Categoria: Gastronomia

  • Dieta e ricette vegane : come prepararle

    La dieta vegana , esclude ogni tipo di cibo di carattere animale, quindi carne, pesce, uova, miele e formaggi perché anch’essi di provenienza animale. Nella nutrizione vegana e previsto cibo come verdura, legumi in genere, frutta fresca e secca, semi. I vegani di solito sono gli ambientalisti e i salutisti, infatti non usano pelli, pellicce, farmaci, cosmetici, cuoio perché ovviamente di origine animale.

    Tra una dieta vegana e un dieta vegetariana c’è una differenza. Mentre la prima esclude ogni alimento di origine animale ed anche diciamo così i soprusi che compie l’ uomo contro gli indifesi animali, la seconda a secondo dei cassi ammette uova, formaggi, latticini e miele e non è considerata un vero e proprio stile di vita come la dieta vegana.

    Esistono vari tipi di nutrizione vegana come quella chiamata dieta granivora che si ciba solo di cereali, dieta fruttariana che prevede l assunzione di frutta fresca e secca, dieta crudica cioè si può mangiare solo cibo crudo come frutta, verdura, cerali , germogli di cereali e legumi, dieta macrobiotica che prevede cereali, verdure e legumi, in piccole dosi anche l’ assunzione di frutta semi e pesce, dieta eco vegana si mangiano solo cibi biologici, mentre la dieta vegana tendenzialmete crudista va da una percentuale molto alta di cibi crudi e un minimo di cibi cotti.

    Tutti possono scegliere di essere vegan però bisogna stare molto attenti a non riportare nel nostro organismo carenze, non bisogna cibarsi di un solo prodotto perché rischieremo di stare male, è necessario scegliere accuratamente una sana alimentazione.

    Come detto precedentemente la nutrizione vegana non prevede non solo uova, formaggi, miele, carne, pesce, ma anche tutti i tipi di salumi, i cereali non integrali, farina 00, bevande alcoliche come la birra, vino, superalcolici, caffè e tè, alcuni vegani eliminano dalla loro dieta anche lo zucchero come quello bianco e quello di canna perché viene filtrato con filtri di origine animale, non mangiano la cioccolata perché fatta con latte che a sua volta è di origine animale, assumono cioccolata fondente e cioccolata calda fatta con latte di riso. Alcuni credono che la nutrizione vegana faccia dimagrire in realtà non è così, se si perde peso è per una errata alimentazione.

    Alimentazione vegana ricette : come prepararle

    Per abbracciare lo stile di vita vegan, non tutti trovano vari appigli da cui poter attingere gustose ricette da preparare. Nel sito nutrizionesuperiore.it è possibile trovare oltre che a ricette gustosissime, anche le spiegazioni del perchè quel determinato ingrediente riesce a far affievolire la voglia del gusto non vegan. Invito chiunque voglia informarsi su cosa è il mondo vegan, a visitare quel sito.


  • Lo Strolghino di Culatello: un salame gustoso e poco grasso

    Il Culatello di Zibello è considerato il salume più pregiato d’Italia ma non tutti sanno che dalla stessa carne si ricava un salame gustoso e poco grasso: lo Strolghino di Culatello. Quando si prepara il culatello dunque, per realizzare la sua particolare forma a pera, la carne che avanza non viene di certo sprecata ma viene insaccata nel budello per dar vita ad un altro tenero salume, lo Strolghino.

    Lo Strolghino, a differenza degli altri insaccati, ha un tempo di stagionatura davvero ridotto e può essere consumato appena qualche settimana dopo dalla sua lavorazione, fresco e delicato. Realizzato con la rifilatura del culatello, lo Strolghino viene macinato con la sola aggiunta di sale e pepe e poi insaccato in un budello molto sottile così che la carne in pochissimo tempo possa seccarsi. Il processo di lavorazione dello Strolghino è assolutamente naturale e solo le carni migliori vengono selezionate per la sua produzione.

    La zona del basso parmense è quella in cui si realizza questo salume, grazie ai notevoli pascoli che permettono agli animali di crescere in un ambiente ottimale e controllato. Grazie alla sua presenza ridotta di grasso, lo Strolghino viene utilizzato anche nelle diete ipocaloriche ed è ideale sia per gli adulti che per i bambini, da gustare da solo o con pane ed altri alimenti tipici della tradizione italiana come verdure, formaggi e pasta.

    Quando si acquista lo Strolghino di Culatello, tuttavia, occorre sempre rivolgersi agli specialisti del settore che sapranno offrire sempre prodotti Dop, accuratamente selezionati e confezionati secondo rigide regole per permettere al profumo del salume di non disperdersi e per conservarlo in tutta la sua freschezza. La zona di Parma e dei comuni limitrofi, da sempre, confeziona salumi che sorprendono il palato, per leggerezza e gusto, assaggio dopo assaggio.

  • Prodotti italiani Dop: il salame di Felino della bassa parmense per un gusto inconfondibie

    Il salame di Felino è una delle più grandi specialità del nostro Paese, prodotto in esclusiva nel paese di Felino, a pochi chilometri da Parma. La zona del basso parmense offre sempre innumerevoli prodotti gastronomici di gran successo in Italia e nel mondo, grazie soprattutto alle vaste distese coltivate o lasciate incolte che consentono agli animali di pascolare liberamente.

    Solo in questo modo e solo con carni altamente selezionate, nascono prosciutti e salami dal gusto intenso, delicato e sempre vincente, con qualsiasi piatto. Il salame di Felino viene prodotto solo con pura carne di maiale, macinata in budello naturale e poi lasciata essiccare in ambienti freschi e coperti, privi di ventilazione forzata. La sua nascita avviene durante il 1700 e da 3 secoli ad oggi il salume viene prodotto sempre alla stessa maniera, totalmente artigianale. Ma qual è il segreto di questo salame, così saporito ed al tempo stesso privo di molto grasso? La preparazione, come già detto, è senza dubbio eccellente ma sono gli ingredienti quelli che rendono davvero unico il salame di Felino.

    La pura coscia di suino viene macellata e poi macinata con la sola aggiunta di qualche granello di pepe, senza altre spezie, per permettere a chi lo degusta, di assaporare appieno il sapore della buona carne italiana. Il salame di Felino viene lasciato stagionare per circa 80- 100 giorni ed ha una buona concentrazione di vitamina E, un elemento antiossidante che aiuta la pelle e l’organismo a rimanere giovane e in forma. In tal modo, considerata anche la presenza di poco grasso, questo salame diventa non solo buono da gustare ma anche un aiuto importante per una alimentazione sana ed equilibrata, sia per gli adulti che per i più piccini che possono finalmente ritrovare nei sapori di una volta tutta la bontà della tradizione italiana.

  • La storia del pomodoro, simbolo della cucina italiana

    Quando l’esploratore Cristoforo Colombo attraversò l’Atlantico nel 1492, non si aspettava di cambiare le abitudini alimentari quotidiane della maggior parte delle persone su questo pianeta. Senza rendersene conto mise in moto un grande interscambio biologico: se l’Europa ha dato cavalli, suini, bovini, mentre l’America ha dato al mondo arachidi, tacchino, zucca, cacao e soprattutto il pomodoro. Questo traffico ha alterato la vita delle persone ai livelli più fondamentali, e forse il suo effetto più positivo è stato quello di offrire nuovi sapori e sensazioni.

    Che cosa sarebbe il mondo mediterraneo senza pomodoro? Oggi è difficile immaginare la cucina italiana senza il “pomo d’oro”, eppure Giulio Cesare, Dante, Michelangelo, Leonardo da Vinci, tutti i papi prima di Alessandro VI, e di fatto stesso Colombo, non avevano mai sentito parlare di lui.

    Il pomodoro, infatti, è un nativo del Messico, dove le popolazioni locali lo coltivavano e lo consumavano sia crudo che cotto. Gli europei hanno impiegato molto tempo prima di introdurlo nella propria dieta quotidiana. Fino ai secoli XVI e XVII, infatti, cresceva prevalentemente come una curiosità, da ammirare piuttosto che da consumare. I primi riferimenti al sugo di pomodoro si rintracciano in alcuni testi di cucina napoletani della fine del XVII, quando Napoli si trovava sotto il dominio spagnolo. Da lì in poi fu un crescendo di ricette e variazioni che vedevano il pomodoro combinato con altri ingredienti, tra i quali anche la pasta. La prima vera consacrazione del pomodoro come ingrediente tipico dell’alimentazione degli italiani è legata a un episodio avvenuto poco dopo l’Unità d’Italia: nel giugno 1889, in onore della visita a Napoli della Regina d’Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito realizzò una pizza guarnita con pomodoro, mozzarella e basilico, ingredienti che riprendevano i colori della nuova bandiera Italiana, e chiamò la sua specialità “Pizza Margherita”.

    I sughi e le passate di pomodoro cominciarono a conquistare il mondo quando tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento vi fu un’emigrazione di massa dalle regioni del sud Italia verso l’altra sponda dell’Atlantico. Gli italiani, attraverso pizzerie e trattorie, esportarono le proprie salse a base di pomodoro prima in America e poi in Australia, tanto che oggi questo prodotto viene riconosciuto in tutto il mondo come tipico della “cucina italiana”.

  • La dieta a base di Kamut, energia e salute

    Il Kamut è un cereale antenato del grano duro che si coltivava già nell’Antico Egitto oltre 5000 anni fa. A livello nutrizionale è particolarmente ricco di fibre, proteine, grassi polinsaturi (come gli omega 6), minerali e vitamine. Grazie a queste sue caratteristiche risulta un alimento in grado di contribuire a migliorare la salute cardiovascolare: rientra spesso infatti nella dieta di persone con patologie cardiache, problemi di pressione sanguigna, colesterolo in eccesso. Ha un alto valore energetico con sostanze nutritive ad assimilazione lenta, indicato soprattutto per gli sportivi e chi si sottopone a elevati sforzi fisici.

    Rispetto ad altre varietà di grano contiene un maggior numero di minerali e di vitamine. La pasta di kamut e gli altri derivati (come pane e cracker) agiscono inoltre sui livelli di colesterolo nel sangue.

    Utile anche contro problemi di obesità, in quanto grazie all’abbondanza di fibre e proteine risulta un alimento più saziante rispetto ai derivati alimentari del grano. In più, i carboidrati presenti nel kamut vengono assorbiti più lentamente dall’organismo, contribuendo quindi a prolungare il senso di sazietà e ridurre quello della fame.

    Sostituire la pasta di grano con quella di kamut porta importanti benefici per la salute del sistema circolatorio, grazie alla presenza di potassio e magnesio, di zinco, selenio e altri antiossidanti naturali che combattono l’invecchiamento cellulare.

    Va ricordato comunque che contiene glutine e che risulta quindi non adatto per i celiaci.

  • Curiosità e consigli per gustare i sapori d’Italia: il Culatello

    Il Culatello non è solo uno dei salumi più buoni d’Italia ma è anche parte di quel patrimonio che il nostro Paese ha da secoli e che lo differenzia da tutto il resto del mondo. Nel mese di giugno, quando il primo caldo inizia a farsi sentire, a Zibello si organizza la Festa del Culatello, nella piazza del paese, con una degustazione completa del salume e degli altri prodotti tipici della zona del basso parmense.

    Tutelato dal suo Consorzio, il Culatello ha impresso sull’etichetta il marchio, con un suino e l’inconfondibile corona del Consorzio. Tra le curiosità che riguardano questo salume ce n’è una molto particolare che riguarda la sua storia: pare che il Culatello sia stato nominato per la prima volta in un testo scritto nel 1735 ma fu Giuseppe Callegari, il poeta originario di Parma, a definire in un suo racconto del 1819 il Culatello come “il cibo del Paradiso”.

    Il Culatello deve essere consumato in breve tempo dopo la sua apertura poiché la carne potrebbe deteriorarsi dopo qualche settimana. Per conservare il salume, sarebbe opportuno avvolgerlo in un canovaccio di lino, ricoprendo il lato in cui è stato tagliato con del burro o con l’olio di oliva. Dopo questo tipo di operazione, poi, non deve essere riposto in frigo ma in un luogo fresco e asciutto. Un’ultima curiosità circa il Culatello può essere legata al modo di consumarlo. Sebbene da solo sia divino, per sapore e profumo, è ottimo anche con la frutta estiva come il melone e i fichi. Gli accostamenti con formaggi freschi sono graditi, così come con pane e burro, inoltre si consiglia di assaporare il Culatello con un altro prodotto della zona del basso parmense: il Parmigiano Reggiano. Per i vini, infine, il Culatello si accosta egregiamente alla Malvasia o a vini rossi frizzanti.

  • Robe De Mariage Avec Fleurs

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  • Ortaggi, prodotti organici a km 0

    L’inverno non stimola particolarmente ad assumere come consigliato dall’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA 400 grammi di verdura al giorno o forse siamo noi che spesso non sappiamo valorizzare adeguatamente questa miniera di buone caratteristiche nutrizionali, eppure cucinare in inverno le verdure non è poi difficile come sembra, anzi, un buon minestrone che riscalda, del cavolfiore gratinato per i più restii nel consumo di questo tipo di cucina, oltretutto anche avendo poco tempo praticamente tutte le verdure possono essere cotte al vapore quindi con poco dispendio di tempo e preservando al tempo stesso tutti i minerali e le vitamine così importanti per il nostro fisico.

    Cominciamo dal principio comunque, le prime indicazioni riguardo l’esistenza degli ortaggi risalgono addirittura a 5000 anni fa in pieno Neolitico, periodo in cui sono iniziati a esistere i primi orti. Oggi è uso comune trovare verdure tutto l’anno senze distinzione di stagione e quindi nessuno di noi ci fà più caso, fortunatamente però questa tendenza sta andando piano piano limitandosi e sempre più persone scelgono prodotti di stagione rigorosamente freschi e magari a km 0 acquistati direttamente dal produttore per avere ancora maggiore sicurezza riguardo la freschezza e la sicurezza del consumato oltre che un toccasana per i portafogli di tutti, del cliente che risparmia acquistando direttamente alla fonte e il produttore che guadagna di più non avendo costi di filiera.

    Noi spesso usiamo indifferentemente il termine ortaggio e verdura come se si trattasse della stessa cosa, in realtà on è così, gli ortaggi sono prodotti da orto mentre la verdura è definita come parte commestibile di una pianta, a loro volta poi gli ortaggi si dividono in ortaggi a frutto, ortaggi a fiore, ortaggi da seme, ortaggi da fusto, ortaggi da radice, ortaggi da tubero, ortaggi da bulbo, ecco che come si noterà la scelta di un’ortaggio non è banale come si può pensare in un primo momento sopratutto se deve essere una scelta consapevole, ma qui forse possiamo venirvi in aiuto con alcune semplici regole di base.

    Nella scelta dell’ortaggio bisogna fondamentalmente basarsi sulle sensazioni che ci da dal punto di vista sensoriale, la prima verifica è visiva, se l’aspetto è buono, i colori sono vivi e brillanti senza parti mollicce e muffe completamente integro e senza segni di parassiti possiamo passare oltre. Controlliamo la stagione e la provenienza scegliendo quella il più possibile prodotta vicino a noi e di stagione, che è di per se garanzia di freschezza, evitiamo i produttori che fanno uso di pesticidi e ricordiamo sempre che anche se lavata le tracce di queste sostanze possono essere state assorbite dall’ortaggio e quindi poi da noi consumate.

    Una volta fatto il nostro acquisto responsabile ci si trova a tavola e qui è opportuno ricordare un paio di regole base, gli ortaggi crudi sono i migliori perchè conservano al massimo i principi nutritivi di cui sono portatori, certo a volte non si può evitare di cuocerli e in questo caso la cottura a vapore è la migliore così da non disperdere sali e vitamine nell’acqua di cottura e ad ogni modo è importantissimo non cuocerla per tempi lunghissimi ma solo il minimo indispensabile, lo stesso discorso vale per la bollitura (qui usando poca acqua possiamo limitare la dispersione delle sostanze nutritive), e la cottura alla griglia. Non accenniamo neppure alle fritture che sono devastanti dal punto di vista dietetico e della tenuta delle sostanze nutritive.

    Negli ultimi tempi alcuni produttori locali poi si sono organizzati per venire incontro alle necessità di chi per tempo, voglia o competenza non se la sente di autonomamente gestire i controlli che abbiamo indicato in questo articolo e quindi hanno costituito delle “bancarelle virtuali”, come Ortoclick by L’Orto in Casa, dove trovare ortaggi di stagione e verdure organiche, prodotti legati al territorio con consegna a domicilio e un servizio di consulenza tramite indicazioni su ricette, oppure consigli e curiosità sull’utilizzo in cucina e non solo di quanto acquistato.

  • FRATELLI LA BUFALA SPONSOR DEL FOOD BLOG AWARDS 2014

    Milano, 23 settembre 2014 – Fratelli la Bufala premia l’innovazione a tavola e diventa sponsor del Food Blogger Awards 2014, l’iniziativa organizzata aIschia per il secondo anno consecutivo da Malvarosa Edizioni (www.malvarosaedizioni.it) e Dipunto studio (www.dipuntostudio.it) per offrire un importante riconoscimento alla comunicazione nell’universo web 2.0. Rinnovata nei contenuti, la manifestazione conta già 250 blogger iscritti ed è realizzata grazie al supporto della catena di ristorazione Fratelli La Bufala e di altri sponsor attivi sul territorio campano.

    “Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo a questa iniziativa che dimostra come il food, nella sua accezione più generale del termine, non si leghi solo alla buona cucina e alla tavola, ma coinvolge tematiche molto più ampie, abbracciando esperienze sempre più diverse e complesse nel mondo della sostenibilità, della tecnologia e dell’educazione alimentare – commenta Paolo Aruta, AD del Gruppo Fratelli la Bufala La comunicazione 2.0 relativa al cibo in tutte le sue forme è parte integrante di questa nuova macroesperienza ed è per questo motivo che abbiamo voluto sostenere l’iniziativa Food Blog Awards che, tra l’altro, si svolge in uno dei territori che è per noi la Patria del nostro modo di concepire il food, vale a dire la regione Campania, a cui Fratelli la Bufala deve il suo successo a livello nazionale ed internazionale”.

    Food Blog Awards vedrà sfidarsi 10 categorie di blog: dal design al fashion, dalla migliore fotografia al miglior contenuto. La giuria tecnica, presieduta dalProf. Agostino Cattaneo, docente del Dipartimento di Accounting dell’Università Bocconi di Milano, valuterà ogni singolo Blog e decreterà il vincitore di ogni categoria. Altri 10 vincitori saranno scelti da una giuria popolare attraverso il sistema dei LIKE su Facebook.

    I premi saranno offerti dagli sponsor, tra cui la catena di ristorazione Fratelli la Bufala che, dal 2003 ad oggi, ha saputo esportare in tutto il mondo la genuinità dei prodotti della tradizione campana, aprendo più di 80 punti vendita tra Italia ed estero.

    COME PARTECIPARE:

    1) inviare una mail avente ad oggetto THE FOOD BLOG AWARDS 2014 all’indirizzo: [email protected]. La mail dovrà indicare: Nome del Blog; Nome del titolare del blog; Indirizzo email valido; Categoria per la quale ci si vuole candidare;

    2) pubblicare sulla pagina fb di Malvarosa
    https://www.facebook.com/malvarosa.edizioni?ref=hl la foto che meglio rappresenta il vostro blog scrivendo nel post il nome del blog e la dicitura THE FOOD BLOG AWARDS 2014.


    Le iscrizioni al Food Blog Awards 2014 rimarranno aperte fino al prossimo 30 settembre: possono iscriversi blogger di ogni età, sesso e provenienza. L’’unico requisito richiesto è che il blog sia attivo da almeno un mese. La premiazione finale si svolgerà il 18 e 19 ottobre ad Ischia: i 20 premiati saranno ospiti sull’isola e ne potranno conoscere e vivere le realtà più interessanti, dalla gastronomia ai parchi termali. Il racconto più bello – che i blogger faranno dopo l’esperienza ischitana sui propri blog – sarà quindi premiato con 1 settimana di soggiorno ad Ischia nel 2015.

    LE 10 CATEGORIE IN GARA:


    DESIGN – miglior grafica del blog

    FOOD PHOTOGRAPHY – miglior fotografia

    COOKING BLOG – le migliori ricette in termini di fattibilità, originalità e veridicità

    FOOD TRAVEL BLOG – le migliori recensioni di strutture ristorative

    FOOD & FASHION – migliori accostamenti tra food e moda

    SWEET FOOD – miglior blog incentrato su ricette di dolci

    GREEN FOOD – miglior blog incentrato sulla cucina naturale

    BABY FOOD – miglior blog contenente ricette per i bimbi

    WINE & DRINK –miglior blog incentrato su vini e bevande

    BEST WRITING – migliore scrittura 2.0


    I nomi dei vincitori (con link al relativo blog) saranno pubblicati sul sito della casa editrice Malvarosa (www.malvarosaedizioni.it), sul sito DIPUNTO Studio(www.dipuntostudio.it) e sulle pagine Facebook delle rispettive organizzazioni. Ai vincitori sarà infine inviata una comunicazione ufficiale tramite mail. Giuria e Premi saranno comunicati sul sito della casa editrice Malvarosa (www.malvarosaedizioni.it), sul sito Di Punto Studio (www.dipuntostudio.it) e sulle pagine Facebook delle rispettive organizzazioni.

    Fratelli la Bufala – Il marchio del Gruppo di ristorazione “Fratelli La Bufala Pizzaioli Emigranti” è gestito dalla società Emme Sei di cui Giuseppe Marotta è azionista di maggioranza. Nato nel 2003, Fratelli la Bufala si ritaglia subito un’immagine di catena di ristoranti e pizzerie in espansione legata alla genuinità dei prodotti campani e alla cucina semplice. Il Gruppo Flb punta sulla diffusione in Italia e nel mondo della Mozzarella di bufala e derivati, carne di bufalo, vini campani, la pizza napoletana e prodotti di agricoltura biologica Il design dei locali è molto curato e caratterizzato da dipinti e murales dai colori mediterranei. Ad oggi il gruppo conta quasi 80 location, in Italia e nel mondo: Dubai, Il Cairo, Istanbul, Londra, Malta, Miami e Barcellona.

    www.fratellilabufala.eu


    Aqqua Zone Srl – Ufficio Stampa – Via Fiori Chiari, 10 – 20121 Milano

    Tel 02/4390230 – Fax.02/45496289 – [email protected]www.aqquazone.it


  • ​Food Blog Awards 2014 Oltre 250 blogger iscritti. C’è tempo fino al 30 settembre per inviare la propria candidatura.

    Dieci categorie in gara. Oltre 250 blogger iscritti e una premiazione speciale per la Seconda edizione delFood Blogger Awards, l’iniziativa di Malvarosa Edizioni (www.malvarosaedizioni.it) e Dipunto studio(www.dipuntostudio.it) che premia la comunicazione nell’universo web 2.0. Rinnovata nei contenuti e realizzata con il supporto di Fratelli La Bufala e Pastificio Di Martino, l’iniziativa vede la partecipazione di una giuria prestigiosa presieduta dal prof. Agostino Cattaneo, docente all’Università Bocconi di Milano.

    Le categorie in gara sono 10 pensate per premiare i vari aspetti di un blog: dal design ai contenuti, dalla migliore fotografia al miglior contenuto. La giuria tecnica valuterà ogni singolo Blog e decreterà i 10 vincitori; altri 10 vincitori saranno scelti da una giuria popolare attraverso il sistema dei LIKE su Facebook.


    I premi sono offerti da Cantine Pietratorcia; Fratelli La Bufala; Grangusto; Imperatore Travel; Pastificio Di Martino.

    Fino al 30 settembre le iscrizioni sono aperte: possono iscriversi blogger di ogni età, sesso e provenienza. L’’unico requisito richiesto è che il blog sia attivo da almeno un mese. La partecipazione al Premio è assolutamente gratuita ed iscriversi è davvero facile, bastano due semplici passi: inviare una mail e pubblicare una foto.

    La premiazione finale si svolgerà dal 17 al 19 ottobre ad Ischia: i 20 premiati saranno ospiti sull’isola grazie al prezioso supporto di Imperatore Travel, main sponsor del FoodBlog Award, e ne potranno conoscere e vivere le realtà più interessanti, dalla gastronomia ai parchi termali. Il racconto più bello – che i blogger faranno dopo l’esperienza ischitana sui propri blog – sarà quindi premiato con 1 settimana di soggiorno ad Ischia nel 2015.

    COME PARTECIPARE:

    1) inviare una mail avente ad oggetto THE FOOD BLOG AWARDS 2014 all’indirizzo: [email protected]. La mail dovrà indicare: Nome del Blog; Nome del titolare del blog; Indirizzo email valido; Categoria per la quale ci si vuole candidare.

    2) pubblicare sulla pagina fb di Malvarosa https://www.facebook.com/malvarosa.edizioni?ref=hl la foto che meglio rappresenta il vostro blog scrivendo nel post il nome del blog e la dicitura THE FOOD BLOG AWARDS 2014.

    Le Categorie in gara sono 10:

    DESIGN – miglior grafica del blog

    FOOD PHOTOGRAPHY – miglior fotografia

    COOKING BLOG – le migliori ricette in termini di fattibilità, originalità e veridicità

    FOOD TRAVEL BLOG – le migliori recensioni di strutture ristorative

    FOOD & FASHION – migliori accostamenti tra food e moda

    SWEET FOOD – miglior blog incentrato su ricette di dolci

    GREEN FOOD – miglior blog incentrato sulla cucina naturale

    BABY FOOD – miglior blog contenente ricette per i bimbi

    WINE & DRINK –miglior blog incentrato su vini e bevande

    BEST WRITING – migliore scrittura 2.0

    I nomi dei vincitori (con link al relativo blog) saranno pubblicati sul sito della casa editrice Malvarosa (www.malvarosaedizioni.it), sul sito DIPUNTO Studio (www.dipuntostudio.it) e sulle pagine Facebook delle rispettive organizzazioni. Ai vincitori sarà infine inviata una comunicazione ufficiale tramite mail.

    Giuria e Premi saranno comunicati sul sito della casa editrice Malvarosa (www.malvarosaedizioni.it), sul sito Di Punto Studio (www.dipuntostudio.it) e sulle pagine Facebook delle rispettive organizzazioni.

    Ufficio stampa Dipunto studio tel 081681505 www.dipuntostudio.it