Categoria: Sport

  • Integratori, perchè funzionano?

    Gli integratori sono un elemento essenziale nella dieta alimentare di uno sportivo, specie di un’atleta professionista che ha bisogno di integrare tramite la propria alimentazione determinate sostanze nutrienti per accrescere e mantenere la propria massa muscolare, recuperare più velocemente dall’affaticamento fisico ed eliminare i grassi superflui.

    Un buon integratore alimentare è infatti essenziale soprattutto per chi non riesce ad assimilare determinati nutrienti durante la propria alimentazione e soffre di gravi squilibri proteici, vitaminici e altri preziosissimi elementi che favoriscono il perfetto equilibrio del nostro organismo.

    In commercio esistono tantissimi tipi differenti di integratori alimentari utilizzati sia per scopi medici, sia e soprattutto da chi pratica sport e vuole ottenere maggiori risultati dal proprio estenuante allenamento fisico. Uno dei prodotti assolutamente più utilizzati nel mondo del fitness e del bodybuilding è senz’altro l’integratore di proteine, uno speciale prodotto basato sull’importante materia costituente dei nostri muscoli. Le proteine vengono estratte da alimenti naturali come ad esempio la carne (specialmente le carni rosse), il pesce, il latte e i suoi derivati (quindi la stragrande maggioranza di prodotti caseinati), le uova, ma anche alcuni tipi di legumi e cereali. Esse sono fondamentali per il mantenimento e lo sviluppo della nostra massa muscolare durante l’allenamento poiché provvedono a ricostruire i nostri muscoli dopo l’esercizio fisico, potenziandoli.

    Questo speciale integratore è presente sul mercato in varie forme, anche se la più diffusa ed utilizzata è sicuramente quella in polvere, grazie alla sua estrema facilità di assunzione (basta infatti miscelare il prodotto con acqua o latte per ingerirlo), in più i suoi nutrienti vengono rapidamente assimilati dal nostro organismo.

    Un altro prodotto alimentare estremamente utile soprattutto per gli atleti che praticano sport di endurance come il ciclismo è sicuramente lintegratore di vitamine e sali minerali, indispensabile durante e dopo lo svolgimento dell’allenamento o della gara per recuperare le sostanze perse con la sudorazione e ripristinare il corretto equilibrio psico-fisico del nostro organismo. Esso è costituito da sostanze come lo zinco, il magnesio, le vitamine idrosolubile come quelle del gruppo B che ridonano vigore e freschezza al nostro organismo, ripristinando le energie perdute.

    L’integratore di sali minerali e vitamine viene venduto prevalentemente in forma liquida, in modo da essere facilmente utilizzabile durante l’esecuzione dell’esercizio fisico ed è presente sul mercato in vari tipi di gusti diversi.

  • TELECAMERE ACCESE SULLA MOUNTAIN BIKE, POLARTEC VAL DI FASSA BIKE E RAI SPORT A BRACCETTO

    La tappa di Coppa del Mondo sarà al via domenica 9 settembre da Moena

    Esclusiva sintesi di 45 minuti su Rai Sport 2 per la prova trentina di mtb

    Deho sfida Medvedev, Celestino, Ragnoli, Cattaneo e tutti gli stranieri

    Elena Gaddoni favorita ma la concorrenza è altissima

    Il conto alla rovescia per la Polartec Val di Fassa Bike 2012 si avvia verso la conclusione.

    Domenica 9 settembre oltre 1.100 bikers si raccoglieranno nel cuore delle Dolomiti trentine, nella bella Moena, per cavalcare la quinta edizione della prova in fuoristrada, e a seguirli da vicino ci saranno le telecamere di Rai Sport. A differenza di quanto solitamente accade per la bici fuoristrada – fatta eccezione per i Campionati del Mondo o la Coppa del Mondo cross country – stavolta la mountain bike, e nello specifico la prova della Val di Fassa, avrà a disposizione uno spazio esclusivo di 45 minuti che andranno in onda martedì 11 settembre alle 21.00 su Rai Sport 2. Con il commento affidato a Lorenzo Lucianer, si potrà quindi rivivere in ampia sintesi quella che quest’anno è anche prova di Coppa del Mondo Marathon – UCI MTB Marathon Series, e che al via legge un parco atleti di assoluto prestigio, a cominciare dal vincitore della passata edizione e primo azzurro nella generale di Coppa, Marzio Deho.

    L’esperto biker bergamasco ritorna sul luogo del successo dopo un anno, e non è necessario avere una memoria elefantiaca per ricordare la sua passerella in solitaria nel centro di Moena, dopo aver messo in riga lo scorso settembre un campione europeo come Alexey Medvedev e i nazionali Tony Longo e Johann Pallhuber, tra i tanti. Sia Medvedev che Pallhuber sono prenotati in partenza anche domenica, e la sfida a tre sembra già scritta, anche se i possibili “guastafeste” potrebbero essere più d’uno. Gli ultimi tre campioni italiani delle lunghe distanze, ovvero Juri Ragnoli, Mirko Celestino e Johnny Cattaneo, saranno al via con il coltello tra i denti, e non saranno da soli visto che il parterre della Polartec Val di Fassa Bike 2012, come detto, è qualcosa di…reale.

    Solo per fare alcuni nomi, Mensi, Ronchi, Bianchi, Felderer, Schweiggl, Porro, Costa e Pirazzoli saranno della partita, così come un nugolo di bikers stranieri tra cui il colombiano vincitore della gara di Moena nel 2009 Leonardo Paez, il portoghese primo nell’ultima tappa di CdM Marathon Luis Leão Pinto, il forte danese Soeren Nissen o l’austriaco Manuel Pliem. Rimangono ancora alcuni giorni per iscriversi (fino a venerdì 7 settembre) e sono attesi tra gli altri anche il greco già protagonista più volte in questa stagione Ilias Periklis.

    Il pubblico della Polartec Val di Fassa Bike e ovviamente anche le telecamere RAI potranno ammirare domenica anche le ladies in azione, e anche in questo caso i pronostici appaiono tutt’altro che scontati. Elena Gaddoni ha brillato più volte durante l’estate con il titolo di vice campionessa italiana marathon conquistato a giugno, la vittoria nella trentina Lessinia Bike a luglio e il successo di pochi giorni fa alla Marathon Bike della Brianza, che le è valso anche il challenge Trek Zero Wink Off Road. È lei quindi la favorita numero uno, ma dovrà vedersela con l’azzurra Alessia Ghezzo, la belga Inne Gantois, la portoghese Ana Antunes, l’altra biker di Coppa Simona Mazzuccotelli, l’esperta tedesca Katrin Schwing e le varie Zanasca, Menapace, Paolazzi e Segalla, per una gara che anche in rosa promette scintille.

    Dell’ultima ora è anche la conferma allo start dell’ucraina vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo U23 XC Yana Belomoyna, che in Val di Fassa potrebbe arrivare con indosso la maglia iridata, visto che è candidata al successo anche al Mondiale in corso di svolgimento in Austria.

    I percorsi proposti dall’edizione 2012 non si discostano molto da quelli visti in passato. Sia il Marathon di 64 km abbondanti che il Classic di 49 km, affrontano la tremenda salita dell’Alpe di Lusia, dove in meno di 8 km si sale dai 1170 metri di partenza a Moena fino ai 2206 metri del GPM in vetta alla “grande montagna”. C’è qui da prevedere una prima scrematura nei gruppi, anche se la gara non finirà certo sul Lusia. Per coloro che invece correranno lo Short di 33,4 km niente Lusia, ma un tracciato comunque divertente e non privo di spunti tecnici rilevanti.

    La Polartec Val di Fassa Bike rinnova anche in questo 2012 la stretta collaborazione con il title sponsor Polartec®, leader nei tessuti sportivi dall’alta caratura tecnica.

    Oltre a far parte della UCI MTB Marathon Series, la Polartec Val di Fassa Bike è anche penultima prova di Trentino MTB e FCI Marathon Tour ed è inserita nei circuiti Nobili MTB, Alpine Pearls e Prestigio.

    Info: www.valdifassabike.it

  • VERONAMARATHON, SPORT PER QUATTRO A VERONA, TRAGUARDO NELL’ARENA ANCHE IN… 3D

    Si avvicina lo start della Veronamarathon, gara internazionale di 42,195 km

    Online l’anteprima in 3D del suggestivo traguardo 2012

    Partenza da San’Ambrogio Valpolicella e finish dentro l’Arena

    Tante proposte parallele tra cui la Last 10km Marathon, 10 km di solidarietà

    Tra un mese circa Piazza Bra, l’Arena e le vie più suggestive di Verona si vestiranno a festa per l’undicesima edizione della Veronamarathon.

    La gara internazionale, un maratona classica di 42,195 km, dopo aver festeggiato felicemente i due lustri di vita propone delle intriganti novità per l’appello di domenica 7 ottobre, tra queste indubbiamente spicca quella del traguardo finale, per la prima volta (dopo tante attese) collocato all’interno dell’Arena, il monumento simbolo della città.

    Dopo la partenza alle 9.20 da Sant’Ambrogio di Valpolicella, verrà offerto uno scorrevole percorso con passaggi per San Pietro, Pedemonte, Parona di Valpolicella, giungendo poi nei pressi del Palasport per raggiungere il pieno centro città. Un gran finale in crescendo, molto scenografico per gli atleti in gara e per il pubblico, ma senza aspettare fino al prossimo ottobre gli organizzatori di Veronamarathon Eventi e G.A.A.C. 2007 Veronamarathon Asd hanno già architettato un modo per offrire in antipasto quella che sarà la conclusione della corsa.

    Sul sito web della competizione, www.veronamarathon.it, è stato preparato un layout completo dell’allestimento all’interno dell’Arena, per gustare in anteprima l’arrivo in 3D. Sarà una passerella trionfale per gli atleti, entusiasmante anche per chi farà da spettatore, un’opportunità sportiva davvero unica che quest’anno sarà estesa ai podisti di ogni livello e genere.

    Domenica 7 ottobre, infatti, Verona ospiterà a fianco della classica maratona tanti appuntamenti sportivi, tutti con arrivo in Arena, studiati in modo da ritagliare uno spazio apposito per ciascuno, consentendo a chiunque di vivere una giornata memorabile con le scarpette da corsa. Chi vorrà correre in coppia e… “dimezzare” la fatica potrà approfittare della Duo Veronamarathon, nella quale il primo frazionista percorrerà 26 km e il secondo concluderà i rimanenti 16,195 km.

    Per chi è allenato sulle distanze brevi, invece, la scelta più idonea è quella della Verona Race 10 km, competitiva di 10 km che ricalca il tratto finale della competizione “lunga”. Parallelamente a quest’ultima si correrà la Last 10 km Marathon, dove non ci sono classifiche perché lo spirito dell’appuntamento è quello di sostenere i progetti no-profit, grazie alla donazione del 40% di ciascuna quota d’iscrizione. Al momento le prenotazioni per la manifestazione benefica stanno registrando un andamento massiccio, segno che l’idea di correre a Verona piace parecchio, così come la possibilità di sposare sport e solidarietà.

    Grazie alle tante opportunità in una, la Veronamarathon regalerà una giornata indimenticabile per tutti, il ricordo di chi vi parteciperà sarà speciale anche grazie ai gadget inclusi nel ricco pacco gara, comprensivo di uno zaino/borsone tecnico, ma soprattutto grazie alla medaglia personalizzata, importante con il suo diametro di 75 mm, sul retro della quale sarà possibile apporre il proprio nome e relativo tempo di gara.

    La Veronamarathon, inserita nei calendari internazionali IAAF e FIDAL, è tappa del circuito Nobili della Maratona. Le iscrizioni sono in corsa, per tutto il mese di settembre la quota da versare è di 40 Euro, mentre tra il 1° e il 6 ottobre aumenterà a 60 Euro, sempre con una sovrattassa di 7 Euro per gli atleti non tesserati o tesserati EPS di età inferiore a 35 anni.

    Info: www.veronamarathon.it

  • TRENTINO MTB PENULTIMO ATTO, LEADER DI CATEGORIA AFFAMATI DI PUNTI

    La Polartec Val di Fassa Bike in sella domenica 9 settembre

    Tabacchi e Menapace primi tra gli Open ma la partita è ancora aperta

    Janes (M6) e Degasperi (M1) hanno la matematica dalla loro

    Di Geronimo (M4) e Inama (M5) inseguiti da vicino

    Domenica 9 settembre in Val di Fassa (TN) si corre la Polartec Val di Fassa Bike e il circuito Trentino MTB entra nella sua fase conclusiva. La prova di Moena e dell’Alpe di Lusia è la sesta delle sette complessive del challenge 2012, e per alcuni protagonisti in gara questa potrebbe essere la prova della vittoria con una giornata di anticipo, per usare una terminologia calcistica.

    Secondo il regolamento del circuito, per concorrere alla vittoria finale è sufficiente aver portato a termine almeno quattro delle sette gare e i numeri parlano chiaro. Dalla ValdiNon Bike di fine aprile se ne sono disputate cinque e il “tasso” Silvano Janes ha saltato solamente la 100 km dei Forti di Lavarone. Ciononostante il trentino ha accumulato un vantaggio tale su Adriano Zanasca che è ormai matematica la sua vittoria nella categoria Master6. Un ragionamento simile si può fare per l’altro trentino Ivan Degasperi, che nella Master1 vanta oltre 2.000 punti di distacco su Ivan Pintarelli e che in Val di Fassa tenterà la zampata finale per congelare già da ora il titolo 2012.

    Mirko Tabacchi è attualmente in testa alla parziale Open, ma i punti che lo separano dall’altoatesino Gunter Egger non sono sufficienti per chiamarsi vincitore. Ecco allora che lungo lo spettacolare tracciato della Polartec Val di Fassa Bike se ne vedranno delle belle nella categoria elite, anche perché Ramon Bianchi e Johannes Schweiggl, attualmente in terza e quarta posizione, sono anch’essi affamati di punti e in fondo non distano troppo da Tabacchi. Nella femminile, la battaglia per la leadership è tutta trentina tra Lorenza Menapace e Claudia Paolazzi, separate da 750 punti, e Michela Segalla ad inseguire leggermente attardata. Nel calcolo dei punteggi alla gara fassana c’è da tenere presente che chi correrà il Marathon di 64,2 km avrà un coefficiente di assegnazione punti di 1.25, mentre il coefficiente per chi prenderà parte al Classic di 49 km sarà 1.

    Fabio Aldrighetti nella Junior stacca Carlo Anzolin di oltre 1.000 lunghezze, forse sufficienti anche per lui per gridare alla vittoria con anticipo. Discorso simile per Nicola Risatti nella Elite-Sport e Mario Appolonni nella Master3, i quali scorgono i loro inseguitori solo in lontananza, e dopo la prova di Moena potrebbero già gioire di un successo di categoria anticipato.

    Le classifiche più incerte, aggiornate dopo la Vecia Ferovia dela Val de Fiemme di inizio agosto, sono la Master4 e la Master5 dove i distacchi tra i primi Di Geronimo e Inama sono di poche centinaia di punti sui secondi, e in Val di Fassa, così come poi all’ultima prova di Telve Valsugana il 30 settembre, tutto potrebbe in definitiva succedere.

    La Polartec Val di Fassa Bike si corre lungo tre percorsi, il Marathon e il Classic che assegnano punti al circuito, e lo Short di 33,4 km e meno di mille metri di dislivello complessivo, disegnato per chi intende gareggiare senza troppe pressioni da avversari e cronometro. La variante Marathon accoglierà in griglia di partenza una ricca presenza di bikers di prestigio, sia italiani che internazionali, visto che la Polartec Val di Fassa Bike 2012 è inserita nel calendario di Coppa del Mondo Marathon. Solo per fare alcuni nomi, ci saranno Deho, Celestino, Cattaneo, Ragnoli, Paez, Medvedev, Ronchi, Botero Salazar, Felderer, Kugler, Schwing, Gaddoni e Mazzuccotelli.

    Dopo la Polartec Val di Fassa Bike, Trentino MTB chiuderà il sipario con la 3T Bike di Telve Valsugana a fine settembre e qui saranno consegnati gli scettri ai vincitori 2012.

    Info: www.trentinomtb.com

  • ARCO INCORONA SCHUBERT E FAKHRITDINOVA, PUCCIO E SHARAFUTDINOV PADRONI DEI MASSI

    Jakob Schubert e Dinara Fakhritdinova nuovi campioni Rock Master

    Vittoria nel Duello davanti a Puigblanque, Eiter, Ondra e Malamid

    Puccio e Sharafutdinov battono tutti nel Boulder

    Ultimo giorno di successo del Rock Master Festival

    Jakob Schubert e Dinara Fakhritdinova sono i nuovi signori di Rock Master ad Arco (TN). Oggi la chiusura del Rock Master Festival nella cittadina dell’Alto Garda e la gara regina di giornata è stata il duello sulla parete Lead. Duello perché si tratta di una sfida ad eliminazione diretta con imbrago e corde, dove oltre alla destrezza nel moschettonare conta anche la velocità nei confronti dell’avversario. Obiettivo: premere per primi il pulsante rosso al top della via, per andare avanti, possibilmente fino alla finale.

    I migliori 8 uomini e 8 donne già visti all’opera nella Lead di ieri si sono presentati ai piedi del Climbing Stadium e le prime allo start sono state le ladies. Gli occhi di tutto il folto pubblico erano per la campionessa mondiale e vincitrice della prova di difficoltà Angela Eiter, per cinque volte anche padrona del Rock Master nella storia di questa “battaglia” in parete, la cui prima edizione risale al 1987. L’austriaca si è liberata facilmente dell’ecuadoriana Rosero ai quarti, ma in semifinale si è trovata di fronte l’accanita resistenza della connazionale Bacher. Dopo aver gareggiato in parallelo perfetto per tre quarti di via, la Eiter è sembrata pasticciare troppo nei pressi del top. La Bacher ne ha approfittato andando a vincere, apparentemente, perché la giuria federale ha assegnato la vittoria alla Eiter per una irregolarità in cui è incorsa la Bacher. Nella parte inferiore di tabellone, nel frattempo, la piccola grande Fakhritdinova eliminava con autorità prima l’austriaca Schranz e poi la connazionale Malamid.

    E la finale era servita, tra colei che mai era andata sotto il top nelle prove Lead del sabato, contro la scattante climber russa, che in questa finale aveva fatto segnare i migliori tempi in assoluto. Fin dalle prime prese la russa è sembrata più in palla dell’avversaria e con il passare dei secondi il distacco tra le due è aumentato. La Eiter ha provato a reagire, ma era troppo tardi ormai e la ventenne Fakhritdinova si lasciava cadere con le braccia alte tra gli applausi del pubblico.

    Russia quindi al femminile e Austria, si diceva, al maschile per questo Rock Master, con uno Jakob Schubert assolutamente imprendibile. A fermarlo ci ha provato per primo Silvio Reffo, ma l’azzurro ha tenuto botta solo per metà via. Dopodiché è toccato a Mario Lechner finire sotto i colpi e i balzi felini di Schubert che si è così lanciato verso la finalissima, dove ad attenderlo c’era un Adam Ondra più che mai motivato, dopo aver eliminato in semifinale niente meno che Ramon Puigblanque. Ondra e Schubert hanno corso praticamente in parallelo per metà gara, poi l’austriaco ha inserito il turbo e giunto sul soffitto del Climbing Stadium ha proposto un saggio di destrezza e agilità che ha fatto esplodere il boato del pubblico, e la strada verso la vittoria era spianata.

    Prima e dopo il Duello, l’arena arcense del climbing ha ospitato anche le gare Boulder e ai massi si sono presentate alcune tra le massime cariche al mondo di questa disciplina. La formula era quella del KO, e fin da subito si è capito che tra le donne la francese Le Neve e l’americana Puccio sarebbero state da tenere d’occhio. Ma non erano sole, Olga Iakovleva è una faccia ben nota del boulder così come l’austriaca Saurwein, e c’era anche la trentina Annalisa De Marco. Purtroppo è toccato proprio alla giovane italiana uscire di scena per prima, seguita dall’israeliana Kremer e dalla tedesca Wurm. La Iakovleva ha mollato al penultimo boulder e in finale si sono presentate Puccio, Le Neve (nonostante un infortunio al volto) e Saurwein. L’americana a questo punto non ha avuto esitazioni e ha “flashato” il top in pochi movimenti, conquistando l’oro, davanti a Le Neve e Saurwein.

    Al maschile erano 11 i concorrenti in lizza per il podio. La Russia appariva nettamente favorita con il campione del mondo Sharafutdinov e il detentore della Coppa Boulder Gelmanov. Ma la concorrenza leggeva nomi di peso come l’austriaco Schubert o i due fratelli sloveni Klemen e Jure Becan, con anche gli azzurri Preti e Scarperi decisi a ben figurare. Gara emozionante con tanti colpi di scena, che ha comunque sempre visto i russi in grande spolvero e alla fine, su un quinto boulder troppo complicato per tutti e “ritoccato” al volo dai tracciatori, è stato l’iridato Sharafutdinov a volare più alto di tutti e aggiudicarsi quindi la vittoria davanti a Gelmanov e Becan. Scarperi ha chiuso al nono posto e Lucas Preti ottimo quinto.

    Con queste ultime due gare si è chiuso il Rock Master Festival 2012, una maratona di climbing partita il 25 agosto scorso con Rock Junior e chiusasi oggi dopo aver mandato in parete anche la Paraclimbing Cup, la Coppa del Mondo Speed, gli Arco Rock Legends e le gare Lead, davvero un riuscito primo Rock Master Festival. Gli apprezzamenti agli organizzatori sono giunti da più parti, le oltre 4 ore e mezza di diretta Rai Sport e gli oltre 25.000 contatti web parlano da sé, e la mente ora corre già all’edizione del prossimo anno.

    Info: www.rockmasterfestival.com

    Download immagini TV:

    www.broadcaster.it

    Classifica Rock Master – Duel:

    Maschile:

    1. Jakob Schubert (AUT); 2. Adam Ondra (CZE); 3. Mario Lechner (AUT); 4. Ramón Julian Puigblanque (ESP); 5. Jorg Verhoeven (NED)

    Femminile:

    1. Dinara Fakhritdinova 1992 (RUS); 2. Angela Eiter 1986 (AUT); 3. Evgenia Malamid 1987 (RUS); 4. Barbara Bacher 1982 (AUT); 5. Valery Kremer 1991 (ISR)

    Classifica Rock Master – Boulder:

    Maschile:

    1. Dmitrii Sharafutdinov (RUS); 2. Rustam Gelmanov (RUS); 3. Klemen Becan (SLO); 4. Jakob Schubert (AUT); 5. Lucas Preti (ITA)

    Femminile:

    1. Alex Puccio (USA); 2. Melissa Le Neve (FRA); 3. Katharina Saurwein (AUT); 4. Juliane Wurm (GER); 5. Olga Iakovleva (RUS)

  • Hieroglifs Translations Romania Aderisce a Policy Center for Roma e Minorities Charity che si Occupa di Aiutare i Bambini Poveri in Romania

    Gianluca Falco – Direttore di Hieroglifs Translations Romania – spera che la sua azione possa ispirare altri ad aiutare in questo modo i bambini poveri.

    Gianluca ha imparato molte cose giocando a basket. Cominciò quando aveva dieci anni e otto anni dopo giocava nelle Leghe minori italiane. Ma per lui non sono stati i successi professionali a fare la differenza, ma ciò che ha acquisito a livello personale – la capacità di imparare ad essere parte di una squadra, come far fronte ai problemi insieme, come aiutarsi l’uno l’altro e come rispettare coloro che giocano contro di te. Queste sono le capacità che Gianluca vuole insegnare ai bambini che incontrerà durante la parte essenziale del suo lavoro di carità. Si tratta che di capacità essenziali nella vita e allo stesso tempo aiuteranno colo che vogliono giocare a basket.

    Gianluca intende anche incoraggiare altri a farsi coinvolgere nell’opera di carità. È una buona idea pensare a dove e come aiutare i ragazzi. Togliere i ragazzi dalle strade e fornirgli la possibilità di divertirsi con un sport così come insegnargli queste capacità è essenziale. Soprattutto saranno in grado di giocare con un palla in un posto confortevole, in condizioni che precedentemente potevano solo sognare.

    Se volete essere d’aiuto e vi state chiedendo come, anche non avendo il tempo di aiutarli in maniera più diretta tramite l’allenamento sportivo, potete donare accessori lo pantaloncini, magliette, scarpe, palloni e canestri di diversa altezza per differenti età. Perfino se pensate di gettare via le vostre scarpe, potete invece donarle a Policy Center for Roma and Minorities charity.

  • MARCIALONGA RUNNING IN AZZURRO, A GUALDI E PATELLI L’EDIZIONE DEI DUE LUSTRI

    Giovanni Gualdi ha vinto la 10.a Marcialonga Running

    Nelle valli di Fiemme e Fassa (TN) successo “bis” per Eliana Patelli

    Bruno Debertolis ed Arianna Mazzel si aggiudicano la Combinata Punto3 Craft

    Assegnati anche i titoli iridati medici e odontoiatri a Masè e Boniolo

    Doveva essere l’ennesima Marcialonga Running all’insegna del Marocco, invece il sigillo sulla 10.a edizione della gara podistica trentina oggi lo ha messo il maratoneta delle Fiamme Gialle Giovanni Gualdi.

    Il bergamasco ha ipotecato la vittoria già poco dopo la metà gara, lasciandosi alle spalle l’italo-marocchino Said Boudalia dell’Atletica Biotekna Marcon e il vincitore di due anni fa Hicham El Barouki dell’Hyppodrom 99 Pontoglio, distaccati rispettivamente di 2’35’’ e 5’26’’.

    Vittoria meritata per il runner bergamasco, autore di ottimi intermedi e capace di chiudere in 1h19’25’’, andando così a polverizzare il record segnato da El Barouki nel 2010 (1h20’02’’), quando il percorso era di 25,5 km e non di 25,6 come in questa edizione.

    Il successo italiano (al maschile) mancava da tre anni alla Marcialonga Running ed è stato accompagnato, oggi, anche da una vittoria in azzurro al femminile, grazie ad Eliana Patelli (Atl. Valle Brembana), bergamasca pure lei, prima in 1h34’19’’.

    Per l’edizione dei due lustri si sono prenotati oltre 1.600 runners, stamattina il colpo d’occhio della partenza da Piaz de Sotegrava a Moena era d’assoluto impatto, uno spettacolo che è stato graziato anche dal tempo perché, dopo la pioggia caduta nella prima mattinata, i nuvoloni hanno taciuto per il resto della competizione.

    La gara è entrata nel vivo subito dopo lo start, quando il marocchino, ma bellunese d’adozione, Said Boudalia è partito alla guida del gruppo, lasciando ad inseguire Gualdi ed El Barouki. Dietro nel frattempo si andava formando un gruppetto di inseguitori eccellenti, tra cui ad esempio Giancarlo Simion, Tito Fiorenzo Tiberti ed Hermann Achmüller.

    Mentre Boudalia fendeva l’aria in avanscoperta, Gualdi era pronto a controllare il proprio distacco e, per tutta la prima metà di gara, il duo si dava battaglia a distanza, con El Barouki, attardato, a fare da terzo incomodo.

    Dopo circa 14 km dallo start, nei pressi di Ziano di Fiemme, Gualdi iniziava a tessere la trama perfetta della vittoria tentando, con successo, il sorpasso ai danni di Boudalia. Da quel momento in poi la Marcialonga Running era destinata a parlare italiano, Gualdi incrementava sempre di più il proprio vantaggio sull’italo-marocchino, mentre El Barouki viaggiava sempre in terza posizione.

    Al traguardo della mezza maratona, a Masi di Cavalese, il finanziere bergamasco transitava per primo dopo 1h03’14’’ di gara, vale a dire con circa 40’’ di vantaggio su Boudalia e quasi 3’ sul terzo, il marocchino El Barouki. Per gli altri lo svantaggio si era fatto ormai incolmabile, con Tiberti ad oltre 4’ da Gualdi, Simion e Pradetto a 5’, Conati, Omicini ed Achmüller in ritardo di circa 6’.

    Gualdi poteva così arrivare tutto solo a Cavalese, andando a tingere d’azzurro Viale Mendini e regalando una firma italiana che nell’albo d’oro maschile mancava dal 2009, quando vinse Massimo Leonardi. Il runner moenese era in gara anche oggi ed ha chiuso 11°, come da tradizione alla Marcialonga Running ha partecipato anche sua madre, Rosalia Zanoner, prima classificata nella categoria F55 e 17.a assoluta tra le donne, il podismo è insomma un fatto anche genetico…

    A 2’35 da Gualdi si è piazzato secondo un deluso ed arrabbiato Said Boudalia, mentre il vincitore del 2010 Hicham El Barouki ha chiuso terzo con un ritardo di 5’26. A completare gli arrivi una sfilata di illustri interpreti degli oltre 25 km odierni con, nell’ordine, Tiberti, Simion (quinto e primo trentino al traguardo), Pradetto, Achmüller e poi Omicini, Conati e Radoani.

    Interessante anche la gara femminile, il ruolo da protagonista lo ha giocato la bergamasca Eliana Patelli, memore del successo dello scorso anno e giunta a Cavalese appena un quarto d’ora dopo i colleghi maschi, pronta per essere incoronata dalla nuova Soreghina Arianna Iori e dal presidente del CO Alfredo Weiss. 1h34’19’’ il suo tempo, all’incirca un minuto in più rispetto a quello dello scorso settembre quando, però, il tracciato era leggermente ridotto.

    La Patelli è partita decisa fin dallo start ed ha fatto gara a sé, ad inseguire c’era inizialmente la padovana Giovanna Ricotta, riacciuffata a circa metà del tracciato dalla modenese Laura Ricci, terza lo scorso anno. La runner di Sassuolo è poi riuscita a conservare il proprio vantaggio e si è presentata al traguardo a 1’03 dalla Patelli, dopo di lei hanno concluso la prova Ricotta (terza a 2’26), l’iridata Monica Carlin, più a suo agio sulle lunghe distanze ed oggi quarta, e l’altra trentina Mirella Bergamo (quinta).

    Con la Marcialonga Running di oggi si è conclusa anche la Combinata Punto 3 Craft, i due leader Bruno Debertolis ed Arianna Mazzel si sono confermati i migliori, dunque anche quest’anno spetterà loro l’iscrizione premio alla Vasaloppet con tanto di viaggio in Svezia.

    Oggi si correva anche per il titolo di campione del mondo lunghe distanze per laureati in medicina ed odontoiatria, nel quale il trentino Elvio Masè e la vicentina Anna Boniolo hanno vestito i colori dell’iride, con la campionessa in carica Bianca Maria Bombagi in 2.a piazza.

    Nella mattinata si è svolta anche la Minirunning, che ha coinvolto un bel numero di giovanissimi corridori tra i 6 e i 12 anni.

    La Marcialonga ha così messo in bacheca l’ennesimo successo sportivo, tutto da gustare anche su Rai Sport 1 alle 22.40 di giovedì prossimo, ora gli organizzatori guardano al gennaio 2013, con il traguardo dei 40 anni della Marcialonga invernale.

    Info: www.marcialonga.it

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    www.broadcaster.it

    Classifica Marcialonga Running maschile

    1. Giovanni Gualdi G.A. Fiamme Gialle 1:19.25,7; 2. Said Boudalia Atl.Biotekna Marcon 1:22.01,2; 3. Hicham Elbarouki Hyppodrom 99 Pontoglio 1:24.52,2; 4. Tito Fiorenzo Tiberti Ginnastica Comense 1872 1:25.46,9; 5. Giancarlo Simion Atletica Silca Vittorio V.To 1:26.16,6; 6. Fabrizio Pradetto Atletica Silca Vittorio V.To 1:26.44,7; 7. Hermann Achmueller Sportverein Jenesien 1:27.09,8; 8. Paolo Omicini S.A. Valchiese 1:27.53,5; 9. Christian Conati Atl. Clarina Trento 1:28.43,3; 10. Juri Radoani S.A. Valchiese 1:28.49,1

    Classifica Marcialonga Running femminile

    1. Eliana Patelli Atl. Valle Brembana 1:34.19,6 ; 2. Laura Ricci Calcestruzzi Corradini Excels. 1:35.22,7; 3. Giovanna Ricotta G.P. Salcus 1:36.45,6; 4. Monica Carlin Brema Running Team 1:40.39,5; 5. Mirella Bergamo G.S. Valsugana Trentino 1:41.12,2; 6. Paola Dal Mas G.S.Quantin – Tratt.I°Novembre 1:41.14,6; 7. Marinella Curreli C.U.S. Sassari 1:43.21,6; 8. Cristina Tenaglia Atletica Trento Cmb 1:46.30,9; 9. Lara Torresani Atl. Valli Di Non E Sole 1:47.28,2; 10. Arianna Mazzel Atletica Fassa 08 1:48.16,0

    Classifica Camp.Medici e Odontoiatri – maschile:

    1. Elvio Masè S.A. Valchiese 1:39.17,6; 2. Gabriele Chersini Venezia Runners Atl.Murano 1:44.43,3; 3. Fabrizio Perotto A.S.D. Pam Mondovi’ 1:45.34,2

    Classifica Camp.Medici e Odontoiatri – femminile:

    1. Anna Boniolo G.S.Alpini Vicenza 1:54.58,8; 2. Bianca-Maria Bombagi Sport And Fitness Srl 1:56.33,0; 3. Margherita Nannini Pol. Pontelungo 2:00.41,5

    Dichiarazioni dei protagonisti:

    Giovanni Gualdi

    Grandissima giornata oggi, mi sentivo bene ed anche se Boudalia è partito meglio di me sono riuscito a raggiungerlo. Sono soddisfatto della prestazione ed anche del buon tempo segnato nella mezza, di buon auspicio per i miei prossimi impegni, primo tra tutti la Maratona di Berlino di fine mese.

    Dedico la vittoria alla mia famiglia ma anche a Mario Merelli (l’alpinista scomparso lo scorso gennaio, ndr), grande amico che mi ha insegnato molto.

    Eliana Patelli

    E due! L’obiettivo era quello del bis e sono riuscita a centrarlo. La Marcialonga Running è una gara che bisogna gestire bene per poter vincere, nei primi km in discesa meglio trattenersi e poi dare tutto nel finale.

    Dopo la “doppia” non può mancare la tripletta, dunque tornerò anche l’anno prossimo, anche perché amo molto questa competizione, sia per l’ottima organizzazione sia per i paesaggi unici.

    Sono molto soddisfatta e spero che questa vittoria, come accaduto l’anno scorso, mi porti fortuna per i prossimi impegni.

  • ITALIA SUPER VELOCE CON LEONARDO GONTERO, SPETTACOLO ANCHE IN PARETE LEAD AD ARCO (TN)

    Leonardo Gontero nella storia dell’arrampicata Speed

    Battuti i campioni russi, ucraini e cechi

    Puigblanque ed Eiter senza rivali con la corda

    Oggi Boulder e Duello a chiudere il Rock Master Festival

    Ad Arco si respira climbing da giorni con il Rock Master Festival 2012 e ieri il Climbing Stadium ha ospitato la Coppa del Mondo Speed e le prove Lead. La velocità e la difficoltà con i migliori atleti mondiali, e partendo dalla velocità, l’azzurro Leonardo Gontero si è messo al collo il primo oro di Coppa nella storia dell’arrampicata azzurra.

    Come detto, ad Arco in questi giorni si sono raccolte le massime cariche dell’universo climbing e il torinese di Susa ieri ha dimostrato al mondo che anche in Italia non si scherza a correre veloce in verticale. Dopo essersi liberato del non facile ostacolo francese Mawem agli ottavi di finale, Gontero si è trovato contro il gigante ceco Hroza, fino a ieri terzo in generale di CdM. Pronti via e a metà risalita un primo rombo da parte del pubblico: Hroza scivola, mentre Gontero vola in finale. Il Climbing Stadium è in festa, oro o argento che sia. Adesso c’è Sinitsyn però, un campione con la “C” maiuscola, uno che si è portato a casa tre coppe del mondo in carriera. La tensione è al massimo, l’azzurro e il russo volano verso il top e sembra abbia vinto l’italiano, ma c’è un problema, il cronometro non è scattato. Gara da ripetere. “Tenere la concentrazione Leo”, si sente dal pubblico, e Leo non tradisce. In 6”60 arriva a premere lo stop al cronometro, e questa volta non ci sono scusanti, il timing ha funzionato perfettamente. È oro.

    La gara femminile Speed è stata vinta dalla russa leader di Coppa del Mondo Alina Gaydamakina, davanti alle connazionali Levochkina e Titova, in una prova che le russe hanno dominato appieno, basti pensare che anche la quarta e la sesta classificata sono compagne di nazionale della vincitrice.

    Per quanto riguarda la gara lead, si è andati avanti fino a notte inoltrata, e i campioni del mondo in carica Ramon Julian Puigblanque ed Angela Eiter hanno dato prova delle loro capacità “mondiali” fin dalla prima scalata. Sono stati gli unici due a centrare il top nella gara “a vista” del mattino, che ha tenuto col naso all’insù anche un buon numero di tenaci spettatori, nonostante il meteo decisamente autunnale. Dopo la on-sight, è stata la volta della “lavorata” e i riflettori hanno illuminato a giorno l’arena trentina, dove subito si è messo in luce il russo Michail Chernikov, il quale con gran determinazione è salito oltre i tre quarti di via, prima di lasciarsi cadere nell’aria, consapevole di una prima posizione parziale non facile da scavalcare. Ci ha provato anche l’ottimo Silvio Reffo, ma a metà scalata si è dovuto arrendere ad un tracciato davvero insidioso e spettacolare in ogni passaggio. Dalla prova a vista del mattino, l’olandese Jorg Verhoeven ne era uscito quarto e fin dalle prime prese della lavorata è sembrato più che mai deciso a raggiungere quel top ancora inviolato fino a quel momento. Con agilità ed esperienza, il ventisettenne olandese ha riscaldato gli animi del pubblico, ma anche lui come Chernikov si è dovuto arrendere alla 48.ma presa. L’atmosfera già calda nel Climbing Stadium, si è infuocata all’uscita dell’austriaco vice campione del mondo Jakob Schubert e la memoria è immediatamente corsa alla sfida iridata 2011 contro Puigblanque che anche Schubert non ha certo dimenticato. Ecco allora la gara perfetta dell’atleta di Innsbruck che raggiunge il top con movimenti portentosi, quasi non facesse fatica, e il primo piazzamento provvisorio è suo, come il meritato posto a sedere nel “leader corner”.

    Adam Ondra, nonostante i suoi venti anni scarsi, ha chiuso quasi mille vie in falesia e da tempo ha conquistato i cuori di climbers e semplici appassionati. Quando attacca la prime due prese della finale Lead di Arco, il pubblico lo segue in religioso silenzio. Ogni movimento sembra la cosa più naturale possibile per il ceco, una risalita morbida e senza sbavature, che però si interrompe bruscamente quando l’allungo verso il 43° appiglio fallisce e Ondra torna a terra con le mani tra i capelli. A quel punto rimane solo “Ramonet”, il campionissimo da anni ai vertici assoluti dell’arrampicata con corda. Presa dopo presa, senza esitazioni e sospinto dal pubblico che lo conosce bene ormai, lo spagnolo non fallisce e raggiunto il top saluta Arco dall’alto della parete trentina, con un grande sorriso sulle labbra.

    L’austriaca Angela Eiter non ha forse bisogno di grandi presentazioni, il titolo mondiale vinto lo scorso anno ad Arco parla da sé e ieri la Eiter è stata la sola in grado di raggiungere il top, ricalcando la straordinaria prova del mattino e mostrando al mondo di essere la numero uno. Sia la connazionale Schranz che la russa Malamid ci hanno provato, sono salite a pochissimo dalla cima, anche la campionessa italiana Jenny Lavarda ha impressionato per l’ottima prova (4.a alla fine), ma come l’austriaca non è riuscita a fare proprio nessuno.

    Sfogliando il programma di oggi, il Climbing Stadium si veste a festa con gli specialisti dei massi in parete durante tutta la mattinata. A partire dalle 8 si possono ammirare i boulderisti in ricognizione per alcune ore. La gara vera e propria scatterà alle 14 e le prime saranno le donne, seguite dalla prova maschile alle 17. Sempre nel pomeriggio, alle 15.40, lo stadio di Arco ospiterà la gara regina del Rock Master, il Duello, che quest’anno giunge alla 26.a edizione di sempre. Si tratta di una competizione di difficoltà in parallelo, dove la tecnica e l’intensità agonistica proprie della disciplina Lead si mescolano a destrezza e velocità. Occorre raggiungere il top prima dell’avversario che “corre” di fronte. Quasi inutile aggiungere che lo spettacolo sarà assicurato.

    Info: www.rockmasterfestival.it

    Download immagini TV:

    www.broadcaster.it

    Classifica finale Speed:

    Maschile:

    1. Leonardo Gontero (ITA); 2. Sergei Sinitcyn (RUS); 3. Libor Hroza (CZE); 4. Stanislav Kokorin (RUS); 5. Jedrzej Komosinski (POL)

    Femminile:

    1. Alina Gaydamakina (RUS); 2. Yuliya Levochkina (RUS); 3. Natalia Titova (RUS); 4. Kseniya Polekhina (RUS); 5. Monika Prokopiuk (POL)

    Classifica finale Lead:

    Maschile:

    1. Ramón Julian Puigblanque (ESP); 2. Jakob Schubert (AUT); 3. Jorg Verhoeven (NED); 4. Mikhail Chernikov (RUS); 5. Adam Ondra (CZE)

    Femminile:

    1. Angela Eiter 1986 (AUT); 2. Christine Schranz 1988 (AUT); 3. Evgenia Malamid 1987 (RUS); 4. Jenny Lavarda 1984 (ITA); 5. Barbara Bacher 1982 (AUT)

  • SERATA CON LE STELLE DI ARCO ROCK LEGENDS, ARCO (TN) PREMIA ANNA STÖHR E SASHA DIGIULIAN

    Rock Master Festival premia i top climbers nella serata di Arco Rock Legends

    Consegnati ieri al Casinò di Arco (TN) il Salewa Rock Award e il La Sportiva Competition Award

    Due atlete conquistano i “trofei”, Anna Stöhr (AUT) e Sasha DiGiulian (USA)

    Al tedesco Stefan Glowacz è spettato il Climbing Ambassador by Aquafil

    Ieri il Casinò di Arco (TN) ha ospitato un appuntamento ormai tradizionale nell’ambito del Rock Master, quello di Arco Rock Legends.

    La serata, ribattezzata “notte degli Oscar”, fin dal 2006 premia gli atleti maggiormente rappresentativi dell’annata mondiale in parete, sia naturale sia artificiale, si tratta dunque di un evento entrato nella storia della località altogardesana e, dunque, inserito di diritto anche nel programma di questo primo Rock Master Festival, in chiusura tra oggi e domani con il 26° Rock Master.

    Erano otto i top climbers mondiali in lizza per i due riconoscimenti, Sasha DiGiulian (USA), Dave Graham (USA), Adam Ondra (CZE), Iker Pou (ESP), Daniel Woods (USA) per il Salewa Rock Award che premia le performance su roccia, e Kilian Fischhuber (AUT), Jakob Schubert (AUT) e Anna Stöhr (AUT) per il La Sportiva Competition Award, destinato agli atleti più rappresentativi nelle competizioni di arrampicata sportiva.

    Un posto nella storia se lo sono ritagliato proprio le uniche due donne in corsa, l’austriaca Anna Stöhr e la statunitense Sasha DiGiulian, alle quali la giuria internazionale, composta da giornalisti di ventuno riviste e portali web specializzati e presieduta dal regista RAI Giorgio Balducci, ha deciso di assegnare i due premi, dopo una lunga consultazione.

    Anna Stöhr è la campionessa del mondo boulder in carica, l’oro lo ha ricevuto proprio ad Arco lo scorso anno quando vinse anche la sua seconda Coppa del Mondo di specialità, in un’annata da incorniciare che le è valsa il La Sportiva Competition Award. Proprio grazie al suo importante curriculum, l’austriaca ha battuto la concorrenza dei due connazionali Fischhuber, altro fuoriclasse del boulder e attualmente 2° nel ranking mondiale della disciplina, e Schubert, primo nel ranking mondiale lead e vicecampione del mondo di Arco 2011.

    A sbaragliare l’eccellente concorrenza per il Salewa Rock Award ci ha pensato invece l’americana Sasha DiGiulian, 19 anni appena, ma già capace di stupire gli esperti mondiali. La giovane atleta della Virginia si è imposta non solo nelle competizioni, come dimostra l’argento conquistato ad Arco l’estate passata, ma anche nell’arrampicata su parete naturale, settore nel quale vanta due 9a lavorati e un 8b+ a vista.

    Significative le motivazioni per le quali le due atlete hanno ricevuto i premi, nel caso della Stöhr “per la forza, la passione e la gioia che riesce ad esprimere in ogni competizione. Un esempio per tutti, non solo per i risultati assoluti ottenuti ma anche per lo stile”.

    La DiGiulian ha invece ottenuto il riconoscimento “perché ha saputo spingere in avanti i confini dell’arrampicata sportiva dimostrando ancora una volta che occorre sognare gli orizzonti più lontani per vivere il futuro”.

    Prima delle due fuoriclasse del panorama verticale, un doppio successo femminile c’era stato solo nel 2006, anno della prima edizione di Arco Rock Legends, quando le luci dei riflettori erano state tutte per Angela Eiter e Josune Bereziartu.

    A tenere sotto la propria “ala” le due vincitrici c’era un ospite speciale, il tedesco Stefan Glowacz, già vincitore in passato del Rock Master, compresa la prima edizione del 1987. Proprio per le sue performance e per il ruolo di esempio sportivo rivestito in questi anni, a Glowacz è andato il premio Climbing Ambassador by Aquafil. “Ho uno splendido ricordo di Arco e del Rock Master”, ha detto Glowacz. “In ogni occasione ho trovato un’ottima accoglienza da parte di tutti e un clima di festa al quale ho preso parte sempre con grande entusiasmo. Si sa che in Italia si mangia e si beve decisamente bene.”

    Sul palco degli Arco Rock Legends è salita anche l’azzurra Jenny Lavarda, che ha ricevuto una targa di merito per la sua 15.a presenza al Rock Master dal presidente dell’SSD Arrampicata Sportiva Arco, Albino Marchi. Marchi ha voluto anche sottolineare come il Comune di Arco sia da sempre parte integrante del team organizzativo dell’evento trentino.

    Oggi è il giorno delle gare di velocità (Coppa del Mondo Speed con le qualifiche e la fase finale prevista alle 19,30) e di difficoltà (semifinali a vista alle 12,30 e lavorata alle 20,30). Il Rock Master 2012 ha ufficialmente aperto i battenti.

    Info: www.rockmasterfestival.com

  • ALLA MARCIALONGA RUNNING TORNA EL BAROUKI, DOMENICA IN GARA ANCHE BOUDALIA

    Il marocchino El Barouki torna alla Marcialonga Running dopo la vittoria nel 2010

    Domenica in Trentino ci sarà anche Said Boudalia, sfida annunciata per la 10.a edizione

    Gli iscritti sono quasi 1.600, il conteggio delle rappresentative nazionali è salito a 19

    La gara è valida anche come Campionato del Mondo per medici e odontoiatri

    Ormai è una tradizione, a pochi giorni dal via la lista di partenza della Marcialonga Running si arricchisce dei nomi di atleti decisamente favoriti, spesso in arrivo dal continente africano.

    Non fa differenza questa 10.a edizione, in programma domenica 2 settembre a Moena (TN), per la quale in queste ultime ore ha confermato la propria partecipazione anche il marocchino Hicham El Barouki, fuoriclasse del podismo che nella propria bacheca vanta già una vittoria alla Marcialonga Running 2010, oltre al terzo posto nel 2009.

    A contendergli il ruolo di protagonista domenica ci sarà un altro atleta di origine marocchina, ma ormai cittadino italiano, Said Boudalia, vincitore della Belluno-Feltre, della svizzera Sommerlauf di 26 km, distanza dunque vicina a quella della Marcialonga Running, successi cui si aggiungono molti altri risultati internazionali di spicco.

    Per la sua prima volta alla gara trentina Said Boudalia si augura chiaramente una bella vittoria, inutile dire che l’obiettivo del marocchino El Barouki sarà lo stesso, e cioè di far fruttare la trasferta nelle valli di Fiemme e Fassa andando a centrare il bis, dopo il sigillo di due anni fa.

    Nel suo nutrito palmarès El Barouki vanta anche le vittorie della 30 km di Torino, della Maratona di Messina e della Cortina Dobbiaco (sempre di 30 km), il sigillo su quest’ultima lo ha messo nel 2011 in compagnia di Eliana Patelli, vincitrice della Marcialonga Running lo scorso anno e confermata al via anche domenica.

    I corridori da tenere d’occhio sono comunque parecchi, la gara maschile annuncia tra i favoriti pure Hermann Achmüller, Giancarlo Simion, Giovanni Gualdi, il vincitore 2009 Massimo Leonardi e il ceco Pavel Brydl.

    Oltre alla citata Patelli, nella gara femminile sarà in lizza la plurimedagliata mondiale dell’ultramaratona Monica Carlin, a caccia della terza vittoria all’appuntamento trentino, cui si aggiunge un’altra atleta inserita nell’albo d’oro della Marcialonga Running, Marinella Curreli. E proprio questo pomeriggio si è aggiunta anche Mirella Bergamo, da inserire giustamente tra le favorite.

    Ad indossare le scarpette ci sarà poi Gueorgui Kadykov, membro della Federazione russa di sci, oltre ad un gruppetto di fuoriclasse degli sport invernali, tra cui i fondisti Veronica De Martin Pinter, Ivan Debertolis e il ceco Tomas Jakoubek, mentre l’annunciato Fulvio Scola sarà assente per via di un infortunio.

    Le iscrizioni proseguono fino a domani, nel frattempo il contatore è salito quasi a 1.600, grazie al Marocco di Hicham El Barouki sono aumentate anche le delegazioni nazionali ed ora si parla di 19 Paesi rappresentati.

    Tante le sfide nella sfida, domenica si concluderà anche la Combinata Punto 3 Craft, che dopo le prime due prove andate in scena con la Marcialonga di sci di fondo e la Marcialonga Cycling Craft è guidata da Bruno Debertolis ed Arianna Mazzel, inoltre l’appuntamento podistico sarà valido come prova unica del Campionato del Mondo per medici ed odontoiatri.

    Anche i giovani appassionati di corsa tra i 6 e i 12 anni avranno il loro spazio speciale, grazie alla Minirunning di 600 metri, in programma alle 10.00 del mattino di domenica a Cavalese, in zona arrivo.

    La partenza della 10.a Marcialonga Running è invece fissata per le 9.30, lo start sarà come da tradizione in Piaz De Sotegrava a Moena, da dove si scenderà verso la Val di Fiemme con passaggi per Predazzo, Ziano, Panchià, Lago di Tesero, Masi (traguardo della mezza maratona), per arrivare infine al finish di Cavalese, dove i primi sono attesi attorno alle 10.45.

    Uno spettacolo tutto da seguire, per il quale è anche annunciata la messa in onda su Rai Sport 1, alle 22.40 di giovedì 6 settembre.

    Info: www.marcialonga.it