Categoria: Salute e Medicina

  • Marzo è “Il Mese del Cuore”

    Roma, 15 marzo 2010 – Si svolge dal 15 marzo al 15 aprile a Roma l’innovativa campagna di prevenzione sanitaria Il Mese del Cuore, promossa da Bios International Holding e sostenuta dalla Fondazione Livio Patrizi. Dedicata alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari, la Bios International Holding offre attraverso tale iniziativa la possibilità di usufruire gratuitamente di screening di primo livello presso le sedi di Bios International: per un mese intero, chiunque lo desideri avrà la possibilità di controllare lo stato di salute del proprio cuore, verificando l’esistenza di eventuali predisposizioni ai rischi cardiovascolari.

    Per partecipare alla campagna e accedere ai servizi offerti, è sufficiente telefonare al Numero Verde 00-050 330 e prenotare un appuntamento presso la sede di Bios International più comoda.

    All’arrivo presso le sedi operative, ogni persona viene accolta da un Tutor di Bios International che la affianca per tutta la durata dello screening e la assiste, anche in termini informativi e consulenziali in relazione a ulteriori servizi diagnostici di cui potrà avvalersi in seguito. La persona riceve, quindi, un “kit di benvenuto” contenente un questionario anamnestico e documentazione utile a conoscere la tematica. Inoltre, può ottenere gratuitamente, se desidera, la HealthCare Card, carta personalizzata che permette di usufruire a condizioni agevolate dei servizi sanitari erogati in collaborazione con Bios International e Policlinico Universitario Campus Bio – Medico per assicurare la continuità assistenziale.

    Lo screening gratuito prevede misurazione della pressione sanguigna, misurazione della circonferenza addominale e del peso corporeo dell’individuo, analisi del sangue (glicemia, trigliceridi, colesterolo totale, LDH e HDL) ed elettrocardiogramma (ECG). In brevissimo tempo, il paziente può ritirare i referti e chiedere un colloquio di approfondimento con uno specialista del centro; in questa fase riceve anche un coupon della validità di tre mesi che dà diritto ad accedere a ulteriori trattamenti diagnostici o terapeutici a condizioni agevolate nei centri Bios International.

    In tal modo, Bios International accompagna le persone in tutto il percorso di screening e le sostiene in caso di necessità di terapie, per migliorare la loro esperienza con la sanità sia dal punto di vista psicologico sia assistenziale.

    “Di patologie del sistema cardiocircolatorio si parla meno di quanto sia necessario nonostante esse siano responsabili di circa il 44% dei decessi nel nostro Paese, secondo i dati del Ministero della Sanità. Di questo 44%, l’infarto ne causa ben il 30% e un altro 31% consegue a un ictus”, afferma Valerio Sanguigni, Professore Aggregato dell’Università di Roma Tor Vergata e Responsabile della Campagna di Prevenzione “Ascolta il tuo cuore” del Gruppo Bios International.

    “Il carico delle malattie cardiovascolari in Italia è da anni uno dei più importanti problemi della sanità pubblica. Solo nel 2003, si sono avuti 1,2 milioni di ricoveri per queste patologie, con una spesa di oltre 2 miliardi di euro (20.000 euro l’anno a paziente)[1]. Il paziente che sopravvive a una forma acuta di patologia cardiovascolare diventa un malato cronico con notevoli ripercussioni sulla sua qualità di vita e sui costi economici e sociali che la società deve sostenere. Se pensiamo che i farmaci per il sistema cardiovascolare ssorbono oltre il 23% della spesa farmaceutica italiana, risulta evidente come un’attenta prevenzione di queste malattie si rivelerebbe tanto utile per il nostro personale benessere quanto per la spesa sanitaria nazionale”.

    Oltre all’importante contributo alla diffusione di una cultura della prevenzione, la campagna di Bios International e della Fondazione Livio Patrizi si inserisce in un percorso positivo di sostegno al mondo della Ricerca in Italia: uno dei suoi obiettivi, infatti, è valorizzare l’esperienza consolidata e i dati raccolti con la campagna al fine di predisporre nuove statistiche rappresentative dell’incidenza delle malattie cardiovascolari, contribuire all’individuazione di metodologie di prevenzione ed efficaci sistemi di cura.

    Il Mese del Cuore è sostenuto da un’ampia campagna di comunicazione, on air sulla stampa quotidiana e sui principali network radiofonici nazionali, e dalla disponibilità di mezzi mobili attrezzati di Bios International, che circoleranno per l’intera durata del mese per le strade e le piazze della Capitale, riconoscibili per il caratteristico logo del cuore rosso in campo bianco.

    “Ci auguriamo – conclude il Professor Sanguigni – che questa iniziativa contribuisca ad approfondire la conoscenza e a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari e la cura della propria salute”.

    [1] Fonte dati: Ansa/Federfarma

  • In libreria “Dipendenza da cibo” un libro su una dipendenza in crescita

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    ISBN 9788895437385

    Autore: Matteo Pacini

    Collana: Dissertatio

    Genere: Saggio

    Pagine: 147

    Uscita libro: Marzo 2010

    Descrizione: Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco.

    Prezzo di copertina: 12,50 €

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  • DermaOXY – L’innovativo metodo non invasivo all’Ossigeno Concentrato per il ringiovanimento cutaneo


    Ossigeno Concentrato in Medicina Estetica e Estetica avanzata: DermaOXY è l’innovativo metodo non invasivo per il ringiovanimento cutaneo. Il “segreto” delle Star, che sta entusiasmando tante celebrità internazionali del cinema e dello spettacolo.

    DermaOXY: l’innovativa sinergia tra Ossigeno Concentrato (“Ossigeno Iperbarico”) e principi attivi selezionati per il ringiovanimento cutaneo

    DermaOXY è l’innovativo trattamento non invasivo con Ossigeno Concentrato che permette, già dopo una sola seduta, indolore e svolta nel più assoluto relax, di attenuare visibilmente i segni del tempo, le linee sottili e le rughe sul viso, collo, décolleté e mani, ridisegnando i tratti del viso rilassati, rigenerando i tessuti cutanei e rendendo la pelle luminosa, idratata e levigata.

    DermaOXY è frutto della più avanzata ricerca danese e consiste nella veicolazione in profondità di Ossigeno Concentrato e sieri a base di Acido Ialuronico, Collagene, Vitamine e principi attivi esclusivamente naturali.

    Il trattamento è semplice, indolore, non invasivo e non limita in alcun modo le normali attività: può essere eseguito tranquillamente anche nella pausa pranzo, o immediatamente prima di una occasione speciale.

    L’assenza totale di effetti collaterali, dolore e traumi rende dermaOXY completamente privo di controindicazioni e adatto a qualsiasi età.

    Ossigeno Concentrato o Ossigeno Iperbarico in estetica?

    Oggi i trattamenti con “Ossigeno Iperbarico” in medicina estetica e estetica avanzata sono al centro dell’attenzione, grazie anche all’entusiasmo per questa novità in ambito estetico manifestato da numerosi personaggi dello spettacolo e dello star-system internazionale. Sono efficaci? Come funzionano? La terapia iperbarica non è solo quella delle camere iperbariche ospedaliere?

    La risposta all’ultima domanda è affermativa: la sola terapia con ossigeno iperbarico è quella praticata nella camera iperbarica, in cui il paziente respira ossigeno al 100%. I trattamenti ad ossigeno in campo estetico e medico-estetico non sono offerti in ambienti isolati, e i generatori usati sviluppano ossigeno puro massimo al 95%: i sistemi per trattamenti estetici all’ossigeno sono più propriamente trattamenti all’Ossigeno Concentrato.

    Trattamento con DermaOXY: perfusione di Ossigeno Concentrato e Principi Attivi

    Il primo beneficio del trattamento con dermaOXY è una rivitalizzazione diretta degli strati cutanei: ossigenare la pelle significa rivascolarizzarla, rendendola più sana, tonica, luminosa. Ma l’ossigeno concentrato è anche un potenziatore metabolico e veicolatore di alcune molecole attraverso gli strati dermo-epidermico: il grande successo che questa tecnica sta riscuotendo in tutto il mondo è quindi legato sia al potere dell’ossigeno stesso sia all’azione delle sostanze anti-aging scelte e veicolate dall’operatore.

    In sinergia con un massaggio effettuato con getti calibrati di Ossigeno Concentrato, i sieri dermaOXY sono veicolati seguendo una precisa metodica, studiata e collaudata.

    Il metodo e i prodotti dermaOXY sono tra i migliori attualmente sul mercato e consentono di eseguire protocolli di terapia completa con Ossigeno Concentrato per viso, collo e décolleté, mani, con risultati visibili e importanti già dalla prima seduta.

    dermaOXY : risultati apprezzabili dalla prima seduta

    • riduce visibilmente o elimina i segni del tempo, agendo sulle rughe, anche quelle di espressione

    • ossigena in profondità la cute, donandole un aspetto luminoso e sano

    • dona un effetto lifting naturale, senza compromettere la normale mimica facciale

    • ridefinisce i contorni del viso, intervenendo nelle zone rilassate e dando loro volume in modo naturale

    • favorisce l’equilibrio e l’idratazione profonda della cute, decongestiona e drena

    • leviga e rende elastica la pelle del viso, collo, décolleté, mani

    • aumenta naturalmente il volume delle labbra

    • stimola la produzione di fibrina, elastina e collagene

    • riattiva il microcircolo e il metabolismo cellulare, incrementando la tonicità

    • agisce anche su smagliature e cicatrici

    • agisce sui problemi di capelli e cuoio capelluto (caduta, dermatiti, eccesso di sebo)

    Richiedi informazioni su dermaOXY e sui centri dove effettuare il trattamento

    www.dearappresentanze.it

    e-mail: [email protected]

    telefono: 070290708 – 3287166749

  • Autotrapianto dei capelli

    La calvizie è un processo dinamico per il quale non è possibile tornare indietro. Tuttavia, è possibile già da alcuni anni intervenire attraverso l’aottrapianto, il cui scopo non è quello di riportare i capelli ad una ridistribuzione e ad una densità identiche a quele precedenti, bensì di utilizzare l’aera della donzazione per contrastare nel corso del tempo l’avanzamento della calvizie. Infatti, ad essere adoperati per il trapianto sono i capelli dell’area occipitale che conservano le caratteristiche proprie e finiranno per non cadere, come è accaduto per gli altri. L’area occipitale, che è appunto l’area di provenienza, non risente dell’influenza ormonale, pertanto i capelli che ne provengono resisteranno meglio nel corso del tempo. Di solito, la durata del trapianto è stimabile intorno ai 10-15 anni, dopo i quali è necessario effettuarne uno nuovo per il nuovo incalzare della calvizie. Le principali difficoltà dell’intervento si presentano con i pazienti di giovane età, spesso animati dal deisderio di recuperare una folta chioma. Il problema risiede nell’accettare che il principio dell’autotrapianto dei capelli non è di tipo estetico, bensì di tipo curativo. L’obiettivo non è quello di riportare il paziente ad uno stato precedente ma di combatere una malattia. L’autotrapianto, per il quale è possibile,a differenza dell’entità del problema, adoperare innesti stndard mini e micro, può essere effettuato senza anestesia ed è privo di conseguenze, ad eccezione di alcuni rari casi di sanguinamento, follicoliti e dermatiti spesso legati alle modalità con le quali è stato effettuato l’inetrvento. Pur essendo sicuro, è sempre preferibile affidarsi a specialisti di cui sia possibile verificare abilità e competenza, per evitare di sottoporsi ad un’operazione inutile e dannosa. Approfondimenti

  • Quando le Ghiandole Lacrimali ci Danno dei Problemi: Stenosi del Puntino Lacrimale

    L’affezione più comune che interessa le vie lacrimali è l’ostruzione congenita o acquisita che colpisce pazienti di qualsiasi età, dalla nascita all’età avanzata, ed è il risultato di un’ampia varietà di cause: idiopatiche, infettive, infiammatorie, traumatiche e neoplastiche.

    La prima manifestazione clinica dell’ostruzione delle vie lacrimali è l’epifora cioè lo scolo di lacrime al di fuori del sacco congiuntivale.

    L’epifora comporta di conseguenza una lacrimazione continua e fastidiosa che provoca disagio soprattutto ai pazienti che svolgono attività lavorative di concentrazione.

    All’epifora può seguire una tumefazione dovuta all’infiammazione del sacco lacrimale.

    La situazione si può complicare ed arrivare a forme di dacriocistite (infiammazione della ghiandola) di tipo acuto o cronico ed evolvere anche in flemmone del sacco lacrimale.

    L’oculista ha a disposizione per risolvere il problema dell’ostruzione (stenosi) che può essere completa o incompleta.
    Se la stenosi è completa il puntino (punctum) lacrimale non è più evidente: bisogna quindi cercarlo al microscopio operatorio e creare una piccola apertura sull’ampolla per poi dilatarla assicurandosi di non aver creato una falsa via.

    Se la stenosi è incompleta e il puntino stretto è visibile, si utilizza subito un dilatatore conico per evidenziarlo meglio.

    In caso di ectropion, cioè nell’eversione più o meno completa della palpebra superiore o inferiore le tecniche chirurgiche sono diverse e variano a seconda della complessità del quadro clinico.

    Dott. Carlo Orione
    Via Gozzellini, 3
    14049 Nizza Monferrato (AT) – Italia
    tel. 0141.721.427
    www.orioneye.com

  • Blefaroplastica: la Giovinezza nel Sopracciglio con la Blefaropiù

    “Negli Stati Uniti le sopracciglia sono diventate uno status symbol: quasi nessuna star riesce a farne a meno e le richieste per alzarle chirurgicamente sono sempre più numerose.”
    Ad affermarlo è Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico socio della American Society Oculoplastic Reconstructive Surgery.

    “I pazienti sono più consapevoli dell’importanza del sopracciglio nell’estetica dello sguardo. Nel mio studio sono aumentate del 40% negli ultimi cinque anni le pazienti che scelgono di abbinare a una blefaroplastica un lifting del sopracciglio, eseguendo una “blefaropiù”, che consiste in un intervento di ringiovanimento limitato agli occhi, ma che va ad incidere su tutto il volto, generando quindi un effetto lifting complessivo.”

    Intervenendo solo su una parte si hanno anche dei notevoli benefici: la tecnica associabile alla blefaroplastica, viene eseguita senza ulteriori disagi per il paziente.

    La blefaroplastica aiuta a cancellare i segni dell’età e ridare freschezza allo sguardo, non dimenticando mai l’importanza dell’equilibrio complessivo del viso che è l’obiettivo principale del chirurgo oculoplastico.
    Con gli anni infatti, la tonicità dei tessuti e la forma delle nostre palpebre tende a cambiare. L’esposizione al sole e fattori ereditari predisponenti possono contribuire a rendere il nostro sguardo più vecchio e stanco.

    Si ritiene che l’aumento della quantità di pelle che riveste una palpebra sia dovuto all’effetto della forza di gravità e al movimento continuo delle palpebre superiori.

    La chirurgia deve avvenire in una sala operatoria certificata, in assoluta sicurezza, con l’ausilio di un’anestesia locale associata ad una sedazione endovenosa monitorata da un anestesista, in maniera da rendere la permanenza in sala operatoria indolore, se non addirittura piacevole per il paziente.

    L’incisione della palpebra superiore è fatta lungo la piega naturale della palpebra che è visibile solo nello sguardo in basso o ad occhi chiusi, rendendola quindi invisibile.

    La rimozione della cute e del muscolo orbicolare sottostante può avvenire con laser (elettrochirurgia, radiofrequenza, CO2) o con lama fredda (bisturi) a seconda della preferenza del chirurgo.

    Una volta rimosso questo strato cutaneo, il grasso viene rimosso e la ghiandola lacrimale riposizionata, se necessario.

    La sutura della cute è l’ultimo passaggio ed avviene con un filo da sutura non riassorbibile in modo da minimizzare la visibilità della cicatrice.

    Dott. Francesco Bernardini

    Genova – v. Cecchi 4/8 – tel 010.570.5845
    Torino – c. Einaudi 18/a – tel 011.591.388
    Milano – v. Marco Polo 8 – tel 02.626.94.658

    www.oculoplasticabernardini.it

  • Il postoperatorio nella mastoplastica additiva

    La mastoplastica additiva è uno degli interventi più delicati e, paradossalmente, uno dei più frequenti fra le donne. Il desiderio di aumentare di una o più taglie il seno, in alcuni casi deriva dal desiderio di adeguarsi ad alcuni standard di belelzza della società attuale, ma è pure divenuto un modo di sentirsi più sicure, di migliorare il proprio corpo in seguito a devatsanti diete dimagranti, di migliorarsi. Perchè ciò avvenga è, tuttavia, necessario che l’intervento venga vissuto in maniera serena e corretta, senza pressioni o forzature di alcune genre. All’importanza della fase pre-operatoria, si affinca quella della fase immediatamente successiva all’intervento. Per molte pazienti le maggiori difficoltà compaiono proprio durante il post-operatorio, a causa delle fuoriscite di liquido e sangue o a causa delle cicatrici che, specie, in una fase inziale possono essere particolarmente evidenti poichè si formani edemi ed ecchimosi particolarmente evidenti. Per questo motivo al termine dell’intervento vengono applicati appositi drenaggi che verranno poi rimossi dopo 24-48 ore e la terapia antibiotica in combinazione con quella antidolorifica viene effettuata fino ad una settimana successiva all’intervento. I punti di sutura non vanno eliminati perchè si riassorbono nella cute, sulla quale le cicatrici scompaiono a breve. Già a poche ore dall’intervento è possibile alzarsi, mentre è consigliabile attendere almeno tre settimane per attività che comportino uno sforzo pericoloso: è possibile, infatti, che anche dopo alcuni giorni si presentino ematomi evidenti. Tuttavia, l’utilizzo di drenaggi permette di evitare questa complicanza. Il numero degli interventi di mastoplastica additiva sono in crescente aumento nel nostro Paese, che da tempo registra un vero e proprio primato per quanto riguarda la chirurgia e la medicina estetica. Approfondimenti

  • L’intervento di simmetrizzazione delle mammelle in ospedale

    Su Chirurgo-plastico-estetico.it si parla di asimmetria mammaria mediante il quesito posto da un utente del sito dedicato alla chirurgia plastica del Dott. Antonoio Tambuscio.

    Chirurgo-plastico-estetico.it è un portale che vuole essere uno strumento utile e diretto d’informazione, per capire e conoscere la chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva. Si tratta di un portale innovativo dove ognuno può raccogliere e chiedere direttamente informazioni e curiosità riguardanti i diversi tipi d’interventi chirurgici (dalla chirurgia ambulatoriale minore alla chirurgia del corpo, passando per la sempre più richiesta mastoplastica additiva, liposuzione o rinoplastica).

    Il Dott. Antonio Tambuscio (Dottore Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva) risponde regolarmente alle più disparate domande degli utenti pubblicandole poi in forma rigorosamente anonima nel sito. In questo modo Chirurgo-plastico-estetico.it funge da vero e proprio archivio d’informazioni. Una fonte gratuita, utile e funzionale alla quale poter sottoporre i propri dubbi e le proprie perplessità in fatto di chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva.

    Qui di seguito riportiamo l’ultima domanda inviata al portale e la conseguente risposta del Dott. Antonio Tambuscio riguardante l’intervento di correzione dell’asimmetria mammaria.

    Ho 22 anni e il seno asimmetrico dalla nascita con una differenza di due taglie. E’ possibile correggerlo in Ospedale?

    L’unica possibilità per eseguire un intervento di simmetrizzazione delle mammelle in Ospedale è che vi sia, ben documentata, una malformazione/menomazione congenita. Nel caso specifico dovrebbe trattarsi di una agenesia (assenza totale) della ghiandola mammaria e/o del muscolo pettorale. Questa malformazione, che può essere anche abbastanza complessa, viene chiamata Sindrome di Poland. La ricostruzione mammaria, oltre che l’inserimento di una protesi, può comprendere procedure complicate di trasferimento di muscoli dalla schiena, espansione cutanea e rimodellamento della mammella controlaterale.

    In tutti gli altri casi l’intervento è puramente con finalità estetiche e quindi non mutuabile.

  • La manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici: rischi in più per le donne

    Considerato l’elevato rischio potenziale costituito dalla manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, è indispensabile che il lavoratore, per la sua stessa sicurezza, comunichi sempre al proprio Responsabile e al Medico competente se sussistono condizioni particolari di suscettibilità o che potrebbero essere aggravate dalla esposizione a tali agenti.
    Talassemie, anemie, leucopenie, piastrinopenie o altre malattie a carico del sistema emopoietico, immunodeficienze congenite o acquisite, alterazioni della funzionalità epatica o renale, precedente esposizione a radiazioni ionizzanti o a sostanze cancerogene, precedenti terapie in grado di produrre ipoplasia midollare (in particolare trattamenti con FCA o con radiazioni ionizzanti) rientrano tutti in queste condizioni di suscettibilità.
    Ulteriore fonte di rischio è rappresentato, per le donne, dallo stato di gravidanza vera o presunta e dall’allattamento: due condizioni che rendono particolarmente pericolosa l’esposizione delle operatrici ai farmaci chemioterapici antiblastici.
    Durante le fasi di preparazione si può ad esempio verificare l’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare; è pertanto necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per ridurre al massimo il rischio chimico, durante la fase di preparazione è opportuno utilizzare sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    Securmix è un dispositivo medico sviluppato appositamente per le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici: realizzato da Eurospital S.p.A. garantisce l’incolumità e la sicurezza del personale prevenendo il rischio chimico legato a un’eventuale contaminazione.
    In particolare, per la lavorazione di grandi quantità consente di semplificare la procedura di lavoro.
    Il sistema lavora con tre parti connesse contemporaneamente in circuito chiuso: una parte a cui si connette il flaconcino contenente il farmaco, una seconda per la soluzione I.V., infine vi è rubinetto luer-lock girevole al quale si connette la siringa.
    Questo rubinetto girevole chiude o rispettivamente apre i vari accessi. Vi è una freccia che indica quale accesso sia aperto in quel momento.
    La connessione che porta alla soluzione I.V. ha un attacco di sicurezza e si possono usare senza problemi anche flaconi o sacche di varie dimensioni ( per esempio soluzioni di NaCl allo 0.9% da 250 ml o 500 ml); all’interno del dispositivo è presente il sistema filtrante con membrane da 0,22 µm per garantire la sterilità della soluzione ricostituita e per bloccare l’aerosol durante la fase di diluizione.

  • Convegno Nazionale Endometriosi Reggio Emilia 13 marzo 2010

    E’ la settimana europea della consapevolezza dell’endometriosi a suggerire il Convegno che l’Associazione Progetto Endometriosi Onlus, in collaborazione con F.I.O.G. (Federazione Italiana Ostetrici e Ginecologi) e Primavera Donna, propone per il prossimo 13 marzo e che si svolgerà a Reggio Emilia (sede dell’A.P.E. onlus) presso l’Hotel Astoria-Mercure.
    I relatori di questa giornata saranno i dirigenti medici dei piu’ grandi centri specializzati in endometriosi d’Italia. Ogni relatore potrà esporre ai colleghi e al pubblico presente (che sarà per lo più composto da donne affette da endometriosi) l’esperienza e le best practices adottate nella propria struttura e, soprattutto, per delineare il profilo futuro dell’ambulatorio a cui fa capo.
    Il confronto servirà per comprendere se siamo “sulla strada giusta”, se è possibile individuare un unico protocollo per gli ambulatori dedicati all’endometriosi e se l’A.P.E. Onlus, in qualità di associazione di volontariato senza scopo di lucro attiva da 5 anni sul territorio nazionale, può dare supporto agli specialisti tanto quanto ne ha dato finora alle pazienti.
    La giornata sarà aperta dalla Presidente dell’A.P.E. Onlus MARISA DI MIZIO, che spiegherà ai presenti il percorso che ha portato l’A.P. E Onlus a volere fortemente questo Convegno, questa possibilità di confronto tra le donne affette da endometriosi e i loro preziosi “alleati” che sono i medici specializzati su questa patologia.
    Il moderatore del Convegno sarà il Prof. La Sala Giovanni Battista, Direttore Struttura complessa ostetricia e ginecologia Ospedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia.
    Gli specialisti chiamati a testimoniare la propria esperienza in qualità di referenti di centri pubblici dedicati al dolore pelvico ed endometriosi, saranno: Prof. Giorgino (FIOG) – Dr. Crovini (Fidenza) – Dr. Seracchioli (Bologna) – Dr. Ghirardini (Sassuolo) – Dr. Volpi / Dr Micalef (Torino) – Prof. Petraglia (Siena) – Prof.ssa Coccia (Firenze) – Prof. Moscarini / Prof.ssa Caserta (Roma) – Dr. Malzoni (Avellino) – Prof. Litta (Padova) – Dr. Minelli (Negrar –VR) – Dr. Maiorana (Palermo) – Prof. Melis (Cagliari) – Prof. Remorgida (Genova) – Dr. De Cicco (Roma) – Dr. Marziali (Roma) – Dr.ssa Ardenti (Reggio E.)

    Il convegno si svolgerà il giorno sabato 13 marzo 2010 dalle ore 9.00 alle ore 17.00 presso l’Hotel Astoria di Reggio Emilia. http://www.mercurehotelastoria.com/ita/index.asp
    L’iscrizione al convegno è OBBLIGATORIA ed è necessario inviare una mail ad [email protected] oppure telefonare al numero 320.7874167 ENTRO E NON OLTRE IL 10 MARZO.