Categoria: Gastronomia

  • I vini di Sicilia alla ribalta internazionale.

    Non c’è paese al mondo che, come l’Italia, abbia così tanta varietà di viti e di vini.

    Da quelli fini, snelli e profumati del Nord (basti pensare ai vini toscani e piemontesi) a quelli meridionali, baciati dal vivido e possente sole del Sud che dà corpo, colore e alcol.

    In maniera particolare, proprio i vini meridionali stanno guadagnando terreno nei confronti di quelli settentrionali, tradizionalmente più rinomati: non è un caso che siano proprio la Puglia e la Sicilia a contendersi il primato nazionale di prima regione produttrice di vino.

    I vini di Sicilia, poi, stanno trovando un riscontro notevole non solo in ambito nazionale: sono ormai costantemente presenti nelle principali kermesse mondiali del settore così come sulle tavole di tutto il mondo.

    Bottiglie come il Nero d’Avola, il Cerasuolo di Vittoria o il Moscato sono diventati dei must a livello internazionale, dal Canada all’Australia.

    Ciò si spiega con il fatto che la Sicilia, pur essendo sempre stata una terra di grandi vini, solo negli ultimi anni è riuscita a comunicare adeguatamente la qualità dei suoi prodotti.

    La qualità dei vini di Sicilia si traduce nella loro estrema abbinabilità: il gusto corposo e solare dei rossi è ideale per carni e formaggi; la decisa delicatezza dei bianchi si accompagna al pesce e ai dolci.

    Il successo di questi vini deriva da diversi fattori: un clima mite tutto l’anno, la qualità del suolo e l’esperienza dei viticoltori siciliani costituiscono un mix apprezzato a livello globale.

    Un gusto intenso che nasce dal sole per i palati fini di tutto il mondo.

    Vini Sicilia– Nanfro

    CDB//Agency – iotiposiziono.it

  • E’ arrivato il Vino del SudTirolo…

    L’Azienda CA’ROSSA, che commercializza i vini “dettagli”, ottimi vini del SudTirolo, ha pubblicato da pochi giorni il sito internet www.dettaglisudtirolovinideccellenza.it il sito propone all’utente la presentazione dei vini “dettagli” suddivisi per tipologia ( Rossi, Bianchi, Rosati e Spumanti ).

    Il panorama vitivinicolo italiano propone ai consumatori/estimatori tre categorie di vini :

    1) vini a bassa gradazione , pastorizzati e senza alcuna personalità : costano poco !!!

    2) vini di medio/basso livello con produzione di uve a grande tiratura, quindi milioni di bottiglie facilmente reperibili alla grande distribuzione: poca personalità a costi peraltro relativamente bassi.

    3) vini di medio/alto livello con produzione di uve senza sfruttare il terreno, quindi vini di ottimo livello, alta gradazione, profumi e sapori eccellenti che ne caratterizzano le varie personalità. Sono prodotti che difficilmente si trovano alla grande distribuzione, anche perché queste cantine, avendo produzioni limitate, non reggerebbero alle richieste di quantità e abbassamento dei prezzi.

    I Vini “dettagli” CA’ROSSA fanno parte di quest’ultima categoria in quanto CA’ROSSA, fa parte di 2 cantine con vigneti lungo la “WEINSTRASSE“ che da Termeno, passando per Caldaro, arriva quasi a Merano.

    Si producono vini d’eccellenza recensiti su giornali specialistici.

    All’interno del sito potete quindi trovare le schede dei vini: dai più famosi LAGREIN e GEWÜRZTRAMINER al PINOT, CABERNET, CHARDONNAY, ecc…. in ultimo ma non meno importante segnaliamo che le spese di spedizione sono gratuite.

    www.dettaglisudtirolovinideccellenza.it

  • Lavorare di gusto: il critico enogastronomico

    In effetti, poter disquisire dell’altrui ingegno, esaltare o distruggere in poche righe l’opera dell’intelletto umano – la cui realizzazione ha magari richiesto anni di studio – non è una responsabilità da poco. Un critico meritevole di tale titolo deve possedere conoscenze tecniche approfondite ed un’esperienza consistente della materia di cui tratta, ma da sole non bastano: il critico ha innanzitutto passione, e quindi una sorta di trasporto che gioca un ruolo essenziale nella redazione della recensione. Se poi questa è poco benevola, l’esperto sarà sicuramente oggetto di antipatia, poiché non se ne comprendono i parametri di giudizio e, talvolta, i toni spietati che decapitano onorabili attività commerciali. Insomma, la critica genera stress nel giudice e nel giudicato.

    Tra i settori comunemente oggetto di critica, quello più goloso e piacevole nell’immaginario comune è sicuramente l’enogastronomia. Ma sarà davvero così? Vediamo dunque di cosa si occupa chi al ristorante cena e pranza per lavoro.

    Il critico enogastronomico è la figura che valuta la qualità e la presentazione di una determinata pietanza e il contesto in cui questa viene servita, ovvero il ristorante. L’esperto enogastronomico ha pertanto un palato fine ed un occhio attento anche all’atmosfera della sala, un elemento spesso sottovalutato dai ristoratori e che determina l’apprezzamento o meno del cibo. Ecco che allora il critico nota la mancanza di finestre e luce naturale, che favoriscono il buon umore e attivano i recettori del gusto; l’acustica della stanza, ovvero una musica troppo alta o un brusio costante che può infastidire; la distanza tra i tavoli, che non deve isolare i clienti ma neppure privarli di intimità e, ovviamente, il servizio e la professionalità dei camerieri.

    Certo, talvolta anche a loro rimane l’amaro in bocca. In particolare, i ristoratori contestano l’abitudine dell’esperto a non saldare il conto. Questo contenzioso si trascina avanti da anni, ed ancora non trova una soluzione che accontenti tutti. I ristoratori sostengono la necessità di pagare, per il timore di subire, oltre al danno di una eventuale recensione negativa, anche la beffa di un conto non saldato, mentre i critici giustificano quest’esigenza lamentando la mancanza di copertura economica da parte di coloro che commissionano le recensioni ristorante. Il punto è, sostiene la critica: “chi si occupa di autovetture acquista o noleggia ogni singola auto di cui scrive?”

    Il critico enogastronomico, infatti, spesso non gode di un trattamento economico pari a quello dei colleghi che si occupano di motori, moda e spettacolo: mentre questo tipo di recensioni hanno una pubblicazione quotidiana e gli esperti beneficiano dell’assunzione diretta in redazione, il critico enogastronomico è spesso solo un collaboratore. Il rimborso forfettario non tiene conto dell’effettiva spesa a tavola, e appare ancora più inadeguato se il lavoratore deve spostarsi di città in città e di ristorante in ristorante Padova, Modena, magari Benevento. Insomma, è una vita amara quella di chi mangia per lavoro.

    A cura di Andrea Gnoato – Servizio di posizionamento nei motori di ricerca

  • …e se le marmellate sono quelle di agrumi calabresi, la loro genuinità e naturalezza è garantita!!

    Preparare la marmellata in casa è una pratica ormai in disuso, forse solo qualche nonna o qualche mamma-chioccia ci delizia ancora con questi sapori naturali, che rievocano sensazioni della nostra infanzia più o meno lontana.

    C’era tutto un rituale da rispettare, che si concretizzava nella scelta della frutta migliore a secondo dei più opportuni periodi di maturazione, dove polpa e buccia venivano fatti a pezzettini e cotti pazientemente in pentoloni, con un continuo e costante mescolare e ri-mescolare, senza l’ausilio di pectine chimiche, conservanti, coloranti, correttori e forzature varie che potessero in qualche modo facilitare questo arduo, ma nel contempo piacevole compito.

    Ecco, era con questo procedimento tramandato da generazioni che si ottenevano le migliori conserve di frutta, da tenere in dispensa come in uno scrigno e da consumare per la prima colazione, per la preparazione di dolci e (…perché no!!) da regalare, giusto per dimostrare che in cucina “ci so fare!!”: il modo migliore per protrarre nel tempo il raccolto, godendone per tutto l’anno.

    E che dire delle marmellate di agrumi, le sole che si possono definir tali a norma di legge, visto che secondo una direttiva del 1982 dell’Unione Europea, il resto dei prodotti che sono a base di frutta ma non di agrumi può essere chiamato “confettura”.

    Quegli stessi sapori, quegli aromi originali e quel gusto genuino che si possono ancora gustare nei vasetti di marmellate di agrumi della Calabria proposti in rete da portali di prodotti tipici calabresi che, nella loro strategia aziendale, hanno sempre mirato alla qualità piuttosto che al prezzo delle referenze proposte.

    Le loro vetrine virtuali, infatti, propongono solo marmellate di frutta fresca proveniente da zona tipica di produzione (..e la Calabria può dire la sua nella produzione di arance, limoni, e clementine in particolare!!), utilizzata in tutte le sue parti (polpa e buccia), e tassativamente senza conservanti

    L’82% della frutta contenuta racconta tutta la corposità di prodotti esclusivi, di gusti e retrogusti infiniti che si ritrovano nelle varietà arance, arance rosse ed arance e limoni (due originalità che difficilmente si ritrovano sugli scaffali della grande distribuzione), e di clementine (altra chicca ancora più esclusiva, visto che proviene dalla zona in cui il prodotto è coperto dal marchio di tutela Igp).

    Potreste obiettare: ma le marmellate son tutte uguali!! Sbagliato; aprite un attimo la vostra dispensa e provate ad indagare nelle etichette di quelle che avete in casa: scommettiamo che non trovate più del 40/50% di frutta contenuta?? E ricordatelo: il loro consumo maggiore è fatto dai bimbi!!

    Una particolare lavorazione caratterizza poi la marmellata di limoni: a primo impatto ci si aspetta un prodotto un po’ più acre e deciso, dunque ideale per i palati più forti. Ed invece no, perchè prima della lavorazione il frutto viene leggermente bucherellato sulla buccia ed immerso per qualche istante in acqua bollente: ecco un accorgimento tramite il quale si riesce a levare l’asprezza tipica dell’agrume, preservandone in ogni caso tutto il suo gusto.

    Alla produzione di marmellate per così dire “storiche” si è provveduto ad accompagnare una evoluzione di prodotto, sempre sfruttando altre eccellenze tipiche della regione, quali la liquirizia ed il peperoncino.

    Ed ecco partorita la confettura di clementine e liquirizia che si accompagna bene a formaggi cremosi con componenti acidule e struttura compatta. La “crescenza” o lo “stracchino” ad esempio, anche facendo riferimento al bel contrasto cromatico medioscuro/candido. Spalmata su di una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’eccezionale accordo cioccolato/liquirizia/marmellata, di certo apprezzato da grandi e piccini.

    E quelle di clementine e peperoncino, o arance e peperoncino, non eccessivamente piccanti, beninteso: si tratta di un sapore che completa quello della frutta, un retrogusto ben gradito anche da chi non è abituato al sapore “deciso” del peperoncino. E’ consigliata per originali antipasti, su crostini, tortine, pane arrostito, formaggi in genere. Oppure per dare un tocco di originalità alle scaloppine di vitello, pollo o sulle carni lesse in genere (è consigliabile porre il prodotto a fine cottura). O mista con la ricotta, per guarnire salatini e pizzette da antipasto. O nell’uso dolciario: crostate (c.d. Crostata del diavolo), torte, bocconotti ed altre delizie avranno così un tono decisamente diverso.

    E visto che anche l’occhio vuole la sua parte, anche il packaging è stato curato a modo: il vaso orcio usato in numerose referenze quasi consiglia di non aprirle e consumarle, quanto di riporle in cristalliera, piuttosto che in cucina.

    Torna sempre, insomma, il claim ricorrente per ogni prodotto di nicchia: deliziarsi con novità, nel rispetto della tradizione. E stavolta sorprendendo anche la vista!!

  • Tutto il sapore, il gusto, il profumo della Sardegna a portata di click!

    Innumerevoli sono i prodotti che http://www.sardinianmarket.com rende disponibili ai propri clienti.

    Si parte dal classico pane carasau: un pane unico al mondo dalla forma di sottilissimi dischi molto croccanti, ottenuti attraverso una doppia cottura nel forno a legna.

    Si arriva ai profumi ed alle squisitezze dei salumi: un trionfo di salsiccie e prosciutti accompagnati da formaggi, dolci o salati, freschi o stagionati.

    Molti i prodotti tipici lattiero caseari offerti da SardinianMarket.

    Arriviamo poi ai vini: semplicemente superlativa la scelta dei prodotti offerti da http://www.sardinianmarket.com.

    Uno studio universitario, pubblicato nel 2004, individua nella Sardegna la “culla” del vino del Mediterraneo, e forse del mondo intero! Sono stati infatti rinvenuti semi di vitigni datati oltre 3200 anni fa e ci sono tracce di vinificazione risalenti ad un periodo contemporaneo, se non addirittura precedente, quello delle più antiche civiltà mesopotamiche.

    E proprio dalla culla del vino http://www.sardinianmarket.com ti offre una scelta di ottimi vini per la tua cantina.

  • I vini di Sicilia e la loro versatilità.

    L’abbinamento cibo-vino è un’attività intrigante e complessa, che alcuni definirebbero ‘arte’.

    Un’arte complessa perché presuppone un esame organolettico del vino e del cibo; un’arte intrigante perché un abbinamento, quando è ben riuscito, è una manna dal cielo che esalta tanto il cibo quanto il vino, portando con sé un piacere intenso il cui ricordo rimane nella mente e nel cuore.

    La cucina italiana, in maniera particolare, è depositaria di una cultura gastronomica che trae origine da differenti realtà regionali, prestandosi a una gran varietà di abbinamenti cibo-vino.

    La Sicilia, tradizionalmente terra di grandi vini, costituisce uno splendido esempio in materia.

    Alla cassata e ai cannoli si abbina il Marsala, al cioccolato il Passito di Pantelleria, al tonno fresco alla griglia un robusto Nero d’Avola, a testimonianza della gran versatilità dei vini di Sicilia.

    Anche per questo motivo i vini isolani sono riusciti a conquistare le ribalte enogastronomiche di tutto il mondo: da Londra a Shangai i vini di Sicilia sono conosciuti ed apprezzati.

    Il successo di questi vini è in gran parte imputabile alla geografia dell’isola: un clima mite tutto l’anno, la qualità del suolo e l’esperienza dei viticoltori siciliani costituiscono un mix che si è rivelato vincente.

    Qualità, gusto ed estrema versatilità: questi i segreti dei vini di Sicilia.

    Vini Sicilia – Nanfro

    CDB//Agency – iotiposiziono.it

  • Nuove originali proposte sul Menù del Ristorante Patty di Riccione.

    Se durante l’estate, mentre passeggiate sul lungomare di Riccione al tramonto, quando il sole cala per lasciare spazio alle divertenti serate della Riviera, dovesse venirvi un languorino, non lasciate scegliere al caso ma dirigetevi al Ristorante Patty, sulla Passeggiata Goethe, e il vostro palato vi ringrazierà.
    Qui potrete assaporare tantissime specialità tipiche della tradizione romagnola, come la frittura di pesce con zucchine e carote o la grigliata mista, oltre ad altri piatti più particolari, come i frutti di mare sfumati al curry, le caramelle di pesce o il tortino di ricotta e polpa di granchio.
    Il Ristorante Patty offre ai propri visitatori un ampio ventaglio di sapori, per accontentare i gusti di tutti, da quelli tradizionali a quelli più sofisticati.
    Chi ama i sapori mediterranei qui troverà un’ampia scelta di pesce al forno preparato in svariate maniere.
    I figli di Nettuno arrivano al Ristorante Patty freschi di giornata, per essere poi cucinati e serviti elegantemente in composizioni che sembrano opere d’arte, per il piacere della vista oltre che del gusto.
    Altro piatto a cui viene dedicata particolare attenzione qui al Patty sono le Cruditè, preparate con pesce scelto appositamente dal proprietario Diego, per rispettare gli alti standard di qualità a cui sono abituati i clienti del ristorante.
    Un’accurata scelta delle materie prime utilizzate nella preparazione dei piatti, questo è il segreto della cucina del Ristorante Patty.
    Il sapore del pesce verrà esaltato in ogni portata, dall’antipasto ai secondi, passando per i primi di pasta fatta in casa, i contorni e le insalate.
    I golosi troveranno la stessa attenzione anche nella preparazione dei dolci, con l’immancabile tortino caldo con un morbido cuore al cioccolato fuso.
    Tra i punti di forza di questo locale, oltre alla cucina, troviamo la posizione, direttamente sulla spiaggia di Riccione e la bellissima terrazza panoramica, dove poter cenare nelle calde serate estive, godendo di una splendida vista sul mare.
    Allora cosa state aspettando? Correte a provare la cucina del Ristorante Patty!

  • Nuovi piatti sul Menù di ristorante Zero di Cattolica: Tartare mediterranee e Cruditè di Pesce, Sushi e tipico fritto misto di pesce romagnolo.

    Ristorante Zero di Cattolica non mette confini al gusto, realizzando ricette che attraversano il Mediterraneo e arrivano fino al lontano Oriente.
    Volendo trovare una definizione alla cucina di Ristorante Zero si potrebbero utilizzare parole come “contemporanea” e “cosmopolita”, dove culture e sapori si fondono per dare vita a qualcosa di nuovo.
    Le proposte del menù sono tantissime e spaziano da piatti più tradizionali ad altri tipici della cucina etnica, per sperimentare nuovi gusti.
    Nello splendido scenario del lungomare di Cattolica potrete assaggiare specialità di pesce crudo, come il “Trio di Crudità” e le “Tartare Mediterranee”.
    Particolarità del Ristorante Zero è il menù giapponese, che comprende Roll Maki, piatti di Sushi misto e filetti di pesce tagliati a Sashimi, da consumare anche nella versione “combinazione completa”.
    Se vi è venuta voglia di gustare delizioni rotolini di pesce, alghe e vegetali accompagnati da saporita salsa di soia, preparati secondo l’originale tradizione orientale dallo chef Fred Rohan Amarasekara, allo Zero potrete farlo, godendo di una splendida vista sul mare.
    Novità di quest’anno sono le Tartare Giapponesi a base di filetto di tonno e avocado, riso Sumeshi, uova di salmone, oltre alla specialità di Salmone con Riso Venere e Salsa rosa di Soia piccante.
    Ogni piatto è realizzato dal maestro Amarasekara in modo da esaltarne il sapore, seguendo le tecniche e la disciplina della scuola culinaria giapponese.
    Ristorante Zero non propone solo sushi, ma anche cucina romagnola, in modo da accontentare i palati più tradizionalisti con i piatti tipici freschi e leggeri, come i classici spiedini di pesce, magari accompagnati da piadina oppure l’ottimo fritto misto di pesce con erbette aromatiche.
    Tra le ricette tipicamente romagnole troviamo anche la celebre grigliata mista o gli squisiti tagliolini allo scoglio dell’Adriatico.
    Il menù è semplice, incentrato su alcune specialità.
    L’attenzione per i dettagli è una delle caratteristiche principali di Ristorante Zero. Niente è lasciato al caso, nemmeno il numero dei piatti inseriti nel menù.
    Volutamente si è deciso di non proporre un numero eccessivo di portate, affinchè il cliente non si perda tra le sue pagine, offrendo solo alcune gemme preziose della cucina romagnola, rese inconfondibili dal tocco della cuoca Debora Gregorini e dalla maestria di Amarasekara per quanto riguarda il sushi.
    Elemento che accomuna tutte le portate del menù è la particolare creatività, che viene espressa attraverso la scelta di ogni materia prima e ogni ingrediente.
    Al Ristorante Zero si incontrano due avanguardie gastronomiche: romagnola e giapponese, con il sushi.
    Tutto questo in una location unica, che vi permetterà di assaporare questi squisiti piatti mentre godete della vista del mare.
    Al Ristorante Zero potrete fare anche questo, grazie alla terrazza panoramica.
    In una splendida posizione, viene frequentato anche durante la pausa pranzo da chi lavora e desidera rilassarsi gustando uno squisito tagliolino allo scoglio, di fronte all’azzurro del mare e ai profumi delle erbe aromatiche.
    Ristorante Zero, il luogo ideale per trascorrere incantevoli serate estive e momenti romantici, ritagliandovi uno spazio lontano dalla routine e dalla confusione della città.

  • L’arte del vino in Sicilia.

    La Sicilia è una terra ricca di storia, cultura e tradizione.

    Storicamente crocevia tra civiltà molto diverse tra loro, l’isola ha conosciuto da vicino le culture greca, romana, bizantina, sveva, angioina e borbonica, per citare solo le più importanti.

    La cultura siciliana è, dunque, il risultato di un mix molto vario, che la ha arricchita in molti ambiti: dall’arte alle lettere, dall’architettura alla gastronomia.

    In questo percorso di sviluppo culturale, c’è però un minimo comun denominatore: l’amore per il buon vino.

    La Sicilia è sempre stata una terra di grandi vini, e solo negli ultimi anni questa qualità è stata comunicata e riconosciuta a dovere.

    Ciò è successo di recente innanzitutto in Italia: la Sicilia contende ormai alla Puglia il primato di prima produttrice di vino italiana, e nelle grandi kermesse nazionali ai suoi vini è destinata gran parte della luce della ribalta.

    Anche a livello internazionale, però, i vini di Sicilia sono ormai gustati e apprezzati: bottiglie come il Nero d’Avola, il Cerasuolo di Vittoria o il Moscato sono dei must a livello internazionale, bevuti in Giappone così come in Norvegia.

    Il successo di questi vini è in gran parte imputabile alla geografia dell’isola: un clima mite tutto l’anno, la qualità del suolo e l’esperienza dei viticoltori siciliani costituiscono un mix che si è rivelato vincente.

    La qualità dei vini di Sicilia si traduce in versatilità: il gusto corposo e solare dei rossi è ideale per carni e formaggi; la decisa delicatezza dei bianchi si accompagna al pesce e ai dolci.

    Per un gusto che nasce dal sole e finisce sulle tavole di tutto il mondo.

    Vini Sicilia – Nanfro

    CDB//Agency – iotiposiziono.it

  • Le ricette della “nonna” sul Web

    Alla vigilia di una festa o di una cena più o meno formale, l’interrogativo che si pone alla povera cuoca di turno è sempre lo stesso: che cosa cucinare?

    Si perchè solitamente si ha sempre l’impressione di non conoscere un numero sufficiente di ricette per poter soddisfare il palato dei nostri oscpiti, così si va alla costante ricerca di suggerimenti o dritte che sappiano modificare i piatti che prepariamo abitualmente o fornirci delgi spunti nuovi.

    Un tempo c’erano le ricette tramandate da mamme e nonne oppure il passaparola tra le amiche, ma oggi esiste una fonte inesauribile di ricette, disponibili in un lampo.

    Si tratta, chiaramente, di Internet!

    Si perchè in Rete si sono moltiplicati i blog ed i siti dedicati al mondo della cucina dove potrete scoprire piatti nuovi, esotici o all’insegna della tradizione, ma sempre preparati con quel pizzico di originalità che non guasta mai.

    Così qualsiasi cosa stiate cercando vi basterà digitare sulla vostra tastiera il nome dl piatto in questione e in un baleno vi comparirà la ricetta, con tanto di foto!

    Cercate la maniera per cucinare un ottimo piatto di calamari ripieni? Non riuscite proprio a preparare una buona torta di carote?

    Non disperate la Rete vi biene in aiuto!