Categoria: Gastronomia

  • LA POESIA DEL VINO SAUVIGNON

    Ho degustato 5 Sauvignon, tutti provenienti dall’Italia, quattro del Friuli e uno del Trentino, li inserisco in ordine crescente.

    Villa Vitas, Aquileia Friuli.

    Vino degustato: Sauvignon Blanc 2009.

    Gradazione: 12,5°.

    Esame Visivo: Giallo chiaro luminoso.

    Esame olfattivo: Molto gradevole, con fragranti note varietali di salvia e mentuccia.

    Esame gustativo: Buon equilibrio gustativo con sfumatura aromatica.

    Abbinamento: Vellutata di cardi, sformato di asparagi verdi.

    Punteggio: 84/100.

    Prezzo di vendita al pubblico in negozio: € 8,70 – € 9,90.

    Cantina di Toblino, Sarche Trentino.

    Vino degustato: Sauvignon 2008.

    Gradazione: 13°.

    Esame Visivo: Giallo paglierino carico.

    Esame olfattivo: Eleganti fragranze di sambuco e passion fruit sono impreziosite vibrante mineralità.

    Esame gustativo: setoso, mantenuto in tensione dalla grintosa freschezza che traccia una chiusura lenta e saporita.

    Abbinamento: Frittata di asparagi, insalata di crostacei.

    Punteggio: 85/100.

    Prezzo di vendita al pubblico in negozio: € 8,40 – € 9,50.

    Arzenton Mario, Colli Orientali del Friuli.

    Vino degustato: Sauvignon 2008.

    Gradazione: 13,5%.

    Esame Visivo:Giallo paglierino brillante.

    Esame olfattivo: Ottimo l’impatto olfattivo, vino complesso, i profumi sono freschi, penetranti ma non invadenti, ricordano la foglia di pomodoro, il peperone, la salvia e la menta.

    Esame gustativo: Vino secco, corposo, morbido e sapido.

    Abbinamento: Piatti con erbe aromatiche, creme, formaggi di media stagionatura, piatti di pesce salati, ottimo anche coi crostacei.

    Prezzo di vendita al pubblico: € 7,90 – € 10,00.

    Punteggio: 86/100.

    Igor Branko, Collio Friulano.

    Vino degustato: Sauvignon 2008.

    Gradazione: 14%.

    Esame Visivo: Giallo paglierino sfavillante.

    Esame olfattivo: La gamma dei profumi è infinita dal varietale che ci porta alla menta, al rosmarino, alla foglia di pomodoro, alla mela verde, al lime e peperone.

    Esame gustativo: Sono sorsi di piacere.

    Abbinamento: Sautè di cozze, tagliolini con granchio e verdure.

    Prezzo di vendita al pubblico: € 16,00 – € 18,00.

    Punteggio: 92/100.

    Venica & Venica, Collio Friulano.

    Vino degustato: Sauvignon “Ronco delle Mele” 2008.

    Gradazione: 13,5%.

    Esame Visivo: Giallo paglierino con riflessi verdolini.

    Esame olfattivo: Un anfiteatro di emozioni, interminabile successione di profumi varietali di bosso, peperone, mentuccia, lime, litchi.

    Esame gustativo: E’ un gioco di equilibri, indimenticabile come un bel sogno.

    Abbinamento: Tartare di Tonno, Astice alla busera.

    Prezzo di vendita al pubblico: € 33,50 – € 36,00.

    Punteggio: 94/100.

    Conclusione: I Sauvignon del Collio friulano di Venica e Branko sono armonia pura, i top in questo momento nel mercato italiano, almeno per me. Gli altri Sauvignon degustati sono di spessore, ma non allo stesso livello di quelli precedentemente descritti, dalla loro hanno un prezzo decisamente più abordabile.

    Dove acquistarli nel web: Enoteca Le Cantine Dei Dogi tratta tutti i vini in degustazione, online vini.

  • Le ricette del cuoco Sauro Ciani su Ricettericette.it

    Il sito Ricettericette.it è lieto di segnalare l’inizio della collaborazione con lo chef Sauro Ciani che pubblicherà in anteprima sul sito RicetteRicette.it oltre 350 nuove ricette tratte dal suo prossimo libro “Peccati di Gola” disponibile da Novembre 2010.

    Lo chef Sauro è già stato autore del libro “Profumo di pesce” basato esclusivamente su ricette di pesce e distribuito a supporto di un’iniziativa benefica. Il nuovo libro sarà ben altra cosa e tratterà ogni tipo di ricetta il titolo stesso ne è una testimonianza: Peccati di Gola, 350 ricette dall’antipasto al dolce.

    Ogni preparazone viene spiegata passo passo e si sommerà alla già consistente raccolta di preparazioni già presenti sul sito. Tra le innumerevoli preparazioni meritano un cenno particolare le ricette di torte e crostate ideate da Sauro.

    Con questa collaborazione il sito Ricette & Ricette diviene un punto di riferimento per tutti coloro che amano cucinare e che spesso sono alla ricerca di nuove ricette di cucina in grado di stupire e sorprendere. Tante nuove ricette dolci, ricette di antipasti, ricette di primi piatti e la specialità dello chef ovvero il pesce in ogni sua forma e portata.

  • Il Gomasio provato da Il Sentiero della Natura

    Oggi vi parliamo di gomasio, una delle più interessanti alternative all’uso del sale, sicuramente la più gradita al nostro palato!

    Qualcuno potrebbe domandarsi:
    perchè cercare alternative al sale?

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    GOMASIO : GOMA + SHIO

    L’etimologia rivela gli ingredienti di questo ‘condialimento’ giapponese: goma significa sesamo mentreshio significa sale. Nella sua ricetta base è quindi composto da semi di sesamo tritati insieme a sale marino integrale dopo che entrambi sono stati tostati.
    Il rapporto sesamo-sale marino integrale può variare a seconda dei gusti e delle esigenze da un minimo di 6 parti a 1 a un massimo di 20 parti a 1.

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    PREPARAZIONE DEL GOMASIO
    Il sesamo va lavato, asciugato con un panno e poi tostato. La tostatura deve essere leggera a per evitare il rilascio di sesamolo, una sostanza molto amara e tossica, per cui non va abbrustolito o fatto fumare. Durante la tostatura, va bene un fuoco medio, I semi di sesamo vanno mescolati in senso circolare con un cucchiaio di legno; saranno pronti quando il loro profumo si diffonderà per casa e i semi cominceranno a imbiondirsi e scoppiettare.
    A questo punto ridurre al minimo la fiamma e continuare la tostatura per qualche minuto stando bene attenti a non farli fumare.



    A questo punto il gomasio è pronto e può essere conservato al fresco in un barattolo di vetro per 8 giorni. Può essere conservato più a lungo, ma perde progressivamente il suo aroma: io preferisco prepararlo all’occorrenza, la procedura poi è così semplice e veloce!
    Ah, oviamente si può acquistare già pronto, anche se non c’è confronto con il sapore e il ‘gusto’ di prepararlo in casa!!




    VARIANTI DELLA RICETTA BASE
    Varianti alla ricetta base prevedono l’aggiunta di alghe (kombu, dulse, nori) o altri semi.
    Le alghe sono molto ricche di sostanze nutritive, in particolare sali minerali (ferro, calcio, iodio), vitamine (betacarotene, vitamine B, C ed E), proteine e acidi grassi Omega 3. Contengono inoltre sostanze antiossidanti e acido alginico, dal potere disintossicante. Grazie a questa loro ricchezza, possono migliorare la resistenza alla fatica e aiutano a combattere l’anemia e l’astenia.
    Se ad esempio si vogliono aggiungere le alghe kombu occorre farne seccare un pezzetto di 3 cm (una decina di minuti in padella o forno) e poi polverizzarle e utilizzarle come sostituto del sale marino nella stessa ricetta. Il mio suggerimento, se non si ha già dimestichezza con sapori orientali o macrobiotica, è quello di prendere ‘la mano’ con la ricetta base e poi successivamente introdurre varianti. Di suo il sesamo ha un sapore sufficientemente intenso per chi non è abituato ad utilizzarlo in cucina.
    Altri semi oleosi interessanti da miscelare al sesamo sono i semi di lino, i semi di canapa o i semi di girasole. Queste varianti consentono di arricchire il gomasio di gusto, sapore e nutrienti.



    GOMASIO E SUO UTILIZZO IN CUCINA
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    PROPRIETA’ ED INDICAZIONI
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    Come sostituto del sale in diete che richiedono una tassativa restrizione di cloro e sodio:ipertensione o disfunzioni ai reni (come calcoli renali, renella). Ma anche come integratore nel caso di diete eccessivamente severe in cui non vengono apportate quantità sufficienti di sodio e oli vegetali.
    Utile per esaurimento nervoso, affaticamento, patologie delnervo sciatico, osteoporosi, il gomasio è pure un ottimo nutriente, ben assimilabile e digeribile.


    E poi fatevelo dire… il gomasio è gustosissimo!

  • Il ristorante di Riccione Gambero Rosso e il nuovo sito in full screen.

    Siamo ufficialmente entrati in una nuova generazione di siti internet, ancora più sbalorditivi, grazie alla grafica full screen.
    Il ristorante di Riccione Gambero Rosso non si è lasciato sfuggire questa occasione e ne ha subito approfittato, rivolgendosi a GUEST, l’Internet Service Provider romagnolo per realizzarlo.
    Il nuovo sito, che troverete all’indirizzo www.gamberorossoriccione.it, è caratterizzato da un enorme impatto visivo.
    Questo sito web punta sull’emotività, trasportando l’utente in un mondo virtuale fatto di sensazioni, colori e sapori unici, che si respirano solo al Gambero Rosso, come il colore del blu marino, l’odore della salsedine e il rumore della risacca sul pontile del porto.
    GUEST ha cercato attraverso il design grafico di trasmettere queste sensazioni e a giudicare dal risultato finale sembra proprio esserci riuscita.
    La grafica full screen è infatti l’ideale per un sito d’immagine, senza grandi necessità informative.
    L’ideale per un sito come quello del Gambero Rosso, dove le fotografie dei piatti e della location parlano da sole e non hanno grande bisogno di presentazioni.
    Non mancano comunque le informazioni essenziali, per chi desidera sapere qualcosa in più sul ristorante.
    Dal menù laterale, cliccando sulle voci, infatti potrete entrate nelle varie aree del sito.
    Il Gambero Rosso propone un menù piuttosto vario, dove le ricette della tradizione marinara si mischiano ad altre più attuali e innovative.
    Grazie alla sezione news invece potrete essere continuamente informati sulle novità del ristorante.
    GUEST, la Web Agency che ha realizzato il sito, dal 1995, offre servizi informatici e di comunicazione.

  • Un viaggio tra i sapori di Sicilia.

    La Sicilia è un’isola ricca di cultura, storia e tradizioni: non a caso è una delle principali mete turistiche mediterranee.

    La ricchezza dell’isola viene anche da un settore particolare, quello gastronomico.

    La cucina regionale propone, infatti, una serie di prodotti tipici siciliani che rendono ancora più ‘dolce’ il soggiorno di turisti e visitatori.

    A partire da due primi piatti ricchi di sapore: la pasta alla norma e la pasta con le sarde.

    La prima è un piatto tipico del catanese, a base di melanzane fritte, pomodoro e ricotta salata; la pasta con le sarde, di origini palermitane, è un primo a base di pangrattato e sarde fresche.

    Si tratta dei due primi piatti più noti e saporiti della cucina isolana.

    Anche tra i secondi piatti troviamo dei prodotti tipici siciliani dal gusto particolarmente ricco.

    Dalla parmigiana di melanzane alle cotolette alla palermitana; dal pesce spada alla griglia alla caponata, tripudio di gusto a base di melanzane, peperoni, cipolle e olive.

    Tra i prodotti tipici siciliani sono probabilmente i dolci a farla da padrone.

    Dalla granita DOC ai cannoli di ricotta; dalla cassata ai torroncini; dalle paste di mandorla ai dolci di marzapane: tutti prodotti che fanno della Sicilia un vero e proprio paradiso per i golosi.

    Un’isola bella da vedere, da vivere, da gustare.

    Prodotti tipici siciliani – Caffè Europa

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  • Una sinfonia, il vino Picolit

    Considerato una vera e propria gemma dell’enologia italiana, il Picolit è anche conosciuto come il vino dei re. Infatti è stato servito e degustato presso le corti
    più importanti d’Europa, da quella Asburgica a quella Francese e Russa; nonché sulle mense dei Papi.

    Pregiato e raro,il Picolit nasce dall’omonimo vitigno sui colli orientali del Friuli. Il suo nome sembra derivi dalla piccolezza della quantità degli acini e dei grappoli che produce la sua vite.

    Vendemmia:
    La raccolta è manuale e differenziata secondo maturazione con passaggi bisettimanali avviene per tutto il mese di ottobre.

    Vinificazione:
    Il 20% delle uve raccolte vengono vinificate nel modo classico, pressatura soffice, decantazione e fermentazione controllata. Il rimanente 80% delle uve viene posta ad appassire per oltre un mese, arrivando a perdere circa il 40% del peso.

    Quando le uve raggiungono i valori analitici ed organolettici ottimali, vengono diraspate e pressate per mezzo di piccoli torchi verticali, il mosto ottenuto molto concentrato, viene fatto fermentare in piccole botte di rovere, nelle quali rimane fino all’estate Quindi viene fatto l’assemblaggio dei due vini i quali maturano per altri 4 mesi in botte d’acciaio.
    Affinamento: 4 – 6 mesi in bottiglia .

    Terreno collinare costituito da marne ed arenarie stratificate di origine eocenica

    Sistema di allevamento: Cappuccina

    Vino degustato: Picolit 2007 Az. Arzenton Maurizio

    Tipologia: Bianco D.O.C.G.

    Uve: Picolit 100%,

    Gradazione: 14%

    Bottiglie prodotte: 432 da 0,500 lt.

    Resa per ettaro: 20 HL / ha

    Altitudine: 80/100 metri s.l.m.

    Esame Visivo: Giallo oro.

    Esame olfattivo: La successione dei profumi è impressionante con deliziose folate di frutta candita, miele di acacia, mela cotta, albicocca matura, torrone.

    Esame gustativo: Raffinatissimo al gusto, con dolcezza garbata e persistenza infinita.

    Abbinamento: I classici lo abbinano al fegato grasso d’oca e ai formaggio verdi. Un abbinamento curioso è con ostriche crude, tartufi di mare, caviale e scampi crudi.

    Do un consiglio, per le sue caratteristiche è un vino da “meditazione”, quindi da degustare da solo, nei momenti importanti.

    Stato evolutivo: Pronto-Maturo

    Temperatura di servizio: 12 ° C

    Prezzo di vendita al pubblico in negozio: € 24,50 – € 31,00.

    Dove acquistarlo nel web al miglior prezzo:

    online vini Le Cantine Dei Dogi.

    Punteggio: 90/100.

    Conclusione: Elegantissimo nel suo vestito d’orato. E’ una sinfonia di profumi, una magia al palato.

  • Da Pellestrina ai Colli Euganei: alla scoperta del Veneto raccontato dalla rivista A Tavola, il mensile della grande cucina italiana diretto da Matte

    Un viaggio dai Colli Euganei all’isola di Pellestrina che vuole scoprire un territorio ancora ricco di luoghi e tradizioni che raccontano la grande cultura popolare italiana, non solo gastronomica, ma più specificamente territoriale. Il tutto raccontato dalla penna di Paolo Brinis, volto noto delle reti Mediaset e appassionato gourmet, e di Mattea Guantieri. ”Siamo testimoni ogni giorno di un certo abbandono e pressapochismo verso quelle cose vere, buone e belle che questo Paese possiede” ha commentato Mattea Guantieri ”Il mio intento è quello di traghettare questa storia con il rispetto, la passione e l’entusiasmo che merita. La cucina è una scusa coinvolgente per scoprire un universo di straordinarie tradizioni. E il nostro compito è andarle a scovare”. Ecco allora che il ristorante da Celeste, a Pellestrina, più che un’intervista con grande chef si trasforma nell’incontro con un uomo innamorato del proprio mestiere, e tra gli orti e le piccole case colorate il sapore e il profumo della laguna si declina nei piatti a base di pesce che raccontano storie di uomini e famiglie. Schie, seppie di laguna, rombi e castraure sono i piatti raccontati su A Tavola. Paolo Brinis ha raccontato, invece, l’esperienza delle colline patavine, facendoci scoprire una cooperativa che produce vino e che, a dispetto delle prodezze commerciali moderne, propone ai suoi avventori un vino autentico fatto con mestiere e passione da un architetto, Stefano Gris, e cento amici, tra eno-passione e solidarietà. Ne “Il Gusto del Viaggio” la rubrica che ogni mese Loris Casadei, direttore generale di Porsche Italia, segue per A Tavola, abbiamo aperto per voi la Reggia di Venaria, in Piemonte, tra splendide scenografie, giardini e le tappezzerie in velluto, passando per il museo Nazionale del Cinema all’interno della Mole Antonelliana e negozietti punk.

    Come ogni mese A Tavola, la rivista per gli appassionati di territorio e gastronomia, offre il proprio punto di vista per far scoprire al lettore luoghi e tradizione, convinta che qualità dei prodotti e forte radicamento territoriale siano le armi vincenti per combattere la sfida con il futuro. Ecco perchè nel numero di luglio verranno proposti grandi formaggi di tradizione, raccontandoli attraverso l’ultima famiglia di fasari che in Europa pratica la transumanza. E ancora: la pizza di Tramonti che ha ottenuto, nel 2010, la denominazione comunale; i liquori con la frutta di stagione fatti in casa, secondo tradizione. “Siamo in un momento cruciale della nostra storia moderna”ha concluso il direttore Mattea Guantieri “e quello che dobbiamo fare è dare a questo Paese l’opportunità di parlare di sé attraverso i luoghi, le storie e i prodotti che lo hanno reso grande nel mondo”.

    Contatti Ufficio Stampa

    045 584525

    ufficio [email protected]

  • Il Sentiero della Natura coltiva la Stevia Rabaudiana

    Da Il Sentiero della Natura:

    Recentemente abbiamo comprato i semi di stevia rabaudiana. Nel frattempo l’abbiamo già provata in foglie secche e sbriciolate: leggete l’articolo sulla Torta con la stevia al posto dello zucchero.

    Ecco la nostra prima personale esperienza di semina della Stevia Rabaudiana!

    CARATTERISTICHE DELLA STEVIA RABAUDIANA

    La Stevia rabaudiana è una pianta rustica molto resistente, perenne o semiperenne a seconda del clima in cui viene coltivata. Con le dovute attenzioni la pianta si conserverà in perfetta salute e ci gratificherà con una generosa gustosissima produzione di foglie! Visitate Il Sentiero della Natura per consigli sulla, non facile, coltivazione della stevia.

    In Italia è possibile coltivarla a qualsiasi latitudine, certamente nelle zone più fredde sarà opportuno usare maggiori accortezze specialmente in inverno quando è consigliabile proteggere la parte basale (che germoglierà in primavera) con pacciamature.

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    Nell’immagine:

    La nostra prima piantina di Stevia a 6 settimane dalla semina.

    REPERIRE I SEMI DI STEVIA

    Dove reperire i semi di Stevia Rabaudiana è una delle questioni più impegnative. Infatti non è facilissimo trovare i semi di stevia.

    Sicuramente non negli alimenentari, nei supermarket, ma nemmeno in gran parte di erboristerie e dei vivai.

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    LA SEMINA

    Se avete trovato finalmente i semi di Stevia e potete cimentarvi nella semina!

    E’ necessario sapere come prima cosa che la germinazione è molto bassa, i semi sono piccoli e leggerissimi, volano che è un piacere!

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    MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

    La riproduzione per talea a partire da una pianta avviata è molto più semplice e ha un’elevata percentuale di successo. Per i dettagli di questa pratica, che non ho ancora sperimentato in prima persona, rimando al sito di Lucio Longo che mette a disposizione un accurato set fotografico che descrive meglio di tante parole la riproduzione per talea della Stevia.

    PRODUTTIVITA’ DELLA STEVIA

    Il periodo di maggior produttività è quello che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Durante questo periodo la Stevia rabaudiana va innaffiata spesso e, avendo un ‘metabolismo’ (crescita e fotosintesi) particolarmente veloce, anche concimata spesso (evitando accuratamente l’utilizzo di concimi chimici)

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    MALATTIE E INCONVENIENTI RISCONTRATI NELLA PIANTA

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    Articolo completo su Il Sentiero della Natura.

    Il Sentiero della Natura è un blog divulgativo no profit che utilizza una tantum directory e siti web per lanciare parte di articoli di informazione e diffusione a cui tiene particolarmente.

  • I vini dell’Etna e l’eccellenza della produzione siciliana.

    Nel panorama qualitativo delle bottiglie italiane, i vini di Sicilia stanno conseguendo una ribalta via via maggiore.

    Vini come il Nero d’Avola, il Frappato, il Moscato o il Nerello sono ormai conosciuti e apprezzati a livello globale.

    Un grosso input al successo dei vini di Sicilia viene proprio dalla qualità dei vini dell’Etna.

    Il massiccio etneo è un vasto territorio che va dalle estreme pendici alla sommità del vulcano Etna.

    Gran parte di questo territorio è ricoperta da coltivazioni, in primis la vite.

    Nel tempo questa coltura, iniziata parecchi secoli fa, ha marcato il territorio, creando una vera e propria ‘Strada del vino’.

    La Strada del vino dell’Etna è un percorso evocativo che, con lo scopo di valorizzare e incentivare i territori ad alta vocazione vinicola, comprende vigneti, cantine, enoteche e aziende agricole, vantando oltre 20 aziende associate.

    La qualità DOC dei vini etnei attraversa gran parte dei territori della provincia di Catania: da Giarre a Bronte, da Zafferana a Linguaglossa.

    In questo contesto d’eccellenza, spicca a Caltagirone, cittadina famosa per le sue ceramiche, la tenuta Nanfro, azienda vinicola che ha recentemente ricevuto prestigiosi riconoscimenti.

    Antica Tenuta del Nanfro presta un’attenzione particolare ai prodotti biologici, conciliando tradizione e qualità naturale del prodotto: non è un caso che il Bianco IGT Sicilia-Chardonnay 2003 e il Cerasuolo di Vittoria DOC Sammuro 2002 abbiano vinto entrambi la medaglia d’oro al Concorso Bio-Divino 2005.

    Un successo fatto di sole, esperienza e amore per la propria terra.

    Vini Sicilia – Nanfro

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  • Il pane: su tutte le tavole fin dall’antichità

    Tra i prodotti da forno il pane è il più antico e comune, ma in tempi moderni si trovano facilmente prodotti di ogni tipo, dal pane fresco alla pasticceria surgelata. Il pane era conosciuto già all’homo erectus – si parla quindi di circa un milione e mezzo di anni fa: macinavano i cereali tra due pietre mescolandoli poi con l’acqua e cuocendo l’impasto ottenuto su una pietra arroventata. Molto dopo, attorno al 3500 a.C., gli antichi Egizi scoprirono che facendo fermentare il pane, ovvero lasciando l’impasto crudo a riposare per una notte e cuocendolo il giorno successivo, il pane risultava più fragrante.

    Per gli Ebrei invece il pane azzimo, ovvero quello non lievitato, assunse un significato simbolico: il fatto che non sia lievitato e che si conservi a lungo lo associa al viaggio, e quindi all’esodo dall’Egitto; per i Cristiani invece il pane ricorda l’Ultima cena. Continuando il viaggio nel tempo alla scoperta del pane, dobbiamo dirigerci in Grecia, dove si formarono ottimi panificatori in grado di produrne oltre 70 qualità.

    Arrivando ai tempi moderni, la tecnologia è venuta in aiuto alla panificazione: esistono macchinari industriali che aiutano il lavoro dei fornai, anche se ciononostante rimane sempre un lavoro molto faticoso che costringe a lavorare nel cuore della notte perché l’impasto possa avere il tempo di lievitare e poi di cuocere come si deve. Oltre ai macchinari però ora esistono anche delle tecnologie moderne che permettono una lunga conservazione dei prodotti da forno: il pane congelato è molto utilizzato, per esempio, negli esercizi commerciali che offrono panini e stuzzichini di vario genere ai loro clienti, che acquistandolo surgelato facilitano l’organizzazione delle spese di magazzino.

    Naturalmente, esistono molte varietà di pane, che cambiano a seconda della zona e dell’uso che se ne deve fare. Per esempio, il pane per kebab di solito è morbido, rotondo e vuoto all’interno in modo da poter accogliere comodamente tutto l’abbondante ripieno; riferendosi al pane tedesco, invece, generalmente si intende il pane di segale, che al nord è diffuso perché è un cereale che sopporta il freddo molto meglio del frumento. Rimanendo in Italia, l’abbondanza di tipi di pane e prodotti da forno è tanta che è difficile conoscere quelli al di fuori della propria regione; per citarne alcuni, il pane cafone napoletano, la piadina romagnola, i grissini torinesi, il carasau sardo, il tarallo pugliese, la focaccia genovese … e la lista è ancora molto, molto lunga – e gustosissima!

    Oltre ad accompagnare i pasti e servire da base per i panini, il pane viene utilizzato anche in altri ambiti e, soprattutto, non si butta mai: quando diventa vecchio lo si può trasformare in pane grattugiato, che viene utilizzato in molte ricette, oppure si può fare il dolce di pane, facile e sfizioso. Insomma, quello dei panificatori è un compito essenziale per tutti: il risultato del loro lavoro arriva su tutte le tavole, e si trova in tutti i bar!

    A cura di Lia Contesso

    Prima Posizione srl – ottimizzazione motori di ricerca