Categoria: Musica

  • “Baci alla Repubblica”: torna online il nuovo video di Inigo & Grigiolimpido

    Da subito si era conquistato anteprime importanti su vetrine giornalistiche tanto ambite. Finito poi in rete su YouTube come da prassi e da lì sono bastati pochi giorni per superare quota 30 mila visualizzazioni. E poi la CENSURA. Inspiegabile e mai compresa. Un errore? Poco importa!!! Dopo un breve ricorso, finalmente torna on line “Baci alla Repubblica”, il nuovo VIDEO dei pugliesi Inigo & Grigiolimpido reduci da un lungo tour italiano e un premio come miglior canzone d’amore indipendente assegnato proprio a Sanremo del 2012. Un momento storico in cui il nostro paese è immerso in un “tutto” e nel contrario di “tutto”, in cui il tanto decantato malessere sociale si accompagna ad una gestione discussa e discutibile, proprio ora si rende viva e necessaria la “resistenza” e la voglia di rialzarsi e di credere in ideali andati persi o nascosti sotto chissà quale ombra. In poche righe ecco cosa trova rifugio tra le nostre del nuovo singolo degli Inigo & Grigiolimpido che tornano in video e in radio con questo “Baci alla Repubblica” uno dei brani più importanti e significativi di questo loro ultimo disco. Senza la presunzione di fare o di essere, “Baci alla Repubblica” segna il passaggio tra la canzone pop italiana e quel fresco cantautorato di oggi, semplice e diretto, che fa da corredo ad un disco già ricco di riscontri e significati. Semplice e diretto: ingredienti fondamentali anche per questo video firmato dalla regia di Tommaso Trombetta. “Controindicanzoni” uscito per la Interbeat di Luigi Piergiovanni, è un lavoro “politico ma non politicamente schierato”, un lavoro d’amore sociale vissuto e raccontato da più punti di vista secondo i canoni di un normale vissuto dei ragazzi che lasciano l’adolescenza e scoprono a pieno la loro vera coscienza sociale.

    “Baci alla Repubblica” Official Video

    label INTERBEAT RECORDS www.interbeat.it [email protected]

    ufficio stampa PROTOSOUND POLYPROJECT www.protosound.net [email protected]

  • METROMORALITÀ è il nuovo singolo di Adolfo Dececco

    Metromoralità anticipa l’omonimo album del cantautore abruzzese in uscita a marzo 2014

    Andare via o restare tra i problemi di un Paese che “pretende le rivoluzioni” ma è capace solo di “reazioni” è il dubbio di una generazione, caratterizzata al contempo dall’eccesso di comunicazione e dal rischio di incomunicabilità, che sta scegliendo oggi la strada della propria vita: forse “non farà storia” ma non può prescindere dal dovere della memoria e di una partecipazione disincantata alle vicende della propria società, sempre riflettendo sul rapporto tra sé e l’altro, tra l’uomo esistenziale e l’individuo sociale, tra la metro e la moralità.

    Metromoralità, nuovo album di Adolfo Dececco, è nato sotto il segno della produzione artistica di Vince Tempera e Guido Guglielminetti, con la collaborazione di musicisti come Elio Rivagli, Pier Mingotti, Alessandro Arianti, Paolo Giovenchi, Andrea Morelli, Stefano Parenti, Carlo Gaudiello, Fabrizio Barale, Alex Valle e Ivano Zanotti; per alcuni testi, invece, Dececco ha scelto la collaborazione di Giorgio D’Orazio. Nei 10 brani di cui è composto, Metromoralità rispecchia i concetti sottesi a questo neologismo che dà il titolo al primo brano e all’intero lavoro, concetti caratterizzati, sia nei testi che nelle melodie e negli arrangiamenti, da una visione del tutto personale di Dececco. Tra musica e parole è costante il binomio di dimensione intimistica e riflessione collettiva, da quell’osservatorio che è l’Italia del 2014, un momento storico in cui guardare soprattutto alla generazione dei ventenni e trentenni, fra problematiche e sogni, che se dubita sul mondo del lavoro e della politica può ancora credere in una soddisfazione della propria vita nella società attuale grazie alla capacità di vivere la contemporaneità pagando il biglietto alla metropolitana dell’arte: il ruolo dell’artista oggi coincide con quello del pubblico nel senso di lasciare aperte tutte quelle domande che vanno alla ricerca dei possibili riferimenti culturali odierni, per una generazione che non sa bene dove appoggiarsi. Il problema, secondo Dececco, è proprio questo, capire anzitutto se possono essere ancora validi i miti del passato, i quali, anche se costituissero ancora un riferimento, lo stesso in fin dei conti apparirebbe “tragico”, perché significherebbe non poter trovare nel presente nessun ancoraggio culturale.

    Adolfo Dececco, classe 1986, all’età di tredici anni inizia a suonare e studiare privatamente la chitarra, affascinato dai grandi musicisti di ambito rock-blues come Angus Young, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jimmy Page. Abbandonati gli studi per continuare da autodidatta, inizia anche a cantare e ad esplorare la via della composizione accompagnata dalla scrittura di testi per brani propri.

    Dopo una serie di demo (“Aèdo”, “Per chi vive e muore il 32 dicembre”) e dopo essersi avvicinato al cantautorato dei maestri italiani, da De Andrè a De Gregori, da Tenco a Dalla, da Fossati a Bertoli e a Lolli, senza mai dimenticare il maestro Dylan, incide con l’etichetta Microcosmo di Milano l’album “O si scrive o si canta” (2006) composto da brani scritti da Dececco sia nel testo che nella musica eccetto il brano “Cosa vuoi che sia” al cui testo collabora Giorgio D’Orazio.

    Sono anni in cui, sempre a Milano, studia filosofia all’Università “San Raffaele”, una scuola di pensiero dove le lezioni di pensatori come Severino, Donà, Reale e altri lo accompagnano alla laurea, conseguita nel 2008, lasciando una traccia di questa esperienza anche tra i versi delle nuove canzoni che continua a scrivere. Alcune di queste, per quanto concerne i testi, le firma assieme a Giorgio D’Orazio, amico di sempre. Ed è sempre con lui che Adolfo Dececco pubblica “Giocando a Scacchi”, una raccolta di poesie a due mani (Edizioni Tracce, 2005), ed “Eolocrasia vomitevole”, un libello in versi e prosa (ilmiolibro.it, 2009), firmati con lo pseudonimo congiunto “CoroReVerso”. Sempre insieme, nel 2011, redazigono il bisettimanale “L’Altrolato”, un “foglio culturale” a distribuzione locale.

    Tra le esperienze dal vivo (con scaletta di canzoni proprie affiancate da cover in versione rivisitata), vanno menzionati il Premio “Pigro” di Urbino del 2006, i Festival “G.R.I.F.” e “Tener-a-mente” di Pescara, rispettivamente del 2010 e 2011, il “Petit tour” organizzato nell’estate del 2010 dall’Associazione Culturale Rimmel per sostenere l’A.I.R.C. (concerti presso l’Auditorium “Fermi” di Celano, il Teatro “Vittoria” di Ortona e lo Spazio “ex Aurum” di Pescara), il Galà della solidarietà “Un sogno in corsia” organizzato dalla onlus Adricesta presso il Teatro Circus di Pescara (2011), oltre a decine di serate e concerti in Abruzzo, che tra il 2012 e il 2013 lo vedono accompagnato dai musicisti della band di De Gregori, prima, e da quelli della band di Guccini poi.

    L’intento è di fondere le sonorità rock e blues dei suoi esordi con il folk e con la musica cantautorale più pura, basata sulla centralità del testo. In quest’ottica ha inciso alcuni brani con la produzione di Guido Guglielminetti, da circa trent’anni “capobanda” di Francesco De Gregori, e gli strumenti di Alessandro Valle, Stefano Parenti, Paolo Giovenchi, Alessandro Arianti, Elio Rivagli, Lucio Bardi, Carlo Gaudiello e Fabrizio Barale. Da queste collaborazioni è nato anche il singolo “L’amore paziente”, distribuito da Believe su iTunes e su tutti gli altri digital stores, che in poco tempo ha raggiunto quasi 60.000 visualizzazioni col videoclip su Youtube. Un esordio nel quale risuona la volontà di cercare una nuova via per il cantautorato italiano, del tutto personale nei testi, incisivi ma godibili, e fuso di nuove idee musicali. La musica è firmata da Adolfo Dececco che per il testo si è avvalso della collaborazione di Giorgio D’Orazio. Dalla primavera del 2013 Adolfo è seguito, in studio e sul palco, dal maestro Vince Tempera, che ha deciso di assumerne la direzione artistica, avvalendosi della collaborazione di Pierluigi Mingotti (Guccini), Ivano Zanotti (Bertè) e Andrea Morelli (Cremonini), con i quali Dececco ha inciso nuovi brani per l’album di prossima uscita “metromoralità” nonchè le canzoni selezionate per le audizioni live di Musicultura 2014.

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  • Odysséas: il lungo viaggio prog-rock dei Syndone


    Marco Minnemann e John Hackett gli special guest nel quinto disco della band: un concept ispirato al mito omerico, affascinante progressive italiano tra novità e tradizione. In copertina ‘A Oriente’ di Lorenzo Alessandri

    Fading Records
    è lieta di presentare:

    ODYSSÉAS

    … I Syndone con Marco Minnemann e John Hackett…

    Fading Records/Altrock 2014
    13 brani, 50 minuti

    Nel viaggio c’è l’essenza dell’uomo, l’idea di spingersi sempre oltre per “cercare”. Amiamo le persone proiettate costantemente alla ricerca di qualcosa, di qualcuno: noi stessi siamo così. Non crediamo alle persone che si considerano “arrivate”. Quale opera allora poteva affiancare meglio il concetto di viaggio (interiore ed esteriore) se non l’Odissea? Questa esigenza di spinta continua verso la sperimentazione e la ricerca può essere vista come l’essenza stessa della musica prog“. Il lungo cammino dei Syndone, partito alla fine degli anni ’80 nell’epoca d’oro della rinascita progressive e giunto ora al quinto disco Odysséas, trova un riferimento esistenziale e letterario davvero importante: il viaggio, il percorso di scoperta e conoscenza, il guardare avanti e altrove come metafora di una musica sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

    La rock band torinese, tornata nel 2010 dopo un lungo periodo di silenzio, è praticamente inarrestabile: il tastierista Nik Comoglio, il vocalist Riccardo Ruggeri e il vibrafonista Francesco Pinetti, dopo due ottimi album come Melapesante (2010) e La bella è la bestia (2012) tornano con Odysséas, il loro disco più ambizioso e completo. Ancora una volta un concept album – in copertina A Oriente (1979), splendida tela del compianto Lorenzo Alessandri, uno dei padri del surrealismo italiano – ma con la nuova etichetta Fading Records, collana progressive della AltRock, label nostrana tra le più seguite al mondo. Il prog-rock dei Syndone, possente, articolato e accattivante, punta alla novità e alla complessità senza dimenticare lo slancio melodico e il rispetto della tradizione, come sostiene Comoglio: “Unitamente alla ricerca del nuovo bisogna onorare le radici della musica che tentiamo di modernizzare: questo è il motivo per cui uso sempre suoni di tastiera vintage e analogici accanto a elementi freschi molto forti come il drumming di Marco, la scrittura di Francesco o l’uso personalissimo e geniale del cantato di Rik. È un modo per farti vedere cosa c’è al di là di un muro alto, dandoti però la sensazione di restare sempre con i piedi per terra”.

    Al trio si sono affiancati numerosi collaboratori e due special guest altisonanti, Marco Minnemann e John Hackett. Il popolare drummer tedesco (ha suonato, tra gli altri, con Steven Wilson, Adrian Belew, The Aristocrats, Levin e Rudess etc.) ha registrato tutte le parti diventando qualcosa in più di un semplice ospite: “Ho appena registrato la batteria nel mio studio per questi fortissimi ragazzi della band italiana Syndone. Un gruppo con il quale lavorare è stato veramente piacevole. Non vedo l’ora di ascoltare tutto. E’ stato un piacere registrare per loro”. Insieme a lui un altro straordinario musicista ha offerto la sua arte a Odysséas: John Hackett, flautista colto ed eclettico, noto soprattutto per la sua collaborazione con il fratello Steve Hackett. “E’ stato un immenso piacere registrare con i Syndone e aggiungere il mio flauto a una scrittura così raffinata. Grazie!”. I Syndone sono pronti per questa nuova avventura, con tanto di concerti che verranno presto annunciati.

    Info:

    Syndone:
    www.syndone.it

    Fading Records:
    www.altrock.it

    Ufficio Stampa Synpress44:
    www.synpress44.com

  • Paolo Anessi e Simona Grasso al Blue Note

    Dopo 20 anni passati nella musica tra live e didattica, Paolo Anessi, direttore dell’Associazione Culturale Music Secrets, dei Taiko Studio e produttore della MS Records, insieme a Simona Grasso, cantante e insegnante di chitarra, porteranno la loro musica al rinomato Blue Note di Milano. Il “Jazz Club” è un locale di alto prestigio, che ha ospitato artisti del panorama internazionale della musica jazz e non solo.
    Simona e Paolo, si esibiranno sul palco del Blue Note in occasione del brunch domenicale, percorrendo le note della storia del Jazz, passando dai grandi classici fino ad arrivare alla rivisitazione personale di pezzi “sacri” del panorama della musica italiana.
    Nel prossimo futuro Paolo Anessi sarà impegnato nella presentazione del libro “La chitarra Jazz per tutti”, libro di didattica realizzato e distribuito da Carisch e verrà presentato al CEMM di Bussero (MI), rinomata scuola Jazz.

    William Corelli

  • Il manager Salvo Nugnes afferma: “il Festival di Sanremo è un tassello e una vetrina imprescindibile della canzone d’Italia nel Mondo”

    Continua la sfida tra i migliori cantanti affermati ed emergenti al Festival della Canzone italiana, giunto alla 64° edizione e come ogni anno, organizzato nella splendida cornice dell’Ariston di Sanremo. Avvistato assieme ad illustri personalità del mondo della musica, il rinomato manager Salvo Nugnes, agente di personaggi di spettacolo e cultura, che sta seguendo da molto vicino la kermesse.

    Trattenuto dietro le quinte per un breve commento, Nugnes ha affermato che “il Festival di Sanremo è un tassello e una vetrina imprescindibile della canzone d’Italia nel Mondo ed è strettamente legata a ricordi, pensieri, episodi, situazioni particolari, che ciascuno nutre e conserva” proseguendo “Quest’anno, come sempre, ho sentito dei bei pezzi, anche da parte delle giovani proposte. Tra i big tifo per De André, un amico che ritengo molto talentuoso. Vediamo chi sarà il più fortunato!“.

  • GEROLAMO SACCO: ALIENO è il suo nuovo album

    Un album da cantautore, con canzoni pop, in lingua italiana: una cosa strana per uno che passa dalla new wave alla trance, dall’elettronica alla Aphex al melodico pop. Un artista non inquadrabile e un disco suonato, cantato, composto, prodotto, mixato da una sola persona. Un disco molto atteso per i suoi trascorsi e per la sua eruzione creativa.

    Ricorda, nella sostanza quei lavori tipo i primi di Battiato: basi e beat ballabili, ma con testi particolari e melodie “aeree”. Oppure un Bennato elettronico. Oppure può sembrare quelle storie tipo Jova & Benny Benassi fusi insieme. O un De Andrè con un vestito diversissimo.

    E Alieno, la prima settimana di pubblicazione, è in classifica Itunes tra gli album più venduti, con immensa sorpresa.

    #Alieno è la storia di un prestigiatore che, tanto tempo fa, inventa una macchina del tempo per stupire il suo pubblico con una magia nuova, e finisce nei cieli dei giorni nostri. Come vedrebbe la nostra epoca un uomo di un’altra epoca? Succede di tutto, da invasioni aliene a muse ammaliatrici che accompagnano #Alieno durante il viaggio. Una rappresentazione teatrale di una realtà che noi viviamo tutti i giorni. Forse non esisteranno “alieni che suonano il blues” come nel disco, non si va ancora a ballare il twist sulla faccia bianca della Luna, ma è questione di giorni. Viviamo tutti qua, nel mondo che #Alieno racconta, storia dopo storia, mentre cresce in lui la consapevolezza sempre più forte di come agire, e reagire, fino a trovare se stesso, persino l’amore e la gioia. Si conclude con #Alieno che partecipa ad un Reality Show in cui mandano le persone su astronavi per osservarle ma, invece che stare al gioco, e fare quello che tutti si aspettano, si impossessa dell’astronave e scompare, per la seconda volta, agli occhi di tutti, volando via in cerca di nuovi mondi. E la storia ricomincia. Non solo un viaggio autobiografico dell’artista bolognese Gerolamo Sacco, forse la storia di tutti noi, in questi anni, nei paesi dove viviamo. Come dice lo stesso Gerolamo “Sono convinto che (quasi) ognuno di noi, almeno una volta, ha fatto una “grande magia”, qualcosa che pensava fosse impossibile, ma è riuscito a fare. Ognuno di noi ha dato battaglia, si è incazzato o si è sentito diverso, una volta nella vita. Ognuno di noi ha le sue guide e ispirazioni. Io ho Caterina c’è chi ha Tila Tequila e chi Milena Gabanelli, ma poco cambia. Ognuno di noi va fuori tempo, quando vuole. Ognuno di noi ha capito che oltre al proprio salotto esiste un mondo che spesso ha delle regole che non sempre coincidono con le nostre. Ognuno di noi è un sognatore, se si lascia andare. Ognuno di noi è un alieno, se cerca se stesso per davvero!”

    Dal punto di vista musicale, 21 canzoni in stili completamente diversi ma tutte unite da una narrazione elettronica e dal tocco d’artista vero che sa mettere del suo in ogni cosa richiamandola a sè e ad una propria poetica. Gerolamo è non solo produttore del disco ma anche performer strumentista e cantante di tutte le canzoni, fatta eccezione per le voci femminili che compaiono (Gabriella Monte, Moira Zanetti, Ariella). Un viaggio che trova radici musicali dal blues fino al rock’n’roll, dalla cosmic afro alla dance italiana, dal dub e la dubstep al reggae ipnotico e impazzito che noi chiamiamo “Electrotwist”, per congiungersi con la canzone italiana d’autore, tra Fabrizio De Andrè, Franco Battiato ed Edoardo Bennato. Probabilmente il primo disco nella storia della musica italiana dove il mondo dei dj-producer e quello dei cantautori si incontrano in una sola persona. Da non perdere!

    Carriera musicale atipica. Ha iniziato a 18 anni come dj (lavora tuttora come dj, oltre che come produttore e multimedialista) sia nelle discoteche e nei rave-party. Pubblica 12” da quando aveva 19 anni e dai 21 ai 25, per 4 anni, ha lavorato con Mediarec, nel team di Gg Dag come ideatore e produttore dal 2002 al 2007, anno in cui ha abbandonato totalmente quel mondo per insoddisfazione artistica (nonostante decine di migliaia di copie vendute).
    Nel 2006 inizia a studiare composizione classica/pianoforte. Caso più unico che raro per un analfabeta musicale, viene ammesso a composizione in conservatorio, e si laurea in storia della musica moderna e contemporanea al DAMS.

    Nel 2008/9 parte Miraloop http://www.miraloop.com, casa discografica di sua invenzione (che oggi ha circa 700 brani in giro che vanno dalla classica contemporanea alla techno, passando per il rock e la sperimentale), diventando un producer di Rock interamente con il computer simulando addirittura delle band, e uscendo finalmente con il proprio volto.

    Nel 2011 cambio di marcia e partenza dell’idea Gerolandia Express: http://www.mixcloud.com/gerolandia/ , ovvero un podcast interattivo dove fans da diverse parti del mondo mandano samples vocali (in lingue assurde a volte) che simulano un viaggio in treno (appunto, il Gerolandia Express) nel suo mondo. I samples si inseriscono nel flusso musicale, ma ciò che rende G.E. una cosa mai fatta è anche il fatto che, sebbene appaia come podcast classico, in tutti i brani che suona, è produttore o produttore/cantante: in due stagioni e 22 appuntamenti suona 120 inediti .

    Così, nel 2013, arriva la sua terza stagione in cui si concentra su un album “leggibile” commercialmente, Alieno.

    www.facebook.com/gerolamosacco http://plus.google.com/u/0/b/104442154180791768130/104442154180791768130/posts

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  • Gianni Morandi intramontabile volto storico rappresentativo della musica italiana secondo il manager Salvo Nugnes

    Il noto manager Salvo Nugnes, produttore e agente di rinomati personaggi in ambito cultura e spettacolo, raggiunto telefonicamente per rilasciare un’intervista sui nomi più rappresentativi della canzone italiana nel mondo, citando Gianni Morandi afferma “Quando si pensa ai volti storici della musica leggera italiana, non si può prescindere dal menzionare Morandi, l’eterno evergreen intramontabile interprete conosciuto e apprezzato a livello internazionale, una vera icona musicale per la nutrita schiera dei suoi tantissimi estimatori“.

    E aggiunge “Le sue canzoni si mantengono sempre vive nella memoria popolare e negli anni hanno racchiuso più generazioni diffondendo un linguaggio universale, che ha conquistato i fans da padre in figlio. Straordinaria la sua recente performance nello spettacolo all’arena di Verona, uno show da record di ascolti tv, con Morandi accolto e acclamato da una platea gremita di spettatori entusiasti. Molto significativo il suo fervido impegno di solidarietà, che da lungo tempo lo lega alla Nazionale Cantanti e alle famose partite del cuore, nelle quali mette la sua notorietà al servizio di importanti iniziative con finalità benefiche“.

  • ELLE: “Nowhere but here” è il suo album d’esordio

    Nowhere but here” e’ il primo album di EllE dal sapore internazionale che nasce dall’unione di piu’ forze e che esprime tutto cio’ che di piu’ introspettivo c’e’ nell’animo dell’artista ma anche di chi lo ascolta..

    Il disco e’ composto da 10 tracce. Dalla ballad d’amore “Berlin” al singolo “Let me be your eyes”, dalla dolcezza di “A new life” all’oscurita’ di “Killing my love”, racchiude un misto di sensazioni ed emozioni tutte diverse che non lasciano indifferenti.

    Ci sono moltissime voci femminili nel mondo, tante bellissime, molte di esse riescono ad esprimere cio’ che di bello si nasconde in loro, qualcuna riesce ad emozionarci.. poche pero’ hanno il coraggio di arrivare come frecce nell’anima delle persone e lasciare una traccia di quell’ immensa e bellissima vibrazione chiamata Musica.

    La voce di Elle arriva impetuosa e se ne va in punta di piedi, fluisce come un ruscello discende dai monti e si infrange nel mare librandosi in volo senza paura, arriva nel cuore delle persone e colpisce fino in fondo li dove solo la sensibilita’ della Musica puo’ arrivare..

    Elle arriva cosi’, dal nulla, da un passato di cui non scriveremo gran che’, perche’ crediamo che non abbia grande senso parlare di cio’ che e’ stato, fuorviando il presente, e piu’ che altro, se vogliamo, anche perche’ il passato non ha vita alcuna!

    La voce di Elle rappresenta esattamente cio’ che lei e’, due lati di una stessa medaglia dove l’uno non puo’ vivere senza l’altro, la notte e il giorno che si rincorrono nelle 24 ore.

    Grazie al “casuale” incontro con il produttore Flavio Zampa, dopo anni di salite e discese, andate e ritorni, e forti esperienze, trova pace in questi 11 brani che racchiudono un po’ cio’ che e’ stato il suo viaggio, interiore ed esteriore, di vita artistica e non solo..

    Tutto cio’ che c’e’ prima di questo e’ servito ad Elle per arrivare qui dov’e’, le numerosissime esperienze live e in studi di registrazione in Italia e all’estero, ogni singolo incontro con i vari musicisti e produttori, hanno segnato ed influenzato la sua vita accompagnandola fino ad oggi.

    Il titolo dell’album la dice lunga..

    Nowhere but Here” e’ il suo primo lavoro ufficiale, carico di energia, emozioni, gioia, dolore e tutto cio’ che si puo’ citare quando davvero si da’ tutto fino alla fine, una fine che in questo caso, segna solo l’inizio di un nuovo ed emozionante capitolo del libro della sua vita…

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  • Il manager Salvo Nugnes su Ornella Vanoni: “I suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazional

    L’affermato manager produttore Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti della cultura e dello spettacolo, nel commentare il grande successo dell’ultimo album di Ornella Vanoni dal titolo “Meticci (io mi fermo qui)” che coincide con la conclusione simbolica della sua strepitosa carriera dichiara “La Vanoni è un vero mito musicale, i suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazionale“.

    E aggiunge “Davvero accattivanti e coinvolgenti le canzoni inserite nel nuovo album, molto significativo l’omaggio speciale a Lucio Dalla con -4 marzo ’43- e le straordinarie collaborazioni con Franco Battiato e Nada. Il brano -basta poco- è intriso di positivi messaggi di speranza e testimonia la preziosa eredità artistica, che questa carismatica e virtuosa signora della musica ci ha regalato nel tempo“.

    Sul fortunato tour teatrale, che la vede protagonista in giro per l’Italia e ha fatto tappa anche a New York dice “Ho avuto la piacevole opportunità di assistere più volte alle sue spettacolari performance canore dal vivo. I suoi concerti sono sempre accolti dal caloroso affetto del pubblico, che la segue da tanti anni con entusiastico trasporto. Sarebbe bello vederla come ospite tra le presenze d’eccezione nel contesto sanremese a febbraio. Io certamente non mancherò al suo ultimo concerto, che sancisce il termine ufficiale della sua strabiliante carriera, il 7 marzo nel prestigioso teatro civico di La Spezia“.

  • In occasione dell’anniversario della scomparsa il manager Salvo Nugnes esprime un pensiero su Fabrizio De André

    In occasione dell’anniversario dei 15 anni dalla scomparsa del maestro Fabrizio De André, che cade l’11 Gennaio, il manager produttore Salvo Nugnes agente di nomi di prestigio in ambito cultura e spettacolo, durante una recente intervista ha espresso una riflessione in merito affermando “Ho avuto l’enorme piacere di incontrare e conoscere di persona Fabrizio De André e ne conservo un ricordo meraviglioso. È stato un vero mentore della canzone d’autore, i suoi brani riecheggiano indimenticabili e sono sempre attuali e molto ascoltati anche dalle generazioni più giovani di fan, che ne traggono interessanti spunti di riflessione e profondi messaggi esistenziali“.

    Poi aggiunge “Ho un rapporto d’amicizia da lunga data con il figlio Cristiano, che ha ereditato le eccellenti doti canore e musicali dell’illustre padre ed è un artista dal poliedrico talento“.