Categoria: Salute e Medicina

  • Il Benessere interiore con la Mente del Cuore

    Imparare a gestire le proprie emozioni, tirare fuori il proprio potenziale e vivere in armonia con tutte le situazioni della vita si può: è una questione di controllo e di acquisizione di consapevolezza di sé.

    La Mente del Cuore può darti una mano a fare tutto questo e a raggiungere il benessere e la soddisfazione che meriti. Visitando il blog, troverai tanti articoli interessanti pieni di suggerimenti per iniziare un percorso nuovo di autocoscienza e di liberazione del tuo “io”.

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  • Quando la parrucca va di moda…

    Indossare un parrucca al giorno d’oggi si carica di significati molto diversi rispetto al passato. Senza ripercorrere una sorta di storia della parrucca, possiamo affermare come oggi, indossarla, stia a significare molto in generale avere delle problematiche legate allo stato di salute dei propri capelli o di se stessi.

    Persona afflitte da alopecia, calvizie, coloro che si sottopongono a chemioterapia, ricorrono a tale accessorio per ridare vigore alla propria personalità, interagire più efficacemente con gli altri, donare splendore al proprio volto . Tempo fa, non era affatto così. Basti pensare che negli anni ’70 e ’80 la parrucca diventa un accessorio di moda indispensabile, presente sul comò di ogni donna e molto utilizzato e richiesto soprattutto dall’universo femminile: spesso ricorrere a tinture, cambiamenti di taglio e look, richiedeva tempo e denaro; in più, non tutte le giovani erano disponibili al cambiamento, come d’altronde accade ancora oggi.

    Per superare tali problematiche, si ricorreva ad un accessorio in grado di impreziosire il volto, risolvere senza troppa fatica un cambio di capigliatura o di acconciatura e di donare un tocco in più a serate e feste. Una donna su tre tra gli anni ’70 e’80 possedeva almeno un parrucca e ciò per dimostrare quanto fossero di moda. Supermercati, grandi magazzini, parrucchieri e non soltanto fornitori specifici vendevano parrucche di ogni qualità.

    Esistevano diverse tipologie di parrucche, da quelle naturali, le quali potevano subire trattamenti, quali tinture e messe in piega oppure sintetiche, la cui chioma non poteva essere sottoposta a trattamenti di alcun genere. Non solo le donne, ma anche gli uomini sembravano essere affascinati dalle parrucche. Basti pensare alla moda maschile del momento: capelli lunghi, ben oltre le spalle, simbolo di un determinato atteggiamento di porsi nei confronti della società .

    Un buona parrucca, con capigliatura ben folta, poteva ribadire ideali ben precisi: segno di protesta, nei confronti della cultura tradizionale e dell’indottrinamento militare.

  • Medici e farmacisti: a che punto siamo con i social network?


    Camicinrete, il social network italiano per medici di tutte le specialità, odontoiatri e farmacisti, ha lanciato nelle scorse settimane un sondaggio per testare il polso riguardo l’utilizzo che gli esperti del campo sanitario (medici, odontoiatri e farmacisti) fanno dei social network, con particolare riguardo al loro.

    A testimonianza del grande interesse che questo argomento suscita, la partecipazione è stata molto elevata: più di 1.100 utenti hanno infatti risposto, anche se non direttamente iscritti al social network Camicinrete. La fotografia della situazione è quindi piuttosto realistica, data la numerosità del campione.

    E quindi? Cosa è emerso?

    Per gli utenti registrati a Camicinrete, in generale sono la curiosità e la volontà di aggiornamento i driver principali che hanno fatto avvicinare i medici a un social network come Camicinrete.

    Ciò che emerge in maniera chiara e inequivocabile, tuttavia, è la mancanza di tempo da dedicare a questo tipo di attività, in generale: spesso anche i social network più affermati, come Facebook, sono piuttosto trascurati dalla categoria, sebbene gli intervistati si avvalgano quotidianamente del supporto della Rete e di Internet, sia per motivi di lavoro, sia per motivi extralavorativi. Tuttavia più della metà del campione è entrato nuovamente in Camicinrete dopo il primo accesso, dimostrando dunque un certo interesse verso il progetto, nonostante la generale penuria di tempo a disposizione.

    Un altro dato interessante è la “timidezza” dichiarata: più dell’80% infatti ammette di non partecipare attivamente, ma di essere più orientato a “curiosare”, per così dire, osservando quello che fanno gli altri.

    Osservando il sondaggio scopriamo che al 63% piace l’idea di condividere sui social, in particolare le esperienze lavorative, e confrontarsi con i colleghi. Il 54% non usa Facebook; il 17% lo usa per scopi lavorativi e il restante vi accede per motivi extralavorativi.

    Ad ogni modo l’idea di poter condividere esperienze cliniche interessa molto, così come la possibilità di confrontarsi sulle problematiche legate alla sfera sindacale e legale della professione, temi molto caldi e discussi in questi ultimi tempi.

    E i non registrati a Camicinrete?

    A parte i pochi non interessati in toto allo strumento social network, in generale gli intervistati sono aperti e interessati alla possibilità di condividere informazioni ed esperienze con altri colleghi e sarebbero felici di farlo, anche non necessariamente per motivi esclusivamente professionali.

    L’88% utilizza Internet regolarmente per lavoro; ma relativamente al nostro social network, il 56% non conosce Camicinrete; al 5% non interessa mentre per il 39% la mancanza di tempo impedisce di approfondire il contenuto.


    Nonostante il poco tempo a disposizione Camicinrete sembra quindi rappresentare uno strumento di certo e sicuro interesse per la categoria; infatti solo il 17% non sarebbe disposto a dedicare tempo a un social network dedicato.

    Resta quindi da combattere la timidezza degli utenti a esporsi.

  • Lorenzin: “Non facciamo come i maschi”

    ROMA – Questo è un otto marzo che vede otto donne sulla poltrona di ministro. Le mimose in natura sono quasi tutte appassite prima del tempo, per questioni climatiche, ma l’aria che tira, secondo Beatrice Lorenzin, responsabile del dicastero della Sanità, (unica sopravvissuta, in quota Alfano, del precedente governo Letta), è un’aria carica di promesse: “Nonostante la crisi, può essere il tempo delle donne, perché si affermino come persone e, contemporaneamente, impongano, senza omologarsi, il valore di una differenza”. Non è esattamente un linguaggio femminista classico ma Lorenzin, femminista, non lo è mai stata: “Nella mia famiglia ho avuto figure di riferimento femminili molto forti, questo sì. Le mie nonne mi hanno insegnato due cose preziose: la dignità del lavoro e il rispetto che uno deve a se stesso in quanto persona”.

    Ministro, la società italiana è fragile e ancor più lo sono le donne. Ad una ventenne di oggi cosa direbbe?
    “Direi che ogni generazione deve assumersi le proprie responsabilità, farsi carico del proprio tempo. Bisogna scommettere sul futuro nel contesto dato. Mio padre e mia nonna, da esuli di Pola, hanno dovuto ricostruirsi una vita dalle macerie, senza voltarsi indietro, senza piangersi addosso. Alle ragazze – ma anche ai ragazzi di oggi – dico che c’è un linguaggio della dignità da esercitare, che il rapporto tra i sessi va coltivato. Dal rispetto delle reciproche differenze nasce il maggior antidoto alle violenze verso le donne. Leggiamo di stupri, di mercificazioni del corpo femminile ma va detto che, per fortuna, c’è anche dell’altro. Ci sono donne, di cui si parla poco, che si affermano nel campo della ricerca, che diventano protagoniste in politica…”.

    La sensazione è che gli otto ministri donne, indubbiamente un’immagine positiva di evoluzione dei costumi italiani, finiscano però per essere ancora una bandiera maschile. Per dire: nel mio governo sono otto, tu ne avevi solo sette…
    “Intanto prendiamoceli questi spazi! Io sono per la politica dei piccoli passi. Insieme a Sesa Amici abbiamo lavorato per ottenere la norma sulla doppia opzione di preferenza. Ad alcune sembrava troppo poco, si lamentavano. Però così si va avanti. Usiamo i nostri ruoli, facciamolo con sensibilità femminile, senza snaturarci, per fare cose migliori e non uguali ai colleghi maschi. E da lì aiutiamo l’ascesa di altre donne, sempre in modo meritocratico, però”.

    Lei è l’unica ministra sopravvissuta del governo Letta. Dà l’idea di essere piuttosto resistente. Qual è il segreto?
    “Dica pure che sono una masochista. Ho sempre messo la politica davanti a tutto. Ma è un prezzo che non bisognerebbe pagare. Non è giusto, è snaturante, non va bene”.

    Perché nel giorno del giuramento del nuovo governo le cronache si sono occupate dei vostri tacchi, dei tailleur, del taglio dei capelli?
    “Ecco: questa è la dimostrazione che c’è ancora molta strada da fare, che la battaglia culturale non è finita. Perché nessuno si è occupato degli abiti da cerimonia dei miei colleghi?”.

    Come ha fatto ad avere come leader Berlusconi, non proprio un esempio di considerazione per il mondo femminile?
    “Assieme a Nunzia De Girolamo sono socio fondatore di un altro partito, il Nuovo Centro Destra. Questo è il mio presente. Quanto al mio passato, mai nessuno mi ha fatto avances forse perché la mia risposta sarebbe stata pesante. Comunque in giro c’è sempre chi è propenso a farle e a riceverle”.

    Il suo ministero tocca la vita delle persone. Molte sono state le donne che l’hanno guidato. C’è una differenza di sensibilità, una cifra che distingue l’approccio di un genere rispetto ad un altro su tematiche, anche drammatiche, come, ad esempio, il caso Stamina?
    “Anselmi, Garavaglia, Bindi, Turco: tutte hanno lasciato un segno. Tutti ministri politici – e sottolineo politici – donne. Per me questo incarico è diventato una cosa forte: mi commuovo, sto male, mi arrabbio. La Bindi è passata attraverso il caso Di Bella, io sono alle prese con Stamina. Ci vuole compassione ma anche fermezza”.

    Da cosa deriva la sua fama di tosta?
    “Vengo da una famiglia di donne forti, autonome e indipendenti. Donne semplici come mia nonna Emilia, istriana di Medolino, sfuggita alle foibe. Di quel dramma parlava pochissimo, fu sempre anticomunista. L’altra nonna, Corrada, è stata invece un’attivista comunista, sempre in giro a distribuire l’Unità. Le potrei citare anche zia Olga, partigiana, tessera del Pci fino all’invasione dell’Ungheria e poi, insieme alle altre sorelle, convertita al socialismo. Donne che hanno lavorato, fatto le casalinghe, hanno vissuto più di una vita, cadute in disgrazia, rinate, sempre con il sorriso”.

    Che cosa le hanno insegnato?
    Il valore della dignità, sia sul lavoro, sia nella scelta, altrettanto dignitosa, di occuparsi solo dei figli. E poi l’autostima. Avevo 4 anni è già sapevo che mi dovevo rispettare come persona”.

    Fonte Articolo

  • Arsenico e sostanze pericolose nell’acqua resa pura da oltre 87 decreti ministeriali in 13 anni !!

    Arsenico e sostanze pericolose nell’acqua resa pura da oltre 87 decreti ministeriali in 13 anni !!

    Sono 13 le regioni che hanno, negli ultimi anni, ottenuto deroghe alla potabilità dell’acqua (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) oltre le province autonome di Bolzano e Trento su un totale di 13 parametri : arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio. Quasi sono e quali saranno le conseguenze per la salute della cittadinanza ?

    Leggi il seguito del comunicato qui -> http://goo.gl/aTXqrj

  • MONDO DONNA Gravidanza e parto: paure, fantasie Mercoledì 12 marzo, ore 17.00

    La gravidanza e il parto, il più grande miracolo della natura, suscitano in ogni donna sentimenti molto contrastanti: gioia, attesa, paura del parto, insicurezze di varia natura. Il prossimo incontro di MONDO DONNA alla Clinica Mediterranea di Napoli Mercoledi 12 marzo dalle ore 17,00, esplorerà le complesse dinamiche psicologiche ed emotive della donna in gravidanza chiarendone aspetti fisiologici e rischi patologici. All’incontro intervengono: Caterina Arcidiacono, coordinatrice del Dottorato degli studi di genere; Roberta Gaeta, assessore al Welfare – Comune di Napoli; Ciro Guarino, resp. U.O. Ginecologia e ostetricia – Clinica Mediterranea S.p.A.; Flaminia Trapani, psicologa psicoterapeuta associazione Pianoterra Onlus; Eva Trifuoggi, psicoterapeuta età evolutiva e gruppi – dirigente psicologa A.S.L. NA1 UOCMI. Modera Cigala, giornalista de Il Denaro.

    L’incontro rientra nel calendario Mondo Donna, l’iniziativa dedicata ai grandi temi dell’universo femminile, promossa da Clinica Mediterranea col patrocinio morale di Regione Campania, Comune di Napoli, Arsan, Ufficio scolastico regionale per la Campania Miur, Unione degli Industriali di Napoli, Osservatorio Italiano di Vittimologia, Asl Napoli 1 Centro. Mondo Donna Nasce nel 2012 da un’idea di Celeste Condorelli, Amministratore Delegato della Clinica Mediterranea S.p.a., come naturale conseguenza dell’inaugurazione del “Nido per tre” (la prima sala parto familiare del centro sud Italia con una vasca per partorire in acqua e un letto speciale per condividere, padre e madre insieme, il momento del parto e le prime ore di vita del neonato) e con l’obiettivo di comprendere fenomeni sociali e culturali del mondo contemporaneo e informare le donne favorendo scelte consapevoli per la gestione di piccoli e grandi problemi di tutti i giorni.

    Sala Convegni G. Zannini – Clinica Mediterranea -in via Orazio 2, info 081 7259111; mondo[email protected]

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  • Come disintossicarsi dal crack

    Comprendere come disintossicarsi dal crack è di fondamentale importanza per aiutare una persona a liberarsi dalla schiavitù imposta da questa sostanza e permetterle di tornare a condurre un’esistenza serena.

    Riuscire in questo intento, spesso, non è cosa facile poichè c’è chi ritiene che per farlo basti non farne uso per un certo periodo di tempo e permettere all’organismo di abituarsi all’assenza di crack, anche psicologicamente.

    Purtroppo non è così semplice perchè nello sforzo di capire come disintossicarsi dal crack, la persona spesso si lancia in tentativi fai-da-te che possono essere più deleteri che altro, soprattutto quando ci si appoggia a farmaci senza alcun tipo di supervisione medica.

    La soluzione migliore per affrontare e risolvere questo tipo di dipendenza è quella di farsi aiutare, come disintossicarsi dal crack presso un centro specializzato nel recupero da questa sostanza.

    Uno di questi, che nel corso degli anni si è attestato come un punto di riferimento, è il Centro Narconon Gabbianoche si occupa di consegnare un completo programma di recupero che, senza farmaci, permette di sperimentare sulla propria pelle come disintossicarsi dal crack non sia solamente qualcosa di puramente fisico, ma abbia tanto a che fare con vari meccanismi psicologici che devono essere smontati.

    Lo scopo è quello di permettere ad una persona di liberarsi dalla dipendenza da crack da ogni aspetto della propria vita, a partire da tutte quelle motivazioni per cui, in passato, ha iniziato a fare uso di droga e che, col tempo, l’hanno resa dipendente dal crack, contribuendo a peggiorare una condizione di disagio che non è stata mai risolta.

    L’intero percorso di recupero consente di comprendere come disintossicarsi dal crack già dai primi giorni, durante i quali la persona viene aiutata a superare gli eventuali sintomi, fisici e psicologici, dell’astinenza grazie all’assunzione di prodotti naturali (vitamine e calmanti a base di calcio e magnesio).

    Successivamente, per mezzo di specifiche saune disintossicanti, la persona va a ripulire l’organismo da tutti i residui di crack, altre droghe o sostanze nocive, che aiutano a ridurre il desiderio di continuare a fare uso di droga e ne limitano il rischio di ricadute.

    Infine, grazie a dei corsi di riabilitazione, la persona arriva a rendersi conto come disintossicarsi dal crack richieda doversi confrontare con tutte quelle debolezze e quelle incertezze che, nel corso della vita, l’hanno resa fragile ed esposta a situazioni difficili da gestire.

    Così facendo la persona andrà a riprendere piena facoltà di controllo sulle proprie scelte, sui propri valori morali e ritroverà in sè quel senso di responsabilità che le consentirà di agire soltanto in direzione del proprio, e altrui, benessere.

    Per avere ulteriori informazioni chiama il Numero Verde Gratuito 800 178 796 – Attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7

  • Emorroidi, rimedi per curarle in casa. Parola di nonna.

    Le emorroidi consistono nell\\\’infiammazione di piccole vene situate all\\\’interno del retto o in prossimità dell\\\’ano. Emorroidi e rimedi: un binomio che ricorre praticamente sempre per chi soffre di questo male. Impossibile continuare a vivere regolarmente. Quando le emorroidi compaiono per la prima volta nel soggetto si tende a minimizzare l\\\’accaduto. Questo implica che si continua a perseverare in alimentazioni errate che alla lunga peggiorano lo stato delle emorroidi. Rimedi quindi al più presto. Questa la parola d\\\’ordine e come spesso accade nella vita, dove non arriva la medicina attraverso creme o medicinali per le emorroidi, arriva la nonna, sempre di moda quando si tratta di rimedi naturali. Abbiamo cercato di riassumere quindi i 10 più efficaci rimedi per emorroidi consigliati dalla nonna. 10 cure naturali senza fronzoli che permettono in un modo o nell\\\’altro di contrastare i dolori delle emorroidi, rappresentando rimedi validi contro questa temibile infiammazione, prima che possa degenerare in qualcosa di ancor più terribile.
    Le cause delle emorroidi dipendono da svariati fattori, ma fondamentalmente vengono catalogate in due tipologie: quelle interne, che si annidano all\\\’interno dell\\\’ano e quelle di tipo esterno che si estendo anche fuori dall\\\’orifizio anale, divenendo ancor più visibili.
    Le cause delle emorroidi più diffuse sono: la stitichezza cronica, l\\\’obesità, l\\\’allergia a determinati alimenti e lo stare in piedi per periodi eccessivamente prolungati.
    Il legame invece emorroidi-gravidanza

  • DDG E&B: il punto di riferimento per coloro che desiderano rilassare e rigenerare corpo, mente e spirito attraverso il riequilibrio energetico.

    TORINO, 28 FEBBRAIO 2014 – www.ddgenergiaebenessere.it

    DDG Energia&Benessere nasce nel 2011 esclusivamente dedicato ai trattamenti di Riflessologia Plantare. All’interno del centro e’ attualmente possibile usufruire di altre tecniche bioenergetiche come la Moxa e la Coppettazione.

    DDG Energia&Benessere e’ orientato alla diffusione di trattamenti derivanti dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ed orientale che offrono un approccio tanto antico quanto innovativo.
    In particolare i trattamenti proposti sono in grado di definire un itinerario di riequilibrio energetico che e’ alla base del benessere psicofisico di ogni persona.

    La persona secondo la filosofia che abbracciamo e’ intesa nella sua globalita’. Il corpo, la mente e le emozioni di un individuo vengono interpretati come un’unita’ inseparabile, nella quale ogni aspetto ed esperienza influenza gli altri.

    Punto di riferimento per coloro che desiderano rilassare e rigenerare corpo, mente e spirito attraverso il riequilibrio energetico. Con noi potrai a concederti una pausa a sostegno del tuo equilibrio psico-fisico in un ambiente semplice, rilassante e confortevole.

    Affidati alle sapienti mani di uno staff preparato e professionale, ti aiuteremo a recuperare e mantenere lo stato di salute e di benessere della tua persona.

    Riequilibrare l’insieme della persona anziche’ curare il sintomo o la malattia e’ il principio su cui si basano le discipline olistiche.