Categoria: Economia e Finanza

  • Rilancio industriale Prelios – Piano industriale Feidos di Massimo Caputi

    Secondo il Memorandum of Understanding approvato questa mattina dal Consiglio di Amministrazione di Prelios S.p.A., e subordinato all’approvazione degli azionisti aderenti al patto e dei soggetti finanziatori di Prelios, Feidos 11 – società d’investimento promossa da Feidos, Luca Rovati di RottaPharmMadaus, Famiglia Diaz Della Vittoria Pallavicini, Cornetto Bourlot ed altri investitori – è pronta a investire nel rilancio industriale e finanziario di Prelios circa 20 milioni di euro.

    L’operazione, finalizzata a creare una piattaforma europea di servizi immobiliari-finanziari, ha come obiettivo l’innesto in Prelios di investitori industriali ed un team di management di respiro internazionale.

    “Prelios – ha dichiarato Alessandra Patera, AD di Feidos, – ha in sé, nonostante la crisi che ha colpito tutto il mercato immobiliare in questi anni, fortissime potenzialità umane ed industriali che devono essere valorizzate al massimo con l’obiettivo di promuovere una strategia di focalizzazione sul mercato dell’erogazione dei servizi evoluti nel quale la Società intende essere leader.”

    Feidos ritiene che le linee guida del rilancio si fondano sui seguenti elementi:

    – mantenimento dei livelli occupazionali e valorizzazione delle risorse umane esistenti,
    – forte focalizzazione sul rilancio dei servizi a 360° per patrimoni italiani ed esteri, anche mediante joint venture europee,
    – fidelizzazione degli oltre cento investitori istituzionali che sono presenti nei veicoli gestiti,
    – pressante lavoro di attrazione di investitori esteri in Italia.

    Lo spessore complessivo dei soci storici di Prelios, la vision ed esperienza globale del socio di riferimento Camfin, l’innesto di nuovi soci industriali e finanziari che investono nuova liquidità, sono gli elementi strategici alla base del piano di rilancio della Società.

    “Riteniamo che i nostri obiettivi – ha concluso Alessandra Patera – grazie anche ad una nuova struttura organizzativa molto più snella ed efficace, potranno essere raggiunti in circa 4 anni restituendo valore pieno alla società e agli investitori, riportandola, con un modello di business evoluto rispetto al passato, al ruolo di leader europea.”

  • FRANCHISING: LA SICUREZZA DI ESSERE IMPRENDITORI

    I consumatori premiano il franchising, anche in tempi di crisi.

    Sono i risultati principali della ricerca «Riconoscibilità delle catene franchising per il consumatore» presentata oggi al Salone F&T di Milano da Confimprese e realizzato da Nielsen per Confimprese Lab.

    I consumatori premiano le catene in franchising. In esse riconoscono la validità della formula distributiva sostenuta ampia offerta e qualità del servizio.

    Il l sistema franchising avanza contro il vento della crisi.

    Nella difficoltosa situazione del commercio tradizionale, causata dal crollo verticale dei consumi in Italia, le reti di affiliazione hanno tenuto e il Franchising resta l’isola felice del commercio.

    “Sono sempre più numerosi nel mondo gli imprenditori che puntano sul franchising per mettersi in gioco”, spiega Antonio Fossati, presidente di Rds, la società di consulenza che organizza il Salone del Franchising Milano e prosegue: ”Il mondo del commercio è complesso, c’è voglia di mettersi in gioco, ma la tendenza è a non farlo da soli”.

    L’Osservatorio permanente sul franchising indica nel periodo 2007-2011 balzi in avanti per il numero di punti vendita in franchising presenti sul territorio nazionale, passato da 52.725 a 54.096 e per il volume di affari sviluppato di conseguenza, giunto a quota 22,3 miliardi pari a circa un punto e mezzo di pil.

    Il franchising fa quello che ai negozi tradizionali non riesce più: smuovere il mercato, attraverso l’autoimpiego, per proporre opportunità concrete a chi vuole investire e a chi cerca la propria strada nel settore.

    In base alle dichiarazioni del campione sondato nella ricerca condotta da Nielsen, sembrerebbe che la crisi economica non abbia modificato in maniera sostanziale le abitudini di frequentazione delle realtà in franchising: la maggior parte dichiara, infatti, di non avere cambiato abitudini e oltre la metà dei frequentatori mostra una sostanziale stabilità nella frequentazione dei punti vendita di reti in affiliazione.

  • Flavio Cattaneo: firmato accordo collaborazione Desertec e Res4Med

    Energie rinnovabili. A Milano in occasione della terza conferenza Euromed, è stato firmato un accordo di collaborazione tra il consorzio Desertec Industrial Initiative (Dii) e Renewable EnergySolutions for the Mediterranean (Res4med) a fronte di investimenti nelle regioni del Sud del Mediterraneo per 120-160 miliardi di euro per energie rinnovabili. Significativo l’impegno di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, partner sia del Dii, sia di Res4med con Terna Plus.

    E’ stato siglato a Milano un accordo di collaborazione nel settore delle energie rinnovabili tra il consorzio Desertec Industrial Initiative (Dii) e Res4med, Renewable Energy Solutions for the Mediterranean.

    Con il motto “Energia solare ‘nel’ e ‘dal’ Mediterraneo”, la firma da parte del presidente della Dii Paul Van Son e di Res4med, Francesco Starace è avvenuta nell’ambito della terza conferenza Euromed. Come sottolinea una nota, nei prossimi 20 anni nei Paesi del Sud del Mediterraneo l’aumento di capacità elettrica richiesto a fronte dell’incremento della popolazione di 80 milioni di persone richiederà investimenti per 120-160 miliardi di euro per le sole centrali solari ed eoliche.

    Le attività di Dii, fondata in Germania nel 2009, con 57 soci e partner in 16 Paesi (tra cui Enel Green Power, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, Unicredit, Intesa e Italgen-Italcementi) puntano a creare entro il 2050 un mercato di scala industriale per le rinnovabili nelle regioni desertiche del Sud Mediterraneo e del MO. Res4Med è l’associazione creata ad Enel Green Power, Edison, Cesi, Gse, Pwc, Terna Plus e Politecnico di Milano per promuovere le rinnovabili nel Mediterraneo e le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto.

    FONTE: Borsa Italiana

  • POLONIA:NUOVE OPPORTUNITà DI MERCATO PER LE IMPRESE ITALIANE

    Si svolgerà a Verona, martedì 20 Novembre, alla presenza di illustri relatori nel campo economico-finanziario, il Convegno “Polonia: nuove Opportunità di Mercato per le Imprese Italiane” che presenterà le ampie opportunità di investimento del Paese a fronte del piano di privatizzazioni varato dal Governo polacco.

    Il Convegno, patrocinato dall’Ufficio di Promozione del Commercio e degli Investimenti dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia, UniFiere, Concessionario Esclusivo per l’Italia dell’Ente Fieristico MTP Poznan, e UniCredit si rivolge agli imprenditori e ai rappresentati delle istituzioni finanziarie interessate alle opportunità di investimento in Polonia e al mercato fieristico polacco. Il Pil della Polonia, infatti, nel 2012 dovrebbe crescere del 2,5%, più che in ogni altro paese dell’Unione Europea. È una crescita economica sostenibile che poggia su sani fondamenti delle finanze dello stato e su una forte stabilità politica.

    Il Convegno sarà aperto da Piotr Kozowski, Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, Capo dell’Ufficio di Promozione del Commercio e degli Investimenti. Seguiranno gli interventi di Agata Karbowniczek, Capo Ufficio Marketing della ZES – Zona Economica Speciale di Wabrzych, accompagnata da Urszula Soliska-Marek, Presidente della ZES. Tomasz Buczek, Direttore del Dipartimento di Strategia e dello Sviluppo del Comune di Biaystok, accompagnato da Przemysaw Tuchliski, Vice Direttore del Dipartimento del Sindaco del Comune di Biaystok. Krzysztof Babij, Manager dei Progetti d’Investimento, Zona Economica Speciale di Kostrzy e Subice. Mirosaw Karapyta, Presidente della Regione Podkarpackie.

    INFORMAZIONI PER LA STAMPA | Mattea Guantieri | 333 6375821 | ufficiostampa@unifiere.com

  • Una metodologia formativa innovatica a cura di Creditevolution Academy

    Una metodologia formativa innovativa, finalizzata al miglioramento continuo, per la valorizzazione di tutti coloro che operano nel Recupero Crediti.

    Di fronte all’attuale scenario di crisi e di incertezza che attraversano i mercati, la gestione del credito diventa un passaggio strategico al supporto dell’intero comparto produttivo italiano.

    L’attività del Recupero Crediti è diventata fondamentale ormai in tutte le Aziende e la figura del Credit Manager di conseguenza è cresciuta di livello negli organigramma: chi lavora alla gestione crediti è un professionista in costante evoluzione, inserito in area finanza o a volta in ambito commerciale, che deve monitorare e assicurare il costante equilibrio dei flussi finanziari.

    Le attività principali di cui si occupa sono: valutare il rischio connesso al cliente e recuperare i crediti senza ricorrere ad azioni legali, in modo tale da mantenere nel tempo la fidelizzazione del cliente stesso.

    E’ di primaria importanza, al fine di evitare il rischio di insolvenza, conoscere e valutare anticipatamente la solidità finanziaria di nuovi clienti, fornitori e partner prima di concludere qualsiasi transazione commerciale. Una buona azione preventiva, affiancata alla perfetta conoscenza del cliente, è il presupposto necessario per la riduzione degli insoluti.

    Una figura professionale dunque che deve essere costantemente aggiornata e pronta su molteplici aspetti: finanziari, commerciali, tecnici e comunicativi.

    Creditevolution Academy è un centro di formazione permanente che si occupa dell’aggiornamento a tutto tondo di chi opera nel mondo del Credito: consulenza diretta, prodotti, servizi on-line ma soprattutto formazione continua grazie a docenti professionisti del settore altamente specializzati nella materia, pronti in ogni occasione a favorire un confronto costruttivo fatto di testimonianze e di profusione di know how, esperienze e credibilità professionali che vengono trasmesse con valori e linguaggi condivisi.

    Gli obiettivi principali della struttura formativa sono:

    · aggiornare i professionisti del credito e sostenerli nei processi di cambiamento, con il fine di adeguare e far crescere le competenze chiave delle Aziende dove operano e dei singoli manager coinvolti;

    · promuovere, sviluppare e valorizzare il patrimonio di conoscenze tecnico professionali nonchè le esperienze e le capacità manageriali delle risorse impegnate nel recupero crediti.

    Fattore distintivo di Creditevolution Academy è costituito dal consolidamento e dallo sviluppo di rapporti di partnership instaurati nel tempo con Associazioni di Categoria e Società di prestigio, Centri di Ricerca e Istituzioni Accademiche finalizzate alla realizzazione di progettualità comuni e condivise.

    Un esempio di rilievo è la convenzione stipulata con Aon, che permette a tutti i clienti della Società di usufruire dei prodotti formativi di Academy con tariffe agevolate e con una proposta di date in esclusiva per loro.

    Da sottolineare inoltre come molti dei i Corsi proposti da Academy abbiano ottenuto il prestigioso riconoscimento di certificazione da parte di ACMI, l’Associazione Nazionale per eccellenza che riunisce la Categoria dei Credit Manager.

    Punta di diamante dell’Accademia è la proposta nutrita di Training in house ( http://www.creditevolution.it/it/50-academy/56-academy-training/ ): il cliente può strutturare e personalizzare i Corsi prescelti direttamente presso la propria Azienda, con la possibilità di adattare la durata, i contenuti, gli orari e le metodologie didattiche alle Sue specifiche necessità di aggiornamento. Più di 20 temi verticalizzati e specifici, caratterizzati da un taglio pratico ed operativo fruibili anche dalle Associazioni di categoria per arricchire le loro proposte formative.

    Grazie al Training, la formazione potrà entrare in Azienda, con un taglio fortemente pratico e operativo.

    La fase di progettazione contenutistica dei singoli prodotti formativi ha visto la condivisione e il coinvolgimento di tutti i Docenti di Creditevolution Academy, a garanzia dell’importanza scientifica che la struttura adotta per i suoi prodotti.

    Per chi invece necessita di un percorso graduato ma completo di aggiornamento della materia, l’Accademia propone Academy Lab, quattro incontri annuali per confrontarsi sulle opportunità e le criticità che definiscono il ciclo della gestione delle attività di recupero credito. Possono essere fruiti singolarmente, o è possibile iscriversi al ciclo completo dei quattro incontri, proposti con un calendario fisso.

    Al termine del laboratorio completo i partecipanti che lo desiderano possono elaborare un piano individuale di potenziamento del proprio lavoro, costituito dagli ambiti di sviluppo e dalle azioni concrete da utilizzare per migliorare le performance; il piano può essere discusso e condiviso con i docenti del lab per un confronto critico diretto e utilissimo sul piano professionale.

  • Convegno: “I controversi rapporti tra fisco e contribuente – dallo statuto del contribuente al contenzioso”

    Il workshop “ I controversi rapporti tra fisco e contribuente”, organizzato dal “Gruppo di Studio Enrico Gustarelli per la Fiscalità d’Impresa – Università Bocconi”, offre una opportunità unica per professionisti ed esperti del settore per approfondire una materia di grande attualità e interesse. Per l’occasione interverranno come relatori il Professor Gaspare Falsitta, il Dottor Roberto Lunelli, il Dottor Roberto Moro, il Professor Andrea Manzitti e il Professor Gianni Marongiu.

    Milano, giovedì 22 novembre presso l’Università Bocconi, Aula N07 c/o Velodromo di P.zza A. Sraffa, 13 M, si terrà il convegno intitolato “I controversi rapporti tra fisco e contribuente” organizzato dal “Gruppo di Studio Enrico Gustarelli per la Fiscalità d’Impresa – Università Bocconi”. Dalle 9 alle 13 avrà luogo la discussione sulle tematiche relative ai problematici rapporti tra fisco e contribuente dallo statuto del contribuente al contenzioso.

    Il workshop, moderato dal Dottor Pierangelo Paleari presidente del “Gruppo” e dal Professor Carlo Garbarino in rappresentanza dell’Università Bocconi, vedrà gli interventi del Professor Gaspare Falsitta con “Osservazioni critiche intorno alla nuova progettata revisione del sistema fiscale”, del Dottor Roberto Lunelli con “Il contenzioso tributario – Attualità e prospettive negli organi giudicanti e nel processo”, del Dottor Roberto Moro con “Rapporti tra fisco e grandi imprese – ruolo del tax manager”, del Professor Andrea Manzitti con “Riflessioni sulla emendabilità delle dichiarazioni fiscali” e del Professor Gianni Marongiu con “Elusione versus retroattività alla luce dello Statuto del contribuente”.

    La partecipazione è gratuita previa iscrizione all’indirizzo: 2bsmart.wufoo.eu/forms/i-controversi-rapporti-tra-fisco-e-contribuente o telefonando al numero 335 8479532

    Informazioni sul “Gruppo di Studio Enrico Gustarelli per la Fiscalità d’Impresa – Università Bocconi”:
    Il “Gruppo di Studio Enrico Gustarelli per la Fiscalità d’Impresa – Università Bocconi” nasce nel 1971 per iniziativa del Professor Enrico Gustarelli ed ha accolto attorno al tavolo di lavoro alcuni fra i più importanti docenti e professionisti cultori della materia tributaria al fine di contribuire, anche in modo critico, all’evoluzione del Diritto Tributario, alla sua interpretazione ed alla sua concreta applicazione, tramite l’organizzazione di convegni e scritti pubblicati sui quotidiani finanziari e sulle riviste di diritto tributario.
    Oggi il Gruppo è composto da ventidue membri, docenti universitari, dottori commercialisti e avvocati tributaristi che dedicano una parte del loro tempo a studiare le nuove sempre più complesse normative tributarie anche in chiave Europea (il dottor Piergiorgio Valente è Presidente della Commissione fiscale europea a Bruxelles), nonché a proporre ed appoggiare iniziative legislative volte al miglioramento delle normativa fiscale stessa.

  • IG lancia la nuova pagina Facebook ufficiale

    Milano, 13 novembre 2012 – IG, leader globale nel mercato dei CFD (Contract for Difference) su azioni, indici, forex e molti altri prodotti, lancia la propria pagina Facebook ufficiale.

    Da sempre IG è una società attiva sui Social Media attraverso la promozione di contenuto di tipo finanziario e didattico nel settore del trading online. Dopo il canale Youtube, i profili Twitter (sia aziendale che dedicati esclusivamente agli analisti) e quello LinkedIn, da oggi è stata lanciata anche la pagina ufficiale su Facebook. Il nuovo profilo Facebook di IG ospiterà news di commento ai mercati, tutte le ultime novità in merito a seminari in sede ed itineranti organizzati da IG nonché video e immagini relativi alle attività della società numero uno in Italia per il trading con i CFD.

    Gli analisti finanziari di IG Vincenzo Longo e Filippo A. Diodovich contribuiranno alla pagina Facebook con aggiornamenti di carattere finanziario a livello internazionale, tra cui la pubblicazione dei principali indicatori economici e tutti gli eventi che influiscono sull’anadamento dei mercati finanziari.

    La sezione Eventi della nuova pagina Facebook di IG offrirà un calendario di tutti i seminari e le lezioni di trading organizzate non solo presso la sede IG di Milano ma anche itineranti, come per esempio il CFD Tour o la partecipazione ad altri eventi di carattere finanziario. Gli eventi IG sono ad iscrizione gratuita e promuovono l’approfondimento delle tecniche di trading e delle capacità di individuare i trend di mercato per un trading con i CFD di successo nel lungo termine.

    Selezionando “Mi Piace” (Like) sulla pagina Facebook ufficiale di IG sarà possibile rimanere sempre aggiornati su tutte le ultime novità relative alla società direttamente accedendo al proprio profilo di Facebook.

    Scopri IG sui Social Media, seleziona “Mi Piace” su Facebook http://www.facebook.com/IGItalia

    IG pagina Facebook

    IG, primo operatore nel trading online di CFD (Contract for Difference) in Italia e leader nell’offerta di CFD su azioni, indici, forex e molti altri prodotti, offre una soluzione completa di trading su migliaia di mercati e rivolge i propri servizi a broker, gestori di fondi, società finanziarie e investitori privati. IG è parte di IG Group, gruppo leader in servizi e prodotti finanziari sia per clienti privati sia per professionisti, quotato al London Stock Exchange e con sede principale a Londra. I dati di bilancio del 2012 (al 31 maggio 2012) evidenziano ricavi per £367 milioni.

    Per maggiori informazioni contattare:

    IG Italia
    Ufficio Stampa IG c/o NOW!PR

    Alessandro Capuano
    Managing Director IG Italia
    [email protected]

    Informazioni e apertura conto: 800 897 582
    Customer service: 800 979 290
    Operazioni e trading: 800 979 291
    Ufficio: 02 36046619
    Web: www.igmarkets.it

    Daniele Comboni – [email protected]
    Mattia Zanetti – [email protected]
    Tel. 02.881290.1

  • Flavio Cattaneo d’accordo con Investimenti e burocrazia, politici e imprenditori

    In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Flavio Cattaneo invita a cambiare le regole di base della burocrazia italiana che frena gli investimenti di sviluppo. Terna contribuisce in modo significativo al miglioramento del sistema infrastrutturale italiano ed i suoi sforzi rischiano di essere vanificati da una burocrazia immobilizzante. Cattaneo ha ottenuto largo consenso alle sue dichiarazioni da parte di politici ed imprenditori. “Il federalismo non deve essere un tabù” hanno dichiarato Romani (Pdl) e Boccia (Pd). Galimberti della Confcommercio afferma: “Se riuscissimo ad abbattere il costo della burocrazia (60 miliardi di euro all’anno) avremmo un aumento del pil di 1,7%.

    La presa di posizione dell’ad di Terna Flavio Cattaneo (Intervista al Sole 24 Ore “La burocrazia frena gli investimenti in Italia”) ha già ottenuto un risultato, quello di mettere d’accordo politici e imprenditori sul tema. Il consenso alle sue dichiarazioni è stato infatti più che bipartisan, pressoché totale.

    Sul fronte politico, ad esempio, da registrare gli interventi a sostegno sia di Paolo Romani, deputato Pdl ed ex ministro dello Sviluppo nel Governo Berlusconi, che di Francesco Boccia, responsabile economico del Pd. Il primo, infatti, in particolare ”dà ragione” al top manager che invita a cambiare le regole di base, a cominciare dalle norme che riguardano il titolo V della Costituzione, perché il ”federalismo non deve essere un tabù”. ”Avendo inserito più di 30 materie concorrenti in Costituzione – dice Romani – significa avere bloccato e burocratizzato qualsiasi autorizzazione in questi settori. Quindi, il federalismo non può essere l’alibi per bloccare gli investimenti in settori così importanti”.

    Più esplicito ancora il secondo, Boccia, quando dice che ”con me Cattaneo sfonda una porta aperta. Ho sempre detto che l’energia è una di quelle materie che hanno sbagliato a delegare alle Regioni. Ricordo che nel 2001, sulla riforma del Titolo V della Costituzione, feci un forte intervento critico sulle materie concorrenti. A distanza di 12 anni, abbiamo trasformato i tribunali nei luoghi della mediazione. E’ evidente che l’allarme dell’ad di Terna non lo si risolve con una norma, ma avendo il coraggio di tornar indietro rispetto a una pessima riforma”. Boccia aggiunge poi che “se non si sa chi ha la regia, il potere resta nelle mani della burocrazia”.

    In sintonia anche la Lega, per voce di Manuela Dal Lago, presidente leghista della commissione Attività produttive della Camera. Dal Lago si sofferma meno sul tema federalista e di più su quello della burocrazia vera e propria. “’In Austria – ha detto – in 15 giorni si apre un’impresa. Da noi tra tutti i controlli che uno deve passare, tutti gli enti che devono dare un parere…”. Senza dimenticare, per fare un esempio, “le difficoltà degli imprenditori emiliani che sono stati colpiti dal terremoto”.

    Sul fronte imprenditoriale, il presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, Paolo Galimberti, si è detto d’accordo con la presa di posizione di Cattaneo, secondo il quale la burocrazia frena gli investimenti e bisogna superare ‘pastoie e veti’. “Se riuscissimo ad abbattere il costo della burocrazia (60 miliardi di euro all’anno) – dice Galimberti – avremmo un aumento del pil di 1,7% e tutti sanno quanto per noi questo aumento del Pil possa essere importante. Non c’è dubbio che la burocrazia sia un problema”.

    FONTE: Terna

  • Reti di Imprese: una soluzione efficace per sviluppare l’export delle Piccole Medie Imprese

    Supportare le imprese italiane che vogliono espandersi grazie alle opportunità dell’export è una priorità del legislatore; per questo sono stati emanati una serie di provvedimenti per consolidare le reti di imprese e dar loro il maggior valore possibile.

    Le Reti di Imprese sono uno strumento “democratico”, utilizzabile dalle piccole e medie imprese per ‘creare valore’ tramite la cooperazione con altre imprese. Le sinergie si possono realizzare in modo immediato ed efficace sia tra aziende integrate verticalmente, o nella stessa filiera produttiva/distributiva, o nello stesso settore ma con prodotti complementari.

    Ma quanto costa?
    Creare una rete di relazioni tra imprese può anche non costare nulla, basta sedersi intorno ad un tavolo e fare un accordo, senza nessuna formalità o tutela legale. La parola spesso vale più di ogni contratto, e la reale volontà conta ancora di più di tante parole. Quello che costa veramente e’ pensare un buon progetto di rete, far funzionare bene il progetto di rete, renderlo profittevole, farlo durare nel tempo. E dato che stiamo parlando di un investimento, non e’ importante quanto costa, ma se rende più di quanto costa. Non dimentichiamo tra l’altro che esistono molti contributi pubblici a fondo perduto e finanziamenti bancari per favorire la costituzione di reti di imprese. L’appoggio di un manager esterno capace di aiutare le aziende in queste fasi esplorative, nell’ identificazione delle sinergie e nell’esecuzione dei passi burocratici e operativi necessari è inoltre un fattore premiante che facilita il successo di una Rete di Imprese.
    Il costo reale e’ far partire il progetto. Qui le strade divergono: si può investire nella realizzazione delle prime sinergie, per verificare sul campo che l’idea sia giusta, che gli imprenditori condividano gli stessi valori e siano leali, che le organizzazioni cooperino al progetto senza mettersi di traverso, che i profitti ci siano veramente. Oppure si può lavorare al contratto di rete ed al progetto di rete, discutendo insieme tutte le regole di funzionamento della rete.

    Partire con la fase operativa senza contratto e’ meno costoso e più rischioso, ma a volte e’ più pratico. E’ consigliabile prendere un manager esterno, purché dotato di elevata professionalità, che svolga questo lavoro in modo efficace ed imparziale. I costi qui lievitano, ma anche i risultati. E’ una fase che può richiedere sei mesi o un anno, ma che correla i costi ai ricavi, e che quindi può essere accelerata o rallentata in funzione dei risultati, dell’urgenza e della capacità finanziaria degli imprenditori.

    Partire con il contratto di rete costa molto meno, particolarmente se si hanno le idee chiare su come realizzare le sinergie tra le aziende; costa come creare un buon contratto da un avvocato. Se bisogna ancora capire come realizzare le sinergie, costa come prendere un consulente di direzione per analizzare un progetto. E’ una fase che può richiedere uno o due mesi, ma e’ un costo puro, in quanto non si ha alcuna garanzia della bontà del risultato.
    Indipendentemente da come si parta si può far evolvere il progetto della Rete di Impresa in modo graduale, costituendo un fondo patrimoniale per finanziare le attivita’, costituendo un organo comune incaricato di gestire la rete (di solito il manager che ha seguito il progetto dal suo inizio), istituendo una contabilità, registrando la Rete nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese per limitare il rischio dei soci al solo patrimonio comune, ed iniziando ad operare sul mercato anche come rete e non solo come singole imprese.
    Il risultato e’ un soggetto giuridico chiamato Rete di Impresa che crea valore tramite la realizzazione di sinergie tra aziende, con un processo graduale che lascia ciascun imprenditore padrone a casa propria, che mette in condizione di investire in proporzione ai risultati ottenuti, che permette di lasciare o raddoppiare semplicemente, senza tanti mal di testa.


    Per saperne di più http://retimprese.ebus.it/

  • Con l’accorpamento delle province possibili rincari sull’ RC auto

    L’accorpamento delle province deciso dal Governo non avrebbe solo effetti amministrativi ma, secondo i calcoli di Facile.it (www.facile.it) – sito leader nella comparazione di polizze assicurative, mutui, prestiti e tariffe energia – potrebbe condurre ad aumenti del premio RC auto per oltre un milione e mezzo di automobilisti.

    «Il premio RC auto– spiega Mauro Giacobbe, Responsabile Business Unit Assicurazioni di Facile.it– si compone di diversi elementi, tra cui l’imposta provinciale, che varia dal 9% al 16%. Con l’accorpamento, salvo cambiamenti, sono diverse le province che, inglobate in quelle più grandi, potrebbero fare i conti con un incremento della tassazione fino al 2%».

    Secondo i risultati dell’analisi di Facile.it a subire i danni maggiori sarebbero i residenti della provincia di Parma: oggi hanno un’aliquota del 14%, che salirebbe al 16% in caso di accorpamento con Piacenza (se fosse questa seconda a prevalere).

    Potrebbe andare peggio solo agli automobilisti trevigiani che, dopo essere riusciti a diminuire l’aliquota e pagare dal 1 settembre 2012 il 15%, si trovano sospesi fra un possibile ritorno alla soglia massima del 16% (se venissero accorpati a Belluno e prevalesse la tariffa di questa provincia) o un notevole risparmio nel caso in cui la scelta ricadesse sull’unione con Padova, che applica un’imposta del 12.5%.

    Rincari in vista anche per gli automobilisti pistoiesi e senesi che, unendo i propri destini tariffari a quelli dei conducenti delle province di Prato, Massa e Lucca i primi, di Arezzo e Grosseto i secondi, potrebbero pagare lo 0,5% in più.

    Buone notizie, di contro, per chi vive a Teramo. L’accorpamento con la provincia de L’Aquila è quasi certo e, con esso, anche il risparmio. All’atto della fusione direbbero addio all’aliquota massima e benvenuta quella del 15.5%.