, in quanto produce una quantità superiore alla norma di radicali liberi.

  • La giusta dieta per l’attività sportiva

    Il body building è uno sport che pretende da chi lo pratica una disciplina ferrea. La cura del corpo in questa attività deve essere perseguita con una precisione e una attenzione quasi maniacali. L’equilibrio infatti va raggiunto e mantenuto costantemente, senza cadere in tentazioni o lasciarsi andare. La dieta in questo quadro ha un’importanza cruciale: soltanto impostandola con attenzione e seguendola con scrupoloso metodo potrà dare i suoi frutti. Che non sono tra l’altro di scarso impatto sul risultato finale, anzi. Lo stile di vita misurato e l’alimentazione corretta favoriscono in ampia misura lo sviluppo del proprio fisico. I migliori risultati si raggiungono soltanto abbinando all’esercizio in palestra la diligenza in cucina. Alla dieta, poi, il body builder deve abbinare alcuni integratori vitaminici e alimentari che potenziano la funzionalità dell’alimentazione, soprattutto se abbinati ad integratori proteine, garantendo un migliore e più rapido raggiungimento degli obiettivi. Chi pratica uno sport che provoca un grande affaticamento del fisico può necessitare di un minerale come il calcio, che spesso è carente negli atleti. Con alimenti come i latticini o alimenti di origine vegetale (le madorle ad esempio), si sopperisce a queste carenze. Profondersi in sforzi intensi come quelli degli allenamenti di un body builder provoca anche una sovrapproduzione di radicali liberi, perciò per correre ai ripari è necessario includere tra i propri integratori alimentari degli antiossidanti. Anche il magnesio è un integratore fondamentale, in quanto aiuta la contrazione dei muscoli, e contemporaneamente favorisce il sonno dopo sforzi intensi e prolungati come quelli che l’atleta affronta in palestra.

  • Dimagrire velocemente: dieta ed esercizi fitness

    Le diete che promettono di far dimagrire velocemente sappiamo bene che portano spesso conseguenze negative per il nostro organismo e l’effetto dimagrimento è per giunta momentaneo, perché il peso perso con digiuni e regimi alimentari da fame torna rapidamente a farsi sentire sulla bilancia. Le regole di base del dimagrimento sano le conosciamo tutti: più movimento, mangiare sano, porzioni piccole. È molto importante però avere una corretta idea del proprio corpo e del proprio peso, perché la mania della magrezza, che spesso viene propagata dai modelli che ci propone il mondo della moda e dello spettacolo, non rende giustizia alle donne normali.
    Chi oggi vuole veramente dimagrire, deve dunque smetterla di confrontare la propria figura con quella delle star e prendere sul serio il proprio corpo, scoprire i propri punti forti e predilezioni e volersi bene.
    Una buona colazione per esempio è importante, per avviare il metabolismo. In generale non devono essere completamente eliminati i pasti. Un altro utile consiglio è quello di bere molta più acqua. Ricordate che un bicchiere d’acqua prima di ogni pasto frena la fame. Inoltre è buona cosa abituarsi, durante i pasti a spegnere la televisione e mettere da parte il giornale, rivolgendo invece tutta l’attenzione al pasto. Questo raffina i sensi, ci fa apprezzare il cibo che stiamo consumando e attiva la coscienza per una magra alimentazione. È necessario poi fare movimento. Molto consigliati in questo senso gli esercizi fitness. Perché proprio il fitness? Pensate che il dizionario di inglese della Garzelli definisce la parola fitness come: “buona salute”. Infatti gli esercizi fitness lavorano su tutte quelle capacità condizionali e coordinative che, se ben sviluppate e allenate, portano il soggetto verso uno stato di sempre maggior benessere, scongiurando l’insorgere di molteplici patologie e favorendo un buon equilibro psicologico, importante per avere buone relazioni con la gente che ci circonda e per essere in pace con se stessi. Chiariamo subito il fatto che il fitness non è affare per soli super uomini interessati a sviluppare chissà quali poteri fisici. Non bisogna confondere lo star bene che ricerca il fitness con lo sforzo per ottenere il massimo dello sviluppo della
    massa muscolare. Quella è cultura fisica o body building e non fitness! Chiunque può praticare una sana e equilibrata attività fisica, dal ragazzino alla persona anziana, traendone notevoli benefici sotto tutti i punti di vista. Partiamo dunque dal concetto che fare fitness, significa praticare con costanza una serie di esercizi fisici e avere un tenore di vita sano ed equilibrato. L’attività fisica che rientra sotto il nome di fitness identifica gli esercizi a corpo libero che mirano sia a tonificare, sia ad aumentare la mobilità articolare attraverso l’attività di stretching. Si possono anche utilizzare dei piccoli attrezzi come manubri, elastici, cavigliere e altri di fortuna come bottiglie d’acqua piene di sabbia o di acqua per appesantirle. Si potranno poi utilizzare attrezzature specifiche del settore che potranno essere macchine per allenamenti cardiovascolari oppure macchine per la tonificazione muscolare. Chiaramente tramite queste attrezzature, si potranno poi eseguire svariati tipi di allenamento, da quelli per il dimagrimento a quelli per la tonificazione.

  • OSCAR DEL CLIMBING ASSEGNATI AD ARCO (TN). ONDRA E PUIGBLANQUE NELLA HALL OF FAME

    Consegnati ad Arco il “Salewa Rock Award” e il “La Sportiva Competition Award”

    Ondra e Puigblanque sono uomini da oscar

    Celebrati anche i 25 anni di Rock Master con tanti protagonisti

    Oggi il Campionato Mondiale di Climbing prosegue con Lead femminile e Team Speed

    Adam Ondra e Ramon Puigblanque entrano nella “leggenda”. Dopo aver emozionato in parete durante la sessione di qualifica del Campionato del Mondo di Arco (TN), ieri sera il ceco e il catalano sono stati i protagonisti di Arco Rock Legends 2011.

    In una fresca serata estiva, la cittadina trentina ha assegnato il “Salewa Rock Award” al giovane climber di Brno, che ha sbaragliato la concorrenza degli statunitensi Chris Sharma e Sasha Digiulian, del francese Enzo Oddo e dell’azzurro Gabriele Moroni. La statuetta targata Salewa (consegnata da Ruth Oberrauch, responsabile marketing per l’Italia dell’azienda tedesca) rappresenta un riconoscimento a colui o colei che ha segnato la stagione precedente per le performance su falesia o su boulder, e la motivazione che ha accompagnato il premio di Ondra era la seguente: “Per la capacità di alzare continuamente il livello dell’arrampicata superando se stesso e facendo sognare tutti i climbers”. È la terza volta che Ondra conquista la notte degli “Oscar del Climbing”, dopo aver già vinto nel 2008 e nel 2010.

    Ramonèt, dal canto suo, ha ricevuto dalle mani di Lorenzo Delladio (amministratore delegato de La Sportiva) il “La Sportiva Competition Award” – il premio ai risultati agonistici – per “l’esperienza, la forza, la passione, la genialità e l’energia messa in campo in ogni gara”. Per questo premio, Puigblanque ha superato la sfida con la coreana Jain Kim e, ancora, Adam Ondra.

    Puigblanque e Ondra entrano nella Hall of Fame di Arco Rock Legends insieme a Josune Bereziartu, Patxi Usobiaga, Chris Sharma, Angela Eiter, David Lama, Maja Vidmar, Kilian Fischhuber e Akiyo Noguchi.

    La cerimonia di Arco Rock Legends, presentata dalla nota conduttrice radiofonica e giornalista Kay Rush, è stata condita anche da alcuni momenti di grande emozione storica, con la celebrazione dei 25 anni di quella che è la manifestazione di climbing più famosa nel nostro paese e nel mondo. Rock Master nasceva nel 1987, e ieri sul palco di Piazza Segantini, nel centro di Arco, sono saliti alcuni protagonisti di Rock Master, che lo hanno vissuto in parete ma anche che ne hanno posto le fondamenta. Come l’oggi presidente di Asd Rock Master e allora assessore al turismo di Arco Mario Morandini, vero motore creativo della manifestazione, che ha ricordato momenti piacevoli dal passato, così come Francois Legrand, Yuji Hirayama, Luisa Iovane e Lynn Hill, tutti protagonisti di Rock Master “in gara” fin dal principio e ieri premiati con una targa “Aquafil”. Un premio speciale da parte dell’Istituto Comprensivo di Arco è stato consegnato ai due atleti più giovani del Campionato del Mondo di quest’anno, ovvero Andrea Rojas (ECU) ed Amelia Metcalf (USA), entrambe di 16 anni.

    Sul palco di Arco sono saliti anche Daniela Comperini (da sempre segretaria di Rock Master), Andrea Mellano (promotore di Sport Roccia a Bardonecchia a metà anni ’80) e Paolo Mattei (sindaco di Arco).

    Oggi il Campionato del Mondo in Trentino prosegue con le semifinali (13,30) e finali (22,00) di Lead femminile, e la prova di Team Speed (qualifiche alle 17,30 e finali alle 20,00).

    Info: www.arco2011.it

  • 4° edizione della “Traversata dello stretto”

    Si rinnova per il quarto anno consecutivo l’appunto con la “Traversata dello stretto” gara di velocità che vedrà affrontarsi i migliori piloti di kitesurf e windsurf. Come al solito anche l’edizione di quest’anno prevede alti livelli di spettacolarità visto che con questi mezzi sono possibili delle evoluzioni davvero impegnative. Il regolamento e semplice vincerà chi riuscirà a tornare per primo sulla spiaggia di Reggio Calabria dopo aver toccato quella Messina.

    Ad ospitare la manifestazione sarà il mare antistante Reggio Calabria, quello parte di Calabria che è stata definita come il più bel chilometro d’Italia, dal 3 al 7 di agosto. Lo scorso anno il percorso di gara è stato percorso in 36 minuti chissà se quest’anno qualcuno riuscirà a battere questo tempo, molto dipenderà dalle previsioni venti, mari e onde che se favorevoli potrebbero aiutare gli atleti in gara quest’anno ad offrire delle prestazioni super, aspettiamo quindi di vedere cosa ci riserverà il meteo Italia per i giorni della gara.

    L’edizione 2011 della manifestazione prevede grandi novità anche dal punto di vista tecnologico infatti tutti gli atleti in gara saranno dotati del modernissimo sistema GPS Android così che il pubblico potrà seguire sugli schermi appositamente montati anche le fasi di gara che si svolgeranno in porzioni di mare più lontano dalla costa in modo da non perdere nemmeno un momento di questa avvincente gara, infatti questa tecnologia permetterà la riproduzione in 3D di queste fasi della gara rendendo questa manifestazione all’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico.

    Questa quattro giorni di sport sarà anche l’occasione per chi si recherà nella splendida cittadina calabrese di poter passare un fine settimana alla scoperta delle bellezze offerte dalla città e approfittarne per gustare i piatti della cucina tipica calabrese dove il protagonista assoluto sarà l’ottimo pesce fresco proveniente dai mari di tutti la regione.

  • Allenare tutti i muscoli con il metodo Lotte Berk

    Il metodo Lotte Berk per dimagrire e scolpire il proprio corpo. È un nuovo metodo di lavoro che permette di allenare ogni singolo muscolo del proprio fisico. È un mix di esercizi moderni, che sono stati studiati appositamente per lo sviluppo muscolare, che si basano su movimento concentrati sulla schiena e sugli altri muscoli. Chi lo ha già testato afferma che dopo dieci giorni sono già visibili i primi risultati e nel giro di venti giorni si notano perfino i primi cambiamenti sull’anatomia. Questo nuovo metodo permette di bruciare calorie in quanto ti permette di lavorare sia sulla massa muscolare che sul metabolismo (tendenzialmente tende a velocizzarlo) . sia perché va a lavorare sulla massa muscolare, sia sul metabolismo, accelerandolo. Si bruciano dalle 34 alle 50 kcal al giorno oltre a mezzo chilo di grasso.

    Entrando nello specifico, gli esercizi sono un mix tra movimenti di danza, training, mosse per scolpire la muscolatura, movimenti del Pilates per l’ allungamento ed alcune tecniche yoga importanti per allungare la flessibilità dei muscoli.

    Ovviamente come per ogni attività sportiva, anche il metodo Lotte Berk necessita di una fase di riscaldamento che prepara il corpo all’allenamento in modo da evitare infortuni. L’allenamento di riscaldamento si basa su una marcia sul posto e movimenti ritmici di tutto il corpo per poi passare serie di esercizi C-curve, braccia e spalle, e infine lo squat.

    Uno degli esercizi più gettonati da chi ha testato già questo allenamento è il seguente :

    inginocchiarsi su un tappeto da fitness, unire le ginocchia e poi sollevare le braccia verso il soffitto

    tenendo le spalle e il collo rilassati bisogna contrarre gli addominali cercando di tenere la spina dorsale dritta in modo tale da contribuire a stabilizzare la schiena

    sollevate i fianchi ( stando non protendendosi in avanti ) in modo da sentire contrarsi quadricipiti e glutei contratti. Basta muovere i fianchi su e giù senza sedetevi completamente, per poi andare avanti e indietro, a destra e sinistra

    mantenendo la stessa posizione, si possono portare le ginocchia all’altezza delle spalle e mettete le mani dietro la schiena e piegare il bacino e appoggiarsi fino a sentire che i muscoli allungarsi.

    Maggiori informazioni sull’argomento : palestra san lazzaro di savena