Categoria: Economia e Finanza

  • Flavio Cattaneo, Terna, la trimestrale supera le stime degli analisti

    Terna, la trimestrale supera le stime degli analisti. La società che gestisce la rete elettrica italiana ha registrato il 29° trimestre di crescita con un aumento dei ricavi del 6,9% e dell’Ebtida del 9,5%. Il cda ha inoltre deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo ordinario 2012 pari a 7 centesimi di euro. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Si tratta di un risultato molto significativo tenendo conto anche della Robin Hood Tax”. “I buoni risultati dei nove mesi evidenziano l’efficienza gestionale raggiunta dal gruppo. Siamo confidenti in una chiusura di anno positiva”.

    Flavio Cattaneo, ad di Terna, è più che soddisfatto. Non solo la società ha registrato il 29° trimestre di crescita, ma grazie ai risultati conseguiti ha annunciato un acconto sul dividendo in linea con la sua politica. “Si tratta di un risultato molto significativo tenendo conto anche della Robin Hood Tax”, ha osservato Cattaneo.

    Il cda di Terna ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo ordinario 2012 pari a 7 centesimi di euro per azione, in linea con le attese degli analisti di Kepler (buy e target price a 3,2 euro), meno però degli 8 centesimi pagati l’anno scorso. Verrà posto in pagamento a decorrere dal 22 novembre, con data stacco il 19 novembre.

    Terna ha mostrato dal terzo trimestre 2012 ricavi in crescita del 5,1% a 442,1 milioni di euro, essenzialmente per l’effetto del maggior corrispettivo utilizzo rete e del servizio di dispacciamento, con costi operativi scesi di 5,7 milioni a 82 milioni di euro.

    L’ebitda è poi salito dell’8,2% a 360,1 milioni di euro, oltre le attese degli analisti di Equita (buy e target price a 3,15 euro) a 346 milioni. Migliore del previsto anche l’ebit, cresciuto del 7,3% a 253,7 milioni di euro, dopo aver scontato ammortamenti per 106,4 milioni di euro.

    Nei primi 9 mesi del 2012, invece, Terna ha registrato un utile a 355,5 milioni, in crescita del 15,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, oltre i 335 milioni attesi dagli analisti. L’ebitda è aumentato del 9,5% a 1,029 miliardi, superando di poco le stime del consenso a 1,018 miliardi.

    E’ tuttavia cresciuto l’indebitamento netto a 5,576 miliardi, 453,3 milioni in più rispetto a fine 2011, a fronte di investimenti per 778,4 milioni di cui 736,3 in attività regolamentate. Gli investimenti del periodo risultano in calo del 4,8%. Equita in realtà si aspettava un debito più alto a 5,8 miliardi. “I buoni risultati dei nove mesi evidenziano l’efficienza gestionale raggiunta dal gruppo. Siamo confidenti in una chiusura di anno positiva”, ha previsto l’ad Cattaneo. Nonostante questo, il titolo a Piazza Affari cede l’1,06% e scivola a quota 2,81 euro.

    FONTE: Milano Finanza

  • AUMENTANO GLI ASSEGNI A VUOTO

    Cambiali, tratte e assegni non pagati per 1,64 miliardi di euro. E’ la fotografia del primo semestre 2012 scattata dai dati InfoCamere sui protesti e analizzata sul Quotidiano “La Repubblica” lo scorso 21 ottobre 2012. Le occasioni in cui un cittadino o un’impresa si sono visti costretti a ricorrere ad un pubblico ufficiale per notificare un mancato pagamento sono aumentate in un anno del 2,4%, toccando quota 670mila. A preoccupare è soprattutto il Mezzogiorno, dove le contestazioni sono cresciute del 6%, mentre il Nord Ovest viaggia in controcorrente (-4%). Segnali più incoraggianti si osservano sul fronte dell’ammontare protestato: nel primo semestre del 2011 sono stati contestati titoli per 1,77 miliardi di euro, circa 130 milioni in più rispetto ad oggi. Sostanzialmente stabile è l’importo dei protesti al Sud. Il record di mancati pagamenti lo detiene la provincia di Roma, seguita da quelle di Milano e Napoli. In queste tre aree si concentra oltre un quarto (26,1%) di tutto l’insoluto nazionale. L’importo medio dei titoli contestati è di circa 2.440 euro. Difficile comunque dare una lettura univoca dei dati Infocamere. I protesti su assegni e tratte sono diminuiti rispettivamente del 4,6% e dell’11,6%. Dato da sottolineare è l’aumento dei protesti sulle cambiali (5,1%). Un incremento che potrebbe andare di pari passo con una maggiore diffusione di questi documenti. I “pagherò” infatti, sono dei titoli esecutivi: è possibile rivolgersi ad un ufficiale giudiziario per farli valere anche senza attendere la sentenza di un tribunale. Le aziende con la crisi si fanno più diffidenti sulla capacità dei debitori di far fronte ai loro impegni, e le cambiali offrono maggiori garanzie in questo senso. Per tutelarsi, inoltre, molte aziende italiane ricorrono sempre più al reperimento di “Informazioni Commerciali” da società e Studi qualificati. Avere le giuste informazioni è di vitale importanza nel mondo degli affari, per fare scelte che domani non si riveleranno come avventate. Le informazioni commerciali rispondono all’esigenza di conoscere a fondo il partner d’affari grazie allo studio approfondito dello stesso tramite analisi incrociate di dati ufficiali e dati ufficiosi.

  • RECUPERO CREDITI: Una sentenza che costa caro

    Novità importanti per gli imprenditori nel difficile e complicato mondo del Recupero Crediti.

    Risponde di bancarotta l’imprenditore che non si attiva tempestivamente per il recupero crediti dell’azienda che poi fallisce. Lo ha sancito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 40901 del 18 ottobre 2012.

    In un articolo apparso su “Italia Oggi” di venerdì 19 ottobre 2012 viene presentata una condanna cominata ad un Imprenditore settantaduenne che ha contribuito al default della sua azienda per non aver recuperato i crediti spettanti.

    In particolare, la quinta sezione penale, ha confermato la condanna a carico di un amministratore unico che aveva contribuito alla crisi economica della propria azienda. Secondo la ricostruzione dei giudici, l’imputato ha agevolato il fallimento, prima di tutto stipulando dei contratti poco convenienti per l’impresa e successivamente non attivandosi tempestivamente per il recupero dei crediti.

    Inutile per la difesa sostenere che i contratti di locazione sconvenienti erano stati stipulati molti anni prima e che l’attività di recupero crediti non era di stretta competenza dell’amministratore unico. Senza successo anche il ricorso presentato dall’imprenditore alla Suprema corte che ha confermato la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio sostenendo l’incidenza negativa sull’andamento della società per la non tempestività nella riscossione dei crediti dovuti.

    Una sentenza importante che deve mettere in guardia tutti gli imprenditori sulle fattive possibilità di essere penalizzati in sede processuale nel caso non fossero recuperati crediti dovuti all’azienda.

  • Importante novita’ per l’italia nel settore franchising

    “IREF ITALIA – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising” (www.iref-italia.it) e “IREF – Fédération des réseaux européens de Partenariat et de Franchise” (www.franchise-iref.com), con il sostegno di UBIFRANCE, Agenzia per l’Internazionalizzazione delle imprese francesi, si presenteranno alle insegne presenti al Salone del Franchising di Milano. Ecco il programma della conferenza di domenica 11 novembre, a cura di IREF Italia (www.iref-italia.it) nel corso della quale sarà annunciata una importantissima ed esclusiva iniziativa per la certificazione delle reti di franchising in collaborazione con BUREAU VERITAS.

    http://www.ubifrance.com/it/Posts-6148-iref-al-salone-international-retail-expo-2012

  • Osservatorio Findomestic di Novembre 2012: a parte cellulari e pc, gli Italiani cambiano i propri beni durevoli solo se non funzionano più

    Ci si arrende all’effetto novità solo di fronte agli smartphone e, in parte minore, ai pc e alle tv. Per tutto il resto, gli Italiani si accontentano di quanto già dispongono, accettando di sostituire i propri beni durevoli solo se questi non vanno più. La tendenza è stata fotografata dalle ultime rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic sui beni durevoli. In numeri: a fronte di un 42% di Italiani che ammettono di cambiare lo smartphone per via dell’effetto novità, e di un 32% che per la stessa ragione si reca ad acquistare un nuovo personal computer, appena il 10% afferma di sostituire il proprio frigorifero perché il mercato propone modelli più recenti. E lo stesso vale per le lavatrici: solo il 12% dei consumatori cede alle novità contenute nei cataloghi. Tutti gli altri, si fanno bastare gli elettrodomestici presenti in casa. Per le auto la musica cambia relativamente: un Italiano su cinque (il 21%) compra un modello per via dell’effetto novità. Che, per quanto concerne moto e scooter, incide appena per il 3%. Solo di fronte ad un incentivo per l’acquisto di un’auto nuova ci potrebbe essere un cambio di passo. Purché, però, l’agevolazione sia pari o superiore a 3mila €, cifra ritenuta discriminante dal 75% degli intervistati.
    Una prudenza legata a doppio filo con il grado di fiducia nei confronti dello scenario nazionale, sceso nuovamente a 3,2 punti, su una scala che va da 1 a 10 e che ha nel valore 7 la soglia positiva. A livello macro-regionale, va evidenziato il trend che si registra nel Nordest, con il grado di fiducia che da agosto è in costante risalita; tendono invece a perdere terreno Sud, Isole e Centro Italia, mentre il Nordovest si mantiene stabile.
    Per quanto concerne la propensione al risparmio, si osserva un netto recupero rispetto al mese precedente. Se, infatti, a settembre il 12,8% degli intervistati si era detto intenzionato a incrementare l’accantonamento di risorse di qui ad un anno, a ottobre si è passati al 15,8%, la seconda rilevazione più elevata di tutto il 2012.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: lieve flessione nelle previsioni di acquisto di elettrodomestici bianchi, stabili quelle per i piccoli. Aumenta l’interesse per TV e Hi-Fi.
    Passa dal 14,5% al 13,6% la quota di consumatori interessati ad acquistare un elettrodomestico bianco. Trend inverso per i bruni (TV, Hi-Fi): un mese fa, gli intenzionati all’acquisto erano il 17,0%; oggi, sono il 18,2%. Resta stabile intorno al 25,2% la quota degli Italiani disposti ad acquistare piccoli elettrodomestici. In termini di importi di spesa, continua il trend decrescente per tutte le categorie: -106 € per gli elettrodomestici bianchi, -70 € per i bruni, -13 € per i piccoli, nonostante la possibilità di pagare con tipologie di carte di credito molto flessibili, come ad esempio la carta revolving.

    Elettronica di consumo: previsioni positive per gli acquisti di tablet, e-book e telefonia, mentre i PC si contraggono ancora; stabili le intenzioni di acquistare videocamere.
    Aumentano gli Italiani intenzionati ad effettuare acquisti nel settore tablet/e-book e telefonia (rispetto al mese di settembre il dato passa rispettivamente dal 18,8% al 19,8% di e dal 10,4% al 11,2%), mentre scende l’interesse verso PC e videocamere. Diverso, invece, il trend degli importi massimi di spesa previsti: risalgono quelli di PC e fotocamere (rispettivamente a 621 e 362 €); scendono quelli di tablet e telefonia (rispettivamente a 385 e 305 €).

    Auto e moto: stabili le intenzioni di acquisto per moto, scooter e auto usate. Le intenzioni di acquisto per le auto nuove, invece, dopo la flessione di settembre, crescono all’8,4%.
    Le previsioni di acquisto di auto nuove, dopo il lieve trend decrescente degli ultimi mesi, recuperano terreno. Quanti si dicono interessati all’acquisto sono l’8,4% del totale (a ottobre erano il 7,6%). Resta stabile invece la percentuale di coloro che si dicono intenzionati ad acquistare veicoli usati (il 6,9%).Scende lievemente la quota degli interessati all’acquisto di motocicli (da 4,8% a 4,7%). Per quanto concerne gli importi massimi di spesa preventivati, per le auto nuove la cifra di riferimento è scesa al 18.359 €; per le usate, e i motocicli resta stabile (rispettivamente per 7.061 e 2.873 €).

    Casa e arredamento: sostanzialmente stabile l’interesse per l’acquisto di mobili, case e per la ristrutturazione.

    Scende da 4,0 a 3,7% la quota dei consumatori che prevedono di acquistare casa, da 7,7 a 7,6% la quota di coloro che sono intenzionati a ristrutturare casa nei prossimi tre mesi, sebbene esistano formule molto flessibili di prestito casa. Crescono leggermente i potenziali acquirenti di mobili, passando dal 15,6% al 15,9%. Continua la diminuzione della spesa media prevista per i mobili: per il mese di ottobre la cifra di riferimento è 2.344 €.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    www.adhoccommunication.it – www.info.findomestic.it

  • Corriere economia: chi attira più talenti? Sul web, Terna entra in Top 10

    Corriere economia: chi attira più talenti? Sul web, Terna entra in Top 10. La società che gestisce la rete elettrica italiana, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, si colloca al 6° posto nella classifica italiana ‘Employer branding online awards’ di Lundquist, scalando ben 17 posizioni rispetto all’anno precedente. Un ulteriore riconoscimento per la società, che sul web ha valorizzato ed arricchito le sezioni dedicate al recruitment.

    In Italia le potenzialità della Rete devono ancora essere colte a pieno. Lo dimostra la recente classifica ‘Employer branding online awards’ (della società di rating web Lundquist) che ha valutato come le maggiori aziende in Italia utilizzano il sito web corporate per attirare e fidelizzare i migliori talenti. A livello Europa nelle prime dieci c’è solo un’azienda italiana, Telecom, seconda dietro al colosso assicurativo tedesco Allianz.

    In Italia spicca il successo di Hera, ed è molto significativo l’ingresso nella Top 10 di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, (arrivata al 6° posto dal 23° dell’anno scorso, scalando ben 17 posizioni in classifica) subito dietro colossi come Eni e Pirelli e davanti a società del calibro di Intesa e Benetton. La Società responsabile della Rete di Trasmissione ha adeguato e arricchito la propria proposta di pagine web dedicate al mondo del lavoro e all’attrazione dei talenti con nuove rubriche, interviste ai dipendenti, editing e grafica, portando all’attenzione del “navigatore” i temi legati al recruiting, valorizzando il posizionamento all’interno del sito di “lavorare in Terna”.

    La classifica testimonia come la maggior parte delle aziende investa in misura minore nel branding online rispetto all’ammontare complessivo del sito, come riporta lo stesso fondatore dell’agenzia di rating, Joakim Lundquist, su “Il Corriere Economia, “serve a creare fiducia nei mercati e a migliorare la propria reputazione come datori di lavoro presso potenziali candidati e dipendenti”.

    In Italia, rispetto al resto d’Europa, il gap è ancora elevato (una media di 28 punti contro 46) anche gran parte delle aziende nostrane fa fatica a comunicare con i migliori talenti sul mercato innovando i propri sistemi che spesso non vanno oltre il sito corporate senza toccare ad esempio i social network. In Europa un’azienda su quattro utilizza diversi social network per dialogare con i potenziali candidati, tra cui Facebook e Twitter (in Italia solo il 3%).

    FONTE: Terna

  • LE PMI: UN VALORE ITALIANO CHE AUCHAN SOSTIENE ED ESPORTA NEL MONDO

    Sapori delle Regioni” è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali fino al 2017, rafforzando il supporto di Auchan alle Piccole e Medie Imprese

    Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto per cinque anni, a partire dal 2012, il suo patrocinio per il marchio Auchan “I Sapori delle Regioni”. Riconoscimento importante perché sostiene, in questo particolare momento storico, l’attività che Auchan Italia svolge nei confronti delle oltre 900 Pmi con cui collabora da anni, valorizzandone i prodotti gastronomici tipici sia negli scaffali dei 58 iper italiani, sia esportandoli negli 11 Paesi in cui il Gruppo è presente attraverso il programma Auchan Export .

    “I prodotti Sapori delle Regioni sono nati nel 2002 come conseguenza della scelta da parte di Auchan di valorizzare i migliori prodotti della tradizione enogastronomica delle regioni italiane” spiega Fabio Sordi, Direttore Acquisti e Mercati di Auchan Italia “Questa scelta è maturata dall’attenzione verso le nuove esigenze del consumatore, per il quale è sempre più importante ritrovare attraverso il cibo il sapore delle proprie origini, dei propri ricordi, ma anche il gusto della ricerca e della scoperta della grande tradizione enogastronomica italiana”.

    Attraverso Auchan le aziende hanno la possibilità di entrare in un contesto di grande distribuzione organizzata e di usufruire dei servizi che Auchan mette a disposizione per svolgere una corretta relazione commerciale innanzitutto sul nostro territorio attraverso la rete dei propri 58 Ipermercati presenti da Nord a Sud dell’Italia.

    I prodotti dei “Sapori delle Regioni” nel corso del 2010 hanno avuto uno spazio espositivo costante all’interno degli Ipermercati Auchan e sono stati presentati in occasione di eventi speciali dedicati a specifiche aree geografiche: a febbraio con l’evento Regioni in Tavola, a marzo è stata protagonista l’Etruria, ad aprile la Sicilia, a giugno la Puglia, la Campania e la Calabria, ad agosto le Marche e l’Abruzzo, a settembre la Sardegna e a novembre il Triveneto.

    Alle 900 aziende presenti e ai loro circa 12.500 prodotti locali vanno inoltre aggiunti altri 300 produttori circa con 3.000 etichette di vino (Doc, Docg, Igt) per un giro di affari totale di 116 milioni di euro.

    Gli oltre 5000 fornitori di Auchan Italia sono composti per il 3,4% da micro-imprese, per il 6,4% da piccole imprese e per il 2,8% da medie imprese. Auchan ripartisce attualmente i propri acquisti nelle tre fasce delle Pmi, rispettivamente al 2%, 7,3% e 4,1%. Complessivamente il prodotto tipico locale pesa in termini percentuali il 29% del fatturato del settore alimentare.

    Dal punto di vista finanziario, per le Pmi fornitrici in Italia, Auchan ha attivato il factoring captive, uno strumento che consente alle aziende trattamenti e soluzioni finanziarie veloci e a prezzi di mercato.

    I fornitori che possiedono i requisiti per divenire partner di Auchan sottoscrivono un accordo quadro con l’azienda: tale accordo prevede un monitoraggio continuo da parte di Auchan dell’affidabilità delle consegne e della qualità, con particolare attenzione per i prodotti freschi.

    Nell’ambito del “Servizio Qualità Auchan”, la qualifica delle Pmi prevede un percorso di accompagnamento tecnico attraverso attività di auditing e gestione dei piani di miglioramento. L’obiettivo di tale processo consiste nel migliorare le performance dei partner, valorizzando il dialogo e la condivisione dei risultati e favorendo la creazione di relazioni basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca.

    “Il sostegno alle Piccole e Medie Imprese” spiega Fabio Sordi “rappresenta un elemento cardine della Responsabilità Sociale ed economica di Auchan, che da tempo si impegna per favorire, nei moderni canali distributivi, l’ingresso di realtà produttive di piccole e medie dimensioni, regionali e locali”.

    Auchan è uno dei leader della GDO a livello mondiale. In Italia Auchan Spa è presente dal 1989, anno in cui è stato aperto il primo Ipermercato a Torino.

    Oggi è presente in 12 regioni italiane con 58 Ipermercati, di cui 51 a gestione diretta e 7 in franchising e conta quasi 13.000 dipendenti. Inoltre Auchan è presente in Francia, Cina, Taiwan, Russia, Ungheria, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ucraina.

  • … Per diventare Manager in ambito Retail

    Sono ancora aperte le iscrizioni al Master in Retail Management, organizzato dall’Università Europea di Roma, in collaborazione con BRD Consulting.

    Il Master in “Retail Management” si propone di formare “manager” con una solida preparazione per poter svolgere funzioni direzionali, di coordinamento, di programmazione e controllo nelle strutture finalizzate alla grande distribuzione.

    Il Master, salvo proroga, avrà inizio il 14 Dicembre 2012 e le lezioni si svolgeranno presso l’UER.

    Da oggi, sponsor del Master anche la rivista Retail&Food, il primo magazine interamente dedicato agli operatori di retail e ristorazione attivi nei luoghi di viaggio, negli spazi commerciali e nei luoghi di intrattenimento e cultura.

    Per maggiori informazioni cliccate qui oppure scrivete a [email protected]

  • Crescono i mancati pagamenti tra le imprese italiane dopo i primi nove mesi del 2012

    • La decelerazione della crescita economica nazionale (Pil – 2,3% nel 2012) si riflette sull’andamento dei mancati pagamenti delle imprese italiane.
    • Dopo 9 mesi, la frequenza dei debiti non onorati cresce del 25% sul mercato domestico e del 5% sul mercato Export.
    • Settori: la meccanica si difende con gli ordini esteri sui prodotti a valore aggiunto, l’edilizia prosegue il trend negativo mentre l’agroalimentare soffre a causa della riduzione dei consumi e dell’inefficienza della catena distributiva.
    • Tra le regioni solo il Friuli Venezia Giulia presenta entrambi gli indicatori in miglioramento.

    Il Report sui Mancati Pagamenti è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Unattenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici, che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia, costituito da circa 450.000 aziende.

    Questo rapporto consente di analizzare in anticipo il trend del ciclo economico e rappresenta una guida utile per orientarsi nel complesso scenario economico/finanziario che stiamo vivendo. Fotografa inoltre in modo analitico lo stato di salute dei segmenti produttivi fondamentali: elimina il rischio di scelte approssimative e scandisce i tempi della competitività.

    I dati del 3° trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011, registrano sul mercato interno la crescita della frequenza (+ 25%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, mentre la severità, analisi degli importi medi, resta invariata. Il mercato Export, dopo il buon andamento nel 2011 e i primi mesi del 2012, mostra segnali di deterioramento su entrambi gli indicatori: frequenza (+ 5%) e severità (+ 9%).

    I mancati pagamenti in Italia – afferma Andrea Misticoni, Direttore Centrale di Euler Hermes Italia – proseguono il trend di crescita anche nel 3° trimestre 2012. Il forte rallentamento dei consumi privati, la stretta finanziaria in essere e la relativa crisi di liquidità stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le imprese. Molti i settori colpiti tra i quali l’agroalimentare, affetto dall’inefficienza della catena distributiva e dalla crescita dei costi per le imprese agricole mentre nella filiera della pelle soffrono le calzature. Il comparto delle costruzioni continua il suo trend negativo anche a causa dell’assenza di investimenti pubblici nelle infrastrutture utili allo sviluppo economico del Paese.

    Dal lato export – prosegue Misticoni – , si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. Ad incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori chimica, carta e siderurgia. La meccanica, invece, con i suoi prodotti a valore aggiunto e con la specificità di alcune nicchie del comparto, prosegue la sua crescita nei mercati Export esplorando sempre più le mete extra UE”.

    “Alcuni segnali di miglioramento per il mondo imprenditoriale si incominceranno ad intravedere agli inizi del 2013 anche se i principali indicatori economici del Paese torneranno ad essere positivi a partire dal 2014 – conclude Misticoni. Insieme alle misure intraprese dal Governo per dare nuovo slancio all’economia, bisognerà attuare e verificare l’impatto della Direttiva Europea sui termini di pagamento (obbligatoria da Marzo 2013 sia per la PA che per le imprese private) e smobilizzare quanto prima gli oltre 90 miliardi di crediti vantati dalle imprese che lavorano a stretto contatto con gli Enti Pubblici. Solo così sarà possibile far fronte all’esigenza di liquidità delle imprese.”

  • Crisi aziendale, il periodo dell’incertezza

    La crisi aziendale ormai è una realtà consolidata e ben presente a livello nazionale. Sempre più imprese si rivolgono a temporary manager per poter risolvere problematiche che interessano vari settori e questioni. I problemi più frequenti che le società di consulenza si ritrovano a dover fronteggiare sono quelli relativi alla pianificazione finanziaria, che in questo momento molti imprenditori vedono come ostacolo insormontabile senza nessuna soluzione possibile per risolvere la questione.
    Il temporary management così si rileva uno strumento fondamentale, a cui molti professionisti si rivolgono per poter definire un percorso condiviso e specifico per dare una svolta ad una situazione instabile. Il periodo dell’incertezza: così in molti lo definiscono questo momento in cui l’Italia, ma anche molti altri stati europei, si trova a dover studiare strategie specifiche volte alla ripresa economica della nazione. In attesa così dell’attuazione e dei risultati concreti della Riforma Fornero, attraverso realtà o servizi specifici, come le società di consulenza o il temporary management, è possibile arginare gli effetti della crisi aziendale.
    Per ulteriori informazioni e dettagli sui servizi messi a disposizioni da Costa Business Expert per poter arrestare la crisi aziendale, visita il sito all’indirizzo www.consulenza-direzionale.it e rimani costantemente aggiornato sulle news del settore consultando il blog della società di consulenza.