Categoria: Salute e Medicina

  • Emergenza caldo Estate 2010, la risposta di Ratiopharm a Napoli

    “Estate Serena 2010″” e “”Oasi nelle farmacie di Napoli”” sono le due iniziative presentate durante la conferenza stampa tenutasi a Napoli venerdì 2 luglio

  • Presbiopia un Problema Comune che le Moderne Tecnologie Cercano di Risolvere senza l’Utilizzo degli Occhiali

    La presbiopia, dal greco presbys (πρέσβυς) che significa vecchio è un fenomeno naturale che si manifesta intorno ai 40 anni. Tutti gli individui di entrambi i sessi dopo questa età diventano presbiti. Questo fenomeno si presenta più precocemente nei soggetti ipermetropi e negli astigmatici e in modo meno evidente, nei miopi.

    Nell’occhio si trova una lente chiamata cristallino. Nel bambino e nel giovane in assenza di malattie questa lente permette di vedere chiaramente sia da lontano che da vicino in quanto l’accomodazione, meccanismo di messa a fuoco naturale, permette una precisa messa a fuoco delle immagini sulla retina. Attorno ai 40 anni la presbiopia inizia poco alla volta a presentarsi rendendo gradualmente più difficile la lettura a distanza ravvicinata.

    Va subito detto che la presbiopia non è una malattia, ma è la fisiologica e naturale evoluzione dell’occhio nel corso degli anni: con la perdita di elasticità del cristallino la lettura è più difficoltosa ed è consueto il gesto di allungare le braccia per riuscire a distinguere chiaramente le parole scritte. Interessando moltissime persone, da molti anni si sta cercando di ovviare al problema degli occhiali da lettura. Chi fa certi tipi di lavori e professioni mal sopporta l’utilizzo degli occhiali da lettura. Inoltre la lenta progressività del fenomeno rende necessario dopo un certo numero di anni l’aumento della potenza degli occhiali per vicino, anche se, attorno ai 65 anni si ha una stabilizzazione del fenomeno.

    Sintomo principale della presbiopia è la difficoltà di lettura alla quale sono associati altri disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere, arrossamento agli occhi, lievi bruciori e anche mal di testa.

    Possiamo avvalerci di diversi tipi di trattamento come gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia, il laser e la radiofrequenza, i cristallini artificiali, la monovisione. Oltre ai ben conosciuti occhiali da lettura, le lenti a contatto multifocali per la presbiopia non sono così largamente impiegate come avviene invece per la miopia: ciò è dovuto al grado di qualità visiva offerta che non è spesso ottimale, associato alla scarsa praticità e alla manutenzione che è laboriosa.

    Per quanto riguarda il capitolo chirurgia, sono diversi i tipi di intervento chirurgico che sono stati utilizzati ed altri sono in via di perfezionamento per curare la presbiopia. Gli inserti sclerali utilizzano un impianto di piccoli tasselli di materiale plastico nella sclera in prossimità del muscolo ciliare dell’accomodazione per costringerlo a mantenere una maggiore capacità nella messa a fuoco. E’ un intervento che non è più utilizzato a causa della procedura macchinosa e per i possibili fastidi che possono manifestarsi dopo l’intervento.

    Le incisioni radiali sulla sclera si eseguono con il bisturi o con il laser sulla sclera ottenendo una discreta correzione della presbiopia, ma con diversi inconvenienti per cui si utilizza raramente.

    IL laser e la radiofrequenza (REFRATEC) rientrano nelle tecniche termiche che sono approvate all’ente americano FDA e utilizzano il calore per modificare la curvatura della cornea e correggere la presbiopia o una leggera ipermetropia. La tecnica è di semplice utilizzo ed è a basso rischio. Ha una durata limitata nel tempo (circa 3-6 anni) per cui è necessario ripeterla periodicamente. Ciò non è da considerarsi negativamente in quanto la presbiopia evolve gradatamente nel tempo per cui una nuova correzione si renderebbe comunque necessaria. E’ una tecnica utilizzata soprattutto nella monovisione.

    Sono anche allo studio varie tecniche multifocali con i laser di superficie quale il laser ad eccimeri. E’ necessario ancora un perfezionamento di queste tecniche per ottenere una qualità della vista soddisfacente sia per lontano che per vicino.
    Queste tecniche possono comportare vari tipi di disturbi funzionali come un calo visivo per lontano, uno sdoppiamento delle immagini, una difficoltà di visione notturna).

    Queste tecniche sono utilizzabili specie in soggetti che hanno una moderata ipermetropia e richiedono una grande precisione nell’esecuzione e di apparecchiature laser appropriate. Bisogna anche considerare che il trattamento multifocale della cornea con il laser può essere fatto solo una volta, per cui non può risolvere la presbiopia che essendo un processo evolutivo, si ripresenterà dopo alcuni anni.

    Ci sono poi i cristallini artificiali e cristallini fachici che consistono in lentine che vengono inserite all’interno dell’occhio (senza rimuovere il cristallino naturale) con un breve e rapido intervento ambulatoriale, eseguibile con un’anestesia di superficie con collirio. La lentina è inserita nell’occhio davanti all’iride e rimane centrata in corrispondenza della pupilla. Non sempre forniscono una buona qualità di vista, sia per vicino che per lontano per cui sono raramente utilizzate per la presbiopia, mentre sono adatte per correggere la miopia.

    Invece i cristallini Pseudofachici multifocali e accomodativi si basano su lentine che sono inserite all’interno dell’occhio in sostituzione del cristallino con un meccanismo simile con cui si sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale, per consentire una buona visione sia per lontano sia per vicino senza la necessità di utilizzare occhiali. Sono state realizzate delle lentine di tipo multifocale che sono composte da diversi sottili anelli concentrici con diverso potere proprio per sfruttare al meglio la visione contemporanea da lontano e da vicino.

    Le lentine accomodative sono state realizzate invece per riprodurre il meccanismo fisiologico meccanismo della messa a fuoco del cristallino umano. La lentina subisce dei minuscoli movimenti in avanti e indietro che le consentono di mettere correttamente a fuoco le immagini, come se fosse un cristallino naturale.

    Questi tipi di lente, multifocali o accomodative, possono in qualche caso comportare una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna e possono presentare qualche difficoltà di visione al computer. Tali problemi, quando si presentano, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi trattati scompaiono nel giro di qualche mese.

    Sono lenti che forniscono un risultato ottimale, ma è necessaria molta precisione nel calcolo e nella procedura d’impianto; cosa non sempre possibile. Nel caso non si ottenga ciò può essere necessaria o la sostituzione del cristallino o un ritocco con il laser per correggere un eventuale difetto visivo residuo oppure l’uso saltuario di occhiali.

    Le tecniche con cristallino multifocale sono ormai ben collaudate, ma richiedono un’attenta selezione del paziente per il loro impiego e una preparazione di alto livello del chirurgo, oltre che una disponibilità del paziente ad accettare qualche piccolo inconveniente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’occhiale.

    La monovisione è invece una articolata modalità per correggere parzialmente il problema della presbiopia e consiste nel dare al paziente la monovisione. Si fa in modo che l’occhio dominante sia usato per vedere da lontano e quello non dominante usato per la visione da vicino. (Ogni individuo ha un occhio che viene utilizzato più dell’altro ed è chiamato dominante).

    Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è importante valutare attentamente le necessità visive e lavorative del soggetto, infatti qualche individuo potrebbe avere difficoltà ad adattarsi alla monovisione. E’ possibile fare delle simulazioni del risultato finale con l’utilizzo di lenti a contatto, così che ci si può rendere conto di come sarebbe la propria vista in monovisione.

    La monovisione si ottiene rendendo l’occhio dominante leggermente miope: ciò è possibile con l’utilizzo di tecniche come gli occhiali, le lenti a contatto, il laser ad eccimeri, il laser ad olmio (LTK), la radiofrequenza, le lenti intracorneali, le IOL fachiche, le IOL pseudofachiche. Sono necessarie normalmente da due a quattro settimane perché ci si adatti alla nuova situazione: il cervello impara a sopprimere ad ogni distanza l’immagine sfuocata, usando solo l’immagine a fuoco di uno dei due occhi.

    Dott. Andrea Valli
    medico oculista
    www.andreavalli.it

    Dott. Luigi Fusi
    medico oculista
    www.luigifusi.it

  • Farmaci generici per l’ipertensione presso PilloleOnline a prezzi scontati

    PilloleOnline ha portato sul mercato una vasta gamma di farmaci per la pressione del sangue per curare quei problemi che sfociano nell’ipertensione.
    PilloleOnline, con una disponibilità di una varietà di farmaci salvavita, offre dei medicinali generici per la pressione che combattono i problemi attinenti ad una pressione del sangue anormale. Si tratta di farmaci di qualità superiore che vengono spediti verso ogni angolo del mondo. PilloleOnline mantiene l’anonimato dei propri clienti e vi guida nel prendervi sura di voi. Quello che è maggiormente interessante è che PilloleOnline permette di effettuare i propri ordini nella comodità della propria casa e offre la possibilità di consulti gratuiti con dei medici esperti.
    La vastità dei farmaci generici per la pressione del sangue disponibili su PilloleOnline ben si adatta a coloro che desiderano tenere sotto controllo l’ipertensione e desiderano eliminare alla radice il problema della pressione alta. Dato che le cause della pressione alta sono diversificate, la gamma di farmaci varia ampiamente.
    Essenzialmente un antagonista del recettore dell’angiotensina II come Avapro generico (o Irbesartan) agisce isolando e riducendo il fluido e il sodio presenti nell’organismo e aiuta ad evitare patologie renali e il restringimento dei vasi sanguigni (che causano l’ipertensione). Avapro generico assunto in un dosaggio di 300mg al giorno (nonostante la dose possa variare a seconda dell’indicazione medica) rilassa i vasi sanguigni e riduce le probabilità di malattie cardiache.
    Coloro che soffrono di insufficienza cardiaca congestiva , cirrosi epatica e reni che presentano un eccesso di fluidi e sali minerali, possono assumere 100 mg di Aldactone generico (Spironolactone) quotidianamente. Si tratta di un diuretico risparmiatore del potassio che impedisce l’eccessivo assorbimento dei sali da parte del corpo e regola i livelli di potassio nel sangue.
    Coloro che cercano la soluzione più veloce per ridurre la pressione alta o l’ipertensione che si presentano a livelli eccessivamente elevati, possono assumere Aceon generico. Hyzaar generico, una combinazione di Losartan e Idroclorotlazide, un antagonista del recettore dell’angiotensina II, riduce la pressione del sangue ed evita patologie cardiache come ictus e infarti.
    PilloleOnline quindi offre una vasta gamma di farmaci salvavita che permettono di stare liberi dale patologie croniche legate alla pressione del sangue e all’ipertensione. Per aiutare i clienti nell’ottenere i farmaci, PilloleOnline offre loro il proprio portale di acquisto online. Di conseguenza non è necessario recarsi presso la propria farmacia ogni mese e pagare grosse somme di denaro; ora è possibile ottenere i propri medicinali a prezzi più bassi e riceverli ogni mese direttamente a casa propria.

  • L’evoluzione della Flebologia in Chiave Estetica con le Nuove Procedure di Cura e Prevenzione

    La flebologia è da tempo considerata una disciplina anche ad indirizzo estetico in quanto molti dei suoi disturbi ad impatto prevalentemente estetico, in realtà sono legati alla sottostante presenza di una alterazione della circolazione venosa superficiale periferica o linfatica. Teleangectasie, vene varicose, cellulite e gamba gonfia rappresentano disturbi molto diffusi e sentiti.

    Le soluzioni più recenti prevedono la messa in atto di differenti tipi di trattamento i quali non devono essere considerati come delle alternative o in contrapposizione tra loro, ma al contrario vanno intesi come metodi complementari per ottenere un miglior risultato finale.

    I cosiddetti capillari sono caratteristicamente localizzati sulla faccia esterna delle cosce o nella parte interna delle ginocchia, ed essi stessi rappresentano non solo un problema considerato estetico, ma sono la manifestazione superficiale di un verosimile disturbo circolatorio un po’ più profondo.

    Per altro risultano nella maggior parte dei casi associati ad altre situazioni quali in particolare accumuli adiposi localizzati che si vengono a trovare nelle stesse zone di localizzazione dei capillari, faccia esterna delle cosce e regione interna delle ginocchia oppure gonfiori che caratteristicamente interessano la parte più distale delle gambe e le caviglie.

    Questi tre elementi patologici e cioè alterazione circolatoria, accumulo adiposo, ristagno di liquido, tendono ad auto-alimentarsi e ad auto-mantenersi nel tempo portando ad un lento ma costante e progressivo peggioramento della situazione.

    Si è quindi andata delineando nel tempo la necessità di un approccio di tipo più globale, cosiddetto olistico, nella gestione di questo genere di problema, con un assetto terapeutico che abbia la funzione di portare ad un miglioramento generale grazie ad un naturale ripristino della funzione biologica dei vari tessuti.

    Gli approcci terapeutici più avanzati per questo quadro clinico prevedono l’uso combinato di terapie mirate all’eliminazione della malattia venosa, scleroterapia ed eventuale utilizzo contemporaneo di tecniche di microcoaugulazione laser introvenosa, unitamente alla intradermoterapia localizzata, la quale mediante l’introduzione di farmaci o comunque prodotti ad azione migliorativa sul circolo venoso, linfodrenante, lipolitica e di stimolazione dei tessuti interstiziali, porteranno al miglioramento più generale con l’ottenimento dell’effetto desiderato.

    Dott. Giuseppe Serpieri

    tel. 335.679.1027
    [email protected]
    www.flebologia.it

  • Calvizie: Facciamo il punto

    Sono recenti le notizie provenienti dai più riconosciuti centri di ricerca internazionali riguardanti le ultime scoperte in ambito tricologico relativamente l’annoso tema della calvizie. Occorre comunque fare una doverosa distinzione tra la ricerca e la prevenzione affinché non vi siano dubbi sul fatto che ogni nuova scoperta necessità di un periodo piuttosto lungo per essere accreditata a tutti gli effetti.

    La prevenzione, invece, ci riguarda piuttosto da vicino e corrisponde a quanto di più reale è presente nell’ambito dei problemi legati ai capelli.

    Ad oggi, un numero sempre più elevato di donne si rivolgono agli istituti tricologici accusando calvizie, alopecia areata ed altre patologie che portano inevitabilmente alla caduta dei capelli. Per una donna, colpita da calvizie femminile, l’impatto estetico che si ripercuote su quello psicologico è molto forte e demotivante: assistiamo ad una vera e propria perdita di fiducia nella propria immagine e quindi nel proprio corpo.

    Le soluzioni a questo tipo di problemi sono molteplici e studiati su misura per ogni soggetto. Nello specifico è possibile intervenire con trattamenti personalizzati e con soluzioni di infoltimento atte a ristabilire la giusta quantità di capelli su cuoio capelluto.

    Dopo aver lasciato alla spalle la primavera è opportuno, nel corso del periodo estivo, prepararsi all’autunno. Nei cambi di stagione il ricambio cellulare è molto più elevato e quindi sono anche più frequenti fenomeni di caduta dei capelli straordinari. Grazie alla consulenza di esperti tricologi è possibile sottoporsi a check-up ed analisi dei propri capelli e del cuoio capelluto al fine di identificare il problema che scatena la caduta dei capelli che si sta verificando (capelli secchi, grassi, sfibrati, forfora, assottigliamento,…). Successivamente, è possibile intervenire con cicli di trattamenti costruiti e preparati per rispondere a quanto verificato dal consulente.

    Quando si parla di soluzioni di infoltimento ci si riferisce principalmente a due grandi famiglie:

    • Infoltimenti chirurgici: trapianto di capelli e nuove tecniche con l’utilizzo di cellule staminali e papille dermiche;
    • Infoltimenti non chirurgici: toupet, parrucche per estetica e chemioterapia, integrazioni di capelli naturali o in fibra sintetica.

    Il trapianto di capelli, detto anche auto-trapianto o homo-trapianto, è una soluzione alla calvizie androgenetica e femminile che garantisce risultati estetici notevoli. Nel corso degli ultimi dieci anni, la chirurgia estetica applicata alla tricologia ha aumentato la propria precisione negli interventi e nel decorso post-operatorio. Infatti, a seguito di un intervento di questo tipo è possibile far ritorno al proprio domicilio in giornata e a partire dal giorno successivo, fare il primo shampoo. La frontiera in questo tipo di interventi riguarda l’impiego di cellule staminali e di papille dermiche che stimolino la produzione dei follicoli.

    Le varie soluzioni di infoltimento non chirurgico rispondono ad una sempre più crescente richiesta: ottenere un effetto estetico naturale.

    La risposta è ottenibile grazie all’esperienza degli operatori del settore che si dedicano alla ricerca e alla preparazione di infoltimenti, toupet e integrazioni sempre più leggere e impercettibili. La possibilità reale è quella di ottenere un infoltimento del tutto simile ai propri capelli in quanto a colore, sostanza e spessore ad esempio con l’infoltimento esclusivo Integra.

    L’esigenza di curare la propria immagine, come già esposto, è prevalente nel gentil sesso e pertanto occorre essere in grado di rispondere anche nelle situazioni più delicate, come la chemioterapia. Un consulente saprà consigliare ogni donna nella scelta della parrucca più adatta.

    Data la stagione estiva che stiamo affrontando è opportuno aver cura dei propri capelli con prodotti che li proteggano da sole, raggi uv, salsedine e cloro e quindi da tutti gli agenti esterni che possono rovinare la capigliatura.

    Richiesta informazioni

    Hair Center – Prontocapelli.it
    Rovigo – Ferrara – Bologna

  • Clinica Odontoiatrica Villa: alcuni casi di successo.

    Alla Clinica Odontoiatrica Villa abbiamo a che fare ogni giorno con casi clinici complessi e, a volte, apparentemente impossibili da risolvere. Grazie alla nostra esperienza e alla preparazione del nostro staff però i nostri pazienti tornano sempre a casa soddisfatti e con un sorriso finalmente perfetto. Ecco una breve rassegna di alcuni casi reali di successo trattati alla Clinica.

    Descrizione del caso Il paziente di anni 73, affetto da un deficit cronico della coagulazione, si era presentato alla nostra osservazione per valutare la possibilità di una riabilitazione orale con impianti. In questa situazione il rischio maggiore era rappresentato da eventuali complicazioni emorragiche intra e/o post-operatorie, specie per un intervento eseguito secondo i protocolli tradizionali, ossia con scollamento di lembi. Con il paziente in sedazione cosciente avevamo trattato prima l’arcata superiore e a distanza di 15 giorni l’arcata inferiore. In entrambe gli interventi sia l’estrazione dei denti sia il posizionamento degli impianti sono state effettuate seguendo procedure minimamente invasive. In entrambe le arcate i provvisori avvitati sugli impianti sono stati consegnati al paziente il giorno successivo all’intervento chirurgico.

    Descrizione del caso La paziente di anni 50 portava da anni una protesi mobile nell’arcata superiore e i denti residui avevano mobilità elevata dovuta a parodontite cronica. Con la paziente in sedazione cosciente, dopo aver estratto i denti abbiamo posizionato gli impianti con l’ausilio di una dima chirurgica derivata da una pianificazione digitale (Nobelguide) che ci ha permesso di ridurre al massimo l’invasività; contemporaneamente abbiamo ricostruito le recessioni gengivali con innesti di connettivo. Il giorno successivo la paziente è stata riabilitata con un provvisorio fisso e avvitato sugli impianti. La protesi definitiva è stata realizzata sei mesi dopo l’intervento.

    Descrizione del caso La paziente di anni 18 in seguito ad incidente stradale avvenuto due giorni prima aveva subito una perdita traumatica dell’incisivo laterale e del canino superiore destro. Inviata da un collega, a distanza di quattro giorni dall’evento traumatico sono stati posizionati due impianti direttamente negli alveoli con tecnica chirurgica senza lembo (flapless) al fine di evitare cicatrici e contrazioni dei tessuti in un’area estremamente critica dal punto di vista estetico. Il giorno stesso dell’intervento la paziente è stata riabilitata con due corone provvisorie di resina avvitate sugli impianti sostituite dopo 6 mesi con due corone singole in ceramica integrale (Procera crown).

    Per consultare altri casi e per maggiori informazioni sulle tecniche impiegate alla Clinica Odontoiatrica Villa di Biella consultate il nostro sito internet.

    Clinica Odontoiatrica Villa: quando la salute abbraccia la bellezza.

  • www.centroesteticowuer.com: scopri un’oasi di benessere nel cuore di Milano

    Proprio nel cuore di Milano sorge un’oasi di benessere per ritrovare l’efficienza del proprio organismo: è il Centro Estetico Wuer, situato a pochi passi dalla Stazione Centrale e da Piazza della Repubblica. Da poco è online il nuovo sito, realizzato in collaborazione con Kosmosol che permette di avere un’idea sui tipi di trattamenti e sui prezzi offerti.

    Le parole d’ordine del Centro Estetico WUER sono serietà, professionalità e pulizia, caratteristiche che rendono unica la sua proposta tra gli operatori del centro cittadino di Milano.

    Il Centro Estetico WUER offre innanzitutto servizi di estetica tradizionale, varie tipologie di trattamenti benessere e una vasta gamma di strumenti per l’abbronzatura.

    Il centro pratica, con la soddisfazione dei clienti, molti dei più diffusi trattamenti estetici , dall’epilazione alla pulizia del viso, passando per manicure e pedicure, offrendo inoltre gommage del corpo, presso-terapia, linfodrenaggio, talassoterapia, trattamenti con alghe e fanghi, e numerosi altri servizi.

    Ogni trattamento, tra tutti quelli proposti, consente non solo di curare l’aspetto estetico della persona ma, soprattutto, di combattere lo stress e mantenere l’efficienza del corpo, messo a dura prova dalla routine quotidiana e dalla frenesia di una metropoli come Milano.

    Tra le numerose possibilità di cura offerte dal Centro Estetico WUER si segnalano:

    Trattamenti viso, dalla pulizia del base ai trattamenti specifici (maschera al ferro) ed anti-età.

    Trattamenti corpo, dal gommage personalizzato ai trattamenti modellanti, tonificanti, rilassanti spa e dimagranti.

    Massaggi, dai tradizionali estetici a quelli orientali, massaggi testa e spalle, orientale drenante, shiatsu, keiraku.

    Tutte le tipologie di trattamento vengono eseguite da personale altamente qualificato, in grado di fornire ogni chiarimento sui prodotti utilizzati e sulle tecniche adottate, oltre ad offrire adeguata assistenza e cura alla persona. Per la sicurezza del cliente, anche le attrezzature e i macchinari usati nel centro sono dotati di certificati di conformità.

    Aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 19:00, il Centro Estetico Wuer, posizionato in una zona centralissima di Milano, offre i propri servizi a chiunque voglia provare a migliorare il proprio aspetto fisico e dedicare maggiore cura al proprio organismo, trovando numerose tipologie di trattamento, tagliate su misura per ogni esigenza.

  • Liposuzione. Per un Ottimo Risultato è Fondamentale la Sensibilità del Chirurgo.

    Da una decina d’anni la liposuzione (dal greco lipos: grasso) si è avvantaggiata di un accorgimento tecnico che consiste nell’effettuare la liposuzione anche superficialmente. La liposuzione superficiale unitamente alla liposuzione convenzionale consente una vera e propria liposcultura, cioè un rimodellamento corporeo globale.

    Quando il paziente viene da noi per fare un intervento di liposcultura facciamo una valutazione del corpo nel suo insieme: nel caso della donna, la bellezza femminile è un alternarsi di convessità e di concavità che vanno rispettate e vanno eventualmente ricreate e valorizzate,mentre nel soggetto maschile abbiamo una differente distribuzione del grasso.

    Può essere necessario effettuare un’asportazione di grasso in una zona, ma in altre potremmo decidere di colmare alcune depressioni oppure di aumentare la convessità glutea attraverso delle piccole reintroduzioni di grasso, attraverso apposite cannule.

    La valutazione del singolo caso prima di procedere con l’intervento è fondamentale, ma è altrettanto importante durante l’esecuzione che il chirurgo aspiri il grasso nel modo giusto in modo da ricreare le concavità e convessità naturali del corpo femminile o maschile, e non causare antiestetici avvallamenti e buchi.

    Prima di effettuare l’intervento di liposcultura è utile associare degli ultrasuoni esterni: gli ultrasuoni consentono una fluidificazione del grasso e questo agevola il lavoro successivo perché il grasso che andiamo a rimuovere è un grasso più liquido, che ha un aspetto proprio più “sciolto” e quindi l’azione di liposuzione è meno traumatica, è possibile utilizzare delle cannule molto piccole, 3 millimetri di diametro. Creando minori traumatismi si hanno meno lividi, meno danni a livello dell’apparato circolatorio sia linfatico che venoso e quindi un ritorno alla normalità più rapido.

    Nel caso poi di accumuli di grasso modesti e per pazienti che non gradiscono un’anestesia generale, è possibile utilizzare delle piccole cannule che hanno un diametro di 1,5 millimetri, dalla cui estremità sono emessi gli ultrasuoni.

    Gli ultrasuoni sciolgono il grasso che aspiriamo parzialmente con la cannula, mentre la maggior parte del grasso sarà eliminato nelle settimane successive attraverso le urine. In questo secondo caso non sono necessari ricoveri, non è necessaria l’anestesia generale, basta un po’ di anestesia locale e soprattutto non ci sono quasi mai lividi, ecchimosi, edemi e raramente è necessario prendere degli antidolorifici, proprio perché è un intervento quasi atraumatico.

    Dott. Luca Cravero
    Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
    Via Freidour, 1 – 10139 Torino
    Tel. 011 7719077
    Cell. 339.2867797
    www.chirurgiaplastica.us

  • Il rischio chimico negli ambienti ospedalieri

    Tra i molti ambienti lavorativi in cui è presente un rischio chimico, quello ospedaliero risulta essere senza dubbio uno dei più complessi per l’esecuzione della valutazione del rischio. I motivi sono rintracciabili nella presenza di sostanze con elevate caratteristiche di tossicità, nelle scelte cliniche che spesso portano gli operatori a contatto con farmaci di nuova generazione, i cui effetti secondari non sono completamente noti, o nelle procedure operative che prevedono l’utilizzo di sostanze chimiche diverse, come la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici.
    Le fonti di rischio chimico possono essere distinte in quattro classi di composti: gli anestetici per inalazione, usati nelle sale operatorie, la cui presenza ambientale può essere causata da fattori diversi (raccordi mal funzionanti, cattiva areazione dei locali, procedure anestesiologiche maldestre ecc.); i disinfettanti e gli sterilizzanti chimici che vengono utilizzati in grande varietà nei reparti di degenza come negli ambulatori e negli ambienti più vari e spesso l’uso routinario che se ne fa porta ad una riduzione della percezione del rischio; i composti chimici usati nei laboratori di analisi, anatomia patologica, ricerca. Infine, anche la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici può essere fonte di rischio chimico nella fase di preparazione, somministrazione e successiva cura del paziente; alcuni chemioterapici rientrano nel gruppo 1 della IARC (cancerogeni per l’uomo). Questo gruppo di farmaci riunisce sostanze diverse per struttura e reattività che possono essere raggruppate a grandi linee come: agenti alchilanti (ciclofosfamide, ifosfamide, cis-platino, carbopla- tino), antimetaboliti (5-Fluorouracile, Gemcitabina, Metotrexato), alcaloidi vegetali (Taxolo, Vincristina, vindesina), antibiotici antitumorali (Epirubicina, Doxorubicina, Bleomicina).
    Generalmente, il rischio chimico derivato dalla manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici è di tipo moderato, purtuttavia tale delicata attività richiede l’applicazione di precise normative sicurezza. Durante le fasi di preparazione si può ad esempio verificare l’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare: è pertanto necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per ridurre al massimo il rischio chimico, durante la fase di preparazione è opportuno utilizzare sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci come Securmix, un dispositivo medico sviluppato appositamente per operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici: realizzato da Eurospital S.p.A. garantisce l’incolumità e la sicurezza del personale prevenendo il rischio chimico legato a un’eventuale contaminazione. In particolare, per la lavorazione di grandi quantità consente di semplificare la procedura di lavoro. Il sistema lavora con tre parti connesse contemporaneamente in circuito chiuso: una parte a cui si connette il flaconcino contenente il farmaco, una seconda per la soluzione I.V., infine vi è rubinetto luer-lock girevole al quale si connette la siringa.
    Questo rubinetto girevole chiude o rispettivamente apre i vari accessi. Vi è una freccia che indica quale accesso sia aperto in quel momento.
    La connessione che porta alla soluzione I.V. ha un attacco di sicurezza e si possono usare senza problemi anche flaconi o sacche di varie dimensioni ( per esempio soluzioni di NaCl allo 0.9% da 250 ml o 500 ml); all’interno del dispositivo è presente il sistema filtrante con membrane da 0,22 µm per garantire la sterilità della soluzione ricostituita e per bloccare l’aerosol durante la fase di diluizione.

  • Polmonite e altre malattie contagiose: farmaci sempre meno efficaci

    La polmonite ma anche la tubercolosi, il tifo, il colera e altre malattie virali come l’Aids si dimostrerebbero sempre più resistenti ai farmaci. Lo dimostrerebbe un rapporto di recente pubblicazione del Center of Global Development che denuncia come un numero sempre più alto di agenti patogeni si sia “evoluto” e non sia più sufficientemente contrastato dai medicinali. A rendere la notizia ancor più preoccupante il fatto che si tratterebbe di un problema globale, del quale sono vittima non solo i paesi più poveri ma anche, e soprattutto, quelli più industrializzati e ricchi come Europa e Nord America. Le cause di questa aumentata resistenza di virus e batteri sarebbero da ricercare, come spiega lo studio, proprio nell’errato o non sufficientemente controllato uso dei farmaci stessi: proprio la loro maggiore disponibilità starebbe dunque scatenando, per effetto collaterale, la loro inefficacia. In Canada ad esempio, la resistenza ai farmaci di batteri come la Klebsiella pneumoniae, l’Escherichia coli e il Proteus mirabilis, responsabili di malattie quali la polmonite batterica e varie infezioni intestinali, è aumentata di pari passo con la diffusione dell’uso del fluoroquinolone, un antibiotico ad ampio spettro.
    Per contrastare questa difficile situazione le contromisure da adottare dovrebbero essere tempestive e globali: prevenire il più possibile le malattie prima ancora che curarle, fare un uso assennato dei farmaci attenendosi fedelmente alle istruzioni dei medici. Ma anche la diagnosi tempestiva delle più pericolose patologie può aiutare a usare i farmaci in modo più mirato e, quindi, più efficace.
    E’ il caso ad esempio della polmonite batterica, che è resa ancor più pericolosa anche dalla frequente impossibilità di ottenere una diagnosi batteriologica affidabile. Ora però, grazie al nuovo test diagnostico messo a punto da Eurospital Spa, EuSepScreen, la diagnosi della polmonite è diventata più semplice, rapida e sicura. Si tratta infatti di un test ad altissima sensibilità e specificità nella determinazione della maggior parte delle malattie batteriche invasive (meningite, sepsi, polmonite ecc.) sia del bambino che dell’adulto, e utilizza direttamente campioni biologici quali sangue, liquor, liquido pleurico, liquido sinoviale o qualunque altro liquido o materiale biologico umano normalmente sterile. La sua specificità dimostrata è del 100% (nessun risultato falso positivo) sia quando utilizzati a partire da liquor che quando utilizzati a partire da sangue intero o altri liquidi biologici umani. La sensibilità del metodo nei confronti del metodo colturale è apparsa doppia (sensibilità del 200%) nel caso delle meningite e, per quanto riguarda lo pneumococco, circa 10 volte più elevata (sensibilità del 1000%) nella polmonite fornendo un’assoluta garanzia per la diagnosi di queste pericolosissime patologie.