Categoria: Salute e Medicina

  • Olio biologico: le regole e i benefici

    Come sappiamo l’olio extravergine d’oliva fa bene alla salute, lo confermano medici e scienziati. Ovviamente deve essere biologico, requisito essenziale di un olio salutare, perché è fondamentale che non entri in contatto con pesticidi, ormoni, concimi ed altre sostanze chimiche.

    Un olio per essere biologico deve seguire un iter preciso che inizia dalla coltivazione che deve avvenire naturalmente e termina all’imbottigliamento e l’etichettatura.

    Le norme che regolano tali fasi sono tante e rigide, perché i parametri da rispettare sono molti, a garantire tutto questo vi sono enti che effettuano controlli periodici e puntigliosi. I controlli si sviluppano in tre fasi: controllo del terreno e analisi di laboratorio, per garantire l’uso di sostanze naturali nella coltivazione; controllo del frantoio e infine controllo della fase di imbottigliamento. Superati tali controlli l’ente rilascia la certificazione che viene resa nota attraverso l’etichetta.

    Come sappiamo l’olio biologico costa di più rispetto agli altri oli in commercio perché le regole da seguire e portano a produrre meno e a sostenere spese notevoli. Inoltre chi decide di attivare una produzione di olio biologico deve aspettare quasi tre anni prima di ottenere autorizzazioni e quindi passare alla commercializzazione del prodotto, questo periodo di attesa coincide con una spesa notevole in termini di risorse economiche.

    Ecco perché i prodotti biologici, in particolare l’olio sono più costosi, questo però non deve essere da ostacolo nel consumo di tali prodotti, perché è vero consumiamo di più, ma guadagniamo in termini di salute.

    Nasce proprio per questo l’agricoltura biologica, per garantire la produzione di prodotti sani, ma anche per rispettare l’ambiente e la natura e per risparmiare energia

    L’agricoltura biologica è un modo innovativo di fare agricoltura che unisce, produttori e consumatori, nel rispetto della salute, dell’ambiente, della natura e delle tradizioni.

  • Perdere qualche chilo di troppo con le buone abitudini quotidiane

    Sento spesso parlare amici e parenti che è giunta l’ora di mettersi a dieta, da lunedì si comincia, questa frase è un classico, e la frequenza con cui la sento pronunciare aumenta all’avvicinarsi della bella stagione. Una dieta fai da te, o qualche consiglio dietetico passato dell’amica di turno sono soluzioni che sempre più spesso vengono adottate con superficialità portando zero risultati o peggio ancora ad aggravamenti in casi di obesità patologiche. Il pensiero diffuso che per perdere qualche chilo è necessaria una dieta alimentare può portare a insoddisfacenti e scoraggianti risultati. Molti credono davvero che con diete magiche di di ottenere risultati immediati e dimagrire velocemente. Ma cosa significa mettersi a dieta? Seguire esclusivamente una dieta alimentare, spesso stressante e costosa? Per chi non soffre di gravi problemi di obesità o ahimè ha delle patologie legate all’alimentazione, siamo sicuri che mettersi a dieta significhi questo? La parola dieta deriva dalla parola greca diaitav che significa darsi delle regole nella vita o più semplicemente mantenere uno stile di vita. Guardandomi intorno, molti dei miei amici o conoscenti, non hanno effettivo bisogno di mettersi a dieta nel senso medico del termine, hanno solo bisogno di perdere i chili di troppo, generalmente quei 2 agli 8 chili ingombranti ed antiestetici, certamente costoro non hanno un peso forma, ma riflettendo sul significato etimologico della parola dieta citato pocanzi mi chiedo: ma davvero c’è bisogno di mettersi a dieta? O basta darsi delle poche e basilari regole per mantenere un corretto stile di vita che ci consenta di perdere chili? Io, in questi casi non gravi, propendo per quest’utlima ipotesi. Posso affermare di aver perso i miei (pochi) chili di troppo, semplicemente con uno piccolo sforzo di volontà, mi sono imposto delle regole d’applicare nella quotidianità di tutti i giorni, e per dirla fra noi, costa davvero poca fatica dopo i primi giorni di abitudine, qualche esempio? Non bere bibite gassate a meno di non mangiare una bella pizza, fare le scale e non prendere l’ascensore, andare a buttare l’immondizia a piedi, mangiare due forchettate di pasta ed una fetta di pane in meno al giorno, alzarsi un quarto d’ora prima per fare un pò di stretching e 5min di passeggiata …potrei continuare, ma credetemi dipende solo dalla vostra fantasia e dalla tipologia della vostra giornata per trovare mille piccoli stratagemmi per dimagrire la pancia e quei pochi chili fastidiosi e inestetici che spesso si accumulano anche su fianchi, glutei e cosce. Non mi credete ancora, provateci e poi fatemi sapere. Mettersi a dieta non significa (a meno di non avere una patologia o una grave obesità) necessariamente spendere tanti soldi con diete alimentari stressanti e pesanti, se bisogna perdere solo qualche chilo di troppo, a volte, basta solo fare un piccolo sforzo di volontà.

  • Caldo torrido in arrivo!

    L’estate è già arrivata, come di consueto accompagnata dal caldo soffocante. Infatti, per i prossimi giorni è prevista una forte ondata di caldo proveniente dall’Africa; si chiama Caronte questa nuova ondata di caldo che interesserà la nostra Penisola con una permanenza di 10 giorni.

    Con esattezza è prevista per il 29-30 Giugno l’entrata di Caronte, l’anticiclone sub-tropicale che per ben 10 giorni di seguito soffierà tanta aria calda dall’entroterra algerino verso tutta l’Italia, almeno fino al 9 Luglio!

    E’ dunque doveroso preparasi per questa ondata di caldo Africano! Come?

    Leggi l’articolo intero su Miglioriamo il nostro benessere fisico e mentale! per scoprirlo…

  • Neo mamme si rivolgono alla chirurgia estetica post parto

    Arriva dagli Stati Uniti la notizia secondo cui sempre più donne utilizzano la chirurgia estetica dopo aver partorito. Il pacchetto di interventi per le neo mamme si chiama “Mommy Makeover” e si concentrano soprattutto su seno, fianchi e addome, le zone maggiormente interessate dai cambiamenti della gravidanza.

    Gli stravolgimenti del proprio corpo in seguito alla nascita di un bambino sono dei processi fisiologici. Non bisogna spaventarsi quindi perchè molto spesso, soprattutto se si è in giovane età, il corpo riacquista la sua naturale tonicità attraverso una dieta e un costante esercizio fisico. Tuttavia nei casi in cui il rilassamento cutaneo e gli accumuli adiposi sono maggiori, è possibile ricorrere a degli interventi, come la mastoplastica additiva o la mastopessi, la liposuzione o l’addominoplastica.

    Ma quali sono i processi fisiologici che trasformano il fisico di una donna incinta? Innanzitutto l’addome subisce una trazione e un rilassamento che si manifestano con un eccesso cutaneo, un accumulo adiposo e delle smagliature post parto. Con l’allattamento invece, le modificazioni del seno possono determinare una perdità di elasticità , con un aspetto svuotato e non armonioso. Se si desidera intervenire chirurgicamente, l’ideale è aspettare la fine dell’allattamento.

    ll programma Mamma Surgery è articolato su più fronti:

    Mastoplastica additiva o mastopessi

    Con la gravidanza, ma soprattutto con l’allattamento, il seno subisce una variazione di dimensioni anche considerevole. Gli effetti sulla cute sono un evidente perdita di elasticità e il tono stesso dei tessuti ne risente, tanto che a volte il seno appare quasi svuotato del contenuto, rilassato e con un eccesso di pelle. Per questa zona, il programma Mamma Surgery agisce con il lifting del seno, la mastopessi. Il rimodellamento è apprezzabile frontalmente e di profilo: il seno è più sodo, sollevato e con nuova proiezione. In alcuni casi è possibile ottenere un rimodellamento anche nel volume con l’inserimento di una protesi nel corso della mastopessi, oppure tramite una semplice mastoplastica additiva.

    Addominoplastica

    Le variazioni più evidenti si hanno chiaramente sull’addome. La cute di questa zona è spessa e geneticamente pronta ad affrontare il dolce pancione, ma i cambiamenti nella forma sono spesso repentini. Nel caso di addome “a grembiule”, con un eccesso di pelle molto rilassata, il programma Mamma Surgery opta per un’ addominoplastica, che rassoda e tonifica.

    Liposuzione

    Anche se la pelle dell’addome ha mantenuto elasticità e dopo il parto non ha riportato forti rilassamenti, può essere che persistano nella zona alcuni cuscinetti adiposi che appesantiscono il tronco. Quando una buona dieta e un corretto esercizio non sono comunque sufficienti a riprendere la silhouette di prima, il chirurgo inserisce nel programma di rimodellamento anche una liposuzione. La liposuzione dell’addome è un’ottima soluzione per appianare accumuli adiposi recidivi. In questo contesto vengono ritoccati anche i fianchi e le cosce, per snellire efficacemente la parte inferiore del corpo. La liposuzione, eseguita in combinazione con una mastoplastica additiva o mastopessi ne amplifica il rimodellamento, donando proporzione tra la parte alta del busto e il bacino.

  • Il Ganoderma Lucidum

    Il Ganoderma Lucidum nasce in Cina circa 4000 anni fa, cresce su alberi molto legnosi come il quercio o il castagno e in zone calde e umide, le caratteristiche principali del Ganoderma sono il cappello che è molto grande e di un colore rosso intenso, invece il sapore è molto amaro. Le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum sono straordinarie infatti viene impiegato per oltre 20 patologie che sono ansia, allergie, ipertensione, trombosi, varie infezioni, azioni tumorali, problematiche cardiovascolari e respiratorie, inoltre il Ganoderma è un adattogeno ciò significa che aiuta il corpo a sollecitazioni diverse come la temperatura, lo stress e sbalzi d’umore. La Biblioteca Nazionale Americana Pubmed dichiara che il Ganoderma Lucidum è un integratore infatti può essere somministrato sottoforma di lozioni, creme, polveri, pillole e bevande.

  • Curare la sclerosi multipla con le staminali

    Ancora novità sul fronte della cura sclerosi multipla malattia insidiosa che potrebbe essere sconfitta grazie all’impiego di cellule staminali mesenchimali (Msc). Questa l’ultima novità della medicina rigenerativa, che proprio in questi giorni è stata al centro dei dibattiti tenutisi al convegno “Terapie cellulari in neurologia: Msc e sclerosi multipla”, organizzato dall’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, e dalla Fondazione Franco e Piera Citino.

    L’incontro ha visto la partecipazione di molti ricercatori e medici tra i quali vale la pena segnalare la presenza di Salvatore Di Rosa, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Antonio Uccelli, professore di Clinica Neurologica presso l’Università degli Studi di Genova e Aurelio Maggio, direttore del dipartimento di Ematologia ed Oncologia dell’Azienda.

    L’incontro è stato quindi la giusta occasione per illustrare al mondo della ricerca e all’opinione pubblica i progressi realizzati dai recenti studi relativi alle potenzialità terapeutiche delle cellule staminali mesenchiali, nell’ambito del trattamento di malattie neurologiche e in particolare sulla sclerosi multipla.

    Le cellule mesenchimali sono solitamente raccolte dalla placenta, ma anche dal sangue del cordone ombelicale, dal fluido celomarico, dal tessuto adiposo e dal midollo osseo senza che il nascituro o l’embrione subisca alcun tipo di danno. Secondo i ricercatori, che a partire dagli studi sui topi stanno per avviare anche quella sugli uomini, le cellule staminali che vengono ricavate dal midollo osseo e dai tessuti adiposi potrebbero essere una sorgente importante di di cellule progenitrici per le terapie cellulari.

    In quest’ottica, le malattie neurologiche e nello specifico la sclerosi multipla, sono considerate come uno dei campi di ricerca più importanti per capire l’effettiva efficacia del trattamento.

    Nella sclerosi multipla, i linfociti T attaccano la mielina provocando così l’interruzione della trasmissione dell’impulso nervoso finendo così con il causare problemi di movimento. Grazie alle ricerche sui topi hanno potuto appurare che la somministrazione di cellule staminali blocca i linfociti distruttivi migliorando i sintomi della malattia e riducendo sia l’infiammazione che la demielinizzazione del sistema nervoso centrale.

  • Gli Effetti più comuni del Mannosio

    Il D-Mannosio costituisce l’unico e valido rimedio naturale nella cura e prevenzione delle infezioni al tratto urinario. Si tratta di uno zucchero semplice, estratto dal legno di betulla o larice, e che viene prodotto in piccole quantità anche dal nostro organismo, ma non essendo metabolizzato viene direttamente espulso con l’urina. Grazie alla sua stessa natura apporta numerosi benefici sia nella prevenzione che nella cura della cistite acuta, con indifferenti effetti collaterali.

    Le comuni e fastidiose cistiti e infezioni urinarie sono causate prevalentemente dal batterio Escheria Coli. Si tratta di un batterio dotato di zampe, dette lectine, la cui principale funzione è quella di aderire in profondità alle pareti vaginali e permettere quindi lo scatenarsi delle infezioni. Il D-Mannosio, a differenza delle cure antibiotiche che spesso risultano inefficaci, esercita sui batteri un’attrazione addirittura superiore a quella delle pareti vaginali stesse. In questo modo il effetti del D-Mannosio, la cui concentrazione più alta si trova appunto nella vagina, attira a se i batteri anche quelli ancora inattivi presenti nell’organismo e li trascina via eliminandoli insieme all’urina tramite minzione.

    Durante un’infezione o cistite il nostro organismo si trova a dover affrontare un abbassamento del sistema immunitario e una forte carenza degli anticorpi di tipo IgA(vale a dire anticorpi presenti nelle secrezioni umane, quali saliva ed urine), soprattutto se si è ricorsi ad una terapia antibatterica. Il D-Mannosio, invece, grazie alle sue proprietà è in grado di soppiantare questi momentanei deficit del nostro organismo, non solo sostituendo ciò che viene a mancare durante l’infezione ma rafforza l’intero sistema evitando quindi la comparsa di recidive. Nella sua funzione preventiva il D-Mannosio è anche in grado di ricostruire lo strato di GAG(GlucosAminoGlicani), si tratta dello strato protettivo delle pareti vaginali, che può essere parzialmente danneggiato o completamente distrutto da sostanze acide o irritanti, come nel caso di cistite non batterica. È il corretto funzionamento di questo strato che protegge la vagina dall’invasione di batteri o agenti irritanti.

    I benefici effetti del D-Mannosio non si limitano ad una semplice espulsione dei batteri, ma si estendono anche ad un’azione diretta contro di essi. Si tratta di inibire la formazione nei batteri del bio-film. Anche i batteri come ogni altro organismo hanno bisogno di proteggere se stessi, in particolare contro il nostro sistema immunitario e contro i nostri anticorpi. Questa protezione è rappresentata da una platina che li avvolge, una vera e propria corazza che annulla l’effetto dei numerosi trattamenti antibiotici e che permette ai batteri di perdurare all’interno della vagina per lungo tempo fino allo scatenarsi dell’infezione. Il D-Mannosio impedisce quindi ai batteri di crearsi la loro personale difesa contro l’azione del nostro sistema immunitario o degli antibiotici.

  • I trattamenti più comuni a base di D-Mannosio

    Nel trattamento di infezioni urinarie o cistite batterica, specialmente quelle provocate dal batterio Escheria Coli, oltre che con le consuete cure antibiotiche, che sembrano avere scarsi risultati, è consigliato l’uso del D-Mannosio. Un antibiotico naturale che annovera tra le sue preziose proprietà quella di espellere i batteri con il minor danno possibile per il nostro organismo. Grazie alle sue qualità, infatti, il D-Mannosio è in grado di catturare ed eliminare i batteri che si attaccano alle pareti vaginali. Inoltre il trattamenti col D-Mannosio è in grado di indebolire i batteri responsabili delle infezioni urinarie, impedendo la formazione del bio-film, cioè della loro corazza protettiva contro l’attacco del sistema immunitario.

    Per agevolare l’azione del D-Mannosio sono necessari alcuni accorgimenti, tra cui:

    • Ingerire D-Mannosio a stomaco vuoto. Vale a dire almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto;
    • Urinare prima di assumere D-Mannosio, in modo che si concentri nella vagina;
    • Diluirlo in bevande calde sembra aumentarne l’effetto;
    • é molto importante bere molto dopo l’assunzione, così da stimolare la minzione e assicurare un effettivo lavaggio della vagina.

    A seconda del tipo di prodotto a base di D-Mannosio che si sceglie di assumere, per via orale o attraverso lavande vaginali, ci sono delle lievi differenze nella modalità e tempo di assunzione. In ogni caso bisogna sempre distinguere la fase acuta da quella di mantenimento. Nella fase acuta dell’infezione ci sarà bisogno di un’azione massiccia e intensa, e quindi si potrà:

    • ciogliere 4/5 bustine di D-Mannosio in acqua o succo di frutta ogni giorno, per 3 giorni. In seguito ad un miglioramento dell’infezione si potrà diminuire gradualmente il dosaggio seguendo la dose in fase di mantenimento;
    • Assumere il D-mannosio puro o in pillole. Una pillola nell’immediato, una dopo un’ora e una ogni tre ore, sempre per 3 giorni. Successivamente ridurre il dosaggio con il diminuire dell’infezione;
    • Effettuare una lavanda vaginale con trattamenti col D-Mannosio puro sciolto in una soluzione di acqua fisiologica e inserirlo nella vagina con l’aiuto di una siringa. Lavare per circa 10 minuti e in seguito inserire all’interno della vagina dei fermenti lattici per il ripristino della flora batterica;
    • Effettuare una lavanda vaginale con lavande già pronte a base di D-Mannosio, che contengono anche numerose sostanze naturali in grado di dare maggiore aderenza alle pareti vaginali e quindi non è più necessario l’uso dei fermenti lattici.

    A questa fase segue naturalmente quella di mantenimento in cui i sintomi dell’infezione iniziano a diminuire e quindi si procede ad una riduzione delle dosi ma in un arco di tempo maggiore. Infatti si dovrebbe:

    • Assumere 3 bustine di D-Mannosio al giorno(mattino-pomeriggio-sera) per un mese. Successivamente alternare giorni con 2 bustine a giorni con una sola bustina per due settimane. Le settimane successive si prosegue con una sola bustina al giorno fino alla guarigione completa se non vi è alcuna ricaduta;
    • Assumere D-Mannosio puro o in pillole seguendo lo stesso dosaggio di quello in bustine sopraindicato.

    Infine bisogna precisare che il trattamento con il D-Mannosio non deve limitarsi alla fase acuta dell’infezione, e a quella recidiva per impedire ricadute, ma è fondamentale un uso in fase preventiva in modo da rafforzare l’azione delle nostre naturali difese immunitarie.

  • Il D-Mannosio ed il suo utilizzo

    Le dolorose e numerose infezioni del tratto urinario che spesso colpiscono le donne sono di solito trattate, ma con scarsi risultati, con l’impiego di antibiotici. La stragrande maggioranza di queste fastidiose cistiti è causata da un batterio in particolare, chiamato Escheria Coli. Questo tipo di batterio trova nella vagina il suo ambiente ideale dove risiede per lungo tempo fino a che le condizioni necessarie permettano lo scatenarsi dell’infiammazione. Ciò che favorisce l’attaccamento in profondità alle pareti vaginali è proprio la conformazione fisica di questi batteri, che sono totalmente ricoperti da piccole zampe, dette lectine, la cui proprietà principale è la forte capacità di aderenza. Questi batteri però sono ancora più suscettibili all’attrazione verso il D-Mannosio rispetto a quella delle pareti vaginali.

    Questo zucchero semplice costituisce l’antibiotico naturale in grado di combattere efficacemente le infezioni urinarie o le cistiti. Le modalità d’assunzione sono piuttosto semplici e prive di consistenti effetti collaterali. L’assunzione può infatti avvenire per via orale o tramite lavanda vaginale. Nel primo caso bisogna sciogliere delle bustine in acqua e urinare per favorire la pulizia della vagina. Mentre con la lavanda vaginale si va direttamente a ripulire in maniera diretta e mirata la parte che costituisce non solo il luogo di concentrazione dell’infezione ma anche e soprattutto il punto di accesso per numerosi batteri. In ogni caso l’utilizzo del D-Mannosio deve essere massiccio durante la fase acuta dell’infiammazione, per poi ridursi con la scomparsa dell’infiammazione stessa. Nel trattare le infezioni urinarie non di dovrebbe però interrompere in maniera repentina l’assunzione del D-Mannosio, anche in caso di scomparsa dei sintomi. Continuando ad assumere D-Mannosio, infatti non si incorre in nessun danno collaterale, considerato che non viene metabolizzato dall’organismo ma viene direttamente trasportato nel tratto urinario dove poi viene eliminato insieme all’urina.

    L’impiego del D-Mannosio come terapia sostitutiva all’uso delle cure a base di antibiotici è presto spiegata dalle evidenti proprietà benefiche del D-Mannosio. Durante un’infezione urinaria il nostro organismo risente di un forte calo delle difese immunitarie e un notevole abbassamento degli anticorpi, questa condizione viene maggiormente aggravata con l’uso degli antibiotici. Mentre l’uso del D-Mannosio va a soppiantare questa momentanea assenza.Inoltre il D-Mannosio è in grado di indebolire gli stessi batteri, impedendo la formazione del bio-film, che altro non è che la corazza protettiva dei batteri contro l’effetto degli anticorpi o delle cure antibiotiche.

    In conclusione grazie alla sue naturali proprietà, l’utilizzo del D-Mannosio in caso di infiammazioni del tratto urinario o di cistite è efficace non solo nella fase acuta, ma anche e soprattutto nella fase preventiva. Nella sua azione il D-Mannosio è in grado di indebolire i batteri, catturarli ed espellerli dal nostro organismo senza doverli eliminare.

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    Riccione, 23 giugno 2012 – Sono giorni di caldo torrido sull’Italia ma è anche tempo di vacanze al mare. Con l’inizio ufficiale dell’estate è arrivato anche il sole e, chi più chi meno, siamo tutti esposti ai raggi, anche senza per forza stendersi in spiaggia.

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