Categoria: Gastronomia

  • Krapfen

    Il Krapfen è un dolce di origine austriaca, nato nel Seicento nella città di Graz e conosciuto in Baviera come “Faschingsk krapfen auf Grazer art”, letteralmente “dolce di carnevale alla Graz”. Questi dolci, infatti, venivano preparati originariamente in occasione del Carnevale e venduti per le strade alla popolazione.

    I Krapfen sono divenuti famosi in tutto Europa, Italia compresa, dove vengono solitamente chiamati “ciambelle” o “bomboloni”. Il ripieno classico è con la marmellata e la crema, ma non è insolito trovarli farciti anche con cacao e nutella.

    Gli ingredienti per circa 15 Krapfen sono:

    250 gr di farina 00 e 250 gr di Manitoba.

    80 gr di zucchero

    70 gr di burro

    1 cubetto di lievito di birra

    125 ml di latte (circa un bicchiere)

    1 pizzico di sale

    2 uova

    Olio per friggere

    La scorza di una arancia non trattata (o, in alternativa, di un limone)

    Marmellata, Nutella, Crema pasticcera (o ciò che più vi piace)

    Preparazione:

    Fate sciogliere il lievito in mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Prendere una terrina e unite le farine, lo zucchero, le uova, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, la scorsa dell’arancia (o limone) non trattata e versate il latte poco alla volta. Mescolate e impastate fino ad ottenere un impasto elastico ed omogeneo, senza crepe. Formate una palla, copritela con un canovaccio e mettetela in un luogo asciutto per circa 2 ore, fino a che non sarà raddoppiata di volume.

    Trascorso il tempo ponete l’impasto su un tavolo, sul quale avrete in precedenza sparso della farina (altrimenti l’impasto rischia di attaccarsi) e stendetelo fino ad ottenere una sfoglia alta mezzo centimetro. Utilizzando un tagliapasta tondo (o, in alternativa, un bicchiere) ricavate dei dischi. Copriteli con un canovaccio e lasciateli riposare per 30-40 minuti.

    Prendete una padella larga, versateci l’olio (i Krapfen dovranno essere completamente immersi) e metteteci dentro delicatamente uno a uno i dischetti. Questi dovranno essere ben distanziati gli uni dagli altri altrimenti rischiano di attaccarsi. Fateli cuocere per circa 3 minuti per parte, fino a che assumeranno il loro colore classico colore dorato.

    Una volta cotti poneteli su carta assorbente per disperdere l’olio in eccesso. Prendete una siringa da pasticcere (o, in alternativa, tagliateli a metà) e farcite i vostri Krapfen con la crema o marmellata che preferite.

    Consiglio: per una versione più light, i Krapfen possono essere spennellati con latte o burro fuso e cotti in forno a 180° per 15-20 minuti.

    Saper cucinare un kraphen è un requisito fondamentale per diventare chef!

    Difficoltà: Media.

  • Rinfresca la tua estate con il mix di gusto irresistibile di Condiriso

    Milano, 19 aprile 2012 – Una tradizione lunga più di vent’anni dedicata a trovare il giusto equilibrio e i perfetti sapori per un mix delicato e saporito da portare in tavola. E senza rinunciare mai alla qualità, alla freschezza e alla genuinità delle materie prime.

    Questi i segreti di Condiriso Berni e del suo successo, ineguagliato sul mercato e inalterato nel tempo, che lo hanno reso un prodotto immancabile nella cucina degli italiani.

    Con l’arrivo della bella stagione, Condiriso Berni torna ad essere protagonista di ricette allegre e sfiziose, genuine grazie al suo perfetto equilibrio di 12 verdure e alla freschezza dei suoi ingredienti, disponibili nella classica formulazione originale e nella formulazione leggera con solo il 2% di grassi.

    Condiriso Berni ha cambiato le abitudini degli italiani con la delicatezza del suo sapore ed è diventato il condimento ideale per accompagnare le insalate di riso in ogni occasione, dalle fresche cene all’aperto agli aperitivi in compagnia degli amici.

    E per chi non si accontenta del gusto classico ma è alla ricerca di un tocco in più, c’è Condiriso Mare Leggero, che unisce il sapore dei crostacei e dei frutti di mare alla leggerezza delle 12 verdure.

    La storia ultraventennale di Condiriso è fatta di qualità, attenzione al dettaglio e gusto per l’eccellenza”, ha dichiarato Fausto Gandolfi, Presidente di Berni e di Copador. “Il successo di questo prodotto è la migliore testimonianza della fiducia che i consumatori italiani hanno accordato a Berni, facendo dell’azienda una realtà di spicco nell’industria alimentare italiana”.

    Berni dimostra da sempre attenzione ai propri clienti, non solo attraverso prodotti di qualità. Basta consultare il sito www.berni.it per trovare ricette fresche e originali, consigli e suggerimenti su come organizzare party a tema e occasioni speciali e informazioni sui prodotti, sia dal punto di vista nutrizionale che organolettico.

    A proposito di Berni Alimentare Spa

    Acquisito da Copador alla fine del 2009, Berni è diventato uno dei marchi alimentari più apprezzati dagli italiani per la produzione di conserve vegetali sottolio e sottaceto, tra cui Condiriso, Condipasta e Carciofotto e proprietario dal 1973 del marchio Louit Frères. Da sempre attenta alla qualità del prodotto e dei processi aziendali, Berni rispetta i più rigorosi standard di produzione nazionali e internazionali.

    A proposito di Copador

    Copador (Consorzio Padano Ortofrutticolo) è il più importante sito di trasformazione del pomodoro in Europa, con una capacità di oltre 350.000 tonnellate di prodotto fresco lavorato all’anno. Il Consorzio nasce nel 1987 con l’acquisizione, da parte di un gruppo di agricoltori della zona di Parma e Piacenza, degli impianti della Ferrari & Figna, prestigiosa industria alimentare situata nel cuore della Food Valley italiana. Copador è oggi una organizzazione di 150 produttori radicati nel territorio limitrofo all’azienda e in province vicine.


    Per ulteriori informazioni:

    Ufficio Stampa: ChiBet Comunicazione – 02 9163 0872

    Chiara Betocchi/Valeria Riccobono

    [email protected]

  • “Berni e contorni”, al via la terza edizione del format televisivo firmato Berni

    Milano, 15 aprile 2012 – Un viaggio da Nord a Sud nella grande gastronomia italiana, nelle ricette della nostra migliore tradizione culinaria e nei prodotti che l’hanno resa ineguagliabile nel mondo.

    Questo sarà il contenuto della terza edizione di “Berni e contorni”, il format televisivo ideato e realizzato da Berni – lo storico marchio di Condiriso, Condipasta e Carciofotto – che porterà nelle case degli italiani consigli e suggerimenti per la buona tavola.

    Forte del successo delle precedenti edizioni, Berni ripropone anche quest’anno una mini-serie condotta da cuochi professionisti e non che elaboreranno quelle ricette insostituibili della cucina regionale italiana, utilizzando i prodotti Berni e ispirandosi alla qualità, alla freschezza e alla genuinità che da sempre contraddistingue il marchio.

    Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, le telecamere viaggeranno non solo alla scoperta delle ricette della tradizione, ma recupereranno valori, esperienze, legami familiari, sapori autentici che ritroveremo sia nelle preparazioni delle casalinghe così come nei menu gourmet che proporranno i nostri più apprezzati chef.

    Il programma andrà in onda su alcuni network televisivi a partire dal 15 aprile 2012 e prevedrà, complessivamente, 172 appuntamenti della durata di circa tre minuti e mezzo ciascuno.

    Ogni puntata del format ruoterà intorno ad una ricetta che sarà realizzata in 150 secondi circa e che sarà dedicata non solo agli appassionati di cucina, ma anche al pubblico dei meno esperti perché ogni piatto potrà essere facilmente replicato a casa propria.

    Il successo delle precedenti edizioni di “Berni e contorni” ci ha spinto a continuare e a rinnovare questo progetto” spiega Michele Pedrazzoni, direttore di Co.Pad.Or. “La cucina italiana, soprattutto la buona cucina italiana, è sempre strettamente legata al territorio, alle sue storie, alle persone, ai valori e alla qualità dei suoi prodotti. Questo vale anche per il nostro marchio e cerchiamo di valorizzarne le potenzialità anche attraverso iniziative come questa”.


    Berni dimostra da sempre attenzione ai propri clienti, non solo attraverso prodotti di qualità. Basta consultare il sito www.berni.it per trovare ricette fresche e originali, consigli e suggerimenti su come organizzare party a tema e occasioni speciali e informazioni sui prodotti, sia dal punto di vista nutrizionale che organolettico.

    A proposito di Berni Alimentare Spa

    Acquisito da Copador alla fine del 2009, Berni è diventato uno dei marchi alimentari più apprezzati dagli italiani per la produzione di conserve vegetali sottolio e sottaceto, tra cui Condiriso, Condipasta e Carciofotto e proprietario dal 1973 del marchio Louit Frères. Da sempre attenta alla qualità del prodotto e dei processi aziendali, Berni rispetta i più rigorosi standard di produzione nazionali e internazionali.

    A proposito di Copador

    Copador (Consorzio Padano Ortofrutticolo) è il più importante sito di trasformazione del pomodoro in Europa, con una capacità di oltre 350.000 tonnellate di prodotto fresco lavorato all’anno. Il Consorzio nasce nel 1987 con l’acquisizione, da parte di un gruppo di agricoltori della zona di Parma e Piacenza, degli impianti della Ferrari & Figna, prestigiosa industria alimentare situata nel cuore della Food Valley italiana. Copador è oggi una organizzazione di 150 produttori radicati nel territorio limitrofo all’azienda e in province vicine.

    Per ulteriori informazioni:

    Ufficio Stampa: ChiBet Comunicazione – 02 9163 0872

    Chiara Betocchi/Valeria Riccobono

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  • MAXELÂ E LA FILIERA CORTA: IL NUOVO MODO DI FARE RISTORAZIONE DI QUALITÀ, IN MANIERA INNOVATIVA, IN TEMPI DI CRISI.

    La grande qualità non si abbina più ai piccoli numeri di un ristorante di quartiere ma, in tempi complessi come questi, c’è bisogno di avere un buon potere di contrattazione economica per poter dare il meglio, sempre, ai propri ospiti. Solo così si può rendere buono e conveniente mangiare, anche ogni giorno, presso un ristorante il cui successo si basa su un ingrediente fondamentale: una carne straordinaria. Infatti, i Maxelâ, 10 ristoranti creati dai genovesi Marco Pedrelli (AD del gruppo), Alessandro Garrone (AD del Gruppo ERG) e Roberto Costa, sono delle splendide macellerie/ristoranti dove ogni ospite può trovare carne italiana di grandissima qualità al essere lavorata e consegnata infine ai ristoranti. Le parti non utilizzate, in questo modo, prezzo migliore possibile: un risultato raggiunto grazie a una lunga ricerca sul territorio che ha portato alla realizzazione di una “filiera corta” che collega direttamente l’allevatore ai ristoranti. Infatti, tutta la carne offerta presso i Maxelâ è una carne italiana, la Fassona Piemontese, proveniente da bovini femmina di almeno due anni, macellata e frollata (dai 20 ai 25 giorni) secondo dei severi canoni per poi arrivano fino al 30%, con una grande perdita della resa dell’animale cui corrisponde ovviamente un sacrificio economico, compensato, però, dal raggiungimento di un prodotto di qualità nettamente superiore alla media e che può, appunto, essere consumato ogni giorno.

    Il “metodo Costa” è la sapienza nello scegliere le carni, in particolare del quarto posteriore (utilizzato interamente in tutti i tagli nobili), nel saperle macellare e, soprattutto, aspettare che il prodotto maturi, per raggiungere l’eccellenza, ottimizzandolo nella lavorazione e facendolo poi arrivare direttamente nei ristoranti. Per far in modo che questo processo venga seguito senza concessioni all’improvvisazione, quindici persone sono dedicate alla selezione degli animali e al controllo della macellazione. Infine, l’ultimo step è la preparazione di bistecche, ribattute, carpacci da parte dei cuochi che sono stati tutti formati perché la materia prima, così faticosamente ottenuta, venga valorizzata al meglio nel processo di cottura (se consumata cotta) o di servizio (se cruda).

    Tutto ciò si concretizza in una spesa media a persona di 20 euro circa per un menu completo: per fare solo un paio di esempi, la Tagliata di manzo con olio extravergine e sale grosso viene proposta a 10 euro a porzione mentre gli Arrosticini di tacchino e peperoni sono quotati in menu 6 euro a porzione.

    44 piatti di carne, cotta o cruda, affettata o lavorata compongono un menu che si completa con 3 primi piatti della tradizione genovese (le Lasagne al pesto, i Pansoti in salsa di noci e il Minestrone di verdure) e con 4 dessert tra cui il Latte dolce fritto servito con i pavesini con Nutella e l’ inimitabile torta al cioccolato. Inoltre, grazie a un accordo con Antinori e con l’enologo Riccardo Cotarella, è stato creato un vino della casa, lo SCOTTONA (un blend di cabernet sauvignon e sangiovese), che ben si sposa con la carne grazie ai suoi profumi e ai suoi tannini che ripuliscono la bocca dai sapori più avvolgenti.

    Ogni ristorante rimane, in ogni caso, un’entità originale legata al territorio e allo staff di cuochi e personale di sala che lo gestisce: infatti, ogni luogo è fatto da persone diverse, ognuna portatrice di una esperienza di vita che si riflette nel carattere dato alle singole preparazioni e al servizio al tavolo.

    L’atmosfera dei ristoranti Maxelâ, infatti, è sempre calda e informale con le sue sedie colorate, la lavagna che illustra le parti dell’animale (15 in tutto: testa, reale, reale con osso, spalla, muscolo, costata, filetto, petto, pancia, fiocco di pancia, fiorentina, fesa, noce/girello/sottofesa, muscolo posteriore), il banco macelleria dove si possono scegliere a vista le carni insieme al macellaio stesso, un team giovane e professionale. Tutti son vestiti da cuoco: non è solo un vezzo ma è una sorta di pubblica dichiarazione: un modo per far comprendere immediatamente come tutti siano preparati a servire, a trattare e a raccontare al meglio un prodotto importante come la carne.

    Inoltre, proprio l’ambizione di aver voluto offrire la grande qualità, ha fatto sviluppare anche il servizio take away: Maxelâ è una vera macelleria, dove chiunque può anche semplicemente comprare la carne da consumare a casa.

    Il nuovo ristorante di Roma è il numero 10, dopo i due di Genova (dove c’è il primo aperto in assoluto, quello di Vico Inferiore del Ferro a 10 metri dagli Antichi Macelli di Soziglia), i due di Milano e quelli di Torino, Modena, Rimini e Livorno, nonché dopo quello, sempre a Roma, di Borgo Vittorio: la scelta è caduta su via delle Coppelle 13, una strada, a un passo dalla vita politica, crocevia della vita notturna romana, di cui gli ospiti non perderanno neanche un particolare grazie al suo ampio spazio esterno.

    Il ristorante numero 10 è anche il simbolo di una scelta di vita di chi non si è fermato ai primi successi ma che vuole raccogliere sempre nuove sfide e portare le tradizioni e la cultura italiana (genovese in particolare), in un prossimo futuro, anche in giro per l’Europa e per il mondo.

    Per non dimenticare mai che, a fronte di una grande distribuzione che dirige un mutamento dei gusti dei consumatori verso la neutralità degli stessi, cioè verso un prodotto insapore (per esempio una salsiccia “neutra” da condire con salse da condimento), i fondatori del gruppo Maxelà amano pensare che i loro ristoranti rimarranno sempre tra quelli che ritengono la carne autentica una genuina prelibatezza d’elite.

    Orari di apertura e riferimenti per prenotazioni:

    Maxelâ Coppelle

    aperto dal lunedì al sabato

    dalle ore 12.00 alle ore 15.30 per il pranzo

    dalle ore 19.00 alle ore 23.30 per la cena

    tel. +390668210313

    email: [email protected]

    Per ulteriori informazioni si prega contattare:

    Ufficio Stampa Maxelâ

    Belinda Bortolan

    Email: [email protected]

  • Non solo teoria al Master in FOOD STORE MANAGEMENT

    Il Master in FOOD STORE MANAGEMENT di Rieti offre una formazione professionale, caratterizzata dalla presenza di specialisti del settore che portano le loro esperienze sul campo.

    Oggi, i maggiori siti di ricerca e selezione del personale segnalano come l’attenzione delle aziende sia rivolta soprattutto alla ricerca di profili “skillati”.

    Dopo il successo registrato con la diffusione della notizia della presenza di Luca Gardini, tra i formatori del Master in FOOD STORE MANAGEMENT … un’altra figura altamente qualificata: Gabriele Cortopassi.

    Gabriele Cortopassi, dopo essere stato cameriere, barista e addetto alle crepes in Italia e all’estero, ha lavorato come restaurant manager per oltre quindici anni, svolgendo inoltre numerose consulenze per grandi gruppi del settore FOOD.

    Dal 2007 segue la catena internazionale di caffetterie Chiaroscuro (marchio in franchising di Mokaflor, torrefazione che offre cultura e comunicazione innovativa e che, con Chiaroscuro, ha scelto di tradurre in realtà la sua idea di coffee shop) e ha creato il blog www.aprireunbar.com, divenuto in pochi anni un punto di riferimento del settore, con oltre 50.000 visite mensili. Da questo blog è stato tratto oltremodo un libro edito da Hoepli.

    Cortopassi è anche docente e trainer di corsi di caffetteria e gestione.

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • LUCA MARCHINI,CHEF STELLATO MICHELIN, E GENTE D’AFRICA ONLUS INSIEME A FAVORE DELLE DONNE DEL BURKINA FASO

    Modena, 12 aprile 2012 – Giovedí 19 aprile presso la scuola di cucina Amaltea di Modena (Via Castel Maraldo 45, in galleria) alle ore 19.30 Gente d’Africa ONLUS e Luca Marchini, chef stellato Michelin, danno vita al primo corso di cucina solidale a favore di donne del Burkina Faso.

    Durante l’incontro, i partecipanti impareranno a cucinare un menu tradizionale emiliano, composto da antipasto, primo, secondo e dolce sotto la supervisione dello Chef. All’elaborazione dei piatti seguirà la degustazione degli stessi, preparati rispettando la stagionalità dei prodotti locali e in parte biologici.

    Dal 2008 Gente d’Africa opera per migliorare le condizioni di vita di alcune popolazioni dell’Africa Occidentale, attraverso meccanismi di cooperazione internazionale. Con il ricavato della serata, la ONLUS finanzierà dei progetti di microcredito a favore di donne del Burkina Faso per l’avvio e sviluppo di piccole attività imprenditoriali (agricoltura, allevamento, produzione e commercio/servizi).

    Ideato dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari a persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Nei paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative. La difficoltà ad accedere al prestito bancario per l’inadeguatezza o mancanza di garanzie reali e per le microdimensioni imprenditoriali non consente però a queste persone di avviare e sviluppare attività libere dall’usura. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e sono paragonabili ai prestiti d’onore, con tassi di restituzione pari al 98%.

    Il costo per la partecipazione (corso, cena, vino e servizio inclusi) è di €75,00 a persona. I posti sono limitati e l’iscrizione è obbligatoria.

    Per informazioni e prenotazioni, visitare il sito di Gente d’Africa www.gentedafrica.org o contattare gli organizzatori al 347 1669719 o scrivendo a [email protected].

    Ufficio Stampa

    Francesca Balestrazzi

    Cell. 0039 329 2128883

    E-mail [email protected]

  • Sponsor del Master in FOOD STORE MANAGEMENT anche Alfredo’s Gallery

    Alfredo’s Gallery, brand in franchising di Alfredo alla Scrofa, tra gli sponsor del master in FOOD STORE MANAGEMENT. Il Master in FOOD STORE MANAGEMENT, organizzato dall’Istituto Costaggini di Rieti e da BRD Consulting, consentirà agli allievi di acquisire la conoscenza di tutte le procedure ed i sistemi di conduzione di catene di ristoranti e bar, gestione acquisti, gestione risorse umane, amministrative e manageriali, competenza linguistica, oltre a consentire un più moderno e qualificato approccio al mercato.

    Alfredo’s Gallery è ovunque sinonimo di raffinata tradizione, gusto e qualità.

    “Siamo lieti, considerate le richieste di master franchising che riceviamo da tutto il mondo – afferma Mario Mozzetti, presidente di Alfredo’s Gallery – di sponsorizzare tale percorso formativo con l’obiettivo di poter scegliere, tra tutti gli allievi, quello che sarà uno dei nostri futuri manager per il controllo della rete”.

    “Ovviamente – continua Mozzetti – siamo anche disponibili a studiare percorsi interessanti ed utili per aiutare gli allievi migliori a diventare nostri affiliati”.

    Per vedere i video di Alfredo’s Gallery clicca qui

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Pitta ‘mpigliata o pitta ‘nchiusa della Calabria: …resta sempre e comunque una vera delizia!!

    pitta ,ncLa pitta ‘mpigliata (o pitta ‘nchiusa) è un dolce calabrese di pasta sfoglia di antichissima origine popolare, a base di frutti raccolti alla fine dell’annata agraria e conservati poi per la bisogna in cucina della stagione invernale (mandorle, uvetta, noci, pinoli, fichi secchi che in autunno non mancano mai in questa terra) proposto nel proprio assortimento da alcuni siti di vendita on line di prodotti tipici calabresi (sempre e tassativamente prodotta secondo ricetta tradizionale), ovvero da acquistare solo in qualificate pasticcerie della zona.

    Nella tradizione popolare della regione rappresentava un dolce da fine pasto offerto in occasione dei matrimoni, festeggiati ovviamente in casa; recita, a tal proposito, un documento del 1728 nel quale vengono stabiliti gli obblighi ed impegni dei rispettivi sposi (una sorta di vero e proprio contratto di matrimonio!!):“……a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà offrire la pitta ‘mpigliata preparata anzitempo curando che la stessa sia di finezza giusta”.

    Se tanto mi da tanto, visto che in tempi andati doveva essere una grande preparazione, ai giorni nostri rappresenta un “signor” dolce di pasticceria da gustare in ogni occasione in cui ci sia da festeggiare, Pasqua e Natale in particolare, chiudendo con gusto, tradizione ed artigianalità una qualunque occasione conviviale con gli amici.

    rotoli pittaCome viene preparata: l’esecuzione della “Pitta” richiede maestria e soprattutto molta fantasia. Per la predisposizione della sfoglia si impasta anzitutto la farina con vino moscato bianco o vermouth, lievito naturale e un pizzico di sale. Questa viene poi stesa ricavandone una sfoglia rotonda e due quadrate sulle quali si versa un ripieno misto preparato con noci, pinoli, uva passa, miele, zucchero, cannella e fichi secchi.

    Questi ultimi vengono creati a ‘mo di rettangolini, arrotolati e disposti come un fiore normal_pitta2(…appunto ‘nchiusi, come dire racchiusi o raccolti) sulla sfoglia più grande rotonda, preventivamente cosparsa di miele, zucchero e cannella. Si cuoce il tutto in forno caldo ed in caso di eccessiva secchezza si bagna con acqua e miele.

    L’arte pasticciera calabrese vuole che non ci sia da rispettare una forma prestabilita per questo eccezionale dolce: infatti, e se nella versione più comune questa viene proposta nella tradizionale forma “circolare” nulla esclude che non possa assumerne altre, a totale discrezione delle capacità e della fantasia del pasticciere di turno.

    …..una vera delizia dunque, della serie “leccarsi le dita”!!!

  • Riconfermato a Villa del Quar lo Chef de Cuisine Gennaro Vitto

    Villa del Quar, antica villa veneta posizionata nel cuore della Valpolicella e trasformata dalla famiglia Montresor in hotel 5 stelle di lusso, presenta il suo chef de cuisine Gennaro Vitto. Lo chef, riconfermato per il secondo anno, è approdato a Villa del Quar con un considerevole bagaglio di esperienze maturate sia in Italia che all’estero.

    Di origini pugliesi, Gennaro Vitto comincia la sua esperienza nel settore aiutando il padre nella gelateria di famiglia, ma decide presto di volersi cimentare anche in altri contesti. È così che nel 1998 approda allo Sheraton Nicolaus, nel capoluogo pugliese, dove opera, come Executive Chef, Raffaele Digiuseppe, grande interprete della cucina mediterranea. L’anno dopo Gennaro Vitto lavora da “Giannino”, famosissimo locale milanese, esperienza che gli dà modo di imparare molto da un altro grande chef, Antonio Marangi.

    Dopo queste esaltanti esperienza in Italia, Gennaro Vitto decide di mettersi alla prova anche all’estero, in particolare a Parigi, città in cui presta la sua opera all’Hotel Royal Monceau e al ristorante italiano Il Carpaccio (1 stella Michelin). Molto importante, per la formazione di Gennaro Vitto, l’incontro nella capitale francese con Alain Soliveres, chef del Taillevent (3 stelle Michelin), che dal 2002 al 2004 gli offre i suoi consigli e insegnamenti. In seguito, sempre a Parigi, lavora in altri locali titolati, da Alain Ducasse (3 stelle Michelin), Yannich Alleno (anche questo 3 stelle Michelin) e Maison Prunier (2 stelle Michelin). Prima di tornare in patria, approfondisce le sue conoscenze culinarie in Spagna (a Barcellona e Madrid).

    Tornato in Italia, lavora dal 2008 al 2010 da Damiano Nigro, e poi di nuovo a Milano, alla ricerca di soluzioni che vadano oltre la gastronomia di lusso in senso stretto, e mosso dalla fame di conoscenza e di nuove esperienze comincia a collaborare con Fernando Tateo, ordinario di scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Milano, e a sperimentare nei laboratori di analisi.

    Il recente approdo a Villa del Quar in qualità di chef de cuisine è solo l’ultima tappa di uno chef dalla grande esperienza internazionale.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – statistica accessi sito

  • Cala il sipario sul Vinitaly, per Cormons tempo di bilanci

    Cala il sipario sul Vinitaly, tempo di bilanciCuore, Testa, mani sempre collegate.Molto interesse per la nuova linea di vini e per i valori autentici Si è concluso Vinitaly 2012 da poche ore ma a Còrmons è già tempo di rimettersi al lavoro e concludere l’iter iniziato qualche mese fa per affrontare questa edizione della fiera.Coinvolgere tutti i buyer, i clienti, la forza vendite è sempre una grande impresa che rischia a volte di non essere seguita con attenzione e cura. “Cuore, Testa, mani sempre collegate! Non è stato solo lo slogan di questo Vinitaly 2012 ma il metodo e il sentimento con cui ci siamo approcciati in maniera nuova a questo grande evento internazionale” conclude volentieri così Giuseppe Soini, direttore commerciale e marketing della Cantina Produttori di Cormòns.I risultati arrivano se si contano presenze avute nello stand grazie alla qualità degli eventi proposti. Un via vai di personaggi da Bruno Pizzul a Albano, giornalisti da Andrea Grignaffini a Luigi Cremona ospiti quanto mai attesi ma inaspettati pronti a farsi coinvolgere dalle proposte gastronomiche che si sono intavolate nell’ora di pranzo con “I Love Friuli” omaggio alla cucina friulana con Davidè e Zoppolati e la “Disfida del Crudo” una vera e propria lezione di analisi eno-gastronomica in compagnia di Davide Oltolini e Andrea Gori.Ho show ben condotto da Daniele Gaudioso prima e Matteo Tornielli il giorno dopo che ha coinvolto decine di persone e importanti sommelier e winelovers. “Cambiare padiglione dopo tanti anni poteva essere un problema, invece è stata una opportunità per richiamare l’attenzione sulla centralità della nostra azienda in Friuli Venezia Giulia” ha piacere di sottolineare Luigi Soini, direttore generale della Cantina Produttori di Cormòns. “Dobbiamo convincerci che siamo portatori di valori, di tradizioni e audaci nell’affrontare il futuro, esplorando nuovi mercati e rimanendo a passo con i tempi e le nuove tecnologie” è questo il grosso richiamo che si sente di fare dopo il successo dell’edizione appena conclusa della kermess enologica veronese. I valori della terra, del territorio, della tradizione ma anche concetti etici e autentici legati alla pace nel mondo legati da una spinta tecnologica sia in cantina che nel proporsi al mercato sono i driver preferiti da Cormòns per la comunicazione e le attività di marketing. Sembra funzionare viste le presenze e l’interesse per la nuova linea di vini presentata in anteprima al Vinitaly 2012.Prodotti che guardano al futuro del mercato, con gradazioni a ribasso; una family feeling accattivante per le etichette e un piano di comunicazione 2.0 assolutamente innovativo, sono gli elementi che quotano la Cantina Produttori Cormòns tra le più attive in questo Vinitaly 2012 confermato dalla presenza dei tanti giornalisti e buyer del settore. “Comunicare bene, vuol dire vendere meglio” è il commento di Federico Menetto che ha guidato la campagna Pr&Marketing di Cormòns a Vinitaly 2012 “E’ bello vedere uno stand pieno ma è altrettanta soddisfazione vedere finire le copie commissioni! E’ un momento questo dove le azioni di comunicazioni devono per forza di cosa essere sostenibili e utili all’azienda a drenare contatti e ordini. Se questo non avviene c’è qualcosa che non funziona nel processo di marketing” Opinion Leader si stanno convincendo che il vino deve essere portatore di valori e per questo occorre che le aziende tornino a fianco al proprio consumatore ad approfondire il dialogo con loro anche grazie alla tecnologia social. E’ questo il momento di sanare quella frattura che da troppo tempo mette a rischio le aziende nel settore enologico, essendosi troppo spesso concentrate sul prodotto e non troppo sulla wine-experience. Oggi i Produttori di Cormòns, da sempre convinti che il vino non sia una moda ma uno stile, di questa esperienza ha creato un nuovo marchio CormònStyle.Sarà la sintesi di ciò che è la mission e la vision condivisa con le persone che si riconoscono nei valori che la Cantina Produttori di Cormòns porta avanti ormai da leader nel suo territorio. “L’augurio”- conclude Giuseppe Soini – “è che il nostro cuore, la nostra testa e le nostre mani continuino a dare i frutti che fino ad oggi ci hanno dato: supereremo così ogni crisi, ogni avversità ogni difficoltà”.