Categoria: Salute e Medicina

  • Estetica dello Sguardo: il Lifting Endoscopico del Sopracciglio

    Il nostro sguardo invecchia a causa di numerosi fattori a cui tutti siamo sottoposti, ma a cui ognuno di noi risponde in maniera diversa. Nella parte superiore assistiamo all’abbassamento delle sopracciglia (detta ptosi del sopracciglio) che si manifesta con un cambiamento della forma soprattutto nella sua porzione più laterale, la coda del sopracciglio, che invece di essere la parte più alta comincia a scendere e a chiudere lo sguardo lateralmente.

    La ptosi (discesa) del sopracciglio associata all’eccesso di cute della palpebra superiore (dermatocalasi) rende il nostro sguardo invecchiato, preoccupato e stanco anche quando siamo riposati e sereni.

    Ma perché il ruolo delle sopracciglia è così importante per il nostro sguardo e ha così grande importanza nella chirurgia estetica?

    La risposta è semplice: la posizione e la forma del sopracciglio sono in grado di modificare in maniera determinante il messaggio che il nostro sguardo esprime. Le sopracciglia sono un carattere sessuale secondario: un maschio avrà sopracciglia più basse, rettilinee e un solco palpebrale poco profondo, mentre una donna ha sopracciglia alte, arcuate e con un solco molto ben delineato.

    Con l’invecchiamento la forza di gravità associata alla contrazioine della nostra muscolatura mimica, determina una discesa delle sopracciglia, iniziando proprio dalla coda.

    Con la discesa si determina una riduzione del solco palpebrale superiore e la perdita della forma tipica ad ala di gabbiano del sopracciglio femminile che diventa più simile a quello maschile.

    Quindi il lifting delle sopracciglia diventa fondamentale per ripristinare la naturale femminilità di uno sguardo invecchiato. Le tecniche chirurgiche per effettuare il lifting del sopracciglio sono molte, ma la maggior parte prevede la presenza di cicatrici antiestetiche sulla fronte oppure sono basate sul solo impianto di fili che dovrebbero sostenere tutta la nostra fronte!

    Come oculoplastico ho eseguito e eseguo tuttora lifting sopraccigliari con incisioni dirette in pazienti che presentano una ptosi severa del sopracciglio, come nel caso delle paralisi del faciale. Pur nascondendo l’incisione dietro le ciglia del sopracciglio o in una ruga della fronte, questi lunghi tagli che seguono tutta la lunghezza del sopracciglio nella pelle spessa della fronte lasciano invariabilmente ferite visibili, che se anche possono essere tollerate in casi di chirurgia funzionale dove l’intervento serve a ripristinare la funzionalità della vista, in chirurgia esetetica non sono accettate da nessun paziente, tantomeno nell’età cruciale della chirurgia estetica che va dai 40 ai 60 anni.

    Per quanto riguarda il lifting eseguito con l’inserimento di fili sottocutanei, senza scollamento dei tessuti, il risultato è scarso e di breve durata in quanto non è associato allo scollamento tissutale necessario a ristabilire una nuova posizione di tutta la fronte verso l’alto. Il risultato è che devono essere inseriti sempre nuovi fili e la rimozione dei fili posizionati in precedenza è molto complessa, con un inevitabile accumulo di ‘fili’ sotto la nostra pelle.

    La tecnica del lifting endoscopico è l’unica che ci permette di liberare tutto il sopracciglio in sicurezza in quanto possiamo visualizzare i tronchi nervosi che sono presenti e quindi di non danneggiarli.

    L’endoscopio è infatti come un microscopio che permette di vedere lontano da dove incidiamo, ma avere una visione ingrandita come quella di un microscopio. La dissezione è perfettamente pulita, non si ha perdita di sangue ed è indolore. Gli accessi si eseguono tramite 4-5 piccole incisioni di 1 centimetro in mezzo ai capelli (senza necessità di raderli o tagliarli per l’intervemnto).

    Una volta liberate, le sopracciglia vengono fissate in alto nella loro nuova posizione con diverse modalità. La fissazione ci permette di scolpire il sopracciglio alzandolo maggiormente nella parte che ci interessa di più e cioè la parte laterale, in maniera naturale. La liberazione e sospensione delle sopracciglia determina una ridistribuzione della cute palpebrale; la parte più delicata dello sguardo viene dunque sollevata e stirata verso l’alto, nella posizione da dove è scivolata con il tempo, ripristinando altezza e forma più naturali.

    I sistemi di fissazione che più vengono utilizzati sono semplici punti di sutura che si riassorbono spontaneamente nel giro di poche settimane senza lasciare corpi estranei profondi.

    La combinazione di lifting endoscopico e blefaroplastica superiore permette di ottimizzare il risultato in tutte le pazienti, dosando maggiormente una o l’altra a seconda delle necessità e del risultato che si vuole ottenere. In alcuni casi il lifting endoscopico rende superflua la blefaroplastica, mentre in altri casi consente di eseguire una blefaroplastica molto più limitata e quindi ancora meno visibile.

    Ciò in cui il lifting endoscopico delle sopracciglia è insostituibile è quella naturalezza del risultato che dona freschezza e bellezza senza lasciare nessun segno visibile. Le cicatrici nascoste in mezzo ai capelli sono invisibili già nelle prime ore dall’intervento; l’intervento si esegue come una blefaroplastica, in anestesia locale potenziata da una lieve sedazione. La paziente non sente nessun dolore nè durante né dopo l’intervento e può andare a casa con le proprie gambe mezz’ora dopo l’intervento.

    Con la liberazione dei tessuti nella zona del sopracciglio, se scendiamo con l’endoscopio poco oltre verso il basso, possiamo liberare la zona delle guance e delle palpebre inferiori. Questa dissezione deve essere estremamente prudente e l’endoscopio è assolutamente indispensabile per vedere e risparmiare tutti i rami del nervo faciale, cosi importante per il controllo dei movimenti della faccia.

    Sempre con questa tecnica è quindi possibile eseguire un lifting endoscopico della regione malare e dell’angolo dell’occhio che può essere alzato ed allungato. L’associazione con una rimozione del grasso palpebrale per via trans-congiuntivale come si fa normalmente con una blefaroplastica inferiore rende la parte inferiore del nostro sguardo giovane e naturale. E questa naturalezza è dovuta al fatto che le guance non vengono stirate lateralmente (con rimozione della cute in eccesso dietro l’orecchio come si fa nel lifting tradizionale) e che danno alla paziente l’aspetto innaturale da ‘galleria del vento’.

    Il riposizionamento è effettuato verso l’alto, nella posizione che naturalmente occupavano. Non vengono eseguite incisioni aggiuntive per il lifting delle guance rispetto a quello delle sopracciglia. La durata dell’intervento è solo di poco allungata, ma l’anestesia ed il confort rimangono gli stessi.

    In conclusione, il lifting endoscopico da solo o associato alla blefaroplastica permette di offrire ai nostri pazienti risultati naturali senza lasciare segni esterni visibili. La tecnica è mirata al raggiungimento di un’estetica ottimale dello sguardo, riposizionando le sopracciglia che influenzano in maniera diretta le palpebre superiori e sollevando le guance che costitutiscono un ‘unicuum’ estetico con le palpebre inferiori.

    Credo dunque che sia compito del chirurgo oculoplastico (anche chiamato ‘chirurgo plastico oculofaciale’ negli USA) guardare all’estetica dello sguardo dei nostri pazienti tenendo conto di tutti i fattori che ne determinano l’invecchiamento ed offrendo le tecniche più evolute per offrire i risultati più naturali, stabili e soddisfacenti al fine di restitutire freschezza, naturalezza e bellezza a pazienti di ogni età, con in mente sempre la sicurezza e il basso rischio chirurgico.

    Dott. Francesco Bernardini

    Genova – v. Cecchi 4/8 – tel 010.570.5845
    Torino – c. Einaudi 18/a – tel 011.591.388
    Milano – v. Marco Polo 8 – tel 02.626.94.658
    www.oculoplasticabernardini.it

  • Psicologia infantile

    Una separazione, un trauma o semplicemente un disagio sociale, tanti sono i motivi per cui un bambino potrebbe necessitare di uno psicologo, ma sono i genitori a doversene render conto e ad agire in tempo.

    Uno psicologo infantile è qualcuno che ha completato un dottorato in psicologia infantile e ha dedicato una grande quantità di apprendimento per aiutare i bambini a superare le situazioni difficili. Alcuni psicologi scelgono di lavorare con i bambini, mentre altri scelgono di lavorare nel campo della ricerca e sviluppo. Capire il comportamento e la personalità dei bambini è parte integrante non importa quale linea di studio sceglie uno psicologo infantile.

    Poiché la nostra società continua a cambiare, i bambini spesso devono affrontare molte questioni più di quanto abbiano fatto i genitori da bambini. Se aveste avuto problemi da bambini in passato, la maggior parte dei genitori avrebbe cercato di parlare con il bambino ad apprendere ciò che è sbagliato e i problemi potrebbero esserci.

    I bambini non hanno l’attenzione che si aveva in passato dai genitori. Entrambi i genitori spesso lavorano e il bambino non ha punti di riferimento e attenzioni. Alcuni bambini possono reagire alla mancanza di attenzione con comportamenti sbagliati anche nei confronti dei proprio coetanei. La violenza nei film e in TV è diventata ormai normale e i bambini che oggi passano più tempo davanti alla TV tendono ad apprendere comportamenti sbagliati.

    Una psicologa infantile può aiutare il bambino ad affrontare alcuni di questi problemi quando diventano troppo per il vostro bambino.

    Ma come cercare uno psicologo infantile? La via più semplice è su internet, e ovviamente oltre a cercare per città “psicologi Torino”bisogna trovare nell’elenco quelli che sono specializzati in psicologia infantile in modo da trovare un valido aiuto per il vostro bambino.

  • Lifting Endoscopico per Ringiovanire il Viso: il MIVEL spiegato da Alessandro Gennai massimo Esperto Italiano

    Volti tirati e cicatrici davanti all’orecchio sono sempre stati considerati i segni inequivocabili di un lifting. Oggi non è più così, grazie al lifting endoscopico e al Mivel, una metodica per il ringiovanimento del volto messa a punto da Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna.

    MIVEL è l’acronimo di Minimal Incision Vertical Endoscopic Lift le cui parole d’ordine sono naturalezza del risultato e mini invasività.

    Afferma il dottor Gennai che “lo studio approfondito e mirato dell’anatomia del volto ci ha permesso di acquisire importanti conoscenze anche sulla dinamica dell’invecchiamento del volto; grazie a queste acquisizioni oggi ritengo sia più corretto e funzionale dividere le aree del volto in aree verticali (centrale,mediale e laterale) ed in distretti (frontale, perioculare e cervico mentoniero).

    MIVEL vuole essere una metodica di ringiovanimento del volto che ha le seguenti caratteristiche: garantire il minor impegno cicatriziale possibile; tempi di recupero sociale ragionevolmente brevi; conferire un risultato evidente ma naturale senza stigmate chirurgiche; il risultato deve mantenersi nel tempo.

    Quindi questa metodica prevede l’utilizzo combinato delle seguenti tecniche chirurgiche: approccio endoscopico del distretto frontale, peorioculare e dell’area mediale; approccio del distretto cervico mentoniero con unica cicatrice retro auricolare; approccio del distretto perioculare con blefaroplastica inferiore transcongiuntivale presettale e comunque sempre evitare la sezione del muscolo orbicolare inferiore; ripristino dei volumi con autoinnesto di tessuto adiposo.

    Sono fermamente convinto che tale metodica, anche se non applicabile a tutti i casi di ringiovanimento del volto, sia attuabile nella maggior parte dei nostri pazienti; questo perchè un accurato studio del volto del nostro paziente e delle dinamiche di invecchiamento ci permette di comprendere che nella quasi totalità dei casi vi è la necessità di riposizionare i tessuti secondo un vettore antigravitazionale verticale; ripristinare i volumi persi a livello perioculare, malare zigomatica, perioroale e mentoniera.

    Alla luce di queste osservazioni diventano obsolete le tecniche che prevedano ampie asportazioni cutanee con conseguenti lunghe cicatrici che oltre a prolungare e complicare il decorso postoperatorio rendono il risultato estremamente innaturale.”

    L’effetto di ringiovanimento ottenuto con un lifting endoscopico è apprezzabile e valido anche dopo molti anni.

    Alessandro Gennai
    via delle Lame 98 – Bologna
    051.649.4945
    www.gennaichirurgia.it

  • Zuccheri + saliva + cibo = carie

    Cioccolata, caramelle, gelato e tutti gli alimenti contenenti tanti zuccheri sono quelli che ci vengono presentati, fin da quando siamo piccoli, come i principali nemici dei nostri denti, i principali responsabili delle nostre carie. In realtà la carie è un processo di perdita progressiva di calcio che porta alla distruzione dei tessuti duri del dente. Le sue vere cause addirittura non sono ancora del tutto note, ma si sa con sicurezza che il ruolo determinante è ricoperto dalla placca batterica. Questa altro non è che una patina che attacca rivestendo denti e gengive, ed è costituita da batteri che si mescolano alla saliva e ai residui di cibo. La placca tende a depositarsi in modo abbondante nelle zone dentali meno pulite.

    Questi batteri della placca vedono l’impasto della saliva e i rimasugli di cibo come un campo fertile in cui svilupparsi. Quello detto all’inizio non è del tutto falso in quanto il contatto con sostanze zuccherine, come derivate dai dolci, pane e pasta, favoriscono la fermentazione degli stessi batteri e la conseguente produzione di acidi. Ciò che in realtà attacca pesantemente i rivestimenti dei denti sono questi acidi che decalcificano la barriere dello smalto creando delle cavità al suo interno. Ad effetto visivo la placca è una piccola macchia opaca o scura che appare sul dente.

    È da questa erosione indolore che i batteri iniziano l’aggressione dello strato più interno chiamato dentina fino a raggiungere la polpa, ricca di vasi e terminazioni nervose… e allora là si che son dolori! In quel momento è sempre meglio alzare al cornetta e prendere un appuntamento con il dentista.

    Per maggiori informazioni : dentisti torino

  • Reatech….nulla è impossibile…..soluzioni per disabili e anziani

    Reatech è un sito rivolto ai disabili. Attraverso Tecnici Ortopedici qualificati offre il servizio di consulenza a domicilio per l’individuazione di ausili per facilitare e migliorare la vita di chi ha subito una menomazione,un handicap o una disabilità.
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  • Cellulite Rimedi per Combatterla

    Si comincia a temerla da giovanissime, poi non si finisce più di combatterla. Una vera condanna per la maggior parte delle donne, anche se magre.

    La cellulite, conosciutissima e temutissima. Per molte donne è il momento della verità: la pelle a buccia d’arancia è lì a togliere il piacere di scoprire le gambe. «La cellulite è una malattia infiammatoria – spiega il professor Giuseppe Sito, apprezzato chirurgo plastico con studi Milano, Napoli e Torino -. Il vero problema è che non sappiamo con precisione a che cosa sia dovuta. Ci sono però dei fattori predisponenti: l’essere donna, la famigliarità, l’insufficienza venosa, i disturbi ormonali, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà. E’ insomma una malattia multifattoriale, che va prevenuta e curata, indipendentemente dall’età. A volte basta la gravidanza, con la sua tempesta ormonale, per far saltare tutti gli equilibri e farla comparire».

    Una buona strategia d’attacco comincia con un piano di indagini diagnostiche: «La pelle a buccia d’arancia è una sorta di “incollamento” tra lo strato superficiale e il sottocute, e insorge già verso i 25-30 anni – dice Sito -. Può essere superficiale, media e profonda. Ma buona norma è valutarne la gravità innanzitutto con un’ecografia. Ci si può inoltre avvalere dell’ecodoppler per verificare la funzionalità dei vasi sanguigni), della xerografia e della termografia».

    Importante la prevenzione che si basa su tanta attività fisica aerobica, tipo nuoto, bicicletta e corsa. Assieme a creme che favoriscano il deflusso venoso (contenenti escina), a una dieta ricca di cibi antiossidanti e priva di fritti e a una integrazione alimentare ricca di bioflavonoidi.

    E se non c’è cuscinetto, ottimi risultati si ottengono con le terapie mediche come l’Icoone: è un macchinario con manipoli dotati ognuno di numerosi micro alveoli. La pelle riceve così ad ogni passaggio ben 1180 micro stimolazioni per decimetro quadrato. Agisce in profondità senza alcun trauma. Questo permette di eliminare le cosiddette “attrazioni”, che creano i tanti odiati avvallamenti. Ha anche un’azione tonificante e di riduzione.

    Tra gli altri trattamenti, sintetizza il professore, ci sono la Carbossiterapia (gonfia e rompe le cellule adipose); l’Ozonoterapia, che sfrutta una miscela di ossigeno e ozono ed ha anche capacità disinfettanti (è usata pure per l’ernia del disco). E il massaggio linfodrenante, di cui il più famoso è quello secondo Vodder.

    La strategia di trattamento cambia se la cellulite diventa visibile, con «culotte de cheval» e ginocchia che acquistano un «effetto a X» a causa del grasso. «In questo caso è indicata la lipoaspirazione, oggi eseguita in modo molto soft, comunque sempre da fare in ospedale o in casa di cura, mai in uno studio medico o peggio dall’estetista – mette in guardia il chirurgo -. In Italia oggi sonoo effettuate più lipoaspirazioni – 60 mila all’anno – che colecisti».

    La lipoaspirazione oggi non ha età: «Opero diciottenni come donne con oltre cinquant’anni». Naturalmente va valutata prima anche l’elasticità della pelle. Ottimi risultati si ottengono inoltre con il doppio mento, il grasso sotto le scapole, le cosiddette «maniglie dell’amore», la pancetta.

    Prof. Giuseppe Sito

    Milano 02.860.321
    Napoli 081.402.042
    Torino 011.566.0399

    [email protected]
    www.giuseppesito.it

  • Clinica Odontoiatrica Villa: tecniche innovative per lo sbiancamento dei denti.

    Un bel sorriso è un passaporto valido ovunque. Purtroppo però le abitudini alimentari, il fumo, la scarsa igiene orale e altri fattori tendono inesorabilmente a ingiallire i denti, rendendo il sorriso meno luminoso e meno curato. Ma perché i denti ingialliscono? La parte esterna del dente è costituita da smalto, un minerale formato da cristalli prismatici rivestiti da una guaina e tenuti insieme da una speciale colla prismatica. La parte interna si chiama invece dentina ed è formata da moltissimi tubuli uniti gli uni agli altri. La dentina ha un colore giallastro le cui diverse sfumature costituiscono la base della colorazione del dente. Lo smalto infatti è traslucido e non ha un colore proprio, ma riflette quello della dentina sottostante. Nella maggior parte dei casi l’ingiallimento dei denti è dovuto all’alimentazione e all’età, in quanto lo smalto non è inerte, ma presenta assorbimento e scambio ionico con la saliva. La guaina e la colla inter-prismatica assorbono le sostanze che contengono pigmenti coloranti (cibi, fumo, caffè, vino ecc), riducendo così la traslucenza del dente e causandone l’ingiallimento.

    Alla Clinica Odontoiatrica Villa di Biella disponiamo di soluzioni innovative ed al passo con le nuove scoperte scientifiche, quali lo sbiancamento professionale al laser, che ci permettono di risolvere questo problema al fine di poter dare ai nostri pazienti quello che viene definito “un bel sorriso”.

    Questa nuova tecnica si avvale dell’utilizzo di gel sbiancanti professionali che si attivano accelerando il procedimento di sbiancamento grazie all’azione di speciali lampade led. Tutto il trattamento richiede non più di un’ora.

    Lo sbiancamento professionale è una tecnica sicura ed efficace ed è un trattamento che può essere ripetuto nel tempo. Il risultato del trattamento varia ovviamente da paziente a paziente in base alla struttura dei denti. È comunque fondamentale una corretta igiene orale per un risultato efficace e duraturo nel tempo.

    Da più di vent’anni la missione della Clinica Odontoiatrica Villa è quella di regalarvi un sorriso perfetto e una bocca sana e, grazie a un constante aggiornamento professionale e tecnologico, la portiamo a termine ogni giorno con successo.

    Clinica Odontoiatrica Villa: quando la salute abbraccia la bellezza.

  • Sindrome del Tunnel Carpale. Sintomi e Rimedi

    La Sindrome del Tunnel Carpale è una neuropatia che interessa il polso ed è causata dalla compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Ma cos’è il tunnel carpale? E’ un canale costituito dalle ossa carpali sulle quali è teso un nastro fibroso che prende il nome di legamento traverso del carpo e costituisce il tetto del tunnel stesso. In questo spazio denominato tunnel passano il nervo mediano, dei vasi e dei tendini.

    Si parla abitualmente di sindrome del tunnel carpale perché si ha un insieme di sintomi e segni clinici come la alterazione della sensibilità delle dita, in particolare del dito medio. In situazioni di affaticamento o degenerazione infiammatoria degli elementi che costituiscono il tunnel la pressione nel canale del carpo aumenta ed il nervo mediano rimane compresso determinando una condizione di sofferenza che causa dolore e parestesie (i tipici formicolii delle dita), gonfiore della mano.

    Le donne soffrono maggiormente di questa sindrome in un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. Più frequente nella fascia di età che va dai 50 ai 60 anni, si presenta in oltre il 50% dei pazienti in entrambi i polsi. Fattori predisponenti sono determinati lavori che causano un movimento ripetitivo della mano e del polso, come cucire, digitare al computer, ecc.

    Anche le malattie sistemiche come il diabete mellito, l’artrite reumatoide, il mixedema e i traumi come pregresse fratture del polso, artriti e artrosi deformanti possono essere associate alla sindrome del tunnel carpale.

    Nelle fasi iniziali la sindrome del tunnel carpale si manifesta con dei formicolii, l’intorpidimento della mano e anche un gonfiore alla mano. Questi sintomi prevalgono per le prime tre dita della mano in particolar modo al mattino o durante la notte. In una fase successiva il dolore può irradiarsi all’avambraccio. Con l’aggravarsi della malattia si può arrivare anche alla perdita di sensibilità alle dita e della forza della mano e all’atrofia dell’eminenza thenar.

    Nel corso degli anni la sindrome del tunnel carpale tende ad aggravarsi anche se può rimanere stazionaria nel tempo in alcuni casi. I periodi invernali aumentano i sintomi della malattia, mentre nei periodi estivi questi tendono a rendersi meno evidenti.

    Come si può capire se si è colpiti da questa sindrome? La diagnosi si basa sull’evidenza clinica e da test che confermano la sofferenza del nervo mediano. La diagnosi va confermata con l’esame elettroneurografico (ENG), che misura il grado di sofferenza del nervo mediano nel tunnel carpale.

    E la cura? Si può intervenire attraverso una terapia conservativa quando non ci sono deficit della forza o della sensibilità. In questi casi può essere anche sufficiente modificare le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa per ottenere un miglioramento del quadro complessivo. Trattamenti utili si avvalgono dell’utilizzo di ultrasuoni, laser e ionoforesi che vanno a migliorare i sintomi, ma non intervengono sulle cause della sindrome.

    La terapia chirurgica prevede il taglio del legamento traverso del carpo associato talvolta a una neurolisi. L’intervento si effettua in anestesia locale: attraverso un’incisione sul polso o sul palmo della mano di circa 2 centimetri si espone il legamento del carpo consentendo così al nervo mediano di non essere più compresso ed ottenre leliminare del dolore. L’intervento è rapido e si esegue in regime di day hospital. Dopo l’intervento si applica una fasciatura per permettere ai tessuti di cicatrizzare.

    D.ssa Daniela Messori
    c. Einaudi 18/A – Torino
    tel. 011.591.388
    mobile: 347.804.7928
    www.danielamessori.it

  • Il Sentiero della Natura sull’ ERITEMA SOLARE




    COS’E’ L’ERITEMA SOLARE
    Tra le conseguenze più frequenti di un intensa ed eccessiva esposizione ai raggi solari senza necessaria precauzione, c’è l’eritema solare. L’eritema solare è particolarmente fastidioso in quanto portatore di sintomi quali: prurito, bruciore, dolore, presenza diffusa di bolle sierose (con distaccamenteo dell’epidermide).
    Non va confuso con l’eritema nodoso, in quanto l’eritema nodoso non ha direttamente a che fare con l’esposizione ai raggi ultravioletti e al caldo, ma presumibilmente (non ci sono ancora certezze a riguardo) con una quadro di stress prolungato e intenso.
    Tornando all’eritema solare: [….continua su Il Sentiero della Natura…]

    Una possibile complicazione dell’eritema colpisce soprattutto i ragazzi fino ai 30 anni, è l’elastosi che si manifesta con un ispessimento della pelle con formazione di rughe profonde e arrossamenti.
    Un esposizione non consapevole ai raggi ultravioletti di tipo UVA e UVB, al di la di episodi passeggeri quali scottature ed eritemi, è causa di danni permanenti quali l’invecchiamento precoce della pelle e soprattutto tumori cutanei (purtroppo l’incidenza di questo tipo di neoformazione è in costante aumento).


    PREVENIRE L’ERITEMA SOLARE A TAVOLA
    Premesso che la prevenzione principale dell’eritema solare è senza dubbio legata ai tempi e ai modi di esposizione al sole, siamo in grado di affermare che una buona ‘fetta’ di prevenzione si può realizzare anche attraverso semplici accorgimenti in campo nutrizionale.
    La prima indicazione è quella di bere molta acqua per reintegrare liquidi e sali minerali dispersi con la sudorazione.
    A tavola, nel periodo estivo e possibilmente a partire da alcune settimane prima delle vacanze, sarà utile non farsi mancare cibi ricchi di vitamine antiossidanti (C ed E), beta-carotene e oligoelementi quali selenio e zinco. Ne sono, guarda il caso della natura.., ricchissime frutta e verdura di stagione! Per dettagli e approfondimenti rimando al nostro articolo: Prodotti solari naturali: e vai con l’Abbronzatura!

    RIMEDI NATURALI PER L’ERITEMA SOLARE
    Se proprio non si è riusciti ad adottare le precauzioni per evitare l’eritema, la natura viene incontro con rimedi semplici e veramente a ‘buon mercato’. Si tratta nella maggior parte dei casi di veri e propri ‘rimedi della nonna’ che si rivelano miracolosi consentendo, il più delle volte, di evitare il ricorso alle tradizionali cure farmacologiche a base di corticosteroidi (cortisone) e antinfiammatori.
    [….continua su Il Sentiero della Natura…]Utilissimo in caso di eritema e in generale su ogni tipo di scottatura e abrasione il cataplasma di argilla ventilata.
    [….continua su Il Sentiero della Natura, il blog salute!…]

  • Il Sentiero della Natura passa per Monteriggioni

    Il Castello di Monteriggioni


    Monteriggioni si trova in provincia di Siena, nel magnifico paesaggio del Chianti.
    Il comune di Monteriggioni fa circa 8.000 abitanti.

    La foto che vedete (su Il Sentiero della Natura) mostra il Castello di Monteriggioni, all’interno del quale abbiamo contato: due ristoranti, quattro negozi artigianali, un bar, un albergo, la chiesa, una piazza, una bicicletta ed una sorpresa per voi!

    Quello di Monteriggioni è stato un castello inespugnabile, cinto da mura altissime che ancora resistono, posto in vetta ad una collina e si racconta usassero il fuoco intorno alle mura per dissuadere belve feroci e nemici dall’avvicinarsi. Fu edificato nel 1213 (altro che i palazzinari dei giorni nostri) ed ancora oggi vivono nelle sue mura 42 persone!

    La sorpresa per noi, e ci auguriamo anche per voi, è l’aver trovato dei volantini informativi esposti fuori da un negozio di saponi naturali. Anche lì: in quel castello, tra olandesi e mura antiche, con quell’odore di erba fresca di collina abbiamo incontrato inaspettatamente il sentiero della natura….

    Continua su Il Sentiero della Natura con una sorpresa per tutti i lettori del blog!