Categoria: Politica

  • Monterotondo, Antonino Gatto svela bugie del centrosinistra sulla TIA


    A seguito delle improbabili motivazioni addotte da Mauro Alessandri agli aumenti del 40% sulla TIA, il professor Antonino Gatto spiega: “La foglia di fico con cui il centrosinistra vuole coprire la disastrosa gestione dell’affare Nuova Era, scaricando sulla legge nazionale le responsabilità di un’amministrazione retrograda e inefficace, è l’ennesima manovra da prestigiatore con cui si cerca di abbindolare i cittadini. Nel suo ultimo intervento il candidato del Pd tenta di spiegare l’aumento del 40% della Tariffa di Igiene Ambientale con fantasiose motivazioni, in base alle quali l’incremento vertiginoso nelle prossime bollette dipenderebbe dall’incremento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica, dall’adeguamento del Contratto Nazionale di lavoro per i dipendenti dell’APM e dal costo del lavoro legato alla raccolta differenziata in alcuni quartieri di Monterotondo: tre falsità che offendono l’intelligenza dei cittadini. In primo luogo – precisa il primario chirurgo – in molti comuni italiani il tanto sbandierato aumento nazionale si è sentito in misura sensibilmente inferiore, e in alcuni casi non si è affatto ripercosso sulla cittadinanza, grazie a una gestione virtuosa del servizio di raccolta dei rifiuti. Faccio gli esempi di La Spezia, dove l’aumento della TIA è stato limitato al 9,57%, di Viareggio (+5%), di Teramo (+3,5%), di Pagani, piccolo comune in provincia di Salerno dove si è riusciti a mantenere inalterata la bolletta per la raccolta dei rifiuti, o ancora di Rovigo, che l’ha addirittura diminuita del 12%. Alessandri, che sa tutto di amministrazione e che non perde occasione per puntare l’indice contro la mia presunta, e a questo punto smentita, impreparazione a livello politico-amministrativo, dovrebbe spiegare ai monterotondesi come sia possibile che nella nostra città si avranno bollette del 40% più care mentre altre realtà comunali riusciranno ad avere addirittura sensibili riduzioni. In secondo luogo – continua Gatto – la scusa dell’aumento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica è a dir poco ridicola. In soli otto mesi sono stati spesi 208.000 euro di carburante, che con una percorrenza media di 2 km al litro e con il gasolio a circa 1,2 euro, significano 340.000 km, ossia una media di 1400 km al giorno. Praticamente – ironizza il primario chirurgo – la distanza tra Firenze a Copenhagen. Dove sono andati a finire questi soldi? E’ improbabile che per portare i rifiuti in discarica si spendano 208.000 euro di gasolio in soli otto mesi. Così come sono ingiustificati i 139.000 euro sborsati dal comune nello stesso lasso di tempo per non ben precisate consulenze, nonché i 60.000 euro percepiti dal consiglio di amministrazione e i 30.000 euro conseguiti dai soli collaboratori a progetto. Il tentativo di spiegare gli aumenti con la raccolta differenziata, poi, è davvero comico se si pensa che il sistema porta a porta è stato limitato a una sola via dello Scalo”.

    Il professore chiude con un pensiero per gli operai e gli amministrativi dell’ormai ex Nuova Era, che per mesi hanno dovuto sopportare notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi: “Esprimo tutta la mia solidarietà per quanti hanno pagato di propria tasca per il fallimento di un progetto di cui l’amministrazione comunale è l’unica vera responsabile. E’ ora che Alessandri getti la maschera”.

  • Monterotondo, Gatto entusiasta per incontro con Legambiente


    Monterotondo, 27 maggio 2009 – Si è svolto ieri, presso la sede ANPI di Palazzo Orsini, l’incontro tra Antonino Gatto e Legambiente in merito alla situazione ambientale della città sabina. Nel corso dell’evento il candidato sindaco per le liste civiche ha reso noti i propri progetti afferenti la tutela ambientale, la riqualificazione del territorio e la valorizzazione delle aree verdi eretine. Il professore ha accettato di buon grado le proposte giunte dall’associazione ambientalista, auspicando per il futuro una collaborazione costante e programmatica.

    “Da quando ho preso la decisione di candidarmi – ha dichiarato Gatto – ho iniziato a scoprire realtà territoriali di cui finora non ero a conoscenza. Nel corso di un incontro presso il giardino di Montegrappa, per esempio, ho potuto constatare la presenza di eternit che, mi hanno spiegato i residenti, l’attuale amministrazione non è stata in grado di smaltire, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei bambini e di tutti i frequentatori del parco. Questa è una cosa inaccettabile, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto quello della salute”.

    I rappresentanti di Legambiente si sono dimostrati molto ben disposti verso un confronto programmatico con il primario chirurgo, e hanno chiesto rassicurazioni circa il rispetto per le aree verdi.

    “Trasformare Monterotondo in una città pulita, sicura, più ricca e meno caotica è senz’altro il mio obiettivo principale – ha spiegato Gatto –, visto che solo in questo modo si può migliorare notevolmente la qualità della vita dei cittadini e il livello di salute della città. L’ambiente è il nostro futuro e nel nostro programma la valorizzazione di Tormancina e Gattaceca ha un’importanza assolutamente centrale. Queste sono zone – continua il primario chirurgo – in cui si possono creare nuove strutture senza edificare ulteriormente, ma semplicemente riqualificando tutti gli stabili inutilizzati. Si potrebbe così trovare spazio per un’università di veterinaria, che sarebbe la prima nel Lazio, o per aree da destinare alla creazione di un centro polivalente e polifunzionale che possa essere utile a tutti, dal bambino dell’asilo nido all’anziano. Anche Gattaceca merita la giusta importanza e potrebbe ospitare percorsi didattici dal punto di vista storico, geologico e naturale. Ogni quartiere – ha chiarito il candidato sindaco per le liste civiche – dovrebbe avere un’area verde che non sia un semplice giardinetto e si possono studiare percorsi ciclabili che possano disincentivare l’utilizzo dell’automobile, con un conseguente snellimento del traffico e un notevole miglioramento in termini di inquinamento”.
    L’evento ha riscosso grande entusiasmo in Legambiente, un’associazione con cui Antonino Gatto potrebbe studiare un piano di consulta permanente qualora venisse eletto sindaco: “Realtà come la vostra – ha concluso Gatto – possono costituire un prezioso intermediario tra amministrazione e cittadinanza, soprattutto alla luce del fatto che spesso, con le vostre iniziative, avete posto rimedio alle carenze di questa amministrazione. Di conseguenza io mi impegnerò sempre ad ascoltare le segnalazioni provenienti da chi, per l’esperienza acquisita, vive direttamente e in maniera preparata i problemi della nostra città”.

  • Porchietto, elezioni provinciali di Torino. Il programma


    Torino, 26 maggio 2009 – E’ on-line da oggi sul sito www.claudiaporchietto.it il programma per il futuro della Provincia di Torino della candidata alla presidenza del centrodestra, Claudia Porchietto.

    Nato dopo un’ampia e attenta condivisione con il territorio, fatto dunque partire dal basso, dalle proposte di migliaia di cittadini e amministratori incontrati nei tre mesi passati a visitare tutte le città della provincia di Torino e dalla forte condivisione in rete, racchiude in una sintesi di 13 pagine un progetto a lungo termine per ridisegnare un’identità all’ente territoriale. Caratteristica principale del programma di Claudia Porchietto è quella di dare tempi certi per gli interventi già dichiarati che andranno rispettati.

    Alcuni punti cardine del programma sono:

    Dare più sicurezza, creando le condizioni per una convivenza serena e sicura per tutti, in modo che la gente non abbia più paura di passeggiare nelle proprie strade. E su questo si incentra il progetto di polizia provinciale, con la creazione di macroaree comunali per una razionalizzazione delle polizie locali, presentato nei giorni scorsi.

    Proteggere il lavoro, incentivando le aziende che producono sul nostro territorio e utilizzando tutti i mezzi e le risorse per combattere la disoccupazione. Ciò per pensare al domani, collaborando con le parti sociali, rilanciando la formazione professionale e rafforzando lo spirito imprenditoriale. La nostra provincia deve offrire, in un contesto di forte coesione sociale, certezze per il presente e opportunità ai nostri figli.

    Fare la Tav e le infrastrutture, perché da troppi anni si parla della Tratta ad Alta Velocità Torino- Lione, della Tangenziale Est e della quarta corsia della Tangenziale Nord, senza che tali interventi siano ancora partiti e dimenticando che portare la nostra provincia al centro del principale asse di comunicazione nel continente vuol dire creare posti di lavoro per la gente e sviluppo per l’economia locale. Ciò avverrà ascoltando le esigenze delle comunità interessate, perché le opere diventino una vera occasione per il futuro del territorio.

    Rivedere i consorzi rifiuti, abbassare la tassa e sviluppare la raccolta differenziata con metodi più moderni abolendo il “Porta a Porta”, poiché tale sistema è stato un vero fallimento, che ha causato disagi e un aumento smisurato dell’imposta per cittadini e imprese. Accorpando i consorzi, tagliando le spese inutili e abolendo il “porta a porta”, mantenendo la differenziazione di plastica, carta, alluminio e vetro, si garantirà la riduzione della tassa rifiuti del 30%.

    Tagliare gli sprechi, perché in tempo di crisi non è possibile continuare a finanziare consulenze, iniziative costose e poco proficue, creare uffici senza funzioni precise e utilizzare risorse per consulenze inutili. Bisogna ridefinire, con rigore e determinazione, le competenze e la struttura della Provincia eliminando gli sprechi e snellendo la burocrazia. La Provincia deve tornare a fare il proprio lavoro al servizio del cittadino nell’ottica dell’efficienza.

    Costruire il futuro, perché il nostro non sia più il territorio del passato e delle occasioni perdute, dove chi amministra naviga a vista mentre i cittadini vedono un lento e inesorabile declino. E’ necessario tornare a credere nelle nostre capacità, ispirandoci a quelle persone e quelle aziende che, nate e cresciute nella nostra provincia, ottengono successi in tutto il mondo. Aiutando concretamente chi ha voglia di fare e di emergere, la nostra provincia andrà riportata al posto che le spetta in Italia e in Europa.

    Molti i temi trattati nel programma che vanno dal welfare all’ambiente, dall’economia al turismo, dalla cultura all’agricoltura e alle montagne, fino alla cura e all’impegno da destinare alla commemorazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    Interventi fondamentali saranno da ritenersi quelli destinati alla viabilità, all’edilizia scolastica, al rilancio della formazione e al completamento della banda larga.

    Viabilità
    La Provincia di Torino è quella col maggior numero di incidenti nel 2007; il 59% di questi avvengono su strade provinciali. Si rendono pertanto necessari interventi strutturali per la messa in sicurezza delle strade come presupposto per un rapido e sicuro collegamento viario e per diminuire la mortalità. Andranno potenziate le infrastrutture per garantire un sostegno alla domanda e per creare una rete in grado di sostenere lo sviluppo economico. In particolare andranno realizzati al più presto alcuni interventi sulla rete stradale:

    – tangenziale est di Torino
    – decongestionamento del traffico gravante sulla cintura di Torino attraverso il potenziamento dei mezzi e dei percorsi alternativi.
    – collegamento delle stazioni TAV con il resto della provincia
    – completamento dell’Autostrada Torino-Pinerolo
    – messa in sicurezza della 460 (strada statale di Ceresole)
    – circonvallazione di Rivarossa e Front e collegamento con pedemontana

    Edilizia scolastica
    Andrà realizzata una mappatura completa, che oggi non esiste, delle reali necessità strutturali di tutti gli edifici scolastici che fanno capo alla Provincia, i quali, per più del 50%, non rispondono alla normativa antisimica. Avendo un quadro chiaro delle necessità di ristrutturazione si partirà con gli interventi che dovranno avere tempi certi di realizzazione. Tali interventi, grazie a strumenti di coinvolgimento di privati anche tramite il project financing, come avvenuto in altre regioni italiane, potranno avvenire in tempi certi per tutti gli istituti. La gestione del patrimonio di edilizia scolastica dovrà recepire i più elevati principi di razionalizzazione degli interventi manutentivi ordinari e straordinari e più alti standard qualitativi. Perché sicurezza vuole dire anche scuole sicure per i nostri figli.

    Formazione
    Verrà sostenuto l’apprendistato, con progetti che supportino la formazione di chi cerca lavoro e andrà favorito il duraturo inserimento in azienda. Si dovrà far crescere il sistema degli operatori della formazione professionale, coinvolgendo gli esperti dei singoli settori in cui la formazione sia finalizzata alla ricerca di lavoro. Sviluppare il sistema d’alta formazione torinese, promuovendo ulteriormente Torino come città di formazione internazionale.

    Banda larga
    Ultimo aspetto da sottolineare la necessità di completare, in accordo con la Regione, il raccordo con la banda larga per la connessione veloce a internet in tutti i Comuni della provincia. Ciò per permettere, mettendo a disposizione collegamenti moderni e veloci, quello sviluppo che il nostro territorio si merita.

    “Il nostro è un progetto di lungo termine basato sulla concretezza e sulla voglia di ricostruire un’identità alla Provincia che la porti ad attirare nuove iniziative, attività e popolazione – ha sottolineato Claudia Porchietto. L’obiettivo è quello di sviluppare lavoro e ricchezza in un ambiente con la più alta qualità della vita. Ciò dovrà avvenire ripensando l’ente in termini di efficacia ed efficienza, con minori tempi burocratici e con netti tagli agli sprechi e alle spese inutili, in modo che possa finalmente tornare ad essere veramente utile ai cittadini”.

    www.claudiaporchietto.it

  • Scuole Guida e studi di consulenza automobilistica


    Torino, 26 maggio 2009 – Ieri, in una gremita sala dell’Hotel Campanile di corso Allamano, si è svolto un incontro tra le rappresentanze locali dell’Unasca, la principale Associazione Nazionale di Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica e i candidati alla presidenza della Provincia di Torino.
    Mario Forneris, Pier Nicola Matricardi e Gigi Compagnoni, rispettivamente Segretario Nazionale Autoscuole, Segretario Interregionale Autoscuole Piemonte e Valle d’Aosta, Segretario Provinciale Studi di Consulenza automobilistica, hanno esposto, alla candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino Claudia Porchietto, le serie problematiche che attanagliano le loro attività, specie dopo l’intervento di quella che è stata definita come “la scellerata e inopportuna liberalizzazione voluta dall’onorevole Bersani”.

    Sia il settore Autoscuole che il settore Studi sono soggetti a una diretta vigilanza da parte dell’ente Provincia. Fatto che pone tali attività come cardine fondamentale del complesso lavoro da attuare al riguardo della sicurezza stradale. Per questa ragione Claudia Porchietto ha proposto di instaurare un canale diretto tra Provincia, autoscuole e studi di consulenza in materia, atto a far sì che queste possano diventare una sorta di sportello provinciale sul territorio, una sorta di braccio operativo per risolvere i problemi della categoria e aumentare la sicurezza sulle strade.

  • Porchietto, candidata alle Provinciali Torino: dare voce all’insicurezza e al disagio


    Claudia Porchietto commentando i risultati del sondaggio (eseguito dall’Istituto Euromarketing di Torino) ‘Quali sono i problemi più importanti di Torino’ rivolto alla popolazione torinese, che vede la voce ‘Sicurezza’ con il 68,9% dei voti, la seconda voce ‘Traffico’ al 23,30% e la terza, ‘Disoccupazione’, soltanto al 22,10% delle preferenze, sottolinea: ”Vorrei andare oltre la lettura numerica per cercare di dare voce alla natura più profonda di questo dato che certamente non riporta unicamente ai ben noti problemi di ordine pubblico. Ci troviamo di fronte ad uno stato di disagio e di insicurezza generalizzato, dettato da una visione concentrata sul vivere alla giornata e priva di quel senso di progettualità e di fiducia che deve caratterizzare una società sana e moderna. In questo senso la politica e qui naturalmente mi tiro in ballo in prima persona, deve ridare questo ‘senso del futuro’ insieme a una positività in questo caso non identificabile con un atteggiamento leggero e poco responsabile. Le Istituzioni si devono caratterizzare con una presenza forte sul territorio, una presenza che possa essere facilmente percepita e condivisa dai cittadini: la politica deve insomma essere un punto di riferimento per chi vuole ancora parlare di futuro e pensare alla sua progettualità”.

    Info: www.claudiaporchietto.it

  • Assegni rifiutati in banca, De Pierro chiede incontro con ABI


    Roma – In seguito a segnalazioni ricorrenti l’Italia dei Diritti intraprenderà una battaglia per salvaguardare tutti quei cittadini che si rivolgono alle banche per cambiare assegni e si vedono privati di un loro diritto, perché queste si rifiutano di accetarli. Abbiamo già trattato la cosa in un precedentemente. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei diritti, ha chiesto un incontro al presidente dell’ABI.
    “È un comportamento assolutamente vergognoso – commenta De Pierro – al quale abbiamo assistito e assistiamo. Siamo a conoscenza di tantissimi casi di questo tipo e la nostra vocazione da paladini della giustizia e difensori dei diritti dei cittadini non ci permette assolutamente di mettere il freno alla nostra voglia di risolvere o almeno di portare davanti all’opinione pubblica un problema cosi grave.
    Spesso gli assegni vengono consegnati alle persone da società assicurative per risarcimento di un danno subito. Oltre a quelle che sono le conseguenze del danno stesso, che grazie alla copertura assicurativa viene risarcito, il povero cittadino spesso deve anche affrontare l’umiliazione di vedersi negare i soldi che gli spettano di diritto. La scusa più utilizzata da chi si trova allo sportello o chi gestisce una filiale è quella dei motivi di sicurezza. Ci sembra una scusa abbastanza inutile perché basterebbe fare due verifiche per sapere se a beneficio di quella persona l’assicurazione, che è cliente della banca, ha elargito l’assegno.
    È giusto effettuare dei controlli di sicurezza, ma senza abusare. Chi si rifiuta di cambiare l’assegno, trattenendo i soldi che sono disponibili per la persona, commette, a nostro avviso, il reato di appropriazione indebita codificato dal art. 646 del codice penale e probabilmente con le aggravanti del comma 11 dell’articolo 61 che farebbero passare la procedibilità, quindi la perseguibilità del reato stesso, dal procedimento a querela di parte a quello d’ufficio. Certo è più comodo e vantaggioso per una banca chiedere al cliente di accendere un conto per poter venire in possesso del suo denaro. L’invito che noi facciamo, a tutti coloro i quali vengono a trovarsi in una situazione del genere, è quello di chiamare una pattuglia di polizia o carabinieri, chiedere l’identificazione di chi ha opposto materialmente rifiuto e presentare all’autorità giudiziaria entro 3 mesi, come previsto dal codice, una denuncia querela per appropriazione indebita.
    La nostra intenzione è quella di iniziare oggi una battaglia civile – conclude De Pierro – e proseguire fino a quando si potrà parlare di una completa risoluzione di una grave violazione dei diritti. È per questo che chiediamo innanzitutto un incontro con il presidente dell’ABI, qualora non dovesse venir accolto metteremo in atto proteste, anche eclatanti, e di forte impatto mediatico con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

  • Rotazione intermunicipale vigili urbani, De Pierro incontra Marrocco


    Roma – “Visti i casi di corruzione presunta, e talvolta dimostrata, riteniamo, che l’ipotesi di mobilità dei vigili urbani “a livello di quadranti territoriali” e di rotazione periodica intermunicipale dei dipendenti tecnici comunali sia una questione dalla quale non si può prescindere qualora il Comune voglia continuare a salvaguardare la serietà morale e professionale dei suoi dipendenti, a garanzia di massima chiarezza e neutralità nello svolgimento dell’attività amministrativa”.

    Così Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, ha esordito stamane all’incontro con Marcello Marrocco, capo di segreteria dell’assessorato al Personale e alle Risorse Umane, presieduto da Enrico Cavallari. Colloquio avvenuto in seguito all’inoltro da parte del presidente dell’Italia dei Diritti della proposta, circa un anno fa, al sindaco Gianni Alemanno e poi giunta, per questioni di competenza, sulla scrivania dell’assessore Cavallari.

    In seguito demandata dal responsabile al Personale della giunta capitolina al capo di segreteria Marrocco, a causa di improrogabili impegni lavorativi.

    “La nostra proposta – ha continuato De Pierro – così come le altre iniziative portate avanti dal movimento, prescinde da ogni colorazione politica. Siamo abituati, da sempre, a non fare sconti né a destra né a sinistra, ma semplicemente a tutelare quelle che sono le necessità e le esigenze dei cittadini. E soprattutto le richieste di legalità e di trasparenza che ne conseguono”.

    Pronta e disponibile la risposta del capo di segreteria il quale non ha esitato a manifestare la condivisione della proposta. “Non mi esimerò dal portare, nel più breve tempo possibile, l’istanza all’assessore Enrico Cavallari e al sindaco Gianni Alemanno – ha detto – data l’importanza del tema trattato. Personalmente ritengo che la permanenza dei dipendenti, appartenenti a qualsiasi settore, nello stesso posto di lavoro, tenda necessariamente a ‘mettere sul trono’ la persona e a estremizzare il ruolo che ricopre sicuramente in maniera negativa”.

    “Credo che la vostra proposta – ha continuato Marcello Marrocco – sia ineccepibile ma ritengo che necessiti non solo dell’apertura di un adeguato tavolo di concertazione ma anche di un monitoraggio del personale in carica per giungere alla soluzione migliore. E’ per tale motivo che, talora l’assessore ritenga necessario prendere in esame tale iniziativa, cercheremo di coinvolgere i rappresentanti del corpo dei vigili urbani”.

    Il presidente Antonello De Pierro, dicendosi soddisfatto dell’incontro, rende noto che “l’Italia dei Diritti, quale movimento di denuncia mediatica che ha e conserverà il ruolo di sollevare problematiche di questo genere di fronte all’opinione pubblica, si riserverà di monitorare l’evolversi della situazione”. “Qualora – conclude De Pierro – la nostra proposta non venga presa in considerazione da chi di dovere, porteremo avanti le nostre iniziative di protesta, così come da programma”.

  • la lista civica “Tutti per Rivello”


    Riceve sempre più consensi la lista civica “Tutti per Rivello”: realtà nata dall’associazione di persone che hanno a cuore la splendida città di Rivello.

    Una realtà che ha preso vita dapprima nei cuori e nelle menti di quei cittadini stanchi della solita politica da piccolo paese e che si è diffusa sempre più fino a raccogliere la simpatia e l’impegno di una task force esterna al paese. Sono difatti 4 le persone non residenti a Rivello e candidate alla giunta comunale. Il loro apporto risulta essenziale in quanto, mossi da entusiasmo e professionalità, stanno portando ai Rivellesi quelle idee ed energie per cambiare marcia, per un futuro che sia lontano dalla ormai penalizzante realtà.

    Noi di “Tutti per Rivello” – spiega il leader della lista, Nicola Megale – siamo orientati ad una politica diversa. Senza simboli di partito e un po’ seguendo le orme di Kennedy, proprio come ha fatto Obama: “non pensiamo a cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediamoci cosa puoi fare TU per il tuo paese”. La novità – prosegue l’ing. Megale – è che ci si propone come stimolo, non come decisori ed esecutori al contempo. La guida per dei cittadini che vorrebbero fare delle cose, non subirle. Non si parte da un programma definito, si propone un programma che può essere integrato dalle problematiche di ogni giorno, dai suggerimenti, le modifiche di rotta suggerite dal vivere quotidiano. Un modus agendi partecipativo – conclude Megale – per far si che Rivello sia fatta dai rivellesi.

    Ascoltiamo la voce di Rivello e gli diamo corpo, forza, affinché i sogni di coloro che vivono il quotidiano diventino realtà. Vogliamo udire la voce di coloro che ancora credono alla realizzazione dei loro sogni, quelli che, stanchi di sentir parlare, vogliano cominciare a dire la loro.

    E-mail: [email protected]
    Blog: www.tuttiperrivello.blogspot.com
    Gruppo FaceBook: Tutti per Rivello

  • Monterotondo, Antonino Gatto ascolta i residenti di Montegrappa


    Ha avuto luogo ieri la visita del candidato sindaco delle liste civiche Antonino Gatto ai residenti del quartiere Montegrappa, radunatisi presso il giardino del comitato locale. Nel corso dell’evento il professore ha avuto modo di prendere atto delle segnalazioni provenienti dagli stessi abitanti, dai quali, in particolare, è stata lamentata la scarsa attenzione dell’amministrazione comunale nei confronti della zona, salvo poi vedere il parco completamente ripulito solo a pochi giorni dalle elezioni. “Tutto ciò non mi stupisce – ha commentato Gatto –, visto che nell’ultima settimana si sta cercando di fare tutto ciò che si sarebbe dovuto realizzare con largo anticipo. Ho grandi programmi per tutta l’area dello Scalo, e lo stesso penso che vi abbia detto l’altro candidato, ma credo che in sessantaquattro anni di governo della città avrebbero dovuto già portare a termine tutti i punti che ora vanno sbandierando in campagna elettorale. Mi sembra evidente – continua il primario chirurgo – che il parco di Montegrappa va assolutamente tutelato, in primo luogo eliminando l’eternit presente”.

    Il composto a base di amianto preoccupa notevolmente i residenti della zona, i cui bambini frequentano abitualmente il parco. Il comitato di quartiere ha segnalato ripetutamente la presenza del materiale cancerogeno, ma il sindaco Lupi – fanno sapere i cittadini – non ha mai fatto nulla, limitandosi a dire di non riuscire a smaltirlo.

    “Lo smaltimento si può e si deve fare – aggiunge Gatto – e anche se tutti fanno promesse in campagna elettorale, io preferisco la politica dell’agire. Tengo a ribadirvi che io a fare il sindaco non ci guadagno nulla, non cerco una poltrona che mi possa assicurare una visibilità maggiore rispetto al mio lavoro ordinario, anzi, ho solo da rimetterci perché la mia immagine, qualora non rispettassi i punti che mi sono prefissato di realizzare, verrebbe compromessa. Tra le nostre priorità – conclude il professore – ci sono la creazione di una guardia ecologica per la pulizia dei giardini, lo snellimento della problema della viabilità e il rafforzamento della percezione di sicurezza attraverso l’istituzione di un vigile di quartiere che possa costituire il referente principale per tutti i residenti di quella zona”.

  • Alla Carige le negano il cambio di un assegno, Marinelli indignato


    Roma – Abbiamo ricevuto una lamentela da parte di L.L. che si è recata presso una filiale della banca Carige, situata in via Bissolati 59 a Roma, con un assegno per un risarcimento da parte dell’assicurazione, emesso da circa una settimana, che non le sarebbe stato cambiato per motivi di sicurezza, pur avendone pieno diritto.
    Questa è stata l’ultima di tante segnalazioni ricevute e sembra che si tratti di un comportamento piuttosto diffuso. “Il caso presenta ancora una volta – ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori dell’Italia dei Diritti- la necessità di una riflessione sullo strapotere del sistema bancario. Volendo applicare la norma in modo tecnico è indubitabile come la banca si sia appropriata indebitamente del denaro del quale aveva possesso al fine di avere un duplice, ingiusto, profitto. Il primo è la percezione della somma con tutto ciò che questo comporta, con la possibilità di disporne a proprio piacimento. Altro aspetto ancora più grave sfiora addirittura l’estorsione in quanto si mira ad obbligare la malcapitata posseditrice del titolo ad aprire un conto corrente quando magari non ha nessuna voglia di procedere in tal senso”.

    A tal proposito abbiamo sentito, telefonicamente, la direttrice della banca in questione che ha affermato che l’assegno non è stato cambiato per motivi di sicurezza. La ragazza non era una loro cliente e non avendo la possibilità di verificare l’identità hanno evitato di cambiarle l’assegno. Stando alle parole della direttrice si tratta solo di una questione di sicurezza. Ma il codice penale dice ben altro: secondo il comma 11 dell’articolo 61 ci sarebbe l’aggravante dell’abuso di autorità perpetrato dal vice direttore dell’istituto bancario.

    Tutto ciò però ci sembra assurdo perché la donna era in possesso della quietanza della compagnia assicurativa e quindi l’impiegato poteva chiedere subito informazioni, trattandosi tra l’altro di un assegno non trasferibile. Il danno arrecato alla giovane donna non è indifferente, considerato anche il fatto che per avere i suoi soldi, ha dovuto attraversare tutta la città e chiamare prima i carabinieri, che si sarebbero rifiutati di intervenire, e poi la polizia. L’arrivo della volante però non è servito a nulla perché la banca, nel frattempo, è stata chiusa e gli agenti non sono potuti entrare.

    “Non si sa a chi rivolgersi in questi casi – continua il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – visto che la Banca d’Italia è controllata dalle banche, il Presidente del Consiglio è comproprietario di una banca e le banche scelgono addirittura i presidenti della repubblica, come nel caso di Ciampi. Forse questo ennesimo episodio di strapotere e arroganza rilancia sempre più la necessità delle monete complementari. Siamo schiavi di questo sistema e gli spazi di manovra – conclude Marinelli – diventano ogni giorno più limitati”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, annuncia su questo tema dura battaglia per far luce su altri eventuali soprusi perpetrati dalle banche nei confronti dei cittadini e invita tutti a segnalare casi similari nonché a sporgere sempre denuncia querela alle autorità giudiziarie.