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La Dott.ssa Cazzaniga esercita a Milano presso il suo studio ed è specializzata in terapia di coppia, durante l’esercizio della sua professione, incontra diversi casi in cui si verifica la canonica pausa di riflessione, argomento di interesse per parecchi, già colpiti dall’evento e per quanti altri, potrebbero verificarlo di persona.
Psicologo Milano è la ricerca che si può effettuare in rete per trovare le informazioni pubblicate nel sito della Dott.ssa che di seguito riporta i seguenti consigli:
Quando vi è un legame tra due persone anche da lungo tempo ed una di esse chiede di interrompere momentaneamente il rapporto perchè si sente confuso e vuole comprendere quali sono realmente i suoi sentimenti verso l’altro, anche quando l’altra persona avrebbe evitato di farlo, sarebbe invece opportuno che si prendesse questa pausa per riflettere in modo analogo.
Infatti durante una pausa che eviti qualsiasi tipo di contatto tra le parti si riesce in entrambi i casi a rimanere in contatto con il proprio intimoi, senza nessun appoggio del partner, questo facilita la comprensione di quali sono le reali motivazioni che tengono unita la coppia, comunicando comunque a priori al proprio partner di comportarsi veramente in modo sincero, dichiarando ognuno i propri timori.
Lo psicologo durante i casi analizzati a Milano, può sostenere che in questi frangenti, bisogna cercare di lasciarsi andare, incominciare qualche attività nuova, uscire, divertirsi, perchè nel caso dovesse realmente cessare il rapporto, si stà già ripartendo verso nuovi obiettivi, mentre nel caso la pausa aiuterà la riconciliazione, le basi saranno maggiormente solide.
In questa situazione si prende le distanze dalla routine e ci si mette in gioco, si mette in discussione anche la persona che non avrebbe voluto accettare il distacco la quale dovrebbe evitare di dare tutto per scontato, l’occasione è propizia per capire quali sono i veri sentimenti che si provano.
Studiopsicologomilano.it con le sue pagine rinnovate di recente è il luogo virtuale dove approfondire questo argomento, oppure trovare tematiche complementari ed affini per una valida introduzione a questo complesso mondo che può essere compreso più facilmente tramite l’ausilio di un professionista.
Disponibile in Italia Reveal LINQ il più piccolo monitor cardiaco iniettabile sottocute. Molto più piccolo di una pila alcalina ministilo, è in grado di monitorare il cuore del paziente per tre anni, inviando da remoto i dati ECG del paziente al medico per diagnosticare correttamente l’aritmia e adottare la soluzione terapeutica più adatta. Reveal LINQ, iniettato sottocute con una siringa, rivoluziona il monitoraggio cardiaco migliorando la diagnosi per alcune delle patologie più pericolose e difficili da riconoscere quali la sincope e la fibrillazione atriale.

Milano, 14 Febbraio 2014 – E’ molto più piccolo di una pila alcalina ministilo ma è in grado di monitorare il cuore del paziente per tre anni. Si tratta del Reveal LINQ, il più piccolo monitor cardiaco impiantabile che, iniettato sottocute con una siringa, rivoluziona il monitoraggio cardiaco migliorando la diagnosi per alcune delle patologie più pericolose e difficili da riconoscere quali la sincope e la fibrillazione atriale.
I primi impianti in Italia di questo innovativo sistema, che ha da poco ottenuto l’autorizzazione CE alla commercializzazione in Europa, sono stati effettuati con successo presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino su due pazienti con sincope e sospetta fibrillazione atriale silente. “Con una speciale siringa abbiamo iniettato in pochi minuti il dispositivo appena sotto la pelle del paziente, nella parte pettorale sinistra, attraverso una piccola incisione inferiore a un centimetro.” spiega il Professor Fiorenzo Gaita, Direttore del reparto di Cardiologia Universitaria dell’Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.
Il sistema Reveal LINQ di Medtronic comprende anche il nuovo monitor esterno di telemedicina MyCareLink che, posizionato presso l’abitazione del paziente, trasmette i dati diagnostici direttamente all’ospedale, utilizzando la tecnologia cellulare per la telefonia mobile globale.
”Tutta l’attività cardiaca del paziente sarà quindi registrata per i prossimi tre anni, proprio come una perfetta “micro spia” che, attraverso il sistema esterno di telemedicina, farà pervenire i dati diagnostici da casa in ospedale.” prosegue Gaita. “Il dispositivo, oltre a confermare con precisione la diagnosi di sospetta fibrillazione atriale, è di grande aiuto nel valutare l’efficacia della strategia terapeutica adottata, sia essa di tipo farmacologico o di tipo interventistico con l’ablazione transcatetere.”

Nella fibrillazione atriale, che rappresenta la più comune forma di aritmia con 610.000 pazienti affetti in Italia e oltre 50 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno, le camere superiori ed inferiori del cuore non battono in modo sincrono. Un ritmo rapido e disorganizzato affligge l’abilità del cuore a svolgere le normali funzioni: gli atri si contraggono rapidamente e caoticamente, favorendo la formazione di coaguli di sangue, i ventricoli si riempiono con meno sangue e lavorano meno efficacemente determinando una perdita di funzionalità cardiaca. Il 70 per cento dei pazienti percepisce la fibrillazione atriale come un battito cardiaco veloce e irregolare, mentre nel 30 per cento dei casi la fibrillazione atriale induce sintomi sfumati o decorre in modo del tutto asintomatico. Aggiunge il Professor Gaita: “La fibrillazione atriale è la causa di un terzo degli ictus in tutto il mondo e i pazienti affetti presentano un rischio di ictus 5 volte maggiore nonché un aumento del rischio di scompenso cardiaco e di morte cardiaca improvvisa rispetto a chi non ne soffre. Un nostro studio, appena pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, dimostra che non solo la fibrillazione atriale è causa di ictus, ma che è anche responsabile di eventi ischemici cerebrali silenti, che causano una ridotta capacità cognitiva dei pazienti con fibrillazione atriale rispetto a quelli con ritmo sinusale”.
I primi episodi di fibrillazione atriale sono tipicamente di breve durata e si risolvono spontaneamente. Con la progressione della malattia, gli episodi aumentano di frequenza e perdurano per più tempo. Di conseguenza, la diagnosi di fibrillazione atriale molto spesso non viene effettuata nelle prime fasi della malattia, ma solo quando gli episodi presentano una durata almeno giornaliera e divengono documentabili con un semplice elettrocardiogramma. L’obiettivo da perseguire per ridurre il rischio di ictus e il progressivo affaticamento dell’organo cardiaco è quello di diagnosticare la fibrillazione atriale il più precocemente possibile. Per tale motivo, è stato inizialmente utilizzato il monitoraggio elettrocardiografico secondo Holter, capace di registrare il battito cardiaco per un’intera giornata. Il limite principale di questa tecnologia è però rappresentato dalla registrazione sporadica del battito cardiaco: sono effettivamente monitorate solo poche ore nell’arco di un intero anno e aumenta così il rischio di sottostimare la reale incidenza della patologia. L’avanzamento tecnologico degli ultimi anni ha permesso lo sviluppo di piccoli monitor impiantabili sottocute (Loop Recoder) che, registrando il battito cardiaco per tutti i giorni dell’anno, hanno risolto definitivamente tale problema.
La ricerca e lo sviluppo di Medtronic ha recentemente reso disponibile un innovativo sistema mininvasivo di piccolissime dimensioni e di efficacia superiore. Rispetto al monitor della generazione precedente, Reveal LINQ è più piccolo dell’87 per cento ed ha il 20 per cento di memoria in più. Il monitor viene iniettato sottocute in pochi minuti con estrema semplicità e blanda anestesia locale. Il paziente non subisce alcuna restrizione nelle proprie attività quotidiane con l’attività cardiaca registrata che mostra dati relativi alla vita reale. Il sistema non prevede e non richiede cavi o elettrodi per monitorare il ritmo cardiaco. Inoltre, da tempo, il monitor impiantabile rappresenta il gold standard per la diagnosi della sincope cardiaca perché monitorizza l’ECG in modo prolungato. Se l’episodio sincopale è indotto da un’alterazione del ritmo cardiaco, il dispositivo registra l’ECG al manifestarsi della patologia perché si attiva automaticamente proprio durante lo “svenimento” del paziente.

Medtronic, leader nel campo delle tecnologie medico-terapeutiche, della ricerca, dello sviluppo, produzione e distribuzione dei sistemi biomedicali.
FONTE: Medtronic
Sia che siate tra coloro che negli anni hanno apprezzato i prodotti ed il metodo di lavoro di Forza Vitale, sia che vi avviciniate all’azienda per la prima volta, non temete! I valori che Forza Vitale porta avanti e che l’hanno resa famosa non sono cambiati.
Non cambia quindi l’attenzione dell’azienda fitoterapica alle componenti utilizzate per i propri prodotti, così come non cambia l’attenzione e la cura nei procedimenti utilizzati.
Cambiano invece le etichette, che Forza Vitale ha deciso di rendere ancora più chiare per consentire una più facile lettura, con testi scritti in caratteri più grandi.
In aggiunta ai caratteri di dimensione maggiore, Forza Vitale ha scelto di stare al passo con i tempi dotando le proprie confezioni di due diverse tipologie di barcode (EAN13, PARAF) ed in aggiunta il tecnologico Qr-Code, grazie al quale sarà possibile accedere con estrema rapidità alla scheda tecnica del prodotto di cui si vogliono conoscere le informazi- oni, con semplicità ed ovunque ci si trovi, grazie alla lettura del codice tramite dispositivi mobili, come tablet e smartphone.
Le innovazioni di Forza Vitale non si fermano però alla sola rivisitazione delle etichette e delle confezioni dei prodotti.
L’azienda infatti ha deciso di cambiare il nome ad alcuni dei propri prodotti, senza tuttavia cambiare nemmeno minimamente la qualità del prodotto stesso, che continuerà ad essere quello di sempre, anche se talvolta con un nome diverso.
Forza vitale ha infatti deciso di sostituire i nomi di utilizzo comune, come ad esempio Altea Composta, con un nome personalizzato per il prodotto dell’azienda stessa, in grado di comunicare anche le proprietà salutistiche principali del prodotto stesso. Altea Com- posta ad esempio diventa Altalax®, un nome che comunica chiaramente anche la funzione di stimolazione della motilità intestinale ed inoltre diventa di più facile memorizzazione, proprio grazie al nome che già di per se rimanda alla funzione degli ingredienti contenuti nel prodotto stesso.
La scelta di sostituire il nome comune con un nome specifico, deriva dalla volontà di Forza Vitale di assegnare un nome unico ed identificabile che limita ogni possibilità di sostituzi- one del prodotto con altri caratterizzati da nomi simili.
La scelta dei nuovi nomi inoltre è stata dettata dalla volontà di Forza Vitale di rafforzare il proprio brand con nomi riconoscibili e pronunciabili anche al di fuori del nostro paese, con un’attenzione sempre maggiore alle esigenze e alla fedeltà della clientela.
Chi è Forza Vitale?
Forza Vitale è un’azienda fondata nei primi anni ’90 dal dottor Joseph Cannillo, arrivato in Italia dopo gli studi in Biologia e Medicina Chiropratica presso il New York Chiropractic College. Il dottore decise di fondare il laboratorio Forza Vitale, utilizzando i metodi di estrazione riportati in antichi testi del 1600, con la collaborazione dei pionieri della filosofia olistica.
Gli anni successivi videro un perfezionamento delle tecniche estrattive, che portarono a coniare il pay-off che l’azienda mantiene, con orgoglio, tutt’ora “Scienza Antiche e Tecniche Moderne”.
Nel 1998 Forza Vitale decide di creare un laboratorio di analisi in grado di certificare la qualità degli estratti prodotti in ogni fase della lavorazione.
Il reparto di analisi si sviluppa e rafforza e nel 2001 diventa Dipartimento di Analisi & Ricerca, istituendo collaborazioni con alcune università italiane come le Facoltà di Biologia, Farmacia e Tecniche Erboristiche dell’Università Aldo Moro di Bari.
Nel 2005 l’azienda decide di aggiornare le proprie strutture, e sotto l’attenta supervisione del dottor Vito Cannillo, mette in atto una serie di processi volti all’implementazione dell’organizzazione delle funzioni interne ed esterne dell’azienda ed ad un adeguamento alle normative comunitarie sulla produzione e distribuzione degli integratori alimentari.
Nel 2008 Forza Vitale intraprende una partnership Con Glauber Parma, una società rinomata per lo studio e per lo sviluppo di integratori alimentari ad alto contenuto tecnologico. Nello stesso anno Forza Vitale inizia la commercializzazione dei propri prodotti nel mercato degli Stati Uniti ed in Spagna.
Nel 2014 il rebrading, volto a rendere ancora più forte l’immagine internazionale del marchio.
La direzione scientifica di Forza Vitale è affidata alle competenze e all’esperienza di un rinomato pool di medici, tra i quali non possiamo non ricordare:
Dr. Joseph Cannillo D.C., BS, PhD – Direttore Scientifico e Fondatore
Dr. Antonio Salerno BS, PhD – Responsabile del dipartimento di Analisi di Ricerca
Nat. Luciano Diaferia – Responsabile per l’Integrazione Nutrizionale
Dr. Nicola Di Novella – Esperto in preparazioni galeniche ed essenze floreali
Dr. Sergio Nieto – Responsabile educazion in bioterapie applicate Spagna
Nat. Francisco Cobo – Responsabile educazione in fitoterapia energetica Spagna
Dr. Salvatore Labruna – Consulente alla formazione professionale
L’opera del pool di medici non sarebbe tuttavia possibile senza l’importante team manageriale, composto da:
Dr. Vito Cannillo – Amministratore Unico
Dr. Michele Mallardi – Responsabile area tecnica amministrazione e finanza
Rag.Luciano Diaferia – Responsabile Commerciale e dei processi informativi
Francesco Vitellino – Resp. Informazione Area Sud-Italia
Andrea Rizzi – Resp. Informazione e Distribuzione Area Nord-Italia
Wladimiro Lambertelli – Resp. Informazione e Distribuzione Area Centro-Italia
Santiago Picabia – Responsabile Commerciale Spagna
Inizia il fatidico periodo della “prova costume”, momento in cui tutte le insicurezze vengono a galla. Oltre al voler eliminare il grasso in eccesso e voler essere più tonici ed in forma, le donne si preoccupano del loro “lato A” che dovranno esibire durante le loro vacanze in spiaggia. Il rinomato Dott. Bruno Bassetto, specialista in chirurgia estetica e plastica, è stato contattato per una breve intervista sui ritocchi al seno, in vista dell’estate.
1- Dott. Bassetto, è vero che la mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti in questo periodo?
Esattamente. Assieme alla liposuzione, questo intervento è uno dei più in voga tra le donne. Il seno riveste una rilevanza particolare, perché al lato estetico si associa quello intimamente legato alla femminilità. La donna che si sottopone all’intervento al seno lo fa esclusivamente per sé, per trovare o ritrovare quel senso di benessere e sicurezza che solo una certa forma e dimensione del seno procura.
2- E’ un’operazione molto invasiva? Si vedranno le cicatrici?
Con il nuovo metodo che ho perfezionato presso la Inamed Academy di Stoccolma, la mastoplastica diventa un intervento mini invasivo, con cicatrici sempre più piccole. Non vengono più messi i drenaggi e non ci sono punti di sutura esterni. Il volume, il tipo di protesi e la posizione, vengono calcolati con estrema precisione e i risultati sono ottimali, con minori disagi per la paziente.
3- Dopo l’intervento, si incorre in qualche disagio per quanto riguarda l’esposizione al sole?
Ovviamente bisognerà attendere circa 6 settimane prima di poter esporre il seno al sole, ma decorso qual periodo non ci saranno più problemi. Perciò direi che questo è il momento giusto per programmare un’operazione del genere!
4- E le pazienti sono soddisfatte del risultato?
I risultati sono ottimi e appaganti per la paziente, tanto da far dimenticare i piccoli fastidi del post-operatorio. Alla domanda: “lo rifarebbe?” tutte le pazienti hanno risposto in modo affermativo.
Dopo anni di crisi le economie globali finalmente sembrano ripartire, così sono diversi i settori che giorno dopo giorno mostrano piccoli ma significativi segni di ripresa. Succede anche alla medicina estetica, come rivelato dall’ultimo report della American Society of Plastic Surgeons (ASPS) che pur essendo riferito agli USA rispecchia per certi versi gli andamenti nel vecchio continente.
Mentre le statistiche parlano di un +1% nella crescita annua degli interventi di chirurgia plastica, nello stesso periodo è stato effettuato il +6% di procedure di medicina estetica. Questi ultimi trattamenti sono infatti meno invasivi e costosi rispetto agli approcci chirurgici, pertanto riscuotono un maggior successo tra le persone che desiderano migliorare il proprio aspetto fisico approfittando di un ottimo rapporto costi/benefici. In particolare, sono state registrati aumenti di procedure mini-invasive quali:
Questi e molti altri trattamenti di medicina estetica sono disponibili anche a Parma presso lo studio della dott.ssa Lorena Paolucci
La nostra pelle è soggetta giorno dopo giorno a stress davvero molto intensi. La teniamo costantemente sotto ai raggi del sole, la trucchiamo ogni giorno, la costringiamo a stare a contatto con l’inquinamento e con lo sporco presente nelle nostre città senza dimenticare poi che i ritmi frenetici delle nostre vite, la stanchezza, i mille impegni e il nostro essere sempre di corsa di certo non fanno bene alla sua salute. Per riuscire a mantenere intatta la salute e la bellezza della pelle le donne devono capire che è importante ritagliarsi ogni giorno qualche momento di relax in cui prendersene cura al cento per cento. Non c’è bisogno di chissà che genere di trattamenti o di chissà che genere di gesti, basta una semplice acqua floreale nebulizzata sulla pelle o tamponata con un dischetto di cotone per dare all’incarnato una rinnovata luminosità e per nutrire a fondo la pelle rendendola subito più bella e più giovane.
Ma che cosa sono le acque floreali? Le acque floreali si ottengono dalla distillazione di varie tipologie di piante, prodotti quindi che sono naturali e dalla composizione davvero molto leggera. Proprio per questo motivo possono essere usati non solo al mattino e alla sera, ma anche in ogni altro momento della giornata come rituale di bellezza e di benessere. Ovviamente dovete avere la certezza che le acque floreali che state utilizzando non abbiano nella loro composizione nessun altro tipo di ingrediente che potrebbe essere nocivo per la salute della pelle. Non possiamo allora che consigliarvi le acque floreali Sanoflore. Sanoflore utilizza infatti solo ingredienti naturali, ingredienti inoltre che derivano da agricoltura biologica. Sanoflore offre varie tipologie di acque floreali. Troviamo l’acqua floreale alla lavanda infatti ideale per le pelli miste che hanno bisogno di essere purificate, le acque ai fiori di arancio, al fiordaliso e alla camomilla che sono perfette per le pelli arrossate visto che offrono un effetto lenitivo davvero intenso e l’acqua infine alla rosa che è la scelta ideale per tutte le pelli sensibili e anche per le pelli più mature che vogliono contrastare i primi effetti del tempo.
Le acque floreali Sanoflore sono un vero e proprio toccasana per la pelle ed offrono uno splendore naturale unico, provatele e vedrete che non riuscirete più a farne a meno. Senza dimenticare che sceglierle significa fare anche un gesto d’amore nei confronti dell’ambiente in cui viviamo, un gesto di cui la natura vi sarà per sempre grata.
Comunità di recupero tossicodipendenza Narconon Gabbiano
La comunità di recupero tossicodipendenza Narconon Gabbiano, da oltre 25 anni, è specializzata in un completo metodo di disintossicazione e riabilitazione dalla dipendenza dalle varie droghe in modo assolutamente naturale che, in modo specifico, consente di risolvere tutti gli aspetti implicati nell’uso di droga.
Il metodo utilizzato è particolarmente efficace perchè non ricorre a farmaci, psicofarmaci o sostitutivi ma punta alla soluzione sia degli aspetti legati all’intossicazione fisica, conseguente all’uso di droga, e alle motivazioni di carattere psicologico che, in principio, l’hanno portata ad iniziare a fare uso di stupefacenti e che l’hanno resa tossicodipendente.
Tenendo presente che l’uso di droga non è qualcosa che può essere generalizzato, la comunità di recupero tossicodipendenza Narconon Gabbiano prende in esame la particolarità di ogni singolo caso permettendo di ottenere dei risultati che consentiranno di venire fuori da questa condizione.
Il primo passo per il recupero consiste nell’aiutare la persona a superare tutti gli eventuali sintomi, sia fisici che psicologici, dell’astinenza in modo assolutamente tollerabile grazie ad una continua assistenza specializzata e l’assunzione di vitamine e calmanti naturali (a base di calcio e magnesio).
Successivamente, per mezzo di specifiche saune la persona va a eliminare dall’organismo tutti i residui di droga, e altre sostanze tossiche, in modo tale da consentire una notevole riduzione del desiderio di usare droga e di limitare il rischio di successive ricadute.
Come ultima parte, la persona va a svolgere una serie di corsi e seminari sulla responsabilità e l’etica che le permetteranno di prendere piena coscienza del suo problema e di riorganizzare, in modo razionale e propositivo, tutta la sua vita, alla luce di un rinnovato senso morale.
Per avere maggiori informazioni visita la comunità di recupero tossicodipendenza Narconon Gabbiano
Arriva alle Molinette un nuovo laser che guarisce in un giorno la prostata ingrossata che colpisce l’80 % degli italiani over 50
L’Urologia dell’ospedale Molinette dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino diretta dal professor Bruno Frea è all’avanguardia in Piemonte con Greenlight laser, che risolve definitivamente, in un solo giorno e in anestesia locale (spinale) l’ipertrofia prostatica benigna – ingrossamento della prostata (IPB ) – , un disturbo che colpisce circa l’ 80 % degli italiani over 50. Dice il professore Frea, responsabile dell’Urologia :“ entro il 2014 arriveremo a ridurre le liste di attesa per l’IPB da 2 anni a pochi mesi”. L’unità urologica torinese, già nota per l’uso di innovative tecniche chirurgiche mininvasive, si pone così tra i centri di riferimento in Piemonte e in Italia per la cura di questa patologia. Greenlight si avvale di un nuovo laser “a raggio verde” che elimina il tessuto prostatico in eccesso, causa del problema. in uso da gennaio 2014 alle Molinette di Torino a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
LA MALATTIA UROLOGICA MASCHILE PIÙ DIFFUSA “L’ipertrofia prostatica benigna, in sigla IPB, è l’ingrossamento della prostata”, ricorda il professor Bruno Frea, ordinario di Urologia all’università di Torino e direttore della struttura complessa di Urologia Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino Presidio Molinette. Frea è rientrato a Torino da poco più di un anno dall’azienda ospedaliera di Udine, dove ha prestato la sua opera per sette anni. Proprio alle torinesi Molinette aveva iniziato la carriera nel 1973 e da allora ha affiancato all’attività ospedaliera quella di docente universitario a Torino, Trieste, Milano e presso l’ateneo del Piemonte Orientale. E stato per due anni consulente della Divisione di Urologia dell’IEO di Milano e ha diretto la clinica Urologica dell’Ospedale Maggiore e della Carità di Novara. Considerato un vero “caposcuola”, ha avuto la soddisfazione di vedere chiamati negli Stati Uniti, a Chicago, molti suoi allievi. Prosegue il professore: “L’ipertrofia della prostata è la malattia più diffusa negli uomini, ed è destinata ad aumentare sempre di più a causa dell’invecchiamento della popolazione, tanto che in Italia si pone ai primi posti per diagnosi effettuate ogni anno, seconda all’ipertensione arteriosa. L’IPB incide pesantemente sulla qualità di vita, con sintomi che vanno dalla difficoltà a urinare, all’insopprimibile urgenza – frequenza minzionale anche notturna, così da disturbare pesantemente il sonno di chi ne è vittima. Infine, nei casi più seri, porta alla completa ritenzione urinaria che richiede l’urgente ricorso al catetere per lo svuotamento della vescica. L’IPB determina anche disfunzioni sessuali, impotenza e problemi di eiaculazione”. Quando la prostata si ingrossa, ostacolando il passaggio dell’urina, è necessario togliere il tessuto in eccesso.
UN LASER AL POSTO DEL BISTURI – “La nuova metodica Greenlight, messa a punto negli Stati Uniti, sfrutta l’azione di un potente laser al tribolato di litio che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in bollicine di vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica in anestesia spinale e in one day surgery. La fibra laser, introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza con estrema precisione l’area interessata senza provocare sanguinamento. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana. Il laser verde non causa emorragie in quanto determina una coagulazione immediata dei tessuti, non causa incontinenza urinaria, impotenza ed evita le recidive”.
L’IPB RISOLTA IN UN GIORNO Tra gli altri vantaggi di Greenlight figurano il minimo disagio dopo l’intervento, grazie anche all’assenza di sintomatologia dolorosa, l’immediata risoluzione dei sintomi, la ripresa immediata della minzione, il ricorso al catetere per meno di 12 ore – contro le 72 della resezione endoscopica TURP -, la degenza di una sola notte (con evidente risparmio di posti letto e quindi di costi per il Servizio Sanitario) e ripresa della normale attività nel giro di una settimana. Greenlight per queste caratteristiche può aiutare concretamente a risolvere l’emergenza prostata in Italia.
L’UNICO LASER CHE OPERA ANCHE CON ANTICOAGULANTI E PACEMAKER Precisa il professor Frea: “Rispetto alla TURP, l’intervento chirurgico più impiegato negli ultimi 50 anni, che può causare emorragie e richiedere trasfusioni, Greenlight laser, grazie all’istantanea coagulazione dei vasi che evita sanguinamento,è l’unico trattamento che ci consente di operare in assoluta sicurezza anche pazienti ad alto rischio come quelli con malattie cardiovascolari ,della coagulazione e i portatori di stent endocoronaci che non sono più costretti a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante (come invece avviene per gli interventi chirurgici tradizionali, TURP compresa e gli altri laser ).Il laser verde è anche indicato nei pazienti con pacemaker, perché evita il ricorso all’elettrobisturi, generatore di quelle onde elettriche che possono interferire con la stimolazione elettrica dei pacemaker cardiaci. Il ricorso a Greenlight sarà di importanza determinante in considerazione dell’aumento della popolazione affetta da ipertrofia prostatica e disturbi cardiologici in terapia anticoagulante”.
IL SESSO E’ SALVO …E ANCHE LA COPPIA Greenlight tutela la potenza sessuale. Sottolinea il professor Frea : “Nessun paziente sessualmente attivo ha sviluppato impotenza dopo l’intervento con Greenlight: il laser non causa danni ai nervi dell’erezione, quelli che si trovano a ridosso della prostata, non causa incontinenza ed evita recidive, a conferma che la metodica offre reale e definitiva soluzione per l’IPB”. Il nuovo laser rimuove il tessuto vaporizzandolo ed evita il ricorso – come invece avviene nella resezione con i laser ad olmio e al tullio – alla frantumazione, attuata con un morcellatore (un vero e proprio “frullatore“ endoscopico) delle aree trattate, al fine di poterle estrarre dal canale uretrale, con possibili rischi correlati.
LISTE DI ATTESA, POSTI LETTO Vantaggi per i pazienti e per il Servizio Sanitario – Conclude il professor Frea : “Ogni anno in Italia vengono effettuati oltre 40mila interventi di IPB, 15mila dei quali con tecniche invasive, ricovero di 3-5 giorni e occupazione di letti per 52mila giornate. Con Greenlight in one day surgery si ha una sola notte di ricovero, e quindi l’occupazione cala a 13mila giorni: 39mila giornate-letto in meno. Ne conseguono riduzione dei tempi in lista di attesa che alle Molinette sono di oltre un anno , riduzione dei tempi di convalescenza e minore stress per il paziente. Minori costi per il SSN. La nuova tecnica laser impiegata con successo su più di 500mila pazienti nel mondo (alcune migliaia in Italia) è disponibile, a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, presso 15 centri ospedalieri con una casistica di oltre 1000 interventi. A conferma di quanto detto, Frea ricorda che l’introduzione di Greenlight alle Molinette sta già permettendo di ridurre sensibilmente le liste d’attesa, grazie a un ritmo nel numero di interventi di IPB decisamente incrementato. Questo permette anche di raggiungere in un tempo minore il breakpoint, vale a dire il momento in cui si è recuperata la spesa per l’acquisto dell’apparecchiatura.
CINQUEMILA E CENTO INTERVENTI OGNI ANNO La Struttura Complessa di Urologia delle Molinette di Torino è stata potenziata con l’acquisizione delle più moderne tecnologie mininvasive alle quali si è ora aggiunto Greenlight laser per l’ipertrofia della prostata. La Struttura vanta oltre 5.200 interventi chirurgici all’anno. 4300 interventi in day surgery e 800 di chirurgia open, avvalendosi di 18 medici urologi. I posti letto sono 21 per la degenza ordinaria, 16 di week surgery e 9 per il day hospital. In totale 46 posti letto, due sale operatorie per il day hospital, una per la chirurgia open e una sala operatoria per la chirurgia ambulatoriale. Abbiamo pazienti che provengono da tutta Italia.
ELENCO DEI CENTRI UROLOGICI IN PIEMONTE CHE UTILIZZANO GREENLIGHT LASER
Città della Salute e della Scienza di Torino Ospedale Molinette tel. 0116336738
Ospedale San Luigi, Orbassano, TO tel. 01190261- CDC Sedes Sapientie, Torino tel. 011 819921 CDC Santa Caterina da Siena, Torino tel. 0118199211 Ospedale San Lazzaro, Alba tel. 0173316111- Ospedale Santa Croce, Cuneo tel. 0171641111- AO Maggiore della Carità, Novara tel. 03213731- Ospedale San Giacomo di Novi Ligure, AL tel. 0143332111
Per informazioni:
Ufficio Stampa
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Antonella Marchitto 335 / 6230803
Franco Di Liello 338 / 1201248
Per informazioni:
Professor Bruno Frea Ospedale Le Molinette – Torino tel. 011 6336738
Per info : www.greenlightforbph.it